Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Archive for 9 novembre 2020

Vaccino Pfizer e andamento dei beni rifugio

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2020

Commento di Benjamin Louvet, Commodities Portfolio Manager di Ofi Asset Management, sull’impatto dell’annuncio di Pfizer sui prezzi di oro, argento e degli altri metalli preziosi: Pfizer ha appena annunciato risultati promettenti per il suo vaccino contro il COVID 19 arrivato in Fase III. Mentre i ricercatori si aspettavano un tasso di protezione di circa il 60%, i risultati preliminari mostrano una protezione del 90%. Questo spinge gli indici azionari in alto, insieme ai tassi di interesse, al petrolio e ai metalli di base. Come prevedibile, la prima reazione è anche una minore ricerca di titoli rifugio e quindi un declino dei metalli preziosi. Tuttavia, dobbiamo tenere presente che se tale annuncio sarà confermato, si tradurrà necessariamente in un aumento delle pressioni inflazionistiche. Senza contare che anche l’elezione di Joe Biden alla presidenza USA potrebbe far aumentare le aspettative di inflazione. Il suo piano di sviluppo delle energie rinnovabili è destinato infatti a portare forti spinte inflazionistiche, poiché il passaggio da energie fossili, molto dense, a energie rinnovabili, meno dense e più intermittenti, dovrebbe comportare un forte aumento dei costi dell’energia.Dunque, se l’annuncio di un vaccino effettivamente abbasserà i prezzi dei metalli preziosi a breve termine, a nostro avviso ciò rappresenta soprattutto un’opportunità per entrare o rafforzare le proprie posizioni nell’asset class: questo perché il riemergere delle aspettative di inflazione dovrebbe comportare un calo dei tassi reali, favorendo il prezzo dell’oro e degli altri metalli preziosi. Sappiamo infatti che esiste una stretta e inversa correlazione tra prezzo dell’oro (e dei metalli preziosi in genere) e il livello dei tassi d’interesse reali.

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Il 12 novembre si celebra la Giornata Mondiale del Diabete

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2020

Tutto il mondo della diabetologia italiana – dalle società scientifiche alle associazioni degli infermieri e dei pazienti – scende in campo nel corso di una web press conference ufficiale in occasione della giornata mondiale del diabete. Tema di quest’anno, fortemente dominato dalla pandemia di Covid-19, che rappresenta una minaccia ulteriore per le persone con diabete è: ‘Diabete: gli infermieri fanno la differenza’. La conferenza stampa si terrà in formato virtuale Martedì 12 novembre 2019 | Ore 11,00 Saranno presenti, in qualità di relatori: Francesco Purrello – Presidente Società Italiana di Diabetologia SID Agostino Consoli – Presidente Eletto Società Italiana di Diabetologia SID Paolo Di Bartolo – Presidente Associazione Medici Diabetologi AMD Graziano Di Cianni – Vicepresidente Associazione Medici Diabetologi AMD Carolina Larocca – Presidente Operatori Sanitari di Diabetologia Italiani OSDI Tommaso Novo – Presidente Associazione Nazionale Infermieri Endocrinologia Diabetologia ANIED Emilio A. Benini – Presidente Associazione Italiana Diabetici FAND Stefano Nervo – Presidente DIABETE ITALIA

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Parma: Inaugurazione nuovo anno accademico

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2020

Parma Martedì 10 novembre, nell’ambito delle iniziative di avvio dell’anno accademico 2020-21, sarà all’Università di Parma il Vescovo di Lodi Maurizio Malvestiti, invitato dal Servizio di Pastorale Universitaria d’intesa con l’Ateneo. Mons. Malvestiti presiederà la Celebrazione Eucaristica di inaugurazione del nuovo anno accademico alle 18 nella Chiesa di San Rocco, in strada Università 10. A lui si uniranno il Vescovo di Parma mons. Enrico Solmi e i sacerdoti della Pastorale Universitaria. La popolazione della sua Diocesi è stata tra le prime e più duramente colpite dal Covid-19 nei primi mesi di quest’anno. La celebrazione sarà occasione per confrontarsi con una parola di testimonianza e speranza, carica dell’esperienza vissuta; sarà un momento comunitario per affidare con speranza il nuovo anno accademico, a fronte delle difficoltà con cui tutti devono misurarsi. Sono invitati tutti gli studenti, i docenti e il personale tecnico amministrativo dell’Ateneo.

