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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Archive for 3 novembre 2020

Deep fake, l’asso che Trump potrebbe calare all’ultimo secondo della campagna elettorale

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2020

A cura di Denis Peroni, Chief Architect Officer e Co-fondatore di Indigo.ai. Il deep fake è il grande assente sulla scena politica americana. Almeno fino ad ora. Ma l’attenzione, e la paura che possa entrare in gioco, restano alte. Proprio come la tensione tra democratici e repubblicani: uno stallo che potrebbe spingere qualcuno, più probabilmente Donald Trump, a giocarsi l’asso nascosto nella manica all’ultimo momento o, peggio, all’indomani di quella che potrebbe essere l’elezione più contestata degli ultimi decenni. D’altra parte, fino a oggi non abbiamo visto nulla di quello che potrebbe fare l’intelligenza artificiale per pilotare un’elezione: per sostenere lo storytelling è stato sufficiente ricorrere a semplici shallow fake, video rallentanti o lievemente alterati senza l’ausilio dell’intelligenza artificiale che hanno successo semplicemente perché alimentano una narrativa già registrata dall’utente. Come a dire che si trasformano nella prova di una tesi già introiettata e che quindi si sposa perfettamente con la visione del mondo che chi guarda ha già registrato. Il deep fake fa paura perché è qualcosa di molto più serio e avanzato tecnologicamente: distinguere un video creato in questo modo è estremamente difficile, servirebbe un team di esperti che avrebbe comunque bisogno di giorni – o più probabilmente di settimane – per capire se si tratta di un falso.Ma come mai è così difficile distinguere un deep fake da un semplice video? Facciamo un piccolo punto tecnico per capirlo. Per creare un deep fake si utilizzano algoritmi di intelligenza artificiale, che sovrappongono due video indipendenti, già esistenti. È una tecnica che si basa su tecniche di deep learning, ossia su reti neurali strutturate su vari livelli di profondità, allenate a imparare modificando la propria struttura.In particolare, vengono utilizzate delle GAN, Generative Adversarial Network, ovvero due reti neurali che “giocano” tra loro in una sorta di guardie e ladri in cui una rete cerca di diventare sempre più brava a creare dei falsi e l’altra a scovarli. Questo botta e risposta, che si svolge con velocità impensabili per degli esseri umani, ha come effetto di produrre dei deep fake sempre migliori. È evidente quindi che per creare algoritmi del genere servono strumenti sofisticati non ancora a disposizione del grande pubblico, motivo per cui i deep fake non sono entrati sulla scena della campagna elettorale americana. D’altra parte, non avrebbe neppure senso inondare la rete di video di questo tipo: infatti, come abbiamo visto, sono più che sufficienti semplici video virali per sostenere la narrativa di una campagna, con lo scopo – magari – di giocare l’asso deep fake all’ultimo minuto o addirittura un minuto dopo la chiusura delle urne. A maggior ragione se davvero le elezioni del 2020 saranno decise dalla Corte Suprema in seguito ad eventuali denunce di brogli. E in uno scenario caotico e confuso, il deep fake creato ad arte per alimentare il disordine o seminare il panico potrebbe decidere il destino degli Stati Uniti per i prossimi quattro anni. In tutto questo, i social hanno una responsabilità enorme, perché sono impegnati ad amplificare le notizie sfruttando contenuti divisivi e infiammatori senza preoccuparsi che siano vere. Con il risultato che la verità ha un eco sempre inferiore delle fake news. La condivisione serve ai social network per creare engagement e generare profitti, motivo per cui non è mai stata e mai sarà neutrale: finché saranno le metriche a guidare il mercato, l’interesse sarà verso contenuti acchiappa click. Senza preoccuparsi di informare il pubblico che sta guardando un fake. Negli Stati Uniti il problema sta esplodendo: al centro del dibattito c’è il ruolo che avrebbe avuto proprio Facebook dall’escludere dalla sezione news alcune testate pro dem; ma nel mirino sono finite anche le comunità locali vittime di fake news. Ad esempio, sembra che siano state create alcune notizie false in lingua spagnola per andare a influenzare il voto della comunità latina. Questo tipo di contenuti, per via della lingua diversa, passano sotto i radar dell’informazione mainstream, e proprio per questo sono capaci di indirizzare il voto senza che nessuno se ne accorga. Ancora una volta, la scienza e la tecnologia ci hanno messo davanti a un bivio: la ricerca ci ha dotati di uno strumento eccezionale come l’intelligenza artificiale e ci ha lasciati liberi di usarlo per migliorare le nostre vite o per distruggerle. Spetta a noi decidere come sfruttare questo enorme potenziale. Di certo non possiamo rinunciare a governare un fenomeno così potente.

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Prezzi: Unc, la top ten dei prodotti più rincarati in ottobre

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2020

L’Unione Nazionale Consumatori ha elaborato i dati Istat di ieri per stilare la classifica dei prodotti più rincarati. Mentre l’Italia è in deflazione e in media a ottobre i prezzi scendono su base annua dello 0,3%, alcuni prodotti registrano rialzi a due cifre.A preoccupare maggiormente sono le speculazioni che gravano sui lavoratori in smart working e sugli studenti costretti alla didattica a distanza. Computer portatili palmari, tablet, computer desktop (Apparecchi per il trattamento dell’informazione) subiscono un balzo annuo del 12,4% (+1,3% su settembre) collocandosi al 3° posto della classifica, Altri apparecchi per la ricezione, registrazione e riproduzione di suoni e immagini, come le cuffie con microfono, indispensabili per webinar, webmeeting e per seguire le lezioni di casa, sono al 4° posto con +10,2% e salgono del 4,4% in un solo mese, piazzandosi al 6° posto della top ten mensile. Monitor e stampanti (Accessori per apparecchi per il trattamento dell’informazione) sono al 6° posto, registrando un rincaro del 9,8% rispetto ad ottobre 2019.In testa alla classifica annua, comunque, i pacchetti vacanza nazionali, +14,8%, indicativo di un spostamento delle ferie rispetto ai mesi tradizionali estivi per via della pandemia, al 2° posto la gioielleria, +12,7%. Ad allarmare anche i rialzi annui di frutta fresca, al 5° posto con +10%, tariffe amministrative al 9° con +7,3%, spese bancarie che chiude la top ten con +6,6% (+2% rispetto al mese precedente), vegetali freschi appena fuori dalla classifica, all’11° posto con +5,4%. Rispetto a settembre 2020, preoccupano gli aumenti stratosferici dei Servizi di rilegatura testi ed E-book download, in testa alla top ten mensile con +11,4%, una speculazione bella e buona sul tempo libero degli italiani costretti a ridurre gli spostamenti, trasporto marittimo, al 2° posto con +10,8%, al 3° energia elettrica con +6,2%, al 4° vegetali freschi +5,3%, al 5° il gas con +5%.

