Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Archive for 29 ottobre 2020

Attacco alla Cattedrale di Notre Dame a Nizza

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

Nizza. L’attacco di stamani nella cattedrale di Notre Dame a Nizza, con tre persone uccise, viene qualificato dal sindaco della città francese come atto terroristico. Il ministero dell’Interno aveva previsto il rischio di attentati a siti religiosi, tanto da aver rafforzato la sorveglianza di chiese e moschee. La tragedia odierna, la cui dinamica ovviamente andrà ricostruita, segue l’assassinio di Samuel Paty, il professore accusato di blasfemia dagli islamisti transalpini per aver mostrato in classe due vignette irriverenti nei confronti di Maometto pubblicate da Charlie Hebdo, e si inserisce in una crisi internazionale causata da una vignetta sul presidente turco Erdogan, pubblicata in copertina dalla medesima testata. Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS), vicina alla comunità cattolica francese, nel condannare l’ennesimo atto terroristico, prega per le vittime e i feriti. E ricorda che la necessità di un confronto franco, civile e non superficiale con l’Islam, deve unirsi alla consapevolezza che prevenzione e repressione criminale sono le sole risposte per gli islamisti estremisti, soprattutto per i responsabili dei reati, senza ipocrite o implicite giustificazioni. Ma a ciò deve affiancarsi la consapevolezza che la risposta al radicalismo che strumentalizza la religione e colpisce la persona non può essere la rivendicazione di una malintesa “libertà” di espressione, che giunga all’offesa e al dileggio dei simboli di fede, di qualunque confessione. Dagli intellettuali e dai media europei ci si attende più coraggio nella denuncia degli estremismi, soprattutto quando perseguitano singoli fedeli o pacifiche minoranze religiose, e al tempo stesso una netta presa di distanza da quel laicismo che, in nome della libertà, viola i diritti naturali di singoli e gruppi e offende il sentimento religioso: un errore non si combatte mai con un errore di segno contrario.

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Terrorismo islamico: solidarietà a Francia, Europa sotto attacco

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

Roma Senato. “Abbiamo il dovere di iniziare questa seduta esprimendo la nostra piena solidarietà alla Francia e alla città di Nizza così duramente colpita dal terrorismo islamico. Hanno colpito chi pregava in Chiesa, così come quindici giorni fa avevano assassinato e decapitato un insegnante impegnato in una lezione sulla libertà di espressione. La Chiesa e la Scuola: i simboli della nostra civiltà e della nostra libertà”.È quanto ha affermato il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, aprendo la seduta dell’Aula. “Ancora una volta colpiscono a Nizza, città già così duramente sconvolta dalla strage del 14 luglio 2016, nuovamente la Francia impegnata nel Mediterraneo ad arginare la Turchia. Fratelli d’Italia chiede al governo di sollecitare l’Europa ad assumere un atteggiamento univoco e fermo contro chi, come Erdogan, soffia nel fuoco, alimentando di fatto la follia terrorista. Basta cedimenti, basta connivenze”, conclude il senatore Urso.

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Per la promozione del sistema Paese: Intervento dell’On. Fucsia Nissoli Fitzgerald

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

“Sono intervenuta in Commissione Esteri in occasione dell’audizione del direttore generale del Maeci per la promozione del sistema Paese, Enzo Angeloni, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle dinamiche del commercio internazionale e interesse nazionale.Nel mio intervento ho evidenziato che le misure di sostegno all’internazionalizzazione hanno bisogno di un adeguato supporto di personale amministrativo altrimenti rischiano di essere assolutamente vanificate. Infatti, la promozione del sistema Paese e l’efficienza del personale in loco risultano un binomio imprescindibile su cui è importante soffermarsi. Di conseguenza ho chiesto se l’Amministrazione degli Esteri sia consapevole dell’impatto deleterio che la penuria di personale avrà sugli attuativi delle misure adottate a sostegno dell’esxport e se si sta predisponendo qualche iniziativa finalizzata ad incrementare il personale oltre confine, anche aumentando la dotazione organica del MAECI. Il Direttore Angeloni ha risposto sottolineando che la carenza di organico e’ storica al MAECI e che comunque si sta procedendo a rafforzare la dotazione organica.Questo è un dato di fatto ma non lo ritengo ancora sufficiente perché si potrebbe fare di più aumentando la dotazione di personale assunto in loco e accelerando le procedure perché c’è una urgenza dettata dalla crisi alla quale bisogna rispondere con tempestività’!”Lo ha dichiarato l’On. Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.

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Erdogan paragona musulmani agli ebrei ai tempi della Shoah

