Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Archive for 28 ottobre 2020

Emergenza Covid19 nel Lazio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2020

L’associazione Codici attraverso Giammarco Florenzani, membro dell’Ufficio di Presidenza della Consulta Regionale Consumatori ed Utenti, ha chiesto all’Assessorato Regionale alla Sanità di relazionare l’Ufficio di Presidenza del Crcu su vari punti relativi allo stato della sanità regionale in questo periodo di emergenza Covid19.“Tra i vari punti – spiega Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – è stato chiesto il dato delle accettazioni delle visite oncologiche nel terzo trimestre 2020 rispetto al terzo trimestre 2019, il protocollo di cura per i malati Covid19 ed il protocollo di controllo dell’attività ospedaliera, lo stato di disponibilità dei posti in terapia intensiva e di letti nei reparti Covid19, e lo stato di sostenibilità del sistema di tracciatura con l’attuale numero dei positivi”. “Attendiamo riscontri da parte dell’Assessorato alla Sanità – dichiara Giammarco Florenzani, membro dell’Ufficio di Presidenza del Crcu nonché Segretario di Codici Frosinone – lo stato degli ospedali e del sistema di tracciatura in province come quella di Frosinone sembra già al collasso. E proprio a Frosinone qualcosa non sta funzionando, sono evidenti le carenze su tutti i fronti, dal personale alle strutture. Bisogna intervenire immediatamente per evitare il disastro. Vogliamo sapere come ci si sta organizzando per garantire la salute dei cittadini, che è il bene primario da salvaguardare ed un diritto che assolutamente non può essere leso. Il sistema ospedaliero ha avuto mesi per attrezzarsi ed avere una situazione come quella attuale già ad ottobre ci preoccupa molto”.

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I millennial sono una generazione attenta al risparmio e focalizzata sui propri obiettivi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2020

Sono nati tra il 1981 e il 1996 e hanno tra i 24 e 40 anni, rappresentano la generazione di riferimento di oggi e si caratterizzano per un’elevata propensione all’utilizzo di strumenti digitali. Stiamo parlando dei millenial (o Generazione Y), di cui Gimme5, la soluzione digitale per la gestione del denaro che permette di accantonare piccole somme attraverso smartphone e investirle in un fondo comune di investimento, fotografa oggi il rapporto con risparmio e investimento. La soluzione si basa sul principio dell’investimento per obiettivi (ogni utente può impostarne da 1 a 5, ad esempio: un viaggio, una casa nuova o l’università dei figli), la cui validità è confermata dallo studio “There’s an App for That: Goal-Setting and Saving in the FinTech Era”, condotto da University of Melbourne e Georgetown University in collaborazione con Gimme5, che ha evidenziato come il goal setting possa incrementare la propensione e l’effettivo tasso di risparmio. I dati che emergono dall’analisi del comportamento dei quasi 25 mila clienti millennial Gimme5, (circa il 40% della customer base) mostrano si tratti di una generazione attenta al tema e focalizzata sui propri obiettivi. Il 73% di loro, infatti, ha impostato almeno un obiettivo di risparmio non generico, solitamente in coincidenza con l’inizio del nuovo anno e il ritorno dalle vacanze estive. Il 53% sceglie un livello di rischio medio-alto nella scelta del fondo su cui investire.Sono risparmiatori smart ma ambiziosi e fissano, in media, obiettivi che sfiorano i 6.000 euro in un’ottica di medio periodo (894 giorni). Tuttavia, per i millennial, il tasso di raggiungimento dei traguardi risulta essere inferiore alla media: si aggira intorno al 23% contro il generico 30%. Si nota, inoltre, come gli obiettivi effettivamente raggiunti dalla Generation Y siano più bassi del 27% rispetto alla media, ad indicare, probabilmente, una minore disponibilità di liquidità. Analizzando gli scopi per cui i millennial risparmiano, emerge come siano legati più ad una singola esperienza che ad una pianificazione di lungo periodo. Tra le categorie maggiormente indicate: viaggi (26%), progetti per sé (11,6%), auto/moto/bici (6,5%), scadenze annuali (6%), prodotti finanziari (5%). Progetti come casa e matrimonio si trovano rispettivamente al settimo e decimo posto con percentuali del 3,7% e 2%. Il 3,5% degli obiettivi dei millenial è dedicato alle persone care e solo l’1,5% è dedicato a progetti di formazione.

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Seminario online Il dovere della verità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2020

Università degli Studi di Parma Giovedì 29 ottobre, a partire dalle 9, si terrà con formula online il seminario Il dovere della verità: etica, sostenibilità, dinamiche di vita, inserito nell’edizione 2020 della rassegna Il rumore del lutto. L’appuntamento, originariamente previsto in presenza ma riprogrammato online in seguito al DPCM dello scorso 18 ottobre, ha l’obiettivo di riflettere sul tema della Verità, contestualizzandola in ogni aspetto della quotidianità, attraverso un approccio multidisciplinare. Al seminario, curato da Maria Cristina Ossiprandi e organizzato in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie, parteciperanno numerosi relatori di diverso profilo culturale, che affronteranno la tematica con visioni prospettiche differenti: Maria Cristina Ossiprandi (Dipartimento Scienze Medico-Veterinarie, Università di Parma): La verità come strumento di conoscenza Ines Testoni (Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata, Università di Padova): Eternità e verità Antonella Bachiorri (Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità ambientale, Università di Parma): Oltre l’Antropocene: tra etica e sostenibilità Eriberto De Munari (Responsabile Area Prevenzione Ambientale, Arpae Emilia-Romagna): Non ereditiamola terra dai nostri antenati, la prendiamo in prestito dai nostri figli: riflessioni su sostenibilità e ambiente Cristina Marchetti (Patologa forense): Message in a bat… Fausto Pagnotta (Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali, Università di Parma): Siamo quello che respiriamo? Dis-percezioni sociali sull’aria malata Antonio D’Aloia (Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali, Università di Parma): Etica e diritto alla fine vita: nuovi confini Fausto Quintavalla (Dipartimento Scienze Medico-Veterinarie, Università di Parma): Comunicare una cattiva notizia in Medicina Veterinaria: non è solo dire la verità Giovanna Calapai e Francesca Marchegiano (Eco-psicologhe): Il Giardino degli alberi custode Stefano Di Concetto (Oklahoma State University, USA): Il tormento di Ippocrate: gli errori medici e il dilemma dell’ammissione di colpa Lella Gialdi (Presidentessa ENPA): Verità, pregiudizi e luoghi comuni. La non facile vita degli animali con l’uomo L’evento sarà visibile in diretta streaming sul sito web di Ateneo.

