Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Archive for 30 ottobre 2020

Nissoli (FI): Ma la sicurezza del voto all’estero interessa ancora a qualcuno?

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

“Ieri, sono intervenuta nell’Aula di Montecitorio per sottolineare l’urgenza della messa in sicurezza del voto all’estero anche alla luce di episodi avvenuti su cui ho chiesto di fare chiarezza. Di seguito il testo del mio intervento:“Signor presidente, 2 anni e mezzo fa ho presentato un’interrogazione relativa ad una lista che è riuscita a presentare il proprio simbolo, nella circoscrizione estero delle politiche del 2018, presentando una documentazione fasulla. In considerazione del fatto che dovrebbe essere una priorità condivisa quella di assicurare adeguate procedure per l’esercizio del voto democratico e garantire, quindi, la giusta rappresentanza della volontà popolare, mi chiedo e le domando, quale cittadina ancor prima che parlamentare e con un certo disagio, come sia possibile che il ministero dell’interno non abbia ancora dato una risposta su un fatto di tale rilevanza e gravità ! Questi signori si sono burlati della democrazia. Siamo già a metà legislatura e tutto tace in quella che appare una totale indifferenza ! Se non garantiamo una debita trasparenza nell’esercizio primario della democrazia, ovvero il voto, come possiamo affrontare seriamente la riforma del voto all’estero ? Provi ad immaginare se quella lista avesse vinto: oggi ci ritroveremmo in Parlamento persone elette non solo illegittimamente, ma che hanno anche “sbeffeggiato” la democrazia. Un grande paese come l’Italia ed i suoi cittadini, elettori, non se lo meritano ! Credo sia un dovere del Governo fare chiarezza, soprattutto per rispetto a quegli onesti italiani all’estero, i più, che amano profondamente la madrepatria e non possono accettare che accadano fatti come questi. Credo sia giunta l’ora di dare loro risposte che denoterebbero una giusta e dovuta attenzione. Ci sono ancora troppe notizie di brogli, e irregolarità durante le elezioni all’estero in più luoghi, tra cui il Canada. Signor Presidente, il VOTO è la nostra partecipazione democratica alla vita del paese, il suo caposaldo. Difendiamolo, altrimenti sarebbe poi anacronistico lamentare una mancata partecipazione dei cittadini a questo fondamentale esercizio democratico”. Lo ha dichiarato l’On. Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.

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Pil: Istat, +16,1% nel terzo trimestre

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

Secondo l’Istat, il Pil italiano nel terzo trimestre del 2020 è salito del 16,1% rispetto al trimestre precedente.”Bene, ottima notizia e ottimo rimbalzo. Si va persino oltre la previsioni del ministro Gualtieri, secondo il quale il terzo trimestre il Pil congiunturale si sarebbe chiuso con un rialzo superiore al 13,5%. In effetti è superiore, ma di gran lunga” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Smentite, per fortuna, le stime più pessimistiche, come quelle dell’Upb e di Bankitalia, di un Pil intorno al 12%. Ora avremo quasi certamente una caduta del Pil a fine anno ad una sola cifra, come ha sempre previsto il Governo. Unico rischio è quello di un nuovo lockdown, che potrebbe far riprecipitare il Paese nel baratro” conclude Dona.

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L’Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” precisa

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

Con riferimento all’articolo uscito ieri, 29 ottobre, sul sito internet del settimanale L’Espresso, e ripreso oggi da alcuni organi di stampa, l’Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” precisa che presso l’Istituto, come del resto in tutte le istituzioni pubbliche, l’accesso a posizioni come quella attualmente occupata dalla dottoressa Capobianchi avviene esclusivamente attraverso le procedure concorsuali previste dalla legge, che, allo stato, non sono neanche state bandite. Per lo stesso motivo inoltre, contrariamente a quanto si legge oggi su alcuni organi di stampa, questo Istituto non ha mai fatto, né avrebbe potuto fare, alcuna “offerta” né al prof. Crisanti né ad altri. Da parte dello scrivente Istituto è stata già inoltrata una formale richiesta di rettifica a L’Espresso, a norma delle leggi vigenti in materia.

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Istruzione: Il Ministero emana le linee guida sul CCNI

