Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Archive for 20 ottobre 2020

Rapporto tra l’islamismo e la civiltà occidentale

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2020

Se non conosciamo l’islamismo di ieri è arduo poter comprendere quello odierno. Nel XIX secolo l’islamismo appariva come un vecchio corpo, quasi pietrificato, portatore di una religione in declino e ridotto a sopravvivere a sé stesso perpetuandosi in popoli privi di indipendenza e asserviti al colonialismo. Solo una fiammella resisteva memore della sua civiltà passata. Un focherello che era alimentato dalle classi pensanti, dall’intelligenza del mondo dell’Islam. Questo tenace revival seppe acquistare sempre più forza e determinazione e fu ben rappresentato dal libro di Bernard Lewis nella versione italiana in “L’Europa infedele e barbara”. L’intellighenzia araba si sentiva schiacciata dall’espansione coloniale dell’Occidente, a spese dell’Islam, tanto da sentirsi sollecitati dall’esigenza del suo ammodernamento. La spinta venne dal poeta indiano Iqbàl e il pensatore Amir Alì e in Egitto da Mohamed Abduh che fu uno dei più nobili nomi del pensiero religioso egiziano moderno e poi da Rashì Rida. Se passiamo al XX secolo dobbiamo registrare, accanto ad una spinta modernista, un ritorno all’Islam medioevale che possiamo definire come l’integralismo e il fondamentalismo. Come è potuto avvenire? Probabilmente dalla stessa crisi dell’Occidente. Ci siamo imbattuti in un secolo con due grandi guerre mondiali e altre regionali che hanno finito con il dissolvere e sbriciolare i valori tradizionali della cultura occidentale coinvolgendo lo stesso cristianesimo e facendogli perdere credibilità agli occhi dell’Islam. Ciò nonostante, il dialogo tra cristiani ed islamisti continua anche se da parte di questi ultimi rimane un pregiudizio difficilmente superabile. Resta, pur da questo mutato quadro un sottofondo costituito da una crisi di fiducia che è ancor più messo alla prova oggigiorno da profondi motivi politici ed economici e che può indurci a credere ad un illusorio avvicinamento puramente di superficie. È triste pensarlo ma il XXI secolo non sembra offrire motivi di novità per farci credere che si possa raggiungere un qualche risultato positivo con il lento passare del tempo. (Riccardo Alfonso)

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Progetto dell’”Archivio Nazionale dei monumenti adottati delle scuole italiane”

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2020

I ragazzi del Petronio, guidati dalle professoresse Raffaella Iovine e Maria Teresa Urso, hanno realizzato una video-guida dedicata al Rione Terra. In tre minuti i ragazzi hanno sintetizzato le informazioni più importanti del sito di Pozzuoli. Il video del Petronio – che è risultata l’unica scuola vincitrice dell’area flegrea – è stato inserito nell’”Archivio Nazionale dei monumenti adottati dalle scuole italiane”.Queste le indicazioni che gli alunni hanno dato presentando il loro lavoro: “Il Rione Terra rappresenta da sempre il cuore di Pozzuoli. È il luogo dove il percorso storico della città si rende visibile attraverso la stratificazione dei tempi e coinvolge pienamente il visitatore calandolo nella realtà antica. Partendo da questa evidenza, la progettazione educativo-didattica della nostra scuola ha inserito nel curricolo la realizzazione di una guida turistica della città con lo studio dei principali siti di interesse storico-archeologico”.La scuola ringrazia per la collaborazione don Roberto Della Rocca direttore dei Beni Culturali della Diocesi di Pozzuoli e la dottoressa Maria Luisa Tardugno della Soprintendenza per i Beni Archeologici, paesaggistici e Belle Arti per l’area Metropolitana di Napoli.

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Scuola: Autogol del Ministero e la caccia al prof supplente si complica

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2020

Ad un mese dall’avvio del nuovo anno scolastico c’è ancora una percentuale non indifferente di cattedre da assegnare ai supplenti annuali. I dirigenti scolastici stanno cercando di sopperire anche con le Mad, ma in molti casi riscontrando più di un problema perché a molti candidati le cattedre non sono assegnabili. Anche Orizzonte Scuola sostiene che si sta svolgendo una “complicata gestione delle domande MAD, le domande di messa a disposizione”.Secondo il sindacato Anief siamo di fronte a un meccanismo normativo immotivato e deleterio: per i precari, per i dirigenti, per gli alunni e per la scuola tutta. Per questo motivo bisogna assolutamente eliminare tale paletto prevedendo di nominare su Mad anche i tanti che non hanno trovato disponibilità e impiego tramite le Gps e che grazie alle MAD potrebbero anche vedersi riconfermato il posto occupato nell’anno scolastico precedente, assicurando in quest’ultimo caso pure la continuità didattica. “La restrizione voluta dall’amministrazione centrale – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – non ha motivo di esistere e complica ulteriormente la situazione perché si colloca nello stesso anno delle immissioni in ruolo mancate e del record di supplenze annuali: perché, del resto, un docente titolato e già presente in altre graduatorie dovrebbe essere escluso dalle Mad? Abbiamo chiesto al dicastero di intervenire, così da prevedere che anche un docente inserito nelle GaE o nelle GPS che ha presentato MAD possa essere nominato in altra provincia o altra classe di concorso rispetto a quella di inserimento in graduatoria”.