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Governo e Regioni: Coronavirus e scaricabarile

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2020

Circa tre quarti dei bilanci delle regioni riguardano le spese sanitarie. Se la sanità regionale non funziona, la responsabilità è di chi governa le regioni che devono organizzare i relativi servizi. La spesa sanitaria nazionale è passata da circa 67 miliardi del 2000 a 118 miliardi del 2019 (pre Coronavirus). Incremento notevole, nonostante le proteste sui tagli alla spesa sanitaria ma, evidentemente, più che di risorse c’è un problema organizzativo e di collocazione ottimale delle risorse stesse. In questi giorni abbiamo assistito alle accuse delle regioni al Governo per essere state classificate pandemicamente “rosse”. Probabilmente, hanno dimenticato la partecipazione alla definizione dei criteri di classificazione, firmando un protocollo di intesa. Insomma, ci si mette d’accordo sulle regole, poi le regioni contestano i provvedimenti che scaturiscono dall’applicazione delle regole stesse. Comodo, no? Tra le regioni spicca la Lombardia, definita per anni come l’eccellenza in campo sanitario, ma alla prova dei fatti ha dimostrato tutta la sua incapacità a gestire la fase pandemica. Il silenzio del presidente della Regione, Attilio Fontana, sarebbe d’obbligo, ma a scaricare le responsabilità, quando occorre assumerle, non ci pensa proprio.Sarebbe opportuno, invece, che pensasse alle proprie dimissioni. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Da Trump ai fatti di casa nostra