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

L’amministrazione in premessa ha posto il rilievo sull’assenza, anche indiretta, di oneri aggiuntivi, “confermando il sinallagma tra prestazione lavorativa come effettivamente resa e orario di servizio”.Partendo da questa considerazione e dall’impossibilità di inserire un riferimento contrattuale su una diversa disposizione dell’orario di lavoro rispetto a quanto indicato nell’art.28 del CCNL 2006/09 ancora vigente sull’orario del personale docente di ogni ordine e grado, la nota, secondo le osservazioni Anief, ha richiamato la possibilità di adottare un’unità oraria inferiore ai 60 minuti e stabilire le eventuali relative pause così come indicato nei vari PTOF e nelle varie delibere dei Collegi dei Docenti.Per la strumentazione informatica in possesso del personale docente, per venire in supporto a tutto il personale a tempo determinato, circa un quarto del totale del corpo docente, che non usufruisce della Carta docenti, i Dirigenti Scolastici sono stati invitati a far uso dello strumento del comodato d’uso della strumentazione in possesso di ogni istituto.Anief inoltre ha ottenuto un impegno “politico” da parte dell’amministrazione di incrementare la dotazione di device nelle scuole a favore non solo degli alunni ma anche dei docenti che ne facciano richiesta. Nessun riferimento esplicito poteva essere inserito nel CCNI in quanto lo stanziamento di nuovi fondi è di natura legislativa e non contrattuale. I lavoratori, benché il periodo di quarantena sia equiparato al ricovero ospedaliero, non sono da considerarsi non idonei al lavoro e dunque sono considerati in grado di espletare la propria attività professionale.Per il personale ATA assistente amministrativo, figura Dsga inclusa, la nota interviene naturalmente considerando la peculiarità delle prestazioni che permettono di lavorare in modalità agile.Su indicazioni Anief, gli assistenti tecnici, ove possibile, nell’area di appartenenza, danno supporto da remoto alle attività didattiche.Per il collaboratore scolastico, vista la specificità delle mansioni, deve essere garantita la sostituzione del personale assente in quarantena per permettere il normale svolgimento delle attività della scuola.Il personale docente di sostegno, siccome la funzione coordinata con il docente curricolare è una funzione inclusiva per l’alunno con disabilità, dovrà supportare il docente curricolare in quarantena ma senza variare l’impegno orario e senza divenire un tappabuchi come spesso si è visto. Tale indicazione, chiara e precisa, voluta fortemente dall’Anief che è particolarmente sensibile alla didattica inclusiva, diventa ancora più importante quando si mette in evidenza che tale situazione di supporto in presenza del docente curricolare in quarantena deve tener conto anche di particolari situazioni legate alla necessità di gestione esclusiva degli alunni con disabilità loro affidati. In quel caso il Dirigente Scolastico non potrà far altro che organizzare la didattica con il personale dell’organico aggiuntivo Covid, dell’organico di potenziamento o ricorrendo finanche alla supplenza.Ultimo riferimento importante riguarda la rilevazione della presenza in servizio del personale docente in QSA, fatta mediante il registro elettronico precisando, però, se la prestazione sia in presenza o a distanza. Quest’ultimo chiarimento, richiesto nel contratto appena firmato, ma promessoci nella nota esplicativa, si è reso necessario per un discorso di vigilanza degli alunni in presenza, che non può essere imputato ad un docente che eroga il servizio a distanza.

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Scuola: Sostegno, 84 mila cattedre a supplenza ma si fa di tutto per tenere lontani i docenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

Quella che si sta determinando sul sostegno è una situazione che diventa sempre più paradossale, dal momento che “il numero di studenti con disabilità continua ad aumentare”. I numeri sono eloquenti: negli ultimi 22 anni si è più che raddoppiato (+138%) e continua a crescere (nell’ultimo anno +5% rispetto al precedente). Nel 1998 vi era un alunno con disabilità ogni 67 alunni (1,5% del totale), oggi ve ne è uno ogni 28 (3,5% del totale). Presto sarà in media presente un alunno con disabilità certificata in ogni classe della scuola italiana: 1 ogni 25.Anche il concorso straordinario lascerà immutato il quadro delle necessità: basta ricordare che “per i 4.069 posti di sostegno per la secondaria di I grado (scuola media) il numero dei candidati complessivi è di soli 1.413, pari a circa un terzo del totale. In 13 Regioni su 18 ci sono meno candidati che posti. Alla fine del concorso rimarranno vacanti 2.720 posti, sempre che tutti i candidati riescano ad ottenere nella prova scritta almeno il punteggio minimo di 56/80. E lo stesso fenomeno si osserva per il concorso straordinario per il sostegno nella secondaria di II grado”.Dallo studio di Tuttoscuola, “il dato più clamoroso” risulta “quello della Lombardia dove sono stati messi a concorso ben 1.259 posti (quasi un terzo del totale), ma che registra soltanto 261 candidati iscritti: non saranno assegnati, quindi, quasi mille posti”. In percentuale, però, va ancora peggio in Piemonte, dove per 458 posti si sono candidati appena 50 docenti, quindi circa il 90% dei posti banditi continueranno ad andare a supplenza.Anche per il concorso straordinario nella secondaria di II grado c’è un sostanziale disinteresse: complessivamente, vi sono “più posti (1.600) che candidati (1.332). Ancora una volta la Lombardia ha il primato negativo: soltanto 100 candidati per 421 posti con uno scoperto di 321 posti che rimarranno vacanti, seguita dal Piemonte con 223 posti senza vincitori finali, dal Veneto (212) e così via altre quattro Regioni con più posti che candidati. Alle superiori però il fenomeno è ribaltato al Sud: in Campania per 6 posti concorrono 215 candidati, in Sicilia 128 candidati per 9 posti; eccedenza di candidati rispetto al numero di posti anche in altre 8 Regioni meridionali e centrali”. Sempre secondo Tuttoscuola, questa “situazione rovesciata produrrà un paradosso: il concorso straordinario per il sostegno – che ha costi organizzativi notevoli – si concluderà con almeno 3.700 posti vacanti (quasi tutti al Centro-Nord) e oltre 700 candidati sicuramente esclusi (quasi tutti al Sud). E questo nonostante al Sud ci siano in proporzione molti più posti in organico che al Nord”. Citando le principali cause che portano al tiepido interesse verso la professione di docente di sostegno, la rivista specializzata sostiene che “il percorso per diventare insegnante di sostegno prevede alcuni ostacoli non indifferenti. Il primo per conseguire la specializzazione, requisito necessario per diventare docenti di sostegno, è rappresentato dal tempo necessario (un anno almeno) per la frequenza di corsi universitari a numero chiuso (TFA), un tempo che va ad aggiungersi a quello impiegato per conseguire la laurea magistrale, senza contare che per accedere a posti di ruolo occorre anche il possesso dell’abilitazione all’insegnamento”. Inoltre, “il numero chiuso per l’accesso a questi tirocini formativi universitari esclude altri potenziali candidati. Dopo la preselezione (con un costo di iscrizione di 100-200 euro), per gli ammessi c’è anche il costo di iscrizione e frequenza ai corsi (mediamente circa 4 mila euro)”.