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Tumore del polmone, speranze da nuovo farmaco a bersaglio molecolare

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2020

Un nuovo farmaco per combattere il tumore del polmone, e non solo. Una molecola molto attiva e ben tollerata contro quelle neoplasie che presentano l’alterazione dell’oncogene RET, driver della crescita tumorale. RET può essere alterato nel tumore del polmone, della tiroide e in percentuali inferiori anche in altre neoplasie. Lo dimostra uno studio clinico di fase 1/2, LIBRETTO-001, su un inibitore specifico di RET in sviluppo clinico e finora approvato solo negli Stati Uniti: il selpercatinib. I dati sono stati presentati, per la prima volta in Italia, al Congresso degli oncologi medici italiani, da Federico Cappuzzo, direttore dell’Oncologia Medica 2 dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena. Il lavoro ha coinvolto pazienti con tumore al polmone che presentavano tale alterazione biologica, e mostra come il farmaco sia in grado di indurre, in un’alta percentuale di casi, la regressione di malattia per un tempo prolungato. “Lo studio su Selpercatinib – spiega Federico Cappuzzo –mostra che il tasso di risposta al farmaco è di oltre l’80% per i pazienti ‘naive’, cioè che non avevano precedentemente ricevuto alcun tipo di trattamento, con una mediana in termini di durata della risposta di tempo libero da malattia non ancora raggiunti, anche se presto avremo pure questo dato. Numeri che invece abbiamo già disponibili nei pazienti precedentemente trattaticon terapia standard, dove il tasso di risposta è del 64%, con una mediana in termini di durata della risposta di 17.5 mesi e di tempo libero da malattia di 16.5 mesi. Alla luce di questo, ci aspettiamo quindi numeri altrettanto importanti o ancora superiori nei pazienti ‘naive’. Risultati dunque di grande importanza, che dimostrano come vi sia un impatto importante nel controllo del cancro da parte di questo inibitore molecolare”. Il farmaco non è ancora disponibile in commercio in Italia se non nell’ambito di sperimentazione clinica, ma si sono fatti passi in avanti importantissimi in questo ultimo anno. Il primo riguarda l’approvazione del FDA per i tumori avanzati del polmone e della tiroide. Via libera che viene concesso solo quando un farmaco in corso di sviluppo offre benefici superiori rispetto alle terapie già in uso. I tumori sappiamo essere malattie complesse che suddividiamo in due grandi categorie, quelli che presentano o meno una alterazione genetica cosiddetta “azionabile”, cioè aggredibile con un farmaco a bersaglio molecolare. Una percentuale significativa delle neoplasie polmonari, che si aggira oggi intorno al 40-45%, dipende da mutazioni azionabili responsabili della crescita tumorale. Secondo gli esperti, questa caratteristica rappresenta un vantaggio sul piano farmacologico, perché grazie a farmaci intelligenti come l’inibitore di RET è possibile offrire le terapie più appropriate e personalizzate.

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“Stiamo camminando al buio”

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2020

“Ci tengono in uno stato di incoscienza e quando le persone non conoscono la situazione reale son difficili da sensibilizzare. In questo momento nessuno conosce dati in grado di raccontare la situazione reale. Nemmeno gli scienziati. Quelli diffusi attualmente riferiscono uno scenario vecchio di due settimane, quindi inutili nell’offrire una risposta coerente e non tengono conto dell’andamento epidemico. Nemmeno l’RT è un dato utile, non riporta la velocità del contagio e di quanto la situazione stia peggiorando”. Questa la dichiarazione di Enrico Bucci, Adjunct Professor presso la Temple University di Philadelphia e consigliere dell’Associazione Luca Coscioni intervenuto nel corso del webinar “Webinar Covid 19: Le proposte al Governo dell’Associazione Luca Coscioni”.“Osservando i dati di occupazione degli ospedali emerge che moltissime regioni, se paradossalmente destineranno tutti i posti letto ai pazienti Covid e a nessun’altra malattia, tra 2\3 settimane avranno raggiunto la capienza massima. Per questo è necessario avere dati certi subito, perché è indispensabile sapere se le misure attualmente in atto sono efficaci e hanno un impatto oppure no. Abbiamo bisogno di dati sentinella su un campione anche piccolo: su 200 mila tamponi che si fanno al giorno, ne basterebbero una decina di migliaia a settimana per avere una situazione chiara di cosa sta succedendo. “L’unico dato significativo disponibile – continua Bucci – è quello legato al riempimento degli ospedali. Se vogliamo ottenere collaborazione dai cittadini bisogna mostrare i dati solidi, non abbiamo più tempo, fra un tre settimane /un mese ce ne accorgeremo, ma staremo piangendo i nostri cari”. Sul tema dei test a campione l’Associazione Luca Coscioni, attiva a livello internazionale a tutela del diritto alla scienza e alla salute, in settimana ha presentato un’interrogazione parlamentare, attraverso un’azione del deputato Gennaro Migliore. “Dal mese di marzo 2020 abbiamo sviluppato insieme a due ex presidenti dell’Istat, Giorgio Alleva e Alberto una proposta, senza ricevere una risposta, riguardante la possibilità di testare con il tampone un campione statistico, che comprenda sintomatici e asintomatici – dichiara Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni – ; Chiediamo una campionatura sulla reale diffusione del virus in Italia, ‘un campione probabilistico quindicinale anche di poche migliaia di unità’, che avrebbe un valore informativo di grande utilità a un costo relativamente molto basso. Oltre a una percentuale di errore minima, non maggiore del 5%. Potrebbe dare grande forza ai numeri e al dibattito corrente, fornire fondamento migliore alle decisioni delle istituzioni preposte e impegnare a un rispetto più convinto i destinatari, cittadini e imprese. Come Associazione Luca Coscioni chiediamo al Governo e al Parlamento di ascoltare i due scienziati e di prendere urgentemente i provvedimenti necessari per realizzare il monitoraggio proposti”.

