Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 203

Archive for 8 novembre 2020

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo sul risultato delle elezioni presidenziali americane

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2020

“Abbiamo seguito con grande attenzione le elezioni presidenziali statunitensi. Elezioni di un grande partner dell’Unione Europea, di un alleato con cui abbiamo fatto tanta strada nell’epoca contemporanea e con cui vogliamo continuare a lavorare.” “Al nuovo Presidente Joe Biden, i nostri auguri di buon lavoro.” “Il mondo ha bisogno di un forte rapporto fra Europa e Stati Uniti, di un rilancio delle relazioni transatlantiche in grado di affrontare le sfide che il nostro tempo ci presenta. Con la pandemia del Covid 19, è la prima volta che Europa e Stati Uniti affrontano una sfida globale senza una visione comune. E questo rende meno efficaci le nostre risposte.” “Ma non è solo la pandemia a chiedere un rapporto più saldo e concertato. Abbiamo valori comuni, un forte attaccamento alla democrazia e alla libertà. Insieme possiamo lottare contro il cambiamento climatico, affrontare la transizione verde e la trasformazione digitale, impegnarci per la nostra sicurezza, contrastare il terrorismo e difendere i diritti umani. Un mondo con meno diseguaglianze è interesse comune.” “Non vedo l’ora di lavorare con il Congresso degli Stati Uniti e con la nuova amministrazione.”

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Elezioni presidenziali Usa: Dichiarazione di Rampelli

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2020

“Tutti i leader dei paesi occidentali portano la responsabilità di presidiare le fondamenta su cui si fonda la nostra civiltà. Abbiamo parteggiato per Trump, ma auspichiamo che Biden sappia proseguire il lavoro svolto dall’ex presidente americano di contenimento all’egemonia cinese, di contrasto al terrorismo di matrice islamica. L’Italia è amica degli Usa e qualunque suo Capo di stato sarà nostro interlocutore a garanzia di un’antica alleanza”. È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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Presidenziali Usa: Laura Castelli, in un Tweet

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2020

“Congratulazioni a @JoeBiden e @KamalaHarris, che sarà la prima donna Vice Presidente degli USA. Continueremo a lavorare, insieme, per rafforzare la storica amicizia tra i nostri due Paesi”.

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Habemus Biden. Si riaprono tutte le politiche per il bene di tutti?

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2020

Bene. Il presidente Usa è certo (ricorsi a parte) che sarà Joe Biden e vice Kamala Harrris. Ci vorrà un po’ di tempo per capire se e come saranno più bravi dei loro predecessori, ma per alcune cose importati e altre relative, è molto probabile che saranno meglio. Ci sono e ci saranno fiumi di commenti autorevolissimi da leggere ovunque: ognuno scelga secondo i propri gusti.Quel che sembra più importante è la ripresa di un percorso comune per affrontare i più importanti e gravi problemi del mondo. “America first” dice e continua a dire l’attuale inquilino della Casa Bianca, il prossimo non ce lo ripeterà in ogni occasione, ma – sia chiaro – lo farà sempre come hanno sempre fatto tutti i presidenti Usa. Ma una supremazia degli Usa (innegabile per tanti livelli) ci fa comodo e serve a tutti: il mondo per ora è fatto così e cerchiamo di trarne i vantaggi maggiori possibili.Per noi europei dell’Unione è probabile che si riprenderà a discutere e confrontarci per fare diverse cose insieme. Per noi planetari, speriamo si parta subito da un rientro degli Usa nel novero dei Paesi firmatari e impegnati per i piani dell’accordo di Parigi sul clima, da cui proprio in questi giorni l’America di Trump era uscita. Sul piano interno Usa, per quanto possa essere interessante e importante un nostro accenno, vedremo cosa succederà. Sulla legalizzazione delle droghe non crediamo che l’Amministrazione Biden farà cose molto diverse da quella di Trump: le affermazioni antiproibizioniste sono tutte trasversali agli schieramenti (anche se i pro-dem sono sempre maggiori che non i pro-rep) e anche con questa Amministrazione chi ha potuto e voluto si è affermata. A livello federale loro… crediamo ci sia molto da fare, anche perché è più che altro questioni di maggioranze in Parlamento che non desiderata della Casa Bianca, e queste maggioranze non ci sono. E sulle politiche in materia di droghe oggi illegali, è innegabile che gli Usa sono e saranno un faro di riferimento.Sul problema delle armi che si trovano e vengono usate in ogni angolo, crediamo ci vorrà molto tempo, ché più che una questione di norme (che non crediamo la nuova Amministrazione farà chissà quali cambiamenti) è una questione di cultura. Altrettanto per come le varie forze dell’ordine si pongono nei confronti delle cosiddette minoranze etniche. Certo con Biden sarà diverso, ma ci vuole molto, ma proprio ancora molto tempo. Argomenti da trattare ce ne sarebbero a iosa (aborto e muro col Messico, per esempio, o lo strapotere dei GAFA – Amazon, Apple, Google, Facebook e Microsoft), ma sono tanti e con così tante varianti visto che, Biden o Trump, spesso è una sorta di moral-suasion che ha bisogno di tempo per trasformarsi in istituzione.Una sola “piccola” cosa: non vedremo più autorevoli canali tv che levano la parola al presidente della Repubblica perché sta dicendo delle presunte fesserie? Non lo sappiamo. Per questa pessima pagina del giornalismo e della libertà di espressione ed informazione, crediamo ci vorranno dosi di sostanze diverse che non il “bidenismo” rispetto al “trumpismo”, visto che tv ufficiosamente pro-Biden hanno dato questo pessimo messaggio di libertà di stampa.L’aspetto più importante – lo ripetiamo – è che sembra che si riapra tutto: un dialogo dove fino ad oggi la maggiore potenza occidentale si poneva come autoritaria e, forse, si comincerà a porre come servizio per dialogo, innovazione e riforme. Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Trump perde, Biden eletto