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Visit Brescia vince gli Hospitality Social Award 2020

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2020

Prima classificata nella categoria “Destinazioni turistiche”: Visit Brescia, la Destination Management Organization bresciana che promuove il turismo di Brescia e della sua provincia, è salita sul podio della della 9^ edizione del premio nazionale “Hospitality Social Award” per l’eccellente attività svolta sul fronte del Social Media Marketing turistico.L’annuncio è stato dato al Palacongressi di Rimini, in occasione dell“Hospitality Day”, il più importante evento italiano dedicato al mondo dell’ospitalità. Alla premiazione erano presenti Graziano Pennacchio – AD Visit Brescia, Manuel Gabriele – Direttore Visit Brescia, Debora Simbeni – Social Media Manager Visit Brescia.Ad illustrare le motivazioni è intervenuto Nicola Delvecchio di Teamwork, società di consulenza alberghiera promotrice del premio: “Il Premio è stato conferito a Visit Brescia per la capacità di comunicare un territorio in modo innovativo e in un periodo molto particolare, per l’organizzazione e la qualità dei contenuti. Si tratta di un messaggio importante: la comunicazione fatta bene, empatica, strategica e strutturata mettendo al centro il turista, porta ad ottimi risultati”.Un traguardo prestigioso, quello raggiunto dell’ente bresciano con sede alla Camera di Commercio di Brescia, giunto a pochi giorni di distanza da un altro evento di rilevanza nazionale sul tema dei contenuti digitali: l’8^Assemblea Nazionale Igers Italia – il raduno per la promozione territoriale, turistica e culturale promosso dalla più grande community italiana nata attorno ad Instagram – che dal 25 al 27 settembre ha fatto di Brescia la sede delle proprie iniziative. Con 9 edizioni all’attivo, 1257 candidature totali, 2786 profili social esaminati e 71 riconoscimenti consegnati, Hospitality Social Awards 2020 è la prima iniziativa in Italia che premia le eccellenze del Social Media Marketing Turistico e dell’ospitalità. La 9^ edizione dell’iniziativa è ideata e organizzata da Teamwork, società di consulenza alberghiera.

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Weekend di portata storica per i fisioterapisti italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2020

L’AIFI, la realtà che dal 1959 rappresenta la professione,ha completato la trasformazione in Associazione Tecnico-Scientifica alla luce della legge n. 24 dell’8 marzo 2017 e successive modificazioni, con la denominazione di ASSOCIAZIONE ITALIANA FISIOTERAPIA.Il cambiamento di vocazione e compito – contemporaneo alla recente elezione della Commissione d’Albo dei Fisioterapisti in seno alla Federazione Nazionale Ordini dei Tecnici sanitari di Radiologia Medica, delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione (FNO TSRM-PSTRP) – è stato sancito dal cambio di Statuto dell’Associazione, approvato a larghissima maggioranza al termine del Congresso politico AIFI (258 voti favorevoli su 266 votanti), tenuto con una diretta digitale nelle giornate 24-25 ottobre e salutato con emozione ed entusiasmo dalla presidente del Congresso, Patrizia Galantini, e dal presidente AIFI, Mauro Tavarnelli.L’Associazione – precisa il nuovo Statuto – ha oggi l’obiettivo “di promuovere lo sviluppo della scienza e della disciplina della Fisioterapia che, utilizzando proprie procedure e metodologie che si attuano all’interno di programmi fisioterapici, dei progetti riabilitativi e negli interventi di sanità di iniziativa, identifica e massimizza la qualità di vita della Persona attraverso il recupero, l’abilitazione o il mantenimento del comportamento neuro-senso-motorio potenziale anche nelle sue manifestazioni cognitive e viscerali, nelle diverse fasi e contesti di vita, tramite la valutazione, prevenzione, cura, abilitazione, riabilitazione e palliazione di disfunzioni di tutti i sistemi corporei che determinino limitazioni delle attività e/o restrizioni della partecipazione sociale”.La rappresentanza politico-istituzionale esce quindi dai compiti della nuova associazione, e vengono presi in carico dalla Commissione d’Albo Fisioterapisti. E cosa c’è al centro del lavoro della “nuova” AIFI? Gli obiettivi associativi ben precisati dal nuovo Statuto sono nello specifico: revisionare, produrre, adattare, aggiornare ed adottare Linee guida e Buone prassi nei diversi campi di interesse della Fisioterapia e della Riabilitazione; promuovere, partecipare, finanziare studi e ricerche e sperimentazioni nei campi di pertinenza, compresi gli ambiti dell’innovazione tecnologica; identificare, validare e promuovere modelli operativi che assicurino l’attuazione efficiente ed efficace delle metodologie fisioterapiche; offrire supporto tecnico-scientifico alle Istituzioni pubbliche e private nella programmazione sanitaria e sociale; collaborare con le Università e gli attori impegnati nella formazione di base e avanzata; promuovere la formazione continua in fisioterapia anche attraverso programmi annuali di formazione ECM; sviluppare attività di supporto dei soci per il miglioramento della loro pratica clinica e professionale; sviluppare la collaborazione con la World Physiotherapy (WP) ed altri organismi internazionali; collaborare con altre società scientifiche e associazioni scientifiche; collaborare con associazioni di cittadini, anche con bisogni di salute; collaborare con enti e istituzioni pubbliche e private negli interventi di programmazione sanitaria e sociale, in particolare per promuovere attività di prevenzione ed educazione e per lo sviluppo di risposte ai bisogni di salute; promuovere la pubblicazione di opere editoriali a carattere scientifico e divulgativo negli ambiti di interesse della Fisioterapia; promuovere la collaborazione con i mass media per la diffusione di una corretta informazione sui diversi ambiti di interesse della Fisioterapia.La nuova Associazione, che risponde pienamente ai dettami della Legge Gelli-Bianco e dei decreti ad essa collegati, vivrà il suo primo momento elettivo nella prossima assemblea annuale prevista per la primavera del 2021. Il Consiglio direttivo dell’Associazione Italiana Fisioterapia, che rimarrà in carica per tre anni, sarà formato da sette componenti: tra essi verrà eletto il nuovo Presidente nazionale

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Reumatologia: Parte il progetto Transition Sip-Sir