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“Il tempo che viviamo impone nuove forme di partecipazione alla vita democratica del nostro paese”

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2020

Una partecipazione che non può limitarsi alle consultazioni politiche e referendarie. Nonostante la distanza siderale che esiste oggi tra gli elettori e gli eletti, la richiesta di coinvolgimento politico da parte dei cittadini è elevatissima, ma spesso non trova risposte né formule per concretizzarsi. Così il leader delle Sardine Mattia Santori intervenendo sabato 31 ottobre a “PoliticiPerCaso, tempo di rinnovare la democrazia!”, il neonato Comitato italiano per l’assemblea dei cittadini estratto a sorte fondato d Mario Staderini, attivista per i diritti politici e Marco Cappato, anche Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni e fondatore di Eumans!. Politici per caso promuove proposta di legge popolare per istituire anche in Italia le Assemblee di cittadini estratti a sorte, depositata in Cassazione nello scorso dicembre.Nel corso della diretta i fondatori hanno inviato una prima iniziativa, rappresentata dall’invio di una a lettera al Presidente del Consiglio e ai Presidente di Camera e Senato per chiedere che si possa, da subito, raccogliere online le 50mila firme previste dalla Costituzione per depositare la proposta in Parlamento. Afferma Marco Cappato: «Mentre il Parlamento discute la possibilità di far votare gli eletti da remoto, nessuno pone il problema di come restituire ai cittadini il diritto intervenire nella vita pubblica, attraverso gli strumenti telematici. Per questo chiediamo al Presidente del Consiglio di proporre con urgenza un decreto che consenta di firmare online referendum e iniziative popolari. In una fase di emergenza come questa, va garantito il massimo coinvolgimento dei cittadini, in particolare con gli strumenti di democrazia diretta». Il comitato promotore della proposta di schiera infine a sostegno di iniziative analoghe che prospettano di istituire lo strumento dell’assemblea dei cittadini anche a livello locale. È il caso dell’iniziativa referendaria “Introduzione del Gran Consiglio dei cittadini e di un primo Consiglio sulla crisi climatica”, una proposta locale nella provincia autonoma di Bolzano, promossa dall’associazione Più Democrazia Bolzano. Associazione che si unisce ai firmatari della lettera nell’appello alle istituzioni per la firma digitale.

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Scuola Didattica a distanza, non bastano computer e tablet

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2020

È sempre più chiaro che si sta andando verso un incremento di didattica non in presenza. E bisogna farlo nelle migliori condizioni. “Se i docenti devono attuare una didattica a distanza efficace è urgente che l’amministrazione si impegni a fornire i dispositivi necessari ai docenti non solo fornendo computer e tablet, ma anche garantendo la possibilità stessa di connessione alla rete internet” per tutti coloro che sono coinvolti, ha dichiarato il leader dell’Anief Marcello Pacifico. “Anief – ha continuato il sindacalista autonomo – ci sarà sempre per trattare e migliorare la didattica a distanza. Quando abbiamo firmato il contratto nazionale che la regola avremmo certamente voluto molti più giorni per rifletterci. Ed è stato il testo migliore in quel momento: lunedì scorso si doveva partire con la Dad almeno al 75% nelle scuole superiori. Spero che il testo possa essere migliorato, ma se gli altri sindacati non firmano ritorneremo all’anarchia della primavera scorsa senza alcuna regola per docenti e famiglie. E senza tutele per i lavoratori della scuola”. Queste e diverse altre proposte del sindacato sono state tradotte in una memoria con 15 temi essenziali da affrontare per far ripartire l’intero Paese, consegnata ai vertici del ministero dell’Istruzione al termine dell’incontro tenuto ieri con la ministra Lucia Azzolina.

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Il bilancio del turismo in Italia nel 2020

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2020

Il DPCM del 24 ottobre scorso, l’ultimo in ordine di tempo che ha introdotto ulteriori restrizioni per cercare di contenere i contagi da coronavirus, inciderà di nuovo pesantemente sul settore turistico, già fortemente colpito dalla pandemia. Il Centro Studi del Touring Club Italiano ha analizzato flussi e dati per ipotizzare come chiuderà questo annus horribilis e per elaborare una strategia che guardi al futuro.“È chiaramente essenziale dare ristoro a tutti quei settori che sono stati chiusi per garantire a professionisti e aziende la sopravvivenza nelle prossime settimane – afferma Franco Iseppi, Presidente del Touring Club Italiano – ma occorre parallelamente guardare oltre e costruire già oggi la nuova normalità che ci attenderà nel medio periodo. Gli sforzi e le energie che si stanno impiegando nell’affrontare il quotidiano non possono distoglierci dall’attenzione che dobbiamo porre a ricostruire il nostro Paese. Pensare al futuro vuol dire prima di tutto avere chiara la visione da assegnare al Piano Nazionale Ripresa e Resilienza, occupandosi non soltanto delle singole tessere del mosaico, ovvero dei progetti, ma dell’immagine complessiva che da quel mosaico potrà uscire. Dal nostro punto di vista, anche sulla base delle rilevazioni condotte dal nostro Centro Studi su quanto accaduto nell’estate da poco conclusa, crediamo che la strategia di rilancio del settore debba far leva su alcuni aspetti principali. In primo luogo, una più spinta digitalizzazione dell’offerta perché sia più attrattiva e nota a livello internazionale, un approccio sempre più sostenibile e responsabile per rispondere in modo contemporaneo alle sfide dello sviluppo puntando sui valori dell’accoglienza, che connota ancora il viaggio in Italia, e una maggiore centralità delle aree interne che possono diventare attrattori fondamentali per il nuovo corso del turismo”.Provando a ipotizzare una stima di chiusura del turismo incoming a fine anno, se le misure di contenimento non dovessero essere sufficienti a rallentare il contagio e fosse necessario un nuovo lockdown generalizzato, è probabile che si possa arrivare per fine anno a una riduzione di circa il 70%, pari a una perdita di oltre 40 milioni di viaggiatori e di 30 miliardi di euro per la spesa turistica nel 2020.Per quanto riguarda, infine, i flussi domestici – quelli su cui si è basata la timida ripresa estiva –, è probabile che, se dovesse bloccarsi la macchina del turismo invernale, l’andamento di fine anno sarebbe ugualmente drammatico. I dati provvisori gennaio-giugno segnalano già -58% e la chiusura 2020 potrebbe segnare una perdita complessiva di 125 milioni di presenze cui parallelamente potrebbe corrispondere un calo della spesa domestica stimata in circa 40 miliardi di euro rispetto al 2019.