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Didattica a distanza, come si fa?

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

Il Collegio dei Docenti è sovrano anche nella somministrazione della didattica digitale integrata che, a seguito dell’ultimo Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte il 24 ottobre scorso, è stata introdotta obbligatoriamente in tutte le scuole superiori almeno per il 75% fino al prossimo 24 novembre. Il concetto, alla base delle scelte condivise e democratiche che governano la scuola pubblica, è il cuore pulsante che regola l’intero contratto integrativo sulla didattica digitale integrata “nella modalità a distanza”. Il documento, sottoscritto anche dall’Anief, ora viene raccolto dalle istituzioni scolastiche locali che fanno capo al Ministero dell’Istruzione, ad iniziare dagli Uffici scolastici regionali. Uno di questi è l’Usr Lombardia che, attraverso una nota specifica sull’argomento, ha puntualizzato lo spirito del Dpcm e delle conseguenti disposizioni: sarà il Collegio dei Docenti – precisa la nota USR Lombardia – organo tecnico per definizione, ad individuare le attività da svolgere in presenza per specifiche classi (intese come annualità) e per specifiche discipline.“La sottolineatura dell’Usr Lombardia – commenta Marcello Pacifico, leader Anief – non è altro che la consecutio di quello che abbiamo sin da subito espresso commentando l’avvenuta sottoscrizione del contratto nazionale sulla didattica digitale integrata: spetta al Collegio dei docenti il necessario aggiornamento del Piano scolastico per l’erogazione della DDI. Tale esercizio si esplica, quindi, solo attraverso il parere motivato e deliberato degli organi collegiali, avendo naturalmente pieno rispetto del contratto, inclusi i permessi per la partecipazione alle assemblee sindacali. Non spetta, dunque, al dirigente scolastico formulare il piano delle attività della DDI: il contratto da noi firmato e che regola un ambito, quello della DaD, sul quale durante il lockdown primaverile ci si era mossi senza alcun riferimento, non è un caso che richiami le recenti linee guida sulla stessa didattica digitale integrata. Le quali, tra le altre disposizioni, prevedono un minimo di 20 ore di lezioni per la scuola secondaria di secondo grado e di 15 ore per il primo ciclo, con la riduzione a 10 solo per le classi prime della scuola primaria. E sempre in tema di ore – conclude Pacifico – siamo riusciti a non fare approvare improbabili ‘banche di recupero’ di cui non c’è traccia in alcun dispositivo normativo vigente”.

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The Economist: Our cover this week sets out why, if we had a vote, it would go to Joe Biden

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

The country that elected Donald Trump in 2016 was unhappy and divided. The country he is asking to re-elect him is more unhappy and more divided. After almost four years of his leadership, politics is even angrier than it was and partisanship even less constrained. Daily life is consumed by a pandemic that has caused almost 230,000 reported deaths amid bickering, buck-passing and lies. Much of that is Mr Trump’s doing and his victory on November 3rd would endorse it all. Mr Biden is Mr Trump’s antithesis. He is not a miracle cure for what ails America. But he is a good man who would restore steadiness and civility to the presidency. Were he to be elected, success would not be guaranteed—how could it be? But he would enter the White House promising the most precious gift that democracies can bestow: renewal. For more on our endorsement and Donald Trump’s record in office please sign up to Checks and Balance, our weekly newsletter on American politics. By Zanny Minton Beddoes Editor-In-Chief The Economist

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Giornata Mondiale del Risparmio