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

Le parole di Recep Tayyip Erdogan stanno suscitando numerose polemiche. Il presidente turco, in un discorso ad Ankara, ha affermato che attualmente gli islamici in Europa sono vittime “una campagna di linciaggio”, che ricorda quella subita dagli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale.Erdogan si è rivolto alla nazione, invitandolo il popolo turco a boicottare i prodotti francesi, dopo che Macron aveva puntato il dito contro il terrorismo islamico dopo la decapitazione del professore Samuel Paty.L’assurdo paragone del presidente turco, che ha calpestato il ricordo dei sei milioni di morti nelle camere a gas e il dolore di tutte le persone dotate di umanità. Paragone sul quale è intervenuto il presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, che in un tweet ha scritto: “Le osservazioni rivolte dal presidente Erdogan al presidente Macron sono inaccettabili. Le invettive personali non aiutano l’agenda positiva che l’UE vuole perseguire con la Turchia, ma al contrario respinge le soluzioni. Piena solidarietà al Presidente Macron”.Tempestiva anche la risposta del premier israeliano Benjamin Netanyahu che su Twitter ha scritto: “La Turchia, sotto il governo di Erdogan, sta diventando un’oscura dittatura mentre Israele mantiene scrupolosamente diritti uguali per tutti”.Solidarietà alla Francia è arrivata anche da Germania e Olanda, che hanno ritenuto inaccettabili le parole del presidente turco.Ferma anche la reazione della presidente della Comunità Ebraica di Roma, Ruth Dureghello, che in un nota ha detto:“Affermare come fa Erdogan che la lotta all’estremismo islamista di Macron stia portando a un clima per i musulmani simile a quello verso ebrei negli anni 30 è un fatto grave e inaccettabile su cui anche l’Italia, come la Germania, dovrebbe prendere posizione. È un gioco perverso che ha lo scopo di banalizzare la Shoah da un lato e dall’altro negare le responsabilità del fanatismo islamista responsabile di alcuni episodi terribili come la decapitazione del professor Paty o gli attentati terroristici in tutta Europa. Siamo convinti che la strada migliore per distinguere l’Islam dai movimenti terroristici sia quella di prendere posizione contro questi fatti e non fare paragoni assurdi che negano la storia e ogni responsabilità. Da parte nostra solidarietà al presidente Macron e al popolo francese”. Recep Tayyip Erdogan non ha solo banalizzato la Shoah, l’ha derisa, e di proposito. Perché lui sa benissimo che nessuno sta deportando i musulmani nei campi di sterminio come fatto con gli ebrei durante la guerra.

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Vita d’Artista, Flavio Favelli

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

Firenze dal 26 novembre 2020 al 5 marzo 2021 un progetto espositivo site-specific che coinvolge tutti gli spazi della Fondazione Adolfo Pini Corso Garibaldi Milan. Partendo dalla suggestione del libro di Carlo Cassola che, con lo stesso titolo, affronta la questione dell’arte rispetto a certi ideali, alla politica, all’impegno sociale, Favelli interviene nella casa che fu di Adolfo Pini (1920-1986) e prima di lui del pittore Renzo Bongiovanni Radice (1899-1970), alla ricerca di un confronto tra il passato, la sua eredità e l’opera dell’artista. Flavio Favelli utilizza oggetti d’arredamento o di uso comune che rimandano sia all’estetica borghese degli ambienti familiari in cui è cresciuto, sia a quella del consumo prodotto dall’industria e dalla pubblicità. Nelle sue opere – collage, sculture, ambienti – i materiali vengono assemblati dando vita a sovrapposizioni di senso che non snaturano gli oggetti ma ne amplificano il valore simbolico. Sono oggetti di una quotidianità passata ma inconsciamente presente ancora oggi. OPENING 25 novembre 2020 dal lunedì al venerdì 10:00 – 13:00 | 15:00 – 17:00 Ingresso su prenotazione: Eventbrite, http://www.eventbrite.it

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Mostra Tiepolo: Venezia, Milano, l’Europa

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

Milano dal 30 ottobre 2020 al 21 marzo 2021 le Gallerie d’Italia – Piazza Scala, sede museale di Intesa Sanpaolo a Milano, presentano la mostra Tiepolo. Venezia, Milano, l’Europa, a cura di Fernando Mazzocca e Alessandro Morandotti. In occasione dei duecentocinquanta anni dalla morte di Giambattista Tiepolo (Venezia 1696 – Madrid 1770), viene realizzata la prima mostra a Milano a lui dedicata.

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Il papa dei Medici ritorna a Firenze

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

Firenze Dopo più di due anni di restauro all’Opificio delle Pietre dure e la trasferta a Roma per la grande esposizione alle Scuderie del Quirinale che celebrava i 500 anni dalla morte di Raffaello, il Ritratto di Leone X tra i cardinali Giulio de’ Medici e Luigi de’ Rossi, capolavoro del genio urbinate, rientra finalmente a casa, alle Gallerie degli Uffizi. Lo fa da protagonista, con una mostra interamente dedicata all’opera: “Raffaello e il ritorno del Papa Medici – restauri e scoperte”, curata dal soprintendente dell’Opificio Marco Ciatti e dal direttore degli Uffizi Eike Schmidt, nella sala delle Nicchie della Galleria Palatina di Palazzo Pitti (dal 27 ottobre 2020 al 31 gennaio 2021). L’allestimento è concepito per documentare e spiegare il complesso restauro e le numerose analisi scientifiche effettuate sull’opera, ora di nuovo completamente godibile nella lussuosa ricchezza cromatica dei dominanti toni rossi e nella straordinaria varietà dei dettagli, che l’hanno resa una delle creazioni più famose del Sanzio. Grazie alle molte tecniche di indagine preliminari (radiografiche, fotografiche, di imaging, di microscopia ottica, a scansione microprofilimetrica, solo per citarne alcune) è stato possibile rintracciare integralmente la ‘trama’ del dipinto disegnata in origine da Raffaello e stabilire che tutta l’opera è integralmente dovuta alla sua mano, fugando una volta per tutte il dubbio – avanzato da alcuni studiosi – che le figure dei cardinali Giulio de’ Medici e Luigi de’ Rossi fossero state aggiunte in un momento successivo. Al termine dell’esposizione nella Sala delle Nicchie in Galleria Palatina, il Ritratto di Leone X tra due cardinali troverà collocazione nella Sala di Saturno dello stesso museo, in compagnia di una serie di capolavori dell’Urbinate, tra i quali i ritratti di altri due importanti prelati: quello di Papa Giulio II e quello del Cardinal Bibbiena, ha annunciato il direttore delle Gallerie Eike Schmidt. Realizzato dagli specialisti dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze sotto la supervisione del soprintendente Marco Ciatti e con la direzione di Cecilia Frosinini, l’intervento, iniziato nell’autunno 2017, si era reso necessario per la presenza di numerosi piccoli, pericolosi sollevamenti degli strati pittorici originari, collocati in un’area del dipinto caratterizzata da numerose creste di colore malamente schiacciate e frantumate durante antichi restauri e causati principalmente dalla compressione di forze contrastanti che le traverse ottocentesche scaricavano sulla superficie pittorica. L’opera risultava inoltre integrata pittoricamente nell’intervento precedente con una cura meticolosa, ma che allo stesso tempo comunicava l’impressione di una generale mancanza di definizione, a causa del sovrapporsi di abbondanti, ancorché raffinate velature di restauro. Tale fenomeno era accentuato anche dall’alterazione della vernice che si è scoperto essere leggermente pigmentata. Il certosino lavoro effettuato ha restituito al dipinto la sua originaria e amplissima gamma di sfumature del colore, la perfezione del dettaglio impressa dalla mano di Raffaello agli abiti, alle stoffe ed agli oggetti presenti nell’opera; e ha permesso un recupero della spazialità dell’ambientazione architettonica, che prima risultava quasi totalmente appiattita. Anche il supporto ligneo, che iniziava a mostrare alcune rigidità, è stato restaurato e il sistema di traversatura è stato reso reso più ‘flessibile’ ad assecondare i naturali movimenti del legno.