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2020

Trump presidente uscente e i colpi severi alla democrazia: il duro compito del presidente neoeletto Biden. Il 5 novembre, due giorni dopo l’Election Day, la campagna di Donald Trump ha rilasciato un messaggio in cui diceva che “se si contano i voti in ritardo e illegali, gli ruberanno l’elezione”. Il messaggio, scritto in maiuscole come spesso fa l’attuale presidente nei suoi tweet, è falso. Non c’è stata nessuna frode. Trump ha deciso di non usare Twitter in questo caso perché non pochi dei suoi recenti tweet si sono beccati l’etichetta di potenzialmente falso che la piattaforma usa in casi di informazioni sospette o pericolose alla sicurezza pubblica. Non c’è stata frode nell’elezione ma Trump ha persino detto che non può perdere l’elezione a meno che gli venga rubata. Trump ha reiterato lo stesso concetto in una conferenza stampa alla Casa Bianca, ripetendo le stesse menzogne, causando parecchie reti televisive di interrompere e oscurare il suo discorso.Infatti, se c’è qualcuno reo di furti Trump dovrebbe guardare allo specchio per la sua condotta nei quasi quattro anni di presidente. Nella sua campagna elettorale del 2016 l’attuale inquilino usò le parole per attaccare i suoi avversari e chiunque gli avrebbe potuto sbarrare la strada. Una volta eletto si credeva che il candidato Trump sarebbe entrato nel ruolo di presidente, ma come ha detto Barack Obama recentemente, il magnate di New York non ha fatto altro che continuare i suoi comportamenti di candidato senza mai assumersi i compiti di responsabilità. La differenza però è che nei quattro anni ha assestato colpi severi alle istituzioni e ha accentuato le divisioni del Paese.Nel suo primo e unico mandato il 45esimo presidente ha continuato con la sua visione della realtà cercando di imporla al resto degli americani e il mondo. La minoranza degli americani che lo avevano eletto gli hanno perdonato la sua crudeltà, la corruzione, le sue indecenze, i suoi attacchi sferrati alle istituzioni, e soprattutto la sua degradazione delle tradizioni democratiche. Non a caso l’attuale inquilino della Casa Bianca ha dimostrato grande affezione per i leader mondiali autoritari da Vladimir Putin a Kim Jong-Un. Trump ha chiuso non uno ma ambedue gli occhi, avvicinandosi a regimi autoritari come l’Ungheria dove la democrazia è a tutti gli effetti scomparsa e l’Arabia Saudita, il cui regime è stato persino responsabile dell’orribile uccisione di un giornalista. Allo stesso tempo Trump si è allontanato dagli alleati tradizionali nel resto del globo con la sua politica isolazionista di America First, riflettendo l’egoismo personale e trasportandolo a quello nazionale e internazionale.In politica interna Trump si è allontanato dalla decenza comune accettata da tutti i suoi predecessori alla Casa Bianca. I suoi elettori e il Partito Repubblicano gli hanno perdonato il suo linguaggio volgare e i suoi comportamenti non degni di un presidente americano con pochissimi tentativi di imporgli paletti. A livello nazionale ma anche in campo internazionale la tradizionale retorica americana di diritti umani e il rispetto per le vite umane sono stati messi da parte da Trump. L’esempio più ovvio è stata la sua condotta nel gestire la pandemia del Covid-19. Il numero stratosferico di contagi e i decessi in America non lo hanno preoccupato, ripetendo falsamente a destra e manca che stiamo sconfiggendo il virus. Anche le ultimissime notizie ci dicono esattamente il contrario. La mancanza di compassione dell’attuale inquilino alla Casa Bianca si è evidenziata anche al livello internazionale dove la campagna americana di diritti umani è stata gestita da Trump con il completo silenzio.L’attacco più serio di Trump però verte proprio sull’istituzione della democrazia. Fino al momento continua ad insistere sull’idea di frode elettorale senza offrire nessuna prova perché tutti gli analisti ci dicono che non esiste. Al momento di scrivere, tutto ci indica che con i vantaggi in Pennsylvania e Georgia, Biden ha vinto l’elezione. Infatti, le maggiori reti televisive e media hanno annunciato che Biden è il presidente eletto. Trump continua a strillare irregolarità ed ha dato chiare indicazioni che intende fare ricorsi legali, sperando che la Corte Suprema intervenga e lo salvi dalla sconfitta che diviene ad ogni momento più evidente. Da parte sua Biden continua a parlare in modi pacati, tipici di un presidente che cerca di calmare le acque, come preludio al suo difficile compito di unificare il Paese. Un compito che dovrebbe essere facile considerando non solo la sua eventuale vittoria con l’Electoral College ma anche col voto popolare (74 milioni di voti fino al momento che potrebbero raggiungere 78 milioni una volta completati gli spogli di Stati come la California e New York). Anche Trump ha ricevuto 70 milioni di voti, 4 meno dell’eventuale vincitore, ma tuttavia una cifra notevole. Nella sua vita di imprenditore e di politico Trump ha spesso parlato di perdenti e vincitori. Lui ne sa qualcosa. Dopo le sue bancarotte negli anni 90 è riuscito a ritornare a galla. La situazione attuale è più seria. Una sconfitta gli farà perdere l’immunità e lo bollerebbe come perdente. Potrà accettarla o continuerà ancora per vie legali cercando di ribaltare la sconfitta? Il sindaco Jim Kenney, rispondendo ai giornalisti sui commenti di Trump per i presunti brogli elettorali, ha dichiarato che il presidente dovrebbe “smettere di fare il bambino… e riconoscere che ha perso”. Lo farà. Staremo a vedere. Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

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La psicologia del profondo

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2020

È una disciplina che ha avuto il suo imprimatur nel celebre trattato di psicologia di Wilhelm Wundt edito nel 1900 con i tipi delle Edizioni Clausen. Secondo l’autore la psicologia ufficiale consiste soprattutto in una analisi a grandi linee dell’ “io” che ha come componenti essenziali la volontà, l’attenzione e la memoria. Mancava il problema dell’inconscio. L’ “Unbewusst” della successiva psicanalisi anche se una minoranza di scienziati isolati, come il geniale Teodoro Fechner ed Enrico Weber avevano studiato le soglie di “sensibilità” facendo eco al precedente filosofo e matematico tedesco Goffredo Liebniz che aveva parlato di “percezioni minime”. Per John Eccles: “L’io cosciente è assolutamente diverso del cervello e mi riferisco condividendola, all’asserzione di Sperry, secondo cui le nuove idee da lui sviluppate, restituiscono alla mente la sua antica posizione di privilegio sulla materia. Resto così nell’imbarazzante condizione di sapere che il cervello si sia associato alla mente autocosciente nel corso dello sviluppo evolutivo.” “In tutti questi eventi, – per Sergio Bernardi, psicologo e antropologo culturale, – e progressi della ricerca psicologica del profondo poi si può notare chiaramente un crescendo successivo verso una meta, un discorso ininterrotto che va da James, passa attraverso Freud, poi a Jung, attraverso la Gestaltpsychologie e alle sue applicazioni, si riflette sulla nuova antropologia culturale, sino alle formidabili successive scoperte neurologiche di Eccles e Pribram, e fino ad arrivare alla psicologia transpersonale odierna.” (Riccardo Alfonso)

