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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Archive for 1 novembre 2020

Il corteo delle anime sante sfila online

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2020

Capaci (Palermo) in abiti del 1920 Lo fa fra le vie del paese di Capaci. I Teatranti Instabili hanno deciso di proseguire per il terzo anno di fila La Notte Delle Anime Sante (R). Come? Grazie ad un sapiente studio degli scenari e ad una attenta realizzazione a cura di Maria Ansaldi (direttrice artistica della compagnia). Attenendosi a tutte le norme previste dal nuovo decreto il pubblico potrà assistere all’evento solo online tramite la pagina dell’associazione su facebook in première, dalle 23,58 dell’1 novembre. 2020 non più 2020, così direbbe, parafrasando la sua più famosa terzina, Nostradamus, nei confronti de I Teatranti Instabili che, portano in scena per il terzo anno di fila La Notte Delle Anime Sante (R), rievocando la pandemia non ancora lontana denominata “La Spagnola”, che colpì l’intero mondo dal 1918 al 1920. Proprio per questo centenario, in concomitanza alla pandemia in corso, il corteo sfilerà in abiti del 1920 fra le vie del paese di Capaci. Il corteo seguirà ad un cortometraggio, realizzato per mantenere viva la tradizione, che ha al suo interno un messaggio di sensibilizzazione all’uso delle mascherine e al mantenimento delle distanze di sicurezza, intitolato “L’armuzzi santi” (le anime sante), interpretato da Mattia Grimaldi e Grazia Bruno nei panni di nipotino e nonna (testo Maria Ansaldi, regia Ansaldi&Davì). A sfilare saranno I Teatranti Instabili Senior e Junior. A chiudere questa performance artistica durante il delicato periodo che stiamo vivendo, il presidente dell’associazione, Giuseppe Costanzo, che interpreterà una composizione del drammaturgo Franco Scaldati dal titolo “L’omino dei sogni”, che farà da tappeto sonoro all’installazione delle foto di Ornella Mazzola.

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Infermieri: Un francobollo dedicato a Florence Nightingale

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2020

Firenze Annullo disponibile allo Spazio Filatelia di Firenze, con una mostra fino all’8 dicembre. Fiori al memoriale in Santa Croce: un omaggio a chi è in prima linea. Dopo dieci anni esatti, un francobollo torna a celebrare la professione infermieristica, in un momento storico segnato dalla pandemia da Coronavirus, ma anche dalla ricorrenza del bicentenario della nascita di Florence Nightingale, e dalla proclamazione – da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità – del 2020 come Anno Internazionale dell’Infermiere. Il Ministero per lo Sviluppo Economico ha emesso, con data 29 ottobre, una carta valore appartenente alla serie tematica “Il Senso civico”, su bozzetto di Claudia Giusto, raffigurante in primo piano, sullo sfondo di Ponte Vecchio a Firenze, il ritratto di Nightingale, fondatrice dell’Infermieristica moderna, affiancato dal “Diagramma delle cause di mortalità nell’esercito d’Oriente” elaborato da lei stessa durante la guerra di Crimea sulla base delle sue conoscenze sanitarie e statistiche. In alto, a destra, è riprodotto il logo della Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI), che ha promosso l’iniziativa. “Florence è un’icona, è una presenza preziosissima per Santa Croce che la ricorda nel bicentenario della nascita – sottolinea Irene Sanesi, presidente dell’Opera di Santa Croce -. Questo francobollo suggella il suo ruolo di donna coraggiosa, anticipatrice dei tempi e fondatrice della moderna Scienza infermieristica”.È un caso molto raro che una carta valore postale dello Stato italiano venga dedicata a un cittadino straniero, sebbene Nightingale sia nata nel nostro Paese (nel 1820) e vi sia tornata grazie a due lunghi viaggi ben documentati (1837/38 e 1847/48), che hanno gettato le basi delle sue conoscenze sociali e scientifiche.Per questo motivo, un apprezzamento ufficiale è pervenuto dall’Ambasciatore Britannico in Italia, Jill Morris, che ha inviato un videomessaggio di vicinanza e affetto rivolto a tutti gli infermieri. “La nostra Florence è altrettanto vostra”, afferma.Il francobollo è stato salutato con favore anche dal museo dedicato a Florence Nightingale, a Londra, che ha concesso i diritti di riproduzione dell’immagine. Il direttore David Green si è dice “davvero grato per tutto il lavoro che in Italia è stato fatto per aiutarci a ricordare Florence in quest’anno così speciale, in particolare per tutti gli infermieri”.Per l’occasione, grazie alla costanza e alla passione per la filatelia nata in seno all’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Carbonia-Iglesias, è stato anche possibile riunire, per la prima volta, l’intera collezione di tutti i francobolli dedicati a Florence Nightingale ed emessi nel corso degli anni dai servizi postali di ogni parte del mondo.Il francobollo e i prodotti filatelici correlati saranno disponibili anche presso gli Uffici Postali con sportello filatelico di Genova, Milano, Napoli, Roma, Roma 1, Torino, Trieste, Venezia, Verona e sul sito poste.it