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Scuola Didattica a distanza: sottoscritto il contratto

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

Anief approva il CCNI per disciplinare il lavoro a distanza degli insegnanti: per il sindacato era un atto importante da portare a termine per salvaguardare da subito il diritto allo studio di oltre due milioni di alunni, ma ora servono regole urgenti contrattuali anche per il personale amministrativo e l’estensione del bonus di 500 euro per il personale Ata e per i supplenti precari, attraverso appositi finanziamenti da inserire nella Legge di Bilancio. Il testo sottoscritto, per la cui attuazione serve comunque almeno il 50% dell’assenso dei sindacati coinvolti, ha accolto diverse delle proposte migliorative dell’Anief. L’impianto integrativo approvato prevede che, anziché una norma rigida, ogni istituto abbia la possibilità di muoversi, entro i limiti delineati da Linee guida e CCNI, come più riterrà opportuno il Collegio docenti, di cui si ribadisce il ruolo di assoluta centralità nell’ambito delle migliori strategie didattiche da intraprendere. La didattica a distanza per almeno il 75% dell’attività dovrebbe prendere il via domani 27 ottobre, come previsto dall’ultimo Dpcm anti-Covid firmato dal premier Giuseppe Conte. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “a partire da stamane, i Collegi dei docenti si devono fare carico di prevedere le modalità e i piani scolastici di erogazione della didattica a distanza rivolte agli studenti delle scuole secondarie per un monte orario che va dal 75% fino a quello intero settimanale. Si tratta di una opportunità importante, perché affida all’organo collegiale la responsabilità di mantenere il più possibile alto livello di offerta formativa, anche se prodotta attraverso modalità alternative a quelle canoniche in presenza”.

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Scuola: Come si assicura la didattica?

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

C’è un certo disorientamento nelle scuole italiane: negli ultimi giorni si sono accavallati provvedimenti regionali, Dpcm e indicazioni ministeriali. Tutto per fronteggiare l’ascesa di casi positivi al Covid19, anche nelle scuole la curva dei contagi si mantiene bassa. L’ultimo Dpcm anti-Covid sulle nuove misure restrittive per contrastare la nuova ondata di contagi, entrato in vigore oggi e con effetto ininterrotto fino al 24 novembre prossimo, ha infatti superato e fatto ordine sulle indicazioni regionali che obbligavano allo svolgimento di soglie diversificate di didattica a distanza, anche in presenza di percentuali ed incidenze simili di contagi. Le misure riguardanti la scuola, oltre al mantenimento delle riunioni collegiali in remoto e alla sospensione dei viaggi d’istruzione, vertono principalmente sullo svolgimento della didattica a distanza da impartire nelle scuole superiori almeno per una quota oraria del 75%. Mutazioni, invece, potranno esserci sugli orari di ingresso e uscita degli alunni, anche con turni pomeridiani. E comunque gli ingressi non possono in ogni caso avvenire prima delle ore 9. Mentre, almeno per il momento, per l’offerta scolastica relativa al primo ciclo di istruzione e l’infanzia non vi saranno variazioni.“Spetterà alle scuole, nelle prossime ore, stabilire se procedere, almeno fino al 23 novembre, con il 75% di didattica a distanza oppure se cancellare del tutto quella in presenza – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – limitando in questo modo al massimo la presenza di studenti sui mezzi di trasporti ed in questo modo non esporre loro e gli altri al pericolo del Covid. L’ultima parola sul tipo di offerta formativa a distanza sarà in ogni caso quella degli istituti: determinante diventa il parere dei Collegi dei docenti che tra oggi e domani tutte le scuole convocheranno, deliberando sulle modalità e dai piani scolastici di erogazione proprio della didattica a distanza. Nel frattempo, sentite le istituzioni preposte, sulla base delle necessità locali, gli istituti che opteranno per una parte orari in presenza, avranno anche la facoltà di mutare gli orari scolastici tradizionali realizzati nel primo mese di scuola”.