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Scelte terapeutiche in condizioni straordinarie

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2020

È accaduto durante la prima fase della pandemia di Covid-19: nelle zone più colpite, nonostante tutte le misure messe in atto e all’aumento dei posti disponibili, i medici, si sono trovati a dover scegliere quali pazienti ammettere in Terapia Intensiva. Rischia di succedere di nuovo. Né il medico né la persona malata devono essere lasciati soli. Il medico con il peso delle sue scelte, la persona malata con la sua sofferenza. Occorre stabilire dei criteri, coerenti con i principi etici e con quelli professionali, che possano supportare il medico, qualora si trovi di fronte a scelte tragiche, dovute allo squilibrio tra necessità e risorse disponibili. E che possano garantire comunque al paziente i suoi diritti: dargli la certezza che non sarà abbandonato, ma sarà preso in carico con gli strumenti possibili, appropriati e proporzionati. È proprio questo il senso del Documento congiunto, elaborato dalla FNOMCeO, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, e dalla SIAARTI, la Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva. Un Documento frutto di un lungo lavoro condiviso, che è stato recepito ieri dal Comitato Centrale – l’organo di governo – della FNOMCeO. Il lavoro nasce da un grido d’allarme, lanciato lo scorso 6 marzo dalla SIAARTI, con la pubblicazione delle Raccomandazioni di Etica Clinica per l’ammissione a trattamenti intensivi e per la loro sospensione, in condizioni eccezionali di squilibrio tra necessità e risorse disponibili. Un appello in seguito raccolto dalla FNOMCeO, che, su iniziativa del Presidente Filippo Anelli, ha istituito, in accordo con i vertici della SIAARTI, una Commissione di lavoro paritetica, per avviare insieme una riflessione all’interno dell’alveo deontologico. A parteciparvi, per la FNOMCeO, Claudio Buccelli, Gianfranco Iadecola, Marco Ioppi (Componenti CDN), Guido Marinoni (Componente Comitato Centrale), Roberto Monaco (Segretario FNOMCeO), Pierantonio Muzzetto (Coordinatore Consulta Deontologica Nazionale); per la SIAARTI, Alberto Giannini (componente Comitato Etico SIAARTI), Giuseppe Gristina (componente Comitato Etico SIAARTI), Davide Mazzon (componente Comitato Etico SIAARTI), Luigi Riccioni (Responsabile Comitato Etico SIAARTI), Marco Vergano (Coordinatore Gruppo di Studio di Bioetica SIAARTI). “Lo scenario in cui ci siamo trovati a marzo sta purtroppo tornando attuale – puntualizzano la presidente SIAARTI Flavia Petrini, e gli anestesisti-rianimatori componenti della Commissione paritetica che ha messo a punto il documento – con un’intensità e una durata ancora non quantificabili. La pressione sul sistema sanitario è già alta e potrebbe generare presto nuove situazioni di squilibrio. I medici anestesisti-rianimatori sono tra i sanitari maggiormente impegnati, in Italia come negli altri Paesi, nelle cure per i pazienti colpiti dal virus Sars-Cov-2. È un lavoro complesso e impegnativo. La scarsità di risorse prodotta dalla pandemia ci coinvolge in modo particolare anche nelle difficili scelte per individuare le persone che possono realmente beneficiare delle cure intensive. Abbiamo fatto e stiamo facendo ogni sforzo per garantire le migliori possibilità di cura in circostanze spesso drammatiche. Allo stesso tempo ci siamo impegnati per rendere espliciti e trasparenti i nostri processi decisionali, ancorando le nostre decisioni a solidi criteri di appropriatezza clinica e a principi etici ampiamente condivisi (come il principio di proporzionalità delle cure e quello di giustizia). Come peraltro affermato congiuntamente nel documento FNOMCeO-SIAARTI, auspichiamo, che attraverso una adeguata e rapida modifica del Codice di Deontologia, che riteniamo ormai inderogabile, si realizzi quanto prima quel concreto e utile supporto necessario ad affrontare, con le adeguate garanzie, il difficile compito che siamo chiamati di nuovo ad affrontare”.

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La capacità di recupero dell’economia italiana

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2020

“Abbiamo dimostrato, in questi mesi, che l’economia italiana ha una grande capacità di recupero. Il dato di oggi sul PIL del terzo trimestre, che registra un +16,1%, risultato superiore a qualunque stima, conferma la bontà e l’efficacia delle misure che abbiamo introdotto come Governo per tutelare famiglie e imprese.Adesso è ancora più fondamentale rispettare le regole sul distanziamento sociale e indossare la mascherina. Proteggendo noi, e i nostri cari, proteggiamo anche l’economia del Paese.La tutela della salute di ciascuno di noi deve andare di pari passo con il sostegno del tessuto economico. Ci stiamo lavorando giorno e notte, per garantire una risposta efficace. Una risposta che passa anche dall’ascolto delle categorie coinvolte.Restiamo uniti, insieme possiamo farcela”.Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, sui social.