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Legge di Bilancio: Anp-Cia incontra Serracchiani

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2020

Serve una “mini riforma” per le pensioni agricole. Lo chiede Anp, l’Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani, che oggi ha incontrato in webinar Debora Serracchiani, presidente della Commissione Lavoro della Camera. L’incontro, che rientra nelle attività dell’Anp in vista della nuova legge di Bilancio, è stata l’occasione per sottolineare criticità e avanzare proposte sul tema. “Una revisione del trattamento pensionistico per gli agricoltori è imprescindibile -ha dichiarato Alessandro Del Carlo, presidente nazionale dell’Associazione- per garantire giustizia ed equità sociale e per favorire il ricambio generazionale. Gli agricoltori con pensioni minime, che sono ancora le più basse, ferme a 515 euro, sono costretti a rimanere a lavoro nei campi fino a tarda età”.Per questo, tra le priorità che sono state discusse con Serracchiani, è entrato in prima battura l’innalzamento delle pensioni minime, che devono raggiungere almeno il 40% del reddito medio nazionale, come indicato dalla Carta Sociale Europea (650 euro). Inoltre, Anp ha indicato, come interventi fondamentali a sostegno della categoria, la stabilizzazione e l’aumento fino a 3 volte il minimo (1.520 euro mensili) della 14ª mensilità; l’alleggerimento della tassazione sulle pensioni; la modifica del meccanismo di indicizzazione con un paniere pensato sui reali consumi degli anziani, cioè beni alimentari, trasporti, spese sanitarie e servizi; la previsione dell’APE sociale per gli agricoltori, in modo da poter usufruire dell’anticipo pensionistico senza penalizzazioni.Grande attenzione a misure e questioni sollevate dall’Anp da parte della presidente della Commissione Lavoro alla Camera, che si è detta pronta a lavorare per una strategia di politica sociale, attraverso interventi di sistema che vadano a migliorare i meccanismi vigenti, ad esempio per la 14ª mensilità e, nel futuro prossimo, per una revisione di “opzione donna” più favorevole alle lavoratrici. All’incontro con Serracchiani, oltre al presidente nazionale dell’Anp Del Carlo, hanno partecipato i vicepresidenti Franco Fiori (Marche), Giovanna Gazzetta (Veneto), Anna Graglia (Piemonte), Franco Tinelli (Puglia).

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Turismo dell’olio

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2020

E’ on-line il sito http://www.turismodellolio.com dedicato alle migliori esperienze turistiche legate all’extravergine nelle Città dell’Olio. Un’iniziativa mai realizzata prima, nata di pari passo con la prima edizione del Concorso nazionale Turismo dell’Olio che celebra questo settore del turismo made in Italy in forte espansione, mettendo in competizione tra loro, le più interessanti proposte turistiche legate all’oro verde. Un progetto ambizioso, promosso dall’Associazione nazionale Città dell’Olio e affidato alla direzione scientifica della prof.ssa Roberta Garibaldi, tra i massimi esperti italiani del settore, autrice del Rapporto annuale sul Turismo Enogastronomico Italiano. Il sito che descrive tutte le fasi del Concorso (obiettivi, regolamento, criteri di valutazione, giuria, premi) ha il suo cuore pulsante nella sezione dedicata ai partecipanti al Concorso. Qui entro il 15 novembre saranno pubblicate tutte le esperienze in gara divise per regioni e per categorie: Frantoi/Aziende olivicole; Oleoteche; Musei dedicati all’olio/Frantoi Ipogei/Uliveti Storici; Ristoranti/Osterie; Dimore Storiche/Hotel/B&B/Agriturismi; Tour operator/Agenzie di viaggio/Altri organizzatori di esperienze (ProLoco/Associazioni). La novità è che il sito resterà a disposizione degli utenti ben oltre il Concorso e la votazione effettuata dalla giuria e dal pubblico con votazione online. Anche dopo la proclamazione dei vincitori del Concorso, gli internauti curiosi potranno continuare ad accedere a questa area dove resteranno visibili e navigabili tutte le esperienze turistiche che hanno preso parte alla competizione. Il sito è stato pensato, infatti, come una vera e propria guida online per il visitatore curioso ed appassionato di olio, una vetrina permanente che ospiterà sempre nuove e originali proposte di oleoturismo: dalla partecipazione alla raccolta delle olive alle visite guidate in frantoio per conoscere le fasi del ciclo produttivo dell’olio, passando per le degustazioni, i corsi di assaggio e di cucina, i laboratori per famiglie e bambini, le cene a tema, le camminate e i pic-nic e ogni genere di evento che ha come protagonista l’extravergine di oliva, alimento principe della Dieta Mediterranea. Ogni esperienza pubblicata sul sito http://www.turismodellolio.com sarà corredata di una scheda con tutte le informazioni utili: una descrizione dell’esperienza, la storia che c’è dietro l’esperienza, una gallery fotografica, le info di contatto su come prenotare o raggiungere il luogo dove si può vivere l’esperienza. Dunque, poi, non resta che scegliere quella che fa al caso vostro!