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One More Jump di Emanuele Gerosa vince il PRIX EUROPA

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2020

Dopo la presentazione alla 17° Festa del Cinema di Roma, il film non ha smesso di avanzare, proseguendo la sua strada attraverso la carriera festivaliera in numerosi festival italiani e internazionali, fra cui Visions du Réel in Svizzera, il 38° Annecy Cinéma Italien, il Kazan Film Festival in Russia dove ha vinto il “Prize of the Russian Guild of Film Critics”, l’italiano SalinaDocFest dove ha ottenuto la Menzione Speciale della Giuria e il 68° Trento Film Festival in cui è stato premiato con il Premio CinemAMoRE. All’edizione 2020 del Prix Europa, One More Jump ha avuto la meglio tra 24 film provenienti da ben 14 differenti nazioni e ha convinto una giuria di oltre trenta esperti del settore che ha assegnato al film il primo premio nella categoria Tv Documentary.Il film ha come protagonisti due amici e fondatori del Gaza Parkour Team. Uniti dall’amore per la propria terra martoriata e per il parkour, i due compiranno scelte dolorose, determinati a riscrivere il proprio futuro attraverso uno sport che allena a servirsi degli ostacoli per compiere il percorso che si è scelto.Già in fase di progetto il film ha convinto, ottenendo il supporto dell’Atelier del Milano Film Network 2018 e la borsa di Sviluppo Premio Solinas Documentario per il Cinema. Prodotto da Enrica Capra per GraffitiDoc in collaborazione con Rai Cinema, RSI Radiotelevisione Svizzera e Al Jazeera, e il supporto delle Film Commissions di Piemonte e Trentino, One More Jump è stato girato tra la Palestina, l’Italia e la Svezia, ed è distribuito all’estero da Fandango. Il film è per ora visibile sulla piattaforma aperta ai votanti al David di Donatello, in attesa di poter ritrovare il suo pubblico nelle sale di cinema, cosa che accadrà ci auguriamo molto presto.

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Debito emergente: dolcetto o scherzetto?

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2020

Commento di Uday Patnaik, Head of Emerging Markets Debt di Legal & General Investment Management (LGIM). I mercati emergenti sono stati duramente colpiti dalla pandemia di Covid-19. Le chiusure economiche hanno richiesto pacchetti di stimolo significativi che, insieme a conseguenze sul piano dei ricavi dovute ai lockdown, hanno comportato ampi deficit fiscali.L’impatto sui rapporti debito / PIL è stato amplificato dalle contrazioni della produzione nazionale: il numeratore (deficit fiscale) è maggiore rispetto agli anni precedenti, mentre il denominatore è minore.Di conseguenza, le ultime proiezioni del FMI dal World Economic Outlook di ottobre 2020 mostrano che il rapporto debito pubblico / PIL nei mercati emergenti supererà il 60% del PIL entro la fine dell’anno, quasi il 10% di PIL in più rispetto al 2019, raggiungendo il suo livello più alto da almeno due decenni.Nonostante il fatto che un rapporto debito / PIL più elevato indichi che i profili di credito sono più deboli, concentrarsi solo su questo parametro fornisce un quadro nella migliore delle ipotesi parziale. È importante sottolineare che i mercati emergenti stanno rifinanziando questo debito a costi di prestito e tassi di riferimento ai minimi o quasi degli ultimi due decenni. Nel frattempo, l’incentivo per i mercati a continuare a rinnovare questo debito appare evidente nel differenziale di circa 400 punti base tra i rendimenti dei mercati emergenti e quelli sviluppati. Ciò è importante non solo dal punto di vista dei rendimenti, ma anche in considerazione di ciò che l’invecchiamento della popolazione implica per i flussi di cassa nei fondi pensione e nei prodotti assicurativi in molte economie avanzate.Guardando al futuro, gli investitori dovrebbero trarre conforto dal fatto che i risultati di crescita dei mercati emergenti negli anni a venire dovrebbero superare quelli delle economie avanzate. Ciò significa che in futuro il delta del debito emergente aumenterà probabilmente con un ritmo inferiore a quanto abbiamo visto nel 2020.

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Tessuto anti Covid sviluppato da Technow