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Istruzione: Pacifico (Anief): cabina di regia nazionale su eventuali didattica a distanza

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2020

Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, ai microfoni di Orizzonte Scuola Tv, sul tema della didattica a distanza e la possibile chiusura degli istituti, ha affermato che “la scuola deve portare avanti la didattica in presenza e in tempo di emergenza da Covid bisogna attivare le strategie per preservare la salute di tutti, studenti e lavoratori. Era stato firmato un protocollo, con previsione anche di risorse, alcune delle quali non ancora arrivate. Di per sé la scuola non è un luogo insicuro, risultano molto più pericolosi i mezzi pubblici utilizzati per raggiungere le aule. Ci troviamo di fronte a un vero e proprio rischio biologico”. Per quanto riguarda poi la scelta di alcuni governatori regionali di chiudere le scuole in seguito alla risalita dei contagi, il sindacalista autonomo ha aggiunto che “è una scelta che spetta al Governo, se c’è un rischio focolaio è giusto che si prendano delle precauzioni per contenerlo. Bisogna lasciare però questa responsabilità al Governo. Si è parlato anche di far andare a scuola i docenti per avviare da lì la didattica a distanza, ma è un discorso che non si può improvvisare, ci vuole una cabina di regia nazionale. Se le scuole dovessero chiudere in tutta Europa, come è successo a marzo scorso, sarà il Governo a deciderlo, se rimangono aperte devono essere certamente in sicurezza. Dobbiamo evitare che regni l’incertezza”.

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Scuola: Ata, revisione dei profili, le proposte del sindacato

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2020

Anief ha partecipato all’incontro all’Aran per presentare un documento di proposte per quanto riguarda la revisione dei profili Ata. Presenti la coordinatrice nazionale Anief Ata, Cristina Dal Pino, la vice presidente Anief Friuli-Venezia Giulia, Teresa Vitiello, e il presidente provinciale Anief Foggia, Giovanni Derrico. Il sindacato ha affermato la necessità di modifiche reali dello stato dell’arte per ciò che concerne il personale Ata. È inoltre favorevole a un’articolazione dei profili con un mansionario dettagliato e con un’indicazione delle competenze precise e mirate, secondo livelli di inquadramento professionale ed economico dei dipendenti della funzione pubblica, rispetto ai quali si chiede una nuova equiparazione degli altri comparti ministeriali, sulla base di quanto previsto dall’art. 52 del D. lgs 165/2001Marcello Pacifico (Anief): Il sindacato ritiene prioritario regolamentare lo smart working allo stato delle condizioni attuali, peraltro senza nemmeno una definizione contrattuale, e con i profili professionali bloccati e mai valorizzati. Se quindi si vuole introdurre lo smart working in ambito scolastico, è indispensabile definire una pianificazione delle attività avvalendosi prevalentemente della modalità a distanza, dei contingenti minimi e prevedendo una gestione semplificata, atta a garantire e ad assicurare il regolare funzionamento dell’istituzione scolastica.

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Scuola: In Campania stop lezioni in presenza per tutto il mese

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2020

Fa discutere l’ordinanza firmata dal governatore Vincenzo De Luca che, per contrastare i pericoli crescenti dell’emergenza sanitaria, sospende l’attività didattica in presenza in tutte le scuole della Campania da oggi fino al 30 ottobre. Il documento prevede che “nelle scuole primarie e secondarie sono sospese le attività didattiche ed educative in presenza, le riunioni in presenza degli organi collegiali, nonché quelle per l’elezione degli stessi”. Proprio alla luce del peggioramento dei dati sui casi di positività al Covid19, alle prove concorsuali, programmate a partire dalla prossima settimana non potranno partecipare coloro che risultano in quarantena, in isolamento domiciliare e i candidati che a ragione preferiranno tutelare la loro salute. Secondo il sindacato diventa a questo punto del tutto fuori luogo insistere con il programma a tappe forzate sulla procedura selettiva per 32mila posti da docente della secondaria, a fronte di circa 64mila domande presentate, al via giovedì 22 ottobre e poi avanti sino al 16 novembre. Considerando anche la non impellenza delle prove da svolgere, visto che le immissioni in ruolo si realizzerebbero solo tra dieci mesi, Anief ribadisce la necessità di rinviare le prove e trasformare il concorso straordinario in una procedura finalizzata a graduare e non selezionare gli insegnanti con 36 mesi di servizio, i quali in questo modo avrebbero diritto ad essere assunti per scorrimento di graduatorie per titoli. Qualora, invece, le prove non dovessero essere rinviate è stata predisposta dall’Ufficio Legale Anief una specifica Istanza/Diffida da inviare al Ministero dell’Istruzione e all’Usr di proprio interesse – attraverso preadesione gratuita – per richiedere la predisposizione di prove scritte supplettive.

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ANCoDiS: la diffusione del Covid 19 e “l’autodifesa” della scuola