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Inps: 33,6% pensionati con meno di 1.000 euro al mese

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2020

Secondo i dati resi noti oggi, oltre un terzo dei pensionati Inps, il 33,6%, percepisce redditi da pensione inferiori a 1.000 euro al mese.Una vergogna! Dati non degni di un Paese civile, specie se si considera che costano solo il 12,6% della spesa pensionistica mentre i pensionati d’oro, con redditi superiori a 3.000 euro al mese, pur essendo solo l’8%, costano la bellezza di 66,7 miliardi, il 22,7% della spesa complessiva, ossia quasi il doppio delle pensioni da fame, l’80% in più. Che dire poi di chi prende meno di 500 euro, quando per l’Istat la soglia di povertà per un single è pari a 656,97 euro” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ecco perché la sentenza della Consulta di settima scorsa, secondo la quale è illegittimo il contributo di solidarietà oltre il triennio, è un pugno in faccia alla povera gente. Ora il Governo deve porre subito rimedio, sostituendo il contributo di solidarietà con un innalzamento temporaneo almeno dell’ultima aliquota Irpef, quella del 43% per chi dichiara oltre 75 mila euro” conclude Dona.

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I bambini separati al confine e l’immigrazione: da Trump a Biden

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2020

“Si tratta di qualcosa che un cristiano non può fare. È la crudeltà nella forma più alta”. Così Papa Francesco sulla separazione delle famiglie in un nuovo documentario di Evgeny Afineevsky presentato recentemente alla Festa del Cinema di Roma. Il Papa era ovviamente a conoscenza della tragica situazione al confine fra il Messico e Stati Uniti ma ignorava probabilmente il caso emerso recentemente di 545 bambini i cui genitori non possono essere rintracciati dal governo americano. Il tema dei bambini separati è anche emerso all’ultimo dibattito fra Donald Trump e il suo avversario democratico Joe Biden.Al dibattito Trump ha capovolto la realtà dicendo che questi 545 bambini sono curati nel migliore dei modi e che sono stati portati in America da “coyotes”, i trafficanti che fanno attraversare il confine ai migranti. Biden ha ribattuto invece che questi bambini sono stati strappati dalle braccia dei genitori a causa della “tolleranza zero”, la draconiana politica anti-migranti dell’amministrazione di Trump. Sotto la guida dell’allora Ministro della giustizia Jeff Sessions nel 2017 la separazione dei bambini dai genitori mirava a stabilire un deterrente ai migranti scoraggiandoli dall’entrare negli Stati Uniti. Questa separazione era stata anche usata in piccolissimi numeri dall’amministrazione di George W. Bush e quella di Barack Obama. Nel caso di Trump, però, è divenuta la strategia principale separando più di 5mila bambini dai loro genitori. Va ricordato inoltre che nel 2017 il 45esimo presidente inviò persino l’esercito americano a contrastare le cosiddette “carovane” di rifugiati dal Centroamerica che sfuggivano alla miseria e violenza dei loro Paesi.Trump ha anche reiterato la sua costruzione del muro al confine che, secondo lui, bloccherebbe i rifugiati di entrare negli Stati Uniti. Papa Francesco nel documentario di Afineevsky la vede diversamente, asserendo che “chi costruisce muri diventa prigioniero delle proprie costruzioni”. Inoltre, l’attuale inquilino della Casa Bianca ha cercato di scaricare la colpa su Obama e Biden per la costruzione dei centri di detenzione che la sua amministrazione ha usato. Bambini rinchiusi in queste gabbie in lacrime sono stati fotografati e hanno fatto il giro del mondo, sottolineando la crudeltà di cui ha parlato Papa Francesco.Trump ha cercato di giustificare la sua politica anti-immigranti ritornando alla sua idea centrale dei nuovi arrivati come criminali da cui bisogna difendersi. Biden ha invece centrato il bersaglio quando ha ribadito i grandi danni fatti ai bambini dalla separazione, specialmente perché causa loro effetti traumatici. Biden ha anche ribadito il diritto alla richiesta di asilo sancito sia dalla legge americana ma anche da quella internazionale. Il candidato democratico ha poi chiarito il suo piano sull’immigrazione per risolvere la spinosissima questione dei nuovi arrivati ma anche quella di coloro già in America senza documenti legali. Biden, a differenza di Trump, istituirebbe un percorso che condurrebbe alla residenza permanente e eventuale cittadinanza per i “dreamers”, i giovani portati in America dai loro genitori senza documenti legali. Questi giovani sono cresciuti in America e Obama gli aveva offerto residenza legale temporanea mediante il Deferred Action for Childhood Arrivals (DACA) nel 2012. Biden li vede come giovani modello e cita il loro servizio e i contributi al Paese. Trump da presidente ha cercato di eliminarlo ma alla fine la Corte Suprema glielo ha impedito. Biden risolverebbe la questione degli 11 milioni di immigrati non autorizzati mediante un iter che condurrebbe alla loro residenza legale e eventuale cittadinanza. I punti specifici non sono stati elaborati ma Trump lo ha attaccato dicendo che in 8 anni al potere non era riuscito a metterlo in atto.Ciò è vero ma la ragione per questa mancanza cade in realtà nell’intransigenza del Partito Repubblicano. Nel 2013 il Senato aveva approvato una riforma sull’immigrazione che eventualmente si spense alla Camera sotto la guida di John Boehner il quale cedette all’ala destra del suo partito e non sottomise il disegno di legge a un voto. Trump ha dunque ragione che Biden e i democratici non avevano avuto successo nella riforma dell’immigrazione ma dimentica ovviamente le responsabilità dei repubblicani. Biden ha però indicato che nei primi 100 giorni della sua presidenza invierà un disegno di legge alla legislatura per riformare la spinosa questione dell’immigrazione.L’elezione è alle porte e tutti i sondaggi ci dicono che Biden sarà eletto presidente. Biden si troverà nella stessa situazione del 2009 quando lui da vice presidente e Obama da presidente ricevettero un’economia a pezzi da George W. Bush. Il compito di Biden però sarà molto più difficile perché oltre alla pandemia del Covid-19 Biden dovrà anche fare i conti con la ripresa economica, la riforma della sanità, oltre all’immigrazione. Un barlume di speranza gli viene però offerto dal probabile mantenimento di maggioranza del suo partito alla Camera e la probabile conquista di quella al Senato. Con il partito alle redini dei rami esecutivi e legislativi Biden avrà buone prospettive di successo di rimettere l’America sulla strada giusta per correggere lo sbaglio dell’elettorato americano del 2016.Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