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Rafforzare Made in Italy, oltre crisi Covid

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2020

Digitalizzazione, formazione e aggregazione d’impresa. Parole chiave che restano una priorità per la tenuta e soprattutto il rilancio dell’export agroalimentare Made in Italy ancor più schiacciato dalle restrizioni per il Covid e presto alle prese con gli effetti sui mercati internazionali delle elezioni Usa. A esserne fermamente convinta è Cia-Agricoltori Italiani che lo ha ribadito in occasione del nuovo incontro di programmazione sul Piano Straordinario di Promozione del Made in Italy per il 2021-2022, promosso con le organizzazioni del settore agroalimentare e vitivinicolo dal sottosegretario al ministero degli Affari Esteri, Manlio Di Stefano. Per Cia, infatti, è sempre più importante dare risposte nuove alle imprese del settore che devono far fronte a una crisi senza precedenti a causa della pandemia. In particolare, va preservato, nonostante le restrizioni, l’accesso e la permanenza nei mercati europei e internazionali, laddove, proprio come già indicato dall’Agenzia ICE, digitale, innovazione e sostenibilità sono le parole d’ordine per rivolgersi alle nuove generazioni di consumatori globali. In prospettiva, ed è ciò su cui Cia sta lavorando, la promozione deve passare per l’aggregazione, essenziale a favorire lo sviluppo di reti di impresa e strategie condivise di internazionalizzazione. A ciò va affiancato un adeguato piano formativo e una crescita delle aziende sul digitale. La promozione del Made in Italy non può prescindere da un salto di qualità da parte delle aziende, soprattutto delle medie e piccole imprese che contribuiscono, nonostante i numeri più esigui, alla ricchezza e alla valorizzazione del patrimonio agroalimentare italiano. In un contesto emergenziale, tutt’altro che risolto, sottolinea Cia, dare maggiore impulso ai prodotti nostrani sul mercato interno non è scontato, diventa anzi cruciale, come lo è la conferma di un peso specifico del Made in Italy agroalimentare e più in generale europeo, sul piano internazionale. Per questo Cia, guarda al 2021 come a un’occasione per la chiusura della contesa Ue-Usa sulla questione Airbus-Boeing e, soprattutto, per il superamento dei dazi aggiuntivi con la ripresa dei negoziati tra Europa e Stati Uniti, dopo il recente primo accordo sull’abbattimento tariffario. Attenzione poi all’export verso il Regno Unito con il rischio per 40 mila aziende italiane di perdere un importante sbocco commerciale senza l’accordo post Brexit. L’impatto di un “no deal” sul settore interromperebbe una scia positiva che ha portato nel decennio 2010-2020 a un aumento del 46% nelle esportazioni di cibo Made in Italy Oltremanica. “Bene che prosegua il dialogo con il ministero degli Esteri su criticità e progetti di promozione per affrontare le sfide all’orizzonte come lo sono anche la riforma della Pac e il Green Deal Ue -ha commentato per Aldo Alberto, della Giunta Cia e delegato all’internazionalizzazione-. Come dimostrato dal lavoro condiviso sui contenuti del Patto per l’Export, l’ascolto delle organizzazioni agroalimentare è utile a centrare priorità e obiettivi comuni. Attendiamo ora l’annunciata messa online da parte di ICE della piattaforma dedicata alla presentazione delle progettualità. Servirà, e su questo c’è nostra piena disponibilità -ha concluso Alberto- capacità di sintesi e coesione per arrivare con il Piano, a uno strumento concreto ed efficace”.

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I pazienti ematologici in tempi di COVID-19

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2020

Tempi non facili, questi, per le persone con un tumore del sangue. I pazienti ematologici che contraggono l’infezione rischiano molto, sia per le conseguenze dirette del virus sia per la mortalità, più alta di qualche punto (5-6%) rispetto alla popolazione sana e ad altre categorie di malati. Cosa rischiano i pazienti con neoplasie ematologiche in tempi di pandemia, la sfida di fronteggiare le nuove infezioni in ematologia e il trattamento delle malattie del sangue nel 2020, sono alcuni dei temi che verranno discussi e approfonditi il 9 e 10 novembre durante i lavori della 5° Conferenza Nazionale “La vita ai tempi del COVID-19: ad alto rischio i pazienti affetti da tumori del sangue”, promossa da AIL Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma. Luogo di incontro per la prima volta interamente “virtuale” per clinici, associazioni e pazienti declinato nelle Jam Session dedicate alle grandi patologie ematologiche, dove gli specialisti aggiornano i pazienti sulle più recenti acquisizioni scientifiche riguardo alle terapie e ai trattamenti, e ascoltano bisogni, attese e speranze dei malati. L’emergenza sanitaria in atto ha reso difficile la gestione delle malattie e questo è vero ancor di più per le persone affette da tumori del sangue, che hanno incontrato diversi problemi nella prima fase di lockdown e ne incontrano ancora oggi con la ripresa dell’infezione da Covid-19. Nonostante questo, l’Ematologia italiana, a differenza di molte altre specializzazioni, non ha risentito troppo della situazione generale. I trattamenti sono proseguiti e così le cure di alta complessità, come le CAR-T, non hanno subito rallentamenti o ritardi. Per quanto riguarda i pazienti, nonostante le ansie e le preoccupazioni più che giustificate, un grande sostegno è arrivato dagli oltre 18.000 volontari AIL.

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“Farmaci: danni e vantaggi nell’anziano”

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2020

L’Accademia di Medicina e l’Accademia delle Scienze organizzano il 16 novembre alle ore 16 una conferenza sul tema “Farmaci: danni e vantaggi nell’anziano”, nell’ambito dell’iniziativa “Longevità e senescenza: come invecchiare in salute”, con il supporto della Bioindustry Park di Colleretto Giacosa. Luigi Maria Pernigotti, medico geriatra e membro del Comitato scientifico dell’Associazione Alzheimer Piemonte e Francesco Scaroina, Primario emerito di Medicina Generale presso il San Giovanni Bosco di Torino e Segretario generale dell’Accademia di Medicina saranno introdotti da Antonino Cotroneo, direttore Stuttura complessa di Geriatria, Ospedale Maria Vittoria di Torino e Presidente della sezione regionale dell’Associazione italiana di Psicogeriatria. A seguito del DPCM del 18 ottobre 2020 si potrà assistere alla conferenza solamente da remoto. Per seguire la diretta streaming occorre collegarsi al canale youtube dell’Accademia. Il link è il seguente (www.youtube.com/c/AccademiadelleScienzediTorino).