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2020

In seguito agli ultimi dati epidemiologici relativi alla diffusione del Covid 19, si è accesso un aspro dibattito circa l’opportunità di tenere le scuole aperte o quanto meno limitarne l’apertura in alcuni territori anche a livello regionale. Certamente l’andamento crescente dei casi di positività, dei ricoveri ospedalieri e dei pazienti in terapia intensiva deve suscitare una attenta riflessione che evidenzi cosa nel sistema di protezione e di controllo della diffusione del virus non sta funzionando. E da questo punto di vista, a molti sembrerebbe che la scuola sia uno degli anelli deboli della catena.E’ il caso di ricordare che in ciascuna scuola già dal mese di luglio sono state programmate, progettate e poi messe in campo dallo scorso mese di agosto, misure strategiche di prevenzione e di controllo che – sono certo di non poter essere smentito – hanno fortemente mitigato il rischio di contagio in tutti gli ambienti interni ed esterni. I Dirigenti scolastici, con il sostegno dei loro Collaboratori, dei loro RSPP, dei medici competenti, hanno adottato tutte quelle misure di prevenzione che certamente hanno reso la scuola da cenerentola del sistema Italia la REGINA nel campo della sicurezza e della prevenzione anticovid. Ancodis conferma attraverso le diverse migliaia di Collaboratori preposti alla sicurezza, responsabili di plesso, RSPP, quanto è QUOTIDIANAMENTE alto il livello di attenzione e di controllo e quanto i docenti nelle loro classi siano rigorosi nel rispettare e far rispettare agli alunni le norme ed i protocolli condivisi con i genitori attraverso la sottoscrizione dei patti di corresponsabilità.Purtroppo ciò nonostante una percentuale di casi si è registrata tra alunni e personale scolastico. Chiediamo il perché ma troviamo una onesta spiegazione! La cellula sana della scuola è stata ed è aggredita da cellule esterne – non immuni da elevata carica virale – che certamente non hanno garantito pari livello di attenzione a cominciare dal nucleo familiare (sembra che sia il principale focolaio di diffusione), per passare all’inerzia degli EE.LL. e finire ai mancati e tempestivi interventi normativi delle Istituzioni regionali e nazionali. Vergognosamente abbiamo registrato oltre due mesi di sterili polemiche sui banchi e nessuna vera denuncia sul sistema inefficace dei trasporti degli alunni pendolari, abbiamo dovuto sopportare uno sterile dibattito sulla DAD si…DAD no… (oggi DDI) e nessuno si è preoccupato di attivare wifi gratuito per le famiglie nei quartieri cittadini, sono state alimentate fastidiose polemiche sull’obbligo della mascherina a scuola per i nostri alunni e nessuno si è posto il problema di testare la qualità dell’organizzazione del sistema di prevenzione, di tutela e di controllo sanitario nel momento in cui si fosse reso necessario intervenire tempestivamente per dare risposte certe e sicure alle scuole ed alle famiglie interessate da un caso di positività. Allora smettetela di aggredire la SCUOLA facendola apparire ingiustamente luogo di diffusione del virus ed intervenite RESPONSABILMENTE sugli altri anelli debolissimi del sistema per poter garantire il diritto allo studio in presenza ed in sicurezza ai nostri alunni. Alla responsabilità della scuola e dei suoi operatori ci sembra che ad oggi si sia contrapposta una evidente irresponsabilità di altri che non possiamo non rilevare e denunciare. Per Ancodis Prof. Rosolino Cicero

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La psicologia di Donald Trump

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2020

Donald Trump è adatto a ricoprire l’incarico di presidente degli Stati Uniti? Che cosa determina l’idoneità di una persona a essere Presidente? È quello che si è domandato Dan Partland, regista del documentario “#Unfit. La Psicologia di Donald Trump”, in arrivo nelle sale il 22 ottobre distribuito da Wanted Cinema in vista delle elezioni presidenziali statunitensi. Grazie all’aiuto di professionisti riconosciuti a livello internazionale, psicologi, avvocati analisti, giornalisti ed ex collaboratori del Presidente degli Stati Uniti, il regista offre un’analisi illuminante del comportamento e della psiche di Donald J. Trump, rivelando il ritratto di un narcisista maligno, sociopatico, sadico, xenofobo e misogino.Questo collettivo di medici, esperti di salute mentale, militari ed ex strateghi che durante la campagna elettorale del 2016 si sentivano frenati dall’esprimersi pubblicamente – ha spiegato il regista Partland – ora, dopo anni di osservazione empirica, espongono per la prima volta, senza mezzi termini, le loro opinioni di fronte a una telecamera e lo fanno per questioni etiche e professionali, perché percepiscono una vera minaccia per la nostra salute e per la sicurezza collettiva. Ritengo fondamentale che quante più persone vengano a conoscenza e ascoltino i pareri e le riflessioni espresse da coloro che hanno la qualifica e le competenze per effettuare una diagnosi, per divulgarle e per alimentare il dibattito pubblico.

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La ricerca sui vaccini contro Covid-19 viaggia spedita

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2020

Anche grazie ad un investimento di risorse pubbliche senza precedenti – 15 miliardi di dollari, di cui 10 dai soli Stati Uniti – e sarà disponibile nel 2021. Non ha dubbi Rino Rappuoli, il più autorevole vaccinologo al mondo, Chief Professor per la Ricerca sui Vaccini all’Imperial College di Londra: “investimenti e tecnologie inimmaginabili fino a pochi anni fa ci permetteranno di controllare la pandemia – ha detto Rappuoli nel suo intervento appena concluso al Festival della Scienza Medica di Bologna che si chiude domani (online, visibile su bolognamedicina.it o su https://piattaformaventiventi.genusbononiae.it/). Rappuoli ne è certo: entro la prima metà del 2021 ci sarà una prima immissione di vaccini e anticorpi monoclonali umani, con una disponibilità via via crescente nella seconda metà dell’anno: “abbiamo oggi la capacità di far procedere in parallelo le varie fasi della sperimentazione vaccinale, stiamo concentrando processi che normalmente durano dieci anni nell’arco di un anno, un anno e mezzo. È un rischio dal punto di vista finanziario, senza dubbio, ma non sul lato della sicurezza, data l’enorme quantità di capitale umano coinvolto nella ricerca”. Oggi ci sono più di 320 vaccini nella fase iniziale, di questi 40 sono in fase clinica, 7 in fase finale di sperimentazione che coinvolgono decine di migliaia di ricercatori: “i vaccini in sviluppo ora sono di 3 tipi: genetico, con traduzione del gene sintetico in Rna e successiva iniezione; intermedio, in cui il gene sintetico è veicolato in un vettore virale attenuato, e del tipo proteine più adiuvanti – ha detto Rappuoli. – I vaccini genetici a Rna e quelli coi vettori virali non sono mai stati usati su milioni di persone, e dobbiamo ancora imparare molto sulla loro sicurezza ed efficacia, dei terzi invece abbiamo grande esperienza e la capacità di produrne grande quantità”. Accanto ai vaccini, la speranza è riposta nell’immunizzazione passiva tramite anticorpi monoclonali umani, oggi usati ad esempio nelle terapie antitumorali: “nei nostri laboratori di Siena abbiamo isolato dal sangue di pazienti convalescenti alcune cellule in grado di produrre anticorpi per neutralizzare il virus SARS-CoV-2, ora le stiamo riproducendo per poter passare alle prove cliniche e svilupparle come terapia. Anche il primo farmaco per Ebola fu un anticorpo monoclonale umano, e sono abbastanza certo che si verificherà lo stesso per Covid-19”. Così l’orizzonte del 2021 è per Rappuoli quello in cui riguadagneremo la nostra libertà: “fino ad oggi abbiamo contenuto il dilagare del contagio con risposte non farmacologiche, dal lockdown al distanziamento, dall’uso delle mascherine al lavaggio frequente delle mani. Lo sviluppo dei vaccini e degli anticorpi monoclonali ci restituirà, ne sono certo, quella normalità che abbiamo perduto”. D’altra parte anche la sua Siena, dove sorge la GSK Vaccine Institute for Global Health, di cui è responsabile, fu colpita dalla peste nel massimo del suo splendore: era il 1348, e i senesi stavano costruendo la Cattedrale simbolo dell’opulenza comunale, della quale oggi rimane la facciata. “Lo considero il più grande monumento alle pandemie – ha concluso Rappuoli. – La pandemia congelò allora lo sviluppo della città: un’ipotesi che, con buona probabilità, le conquiste della medicina riusciranno a scongiurare in breve tempo”.