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Presidenziali Usa: Gli scommettitori scelgono Trump

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2020

A pochi giorni dalle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, i sondaggi confermano il vantaggio del democratico Joe Biden sul repubblicano Donald Trump: un dato che, per ora, si riflette anche nelle quote dei bookmaker, con gli analisti Snai che offrono la vittoria di Biden a 1,50, contro il bis del tycoon a 2,30. Le previsioni non convincono però gli scommettitori, che credono in un altro ribaltone dell’ultimo minuto dopo quello nelle passate elezioni, quando il repubblicano riuscì a battere la favorita Hillary Clinton. Il 65% dei giocatori, riferisce Agipronews, ha puntato sulla vittoria di Trump, solo il 35% invece ha scelto Biden.

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Agriturismi pronti per pranzi e cene a domicilio nel weekend

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2020

Permettere alle famiglie italiane di assaporare prodotti locali e piatti tipici anche in un momento di emergenza come questo. Dopo aver promosso in tutt’Italia le consegne a domicilio di latte, carne, frutta e verdura, le aziende agricole di Cia-Agricoltori Italiani sono pronte a rilanciare per il fine settimana, l’iniziativa che invita a raggiungere gli agriturismi per un pranzo in sicurezza e all’aria aperta o a farsi consegnare direttamente a casa e anche per la cena, i piatti regionali preparati dagli Agrichef degli agriturismi associati. Tutto questo, per non rinunciare nei giorni di svago, ai sapori contadini delle ricette tradizionali, elaborati secondo stagionalità e legati al territorio.Nel pieno rispetto delle regole dettate dai decreti governativi, i cittadini che, dunque, preferiranno rimanere a casa oppure organizzare una cena con i piatti locali, potranno così ordinare dal loro agriturismo di riferimento, il menù della festa, il piatto di stagione, la specialità contadina, preparata dalle sapienti mani degli Agrichef di Cia, ovvero cuochi e cuoche di comprovata abilità ed esperienza che esercitano il loro mestiere all’interno della cucina delle strutture agrituristiche, impegnandosi a trasformare principalmente produzioni agricole aziendali o di prossimità. “Un modo per non perdere il rito, importantissimo, del pranzo della domenica, anche ora che la routine quotidiana è sconvolta -spiega il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino- e anche per rafforzare ancora il legame tra cittadini e agricoltori, per avvicinare sempre di più la campagna, l’azienda di prossimità alla vita in casa. Solo insieme possiamo superare quest’emergenza”. Tutte le iniziative che Cia-Agricoltori Italiani sta portando avanti dall’inizio della pandemia da Covid e in particolare con il lockdown per arginarne la diffusione, trovano spazio sul portale dedicato “I Prodotti dal campo alla Tavola” (https://iprodottidalcampoallatavola.cia.it) con i riferimenti e i link utili per aderire e acquistare.

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Il festival del giornalismo digitale sarà in streaming

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2020

Glocal 2020 diventa digitale. Dal 12 al 14 novembre, la nona edizione del festival del giornalismo digitale sarà interamente online. Tutti gli incontri, gli appuntamenti e le tavole rotonde previste saranno trasmessi in streaming sulla pagina Facebook di Glocal e sul canale Youtube di Varesenews. Una decisione sofferta degli organizzatori; una decisione necessaria, assunta nel rispetto di tutte le normative e i protocolli indicati per il contenimento dell’emergenza sanitaria in corso. «Non volendo in alcun modo rinunciare al festival, la scelta è stata inevitabile», premette Marco Giovannelli, ideatore di Glocal e direttore di Varesenews. «Mancherà il contatto diretto, ma non mancheranno i temi di discussione. Al centro di tutto ci sarà il Covid e come è stato ed è raccontato. Guarderemo alla relazione tra informazione ed emergenza sanitaria, in un’ottica biunivoca. Cercando di descrivere non solamente come la prima si è rapportata con la seconda, ma anche come la seconda ha cambiato i tempi e le modalità di fare informazione oggi. È un cambiamento epocale che deve essere compreso per non esserne travolti; è un cambiamento che deve restituire al giornalismo quella responsabilità di fare informazione in modo corretto e costruttivo». L’ampio programma infatti si sviluppa attorno al ruolo dell’informazione in epoca di pandemia, con testimonianze dirette e racconti capaci di affrontare a 360 gradi il tema: dall’informazione scientifica alla raccolta dei dati, da come lo sport ha vissuto la pandemia fino a come questa è stata raccontata attraverso i diversi canali di comunicazione. All’interno del programma, sono state confermate le serate del 12 novembre con il direttore di Avvenire Marco Tarquinio e quella del 13 novembre dedicata al filosofo Giulio Giorello. Entrambe saranno trasmesse in streaming. Confermato anche lo spazio dedicato agli studenti. Seppur con modalità differenti rispetto alle edizioni passate, BlogLab continua: niente squadre di studenti in giro per la città alla ricerca di notizie, ma la richiesta di un lavoro multimediale (video e testo) che racconti questo 2020. Sono stati invece sospesi i premi dedicati ai concorsi di data journalism e di giornalismo multimediale. Anche nella formula online, Glocal 2020 dà la possibilità di accedere ai crediti per la formazione professionale continua obbligatoria per chi gli iscritti all’Ordine dei Giornalisti. Per ricevere i crediti è necessario iscriversi sulla piattaforma Sigef. Data la nuova modalità di svolgimento, è richiesta una nuova iscrizione (anche per coloro che si erano già iscritti). Le iscrizioni per ciascun incontro restano però a numero chiuso.www.festivalglocal.it