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Non è prevista alcuna operazione straordinaria sul capitale del Gruppo Viasat

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

Le voci si rincorrevano da qualche tempo, per quanto smentite a varie riprese dal Gruppo Viasat. Come è noto, la Società ha avviato un processo di acquisizioni delle aziende europee del settore, a partire dal 2014, sviluppando una presenza diretta in Europa nei principali paesi a più alto tasso di crescita nel mercato della Telematica Satellitare e IoT (oltre all’Italia, UK, Francia, Belgio, Polonia, Romania, Bulgaria, Portogallo, Spagna e Cile) e, tramite Distributori Partner, in 60 paesi nel mondo. Qualcuno deve aver pensato che, dietro tutto questo dinamismo, potesse esserci anche altro. Per questa ragione, Marco Petrone, amministratore delegato della controllante Exefin (holding della famiglia Petrone), ha deciso di farsi portavoce degli azionisti di Viasat Group per ribadire che “la Società non è oggetto di alcuna operazione straordinaria che comporti, in tutto o in parte, la cessione di azioni o l’aumento del capitale sociale”. La strategia di Viasat Group resta sempre la stessa: crescere per capacità interne, sviluppando e diversificando il proprio business su tutti i mercati geografici presidiati dalle società del Gruppo, dando priorità al progetto evolutivo del ricambio generazionale che punta a valorizzare le capacità ed esperienze delle proprie eccellenze operative e manageriali, perseguendo i propri Valori & Principi storici.“Crediamo sia una precisazione doverosa e utile per la comunità economico-finanziaria, per la mia famiglia e per tutti i nostri Stakeholder” commenta Domenico Petrone, Fondatore e Presidente di Viasat Group. “Nel corso degli ultimi due anni si sono intensificate le richieste di contatto e di confronto da parte di fondi di investimento e di gruppi industriali internazionali. Del resto non abbiamo mai escluso di considerare eventuali partnership, in ottica di ‘Business Combination’, per posizionare la nostra realtà in un quadro di maggiore sinergia tecnologica e commerciale con l’obiettivo di guadagnare ulteriore competitività sui nostri prodotti e servizi nel mondo. In ogni caso il nostro benchmark di riferimento restano i grandi marchi italiani, legati a famiglie che da generazioni correlano con orgoglio la propria storia a una forte vocazione alla territorialità e alla sostenibilità di lungo termine. È altrettanto vero che, per scelta, cerchiamo sempre di essere flessibili nell’adattamento delle strategie e aperti nel valutare le possibili alternative sottoposte da soggetti terzi. In questi ultimi mesi, abbiamo valutato alcune nuove progettualità con l’obiettivo di verificare se potessero rappresentare un acceleratore della nostra crescita. A valle di queste analisi, possiamo affermare che il nostro progetto industriale originario rappresenti tuttora la scelta preferibile e migliore per tutti gli Stakeholder, inclusi il Management e le oltre 800 risorse specializzate che, in tutta Europa, contribuiscono allo sforzo comune, secondo la nostra filosofia del ‘Glocale’: pensare Globale e agire a livello Locale. Una strategia che coniuga le diverse intelligenze presenti nel nostro Gruppo per fare sistema e costruire valore e sviluppo nei diversi mercati con professionalità, tenacia e passione. Da sempre siamo ‘Interconnessi’ con il futuro e vogliamo che i nostri ‘Sogni’ si realizzino, così come nel passato, trasformandosi in straordinari fatti concreti e duraturi nel tempo”.

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Cori: istituita la figura dell’Ispettore ambientale volontario

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

Nella seduta di di sabato 24 Ottobre, il Consiglio comunale di Cori ha approvato all’unanimità il regolamento per l’istituzione della figura dell’ispettore ambientale volontario comunale, che concorrerà con la Polizia Municipale e la Protezione Civile a garantire la tutela dell’ambiente e del paesaggio, il decoro della città e del territorio, il controllo delle aree verdi.Trattasi di un servizio volontario, come tale non darà vita a nessun rapporto di lavoro con il Comune di Cori. Nello specifico svolgerà funzioni di vigilanza e segnalazione di eventuali violazioni agli organi competenti, i quali a loro volta, accertati i presupposti, provvederanno alle conseguenti contestazioni. L’ispettore ambietale volontario comunale sarà nominato dal Sindaco con proprio decreto motivato, tra i candidati reputati idonei. Al fine di ottenere la nomina sindacale, i soggetti interessati dovranno superare un esame finale innanzi ad una apposita commissione ed essere inseriti in una apposita graduatoria di merito.

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Erdogan: Rojc (Pd), parole come pietre scagliate contro convivenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

“Le parole del presidente Erdogan sono pietre scagliate contro la convivenza e la civiltà, insulti al sistema delle libertà democratiche e dell’individuo che per noi sono preziose e che invece sono sempre più conculcate in Turchia. Non saranno queste parole a intimidire il continente che ha conosciuto davvero la Shoah e ha vinto l’ideologia dell’odio che l’ha ispirata”. Così la senatrice Tatjana Rojc (Pd) reagisce agli attacchi del presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

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Radicalismi in Francia: un orrore e un errore