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Ritardi nelle visite oculistiche

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2020

“Durante il lockdown abbiamo accumulato dei ritardi spaventosi: c’è stata una riduzione del 25% degli interventi e delle visite oculistiche, con quasi 3 milioni di visite rimandate o cancellate e circa 300mila interventi di cataratta in meno. Ad essere ridotte sono state anche le iniezioni intravitreali, che sappiamo quanto siano necessarie per risolvere il problema della maculopatia”. A farlo sapere il presidente dell’Associazione Italiana dei Medici Oculisti, Luca Menabuoni, intervenendo all’XI Congresso nazionale di AIMO, che si chiude oggi a Roma presso l’Hotel NH Collection Roma Vittorio Veneto (in Corso d’Italia 1). “La ripresa delle visite nel post lockdown è drammatica- ha proseguito Menabuoni- avevamo già degli arretrati di pazienti da operare e a questo punto ne abbiamo un numero incredibile da recuperare. Ora è evidente che non possiamo ‘ingolfare’ le nostre sale operatorie con i tantissimi che devono essere operati di glaucoma, cataratta o patologie retiniche, ci vuole una pianificazione quasi scientifica per distanziare i nostri pazienti. Chi deve sottoporsi alle iniezioni intravitreali, per esempio, può farlo anche in aree preposte sufficientemente sterili e rispondenti alle normative igieniche e di sicurezza vigenti. Non necessariamente interventi di questo tipo devono essere fatti nelle sale operatorie di classe superiore”. L’AIMO, intanto, società scientifica accreditata presso il ministero della Salute, ha redatto delle raccomandazioni per le visite oculistiche e le iniezioni intravitreali durante l’emergenza Coronavirus. Tali raccomandazioni, lo scorso maggio, sono state annoverate dall’Osservatorio nazionale di AGENAS tra le ‘buone pratiche’ da adottare per fronteggiare l’epidemia da Covid-19. “Siamo stati molto contenti di aver ricevuto un riconoscimento così importante- ha spiegato Alessandra Balestrazzi, referente di AIMO per i rapporti con le istituzioni- è la prima volta che una società oftalmologica italiana ne riceve uno del genere. Siamo stati fin da subito molto sensibili a questo tema e ci siamo ritrovati a dover prendere decisioni importanti nell’arco di un breve lasso di tempo”. Il macrotema affrontato da AIMO nelle sue linee guida, ha proseguito Balestrazzi, riguarda “la formazione e l’informazione degli operatori sanitari, oltre alla riorganizzazione dei percorsi clinici assistenziali. Noi oculisti di AIMO, in particolare, abbiamo pubblicato le misure per ridurre al minimo le possibilità di esposizione al Virus Sars-Cov2, le misure precauzionali in un ambulatorio/pronto soccorso oculistico e le raccomandazioni per l’esecuzione delle iniezioni intravitreali in ambito ospedaliero durante l’epidemia di Covid-19”. Più in generale, ad oggi in italia non esistono linee guide validate in oftalmologia, per questo AIMO ha avviato un processo di elaborazione di quattro linee guida (chirurgia della cataratta dell’adulto, iniezioni intravitreali, diagnosi e trattamento del melanoma uveale e profilassi antibiotica in oftalmologia), di cui si è discusso in tavoli riservati durante il congresso nazionale, auspicando una “stretta collaborazione con le altre società oftalmologiche” accreditate presso il ministero della Salute. “Per linee guida si intendono delle raccomandazioni di carattere generale che individuano le modalità di assistenza più adeguate in base alle condizioni- ha spiegato ancora Balestrazzi- Queste sono un ausilio fondamentale nel processo decisionale e forniscono raccomandazioni di comportamento clinico elaborate mediante un processo di revisione sistematica della letteratura (sinossi) e delle opinioni degli esperti”. La definizione più nota di linee guida è quella formulata dall’Institute of Medicine nel 1992, secondo cui si tratta di “raccomandazioni sviluppate in modo sistematico per assistere medici e pazienti nelle decisioni sulla gestione appropriata di specifiche condizioni cliniche”.