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2020

Ambulatori con pediatra, reumatologo, psicologo e infermiere a disposizione dell’adolescente affetto da reumatismi cronici infiammatori. Questo è Transition, il progetto della Società Italiana di Reumatologia, in collaborazione con la Società Italiana di Pediatria per la gestione del delicato passaggio dal pediatra al reumatologo dell’adulto. Nella fase che la precede, la malattia reumatologica del piccolo è in carico ai genitori che si prendono cura di tutti gli aspetti della patologia: sintomi, difficoltà psicologiche, assunzione dei farmaci, comparsa di eventi avversi, esecuzione degli esami di monitoraggio, gestioni degli appuntamenti in ambulatorio, pianificazione e condivisione della terapia con il pediatra. Il piccolo è deresponsabilizzato rispetto alla propria malattia. Quando le ragazze e i ragazzi iniziano a prendere in carico se stessi, iniziamo a perderli”. “Il bambino ha un rapporto confidenziale con il pediatra – racconta Angelo Ravelli, Ordinario di Pediatria, Responsabile della Clinica Pediatrica e Reumatologia del Gaslini di Genova e Coordinatore del progetto per SIP – lo percepisce come uno di famiglia, cresce con lui e si sente protetto. Quando diviene adolescente o giovane adulto invece deve gestire tutti gli aspetti della sua patologia autonomamente. Da un lato perde la figura di riferimento rappresentata dal pediatra e, dall’altro lato, anche il rapporto con i genitori può diventare conflittuale. Se la presa in carico da parte del reumatologo dell’adulto non è efficace si crea il rischio che il paziente non segua il follow-up clinico e non assuma le terapie prescritte”. “Abbiamo voluto fortemente la realizzazione di questo progetto – dichiara il Presidente della SIR Luigi Sinigaglia – perché la transitional care dei piccoli pazienti reumatologici è efficiente in poche Regioni ed è assente nella maggioranza delle città. Eppure riguarda 3000 adolescenti. Solitamente è il pediatra che consiglia o prende contatto direttamente, sulla base di un rapporto di conoscenza. Questo piano intende definire un percorso minimo, ma efficace, per consentire ai giovani pazienti reumatologici di passare all’età adulta riducendo i traumi psicologici e le possibili difficoltà di gestione della malattia”. “La corretta transizione per la cura e l’assistenza dall’età evolutiva all’età adulta, in particolare dei soggetti con patologie croniche, è di grande importanza e rilievo. Trattandosi di un modello di percorso diagnostico terapeutico assistenziale (PDTA) potrà essere recepito dalle singole Regioni e declinato nelle Aziende Sanitarie e Ospedaliere del territorio in funzione delle proprie esigenze e risorse. Si potrà arrivare a creare un sistema di rete di transizione. Considerando la disomogeneità dello scenario italiano, è stato condiviso un modello minimo che consenta la transizione con poche risorse e una cartella clinica informatizzata, in un periodo ragionevolmente breve, con 1-2 visite in team. Inoltre potremo utilizzare il teleconsulto per la visita collegiale, qualora quella in presenza non fosse possibile. Ulteriore valore aggiunto è che non si tratta di un modello teorico, ma validato da un ente certificatore riconosciuto. Ciò consente alle singole Regioni di poter accreditare uno o più centri di transizione reumatologica applicando questo percorso, semplice e dinamico e tradurlo in un PDTA operativo”. “Salutiamo con grande soddisfazione la nascita del progetto Transition – dichiara Silvia Tonolo, presidente Associazione Nazionale Malati Reumatici (ANMAR) –. La gestione adulta della malattia è un passaggio complesso che, se privo di adeguata programmazione, spesso comporta una perdita di aderenza alla terapia e di stato di salute dei pazienti. Siamo convinti che l’innovazione in reumatologia non passi solo dagli studi sulle molecole di ultima generazione, ma anche da iniziative come questa. Ci auguriamo che i PDTA sul progetto Transition vengano rapidamente adottati e disseminati in tutte le Regioni. Un modello operativo condiviso e consolidato garantirebbe infatti salute e qualità della vita ai giovani pazienti con reumatismi cronici infiammatori, con la continuità che meritano”. “La transitional care – spiega Giovanni Migliore, Direttore Generale del Policlinico di Bari – ci consente di prendere in carico il paziente in un unico percorso di cura che parte dall’infanzia e arriva all’età adulta, per le malattie croniche un importante vantaggio. L’integrazione di differenti profili professionali come il pediatra, il reumatologo, lo psicologo e l’infermiere, e la conseguente multidisciplinarietà aumentano la capacità di intervento. Vengono inoltre limitati i possibili traumi psicologici nel bambino. Questo è il modello assistenziale del Policlinico di Bari, dove all’interno della stessa azienda, abbiamo sia l’ospedale pediatrico sia i reparti per adulti, e ciò agevola la presa in carico dell’adolescente nel percorso transizionale. Nell’era del Covid-19 e in questa fase nuovamente emergenziale, sosteniamo con forza la possibilità che tale approccio possa declinarsi utilizzando gli strumenti della Telemedicina. In alcune Regioni è già ripartito il blocco delle visite e dei ricoveri programmati. Mai come in questo tempo le ragazze e i ragazzi affetti da patologie croniche, e le loro famiglie, rischiano di sentirsi abbandonati e di sospendere le cure. Pertanto oggi è necessario e urgente creare un ponte e una collaborazione non occasionale ma strutturata tra pediatri e medico dell’adulto per tutte quelle patologie croniche che interessano l’età pediatrica”.

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Proteste a Napoli: “La camorra è in cerca di consenso sociale”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2020

“La procura di Napoli sta sviluppando approfondimenti e dalle indicazioni che provengono si evince la partecipazione di soggetti di organizzazioni di tipo camorrista poiché sono quelle più interessate alla vicinanza alle parti più sofferenti della società per riceverne consenso sociale per infiltrarsi attraverso le attività economiche. Nei momenti di emergenza è la camorra a trarre maggiore vantaggio a Napoli, come le mafie negli altri territori”. Lo ha detto il Procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho a 24Mattino di Simone Spetia su Radio 24. “La camorra e le altre mafie si rendono riferimenti della popolazione che soffre, sostenendo le manifestazioni evidenziano vicinanza alle parti sociali in sofferenza, poco importa l’obiettivo che si consegue, l’importante è farsi riconoscere a sostegno di coloro che soffrono così da averne il consenso sociale e su ciò fondano la loro forza e capacità di infiltrazione”. Continua il Procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho a Radio 24: “Un sostegno che si manifesta non solo alle manifestazioni ma con la solidarietà economica con le parti più deboli insieme al circuito della piccola criminalità, parcheggiatori abusivi, manovali in nero, illegalità che però danno sostegno a molte persone che in momenti di lockdown non possono trovare attuazione. La solidarietà nei confronti di queste ampie fette della società disagiate evidenzia un apprezzamento e un?avvicinamento, il consenso sociale che è obiettivo primario delle mafie”. Indennizzi e aiuti, Cafiero De Raho (Procuratore nazionale antimafia) a 24Mattino su Radio 24: “Più lo Stato ritarda, più la criminalità interviene”

