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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Scuola: Assunzioni e stipendi lavoratori Covid

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 novembre 2020

Permangono le contraddizioni sulle questione delle assunzioni annuali 70 mila insegnanti e Ata aggiuntivi, finanziati in parte con il decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 e in parte con il decreto-legge n. 34 del 2020: sulle nomine, introdotte per fronteggiare l’emergenza Covid19, a partire dagli istituti scolastici dove le classi sono state sdoppiate per mantenere i distanziamenti fisici decisi dal Comitato tecnico scientifico, si è chiarito una volta per tutte che non devono contenere alcuna clausola di licenziamento. Ma solo per i docenti. Sul personale Ata, in caso di una eventuale seconda chiusura generalizzata, rimane l’incertezza. Ad alimentarla un messaggio del Sidi, il sistema informatico del Ministero, che tutela solo i docenti assunti per via dell’emergenza epidemiologica. Il giovane sindacato Anief chiede, a questo punto, di spazzare via la clausola rescissoria anche per i contratti del personale Ata, inserita prima dell’approvazione dell’art. 231 – bis del dl 34/2020.Intanto, in molti attendono ancora i compensi in busta paga. E sugli stipendi non può trattarsi di una svista, ma di un intollerabile ritardo: è bene che la ministra Lucia Azzolina intervenga personalmente e chieda al Mef di sbloccare le assegnazioni delle risorse previste dall’art. 235 del DL 34/2020 – Fondo per l’emergenza epidemiologica da COVID-19 istituito nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione – al fine di contenere, nelle scuole statali, il rischio epidemiologico in relazione all’avvio dell’a.s. 2020/2021, con uno stanziamento di 377,6 milioni di euro nel 2020 e 600 milioni nel 2021. Per il sindacato è bene che si autorizzino delle emissioni speciali nella prima settimana di novembre al fine di liquidare gli stipendi del mese di settembre e ottobre, dovuti a tutto il personale docente e Ata su posti Covid, quale diritto inderogabile ed irrinunciabile. La mancata retribuzione è in palese contrasto con la Carta Costituzionale, si viola un diritto sacrosanto del lavoratore così come sancito dall’art. 36, e in un periodo emergenziale come quello che stiamo attraversando, va garantito con maggior sollecitudine. Numerose sono le famiglie che si trovano a dover fronteggiare difficoltà economiche sempre crescenti. Le assunzioni dovute al Covid non sono di serie B. Non solo, però, il ministero dell’Istruzione non fa nulla per sostenere il contrario. Ora alimenta anche la confusione. Perché rimane incomprensibile la richiesta della Direzione Generale per il personale scolastico, con la quale si chiede di aggiornare i testi dei contratti del personale assunto secondo l’art. 231-bis del DL 34/2020, al fine di eliminare la clausola risolutiva, ma per il solo personale docente ed educativo. La norma inizialmente introdotta nel DL Agosto, che in caso di lockdown ha dato la possibilità di licenziare per giusta causa, senza diritto a risarcimento tutti i lavoratori assunti con questa “formula”, è stata ritirata nella versione finale dello stesso Decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Prevedendo, però, solo per i docenti cosiddetti “Covid”: per loro, le tutele contrattuali relative a maternità, malattie, assenze e permessi vanno di fatto equiparate a coloro che stipulano un contratto a tempo determinato su supplenza temporanea. Per gli Ata permane l’incertezza.

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