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2020

Con il grafene i tessuti ora possono essere anti Covid. Technow, azienda svizzera con cuore italiano specializzata nello sviluppo di soluzioni innovative in campo tessile, ha ottenuto la certificazione antivirale con particolare focus sul Covid-19 (SARS – CoV2). Il tessuto, sviluppato grazie all’estrusione del grafene applicato direttamente nella fase di produzione del filo, dimostra l’azione antivirale di questo materiale: elimina il virus depositato sul tessuto e garantisce protezione, riducendone fortemente le possibilità di trasmissione. Il grafene. «Il grafene è un materiale di recente scoperta costituito da un singolo strato di atomi di carbonio che ha caratteristiche fisiche incredibili», afferma Francesco Lazzati, tra i fondatori di Technow e terza generazione di una famiglia di imprenditori italiani impegnati da oltre 60 anni in campo tessile. «Dopo numerose sperimentazioni siamo riusciti a inserire una percentuale di grafene direttamente nel filato, combinando le comprovate caratteristiche termiche con quelle antivirali e cercando di soddisfare le nuove esigenze tessili che sono insorte a seguito della pandemia». Prosegue Lazzati: «Questo risultato è stato ottenuto mediante la sola aggiunta del grafene al filato evitando l’utilizzo dei tradizionali trattamenti chimici per conferire proprietà antibatteriche ai tessuti». La scelta è ricaduta su uno dei pochi laboratori in Europa che eseguono questo tipo di prove. Per il test antivirale, Technow ha presentato un tessuto a maglia. «Il tessuto oggetto del test era composto per il 90% di rayon a base grafenica al 2,5%, con l’aggiunta di un 10% di elastomero per conferirne elasticità. Dato che l’elastomero non ha proprietà antibatteriche, possiamo dire che il tessuto testato presentava una concentrazione di grafene di circa il 2%», prosegue Lazzati. «Parliamo di un tessuto di maglieria, facilmente utilizzabile nell’abbigliamento». Il test, attuato nel rispetto della normativa di certificazione ISO 18184:2019, ha previsto l’inoculazione del virus, in questo caso il Covid-19, e il controllo della sua sopravvivenza a due ore di distanza. «Il risultato è stato sorprendente – sottolinea il fondatore di Technow -: il tessuto ha superato il test registrando una riduzione della carica virale del 98,83%. È possibile pertanto affermare che il grafene applicato nella percentuale minima del 2% conferisce al tessuto proprietà antivirali intrinseche».Technow è una società svizzera attiva nello sviluppo e nella commercializzazione di prodotti tessili per abbigliamento e sportswear ad alto contenuto tecnologico.

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Occhi: infezione e prevenzione

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2020

Il periodo di emergenza sanitaria ha inevitabilmente cambiato le nostre abitudini, comprese quelle relative alla salute. Per approfondire alcuni temi inerenti il benessere visivo, ZEISS ha coinvolto il Dott. Franco Spedale – Direttore dell’Unità Operativa a funzione Dipartimentale dell’Oculistica dell’Ospedale di Chiari ASST Franciacorta – per analizzare l’attuale situazione e ricordare, in questo periodo più che mai, l’importanza della prevenzione e dell’adozione di comportamenti corretti per proteggere i propri occhi.Diverse sono le problematiche a cui stiamo assistendo come spiega il Dott. Franco Spedale, Direttore del reparto di Oculistica dell’Ospedale di Chiari: Una maggiore attenzione nel caso di un arrossamento oculare che potrebbe essere causato da virus Un crescente utilizzo di computer, tablet e smartphone. La necessità di adottare semplici ma importanti norme igieniche per prevenire trasmissioni di virus, infiammazioni e affaticamento agli occhi, anche attraverso l’utilizzo di lenti da vista adatte al proprio stile di vita. La congiuntivite, ad esempio, è oggi uno dei sintomi che possono essere associati al Covid-19. Ecco perché, come conferma il Dott. Spedale, è aumentata l’attenzione ai suoi sintomi, la preoccupazione e di conseguenza il ricorso allo specialista.I consigli: Lavare spesso le mani ed evitare di toccarsi gli occhi; Se proprio ci si deve strofinare gli occhi, farlo con le mani assolutamente pulite, Non utilizzare mai lo stesso fazzoletto per asciugarsi naso e occhi. Un fenomeno che sta incidendo notevolmente sulla salute dei nostri occhi e che causa anch’esso arrossamento e sindrome dell’occhio secco, è l’affaticamento visivo, spesso dovuto al maggior tempo che le persone passano di fronte al computer, tablet e smartphone. A questo proposito, come conferma il Dott. Spedale, “è importante tenere gli occhi sotto controllo, ancora prima di arrivare all’insorgere del problema. In questo momento specifico è quindi fondamentale adottare comportamenti corretti anche dal punto di vista visivo per evitare di sviluppare patologie che possono in qualche modo far insorgere la paura di aver contratto il virus e quindi generare stati di ansia e preoccupazione”. I consigli: Non trascorrere troppo tempo troppo fissando ininterrottamente dispositivi digitali Alternare frequentemente visione a distanza e visione ravvicinata Assicurare una corretta illuminazione all’ambiente Mantenere una postura corretta La prevenzione non passa però esclusivamente da norme igieniche ma, come ci ricorda ZEISS, anche dall’utilizzo di lenti da vista che tengano in considerazione il nuovo stile di vita. Ad esempio, le ultime nate in casa ZEISS, le lenti ZEISS SmartLife, tengono conto delle esigenze visive derivanti da uno stile di vita connesso e in movimento e assicurano campi di visione più ampi, su tutta la superficie della lente, anche nelle aree laterali. Questo è fondamentale al giorno d’oggi, perché gli studi dimostrano che i nuovi schemi di comportamento visivo implicano un minore movimento della testa e un maggiore movimento degli occhi, che però vengono sottoposti a continui stimoli visivi provenienti da diverse direzioni e a diverse profondità di sguardo.