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Bill Gates: Come evitare il disastro climatico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2020

Collana i Fari Oceani, pp. 384, 20 euro. In libreria da metà febbraio 2021. “Per prevenire i peggiori effetti dei cambiamenti climatici, dobbiamo arrivare a zero emissioni di gas serra. Questo problema è urgente e il dibattito è complesso, ma credo che possiamo unirci per inventare nuove tecnologie, implementare quelle che abbiamo ed evitare una catastrofe.” Bill Gates. “Difficilmente un libro potrebbe essere più attuale e urgente, essendo oramai chiaro che anche la pandemia che ci allarma dipende in gran parte dal nostro rapporto con il pianeta Terra e dai cambiamenti climatici. Il libro, ne sono certa, sarà un contributo inevitabile alla discussione su questo tema che verrà percepito in modo radicalmente nuovo.” Elisabetta Sgarbi, Publisher La nave di Teseo. “Bill Gates è sempre stato un risolutore di problemi e ora sta affrontando il problema più grande del mondo: i cambiamenti climatici. Il libro non solo rende chiara la situazione in cui ci troviamo, ma è prescrittivo piuttosto che tendenzioso: ci sono, assicura, potenziali soluzioni realistiche e convenienti.” Robert Gottlieb, Editor Bill Gates è un tecnologo, un dirigente d’azienda e un filantropo. Cresciuto a Seattle, Washington, con una famiglia straordinaria e solidale che ha incoraggiato il suo interesse per i computer in tenera età, ha lasciato il college per avviare Microsoft con il suo amico d’infanzia Paul Allen. A capo di Microsoft è diventato una delle personalità più influenti ed è oggi il terzo uomo più ricco del mondo. Nel 1994 ha sposato Melinda French, con cui dirige attualmente la fondazione di beneficenza che porta i loro nomi.

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“Influenza stagionale o Covid 19? Questo è il dilemma!”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2020

Giovedì, 29 ottobre 2020 ore 16:30 – 19:00 Ne parleremo con: Ranieri Guerra (OMS) Gianni Rezza (Ministero Salute) Roberto Cauda (Pol. Gemelli) Carlo Pini (ISS) Fabrizio Pregliasco (Univ. di Milano) Paola Stefanelli (ISS) E con: Sen. S. Matrisciano On. F. Bologna On. L. Fioramonti On. R. Novelli On. S. Fassina Interverrà: Marcello Cattani (FARMINDUSTRIA) Covid 19 e influenza stagionale: una <> che rischia di scatenare il panico nei cittadini e di intasare pronti soccorso e ambulatori.Come previsto il Coronavirus si ‘confonderà’ con la normale influenza stagionale e, per la prima volta, ci troveremo di fronte 2 virus con gli stessi sintomi.Due le frecce al nostro arco: 1. Il vaccino antinfluenzale: per non ammalarci, nello stesso momento, di Covid e di influenza, una miscela esplosiva 2. I nuovi test di laboratorio: per diagnosticare, contemporaneamente, SARS-CoV-2 ed influenza stagionale L’evento si svolgerà su piattaforma Zoom e in diretta sulla pagina Facebook “Associazione Dossetti – I Valori”.

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Ivass: indagine su calo premi rc auto per lockdown

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2020

L’Ivass ha comunicato oggi di aver aperto un’indagine conoscitiva sulle iniziative prese dalle compagnie per rendere compartecipi gli assicurati dei risparmi conseguenti alla riduzione dei sinistri stradali dovuti al lockdown.”Ottima notizia. Bene che si apra un’indagine conoscitiva. Apprezziamo molto l’iniziativa dell’Ivass. Purtroppo il risultato sarà pessimo, visto che nessuna compagnia ci risulta abbia scontato il premio già pagato. Al massimo, hanno promesso uno sconto sulla futura polizza all’atto del rinnovo, tanto che li abbiamo denunciati all’Antitrust per accertare l’ingannevolezza del messaggio” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il lockdown avrebbe dovuto far precipitare il prezzo dell’rc auto. Gli italiani, infatti, sono rimasti fermi per ben 69 giorni, dal 10 marzo al 17 maggio compresi. L’importo dell’rc auto sarebbe dovuto calare su base annua del 18,9%, 76 euro a polizza. Invece, in media nazionale l’rc auto, secondo gli ultimi dati Istat, è scesa su base annua, da settembre 2019 a settembre 2020, appena dello 0,4%. Un calo a dir poco vergognoso!” conclude Dona.L’associazione ricorda di aver presentato un esposto all’Antitrust chiedendo di accertare la correttezza della campagna promozionale #UnMesePerTe realizzata da UnipolSai assicurazioni. (Mauro Antonelli)

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Catherine Belton: Gli uomini di Putin

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2020

A pochi giorni dalle elezioni negli Stati Uniti, un’inchiesta fondamentale per conoscere le trame occulte tra Russia, Usa e Europa. L’interferenza nelle elezioni americane, il sostegno alle forze populiste in Italia e in tutta Europa, la guerra in Ucraina. Negli ultimi anni, la Russia di Putin ha condotto una poderosa campagna per espandere la sua influenza e indebolire le istituzioni occidentali. Come è potuto accadere? E, soprattutto, chi si nasconde dietro questo piano ambizioso? Da Mosca a Londra, dall’Italia all’America di Trump, l’indagine di Catherine Belton evidenzia i contatti e le pressioni, segue i fondi neri mascherati da accordi commerciali, rintraccia i beneficiari della fiducia di Putin e i suoi interlocutori, nel resoconto definitivo di come i progetti per la nuova Russia si siano estesi, con conseguenze ormai sul mondo intero. Catherine Belton, giornalista investigativa già corrispondente da Mosca, racconta la storia segreta dell’ascesa al potere di Vladimir Putin e del ristretto gruppo di ex agenti del KGB che lo circonda. Studiando i meccanismi nascosti del Cremlino, la Belton ha scovato i personaggi chiave che hanno consentito a Putin di sostituire i magnati dell’era Eltsin con una nuova generazione di fedeli oligarchi, che hanno rovesciato l’economia e le leggi del loro paese e ne hanno ampliato l’influenza internazionale. Il risultato è un’inchiesta minuziosa la cui storia inizia durante il collasso dell’Unione Sovietica, quando una rete di agenti del KGB comincia a sottrarre miliardi di dollari dalle imprese statali per accumulare un bottino in Occidente. Putin e i suoi alleati hanno completato l’opera, confiscando aziende private, sopprimendo le voci dissidenti, sfumando i confini tra criminalità organizzata e potere politico, e avviando operazioni segrete per influenzare i governi stranieri. Catherine Belton ha lavorato per il “Financial Times” dal 2007 al 2013 come corrispondente da Mosca e nel 2016 come come cronista giudiziaria. In precedenza, ha scritto articoli sulla Russia per il “Moscow Times” e “Business Week”. Nel 2008 è stata candidata ai British Press Awards per il giornalismo finanziario. Vive a Londra.