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‘L’artrite reumatoide in epoca Covid-19’

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2020

Lunedì 9 novembre dalle ore 11 alle 13:30, si terrà il webinar ‘L’ARTRITE REUMATOIDE IN EPOCA COVID-19’, organizzato da MOTORE SANITÀ. Giunti all’appuntamento nazionale di questo progetto, che nei mesi scorsi ha fatto tappa in diverse regioni di Italia, si farà il punto sull’artrite reumatoide durantequesta fase di pandemia. Per la sola artrite reumatoide tra le malattie reumatiche, che produce una aspettativa di vita ridotta da 3 a 10 anni, le innovazionifarmacologiche hanno fornito strumenti in grado di cambiare l’evoluzione della malattia, ma la loro gestione è spesso complessa e lo sarà ancora di più in un momento di pandemia come questo. Partecipano: – Alberto Cauli, Professore Ordinario di Reumatologia, Direttore UOC Reumatologia Università di Cagliari, Responsabile Centro GISEA Cagliari – Antonella Celano, Presidente Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare – Ada Corrado, Professoressa Associata di Reumatologia, Università di Foggia – Enrico Fusaro, Direttore SC Reumatologia AOU Città della Salute e della Scienza Città di Torino – Paolo Guzzonato, Direzione Scientifica Motore Sanità – Annamaria Iagnocco, Professoressa Ordinaria di Reumatologia Università di Torino e Presidente Eletto EULAR – Florenzo Iannone, Professore Ordinario di Reumatologia, Università di Bari, Coordinatore del Comitato Scientifico GISEA – Manuela Lanzarin, Assessore alla Sanità, Servizi sociali, Programmazione socio-sanitaria, Regione del Veneto – Leonardo Punzi, Professore Ordinario di Reumatologia, Università di Padova – Responsabile Rete Reumatologia – Maurizio Rossini, Professore Ordinario di Reumatologia e Direttore della Scuola di Specializzazione di Reumatologia, Università di Verona – Luigi Sinigaglia, Presidente SIR – Silvia Tonolo, Presidente ANMAR – Giuseppe Turchetti, Professore Economia e Gestione delle Imprese, Scuola Superiore Sant’Anna Moderano: – Daniele Amoruso, Giornalista Scientifico – Giulia Gioda, Presidente Motore Sanità – Paolo Guzzonato, Direzione Scientifica Motore Sanità

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Inclusione fattore chiave per proteggere i rifugiati e le comunità ospitanti durante la pandemia

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2020

Le restrizioni che impediscono l’accesso all’asilo, la spirale di violenza di genere, i rischi di ritorni non sicuri e la perdita dei mezzi di sussistenza sono tra gli aspetti della pandemia di coronavirus che impattano pesantemente sui rifugiati, ha avvertito ieri Gillian Triggs, Assistente Alto Commissario dell’UNHCR per la Protezione.Aprendo una sessione virtuale del Dialogo annuale dell’Alto Commissario dell’UNHCR sulle sfide della protezione, Triggs ha esortato gli Stati a mantenere l’accesso all’asilo e a salvaguardare i diritti dei rifugiati, degli sfollati interni e degli apolidi.”L’UNHCR è stata chiara: per un paese è possibile sia proteggere la salute pubblica della sua popolazione sia garantire l’accesso al territorio alle persone costrette a fuggire dalle loro case. Non si deve permettere che limitazioni all’accesso all’asilo vengano messe in atto con la scusa della salute pubblica”, ha detto Triggs.La discussione guidata da Triggs con persone costrette alla fuga, ONG e rappresentanti governativi provenienti da Asia, Africa, Medio Oriente ed Europa ha dimostrato come compassione e spirito di iniziativa possano garantire che le richieste di asilo siano prese in considerazione durante la pandemia e che i servizi di protezione si adattino a raggiungere le persone in difficoltà durante i lockdown.Tutti i partecipanti al dialogo hanno sottolineato come la pandemia presenti maggiori sfide per la protezione e il benessere dei rifugiati, degli sfollati interni e degli apolidi, e che sono necessari innovazione, solidarietà e maggiore sostegno.In risposta, l’UNHCR ha sostenuto l’inclusione urgente e senza riserve dei rifugiati, degli sfollati e degli apolidi nell’intera gamma di risposte alla pandemia, dalle risposte di salute pubblica alle reti di sicurezza sociale nazionali.Istituito più di dieci anni fa, il Dialogo dell’Alto Commissario permette un libero scambio di opinioni tra rifugiati, governi, società civile, settore privato, accademici e organizzazioni internazionali su questioni nuove o emergenti di protezione globale.Il Dialogo 2020 si svolge attraverso una serie di cinque sessioni virtuali distribuite nell’ultimo trimestre dell’anno, con la sessione di chiusura che si terrà il 9 dicembre. Le discussioni si concentreranno sull’impatto della pandemia sulle persone costrette alla fuga e sugli apolidi per quanto riguarda la protezione, la resilienza e l’inclusione nei programmi di salute e il cambiamento climatico.Per illustrare le difficoltà che i rifugiati e gli sfollati interni affrontano nel contesto della pandemia, l’UNHCR ha lanciato ieri una visualizzazione dei dati, Space, shelter and scarce resources – coping with COVID-19, che evidenzia come le persone costrette alla fuga estremamente vulnerabili debbano combattere con la pandemia.

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Nigeria catastrofe ambientale e sopravvivenza degli Ogoni