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

La mostruosa decapitazione del professore Samuel Paty da parte di un diciottenne, causata dall’aver mostrato in classe le famigerate vignette che ridicolizzavano oscenamente la figura del nostro Profeta Muhammad, ha scosso le coscienze di tutti e trova la nostra condanna senza se e senza ma. L’orrore è solo condannabile.Per questo motivo e per la forte condanna che anche la nostra comunità ha mostrato nei confronti di quell’ignobile gesto non accettiamo che seguano altri orrori che non trovano giustificazione alcuna. L’offesa alla figura del Profeta è un atto inqualificabile. Essa destabilizza l’armonia che con fatica le comunità hanno costruito e raggiunto minandone le fondamenta. Alla base di una società democratica e plurale c’è il rispetto del culto, sia che esso sia cristiano, musulmano, ebraico o di altre fedi. Per questo riteniamo che la reazione dello Stato francese sia stata offensiva e discriminatoria. Assumere gli alti valori della libertà di espressione per giustificare la bestemmia non va certo nella buona direzione.Scatenare le forze di sicurezza contro le moschee e le associazioni di musulmani in Francia è una azione radicale che fomenta la cultura del sospetto e dello scontro. Un’azione che ci indica come terroristi non fedeli, come assassini e non cittadini rischiando di portare indietro gli orologi della convivenza di anni, fomentando un clima islamofobo in una situazione sociale interna già instabile, ora aggravata dalla pandemia in atto.Infine ribadiamo la necessità che la nostra comunità in Francia, e ovunque, mantenga una corretta visione e pratica della sua essenza pacificatrice e misericordiosa, facciamo un appello alle autorità di governo d’oltralpe affinché ad un orrore ingiustamente perpetrato non si aggiungano errori che puniscano in maniera indiscriminata una comunità che non ha alcun nesso con quel folle gesto.

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Taranto: ArcelorMittal continua a licenziare

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

Altri 3, forse 4 lavoratori rischiano il loro posto all’interno della fabbrica. Negli ultimi 15 giorni infatti sono state inviate loro contestazioni disciplinari con preavviso di licenziamento; tra i lavoratori anche il delegato sindacale della Fiom Cgil Giuseppe D’Ambrosio. Sono accusati di aver provocato problemi di sicurezza, quando invece si tratta di dipendenti che hanno presentato denunce e segnalato irregolarità proprio per quel che riguarda le misure di sicurezza sui luoghi di lavoro. ArcelorMittal getta per strada onesti lavoratori e padri di famiglia senza alcuna motivazione valida, e lo fa utilizzando un metodo ritorsivo, colpendo cioè proprio coloro che cercano di segnalare le situazioni di pericolo nell’acciaieria tarantina. È una carneficina.Se la situazione non fosse drammatica potremmo riderci su, dicendo che sarà la multinazionale stessa con la gestione sconsiderata che ormai la caratterizza, a risolvere il problema delle presenze in azienda, da contingentare per contenere il rischio del Covid-19, decimando i lavoratori con licenziamenti immotivati e pretestuosi.Un atteggiamento che porta a qualificare, certamente non in termini positivi, ArcelorMittal, e che produce un clima di omertà tra i lavoratori i quali, tra il denunciare rischiando di essere licenziati e il rimanere in silenzio per timore di rimanere senza lavoro, potrebbero sempre più essere portati a scegliere la seconda strada.Questa è l’azienda con la quale il Governo continua a trattare, incurante della pericolosità di un atteggiamento di questo tipo. Un Governo che, non intervenendo, risulta doppiamente responsabile in quanto non solo dovrebbe tutelare i lavoratori e non lo fa, ma addirittura sembra assecondare col silenzio il comportamento terrorista e psicopatico di un’azienda che non ha nulla da offrire a questo territorio.Agli altri sindacati riteniamo di dover dire: possiamo essere divisi su tutto ma non sulla necessità di rifiutare con forza i licenziamenti ingiustificati che in questo caso colpiscono anche un delegato sindacale della Fiom Cgil, come è accaduto qualche mese fa al delegato USB Egidio Murciano. Non possiamo ovviamente non rivolgere la nostra sincera solidarietà ai lavoratori che in queste ore temono per il loro futuro lavorativo. (by Franco Rizzo)

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Siciliani ingiustamente discriminati nell’accesso ai rimborsi Covid

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

Mentre avanza la seconda ondata della pandemia e mentre il Governo e le amministrazioni locali corrono ai ripari per contenere i contagi, ancora i cittadini purtroppo sono costretti a fare i conti con i disservizi collegati all’emergenza sanitaria. Nel mirino della Federconsumatori, dietro segnalazione anche del Comitato Pendolari Sicilia, è finita Trenitalia, per i trasporti effettuati nella Regione Sicilia.Secondo quanto previsto dalla normativa (ai sensi dell’articolo 215 del D.L. n. 34/2020) si dovrebbe garantire in tutta Italia il diritto al rimborso dei titoli di viaggio emessi dalle aziende ferroviarie o di trasporto pubblico locale: in Sicilia, invece, sono state emanate, da parte dell’Assessorato per la Mobilità regionale, delle linee guida del tutto discriminatorie e illegittime.Nel dettaglio viene introdotto un termine di decadenza non previsto dalla legge: si stabilisce infatti che il rimborso deve essere richiesto, pena decadenza del beneficio, entro il 31 dicembre 2020. Si specifica, inoltre, che per i titoli di corsa semplice e per gli abbonamenti settimanali non è riconosciuto alcun rimborso. Un’ultima disposizione vessatoria riguarda il rimborso in contanti, erogabile ai soli titolari di abbonamenti mensili e/o annuali appartenenti a una delle seguenti categorie: studenti al termine del ciclo scolastico (scuole secondarie di II grado) o universitario e studenti che hanno cambiato sede di studio che presentino apposita attestazione; lavoratori che hanno cessato la propria attività/rapporto di lavoro o che siano stati trasferiti (con apposita attestazione).Tutte limitazioni che, di fatto, escludono illegittimamente molti utenti dal diritto al rimborso. Ecco perché Federconsumatori ha diffidato Trenitalia affinché ottemperi ai suoi obblighi previsti dalla legge, Federconsumatori Sicilia, insieme al Comitato Pendolari Sicilia, ha inoltre inviato una segnalazione di tali condotte scorrette all’Antitrust e all’Autorità de Trasporti.Discriminazioni di questo genere non possono essere ammesse, per questo ci aspettiamo l’immediata cessazione dell’applicazione di queste incomprensibili limitazioni e il ripristino dei giusti diritti dei cittadini, riconosciuti a livello nazionale ed europeo.