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Perché non possiamo rinunciare a banche e mercati?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2020

A spiegarlo è Stefano Caselli nel suo nuovo libro per Egea con la prefazione di Ferruccio De Bortoli e la postfazione di Walter Mariotti. E così, anche in pieno Covid19, il nostro paese deve diventare il laboratorio e l’esempio di una crescita che sorprenda per una volta gli altri L’emergenza Covid-19 ha fatto riaffiorare nel nostro Paese vecchi paradigmi che sostengono un ritorno dell’intervento pubblico nell’economia. È però questa la grande tentazione da cui dobbiamo tenerci alla larga. Dal ritorno dello stato così come i vizi e le virtù del nostro paese diventano solo più evidenti durante questa crisi eccezionale, ma ci sono sempre stati. È il dovere civico che spinge Stefano Caselli, autore di “La grande tentazione. Perché non possiamo rinunciare a banche e mercati” (UBE 2020; 208 pagg.; 17 euro) con la prefazione d Ferruccio De Bortoli e la postfazione di Walter Mariotti, a contribuire al dibattito pubblico e a partecipare alla discussione su ciò che si deve fare affinché l’Italia possa essere ancora non solo un buon posto dove vivere ma un attore di trasformazione sociale e di impatto civile ed economico per la nostra casa europea e per il mondo. La tentazione di scegliere la via dello statalismo è forte e rappresenta una scorciatoia di breve periodo. “Tuttavia”, afferma Caselli, “se vogliamo recuperare la ricchezza perduta per dare lavoro e dignità a tutti e cogliere l’occasione per fare meglio e giocare la nostra partita sul terreno dell’innovazione si deve sfruttare la forza straordinaria di banche e mercati finanziari. Sono infrastrutture potenti, capaci di moltiplicare denaro, idee ed energie integrandoli nel sistema economico”. Per fare questo, prosegue Caselli “c’è bisogno di regole e scelte di campo che non significano marginalizzare lo Stato che, sempre in una logica di affiancamento temporaneo al mercato o con meccanismi di mercato, deve invece sostenere attivamente le politiche di sviluppo. Per esempio disegnando quelle regole, soprattutto fiscali, che permettono al sistema finanziario di liberare risorse utili alla crescita, intervenendo nell’economia con una logica vicina a quella del private equity e del partenariato pubblico-privato, orientando, attraverso banche e mercati finanziari, le risorse disponibili per supportare le aziende. Solo così si potrà rilanciare il Paese, sostenere le imprese e affrontare le sfide del futuro”. La domanda appare inevitabile: “C’è la faremo? È possibile? La risposta è sì”, dice l’autore, “se concordiamo tutti su valori di fondo, che passano dai concetti di crescita, dimensione, internazionalizzazione, per giungere alla rilevanza dell’educazione e del capitale umano”. Ma soprattutto “dal concetto di Europa come valore e principio cardine del nostro bene comune, all’esigenza di avere un sistema finanziario completo e centrale nell’allocazione delle risorse”. Sono le ultime pagine del libro quelle dedicate a riflettere e a suggerire come fare. “Il nostro paese deve diventare il laboratorio e l’esempio di una crescita che sorprenda per una volta gli altri”. Anche nei modi e nell’impatto per la società nel suo insieme. Questa è l’ambizione dell’autore, accompagnata da un segno positivo di PIL e occupazione, ma anche dalla attenzione costante a elementi di sviluppo come la valorizzazione del ruolo delle donne, la tutela dei valori sociali e del benessere dei cittadini, la difesa dell’ambiente e del diritto alla salute e alla educazione. “Proviamo ad essere italiani come sempre, ma in modo diverso” conclude Caselli.

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Anne Boyer: Non morire

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2020

Collana Oceani, trad. Viola Di Grado, pp. 288, 20 euro. La nave di Teseo.Arriva finalmente in Italia il Premio Pulitzer 2020 per la non-fiction. Una testimonianza emblematica e sovversiva della lotta contro il tumore al seno, ma anche un’indagine accurata sull’industria farmaceutica, sul sistema sanitario e sulla “cultura rosa”, mettendone in luce pure gli aspetti più controversi e attuali.Opera vincitrice anche del premio Windham-Campbell 2020 per la saggistica e finalista al PEN/Jean Stein Book Award 2020.Una settimana dopo il suo quarantunesimo compleanno, ad Anne Boyer viene diagnosticato un cancro al seno altamente aggressivo. Per una madre single che vive del suo stipendio, abituata a prendersi cura del prossimo e che ora si trova a dover invece contare sugli altri, è un cambiamento traumatico, ma anche l’occasione per raccontare la malattia con parole nuove.Così la forza e la precisione della scrittura riscattano la fatica di un percorso segnato dall’incredibile macchina del profitto messa in opera dal capitalismo sulla nostra salute, capace di distribuire in modo iniquo sofferenza e morte secondo sesso, classe sociale, razza. Una malattia mediata dagli schermi digitali, tra blogger, truffatori e feticisti del cancro, ma anche dalle pagine della grande letteratura, da John Donne a Susan Sontag. Non morire, premiato con il premio Pulitzer 2020 per la non fiction, è l’emozionante e dirompente storia di una donna che non si arrende, è un’avventura nei territori in cui siamo più deboli, è un racconto che colpisce al cuore per la sua potente grazia. dal 29 ottobre in libreria.