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2020

Nel 25. anniversario della morte dell’attivista per l’ambiente e i diritti umani Ken Saro-Wiwa, avvenuta il 10 novembre 1995, l’Associazione per i popoli minacciati (APM) chiede che la catastrofe ambientale nel Delta del Niger venga finalmente affrontata e combattuta in modo efficace. Il disastro causato dalla produzione di petrolio continua a minacciare le popolazioni indigene che vi abitano. Ken Saro-Wiwa ha combattuto instancabilmente per far conoscere la minaccia che incombeva sugli Ogoni e sugli altri popoli indigeni in tutto il mondo. A 25 anni dalla sua esecuzione, il suo messaggio è più attuale che mai. Perché la politica della Nigeria e le compagnie petrolifere non riescono a proteggere l’ambiente e la popolazione del Delta del Niger. Con il suo impegno sul tema della responsabilità aziendale, Ken Saro-Wiwa era molto più avanti rispetto al suo tempo – era, per così dire, una delle menti principali dell’odierna legge sulla catena di fornitura. Ogni anno nel Delta del Niger vengono registrati circa 300 incidenti a oleodotti con perdite e altre fuoriuscite di petrolio. Essi rappresentano una minaccia enorme per la vita delle popolazioni indigene, che costituiscono gran parte dei 6,5 milioni di abitanti del delta. Molti vivono di pesca – circa 30.000 di loro hanno dovuto abbandonare la pesca a causa della contaminazione dell’acqua con residui di petrolio. Anche l’inquinamento del suolo e dell’aria dovuto alla produzione di petrolio e alla combustione del gas ha raggiunto livelli catastrofici. Le drammatiche conseguenze ecologiche, sanitarie e sociali sono state documentate dalle Nazioni Unite e dalle organizzazioni non governative in innumerevoli studi. Ma le compagnie petrolifere e il governo nigeriano si sottraggono alle loro responsabilità. Lasciano le vittime del saccheggio delle risorse al loro destino. La corruzione, il nepotismo e l’abuso di potere continuano purtroppo ancora a caratterizzare la politica petrolifera della Nigeria 25 anni dopo la morte di Ken Saro-Wiwa. Dopo tutto, il business del petrolio è molto redditizio. Il Paese trae oltre il 65% delle entrate statali dalla produzione di petrolio e l’88% della valuta estera dall’esportazione della materia prima. L’APM sostiene i 500.000 Ogoni e altri popoli indigeni del Delta del Niger da oltre 30 anni. Ha anche lavorato a stretto contatto con Ken Saro-Wiwa e i suoi successori per attirare l’attenzione sulla drammatica situazione degli indigeni del Delta. Particolare attenzione è stata posta sul Gruppo Shell e sulla sua cooperazione con il dittatore nigeriano Sani Abacha. Ha fatto giustiziare Ken Saro-Wiwa e altri attivisti che la pensavano come lui dopo un processo arbitrario. Quando la controversia si è aggravata tra il 1995 e il 1996, la Shell ha persino fatto sorvegliare la nostra organizzazione per i diritti umani.

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Modalità di pagamento alle Amministrazioni Pubbliche

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2020

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha formulato alcune osservazioni sulla disciplina delle modalità di pagamento alle Amministrazioni Pubbliche, soprattutto per quanto riguarda PagoPA.”Non ci può essere un monopolio per i pagamenti alle amministrazioni pubbliche. Al consumatore deve sempre essere data una possibile alternativa” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il Governo, inoltre, deve cancellare le commissioni anche per i versamenti PagoPA. E’ il colmo che proprio per i pagamenti verso la pubblica amministrazione e i gestori di pubblici servizi si paghino balzelli anacronistici. La Pubblica Amministrazione dovrebbe dare il buon esempio, visto che si vuole far partire la moneta elettronica e azzerare le commissioni sui micro-pagamenti” conclude Dona.

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Istat: vendite settembre, -0,8% su mese

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2020

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a settembre le vendite al dettaglio scendono dello 0,8% rispetto ad agosto e salgono dell’1,3% su settembre 2019.”Di male in peggio. Dopo che in agosto si era registrato un ottimo rimbalzo, al punto che le vendite avevano già recuperato sui valori pre-Covid di gennaio, sia quelle alimentari che non alimentari, ora si ridiscende. Un dato che sarebbe già allarmante, ma che diventa disastroso se si considera che oggi inizia un nuovo lockdown, che rende questi valori, già negativi, anacronistici, vecchi e superati. Insomma, le nuove chiusure faranno riprecipitare le vendite non alimentari ancora più giù, specie nell’area rossa, ma non solo, visto che i centri commerciali saranno chiusi nei giorni festivi e prefestivi anche nelle zone gialle e arancioni, e, quindi, in tutta Italia” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.Secondo lo studio dell’associazione, le vendite sono stabili rispetto a gennaio 2020, +0,9% quelle alimentari e -0,6% le non alimentari, mentre rispetto a febbraio, ultimo mese pre-lockdown, sono inferiori dello 0,9%, -1% quelle non alimentari.

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Nasce a Modena LUCY

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2020

E’ la prima scuola sperimentale di Intelligenza Artificiale in Italia per gli istituti secondari di primo grado. Lo scorso 30 ottobre 2020 l’azienda ha annunciato di aver siglato un protocollo d’intesa con l’istituto Mattarella, con l’obiettivo di educare giovani e adulti a comprendere e a utilizzare i dati e le tecnologie di intelligenza artificiale, in modo consapevole e responsabile, attraverso attività sperimentali esperienziali. LUCY, il più famoso Australopiteco al mondo dotato di intelligenza, oggi dà il nome a questo percorso didattico innovativo, in materia di intelligenza artificiale e di scienza dei dati. Secondo i termini del protocollo, si tratterà di un progetto che permetterà agli studenti e ai docenti di scoprire le potenzialità di queste tecnologie, non con un’attività extra, ma attraverso un vero e proprio percorso curricolare di apprendimento. Il carattere innovativo di questo progetto pilota ha già acceso l’attenzione di interlocutori nazionali e internazionali, istituzionali e privati, interessati a tradurre il programma didattico in un format con respiro più ampio, replicabile al di fuori del contesto regionale.Come sottolinea Daniele Barca, Preside dell’IC3 Mattarella di Modena: “Siamo orgogliosi di partire con questo progetto proprio dal nostro Istituto Comprensivo 3 Mattarella. Insieme ad Ammagamma daremo vita a un progetto didattico estremamente innovativo che sposa perfettamente la nostra filosofia. L’approccio che adottiamo con i nostri studenti è simile a quello del film “Big Fish”: tenuto in un piccolo vaso, il pesce rosso resterà piccolo mentre in uno spazio maggiore può raddoppiare, triplicare, quadruplicare la sua grandezza.Tutti i giorni insegniamo ai nostri ragazzi che sono destinati a cose più grandi e la scuola dell’intelligenza artificiale che faremo con Ammagamma va in questa direzione”.E’ a tutti gli effetti un’assoluta novità nel panorama scolastico italiano che, attraverso la definizione di un curriculum integrato, di percorsi di approfondimento e di nuove metodologie didattiche, aiuterà a comprendere i meccanismi alla base dei sistemi di IA e della scienza dei dati, stimolando il ragionamento critico e lo sviluppo di nuove competenze. Che cos’è l’intelligenza artificiale? Cosa è in grado di fare e dove è possibile applicarla? Come leggere i dati che vediamo tutti i giorni? Gli studenti impareranno a porsi queste e altre domande, studiando nozioni e modelli di IA, sperimentando la teoria nella pratica e riscoprendo il valore della dimensione sensoriale nell’esperienza di apprendimento.“L’intelligenza artificiale viene spesso associata al coding e al digitale, ma non si limita solo a questi due ambiti. È una disciplina complessa, che va inserita in un contesto più ampio dove troviamo tante intersezioni con l’algebra, la statistica, la logica, il problem solving, la filosofia,l’immaginazione”, ha commentato Pietro Monari, responsabile dei progetti Education di Ammagamma “Serve un approccio multidisciplinare per comprendere a fondo l’IA. Questa è l’ambizione della nostra scuola e la visione educativa di Ammagamma”.Il tema dell’approccio critico al digitale e dell’integrazione tra dimensione reale e virtuale vuole rispondere alle priorità del Piano Triennale dell’Offerta Formativa dell’I.S. 2019-2022, e trova fondamento nei concetti espressi all’interno del libro bianco sulla didattica dell’intelligenza artificiale “De Arte Intelligendi”, redatto e promosso da Ammagamma, e nel format didattico “Educare a pensare”, patrocinato dalla Commissione Nazionale Italiana UNESCO e dalla Rappresentanza Italiana della Commissione Europea.“E’ importante stimolare le nuove generazioni ad avvicinarsi al mondo dell’intelligenza artificiale e della matematica con consapevolezza e senso critico e il protocollo d’intesa che abbiamo siglato con l’IC3 Mattarella va esattamente in questa direzione” ha aggiunto Fabio Ferrari, fondatore e Presidente di Ammagamma.

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“Freelance digitali” il volume di Barbara Reverberi

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2020

Un mondo del lavoro che cambia crea un “prima” e un “dopo”. Per chi aveva un lavoro e non lo ha più, lo sta cercando, o ha realizzato che i paradigmi sono mutati e anche l’attività che svolgeva e garantiva una remunerazione va ripensata. In questo tempo di ridefinizioni, revisioni, ri-organizzazioni, assume particolare rilevanza “Freelance digitali” il volume curato da Barbara Reverberi e inserito nella nuovissima “Digital generation”, la collana scritta da grandi professionisti italiani del settore, coordinata da Gaetano Romeo e pubblicata da Maggioli Editore. L’autrice è giornalista, mamma e freelance dal 2012, dopo anni da lavoratrice dipendente in qualità di ufficio stampa presso la Fondazione Benedetta D’Intino della famiglia Mondadori e poi con un contratto a tempo determinato alla Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano. In 250 pagine, con i contributi di colleghi ed esperti del digitale, Barbara Reverberi guida, passo dopo passo, chi vuole fare la scelta di diventare freelance e non sa da dove iniziare: aprire la partita Iva, ritagliarsi un ambito operativo specifico coltivando competenze e conoscenze con un aggiornamento continuo, fare personal branding sui social networks, puntare sul Valore della professionalità nell’offrire servizi a nuovi potenziali clienti. Con una consapevolezza, che è diventato l’hashtag che caratterizza il Freelance Network Italia, di cui è fondatrice: #Insiemeèmeglio.Il volume, scritto in maniera agile e modulare, per consentirne una migliore fruizione e leggibilità analizza chi è il freelance, quali sono le opportunità del digitale, come gestire in modo responsabile la parte fiscale, quali strumenti utilizzare per promuoversi, fare personal branding e, soprattutto, come evitare di “sentirsi solo”. Secondo i dati Excelsior-Anpal la Digital Transformation produrrà circa 267mila nuovi occupati nel 2020. Chi vuole trovare lavoro o migliorare la propria posizione, deve quindi guardare attentamente alla rivoluzione digitale che comprende le professioni dell’ICT (Information & Communication Technology) e numerose nuove professioni con competenze digitali di tipo matematico e informatico, che vanno dall’analisi dei dati alla sicurezza informatica, dall’intelligenza artificiale all’analisi di mercato. La domanda delle nuove professioni prevede, oltre a figure come Data scientist, Cloud computing expert, Cyber security expert, anche i Social media manager ed esperti che sappiano affrontare questioni legali e tributarie. Chi sono, allora, i freelance digitali? Non solo giornalisti collaboratori, fotografi, fotoreporter, addetti stampa e chi svolge attività di pubbliche relazioni ma anche tutti coloro che svolgono professioni legate al Web (photo editor, illustratori, grafici, copywriter, videomaker) fino ad arrivare a fundraiser, avvocati, designer, formatori, architetti, artisti, geometri, psicoterapeuti e commercialisti. Tutte quelle figure professionali che devono reinventarsi e vivere la rivoluzione digitale, come un’occasione per fare un salto. Figure professionali che sono entrate a far parte anche di Freelance Network Italia, fondato da Barbara Reverberi come gruppo nato spontaneamente dopo un suo intervento a un corso di formazione per giornalisti del 2017, a Milano, che si intitolava “Voglio (devo) fare il freelance”.

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Un nuovo modello di business per i giornali

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2020

Da un lato rendere il lettore protagonista del giornale, coinvolgendolo non solo come punto di riferimento ideale, ma anche nel sostegno economico della testata. Dall’altro ragionare sulle regole relative alla tutela del diritto di autore, garantendo al contempo le testate giornalistiche e le piattaforme digitali. Due delle principali sfide dell’editoria contemporanea saranno al centro di altrettanti incontri dell’edizione 2020 di Glocal, in programma interamente in streaming dal 12 al 15 novembre, appuntamenti che vedono rinnovarsi la collaborazione tra il Festival e Google. “Proposte per la sostenibilità editoriale” è il titolo del primo panel, in cartellone sabato 14 novembre dalle 15 alle 17. Tema al centro della discussione appunto la membership, uno strumento attraverso il quale gli editori digitali possono coinvolgere le comunità dei lettori nel sostenere economicamente le testate. L’incontro metterà a confronto esperienze internazionali, maturate nell’ambito della Google News Initiative, iniziativa di collaborazione con il mondo dell’informazione per aiutare il giornalismo a crescere nell’era digitale voluta da Google. Al panel prenderanno parte: Madhav Chinappa, Director of News Ecosystem, Google; Emile Lefebvre, Head of Editorial Strategy and Audience Development, Mamamia; Jeff Elgie, Ceo, Village Media Inc.; Esther Alonso, Marketing & Development Director, elDiario.es; Federica Cherubini, Head of Leadership Development, Reuters Institute for the Study of Journalism; Sarah Hartley, GNI Innovation Challenges; Virginia Stagni, Business Development Manager, Financial Times. Il panel sarà introdotto da Riccardo Terzi, Head of News & Publishers Partnerships, Italy & CEE, Google. A moderare sarà Marco Giovannelli, direttore di Varesenews, ideatore di Festival Glocal e presidente ANSO, Associazione Nazionale Stampa Online. Il secondo appuntamento, in programma sempre il 14 novembre tra le 17 e le 19, è intitolato “Giornalismo, diritti e copyright”. Un momento di confronto tra istituzioni, editori e piattaforme digitali per discutere di come ripensare le regole del gioco a garanzia di tutti gli operatori e della libertà di informazione. L’incontro vedrà la partecipazione di: Andrea Martella, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’Informazione e all’Editoria: Enrico Bellini, Government Affairs & Public Policy Manager, Google; Fabrizio Barbato, CFO, Ciaopeople; Luca Lani, Founder & CEO, Citynews; Matteo Rainisio, CEO Edinet e Vice-presidente Anso. A moderare il panel sarà Marco Giovannelli. «I temi in discussione durante i due panel sono in realtà le due facce della stessa medaglia. I giornali devono gestire i rapporti con le piattaforme digitali, che da un lato competono per la pubblicità, ma dall’altro garantiscono il traffico che rende appetibili le testate per gli investimenti pubblicitari – osserva Giovannelli, ideatore di Glocal – dall’altro la membership, una sorta di abbonamento digitale, può rappresentare una soluzione per garantire la sostenibilità economica dei giornali, un’industria il cui stato di salute incide molto sulla qualità della democrazia di un Paese».

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Il rapporto da ricostruire fra democrazia politica e rappresentanze sociali

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2020

Di Giuseppe Bianchi. Il tema dei rapporti fra democrazia politica e rappresentanza sociale che ci è stato proposto da Andrea Ciampani, prima con una sua pubblicazione (Giulio Pastore, Studium Ed.) e poi con un intervento nella Nota Isril n. 36 – 2020, assume nuova centralità per una coincidenza con la pandemia in atto, non certo auspicata dall’autore.Un accidente imprevisto, il coronavirus, che sottrae tale tema alle costruzioni giuridico-formali dell’accademia per divenire carne viva, sofferenza dei cittadini che chiedono alle istituzioni politiche e alle rappresentanze sociali una capacità di governo per uscire dalla crisi in atto. Crisi prima di tutto sanitaria.I cittadini hanno accettato, loro malgrado, le restrizioni alla libertà nel corso della prima fase della pandemia. Ora però si domandano se la politica ha fatto quanto in suo potere per prevenire la seconda ondata. Il tortuoso percorso delle decisioni del Governo, il palleggio di responsabilità tra Stato e Regioni, l’incomunicabilità tra maggioranza e opposizione hanno dato l’immagine di un sistema politico accartocciato su sé stesso, confuso nelle sue risposte alle inquietudini dei cittadini.Si dirà che le cose non vanno meglio negli altri paesi europei. Ma questa è la riprova di una generale stanchezza delle istituzioni democratiche messe alla prova dalle emergenze che si susseguono con sempre maggiore frequenza. D’altro canto non si può non osservare come la democrazia rappresentativa si sia allontanata da tempo dalla sua costituzione formale: il Governo che prevale sul Parlamento in nome di una incerta governabilità, i partiti – lo strumento della partecipazione democratica dei cittadini e della selezione della classe dirigente – in crisi da tempo, l’ammodernamento dell’apparato statale in permanente rinvio, mentre aumentano nell’assetto istituzionale i poteri di interdizione e la sovrapposizione di competenze che rallentano i processi decisionali.Ma la crisi sanitaria trascina con sé una non meno grave crisi economica e sociale. La sfida in atto è quella di salvare il salvabile con politiche di sostegno dei redditi alle imprese e ai lavoratori in difficoltà per le misure restrittive necessarie a contenere la diffusione del virus, ma nello stesso tempo è quella di sostenere uno sviluppo alimentato dal “green” e dal digitale per ridare slancio alla ripresa del reddito e dell’occupazione. Un’occasione irripetibile per il nostro Paese, si ribadisce, perché ingenti sono le risorse interne e quelle europee utilizzabili in progetti innovativi.C’è il ruolo dello Stato che deve attivare gli investimenti pubblici, ma c’è anche quello delle istituzioni di mercato che devono sostenere gli investimenti privati perché la combinazione degli uni con gli altri dia la potenza necessaria al motore della ripresa. E qui entrano in gioco finanza, imprese, lavoro e le rispettive rappresentanze, le cui decisioni sono regolate da reciproche convenienze realizzate sia nel confronto con il Governo che con le intese fra le parti sociali. Manca poco tempo alla presentazione da parte del Governo del piano Next Generation. Piano segretato dal Governo per non dare la stura alle rivendicazioni corporative degli interessi di parte.Si ripropone lo scenario di un Governo fragile e di parti sociali che non sanno più cogliere gli interessi comuni in un processo di crescita condivisa. Non occorre stupirsi, se si considera che l’attuale assetto istituzionale di governo e il sistema di relazioni delle parti sociali è stato ricostruito nella fase espansiva dell’industrializzazione del Paese. Una fase nella quale il reddito cresceva di anno in anno ed esistevano le condizioni politiche e di mercato che favorivano gli scambi sociali fra attori pubblici e privati. Ora il mondo è cambiato: non solo a causa della pandemia, ma anche per le prospettive, benché incompiute, della nuova economia digitale e di una competitività giocata su scala globale.Eraclito, tanti secoli fa, diceva che alcune cose si mantengono uguali solo cambiando.Mantenere uguale è il nostro stato di diritto, le nostre libertà sfidate da nuove forme di democrazia autoritaria. Perché ciò avvenga, occorre adattare le regole del gioco democratico ai cambiamenti strutturali che si prospettano. Il rapporto fra democrazia politica e rappresentanze sociali va riscritto. In che termini non so, ma almeno che sia inserito nell’agenda dei problemi da affrontare. (fonte: http://www.isril.it)

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