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Governo. Si insegue il virus invece di precederlo

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2020

Si stanno ripetendo gli errori della primavera scorsa: si insegue il virus invece di precederlo.Provvedimenti parziali hanno consentito al virus di svilupparsi rapidamente e si è dovuti intervenire con un provvedimento di chiusura totale, salvo allentare la presa, in estate, dopo i primi risultati.Ora ci risiamo.Provvedimenti parziali che non hanno il tempo per essere verificati, ai quali si succedono altri provvedimenti che seguono lo stesso iter.Il Governo vuole arrivare alla chiusura totale, come a marzo scorso? Rimedi economici, per sostenere determinate categorie, possono sempre essere posti in essere, in situazioni come quella che stiamo vivendo, senza perdere di vista l’obiettivo fondamentale: prevenire, controllare e limitare la diffusione virale.Se, però, l’attenzione è posta sui sondaggi elettorali o di gradimento personale, allora il quadro complessivo non può che peggiorare.Occorre muoversi, e in fretta. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Accordo tamponi a medici famiglia è sbagliato

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2020

“Un accordo sbagliato, un’operazione di facciata, inutile e pericolosa, che serve solo a coprire le mancanze delle Regioni nell’organizzazione dell’assistenza territoriale”. Ad affermarlo è il segretario nazionale della Fp Cgil Medici, Andrea Filippi, in merito all’esito della trattativa alla Sisac, l’ente di contrattazione pubblica, per i test negli studi medici del territorio e la diagnostica di base, aggiungendo che: “Non è affidando i tamponi agli studi privati dei medici di medicina generale che si contribuisce ad arginare la travolgente diffusione della pandemia”.“Un accordo sbagliato perché – osserva il dirigente sindacale – non aiuta a risolvere il problema del tracciamento sul quale ormai siamo in un drammatico ritardo per ammissione delle Regioni stesse che, infatti, mentre affidano i tamponi ai medici con un finanziamento aggiuntivo di 30 milioni, dall’altra propongono di fare i tamponi solo ai sintomatici, mostrando grandi lacune nelle operazioni di tracciamento”.Ma soprattutto, prosegue Filippi, “è un accordo pericoloso perché mina la salute di cittadini e medici che non possono garantire la sicurezza necessaria nei loro studi. È necessario uscire dalla logica dell’isolamento dei professionisti che dall’inizio della pandemia sono abbandonati senza mezzi di protezione, senza protocolli organizzativi, e senza sostegno multiprofessionale, per recuperare una logica di sistema e di organizzazione integrata”.Questo accordo, inoltre, aggiunge, “lede l’immagine dei medici di medicina generale facendoli passare per dei mercenari che lavorano a cottimo, quando al contrario sono seri professionisti che chiedono di essere tutelati insieme ai cittadini e a tutti gli operatori sanitari e che non vogliono svendere la propria sicurezza e la vita per risorse economiche aggiuntive che il governo potrebbe spendere in modo più appropriato attrezzando luoghi sicuri in contesti integrati per fare i tamponi”, conclude Filippi. By Giorgio Saccoia

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Rischio selezione dei ricoveri in terapia intensiva per età

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2020

L’associazione Codici sta predisponendo denunce penali in merito alla gestione dell’emergenza Coronavirus da parte delle strutture sanitarie. Nello specifico, si tratta dei ricoveri nelle terapie intensive.“A causa di una disorganizzazione gravissima – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – nella fase acuta della seconda ondata c’è il rischio che i posti vengano garantiti soltanto ai pazienti più giovani, condannando di fatto gli anziani. Questo è inaccettabile. Invitiamo i cittadini a segnalarci situazioni del genere, perché il diritto alla salute deve essere garantito a tutti e stiamo predisponendo denunce penali per tutelare i pazienti. Sono mesi che gli esperti mettono in guardia le istituzioni sul rischio di una seconda ondata della pandemia ed ora che questo scenario si è verificato, emerge un’impreparazione che lascia basiti. C’era tutto il tempo per prendere le adeguate contromisure ed invece è stato fatto poco o nulla, tant’è che ci ritroviamo a rincorrere nuovamente l’emergenza. Non è pensabile rifiutare il ricovero in terapia intensiva di un anziano che per anni ha pagato con le proprie tasse un servizio che gli viene negato ora che ne ha bisogno. La nostra attenzione sarà massima affinché il diritto alla salute venga garantito a tutti”.