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Cosa significa oggi parlare di adolescenti in crisi evolutiva?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2020

“Il processo di individuazione è complesso e va rispettato. In questa cultura del ‘va tutto bene’ c’è un grande rischio di confondere l’individuazione con l’individualismo. Il corpo diventa così un palcoscenico sul quale agiscono le sofferenze degli adolescenti e dobbiamo leggerne i sintomi, perché quello che non viene mentalizzato lo vediamo concretamente: osserviamo il corpo che non si integra con la mente, un maschile che non si integra con il femminile”. Apre così Magda di Renzo, responsabile del servizio terapie dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), la seconda e ultima parte delle due giornate precongressuali in diretta streaming su Ortofonologia.It. Il collettivo è “dominato da una cultura affettiva materna, e non più normativa- le fa eco Micaela Calciano, analista junghiana dell’Arpa (associazione per la ricerca in psicologia analitica)- che vede ragazzi più performanti, ma anche più fragili narcisisticamente. Questi adolescenti ripercorrono dei processi individuativi alla ‘Parsifal’, nel senso che vivono azioni sconsiderate per potersi individuare. La contraddizione è che il grande ospite indesiderato in questo processo di incarnazione nel corpo è il corpo stesso- aggiunge la psicoanalista- che non è liquido ma solido e frangibile. In terapia loro ci portano l’onnipotenza”. E le ragazze? “Per le donne la separazione dal materno è un processo di lacerazione, strappo, sangue, menarca, parto e rinascita. In tutte le patologie adolescenziali- continua Calciano- quando le ragazze attaccano il materno, attaccano il loro corpo: cutting e anoressia”. Plusmaterno e assenza del padre sono elementi che si ritrovano anche nel fenomeno degli hikikomori. A parlarne è pamela d’oria, psicologa clinica e componente del pool di specialisti messo su da magda di renzo per indagare il fenomeno e supportare le famiglie nell’ambito del progetto ‘ritirati ma non troppo’. “Gli adolescenti di oggi sono circondati da adulti che evitano ogni conflitto e, se manca con i genitori, il conflitto si rivolge verso loro stessi”. Si assiste anche a fenomeni di aggressività verso padri e madri, “spesso ritenuti responsabili nel non riuscire a tenere in vita l’illusione dell’onnipotenza, del benessere, della fantasia dell’infallibilità e di una felicità ad ogni costo. Il risultato è una rabbia fortissima- fa presente D’Oria- verso la coppia genitoriale che non ha mai messo il bambino a cospetto delle piccole frustrazioni”.Il sentimento dominante è quello della vergogna. “La vergogna viene a determinarsi nei confronti della propria interiorità, nudità, e poi esorcizzata da una cultura incentrata tutta sulle immagini”, continua D’Oria. La rabbia è diretta anche verso un paterno “non più in grado di aiutare la separazione. In questo senso il ritiro diventa l’unica possibilità di separazione dal materno”.Alla base di un allontanamento dalla socialità si ritrovano disagi che hanno un esordio sempre più precoce: si parte con la fobia sociale, ex fobia scolare, con la difficoltà di separazione, con forme di mutismo selettivo in aumento e di ritardo semplice del linguaggio prive di difficoltà di ordine neurologico e organizzativo. “Il gruppo di studio vuole intercettare i segni predittivi di questo fenomeno sociale importante- assicura Di Renzo- a maggior ragione ora che la pandemia incoraggia lo stare a casa, provocando un aumento dei ritiri in adolescenza”.La pandemia ha certamente “amplificato e slatentizzato i disagi già presenti negli adolescenti. Siamo portati a creare- fa sapere Rosa Rita Ingrassia, psicoanalista del Cipa – Istituto dell’Italia meridionale- nicchie, mondi e micro mondi che possono preservare l’identità psichica o qualche volta distruggerla. La stanza dei ritirati sociali, ad esempio, rappresenta proprio una nicchia che consente a questi giovani di sentirsi al sicuro da un mondo che li vuole sempre più performanti”.

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Le azioni aurifere sono sempre più una fonte di reddito

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2020

Dopo la fusione tra Barrick e Randgold e la successiva acquisizione di Goldcorp da parte di Newmont, entrambe le società hanno costantemente mostrato di volersi focalizzare sui rendimenti per gli azionisti piuttosto che sull’aumento dei volumi gestiti. Entrambe hanno aumentato i dividendi ed enfatizzato il fatto che dispongono di asset dalla durata e dalla diversificazione ritenuti adatti per mantenere questi pagamenti per molto tempo. Tutto ciò non è passato inosservato alle altre società del settore, molte delle quali si stanno sforzando per raggiungere questi risultati, né agli investitori in cerca di reddito. Questo aspetto è stato messo in mostra nel report di Berkshire Hathaway, che quest’anno si è esposta a Barrick per 500 milioni di dollari. Molti sono rimasti stupiti dato che Warren Buffet è sempre stato considerato scettico nei confronti dell’oro, avendo egli stesso affermato che “manca di utilità” e “non produce nulla”.In ogni caso, questa mossa evidenzia l’attuale forza intrinseca del settore estrattivo connesso al metallo giallo, che poi è ciò che gli permette di sostenere l’aumento dei dividendi, quando tutti gli altri settori hanno dovuto tagliarli. I rendimenti aggregati sono sempre stati il fulcro della filosofia di investimento di Buffet e, dopo molti anni passati ad inseguire unicamente la crescita, le imprese nel settore si sono ora maggiormente concentrate nell’aumentare i ritorni e restituire parte dei guadagni che hanno generato agli azionisti. Ci aspettiamo che sempre più investitori generalisti inizieranno ad osservare più attentamente questo settore e che le imprese che vi operano inizino ad indirizzare il loro business sempre di più verso l’attrazione di questo gran numero di investitori di lungo periodo.Ci aspettiamo che l’attuale prezzo dell’oro resti stabile; la combinazione tra rendimenti reali negativi, importanti stimoli fiscali da parte delle banche centrali e un dollaro indebolito sosterrà la domanda. La correlazione negativa tra oro e rendimenti reali è ormai più che acclarata e i recenti interventi delle banche centrali hanno rafforzato la possibilità di utilizzare oro e azioni aurifere come fattore di diversificazione del portafoglio nel lungo periodo.Confermiamo anche la nostra previsione sul potenziale di crescita di questi titoli, nonostante gli alti guadagni già conseguiti quest’anno. Le azioni forniscono certamente una leva positiva nei confronti dell’aumento del prezzo dell’oro; tuttavia, anche se le sue quotazioni dovessero mantenersi all’interno del range attuale, è pur sempre vero che le società del settore stanno godendo di margini e produttività molto elevati e, nella maggior parte dei casi, di alti livelli di flussi di cassa netti. I bilanci sono solidi, i team di management sono cresciuti, il loro focus è maggiormente concentrato sui flussi monetari e sui rendimenti e meno sui volumi.Inoltre, dato che gli investitori sono attenti alle implicazioni di lungo periodo della pandemia, è probabile che aumenti la loro diffidenza verso l’esposizione ai debiti sovrani. Questo accresce ulteriormente l’attrattiva dell’oro e, se la commodity in sé non offre opportunità di reddito, le azioni lo fanno tramite i dividendi, che stanno crescendo sempre di più.In sintesi, guardando al futuro, se da un lato c’è incertezza rispetto al quadro macroeconomico, dall’altro, a nostro avviso, possiamo essere certi che l’oro e le azioni aurifere continueranno a rivestire un ruolo strategico all’interno di un portafoglio.