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

31 ottobre 2020. Selectra (selectra.net), il servizio che aiuta a mettere a confronto le tariffe e a gestire i contratti di luce, gas e internet, coglie l’occasione per proporre i quindi 7 consigli per ridurre gli sprechi e risparmiare in bolletta. 1) Ridurre gli sprechi di luce. E’ buona regola accendere le lampadine solo quando necessario, sfruttando il più possibile la luce naturale. L’utilizzo delle luci a LED consente di ridurre ulteriormente gli sprechi: consumano circa il 90% in meno di quelle alogene e circa il 66% in meno rispetto a quelle fluorescenti. Sono anche più sicure, perché non producono calore e non contengono polvere di silicio, non rovinano tessuti, mobili e pellame, e durano fino a 50.000 ore, ovvero circa 20 anni. Inoltre, attenzione allo stand-by dei dispositivi elettronici: seppur spenti, continuano infatti a consumare energia andando a incidere sulle bollette; è il caso dei desktop, per esempio, o dei televisori che, essendo collegati ai telecomandi, mantengono costantemente attiva la ricezione del segnale in attesa di nuovi input, o delle stampanti, che negli ultimi mesi sono state “traslocate” dagli uffici alle case per venire incontro alle esigenze dello smart working. 2) Ridurre gli sprechi di gas. Per quanto riguarda il gas è bene – ove possibile – spegnere il riscaldamento nelle stanze che non si frequentano per gran parte del giorno e limitarsi ad alzare la temperatura nella stanza utilizzata. In questo caso è importante tenere la porta chiusa, in modo da evitare dispersioni di calore. Utili anche i piccoli accorgimenti in cucina: è buona prassi infatti coprire sempre le pentole con un coperchio per evitare la dispersione del calore, e regolare i termosifoni della stanza impostando una temperatura più bassa, perché con l’uso del forno e dei fornelli l’ambiente si riscalda di 2-3 gradi. Ultime, ma non meno importanti, le docce: accorciare il tempo sotto l’acqua calda fa bene ad ambiente e portafogli, perché permette di consumare meno acqua e meno gas per mantenere accesa la caldaia. 3) Cambiare offerta luce e gas per risparmiare fino a 150€ l’anno. Secondo quanto calcolato dal comparatore Selectra, attivando un’offerta conveniente del Mercato Libero oggi, una famiglia tipo può risparmiare fino a 57 €/anno nella bolletta della luce e fino a 90 €/anno in quella del gas, cui vanno aggiunti eventuali servizi extra o buoni di benvenuto. 4) Scegliere elettrodomestici di nuova generazione La scelta dell’elettrodomestico giusto è decisiva: sono da preferire quelli di nuova generazione e con classe energetica A, A+, A++ e A+++, che consumano meno energia. 5) Scegliere la domotica A fronte di un investimento iniziale, la domotica permette di avere sotto controllo tutte le funzioni della propria casa in una App per smartphone e monitorare i consumi in tempo reale e in maniera più consapevole, anche a distanza. Il controllo remoto e i timer permettono infatti di gestire gli impianti domestici – dal termostato alle luci, fino alle valvole dei termosifoni – così da utilizzare al meglio l’energia e solo quando è davvero necessario, garantendo la massima efficienza. 6) Scegliere l’offerta migliore per una linea internet veloce Per quanto riguarda la linea fissa, si dovrebbe fare particolare attenzione alla trasparenza delle condizioni contrattuali e alla libertà di cambiare gestore: il prezzo finale che pagano oggi gli utenti non cambia notevolmente da un operatore all’altro, ma alcuni gestori prevedono contratti con meno vincoli e privi di costi di attivazione o della rateizzazione del prezzo del modem. Il risparmio – fino a 120 € all’anno – è comunque possibile. 7) Valutare l’offerta mobile più adatta alle proprie necessità. Ultimamente le tariffe mobile sono diventate molto più vantaggiose rispetto a quelle degli scorsi anni, che si aggiravano intorno ai 20-25 € al mese. Infatti, oggi le offerte dei cosiddetti operatori “virtuali” partono da 4-5 € al mese, e quelle degli operatori “storici” si sono abbassate di circa 10 € al mese.

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Il limone dell’Etna

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

Il Limone dell’Etna è diventato IGP. Un traguardo ambizioso e meritato per questo agrume dalle caratteristiche uniche, coltivato da più di un secolo e con un legame fortissimo con il suo territorio di produzione.Il CREA Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura ha messo a punto il dossier scientifico a supporto della candidatura, conducendo una sperimentazione sulle due principali varietà di limone coltivate nell’area etnea (Femminello zagara bianca e Monachello) per dimostrarne le proprietà qualitative e nutraceutiche (concentrazioni elevate di acido citrico e di polifenoli) nonché l’elevata attività antiossidante (Vitamina C,) che contribuisce a contrastare lo stress ossidativo e a proteggere la nostra salute. I risultati, pubblicati nella rinomata rivista internazionale Food Research International (Food Research International, 74, 250–259, 2015) , evidenziano come la spiccata qualità dei frutti di «Limone dell’Etna» sia da attribuire allo sviluppo e alla maturazione in un ambiente pedoclimatico molto specifico, con suoli di matrice vulcanica, tipici delle aree prossime al vulcano Etna e con un clima mitigato dal mare. Ma, oltre al vulcano ed al mare, a rendere così speciale questo agrume è la particolare tecnica colturale, presente in questo areale e adottata dai produttori locali dall’inizio del secolo scorso: si tratta della ‘forzatura’ o ‘secca’, che permette una produzione estiva dei frutti, forzando la pianta a fiorire in estate per poi dare i frutti nel periodo da maggio a settembre dell’anno successivo. Non irrigando durante il mese di giugno–luglio si induce nella pianta uno stress idrico. Dopo tale periodo, attraverso crescenti irrigazioni e concimazioni eccitanti a base di azoto, si risveglia la pianta dal letargo indotto e si provoca una seconda fioritura che andrà a frutto l’anno successivo. I frutti ottenuti con questa tecnica vengono chiamati ‘verdelli’ e, non a caso, sono i più ricchi in antiossidanti.