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Zootecnia da latte italiana: Un futuro poco roseo

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2020

Alle inevitabili conseguenze del lockdown affrontato per fronteggiare l’avanzata della pandemia Covid-19, per la zootecnia da latte italiana anche il 2021 si prospetta poco roseo. Sembrerebbe, infatti, che si assisterà ad un calo del prezzo che scenderà sino a 355 euro per 1.000 litri. Le preoccupazioni per il futuro del comparto sono emerse nel corso di una interrogazione parlamentare, a cui ha risposto il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate, dove sono state sollevate richieste sugli interventi di sostegno previsti alla luce dei nuovi finanziamenti comunitari. Il rafforzamento dei rapporti tra produzione agricola e mondo della trasformazione e commercializzazione, al fine di realizzare una più equa distribuzione del valore è uno degli obiettivi più importanti per il comparto della zootecnia da latte – prosegue il Sottosegretario alle Politiche Agricole – risorse adeguate saranno rivolte ad aumentare il tasso di innovazione delle aziende, alla promozione e alla pubblicità di prodotti di qualità certificata o biologici, alla ricerca e sperimentazione. Il miglioramento dei rapporti di filiera incentiverà, inoltre, il contrasto al caporalato nella misura in cui – conclude il Sottosegretario Giuseppe L’Abbate – la promozione di un tessuto di aziende agricole sostenibili dal punto di vista economico, sociale e ambientale è essenziale per assicurare condizioni di lavoro dignitose”.

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Introduzione dell’indice DESI nel documento di economia e finanza

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2020

“L’approvazione degli impegni delle mozioni di maggioranza e opposizione, in cui era presenta anche una mozione di FDI, per l’introduzione dell’indice DESI nel documento di economia e finanza, con monitoraggio annuale e non triennale come indicato precedentemente, è un passo in avanti per le politiche pubbliche dell’innovazione e per la centralità del digitale nella politica economica. Inoltre, grazie a Fratelli d’Italia è stata introdotta la “parlamentarizzazione” del dibattito sulle politiche di digitalizzazione, anche in funzione dei progetti da sottoporre alla Commissione Europea per i fondi del Recovery Plan. La maggioranza ha ascoltato l’opposizione sui termini temporali del monitoraggio, che deve essere tempestivo l’Italia si colloca al terzultimo posto dell’indice DESI in questo anno, una posizione che evidenzia la debolezza dell’esecutivo sui temi del digitale e delle infrastrutture per le telecomunicazioni. L’approvazione degli impegni, fra cui quello di Fratelli d’Italia, garantisce un chiaro indirizzo del governo per l’utilizzo dei fondi in arrivo dall’Europa per gli obiettivi di politica digitale e la copertura della banda larga, con meccanismi di misurazione specifici: le reti hanno mostrato di essere parte integrante delle nostre vite, specialmente durante l’emergenza sanitaria”. Lo dichiarano i deputati Alessio Butti e Federico Mollicone, rispettivamente responsabile TLC e responsabile Innovazione di Fratelli d’Italia.

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Trasporti: Difficoltà a mantenere il distanziamento

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2020

“Il presidente del Consiglio ammette che per i trasporti c’è un’oggettiva difficoltà a mantenere il distanziamento, smentendo la ministra De Micheli. Le responsabilità, secondo Conte, sarebbero degli utenti in quanto incapaci di rispettare le regole. Incredibile. La decisione quindi di incentivare il lavoro da casa e la didattica a distanza ricadrebbe su studenti e pendolari. Una deprecabile abilità nello scaricare sulle vittime le colpe del carnefice. Il governo non è stato capace di potenziare il trasporto pubblico, questa l’unica verità, pur potendo coinvolgere i privati – taxi, ncc, pullman turistici, car sharing – nel tentativo di aumentare l’offerta e disperdere gli assembramenti.Servono soldi e serve tempestività, ma nel decreto Ristori mancano entrambi, di potenziamento del trasporto nemmeno l’ombra”. È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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Lazio: infrastrutture ferroviarie assolutamente vergognose

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2020

“Un Rapporto di Legambiente ha individuato una serie infrastrutture ferroviarie assolutamente vergognose. Tra queste, le peggiori tre di tutta Italia sono la Circumvesuviana, la Roma- Ostia Lido e la Roma-Viterbo. Nello stesso rapporto si descrive minuziosamente tutto ciò che i pendolari sono costretti a sopportare quotidianamente tra cancellazioni, poca sicurezza e quel sovraffollamento che in periodo di Covid rischia di essere un pericoloso moltiplicatore di contagi. C’è un importante contributo statale del Fondo nazionale, cinque miliardi di euro, che viene destinato al trasporto pubblico e chiediamo al governo di verificare e controllare la destinazione di questi soldi. In altri ministeri, quando qualcosa non va, vengono inviati gli ispettori. Vorremmo che anche il ministero dei Trasporti inviasse al Presidente della Regione Lazio Zingaretti e al Presidente della Regione Campania De Luca, gli ispettori per chiedere loro conto di questi soldi”.Così il deputato di Fratelli d’Italia Mauro Rotelli che assieme al collega Marco Silvestroni hanno interrogato il viceministro dei Trasporti Giancarlo Cancelleri.

