Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Cavalcare l’onda dell’innovazione

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2020

A cura di Christophe Donay, Head of Asset Allocation & Macro Research di Pictet Wealth Management. Questa ondata di innovazione tecnologica presenta quattro caratteristiche essenziali: è dirompente, esponenziale, deflazionistica e globale. Inoltre, riveste un ruolo importante nelle previsioni sulla crescita economica e sulla performance delle varie asset class. Sinora l’attuale ondata di innovazione non ha aiutato granché la crescita e la produttività perché ha semplicemente “rottamato” alcuni settori senza necessariamente aumentare la domanda complessiva.Tuttavia, si profila all’orizzonte una fase molto più creativa in cui i nuovi prodotti e servizi basati su innovazioni recenti contribuiranno finalmente all’espansione economica. L’innovazione, insieme – per così dire – a una crescita salariale più solida ed equa, potrebbe dare impulso a una maggiore produttività. Altri osservatori sostengono invece che i cambiamenti dettati dall’innovazione nei processi produttivi, soprattutto in relazione al ruolo dell’uomo, potrebbero esacerbare le disuguaglianze e sfociare nell’estromissione dei lavoratori non preparati a confrontarsi con le ultime novità tecnologiche o per lo meno in una riduzione dei loro stipendi. Una prospettiva che spiana la strada al populismo. Al contempo, le società più innovative potrebbero invadere il territorio delle funzioni statali – si pensi ad esempio al progetto di valuta digitale di Facebook (Libra) – nonché la privacy di tutti noi. L’innovazione appare spesso come l’uovo di Colombo in grado di trainare l’economia e aumentare la competitività nel lungo periodo. L’offerta di prodotti e servizi innovativi alimenta la domanda, che a sua volta dà impulso alla crescita economica. Ad esempio, l’avvento delle nuove tecnologie di calcolo e comunicazione negli anni ‘90 del secolo scorso ha generato un aumento del PIL annuale degli USA del 3,5%, ben superiore al tasso di equilibrio a lungo termine del 2,5%. Nel 2016 il CEO di Google Sundar Pichai dichiarò che “L’IA è la scoperta più importante dell’umanità, forse ancor più dell’elettricità o del fuoco”.D’altro canto, le innovazioni possono anche far sorgere nuove problematiche, dal momento che riducono la privacy personale e favoriscono le diseguaglianze. In particolare, l’automazione delle occupazioni di basso e medio livello aumenta il divario salariale e contribuisce alla polarizzazione sociale.Al di là di questi timori, l’innovazione può rappresentare una fonte di extra rendimento in un contesto di rendimenti persistentemente bassi. L’asset class che potrebbe trarre maggiori vantaggi da questo trend è quella delle azioni. Basti pensare che negli ultimi 10 anni l’indice Nasdaq, che dà ampio spazio alle società innovative, ha generato rendimenti annui del 20% circa, oltre il doppio di quelli dello Stoxx Europe 600. Gli investitori dovrebbero tenere a mente 4 cose. Primo: i rendimenti azionari delle società più innovative sono destinati a crescere grazie a migliori prospettive di utili e a favorire l’economia nel suo insieme. Secondo: l’attuale ondata di innovazione produrrà probabilmente un aumento delle valutazioni tramite le conseguenti pressioni al ribasso che esercita sui tassi di interesse – un’evoluzione che interessa i mercati azionari come anche le obbligazioni in circolazione. Terzo: l’impatto deflazionistico di questa ondata di innovazione dovrebbe dare ulteriore impulso alle valutazioni delle società attive in quest’area poiché aumenta l’attrattiva dei flussi di cassa in rapida crescita attualizzati a oggi. Quarto: le società innovative dovrebbero cavarsela meglio dei peer poiché (non si limitano a seguire ma) trainano la rivoluzione.Ma spesso un rendimento sopra la media comporta rischi più elevati. Detto ciò, le società davvero innovative di norma superano il mercato a lungo termine. Una prospettiva allettante per chi ha un orizzonte di investimento lungo, soprattutto nell’attuale fase di rendimenti bassi di cui ancora non si vede la fine.Gli investitori potrebbero tuttavia mirare a una buona rappresentanza dei diversi temi legati all’innovazione nei rispettivi portafogli per non perdere l’onda (o le onde) dell’innovazione.

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