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2020

È evidente come la società statunitense sia spaccata a metà, drammaticamente radicalizzata, e per quanto sia possibile, legittimo e per certi versi necessario riversare su Trump molte accuse, fino a quella estrema di aver tenuto un comportamento eversivo, sarebbe stupido non vedere come ci siano ragioni profonde che inducono metà degli americani a rivolgersi a lui e a non fidarsi dei Democratici. La verità è che hanno (ri)votato Trump – il quale, come dice saggiamente D’Alema, non avrebbe perso se non ci fosse stato il Covid – la working class, che deve fare i conti con la disoccupazione, e la parte del ceto medio maggiormente toccata dalla crisi economica, e dunque impoverita e socialmente declassata. E questo nonostante il Covid e i molti errori che il presidente uscente ha commesso su questo fronte. Si tratta di classi sociali cui, viceversa, Biden e i Democratici, sia i liberal che quelli più di sinistra, non hanno saputo parlare, spiegando loro che la globalizzazione è un processo che va sì governato, ma da cui è impossibile sottrarsi.La lezione andrebbe studiata e imparata anche da parte dei nostri politici, di governo e di opposizione, perchè ciò che sta succedendo nel corpo sociale italiano ha tratti non dissimili. Già prima del Covid, si era creata una frattura, quella tra “garantiti” e “non garantiti”, che era andata al di là della storica divisione tra occupati e disoccupati – i cui interessi, peraltro, la sinistra e il sindacato erano riusciti per lungo tempo a comporre e tenere insieme sia socialmente che politicamente – e che però vedeva nel ruolo di soccombenti due categorie sociali, i giovani e le donne, assai poco capaci, chiusa definitivamente la lunga stagione del Sessantotto, di determinare processi sociali e di farsi rappresentare sul piano politico. Ma ora, con la pandemia, quella frattura sta diventando un abisso che separa gli “intangibili” dai “vulnerabili”, due mondi la cui contrapposizione – non leggibile con le vecchie categorie “destra-sinistra” e “fascismo-antifascismo” – non è difficile pronosticare produrrà una crescente, forse esplosiva, conflittualità. I contorni di questi due mondi sono facilmente rilevabili dalle reazioni sideralmente opposte che si manifestano verso le nuove restrizioni imposte dal governo e dagli enti locali in questa maledetta seconda ondata del virus. I primi sono i pensionati, i dipendenti pubblici, una parte dei lavoratori dipendenti delle aziende pubbliche e private (in particolare quelle più grandi e forti), italiani che sentendosi tutelati nel posto di lavoro e nel reddito che ne consegue (tanto o poco che sia) non vedono messa in pericolo la loro condizione socio-economica e dunque concordano sulla nuova stretta e, anzi, preoccupati per la diffusione della pandemia, sarebbero favorevoli ad un nuovo lockdown totale pur sentendosene infastiditi sul piano delle abitudini quotidiane. I secondi, invece, sono i piccoli imprenditori, i professionisti, i commercianti, gli artigiani, gli agricoltori, le partite Iva e i lavoratori autonomi, nonché i dipendenti delle imprese a rischio e i precari. In particolare mi riferisco a tutti coloro che operano nell’ambito dei settori – turismo, commercio, ristorazione, cinema, teatri, eventistica, ecc. – più colpiti dal Covid, prima con il lockdown di primavera, poi dalla diminuzione degli spostamenti e della vita sociale e ora definitivamente ammazzati dal coprifuoco e dal semi-lockdown. Insomma, le vittime dei Dpcm, che se inizialmente avevano fatto prevalere in loro la paura della malattia, hanno via via accresciuto l’insofferenza verso il susseguirsi delle nuove strette e ora non tollererebbero alcun ulteriore giro di vite.Chi era garantito prima del Covid ora lo è anche di più. E chi lo era poco, adesso non lo è per niente. Una antinomia si replica in modo assurdo anche tra coloro che sono rimasti senza reddito, divisi tra chi percepisce la cassaintegrazione e chi invece non ha diritto ad alcun bonus, tra le attività che possono attingere ai cosiddetti “ristori” e altre che ne sono escluse. Per questo i “vulnerabili” ritengono inique le chiusure imposte solo ad alcune categorie, non credono agli aiuti promessi (anche i tempi di erogazione in questo caso fanno la differenza), e temono di veder precipitare il tenore di vita delle loro famiglie. Alcuni sono già scesi in piazza per manifestare (pacificamente) tutta la rabbia accumulata e la preoccupazione per l’immediato futuro, anche se purtroppo sono involontariamente diventati vittime degli agitatori di professione e persino della criminalità organizzata. In tutti i casi non si sentono rappresentati politicamente – per nulla dalle forze di governo, assai poco anche dalle opposizioni (vedi il trattamento riservato Salvini quando ha inutilmente tentato di cavalcare una delle tante manifestazioni di protesta) – e per questo sono