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Premio AIMO 2020

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2020

È andato al professor Giorgio Marchini, direttore della Clinica Oculistica dell’Università di Verona, il Premio AIMO 2020. Il riconoscimento gli è stato consegnato oggi a Roma dal presidente degli oculisti italiani, Luca Menabuoni, in occasione dell’XI Congresso nazionale dell’Associazione Italiana dei Medici Oculisti, in programma oggi e domani nella Capitale. “Perché lo abbiamo premiato? Se lo merita, è un oculista a tutto tondo- ha risposto Menabuoni- Il professor Marchini è un oculista umanamente eccellente e lo e’ altrettanto professionalmente. E questo è un connubio difficilissimo da trovare, raramente si realizza. Quando uno specializzando parla bene del suo direttore, vuol dire che quel direttore è veramente bravo. Gli specializzandi del Professor Marchini sono entusiasti di lui. Ma vederlo operare, soprattutto, è come osservare una farfalla che vola su un prato fiorito: è leggerissimo, delicato e preciso. In tutti i campi: dalla chirurgia del segmento anteriore a quella del segmento posteriore, con una predilezione per il glaucoma. È un professionista che ha scritto di tutto e che ha partecipato agli studi più importanti per il glaucoma. Insomma: è un vero fiore all’occhiello dell’oftalmologia”.

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V edizione del Premio Innovazione Digitale nella Sclerosi Multipla

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2020

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Prorogato fino alle ore 23.00 di lunedì 26 ottobre il termine per partecipare alla V edizione del Premio Innovazione Digitale nella Sclerosi Multipla (già Premio Merck in Neurologia). Il principale obiettivo dell’iniziativa, destinata a Enti Universitari e Ospedalieri pubblici o privati, IRCCS pubblici o privati e Organizzazioni senza scopo di lucro con sede nel territorio italiano, è quello di favorire l’adattamento e la convivenza con la patologia attraverso la Digital Technology. Il Premio, indetto da Merck, azienda leader in ambito scientifico e tecnologico, ha ottenuto, anche quest’anno, il patrocinio della Società Italiana di Neurologia (SIN).Merck, anche in questa edizione, mette in palio 2 premi da € 40.000 ciascuno che saranno assegnati ai due migliori progetti in base alla graduatoria definita dalla Commissione giudicatrice.I progetti potranno coinvolgere diverse figure professionali interessate alla gestione della persona con SM, in qualsiasi ambito e dovranno prevedere l’utilizzo di soluzioni tecnologiche innovative, come ad esempio software di supporto alla persona con SM (anche in specifiche fasi della vita), programmi per la gestione delle difficoltà connesse all’attività fisica, dispositivi mobili e wireless con o senza sensori indossabili (mobile health). Potranno essere valutati, inoltre, progetti che prevedano l’attivazione di percorsi preferenziali che riducano in maniera significativa il forte impatto della patologia sulla vita quotidiana delle persone con SM, sempre attraverso l’utilizzo di soluzioni tecnologiche innovative.Sul sito http://www.premioinnovazionedigitalesm.it sono disponibili tutte le informazioni relative alla modalità di partecipazione e di presentazione del progetto, ai criteri e alla modalità di valutazione, alla Commissione che giudicherà i lavori e all’annuncio dei vincitori.

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Nessuno in Europa chiede il Mes, in Italia solo la sinistra

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2020

“Mentre lo Stato ha ancora in cassa oltre 75 miliardi dello scostamento di bilancio votato dalle Camere per l’incapacità del governo di erogarli; mentre le Regioni saranno tagliate fuori dalle gestione del Recovery Fund, tanto che Zingaretti vuole scappare dal Lazio perche’ annusa che non tocchera’ palla; mentre accade tutto cio’ le forze sinistre si stanno organizzando per chiedere il MES. Non si domandano perche’ nessuno in Europa lo chiede? Non lo sanno che nasce per sopperire al fatto che gli Stati non riescono a collocare i propri titoli sul mercato? Lo sanno che i nostri titoli invece sono appetibilissimi? NO MES!” . È quanto scrive su Facebook il senatore di Fratelli d’Italia e sindaco di Calalzo di Cadore Luca De Carlo, in risposta alla raccolta firme di circa 200 amministratori locali, annunciata dal sindaco Pd di Pesaro Antonio Ricci, per chiedere al governo l’uso immediato del Mes.

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What Future for the Blue Economy?

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2020

27 October 2020 10:00-12:30 am (online) A European Commission Webinar.The European Commission is in the process of shaping a new comprehensive approach to the blue economy. In this virtual meeting, we will present its general concept and orientations. Representatives of regions, clusters and NGOs as well as scientists and finance experts will give us their outlook on challenges to tackle and opportunities to grab. Panel discussion M. Arjen Uytendaal, President of the European Network of Maritime Clusters (ENMC) Eleni Marianou – Secretary General of the Conference of Peripheral Maritime Regions (tbc) Mrs. Monika Verbeek, Executive director, Sea at Risk Dr. Torsten Thiele, Senior Research Associate at the Institute for Advanced Sustainability Studies (IASS) in Potsdam Professor Sheila JJ Heymans, Executive Director of the European Marine Board Open debate with audience. Pannel discussion will be moderated by Christos Economou, acting director, DG MARE.