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Crisi Covid: “Subito aiuti a chi è rimasto senza lavoro”

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

Palermo «Il governo nazionale deve dare, in tempi brevissimi, risposte concrete e puntuali a tutti quei settori della nostra economia che soffrono le conseguenze delle inevitabili misure adottate per frenare la seconda ondata dell’epidemia. E’ questa l’unica strada per impedire che forze reazionarie ed eversive sfruttino la situazione e cavalchino la comprensibile protesta dei lavoratori e dei piccoli imprenditori che temono per il loro futuro. Interventi di sostegno che devono riguardare anche quelle aree di lavoro nero e grigio che sono tanta parte dell’economia del Sud». A dirlo è Pippo Zappulla, segretario regionale di Articolo Uno in Sicilia parlando della recente crisi sociale provocata dal Covid 19. «Anche il governo regionale – continua Zappulla – deve fare la sua parte. Il presidente della Regione Nello Musumeci ha finora fatto solo propaganda, cercando ogni volta di scaricare le colpe su altri – un giorno gli immigrati, il giorno dopo i prefetti, e così via – per nascondere l’assoluta inefficienza della Regione Siciliana nell’assolvere i suoi compiti. Sua la responsabilità di non aver attrezzato centri Covid, con il risultato che gli ospedali sono di nuovo sotto pressione, con una pericolosa promiscuità tra contagiati e gli altri pazienti, e con la necessità di rinviare cure e operazioni per chi ha patologie non Covid». «Oggi – conclude Zappulla – è il tempo della responsabilità e del fare. Se ne sono capaci, Musumeci e il suo governo facciano il loro dovere».

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Papa Francesco e i giovani da tutto il mondo per l’economia di domani”

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

L’evento si svolgerà online dal 19 al 21 novembre 2020 – la Presidente dell’Istituto Serafico di Assisi Francesca Di Maolo ha sottolineato l’urgenza di un cambiamento che possa riportare tutti a partecipare alla vita partendo da un’economia che sappia accoglierla e difenderla, che sia al servizio dell’uomo, inclusiva e che si prenda cura del creato. È stata confermata anche la partecipazione “virtuale” di Papa Francesco, in attesa del successivo incontro in presenza, che è previsto sempre ad Assisi – città simbolo di pace, spiritualità e fraternità – nell’autunno 2021 quando le condizioni sanitarie permetteranno di assicurare la partecipazione di tutti. Il Serafico, fondato nel 1871, è un modello di eccellenza italiana ed internazionale nella riabilitazione, nella ricerca e nell’innovazione medico scientifica per i ragazzi con disabilità plurime. Convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale per trattamenti riabilitativi residenziali, semiresidenziali ed ambulatoriali, il Serafico accoglie e cura ogni giorno 166 pazienti, provenienti da tutto il territorio nazionale, per un totale di 16.157 trattamenti riabilitativi e 17.297 trattamenti educativi-occupazionali all’anno (dati 2019).

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Da Bankitalia disprezzo per la lingua italiana

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

“Ritengo inaudito e un’ulteriore testimonianza di un passivo atteggiamento di subordinazione delle Istituzioni nazionali a quelle sovranazionali che nel sito di Bankitalia, cioè della Banca centrale italiana, si pubblichino degli interventi di primaria importanza per il credito nazionale nella sola lingua inglese, in pieno disprezzo della nostra cultura e della lingua di Dante. È il caso dell’intervento del governatore Visco alla conferenza su stabilità finanziaria e regolamentazione tenuto all’Università Bocconi. Ed è per questo che sto presentando un’interrogazione al Mef”. A dirlo è il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro. “Dall’altro non posso non rilevare come pure l’analisi sulle possibili conseguenze post Covid delle sofferenze bancarie sia poco coerente con la storia finanziaria del credito Italiano. Invece che rimarcare gli errori delle disposizioni Ue, come assimilate dalla normativa nazionale, si getta ancora una volta la scure addosso alle piccole banche, alle banche di territorio, dimenticando come le più grosse crisi bancarie, Monte dei Paschi in testa, hanno per la maggior parte coinvolto le grandi banche, oppure quelle piccole banche che si erano trasformate in grandi banche. Insomma, Bankitalia persiste nel negare che è stata proprio la riforma del credito, conseguente alla passiva assimilazione della normativa Ue, a portare le nostre banche alle massime difficoltà. Urge invece, tanto più in epoca Covid, una riforma che ridia dignità al credito di territorio, e svincoli il credito cooperativo dalle norme delle banche significant. É forse l’ultima occasione per risollevare il sistema bancario italiano”, conclude il senatore de Bertoldi.