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Recovery Fund: Alla Scuola non meno di 15 miliardi

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2020

“È importante che l’Italia organizzi un piano di rafforzamento della scuola incrementato di almeno 15 miliardi oltre i 3 già stanziati su interventi strutturali – come l’edilizia e la digitalizzazione – ma anche di potenziamento da attuare su più fronti”: la richiesta è giunta ieri dal presidente Anief Marcello Pacifico durante l’incontro dei sindacati rappresentativi con la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina sulla gestione dell’emergenza Covid e sui nodi irrisolti dei settori della Conoscenza. Il sindacalista ha rivendicato “la riabilitazione dei 15 mila plessi scolastici tagliati negli ultimi tre lustri dalle politiche di dimensionamento del sistema, ma anche di 4 mila istituti dismessi, con altrettanti Dirigenti e Dsga venuti meno. Oltre che il ripristino di oltre 200 mila posti di docenti e personale Ata, dei cancellati docenti specializzati in inglese alla primaria e di quelli che svolgevano preziose compresenze, a vari livelli, che tanto in alto avevano portato la nostra didattica”. Pacifico ha quindi chiesto alla titolare del ministero dell’Istruzione che il Governo si adoperi, sempre fruendo dei fondi del Recovery Fund, “il ritorno ad un monte orario settimanale maggiorato e l’eliminazione delle 20 mila “classi pollaio” ancora esistenti”. Il leader dell’Anief ha infine tenuto a ricordare “che l’investimento medio annuo attuato in Italia per Scuola e Università rispetto al Pil rimane fortemente inferiore rispetto alla media Ocse ed europea”.A proposito dei fondi che la Commissione europea si accinge a consegnare, comunque non prima della prossima primavera, a tutti i Paesi membri impegnati nella ripresa, con l’Italia che dovrebbe vedersi assegnati 209 miliardi di euro, “è importante da parte del Governo parlarne e prendere degli impegni su almeno 15 miliardi da destinare alla scuola. Sarebbe un’operazione opportuna” e strategica per risollevare finalmente – ha concluso Pacifico – il comparto scolastico italiano. Tutte le proposte del sindacato Anief sono state tradotte in una memoria con 15 temi essenziali da affrontare per far ripartire l’intero Paese, consegnata ai vertici del ministero dell’Istruzione al termine dell’incontro tenuto con la ministra Lucia Azzolina.

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Reti 5G: i rischi per la cybersecurity

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2020

Il 5G è oltre 100 volte più veloce del 4G sugli smartphone di oggi, e anche 10 volte più veloce del migliore servizio a banda larga in fibra ottica per la casa offerto attualmente – in realtà è abbastanza veloce da scaricare un film in HD 4K in pochi secondi. Il 5G sarà inoltre caratterizzato da una latenza ultra-bassa, che apre le porte a una nuova era di connettività istantanea e sempre attiva tra i sistemi. Tutte queste caratteristiche consentono di implementare una vasta gamma di applicazioni, servizi e dispositivi che hanno lo scopo di rendere la nostra vita più facile, più efficiente, più sana e più sicura. Queste applicazioni spaziano dai veicoli autonomi, alla telemedicina, all’agricoltura intelligente, alla produzione intelligente e altro ancora. Decine di miliardi di dispositivi saranno collegati tramite 5G, consentendo il monitoraggio in tempo reale di tutto, dalla posizione del vostro gatto domestico, al controllo dei dispositivi medici indossabili. Si prevede che la rivoluzione industriale consentita da 5G sosterrà un ulteriore produzione economica globale di 12 trilioni di dollari nei prossimi 15 anni. La posta in gioco è alta, ma il mondo totalmente connesso promesso dal 5G offre anche ai criminali e agli hacker infinite opportunità per lanciare attacchi informatici e causare disagi, danni o addirittura morti.

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Agricoltura: Un tavolo di confronto sulle risorse del Recovery Fund

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2020

Le risorse da destinare all’agricoltura non sono più rimandabili se il Governo intende offrire un sostegno concreto alle aziende del settore primario – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Da Bruxelles sono arrivate a più riprese rassicurazioni che gli oltre 8 miliardi di euro a prezzi correnti del fondo, destinati alla ripresa economica e sociale delle nostre aree rurali, sarebbero stati messi a disposizione a partire dal 2021 e per tutto il 2022. Non ci sono però stati ulteriori sviluppi in questa direzione.Da mesi auspichiamo un dibattito allargato sull’utilizzo delle risorse europee, perché crediamo sia indispensabile per prendere le giuste decisioni – continua Tiso. Consultare tutti i soggetti e le associazioni attive nel settore significa poter evitare errori e ripensamenti, che andrebbero a ricadere sulle spalle delle aziende agricole già in difficoltà per la crisi. Mai come in questo momento c’è stato bisogno di un processo partecipato, che coinvolga e responsabilizzi le forze migliori dell’agricoltura. Dopo il grande sforzo del settore agroalimentare nella primavera scorsa al servizio del Paese, è ora compito del Governo dimostrare di essere al nostro fianco promuovendo una ripresa sostenibile e una maggiore competitività, anche attraverso l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione. Ribadiamo quindi la nostra richiesta alla ministra Bellanova per l’apertura di un tavolo quanto prima possibile.