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Le regioni e le città dell’UE chiedono ai governi nazionali ‎ di rafforzare il pacchetto dell’UE sulla salute

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2020

I governi nazionali dovrebbero concordare un più ampio pacchetto di sostegno finanziario ai sistemi sanitari dell’Unione europea, ha affermato il Comitato europeo delle regioni il 14 ottobre. L’invito è contenuto in una serie di tre raccomandazioni, in cui le regioni e le città dell’UE indicano come colmare le lacune nei sistemi sanitari locali che sono state evidenziate dalla pandemia di Covid-19. Anche la Cancelliera tedesca Angela Merkel è stata ospite del Comitato per un dibattito. Il 13 ottobre ha dichiarato ai 329 presidenti di regione, sindaci e consiglieri del CdR che la disponibilità di alcune regioni a prestare assistenza a pazienti provenienti da regioni di altri paesi dovrebbe costituire un “punto di riferimento per le sfide future”. La Cancelliera Merkel, che ha dichiarato di “guardare con grande preoccupazione al nuovo aumento del numero di infezioni quasi in ogni parte d’Europa”, ha parlato in qualità di leader del paese che detiene la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea. Nel parere sul pacchetto di sostegno ai sistemi sanitari già annunciato dalla Commissione europea, il programma EU4Health , il Comitato europeo delle regioni ha criticato i governi nazionali per aver ridotto il bilancio proposto. Il Comitato ha sottolineato che i servizi sanitari, che vengono gestiti a livello locale e regionale in molti Stati membri dell’UE, hanno bisogno di investimenti e di innovazione per ridurre le disuguaglianze sanitarie e far fronte all’invecchiamento della popolazione. Quest’estate gli Stati membri dell’UE hanno ridotto a 1,7 miliardi di euro l’importo di 9,4 miliardi di euro proposto dalla Commissione europea per il periodo 2021-2027. L’ammontare finale sarà stabilito nel quadro dei negoziati con il Parlamento europeo.La relatrice del CdR Nathalie Sarrabezolles (FR/PSE), presidente del consiglio dipartimentale del Finistère, ha dichiarato: “Riducendo dell’82 % il nuovo programma dell’UE per la salute EU4Health, gli Stati membri hanno purtroppo perso di vista la portata della crisi. Garantire a tutti un’assistenza sanitaria di qualità è la migliore espressione di solidarietà e un elemento essenziale per rafforzare la coesione nella nostra Unione. Possiamo e dobbiamo fare di meglio per rafforzare i nostri sistemi sanitari. Sebbene le regioni e le città continuino a lavorare quotidianamente per raggiungere questo obiettivo, esse hanno tuttavia bisogno di un notevole sostegno da parte dell’UE”.Un secondo parere si concentra sulle caratteristiche necessarie di un meccanismo europeo di emergenza sanitaria che potrebbe essere attivato in future pandemie. Il documento sottolinea l’esigenza che l’UE sviluppi, acquisti, trasporti e distribuisca materiali diagnostici e dispositivi di protezione importati dall’estero o fabbricati nella stessa UE. Chiede inoltre specificamente lo sviluppo, ad esempio, di una tessera di vaccinazione comune dell’UE e di un registro virtuale europeo che fornisca informazioni sulle scorte di vaccini. Secondo un sondaggio commissionato dal Comitato europeo delle regioni, il 67 % degli europei vorrebbe che gli enti locali e regionali avessero maggiore influenza sulle decisioni adottate a livello dell’UE. Di questi, il 45 % ha menzionato la salute tra i settori in cui le regioni e le città dovrebbero avere più voce in capitolo.Il sondaggio è stato condotto da Kantar nella prima metà di settembre, e i risultati sono stati presentati alla sessione plenaria del CdR del 12-14 ottobre. Il sondaggio ha anche rilevato che, sia in generale che in termini di risposte alla pandemia, gli europei confidano maggiormente nelle amministrazioni locali e regionali che nei governi nazionali o nell’UE. La maggioranza assoluta, il 52 %, ha fiducia nei rispettivi enti regionali e locali, mentre il 47 % ha fiducia nell’UE e il 43 % nei governi nazionali.

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Informazione: nasce il contratto Uspi – Cisal