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La sanità nel Lazio? “Un disastro”

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2020

<p style=”text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;”><<Da quando Zingaretti ha iniziato la sua battaglia personale contro la sanità regionale, Fdi ha denunciato la mancanza di visione progettuale e organizzativa e i possibili effetti devastanti dei tagli indiscriminati. Dopo anni di scadimento e riduzione dei servizi, smantellamento e delocalizzazione dei presidi, siamo arrivati addirittura oltre l’impossibilità del ricovero, siamo arrivati all’impossibilità del soccorso. Il blocco delle ambulanze si verifica perché non ci sono i posti letto necessari, mancavano in tempi normali, figuriamoci in piena epidemia.Nemmeno dopo la prima ondata di Covid 19, l’assessore D’Amato ha preso in considerazione le proposte Fdi, formulate già da Marzo, per una riorganizzazione e razionalizzazione in funzione anti Coronavirus del sistema dei soccorsi. Ha trascorso l’estate a vantarsi del “Modello Lazio” senza approntare misure adeguate a fronteggiare una ripresa del virus. Ecco perché oggi l’insufficiente numero di medici, infermieri e operatori sanitari non consente di svolgere in tempi rapidi le procedure di accettazione. I Pronto Soccorso, presi d’assalto quotidianamente prima del Covid, stanno scoppiando, tra contagiati e sospetti tali, pazienti di altre patologie, feriti e traumatizzati del giorno. Tutte queste problematiche ricadono sugli operatori del 118, costretti a sostare per molte ore, a volte per un’intera giornata, in attesa che il paziente che hanno soccorso sia ricoverato e senza poter rispondere ad altre richieste d’aiuto, come più volte rilevato e segnalato anche a mezzo tv e stampa da Stefano Barone segretario provinciale NurSind Roma e Alessandro Saulini segretario Nursind ARES118. Invece di girare l’Italia in campagna elettorale, Zingaretti avrebbe dovuto lavorare al potenziamento del servizio di 118 territoriale che manca di tutto, dalle ambulanze agli infermieri, dagli autisti ai barellieri.>> Così in un comunicato stampa Giancarlo Righini, consigliere regionale del Lazio di Fdi, Rachele Mussolini consigliere comunale di Roma e Federico Rocca dirigente di Fdi Roma.

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Studio statunitense: l’aspirina fa sperare nella lotta contro il Covid-19

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2020

Assunta regolarmente, l’aspirina antidolorifica può prevenire molti sintomi. I ricercatori statunitensi hanno ora scoperto che può anche influenzare il decorso di un’infezione da Coronavirus. I ricercatori statunitensi potrebbero aver fatto una svolta straordinaria. In uno studio sul Covid-19, il team di Jonathan Chow della University of Maryland School of Medicine di Baltimora ha esaminato gli effetti dell’aspirina sul decorso del Covid-19. Di solito l’aspirina viene presa per il mal di testa o la febbre. Il principio attivo “acido acetilsalicilico” ha un effetto antinfiammatorio e analgesico. Può aiutare a prevenire malattie cardiovascolari o diabete. Per il loro studio, i ricercatori della University of Maryland School of Medicine hanno esaminato le cartelle cliniche di 412 pazienti con Coronavirus che sono stati ricoverati in ospedale per complicanze Covid-19. È stato notato che circa un quarto dei pazienti aveva assunto basse dosi del farmaco ogni giorno prima o subito dopo il ricovero. Circa 81 milligrammi dovrebbero tenere sotto controllo le malattie cardiovascolari del paziente medio di 55 anni. In particolare, gli scienziati hanno scoperto che l’assunzione di farmaci contenenti il ​​principio attivo “acido acetilsalicilico” riduceva il rischio di essere collegati a un ventilatore fino al 44%. L’ammissione all’unità di terapia intensiva ha ridotto il principio attivo del 43%. Secondo lo studio, il rischio di morire in ospedale è diminuito del 47%. I ricercatori di Heidelberg avevano precedentemente scoperto cosa uccide esattamente i pazienti con Covid-19: in molti casi, ci sono coaguli di sangue nei polmoni. Il politico e medico dell’SPD Karl Lauterbach ha discusso su Twitter. Ha accolto con favore i risultati dello studio e ha anche sottolineato che “la conferma sarebbe utile”. I risultati del team di ricerca suggeriscono che il tasso di morte da Coronavirus e il danno polmonare dall’assunzione di aspirina diminuiscono. Attualmente manca uno studio di controllo per i risultati finali, ma le osservazioni dei ricercatori stanno già dando speranza. L’autore dello studio Chow ha parlato di un “cauto ottimismo”. L’aspirina, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, non deve essere assunta per più di quattro giorni senza consultare un medico. Potrebbero esserci complicazioni quando lo prendi in combinazione con altri farmaci. Ciò potrebbe aumentare gli effetti collaterali. Ad esempio, “l’acido acetilsalicilico” può causare effetti collaterali nel tratto gastrointestinale, incluso le ulcere allo stomaco.