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Governo e opposizione. Coronavirus: se la memoria non serve

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2020

L’esperienza e la relativa memoria dovrebbero indurre le persone a non ripetere atti e comportamenti dannosi. Mettere una mano sul fuoco fa male e siamo (dovremo) essere indotti a non ripetere il gesto.L’esperienza della pandemia in atto non sembra abbia modificato di molto i comportamenti dei nostri esponenti politici.Il segretario della Lega, Matteo Salvini, dichiarava: “Non ci sarà una seconda ondata: è inutile continuare a terrorizzare le persone”. Su questa linea ha promosso un convegno le cui riprese video circolano ancora, come il virus.Per Matteo Renzi, di Italia Viva, “Il Dpcm (Decreto presidente consiglio ministri), “crea tensioni ma non ferma il virus”. Vero è che il Decreto in questione è atto monocratico del premier Conte, ma è stato preceduto da una riunione di maggioranza, dove sono state esposte le direttive in programma. A che serve alzare il ditino? La presidente di FdI, Giorgia Meloni, chiedeva il tutto aperto, oggi vuole le elezioni in cambio della partecipazione al governo. Insomma, pensa alle poltrone, visto che i sondaggi la danno in crescita. Di Maio dichiara: “Fermare i vandali ma ascoltare le piazze.” Grazie e Graziella. Sul governo Conte ci siamo più volte espressi. I sindaci di Milano e Napoli, Sala e De Magistris, sono contrari alla chiusura, ma non devono aver visto la curva esponenziale dei contagi nella propria città. Qui Italia dove, nell’ultima settimana i decessi sono aumentati del 108%, i contagiati dell’89% e il rapporto positivi/testati dell’8%, di là Germania e Francia che chiudono bar, ristoranti, cinema e teatri. Se ognuno, nel nostro Paese, pensa al guicciardiniano “particulare” non ne usciremo. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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La Roma insolita e nascosta dagli Archivi dei Fratelli Alinari

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2020

Roma. Da sabato 7 novembre a domenica 13 dicembre 2020 Bresciani Visual Art, via dei Bresciani, 20. Inaugurazione per ospiti istituzionali e inviti privati: venerdì 6 novembre, ore 19-21. La mostra è visitabile nei seguenti weekend, con orario 10.30-13 / 15.30-19.30. NOVEMBRE: sab 7 e dom 8, sab 14 e dom 15, sab 21 e dom 22 / sab 28 e dom 29. DICEMBRE: sab 5 e dom 6, sab 12 e dom 13, anche martedì 8 dicembre Ingresso mostra: €5. La mostra si compone di 31 fotografie, stampe realizzate a contatto da negativo in lastra di vetro, così da conservare l’elevata qualità e nitidezza delle antiche immagini, scattate tra il 1869 e il 1936 dai Fratelli Alinari, Carlo Brogi, James e Domenico Anderson.L’esposizione prosegue con le immagini del fotografo George Tatge realizzate tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90 del Novecento. Di grande impatto storico e artistico sono inoltre 3 riproduzioni da dagherrotipi originali del dagherrotipista francese Pierre-Ambrose Richebourg, degli anni ’40 dell’Ottocento, realizzate con la tecnica della collotipia su lastra di argento. Le fotografie sono state scelte da Paola de Polo, Giorgio de Polo, AD e Consigliere della Società Fratelli Alinari, Gilberto Maltinti e Maria Cristina Valeri, responsabili artistici e organizzativi della nuova galleria Bresciani Visual Art, attingendo al ricchissimo catalogo degli Archivi Alinari composto, tra l’altro, da centinaia di migliaia di immagini dedicate a Roma. Sono l’omaggio che i Fratelli Alinari e Bresciani Visual Art vogliono fare alla Città Eterna. Scatti unici non solo nella loro oggettiva storicità, ma soprattutto per le inattese e mai scontate atmosfere fatte di paesaggi urbani, suburbani e della campagna romana, fotografati all’alba o al tramonto, in cui architetture monumentali, quartieri borghesi e popolari della Capitale post unitaria raccontano una città estiva, incontaminata, in cui l’infinito si perde senza soluzione di continuità nella campagna circostante. Tra le immagini più evocative che raccontano scorci insoliti o piazze famosissime, fotograficamente inanimate, la cui luce all’alba è stata fermata da obbiettivi con ottiche ultragrandangolari, veri pezzi unici costruiti a mano.

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Cambiamenti climatici ed uso dei bacini

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2020

“Dobbiamo essere un Paese efficiente, dove non sia necessario un decennio per realizzare opere strategiche, altrimenti destinate ad essere obsolete ancor prima dell’inaugurazione; né deve essere generalizzato il modello di commissariamenti come per il ponte di Genova, perché è sufficiente avere regole e tempi certi, nonché il minimo necessario di burocrazia.” A richiamarlo è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio (ANBI), intervenuto on-line alla presentazione del bilancio partecipato di “Romagna Acque – Società delle Fonti”. “Abituati al regolare succedersi delle stagioni con il loro corollario di piogge – prosegue il Presidente di ANBI – negli anni non sono stati costruiti invasi nel Nord Italia come invece è avvenuto nel Meridione. Oggi, però, sono cambiate le condizioni climatiche e non dobbiamo dare per scontato il consueto approvvigionamento idrico. Per questo, dobbiamo incrementare la resilienza delle nostre comunità, infrastrutturando il territorio anche dal punto di vista idraulico, superando la sindrome del Vajont come andiamo dicendo dal 2017, quando lanciammo, insieme all’allora Struttura di Missione #italiasicura, l’obbiettivo ventennale di 2.000 invasi medio-piccoli. Oggi il Piano ANBI per l’efficientamento della rete idraulica comprende, nel Nord Italia, 13 progetti definitivi ed esecutivi, cioè cantierabili, per la realizzazione di altrettanti bacini per una capacità complessiva di 58.323.000 metri cubi; l’investimento previsto è di poco superiore ai 477 milioni di euro, capaci di garantire circa 2.400 posti di lavoro. Ci sono inoltre 4 invasi da completare e la necessità di liberare dall’interrimento altri 9 serbatoi, recuperando così un ulteriore capacità di accumulo idrico, pari a 4.237.500 metri cubi. Bisogna fare sinergia per ottimizzare le prossime risorse del Recovery Fund – conclude Vincenzi – Per questo, il nostro Piano prevede, nel quadro della transizione ecologica, che i futuri invasi siano ad uso plurimo e particolarmente attenti al rispetto ed alla valorizzazione del paesaggio e di fauna, flora e fiumi. Serve una nuova gestione della risorsa idrica nel segno della sostenibilità e per la quale è fondamentale il ruolo di regia, svolto dalle Autorità di Distretto Idrografico.”

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