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2020

Un nuovo contratto per la regolamentazione dei rapporti di lavoro di natura redazionale nei settori della comunicazione e dell’informazione periodica locale e on line e nazionale no profit. A sottoscriverlo sono state l’Uspi, ovvero l’Unione Stampa Periodica Italiana, fondata nel 1953, che riunisce mille editori di 3mila testate periodiche e on line, e la Cisal, la Confederazione Italiana Sindacati Autonomi Lavoratori, costituita nel 1957, che con 1 milione 700mila iscritti è la più importante organizzazione sindacale autonoma d’Italia. Il protocollo d’intesa, firmato nella sede nazionale della Cisal, al numero 1 di Salita San Nicola da Tolentino, a Roma, disciplina i rapporti di lavoro subordinato instaurati nei settori della comunicazione e dell’informazione nel rispetto dell’art. 21 della Costituzione, dell’art. 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e della Legge 3 febbraio 1963, n. 69 (“Ordinamento della professione di giornalista”).A firmare il contratto sono stati, per l’Uspi, il segretario generale Francesco Saverio Vetere, il vice segretario Sara Cipriani e il vice presidente Luca Lani, per la Cisal il segretario generale Francesco Cavallaro, il segretario confederale Fulvio De Gregorio e il segretario generale di Cisal Terziario Vincenzo Caratelli.Cinque le qualifiche professionali: praticante, collaboratore redazionale, corrispondente, redattore con meno e con più di 24 mesi di attività lavorativa, e coordinatore. Per il settore dell’on line, naturalmente, il contratto si applica anche alle nuove figure professionali da tempo presenti nelle piattaforme digitali e multimediali: community manager, web deloveper, web designer, web editor, web imagine editor, videomaker, social media manager. I minimi contrattuali sono compresi tra i 1310 euro del praticante e i 1670 euro lordi al mese del coordinatore più tredicesima mensilità e 7 scatti biennali pari al 3% del minimo tabellare. Le retribuzioni dei collaboratori variano, invece, dal numero di collaborazioni (almeno 2, 4 o 8 a mese), rispettivamente 130, 250 e 500 euro, mentre i minimi dei corrispondenti dai 300 euro nei comuni fino a 30mila abitanti ai 730 euro nelle regioni e nelle città metropolitane. Ai giornalisti contrattualizzati Uspi-Cisal i contributi previdenziali verranno versati alla Gestione Principale dell’Inpgi, mentre quelli assistenziali ad un fondo che le parti provvederanno ad individuare per garantire ai dipendenti la migliore copertura sanitaria integrativa. Uspi e Cisal hanno, inoltre, condiviso l’importanza, specialmente con le attuali modeste prospettive della previdenza tradizionale, di garantire ai lavoratori anche un ulteriore contributo dell’1% della retribuzione mensile da destinare alla previdenza complementare. Previsti, tra l’altro, due giorni di permesso straordinario, anche frazionabili in mezze giornate, per l’aggiornamento professionale e l’acquisizione dei crediti formativi.Uspi e Cisal hanno sottoscritto anche un verbale di accordo sul lavoro autonomo che rende giustizia al settore più debole. Il trattamento economico minimo per i collaboratori coordinati e continuativi è di 3.000 euro (250 al mese per un minimo 144 articoli l’anno per i quotidiani (12 articoli in media per mese di almeno 1.600 battute), 45 per i periodici (almeno 1.800 battute), 40 segnalazioni/informazioni per le agenzie di stampa (anche corredate da foto/video). Se le segnalazioni o informazioni sono corredate da foto il compenso base è maggiorato del 30%, se corredate da video non montati è maggiorato del 50%. Inoltre, minimo 40 collaborazioni per le società di comunicazione e 40 segnalazioni/informazioni (anche corredate da foto/video) per il web.L’importante clausola di garanzia evidenziata nel contratto Uspi-Cisal stabilisce che, nel caso in cui il numero di prestazioni richieste dall’azienda risultasse inferiore al minimo annuale indicato, il pagamento delle stesse avverrà adottando il criterio della proporzionalità.Infine, l’Uspi ha sottoscritto con Cisal, Cisal Terziario, Anpit, Cidec, Confimprenditori, Unica e Cui, un protocollo d’intesa per l’applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro per dirigenti, quadri, impiegati e operai del “Terziario Avanzato”. Ritenendone l’applicazione «particolarmente adatta all’editoria», l’Uspi intende, così, garantire tutte le figure professionali non giornalistiche del mondo dell’informazione e della comunicazione.«Insomma – sottolineano Francesco Cavallaro e Francesco Saverio Vetere – un fondamentale passo in avanti a sostegno di un settore che merita di essere non solo salvaguardato, ma incoraggiato e valorizzato da norme e tutele finalizzate a garantire sostenibilità alle aziende e dignità ai lavoratori».

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“Longevità e senescenza: come invecchiare in salute”

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2020

Torino lunedì 26 ottobre alle ore 16 presso la Sala dei Mappamondi del Palazzo dell’Accademia delle Scienze, in via Accademia delle Scienze 6 l’incontro è dedicato alla “Genetica ed epigenetica della longevità”. Introduce Alessandro Bargoni, professore di Storia della Medicina e Bibliotecario per l’Accademia di Medicina. Interviene Alberto Piazza, socio di entrambe le Accademie, professore di Genetica umana. I profili genetici umani “sono tanti quanti gli individui e ognuno si costruisce il proprio futuro”, come ha detto il prof. Piazza in una recente intervista all’inserto del Corriere della Sera, “7”. L’epigenetica studia quei fenomeni ereditari che variano l’espressione genica, pur non alterando la sequenza del DNA. Sarà possibile accedere solo su prenotazione, per maggiori informazioni consultare il link https://www.accademiadellescienze.it/attivita/iniziative-culturali/scienze-e-salute-new-2020/26-10. La conferenza sarà disponibile in diretta streaming sul canale youtube dell’Accademia delle Scienze.

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Filantropia a vocazione globale?