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Immigrati: Cia, 368.000 gli occupati stranieri nei campi

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2020

La manodopera straniera rappresenta ormai stabilmente un terzo della forza lavoro complessiva in agricoltura. A fine 2019 i lavoratori nati all’estero e occupati nei campi in Italia sono 368.000, su circa 900.000 addetti totali, e concorrono al 28,6% dell’occupazione complessiva in termini di giornate lavorate. Così Cia-Agricoltori Italiani, commentando il Dossier Statistico Immigrazione 2020, di cui è sponsor, presentato oggi dal Centro Studi e Ricerche Idos.Si tratta di numeri che confermano quanto la componente straniera sia diventata rilevante per il settore, come ha dimostrato anche l’emergenza Covid, in particolare nel lockdown, quando il settore è andato in sofferenza proprio per la mancanza di manodopera stagionale, soprattutto dai Paesi dell’Est Europa, a causa delle frontiere chiuse con blocco degli ingressi e limitazioni agli spostamenti. Soprattutto nelle regioni del Nord, dove si concentra oltre l’87% dei lavoratori con permesso di soggiorno stagionale, le difficoltà delle imprese agricole sono state evidenti. Ora, però, bisogna migliorare le politiche migratorie -osserva Cia- con un approccio che presuppone l’abbandono definitivo delle misure di emergenza e l’avvio di interventi seri ed efficaci sull’immigrazione, basati su due priorità: lavoro e integrazione.

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Pazienti non Covid. Che fine hanno fatto i piani operativi delle Regioni per recuperare le liste di attesa?

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2020

Le risorse ci sono: 500 milioni nel Decreto Agosto per recuperare le prestazioni non erogate e per abbattere così le liste di attesa, puntando molto su specifiche misure per il personale sanitario come ad esempio il ricorso alle prestazioni aggiuntive, il reclutamento di ulteriore personale.I piani Operativi regionali per accedere alle risorse avrebbero dovuto essere inviati ai Ministeri competenti entro e non oltre metà settembre, praticamente circa 1,5 mesi fa.A che punto siamo? Quante sono le Regioni che hanno provveduto?Tutte domande sulle quali, vista la situazione che stiamo vivendo, c’è bisogno del massimo livello di trasparenza secondo Tonino Aceti, portavoce della Federazione nazionale degli ordini delle professioni sanitarie che ne parla in un suo editoriale sul portale della Federazione (www.fnopi.it) .“Domande – afferma Aceti – che dovrebbero ottenere subito una risposta puntuale e pubblica, anche perché, da alcuni approfondimenti svolti, il rischio è che a mancare all’appello possano essere molteplici Regioni, più di quante non dovrebbero essere”.Alla curva dei contagi che si impenna, spiega Aceti, stanno seguendo annunci su nuove chiusure/depotenziamenti di reparti e servizi ordinari per pazienti NON Covid-19. “Un film purtroppo già visto nel periodo del lockdown che non vogliamo e non dobbiamo rivedere, anche perché dimenticare così facilmente il suo impatto sulla salute dei cittadini è davvero impossibile: 40% di ricoveri ospedalieri in meno rispetto al 2019, una riduzione del 36% di prestazioni di specialistica ambulatoriale, 1,4 milioni di screening oncologici in meno”, dice il portavoce FNOPI.“Va riconosciuto al Ministro Speranza – continua – il suo impegno per lo stanziamento di circa mezzo miliardo di euro volto al recupero di quelle prestazioni prenotate e poi rinviate. Ma ora che il problema si sta riproponendo, la domanda obbligatoria da porre subito a tutti quelli che, ai diversi livelli, hanno una responsabilità di governo del Servizio Sanitario Nazionale è: tutte le prestazioni sospese e rinviate durante il lockdown alla fine, almeno queste, sono state recuperate? Le risorse stanziate dal Governo sono state utilizzate da tutte le Regioni? Anche da questo dipende la qualità e la trasparenza dell’azione di governo del SSN: stanziare le risorse è fondamentale ed è un pezzo importante del ragionamento, ma altrettanto fondamentale è spenderle nei tempi e nei modi giusti, quelli prescritti dalla norma, e darne conto pubblicamente”.Se così non fosse – conclude Aceti – si rischia di vanificare lo sforzo sostenuto per lo stanziamento di risorse, e soprattutto, cosa più importante, di farne pagare il prezzo ancora una volta ai pazienti. Il SSN non può permettersi più un nuovo lockdown dei servizi sanitari per i pazienti NON Covid-19, soprattutto quelli in condizione di fragilità. Loro non possono aspettare che passi il Covid-19!”.

