Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Economia circolare Com è online

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2020

L’Italia è al secondo posto in Europa per tasso di occupazione nel settore dell’Economia Circolare (riparazione, riutilizzo e riciclo), con il 2,06% rispetto al dato totale, preceduta dalla Polonia che registra il 2,2% (la media europea è dell’1,7%). Se ne parla su http://www.economiacircolare.com, il nuovo web magazine interamente dedicato alle sfide della transizione ecologica, realizzato da ERION – Sistema multi-consortile per la gestione dei rifiuti associati ai prodotti elettronici – in collaborazione con CDCA – Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali in Italia.Il nuovo progetto editoriale, promosso in partnership con ENEA, ISPRA, UNI, Poliedra, sarà declinato su diverse piattaforme: web, social e podcast. Il magazine, completamente gratuito per tutti i lettori, ospiterà articoli, inchieste, approfondimenti, rubriche e ricerche firmate da giornalisti di settore, economisti, studiosi autorevoli, al fine di creare un dibattito critico e consapevole sul processo di transizione, italiano ed europeo, verso l’Economia Circolare.In apertura di giornale il focus sulle opportunità dell’Economia Circolare a livello italiano e europeo, a cura di Antonio Carnevale. Nonostante l’ottima performance occupazionale, l’Italia si posiziona al 20° posto insieme a Repubblica Ceca e Malta nell’indice globale di sostenibilità ambientale. Il focus analizza la legge di bilancio 2020 e le prime misure del Green New Deal , tra cui l’istituzione di un fondo per gli investimenti pubblici pari a 4,24 miliardi di euro per il triennio 2020-2023, destinato a sostenere, tra l’altro, progetti per la decarbonizzazione dell’economia, la rigenerazione urbana e il turismo sostenibile.Il primo numero del magazine ospita, inoltre, l’intervento di Pascal Leroy, direttore generale del WEEE Forum, che evidenzia come nel prossimo decennio la media dei rifiuti elettronici prodotti a livello globale ammonterà a 9 kg a persona. Nasce da qui, sottolinea Leroy, l’urgenza di garantire corrette pratiche di smaltimento dei rifiuti elettronici e di riciclo delle materie prime in essi contenuti. Solamente nel 2019, questa vera e propria miniera urbana ha avuto, su scala globale, un valore stimato di 50,8 miliardi di euro, e un peso pari a quello di 2,9 milioni di auto elettriche. Sul versante ambientale, il riciclo di ferro, alluminio e rame dai RAEE ha contribuito al risparmio netto di 15 tonnellate di anidride carbonica, pari a 1,7 miliardi di uso di energia domestica in un anno. L’Europa poi, con la campagna “Right to Repair” obbligherà alcuni produttori di elettrodomestici (frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, monitor e prodotti di illuminazione) a fabbricare AEE con componenti sostituibili e riaggiustabili. Ne parla Ugo Vallauri, co-fondatore di “Restart Project”, comunità di riparatori volontari fra le più attive a livello internazionale, che ha promosso una petizione indirizzata al Ministero dell’Ambiente per chiedere al Governo di contrastare l’obsolescenza programmata dei beni di consumo (ancora in discussione).

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