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Apertura del tavolo del centrosinistra ‘Insieme per Roma’

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

“Bene la convocazione da parte del segretario romano del Partito democratico, Andrea Casu, del tavolo del centrosinistra ‘Insieme per Roma’. L’apertura alle forze civiche ed associative della nostra città rappresenta un’occasione per mettere al centro finalmente – in questo percorso che ci accompagnerà alle elezioni del 2021 – la Roma reale, partendo dai contenuti, individuando le priorità da affrontare, senza alcuna concessione a pratiche autoreferenziali dettate da vecchi schematismi. Come ribadito in più occasioni, il Movimento Pop lavorerà affinché il tavolo risponda con la consapevolezza che la partita che siamo chiamati a ‘giocare’ non è su Roma, ma con Roma. La città attende idee ed interventi; il campo progressista, civico ed ecologista è chiamato a fare la sua parte. Spetta a tutte e tutti noi creare una proposta concreta, credibile ed in linea con le esigenze, le aspettative e i desideri dei Romani e delle Romane”. Così in una nota la consigliera regionale del Lazio Marta Bonafoni, presidente del Movimento Pop.

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Confindustria ed emergenza coronavirus

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

“Sappiamo benissimo che di fronte a un’emergenza sanitaria di questa portata ognuno deve fare la sua parte ma come comparto non possiamo non esprimere anche una forte preoccupazione per gli effetti che questa nuova chiusura di cinema, sale concerti e teatri e la sospensione degli eventi avrà sull’intera filiera e sui lavoratori”. Lo dichiara Innocenzo Cipolletta, presidente di Confindustria Cultura Italia (CCI), Federazione Italiana dell’Industria Culturale che riunisce le associazioni dell’editoria (AIE), della musica (AFI, FIMI, PMI), del cinema e audiovisivo (ANICA, APA, UNIVIDEO) e servizi per la valorizzazione del patrimonio culturale (AICC), in relazione alle misure del nuovo DPCM emanato ieri dal Governo.“Comprendiamo – prosegue Cipolletta – con senso di responsabilità, la necessità di garantire prima di tutto la salute e la sicurezza dei cittadini visto l’aggravarsi della situazione epidemiologica, ma il mondo della cultura continua ad essere uno dei principali settori a risentire maggiormente delle misure adottate per limitare la diffusione del virus. Questa nuova chiusura, che arriva a distanza di pochi mesi dalla precedente, rischia di intaccare fortemente il sistema anche alla luce degli investimenti fatti dalle industrie per mettere in sicurezza le attività. Abbiamo apprezzato l’attenzione che il Presidente del Consiglio ha avuto nei confronti del comparto nel corso della conferenza stampa, quello che chiediamo però è che le misure annunciate siano tempestive, mirate e facilmente accessibili rispetto alle precedenti”.“Auspichiamo quindi – conclude Cipolletta – che il Governo metta in campo fin da subito gli interventi volti a limitare gli effetti che queste chiusure avranno sull’intera filiera e sui lavori. Noi come industria siamo ovviamente a disposizione per un confronto”.

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Presentazione Rapporto Italiani nel Mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