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2020

Perché l’élite dell’1% del pianeta, la classe più predatoria della storia umana, è anche la più socialmente impegnata a sostenere cause nobili come salute, educazione, lotta alla fame, con la scusa di cambiare il mondo? Che cosa si nasconde dietro la rinascita della filantropia a vocazione globale? L’impegno sempre più pervasivo dei filantropi è davvero la soluzione alle sfide della contemporaneità o non è piuttosto un ambiguo e problematico effetto delle disuguaglianze strutturali che rendono la nostra epoca la più ingiusta di tutti i tempi? E che cosa è il «filantrocapitalismo», la versione più sofisticata della filantropia che da due decenni domina la scena internazionale e che si consolida oggi nel tempo di Covid19? Sono queste, e molte altre, le domande che la giornalista Nicoletta Dentico, esperta di salute globale e cooperazione internazionale, affronta nel suo formidabile saggio-inchiesta Ricchi e buoni? Le trame oscure del filantrocapitalismo (Editrice missionaria italiana, pp. 288, euro 20, già in libreria). Si tratta del primo libro in Italia dedicato al tema del filantrocapitalismo, un’abile strategia inaugurata all’inizio del nuovo millennio da una ristretta classe di vincitori sulla scena della globalizzazione economica e finanziaria. Grazie alle donazioni erogate tramite le loro fondazioni in nome della lotta alla povertà questi imprenditori, nuovi salvatori bianchi, hanno cominciato a esercitare un’influenza sempre più incontrollata sui meccanismi di governo del mondo e sulle loro istituzioni, modificandole profondamente. Il tutto, in un intreccio di soldi, potere e alleanze con il settore del business che i governi non sanno più arginare né possono più controllare. Anzi, sono i leader del mondo politico ad accogliere i ricchi filantropi a braccia aperte, ormai, senza più fare domande. Come è avvenuto in passato con John Rockefeller e Andrew Carnegie, la generosità di chi ha accumulato mastodontiche ricchezze rischia di non essere del tutto disinteressata. «Il Wealth-X and Arton Capital Philantrophy Report 2016 evidenzia come le donazioni dei super-ricchi siano incrementate del 3% nel 2015», scrive Dentico. «Numeri alla mano, il rapporto racconta gli effetti benefici di questa arte della generosità: gli imprenditori che hanno versato almeno un milione di dollari hanno finito per ammassare più profitti dei loro pari di classe». Il filantrocapitalismo diventa così una strana forma di legittimazione morale, «una valvola di sfogo» tramite cui investire, detassati, i profitti spesso accumulati con flagranti operazioni di elusione o evasione fiscale. L’implacabile inchiesta di Nicoletta Dentico scruta anche l’azione filantropica di altre figure di imprenditori plutocrati o politici potentissimi diventati improvvisamente «benefattori» globali: Ted Turner, Bill e Hillary Clinton, e i nuovi arrivati sulla scena della filantropia come Mark Zuckerberg. Unico nella sua genesi è il caso della famiglia Clinton, che ha fatto della filantropia globale – tramite la Fondazione Clinton – la via maestra per continuare a esercitare il potere dopo due mandati presidenziali, anche a costo di contraddire l’agenda diplomatica statunitense, nel momento in cui Hillary Clinton è segretaria di stato dell’amministrazione Obama. Molto eloquente a questo riguardo il caso del potentissimo uomo d’affari Frank Giustra che entra nel giro delle estrazioni minerarie in Kazakhstan grazie ai buoni uffici della Fondazione Clinton nel paese centro-asiatico, che gli Stati Uniti hanno stigmatizzato per le sistematiche violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali della persona.

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Rischio glaucoma

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2020

Otto persone su dieci, seppure a rischio di glaucoma, non si sottopongono a visite oculistiche regolari con il rischio di perdere il campo visivo senza accorgersene. Il glaucoma, malattia oculare dovuta generalmente a una pressione dell’occhio troppo elevata, nelle sue fasi iniziali passa infatti spesso inosservato e quando iniziano a comparire i primi segnali l’integrità dell’occhio è già compromessa. In Italia ne sono affette oltre un milione di persone, ma una su due ancora non sa di esserlo. La patologia, seconda causa di cecità al mondo dopo la cataratta (ma prima a carattere irreversibile), ha una prevalenza di circa il 2,5% nella popolazione sopra i 40 anni di età. Secondo le ultime stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel mondo il numero delle persone di età compresa tra i 40 e gli 80 anni colpite da glaucoma è attualmente di 64,3 milioni. Cifra, questa, destinata ad aumentare (sempre secondo le stime) a 112 milioni nel 2040. I dati sono emersi nel corso dell’XI Congresso nazionale dell’Associazione Italiana Medici Oculisti (AIMO)

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La Grazia è bellezza

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2020

Siena Venerdì 23 ottobre 2020, ore 11 Libreria Piccolomini, Duomo di Siena sarà presentato alla stampa il programma degli eventi di valorizzazione storico-artistica e di promozione culturale, che si terranno fino a dicembre, proposti dall’Opera della Metropolitana e organizzati da Opera – Civita. I lavori saranno illustrati alla cittadinanza nei giorni 23 ottobre, 24 ottobre, 31 ottobre e 28 novembre alle ore 15, 15:45 e 16:30 con visite guidate gratuite (solo su prenotazione e fino ad esaurimento posti) per ammirare gli interventi di restauro eseguiti nella Libreria. Il ciclo di eventi si concluderà il 5 dicembre alle ore 11 – sempre all’interno della Libreria – con la presentazione degli atti del convegno organizzato dall’Accademia degli Intronati lo scorso febbraio, dal titolo La Grazia è Bellezza. La Fabbriceria Opera della Metropolitana del Duomo – come è noto – ha tra i suoi principali scopi statutari la conservazione del patrimonio. La Libreria Piccolomini è stata interessata, nell’ultimo triennio, da diversi interventi di restauro (restauro ligneo dei banconi e delle teche, restauro lapideo del portale interno e dell’edicola soprastante). La nuova luce che risplende grazie alla collaborazione dell’Opera della Metropolitana con la ERCO, specialista per l’illuminazione dell’architettura, unita alla sostituzione dei vetri delle teche e alla pellicola filtrante applicata sulle imponenti vetrate della parete di fondo, permette di ammirare in ogni dettaglio i corali della Cattedrale, uno dei tesori più preziosi nel campo dei codici miniati. La pulitura e il restauro ha riguardato anche il gruppo delle Tre Grazie, collocato al centro della Libreria. La biblioteca, costruita per onorare la memoria dello zio materno Enea Silvio Piccolomini (Papa Pio II) e conservare il ricco patrimonio “librario” che il pontefice ed umanista aveva raccolto, fu commissionata dal cardinale Francesco Tedeschini Piccolomini, arcivescovo di Siena (poi Papa Pio III), attorno al 1492. Adorna di affreschi eseguiti con ricchezza di colori smaltati e inserti in pastiglia dorata dal Pinturicchio e dalla sua bottega (1503-1508), le dieci scene che si susseguono nelle tre pareti celebrano la vita e il pontificato di Pio II. Alla loro ideazione collaborò anche Raffaello, del quale ricorre in questo anno il cinquecentesimo anniversario della morte.

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