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Evitare una strage di anziani

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

E’ fondamentale che tutti in famiglia indossino la mascherina e rispettino scrupolosamente le norme per la prevenzione del Covid. Questo l’appello di Senior Italia FederAnziani di fronte all’impennata dei contagi e del numero delle vittime del Coronavirus, nella quasi totalità persone anziane. La raccomandazione ai senior è di non uscire se non è strettamente necessario e soprattutto di fare attenzione ai contatti con i figli e i nipoti. Meglio rinunciare a un abbraccio e salutarsi con la mascherina che mettere a rischio la propria vita. E infine tenere sempre in casa qualche mascherina in più per figli e nipoti distratti.“Non dobbiamo dimenticare che dai dati dell’ISS aggiornati al 4 ottobre l’età media dei pazienti deceduti e positivi a SARS-CoV-2 è 80 anni. E secondo l’Istituto Superiore di Sanità il 77,6% dei focolai si verifica in ambito familiare. In poche parole nipoti in età scolare, adolescenti e adulti contagiano i nonni sottovalutando il rischio dei contatti interni alla famiglia – ricorda il Presidente Nazionale di Senior Italia FederAnziani Roberto Messina – C’è da temere che i nonni stessi non tengano adeguatamente in conto le norme di protezione quando si tratta di incontrare i propri nipoti. Sono molti a non aver rinunciato in questo periodo al loro ruolo di babysitter, specialmente in quei contesti in cui i genitori non possono permettersi lo smart working. Quest’ultima situazione invece va evitata il più possibile o comunque, laddove non evitabile, va gestita con la massima oculatezza dal momento che nelle ultime settimane abbiamo visto quadruplicare, in città come Milano, i contagi degli over 70, proprio a causa dei contatti con i bambini in età scolare o con i nipoti adolescenti dall’intensa vita sociale. Anche ai giovani vogliamo lanciare un appello: proteggete i vostri nonni, stategli vicini più che potete ma a distanza, indossando sempre la mascherina quando siete con loro, rinunciando a un abbraccio oggi per salvaguardare la loro salute, e magari aiutandoli con le nuove tecnologie o facendo la spesa per conto loro”.

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L’aumento delle imprese edili è finto

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

«Il presunto aumento delle imprese edili, sbandierato oggi da Unioncamere-InfoCamere, non è un motivo di soddisfazione. E’ ciclico, infatti, che molti piccole e medie aziende del settore chiudano per poi riaprire, evadendo l’Iva e le altre imposte e aggirando le norme sul lavoro».È quanto dichiara il prof. Sandro Simoncini, urbanista, docente a contratto di economia delle imprese all’Università Uninettuno.«In un momento così delicato per l’intera economia italiana – continua Simoncini – sostenere che il superbonus abbia stimolato la nascita di imprese è quanto meno azzardato. La pratica dell’“apri e chiudi” è assai diffusa, basti pensare che in Italia non esiste azienda edile che abbia più di vent’anni». «È probabile invece – conclude Simoncini – che dietro l’incremento del settore delle costruzioni si nasconda un meccanismo perverso in cui al posto di un’impresa, che dopo pochi anni termina la sua attività, subentra una nuova ditta appositamente costituita, che prosegue l’attività di quella precedente, utilizzando gli stessi locali e macchinari».

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Studio dell’Università di Parma sulle cellule tumorali

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

Parma. È stato pubblicato sulla rivista internazionale PLoS One lo studio dell’Università di Parma Endocanalicular transendothelial crossing (ETC): a novel intravasation mode used by HEK-EBNA293-VEGF-D cells during the metastatic process in a xenograft model riguardante una nuova modalità con cui una cellula tumorale con fenotipo invasivo-metastatico è in grado di entrare nei vasi linfatici per poi dare inizio al processo metastatico a distanza.I ricercatori hanno utilizzato e implementato un nuovo approccio di metodi d’indagine in ricerca, in parallelo e combinato, riferibili a studi morfologici di immunolocalizzazione e ultrastrutturali (microscopia elettronica a trasmissione – TEM), studi di tomografia assiale computerizzata (TAC) e di elaborazione di modelli 3D dinamici e interattivi.Il modello di intravasazione denominato ETC, traducibile come attraversamento transendoteliale endocanalicolare, ipotizzato e dimostrato in modelli fisiologici e in corso di infiammazione nel corso degli scorsi decenni da Giacomo Azzali, professore emerito di Anatomia Umana dell’Università di Parma, condiviso e perfezionato nel modello neoplastico da Attilio Corradi del Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie, sostiene che la cellula tumorale attraversi l’endotelio senza produrre interruzioni tra le cellule endoteliali con cui interagisce, ma sfrutti modificazioni cellulari che portano alla formazione di un canalicolo formato dalle cellule endoteliali stesse, fino all’entrata nel lume del vaso. È da tenere in considerazione come il meccanismo di ETC per l’intravasazione sia risultato associato alle modificazioni in corso del processo EMT della cellula tumorale. L’EMT permette alla cellula tumorale di modificare la propria forma, plasticità e motilità in modo tale per cui le è possibile attraversare più agevolmente il piccolo canalicolo neoformato dalle cellule endoteliali grazie a una complessa espressione genica di fattori di trascrizione cellulari tipici di questo fenomeno.Al lavoro hanno collaborato più autori dell’Ateneo impegnati in diversi campi della scienza, sia docenti che personale tecnico: del Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie Luca Ferrari, Matteo Zanfabro (3D Veterinary Printing Project), Anna Maria Cantoni, Rosanna Di Lecce; del Dipartimento di Medicina e Chirurgia Maria Luisa Arcari, Davide Dallatana e il professore emerito Giacomo Azzali; del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale Paolo Lunghi.Lo studio è parte del programma di ricerca del Dottorato di Ricerca in Scienze Medico-Veterinarie dell’Università di Parma (33° ciclo, coordinato da Gaetano Donofrio) di Federico Armando, che si basa sia sull’epithelial-to-mesenchimal transition (EMT) delle cellule neoplastiche sia sull’uso di un virus oncolitico come futura terapia antitumorale (quest’ultimo in compartecipazione con l’Università di Medicina Veterinaria di Hannover). Al lavoro scientifico, i cui studi sperimentali sono stati coordinati da Attilio Corradi, hanno collaborato anche ricercatori di strutture di ricerca partner dell’Ateneo di Parma: Maura Ferrari e Guerino Lombardi dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia ed Emilia-Romagna (IZSLER) ed Ewan Cameron della Scuola di Medicina Veterinaria dell’Università di Glasgow.