Roma.La storia del Rapporto Italiani nel Mondo (RIM) è iniziata nel 2006. Mentre l’opinione pubblica era concentrata sugli arrivi nel nostro Paese, la Fondazione Migrantes, grazie all’intuizione dell’allora direttore generale mons. Luigi Petris e del direttore dell’Ufficio per la Pastorale degli italiani nel Mondo, don Domenico Locatelli, ebbe l’idea di raccontare l’Italia che era partita per il mondo, o che non aveva mai smesso di farlo. In 15 anni il RIM ha fotografato un fenomeno con un incremento paragonabile a quello registrato nel Secondo Dopoguerra. Se nel 2006 gli italiani regolarmente iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE) erano 3.106.251, nel 2020 hanno raggiunto quasi i 5,5 milioni: in quindici anni la mobilità italiana è aumentata del +76,6%. Una crescita ininterrotta che ha visto sempre più assottigliarsi la differenza di genere (le donne sono passate dal 46,2% sul totale iscritti 2006 al 48,0% del 2020). Si tratta di una collettività che, rispetto al 2006, si sta ringiovanendo grazie alle nascite all’estero (+150,1%) e alla nuova mobilità costituita sia da nuclei familiari con minori al seguito (+84,3% della classe di età 0-18 anni) sia dai giovani e giovani adulti immediatamente e pienamente da inserire nel mercato del lavoro (+78,4% di aumento rispetto al 2006 nella classe 19-40 anni). Nel 2019 (gennaio-dicembre) hanno lasciato l’Italia ufficialmente 131 mila cittadini verso 186 destinazioni del mondo da ogni provincia italiana. Complessivamente, le nuove iscrizioni all’Aire nel 2019 sono state 257.812 (di cui il 50,8% per espatrio, il 35,5% per nascita, il 3,6% per acquisizione cittadinanza). Negli ultimi 15 anni (2006-2020) la presenza italiana all’estero si è consacrata euroamericana, ma con una differenza sostanziale. Il continente americano, soprattutto l’area latino-americana è cresciuta grazie alle acquisizioni di cittadinanza (+123,4% dal 2006) coinvolgendo soprattutto il Brasile (+221,3%), il Cile (+123,1%), l’Argentina (+114,9%) e, solo in parte in quanto la crisi è sicuramente più recente, il Venezuela (+47,4%). Oltre il 70% (+793.876) delle iscrizioni totali avute in America dal 2006 ha riguardato soltanto l’Argentina (+464.670) e il Brasile (+329.206). L’Europa, invece, negli ultimi quindici anni, è cresciuta maggiormente grazie alla nuova mobilità (+1.119.432, per un totale, a inizio 2020, di quasi 3 milioni di residenti totali). A dimostrarlo gli aumenti registrati nelle specifiche realtà nazionali. Se, però, i valori assoluti fanno risaltare i paesi di vecchia mobilità come la Germania (oltre 252 mila nuove iscrizioni), il Regno Unito (quasi 215 mila), la Svizzera (più di 174 mila), la Francia (quasi 109 mila) e il Belgio (circa 59 mila), sono gli aumenti in percentuale, rispetto al 2006, a far emergere le novità più interessanti. Per questi stessi paesi, infatti, si riscontrano le seguenti indicazioni: Germania (+47,2%), Svizzera (+38,0%), Francia (+33,4%) e Belgio (+27,3%). Per il Regno Unito, invece, e soprattutto per la Spagna, gli aumenti sono stati molto più consistenti, rispettivamente +147,9% e +242,1%. Le crescite più significative, comunque, dal 2006 al 2020, restando in Europa, caratterizzano paesi che è possibile definire “nuove frontiere” della mobilità: Malta (+632,8%), Portogallo (+399,4%), Irlanda (+332,1%), Norvegia (+277,9%) e Finlandia (+206,2%). In generale, però, lo sguardo degli italiani si è spostato anche a Oriente, più precisamente agli Emirati Arabi o alla Cina. Se nel 2006, stando ai dati ISTAT, il 68,4% dei residenti ufficiali all’estero aveva un titolo di studio basso – licenza media o elementare o addirittura nessun titolo – il 31,6% era in possesso di un titolo medio alto (diploma, laurea o dottorato). Dal 2006 al 2018 si assiste alla crescita in formazione e scolarizzazione della popolazione italiana residente oltreconfine: nel 2018, infatti, il 29,4% è laureato o dottorato e il 29,5% è diplomato mentre il 41,5% è ancora in possesso di un titolo di studio basso o non ha titolo. Se, però, rispetto al 2006 la percentuale di chi si è spostato all’estero con titolo alto (laurea o dottorato) è cresciuta del +193,3%, per chi lo ha fatto con in tasca un diploma l’aumento è stato di ben 100 punti decimali in più (+292,5%).Viene così svelato un costante errore nella narrazione della mobilità recente raccontata come quasi esclusivamente composta da altamente qualificati occupati in nicchie di lavoro prestigiose e specialistiche quando, invece, a crescere sempre più è la componente “dei diplomati” alla ricerca all’estero di lavori generici. Emerge, in modo evidente, la necessità che lo studio e l’analisi della mobilità sia sempre più centrata sui microcontesti e che il territorio venga letto mettendo in crisi i modelli dati per acquisiti a cominciare dall’egemonia del centro, e quindi delle metropoli, rispetto ai piccoli centri, ai borghi, a quei pezzi di territorio spesso abbandonati del tutto o quasi abbandonati che diventano luoghi dove, invece, è possibile intervenire per ridare loro vita. Il video del

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Fixed Income – Il momento giusto per i titoli high yield?