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Oro e azioni aurifere: le prospettive restano brillanti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2020

Commento di George Cheveley, Portfolio manager della strategia Global Gold di Ninety One. L’oro ha ricevuto sostegno dall’incertezza legata alla pandemia. Fino a questo momento, il 2020 è stato pesantemente condizionato dalla pandemia di Coronavirus, che ha portato sofferenze sia a livello umano che economico, con la maggior parte delle economie che hanno registrato una battuta d’arresto a causa dei vari lockdown. Una delle conseguenze è stata che gli Stati Uniti sono entrati in recessione, mettendo fine al più lungo periodo di espansione economica ininterrotta (128 mesi consecutivi) della loro storia. In risposta, abbiamo assistito a un allentamento delle politiche monetarie e a stimoli fiscali senza precedenti. Prima ancora che il Covid-19 si trasformasse in un’epidemia mondiale vera e propria, una serie di eventi avevano già colpito i mercati nel 2020, e tra questi: l’aumento delle tensioni in Medio Oriente, gli incendi in Australia, la guerra del prezzo del petrolio tra i suoi maggiori produttori e la crescente polarizzazione della politica americana in vista delle elezioni di novembre. Le tensioni tra USA e Cina non sembrano volersi allentare, considerando anche l’ultima escalation legata alla questione dei social network TikTok e WeChat, ed è possibile che queste tensioni si inaspriscano ulteriormente visto che Donald Trump sta cercando di ottenere un secondo mandato alla Casa Bianca.Dopo un calo iniziale, l’oro e le azioni aurifere sono decisamente risalitiDa inizio anno, il prezzo dell’oro è cresciuto del 24% (a fine settembre), abbattendo la barriera dei 2.000 dollari l’oncia (seppur per un breve periodo) e duplicando il suo valore di mercato rispetto a cinque anni fa; tutto questo per la preoccupazione degli investitori legata al Covid-19, alle tensioni geopolitiche e per l’indebolimento del dollaro.Nonostante sia rimasto intrappolato nell’ondata di vendite registrata a marzo, l’oro si è riconquistato il suo ruolo di porto sicuro, grazie a una robusta ripresa nel mese di aprile. Tutto ciò è simile a quanto visto durante la crisi del 2008, con l’oro che è stato fortemente venduto durante la fase di “corsa al contante”, per poi recuperare velocemente quando gli investitori hanno cercato di diversificare la liquidità che avevano acquisito. Le azioni aurifere sono state colpite più duramente dalla crisi a causa della minore liquidità e delle preoccupazioni dovute alla riduzione della domanda causata dalla pandemia, tuttavia hanno registrato un forte rimbalzo ad aprile e a fine mese il loro valore era cresciuto dell’11%, in linea con l’oro.Dopo un periodo di calma tra maggio e quasi tutto giugno, l’oro e le azioni aurifere sono tornati a crescere a un ritmo sostenuto tra la fine di giugno e tutto il mese di luglio. Per noi, questa non è stata una sorpresa: questo metallo prezioso diventa molto attraente se inserito in uno scenario di trilioni di dollari di liquidità iniettata nei mercati e con il recente spostamento a rialzo del tasso medio di inflazione (non più un semplice 2%) che non porterà altro che tassi d’interesse reali (cioè al netto dell’inflazione) ancora più negativi. Un altro elemento di supporto per questa commodity è stato l’indebolimento del dollaro, che a sua volta era considerato un bene rifugio, ma la persistente incertezza dovuta al Coronavirus e le politiche monetarie e fiscali espansive hanno ribaltato le percezioni degli investitori sulla valuta statunitense. Il dollaro debole è una buona notizia per il prezzo dell’oro, perché viene considerato come un investimento più stabile.

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“Salviamo il Paese dal baratro economico e sociale”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2020

“Un nuovo lockdown totale sarebbe economicamente e socialmente insostenibile: andare avanti con rigore, disciplina, rispetto delle normative anti-covid e delle indicazioni medico-sanitarie, a costo di irrigidire controlli e sanzioni per tutti coloro che non usano i dispositivi e favoriscono assembramenti. Ma occorre andare avanti” queste le prime parole del Presidente di CNA Lombardia, Daniele Parolo. Su scuola e traporti pubblici gli errori sono stati troppo gravi. La domanda che ogni giorno migliaia di artigiani e piccoli imprenditori si pongono è come sia possibile correre di nuovo il rischio di chiudere i battenti dopo mesi trascorsi ad attrezzarsi, a definire e ad assumere stili comportamentali conformi a tutela della salute dei lavoratori e dei clienti: “Manifattura, trasporti, botteghe, ristoranti, pub, parrucchieri, estetisti, tutte le imprese lombarde che rappresentiamo hanno sviluppato misure e spese straordinarie per conformarsi alle Linee Guida stilate da Governo, parti sociali ed esperti. Proprio per andare avanti. E poi, da settembre, con la riapertura delle scuole, tutto è di nuovo cambiato” osserva Parolo, che aggiunge: “Il concetto di attività essenziale è scivoloso. Il lavoro è essenziale per tutti. Se un pub attua con rigore le misure anti-Covid evitando in ogni modo gli assembramenti e limitandosi al servizio al tavolo, perché deve chiudere ore ed ore prima del tempo?”. ” Il Segretario di CNA Lombardia Stefano Binda prova ad abbozzare una diagnosi: “E’ ancora un problema di organizzazione e di buona volontà dei differenti livelli di Governo del Paese di parlarsi tra loro, di coordinarsi, di impegnare davvero la Pubblica Amministrazione in uno sforzo straordinario che finora è mancato”.Anche sulla partita del Superbonus e dell’Econobonus in edilizia c’è un tema di semplificazione e di complessità: “L’opportunità è reale” precisa il Presidente Parolo “ma se per arrivare a sfruttarla la filiera documentale, tecnica, finanziaria e fiscale è così complessa molti potenziali beneficiari rinunceranno e la montagna partorirà un topolino. CNA Lombardia su questo specifico tema ha definito uno strumento ad hoc, una piattaforma digitale per aiutare le imprese a gestire tutta la fase documentale per sfruttare i benefici del 110 per cento. Noi andremo avanti nel supporto concreto alle imprese, ma anche la PA deve accettare di semplificare alcuni passaggi se non vuole vanificare i nostri sforzi”.