potenzialmente massa di manovra i populisti nostrani, quelli già sulla scena ma soprattutto dei nuovi capipopolo che, come i negazionisti, tenteranno di emergere approfittando del malcontento.Probabilmente l’esercito dei garantiti è numericamente più grande di quello dei non tutelati – non fosse altro perchè è salita al 58% (+3% rispetto al 2019) la quota degli italiani che risparmia, tanto che sono cresciuti dell’8% i depositi nei conti correnti, arrivando alla quota record di 1.600 miliardi – ma ciò non toglie che i “vulnerabili” siano molti milioni, e lo iato che ormai li separa dagli altri e spacca la società rischia, da un lato, di produrre crescenti invidie sociali, e in particolare risentimento verso chi percepisce un reddito garantito, e dall’altro di creare sacche di marginalità e disagio, polveriere di proteste sempre più nervose e insofferenti che potrebbero generare tensioni e problemi di ordine pubblico stile anni Settanta. E nel momento in cui in Europa si riaffaccia il terrorismo, il pericolo di una saldatura, seppure involontaria, tra fenomeni sociali e fenomeni eversivi diventa concreto e assai preoccupante. Anch’io, come Massimo Cacciari, ritengo intollerabile che questa crisi la paghi metà della popolazione italiana, indotta a dire che “è meglio rischiare di ammalarsi di Covid che morire sicuramente di fame”, ma al contrario del filosofo polemista non sarei così sicuro che chi vive di Stato e parastato prima o dopo sarà penalizzato, a meno che non si pensi ad un crollo verticale del Paese che coinvolga tutto e tutti. Per il semplice motivo che gli “intangibili” sono politicamente rappresentati e il loro pensiero si riflette in quei maledetti sondaggi unica lettura di chi sta al governo e siede in parlamento, dai quali si evince, nonostante tutto, una maggioranza di italiani favorevoli alle scelte fin qui compiute. Nessuno avrà il coraggio di toccarli. La scelta dei bonus e di ristori – per quanto difettosi nella loro esecuzione pratica – ci dice che andremo sempre di più verso un uso tutelante e calmierante delle risorse che non abbiamo. Ergo “cattivo debito”, secondo la definizione di Draghi. Mentre poco o nulla si farà in termini di investimenti (“debito buono”), cioè le uniche spese che potrebbero raddrizzare la barca rovesciata della nostra economia.Certo, ci sono catastrofi sociali da evitare, ed è per questo che un po’ tutti, anche Draghi, sono favorevoli ad aumentare il debito. Ma un conto è fare deficit per sostenere senza distinzione tutte le attività commerciali, comprese quelle che saranno destinate comunque a chiudere – si pensi solo a quante subiranno le conseguenze della trasformazione dello smart working da fenomeno momentaneo a componente fissa e di largo uso nell’organizzazione del lavoro, cosa (per fortuna) non certo sopprimibile per legge – e altro è investire nel sostenere lo sviluppo dell’industria 4.0 e nella trasformazione digitale del nostro capitalismo, nel modernizzare le infrastrutture obsolete, nel valorizzare la formazione scolastica e universitaria, nelle eccellenze della ricerca. Nel primo caso si tenta – a mio avviso inutilmente, perchè non ci si riuscirà comunque – di mettere una pezza al tessuto socio-economico lacerato nella convinzione, o nella speranza, che finita la pandemia tutti torni come prima (come se il prima non fosse già abbastanza compromesso dal lungo declino che ci accompagna da un quarto di secolo). Nel secondo caso si punta sulla trasformazione, approfittando della crisi pandemica per recuperare il tempo perduto e fare ciò che (colpevolmente) non si è avuto il coraggio di fare fin qui. Guardate, non è solo una questione di diversità di linee di politica economica. No, anche qui passa una linea di demarcazione sociale, tra la parte più vecchia (non necessariamente solo in termini anagrafici) e conservatrice, ma sarebbe meglio dire “anti-innovativa”, del corpo sociale, e quella più dinamica e aperta al cambiamento. L’una grande e politicamente rappresentata, l’altra minoritaria e priva di qualunque rappresentanza. L’una perfettamente assuefatta allo Stato sussidiario e ristoratore, l’altra che vive di mercato e nel mercato.Il combinato disposto tra l’emergere e l’acuirsi di queste due fratture sociali – “intangibili” e “vulnerabili”, “anti-innovativi” e “dinamici” – che s’incrociano e s’intersecano, e il degrado senza precedenti della classe dirigente del Paese e delle sue istituzioni, non solo rende davvero arduo riuscire a reagire contemporaneamente alla pandemia e alla recessione senza che le due cose confliggano, ma ci espone a pericoli di cui oggi, presi come siamo dalle ansie prodotte dal quotidiano conteggio dei contagiati e delle vittime del Covid, non ci rendiamo conto.Speriamo che l’America rinsavisca e l’Europa trovi consapevolezza di sé, e che entrambe, come nel 1945, ci salvino da un destino di lacrime e sangue. (By Enrico Cisnetto direttore Terza repubblica.it)