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

A cura di Prashant Agarwal e Audrey Laurencet di Pictet Asset Management. Il miglioramento delle prospettive economiche e per gli utili societari da un lato e bassi costi di servizio del debito dall’altro riducono il rischio di default. Ciò significa che le obbligazioni high yield dovrebbero continuare a essere una delle poche aree dell’universo del reddito fisso in cui gli investitori possono ancora trovare un rendimento positivo.Le prospettive per le società non investment grade paiono migliori anche alla luce delle politiche fiscali e monetarie. Il mercato del credito europeo ha beneficiato degli stimoli senza precedenti delle banche centrali e dei governi, che sono intervenuti tempestivamente per proteggere le aziende strategiche e limitare il numero di default societari. La portata e la velocità di tali interventi, compresi programmi come la cassa integrazione e i prestiti garantiti dal governo, sono state sorprendenti.Dal canto loro, le società hanno rafforzato le posizioni in liquidità e i bilanci, attingendo alle loro linee di credito, emettendo nuovo debito, tagliando costi e riducendo la spesa in conto capitale. Il rapporto cash/debito tra le società non investment grade in Europa è di conseguenza salito dal 10% dell’anno scorso al 19% di giugno 2020.Ovviamente, non tutte le società usciranno indenni da questa crisi, ma l’impatto sarà probabilmente inferiore a quello originariamente previsto. A marzo 2020, lo scenario centrale di Moody’s prevedeva tassi di default del 7-8% per gli emittenti high-yield. Da allora, tuttavia, le condizioni sono migliorate, inducendo Moody’s ad agosto a rivedere al ribasso le previsioni dei tassi di insolvenza al 4,9%. Esiste una concreta possibilità che le insolvenze abbiano già raggiunto il picco. La salute del credito societario europeo è in miglioramento. Le obbligazioni emesse dalle aziende francesi e tedesche, ad esempio. Tra i principali Paesi sviluppati, Francia e Germania sono in testa in termini di sostegno alle aziende con pacchetti rispettivamente da 16,2 e 14.3 miliardi di euro: più del doppio del Paese in terza posizione, l’Italia. Lo shock di quest’anno dovuto alla pandemia è stato diverso da quello della crisi finanziaria del 2008 in termini di impatto sui singoli settori. Nel 2008-2009, i titoli finanziari sono stati quelli più duramente colpiti; anche i titoli industriali sono stati penalizzati, come spesso succede durante i periodi di recessione. Questa volta, tuttavia, molte aziende sono state in grado di continuare a operare, in parte grazie alla sempre maggiore automazione. Le aziende chimiche e dei trasporti, per esempio, hanno affrontato la crisi molto meglio del periodo 2008-2009. Per contro, l’impatto economico è stato maggiormente avvertito nel terziario. A nostro avviso, i prezzi di mercato ancora non riflettono questa resilienza.Con l’impegno sia delle banche centrali che dei governi a fornire supporto finanziario destinato a durare mesi e non decenni, il credito a più breve scadenza è particolarmente interessante. La curva dei titoli high yield è praticamente piatta. Ad esempio, l’obbligazione con scadenza 2027 di Teva Pharmaceutical Industries è attualmente scambiata a soli 42 pb di rendimento in più rispetto all’omologa del 2023 (si veda la Fig. 2). Investendo in scadenze più brevi, gli investitori ottengono in questo modo rendimenti simili, assumendosi un rischio di duration inferiore.4Nel complesso, quindi, lo spread offerto dalle obbligazioni high yield a breve termine offre una ricompensa più che adeguata rispetto al rischio di default. Prevediamo che il credito europeo high yield a breve termine genererà rendimenti positivi del 3-5% nei prossimi 12 mesi. Rispetto ad altre alternative all’interno dell’universo del reddito fisso, questa è un’opportunità da non lasciarsi sfuggire. (abstract)

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I sistemi sanitari europei devono prepararsi per le epidemie del futuro

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

La visione di una Europa unita ci ha permesso di godere di oltre settant’anni di pace e di crescita e benessere economico, il periodo più lungo nella storia moderna. E, tuttavia, un evento senza precedenti come la pandemia COVID-19 ha messo a nudo la debolezza dei sistemi europei di salute pubblica e delle istituzioni politiche ad essi preposte. È giunto il tempo per l’Unione di sfruttare le proprie capacità e di proteggere i propri cittadini senza piegarsi su se stessa, definendo nuovi e più ambiziosi standard in termini di protezione, salute, e sicurezza sociale per i suoi cittadini. È questa la sintesi dell’appello alle Istituzioni Europee pubblicato su Nature, una delle più prestigiose riviste scientifiche del mondo, firmato da Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma, e sottoscritto da quindici scienziati di Istituzioni sanitarie, Agenzie governative, università e organizzazioni non governative di Italia, Francia, Stati Uniti, Germania, Portogallo, Regno Unito. Trai firmatari, Franco Locatelli dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Università Sapienza di Roma e Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Nicola Magrini dell’ Agenzia Italiana del Farmaco, Raffaella Sadun della Harvard University di Boston, Antoine Lafont dell’ Hôpital Européen Georges-Pompidou di Parigi, Markus Maeurer del Champalimaud Centre for the Unknown di Lisbona, Gino Strada di EMERGENCY, Rainer Meillicke del Public Health Department di Siegburg in Germania, Alimuddin Zumla dell’University College di Londra e Michel Pletschette dell Università di Monaco.L’Unione Europea ha risposto alla pandemia con un pacchetto di misure da 750 miliardi di euro che punta anche a riformare i sistemi sanitari dei paesi membri. Per realizzare questo obiettivo, prosegue l’appello, è necessaria una strategia multi-disciplinare, l’unica in grado di affrontare le esigenze individuali, locali, regionali e globali. I piani sanitari nazionali dovrebbero prevedere la creazione di centri di riferimento nazionali per le malattie infettive con potenziale epidemico, fortemente connessi in un Network europeo. Questo network dovrebbe occuparsi della sorveglianza epidemiologica e dei sistemi di allerta precoce, di promuovere la cooperazione tra gli enti di sanità pubblica nazionali e internazionali, di diffondere linee guida tecniche e protocolli clinici per la gestione delle malattie, di coordinare la ricerca, favorendo una maggiore capacità di laboratorio per l’identificazione tempestiva di nuovi patogeni, e di formare gli addetti pronti a implementare test su larga scala, tracciamento dei contatti e misure di quarantena. Tali compiti potrebbero essere integrati con la EU BARDA, la nuova agenzia europea dedicata alla ricerca biologica avanzata, la cui costituzione è stata annunciata dalla Presidente dell’Unione Ursula von der Leyen nel suo discorso al Parlamento Europeo sullo Stato dell’Unione lo scorso 16 settembre.Se l’Europa investirà nella salute e nel benessere dei suoi cittadini potrà nei prossimi anni giocare un ruolo fondamentale nel proporsi come il più avanzato modello politico del mondo: democrazia, rispetto dei diritti umani e sociali, in grado di combinare la crescita economica con la protezione della salute e del benessere dei suoi cittadini, garantite dallo Stato attraverso politiche pubbliche in supporto della salute, dell’educazione, della sicurezza sociale. Questi sono i temi che dovrebbero essere al centro dell’agenda del prossimo summit sulla Salute del G20, in programma in Italia l’anno prossimo.

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