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I pediatri disponibili per i test rapidi antigenici

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2020

“In piena seconda ondata di Covid-19 ognuno deve fare la sua parte con senso di responsabilità. Con questo spirito la Pediatria di Famiglia ha siglato l’Accordo Collettivo Nazionale, rendendosi disponibile all’esecuzione dei test rapidi antigenici. Parliamo di oltre 50.000 tamponi al giorno per tutto l’ambito delle Cure Primarie, circa un terzo di quanti ne vengono effettuati quotidianamente in questi tempi di massimo impegno su screening e diagnostica”. Questo il commento del Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri, Paolo Biasci alla firma dell’accordo che impegna le Cure Primarie nell’attività di screening del virus Sars-Cov-2. “Nell’intesa – rivela Biasci – un passaggio è dedicato alla sicurezza. Possiamo confortare le famiglie e i colleghi: opereremo avendo a disposizione i necessari dispositivi di protezione individuale. Accogliamo inoltre con soddisfazione l’impegno sottoscritto sulla diagnostica di primo livello, voluto fortemente dal Ministro della Salute Roberto Speranza che ringraziamo, con il quale potremo alleggerire ulteriormente il lavoro dei Dipartimenti di Prevenzione”. “Siamo lieti – conclude Biasci – di contribuire a rafforzare le attività di prevenzione della trasmissione del Covid-19. Con il nostro impegno ridurremo gli accessi negli ospedali e le occasioni di esposizione al contagio. Nonostante le incredibili pressioni a cui la Medicina del Territorio è già sottoposta da mesi, abbiamo voluto dare una risposta chiara e forte alla chiamata del Governo nella gestione dell’emergenza. Pensiamo che solo insieme, con il contributo di ciascuno di noi, quale sia il ruolo di ognuno nella vita del nostro Paese, potremo uscire da questa fase così drammatica della pandemia”.

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Melanoma Metastatico: progetto pilota di Radiogenomica per valutare risposta a immunoterapia

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2020

La medicina di precisione e l’intelligenza artificiale stanno rivoluzionando l’assistenza sanitaria. Rappresentano la frontiera contro il cancro, in particolare per la diagnosi precoce, la ricerca clinico-scientifica e il monitoraggio delle terapie, essenziali per garantire la migliora cura possibile ad ogni paziente, riducendone gli effetti collaterali. È su questo tema il progetto vincitore del grant giovani ricercatori finanziato dal Ministero della Salute, di cui è Principal Investigator Antonino Guerrisi, 39 anni, medico radiologo dell’Istituto Dermatologico San Gallicano di Roma. Lo studio, dal titolo “A radiogenomic approach to assess treatment response to anti-PD1 immune checkpoint inhibitor in metastatic melanoma patients using CT texture analysis combined with tumor molecolar profile as potential predictive biomarker: a pilot study”, si pone l’obiettivo di trovare le caratteristiche fenotipiche specifiche del melanoma avanzato tramite l’analisi delle immagini di tomografia computerizzata (TAC) e correlarle con caratteristiche molecolari ottenute mediante lo studio del DNA. Il fine è l’individuazione di nuovi biomarker in grado di predire precocemente la risposta all’immunoterapia. Il finanziamento ammonta a 449.000 Euro. Il progetto di Antonio Guerrisi è frutto della ricerca multidisciplinare ad alta innovazione tecnologica portata avanti dagli IFO, a partire dall’istituzione del Melanoma Group coordinato dai Direttori Scientifici degli Istituti Dermatologico San Gallicano (ISG) e Oncologico Regina Elena (IRE), Aldo Morrone e Gennaro Ciliberto, con l’obiettivo di creare un centro internazionale di riferimento per la sperimentazione clinica sul melanoma. All’attività del Gruppo si affianca il lavoro multidisciplinare condotto settimanalmente dal Disease Management Team (DMT) coordinato da Emilia Migliano, responsabile di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva dell’ISG, teso alla ricerca dell’appropriatezza delle cure e al miglioramento dei risultati clinici. “Il successo del progetto di Antonio Guerrisi – sottolinea Aldo Morrone, Direttore scientifico del San Gallicano – non è solo un grande riconoscimento personale a un giovane ricercatore ma anche un importante traguardo istituzionale, che vede l’Istituto Dermatologico San Gallicano come uno dei massimi centri di eccellenza internazionale per la prevenzione, la diagnosi e il trattamento del melanoma.”

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Istat: scende a ottobre la fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2020

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a ottobre la fiducia dei consumatori scende da 103,3 a 102. “Non solo il dato è negativo e preoccupante, ma è anche sottostimato. Insomma, è solo un effetto ottico! Purtroppo il calo è ben superiore, visto che la rilevazione dell’Istat, per quanto riguarda i consumatori, avviene nei primi 15 giorni del mese, quindi ben prima degli ultimi Dpcm che hanno ripristinato una parziale chiusura delle attività, determinando proteste e tensioni sociali” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “A questo va aggiunto che rispetto al clima di fiducia pre-Covid siamo lontani anni luce. A gennaio era pari a 111,1, cioè ben 9,1 punti percentuali in più. A destare allarme, poi, è il dato relativo alle attese sulla situazione economica dell’Italia, precipitato da -15,7 punti di settembre a -25,3 di ottobre, con una caduta di 9,6 punti. Insomma, peggio di così non si può: nessuna fiducia sull’andamento dell’economia del Paese” conclude Dona.

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