Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

L’UE deve regolamentare le piattaforme online

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2020

Parlamento europeo. I deputati hanno approvato ieri due relazioni d’iniziativa legislativa distinte, in cui si chiede alla Commissione di risolvere le attuali lacune normative relative all’ambiente online, nel suo pacchetto di legge sui servizi digitali (DSA, Digital Services Act) che sarà presentato a dicembre. Le attuali norme UE sui servizi digitali sono rimaste sostanzialmente invariate dall’adozione della direttiva e-commerce adottata venti anni fa. Grazie al DSA, l’Unione europea intende plasmare l’economia digitale europea e definire le norme a livello mondiale, come successo con la protezione dei dati. Tutti i fornitori di servizi digitali operanti da paesi terzi saranno tenuti a rispettare le norme sui servizi digitali, allorché i loro servizi si rivolgono anche a consumatori o utenti all’interno dell’UE.I deputati chiedono di istituire un meccanismo di “notifica e azione” vincolante, affinché gli utenti possano notificare agli intermediari contenuti o attività potenzialmente illeciti. Ciò aiuterà gli intermediari a reagire rapidamente ed essere più trasparenti in relazione alle azioni adottate nei confronti di contenuti potenzialmente illeciti. Gli utenti devono poter presentare ricorso tramite un organismo nazionale di risoluzione delle controversie, si legge nel testo. Il Parlamento chiede che venga fatta una precisa distinzione tra contenuto illecito e contenuto nocivo (il regime di responsabilità giuridica dovrebbe riguardare il “contenuto illecito”, solo secondo quanto definito dal diritto comunitario o nazionale). Le piattaforme dovrebbero evitare di introdurre filtri sui contenuti caricati o alcuna forma di controllo dei contenuti ex ante, per i contenuti nocivi o illeciti. La decisione finale sulla natura lecita o meno dei contenuti dovrebbe essere presa da un organo giuridico indipendente e non da aziende private. I contenuti nocivi, l’incitamento all’odio e la disinformazione dovrebbero essere contrastati attraverso un obbligo di maggiore trasparenza e grazie all’alfabetizzazione mediatica e digitale.Il Parlamento afferma che il principio che “ciò che è illegale offline lo è anche online”, così come la protezione dei consumatori e la sicurezza degli utenti, dovrebbero diventare i principi guida della normativa sui servizi digitali.I servizi e le piattaforme di intermediazione online devono migliorare la loro capacità di individuare e rimuovere le dichiarazioni false e contrastare gli operatori commerciali disonesti, ad esempio chi vende falsi dispositivi medici o prodotti pericolosi, come accaduto durante la pandemia di COVID-19.I deputati chiedono anche l’introduzione di un nuovo principio “conosci il tuo cliente” (Know Your Business Customer), che prevede che le piattaforme controllino e blocchino le società fraudolente che utilizzano i loro servizi per vendere prodotti e contenuti illegali e non sicuri.Inoltre, devono essere presentate delle norme specifiche per prevenire i fallimenti del mercato (anziché limitarsi a porvi rimedio) causati dalle grandi piattaforme, al fine di aprire i mercati a nuovi attori, tra cui PMI e start-up.Maggiori informazioni sulle richieste presentate dalla commissione per il mercato interno, e sostenute in Aula con 571 voti favorevoli, 26 contrari e 94 astensioni, sono disponibili qui e qui.I deputati vogliono garantire agli utenti un maggiore controllo sul contenuto cui sono esposti online, consentendo loro di disattivare la selezione automatica dei contenuti, e renderli meno dipendenti dagli algoritmi. La pubblicità mirata deve essere regolamentata in modo più severo a favore di forme di pubblicità meno invasive e contestualizzate che richiedono quantità minori di dati e non dipendono da una precedente interazione degli utenti con i contenuti. Si invita inotre la Commissione a valutare le opzioni per regolamentare la pubblicità mirata, compresa un’eliminazione graduale che sfoci in un divieto. La legge DSA dovrebbe prevedere, ove possibile, il diritto di usare i servizi digitali in modo anonimo. Infine, al fine di garantire il rispetto delle nuove regole, la Commissione dovrebbe valutare la possibilità di istituire un’entità europea incaricata del monitoraggio e di irrogare sanzioni.Maggiori dettagli sulla richiesta della commissione giuridica, approvata dalla Plenaria con 637 voti favorevoli, 26 contrari e 28 astensioni, sono disponibili qui e qui. In una terza risoluzione non legislativa, presentata dalla commissione per le libertà civili, e incentrata sulle questioni relative ai diritti fondamentali, si invitano i fornitori di servizi digitali a ritirare i contenuti dalla rete in modo “diligente, proporzionato e non discriminatorio” al fine di salvaguardare la libertà di espressione e di informazione, nonché la privacy e la protezione dei dati personali.I deputati sottolineano inoltre la natura problematica del “micro-targeting” basato su caratteristiche che espongono vulnerabilità fisiche o psicologiche, in quanto diffonde incitamento all’odio e disinformazione, e chiedono trasparenza in merito alle politiche di monetizzazione delle piattaforme online. La risoluzione è stata adottata con 566 voti favorevoli, 45 contrari e 80 astensioni.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: