Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Inclusione fattore chiave per proteggere i rifugiati e le comunità ospitanti durante la pandemia

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2020

Le restrizioni che impediscono l’accesso all’asilo, la spirale di violenza di genere, i rischi di ritorni non sicuri e la perdita dei mezzi di sussistenza sono tra gli aspetti della pandemia di coronavirus che impattano pesantemente sui rifugiati, ha avvertito ieri Gillian Triggs, Assistente Alto Commissario dell’UNHCR per la Protezione.Aprendo una sessione virtuale del Dialogo annuale dell’Alto Commissario dell’UNHCR sulle sfide della protezione, Triggs ha esortato gli Stati a mantenere l’accesso all’asilo e a salvaguardare i diritti dei rifugiati, degli sfollati interni e degli apolidi.”L’UNHCR è stata chiara: per un paese è possibile sia proteggere la salute pubblica della sua popolazione sia garantire l’accesso al territorio alle persone costrette a fuggire dalle loro case. Non si deve permettere che limitazioni all’accesso all’asilo vengano messe in atto con la scusa della salute pubblica”, ha detto Triggs.La discussione guidata da Triggs con persone costrette alla fuga, ONG e rappresentanti governativi provenienti da Asia, Africa, Medio Oriente ed Europa ha dimostrato come compassione e spirito di iniziativa possano garantire che le richieste di asilo siano prese in considerazione durante la pandemia e che i servizi di protezione si adattino a raggiungere le persone in difficoltà durante i lockdown.Tutti i partecipanti al dialogo hanno sottolineato come la pandemia presenti maggiori sfide per la protezione e il benessere dei rifugiati, degli sfollati interni e degli apolidi, e che sono necessari innovazione, solidarietà e maggiore sostegno.In risposta, l’UNHCR ha sostenuto l’inclusione urgente e senza riserve dei rifugiati, degli sfollati e degli apolidi nell’intera gamma di risposte alla pandemia, dalle risposte di salute pubblica alle reti di sicurezza sociale nazionali.Istituito più di dieci anni fa, il Dialogo dell’Alto Commissario permette un libero scambio di opinioni tra rifugiati, governi, società civile, settore privato, accademici e organizzazioni internazionali su questioni nuove o emergenti di protezione globale.Il Dialogo 2020 si svolge attraverso una serie di cinque sessioni virtuali distribuite nell’ultimo trimestre dell’anno, con la sessione di chiusura che si terrà il 9 dicembre. Le discussioni si concentreranno sull’impatto della pandemia sulle persone costrette alla fuga e sugli apolidi per quanto riguarda la protezione, la resilienza e l’inclusione nei programmi di salute e il cambiamento climatico.Per illustrare le difficoltà che i rifugiati e gli sfollati interni affrontano nel contesto della pandemia, l’UNHCR ha lanciato ieri una visualizzazione dei dati, Space, shelter and scarce resources – coping with COVID-19, che evidenzia come le persone costrette alla fuga estremamente vulnerabili debbano combattere con la pandemia.

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