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EU agri-food products to be protected in China

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

In a resolution approved by 38 votes, with one vote against and three abstentions, the Trade Committee backed the EU’s agreement with China, signed in September 2020. It will ensure that one hundred European products bearing Geographical Indications (GIs) such as Cava, Feta, Münchener Bier, Polska Wódka, Prosciutto di Parma and Queso Manchego will be protected against imitations and misuse of a product’s name. In exchange, one hundred Chinese products will enjoy the same type of protection in the EU.Within four years, the agreement will be extended to include a further 175 European and Chinese products.While trade MEPs welcomed the agreement they see primarily as a confidence-booster, they call on China to extend the constructive cooperation to the ongoing negotiations on a bilateral investment agreement, as well as into areas of conflict such as on industrial subsidies, state-owned enterprises, forced technology transfer, reciprocity in public procurement and overcapacity in steel, aluminium and high-tech.Rapporteur Iuliu Winkler (EPP, RO), said: “The EU-China Agreement on the protection of GIs is a positive step forward in the bilateral relationship and a good tool to promote and protect the authenticity of high-quality products on our respective markets. It is primarily a confidence-building exercise, serving as a measurement of the parties’ ambition to ensure the deal is implemented effectively. The trade committee will actively participate in monitoring and scrutinising the agreement’s effective implementation, seeking frequent reporting from the European Commission.” Parliament is set to vote on its consent to the agreement and the accompanying resolution at its first November session (11-12 November). With Parliament’s consent, the Council has to adopt the agreement so that it can enter into force at the beginning of 2021.

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European values: COVID-19 emergency measures pose a “risk of abuse of power”

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

On Tuesday, the Civil Liberties Committee approved a draft resolution that takes stock of the state of European values in the context of national measures taken to tackle the COVID-19 pandemic, with 50 votes to 11 and 3 abstentions.MEPs concluded that national emergency measures pose a “risk of abuse of power” and stressed that any measure affecting democracy, the rule of law, and fundamental rights must be necessary, proportional and time-limited. They call on governments to consider terminating their “state of emergency” or at least to clearly define the delegation of powers to their executives, and to ensure that appropriate parliamentary and judicial checks and balances are in place.MEPs urge the Commission to conduct an evaluation of “first wave” measures, in addition to the initial comments included in its first annual rule of law report, and emphasise the need for a permanent, effective monitoring mechanism.EU countries have to “exercise utmost restraint” when restricting the freedom of movement (especially in relation to the right to family life), while the Commission should scrutinise the application of Schengen rules.MEPs warn against undue restrictions to the freedom of assembly and changes in legislation while citizens are unable to protest. In this context, the need to guarantee free and fair elections becomes even more important, especially with regards to implementing changes to electoral legislation, ensuring equal rights in campaigning, and alternative forms of voting. Disinformation threatens citizens’ health and their trust in public institutions, and has also been used as a pretext to restrict freedom of expression. The best way to tackle this, MEPs say, is by supporting independent journalism and media pluralism (including through transparent allocation of funds to media) as well as by improving journalists’ working conditions.Member states should guarantee the right to education by ensuring that classes continue and students have access to them. Furthermore, they should find solutions through technology or judicial cooperation to safeguard the rights of defendants, and to protect the rights of all persons in their prisons.MEPs finally warn that disinformation stigmatises migrants and has increased discrimination, racism, xenophobia, and hate speech against persons with disabilities, asylum seekers and refugees, people of Romani heritage and LGBTI+ persons. Parliament is scheduled to vote on this resolution during the 11-13 November plenary session.