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Le malattie cardiovascolari sono nel nostro Paese la causa di oltre una morte su tre

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2020

Un milione di italiani con più di 65 anni soffre di patologie strutturali dovute al deterioramento delle valvole cardiache. Una popolazione vulnerabile nel caso di infezione da Covid-19, ma il cui destino è reso ancora più fragile dagli effetti che il virus ha avuto, e di nuovo sta avendo in questi giorni, sul blocco dei ricoveri, il differimento degli interventi in elezione e l’inesorabile allungamento delle liste d’attesa per le procedure valvolari mini-invasive. Il GISE, la Società Italiana di Cardiologia Interventistica, propone i risultati di una survey effettuata in 130 emodinamiche italiane, traccia il quadro della contrazione di attività, delle cause che l’hanno prodotta, della direzione che stiamo prendendo e della necessaria correzione di rotta per tutelare le persone malate di cuore.A presentare il Manifesto a tutela del paziente cardiopatico, nel corso di una conferenza stampa virtuale, saranno il Presidente della Società Italiana di Cardiologia Interventistica Giuseppe Tarantini, il Presidente Eletto del GISE Giovanni Esposito e il Segretario Generale di Cittadinanzattiva Antonio Gaudioso.

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Torna la sfiducia tra le famiglie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2020

L’aggravamento della situazione sanitaria e la prospettiva di ulteriori misure restrittive stanno generando una grave crisi di fiducia nelle famiglie italiane: il 70,6% è sempre più preoccupato di non poter ricevere cure adeguate in caso di malattia, il 61,7% di non poter mantenere il proprio reddito e i risparmi (59,8%) intesi anche come assicurazione sul futuro dei figli, valori ritenuti essenziali in questo periodo di emergenza. Un capofamiglia su 5, all’incirca come nel lockdown, prevede di dover fare rinunce molto importanti nei prossimi mesi in ambiti primari come la salute e l’istruzione, mentre a settembre era il 14% a temerlo.Ancora: il 45% dei nuclei familiari è più pessimista rispetto a un mese fa (quando lo era “solo” il 30,2%) sull’impatto che il Covid19 avrà sulla nostra vita, percentuale che sale a 59,2% nelle metropoli e supera il 50% tra le fasce più a rischio – imprenditori, coppie con figli piccoli e chi guadagna meno di 20.000 euro netti l’anno – mentre gli ottimisti sono crollati al 10,8% dal 34,7% di settembre.Sono alcune delle evidenze emerse dal più recente “Termometro Italia” sulle famiglie realizzato da Innovation Team, società di ricerca del Gruppo Cerved, primario operatore nella gestione del rischio di credito, che per la quinta volta dalla comparsa del Covid19 dà un aggiornamento sul sentiment degli italiani. Rilevazioni freschissime, raccolte via telefono e via web tra il 15 e il 20 ottobre, per monitorare l’evoluzione della crisi sui 26 milioni di nuclei familiari del nostro Paese attraverso le risposte di 500 famiglie, che sono state statisticamente “espanse” in base ad area geografica, tipologia e professione della principale fonte di reddito.La percezione del futuro è negativa anche su un orizzonte più lungo: quasi il 70% degli italiani si attende per l’anno prossimo un peggioramento della situazione economica generale (un mese fa erano il 62%), 4 famiglie su 10 temono per la propria condizione lavorativa e 3 su 10 (33%) per il bilancio familiare, tutti dati leggermente in crescita. Una sfiducia che è ancora più marcata tra chi ha oltre 65 anni (89%), chi è separato (86%) e chi vive nelle città piccole (80%).Il peggioramento del sentiment arriva dopo un periodo già difficile: il 62,8% dei rispondenti ha subìto un impatto pesante sul reddito, nel 17,3% addirittura drammatico (era il 12,4% appena un mese fa). Come conseguenza, oltre metà delle famiglie sono costrette a intaccare i risparmi (54,4%, ma si raggiungono punte del 70% tra i lavoratori autonomi e gli abitanti delle grandi città) e negli ultimi mesi sono aumentate anche quelle che devono farlo in modo consistente: dal 18,6% di aprile al 26,9% di ottobre. La situazione è ancora più seria per chi può contare su un reddito basso, in particolare derivato da lavoro autonomo (in netto peggioramento e a rischio di ulteriori limitazioni), chi ha anziani e bambini a carico o risiede nelle metropoli, le più colpite dalla crisi.

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Acquisto casa: l’Italia è il paese con le minori spese di acquisto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2020

L’Italia è tra i paesi d’Europa dove si spende meno per le spese d’acquisto della prima casa. A registrarlo uno studio realizzato in questi giorni dall’agenzia immobiliare online Vorrei.it. Lo studio è stato realizzato tramite lo sviluppo di uno strumento di calcolo che consente ai futuri proprietari di calcolare preventivamente le spese di acquisto di una prima o seconda casa.Ne emerge che per acquistare una casa usata del valore di €300.000 in una città come Milano tra costi di mediazione immobiliare, imposte sulla prima casa e onorario notarile, si spende poco meno di €19.000 pari al 6% del valore immobiliare. Confrontato con la Germania, la Francia e anche paesi dell’Est, l’Italia risulta essere il paese più economico per le spese di acquisto.Per acquistare un appartamento da €300.000 a Parigi si dovrà sborsare fino al 13% tra costi di mediazione immobiliare, imposte sulla prima casa e onorario notarile, a Berlino l’11% mentre nella capitale ungherese Budapest fino ad un 7%, pari a €22.000.Le cose cambiano se si acquista una seconda casa, per la quale in Italia sarà necessario mettere a budget il 10% sul prezzo di acquisto per le spese correlate alla casa del mare o della montagna.Lo strumento di valutazione di Vorrei.it, utilizzato già da decine di utenti ogni giorno, consente di avere un’idea più precisa sulle spese in caso di acquisto dell’immobile in funzione della rendita catastale, del prezzo dell’immobile, del tipo di acquisto e dell’età del fabbricato. Il sistema restituisce così, in tempo reale, il calcolo delle imposte, dell’indicativo onorario notarile e i costi di intermediazione dell’agenzia.Il sistema di calcolo non esclude, in ogni caso, la richiesta di un conteggio più preciso al proprio notaio di fiducia, ma consente al compratore di valutare i costi spesso nascosti che si dovranno sostenere al momento dell’acquisto dell’immobile.Altro fattore che infine emerge dallo studio è il fatto che le commissioni dell’agenzia immobiliari in Italia per l’acquirente sono tra le più basse d’Europa, perché a differenza degli altri paesi vengono ripartite tra il compratore e il proprietario che intende vendere casa.Per provare lo strumento online di calcolo spese notarili visitare la pagina http://www.vorrei.it/spese-notarili-acquisto-prima-casa.html.

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