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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Finanziamento pubblico per studente, Italia al di sotto della spesa media UE

Posted by fidest press agency su domenica, 25 ottobre 2020

Eppure si tratta di un fattore importante per l’equità, specialmente nella scuola primaria: il dato emerge da un’analisi di Eurydice, la quale ha rivelato che una spesa pubblica per studente più elevata può ridurre le differenze di rendimento tra studenti delle scuole primarie con risultati scarsi e buoni. Allo stesso tempo, vi sono differenze significative in tutta Europa nel livello di finanziamento pubblico per studente, che vanno da 1.940 (Romania) a 13.430 (Lussemburgo) standard di potere d’acquisto (SPA) e riflettono in parte le differenze di dimensione dell’economia dei rispettivi paesi.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “i fondi del Recovery Fund, che la stessa Unione europea assegnerà all’Italia, dovranno servire anche a elevare gli investimenti per gli alunni. E le linee guida generali presentate dal Governo fanno ben sperare. La scuola deve infatti rappresentare l’architrave del progetto che il nostro Paese si appresta a presentare a Bruxelles a gennaio. Essere scivolati al di sotto della media UE è tutto ‘merito’ dei tagli profondi attuati verso Scuola e Università negli ultimi tre lustri, con svariati miliardi risparmiati prima con il dimensionamento targato Tremonti-Gelmini e poi con la spending review applicata alla PA, conoscenza compresa.Merita un approfondimento l’ultimo rapporto di Eurydice, Equity in School Education in Europe: Structures, Policies and Student Performance, che ha fatto il punto della situazione su strutture e politiche associate a una maggiore equità del sistema in relazione soprattutto ai risultati degli studenti: il rapporto – che prende in esame 42 sistemi educativi europei – esamina una serie di caratteristiche “sistemiche” messe a confronto: partecipazione all’educazione e cura della prima infanzia, finanziamento scolastico, differenziazione e tipi di scuola, scelta della scuola, politiche di ammissione, sistemi di percorsi scolastici differenziati, ripetenza, autonomia scolastica, accountability, sostegno alle scuole svantaggiate, sostegno per studenti con scarso rendimento e opportunità di studio. Sono diversi ed interessanti i risultati emersi dallo studio: il forte gap di finanziamenti pubblici; gli svantaggi formativi, sotto forma sviluppo complessivo e di rendimento scolastico futuro, per i bambini a cui viene negata l’educazione e cura della prima infanzia, soprattutto per coloro che provengono da contesti svantaggiati; la “segregazione scolastica” derivante da indicazioni diversificate sul prosieguo degli studi; i danni derivanti dai criteri di ammissione basati sui risultati scolastici e dalla scelta precoce del percorso scolastico; la riduzione di qualità delle prestazioni e l’elevazione degli abbandoni dovute alla ripetenza degli anni scolastici; la presenza di insegnanti specializzati nel sostegno agli alunni produce inequivocabili effetti benefici.

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