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MEPs warn of attempts by some EU countries to silence and subdue critical media

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

In a resolution adopted on Tuesday by 52 votes to 5 and 7 abstentions, the committee condemns “attempts by governments of some member states to silence critical and independent media”. MEPs denounce underhand efforts to restrict media freedom and pluralism via financial patronage. The text pays special attention to public service media, which should rely on financial models that assure their editorial independence.MEPs point to the “growing pattern of intimidation”, citing the murders of Daphne Caruana Galizia and Ján Kuciak and his fiancée as examples of the risks that confront investigative journalists. They call on public figures to refrain from denigrating journalists, and insist on the obligation to investigate attacks, highlighting that female journalists are especially vulnerable and should be given additional protection. The text notes that excessive concentration of media ownership puts pluralism at risk, making it more difficult to challenge the spread of disinformation. MEPs demand that EU countries take action to avoid horizontal concentration and guarantee transparency. They criticise governments’ excessive interference in public advertising, and make clear that EU money must not be spent on government-controlled media or political propaganda.The committee asks the European Commission to assess ownership transparency, as well as private and government interference, in each member state. In the context of the negotiations over the EU long-term budget, it also appeals for increased funds for independent journalism.MEPs ask for the legal framework to be fortified in order to fight increasing online hate speech and call for greater collaboration between online platforms and law enforcement. They assert that platforms’ voluntary actions are “necessary yet still insufficient” in tackling disinformation, illegal content and foreign interference, but stress that they “must not become private censors”.MEPs are particularly worried about third party democratic interference and highlight attempts to undermine citizens’ trust in democratic institutions, notably through “conspiracy theories and public disinformation campaigns aimed at discrediting the EU”. They add that such campaigns have been evident during the pandemic.

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Dramma delle spose-bambine in Pakistan

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

Arzoo Raja, tredicenne cattolica di Karachi (Pakistan), è stata rapita il 13 ottobre scorso, costretta ad abbandonare la propria fede e a sposare il proprio rapitore quarantaquattrenne musulmano Ali Azhar, anch’egli residente a Karachi. Sabato scorso, 24 ottobre, un folto gruppo di cristiani e attivisti della società civile, guidato da due parlamentari, si è radunato di fronte al Karachi Press Club per denunciare la piaga dei rapimenti, delle conversioni forzate e dei matrimoni coatti ai danni di minorenni appartenenti alle minoranze religiose, anzitutto quella cristiana. Tali reati dovrebbero essere perseguiti in base al Child Marriage Restraint Act del 2014, la cui applicazione tuttavia è spesso ostacolata dalle forze di polizia e da membri dell’autorità giudiziaria. La legale dell’adolescente rapita, avv. Tabassum Yousaf, in un colloquio con Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS Italia), ha comunicato di aver presentato in data odierna, 26 ottobre 2020, un’istanza all’Alta Corte del Sindh di Karachi. La prima udienza per esaminare il caso è prevista per mercoledì prossimo, 28 ottobre. Secondo fonti locali diversi familiari del rapitore sarebbero attualmente in stato di fermo. «Aiuto alla Chiesa che Soffre, che sostiene spesso le spese legali per la difesa delle minorenni cristiane vittime di tali odiosi reati, fra le quali cito Huma Younus, da oggi finanzierà anche l’assistenza legale di Arzoo Raja e sosterrà la sua famiglia attualmente priva di entrate», afferma Alessandro Monteduro, direttore di ACS Italia. «Fronteggiamo un quotidiano stillicidio di gravi violazioni del corpo e dello spirito di queste adolescenti appartenenti alle minoranze religiose. È ora che le autorità preposte alla difesa delle vittime, cioè le forze di polizia e l’autorità giudiziaria, si affranchino dalla pressione sociale degli estremisti», conclude Monteduro.

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Scuola: Didattica a distanza

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

Il giovane sindacato lo ricorda proprio mentre tutti gli istituti scolastici superiori si accingono ad entrare in un regime di didattica a distanza per almeno il 75% delle attività, come previsto dall’ultimo Dpcm anti-Covid firmato dal premier Giuseppe Conte: ogni scuola secondaria di secondo grado ha la possibilità di muoversi, entro i limiti delineati da Linee guida e CCNI, come più riterrà opportuno il Collegio docenti, di cui si ribadisce il ruolo di assoluta centralità nell’ambito delle migliori strategie didattiche da intraprendere.Nel contratto sottoscritto che regola la didattica digitale integrata “nella modalità a distanza”, si prevede che l’insegnante svolge l’orario di servizio completo (quello per cui è stato assunto) ma si può adottare una riduzione rispetto all’unità oraria inferiore ai 60 minuti. Ogni scuola potrà operare in autonomia, ad esempio riducendo l’unità oraria di 5 o 10 minuti. Viene inoltre data la possibilità di introdurre delle pause adeguate per i docenti impegnati nella DDI, disponendo, ad esempio, un’ora di stop ogni due di lezioni consecutive nello stesso giorno. Stessa cosa riguardo all’eventuale indicazione del numero massimo di ore che ogni docente deve svolgere giornalmente in DDI, che Anief ritiene non debba superare le tre ore quotidiane. Con l’approvazione del contratto nazionale, sottoscritto sinora da Anief e Cisl Scuola, sull’utilizzo in tutti gli istituti scolastici della didattica “nella modalità a distanza” è stata definitivamente chiarita la questione dell’orario di servizio degli insegnanti: il personale docente è comunque tenuto al rispetto del proprio orario di servizio e alle prestazioni connesse all’esercizio della professione docente, e nel contempo mantiene intatti i diritti sindacali, compresa la partecipazione alle assemblee sindacali durante l’orario di lavoro, che si potranno tenere con le stessa procedure con cui si svolgono le attività didattiche a distanza.

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