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Christie’s Voyage To Another World: The Victor Martin-Malburet Photograph Collection

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2020

ONLINE: Until to 20 November 2020, Christie’s Voyage To Another World: The Victor Martin-Malburet Photograph Collection will present 700 lots, comprising approximately 2,400 vintage original photographs showcasing the artistic heritage of the golden age of space exploration when NASA, and its astronaut-photographers, captured the first forays into space and onto the surface of another world. The collection is the most comprehensive private collection of NASA photographs ever presented at auction, and spans every visual milestone of the space program, from the early days of Mercury, the technical advances of Gemini and Lunar Orbiter, to the triumphs of Apollo. Alongside the iconic images, Voyage to Another World boasts photographs which were not released by NASA at the time of the missions. With estimates ranging from £800 to £30,000, the sale offers collectors across the globe a unique opportunity to acquire a universal moment in the history of mankind. In a time when photography was still analogue, requiring light-sensitive chemistry, film and photographic papers, the astronauts were instructed by NASA, Hasselblad, Kodak, Zeiss specialists and by Life and National Geographic photographers such as Ralph Morse and Dean Conger. Through their cameras, the astronauts-turned-artists were able to convey to mankind the beauty and profundity of their experience into space, forever changing the way we see ourselves and our place in the universe.Back on Earth, many images released by NASA instantly became pop culture touchstones, leading to the birth of a global environmental consciousness. However the public was not fully aware of the wealth of the astronauts’ camera work as the unreleased photographs were accessible only to accredited researchers in the archives of the Manned Spacecraft Center, Houston. These rare pictures lay uncelebrated for decades, such as the first photograph of Earthrise, the only photograph of Neil Armstrong on the Moon and incredible panoramas taken by each of the 12 astronauts who walked on the Moon. The collection has been meticulously assembled over the course of 15 years by Victor Martin-Malburet and includes a corresponding catalogue which, thanks to the mission transcripts made available by NASA, retraces mankind’s first journey to another world step by step. Together the photographs and catalogue, capture the sights and conversations of these defining moments, allowing collectors to share the excitement and magic of space travel.Extraordinary photographs were taken for the first time, with highlights of auction including the first images of the Earth from space, alongside those of the lunar surface, the dark side of the Moon, spacewalks, moonwalks and the first space selfie. Further leading lots feature rare large format photographs specially produced by NASA for presentation and fascinating panoramic mosaics taken both in lunar orbit and on the lunar surface, which can be compared to the finest abstract art.

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Scuola, la didattica a distanza apre al lavoro agile per il personale Ata

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2020

L’ultimo decreto del Consiglio dei ministri sulle disposizioni anti-Covid dispone dunque il ritorno del lavoro agile per gli impiegati, tecnici e collaboratori della scuola. Come riassunto oggi da Orizzonte Scuola, il nuovo Decreto della presidenza del consiglio dei ministri fornisce indicazioni dirette per ogni figura professionale afferente al personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola. Gli assistenti amministrativi svolgono la propria attività lavorativa, per quanto possibile, in modalità agile. Ogni dirigente pubblico “organizza il proprio ufficio assicurando, su base giornaliera, settimanale o plurisettimanale, lo svolgimento del lavoro agile nella percentuale più elevata possibile”. Agli assistenti amministrativi che rimangono in presenza, perché impegnati su attività non espletabili a distanza, si dispone quanto segue: “le pubbliche amministrazioni dispongono una differenziazione dell’orario di ingresso e di uscita del personale”. Per quanto attiene agli assistenti tecnici, questi fino al prossimo 3 dicembre svolgono la propria attività lavorativa a supporto della didattica digitale integrata, della didattica di laboratorio e degli adempimenti connessi alla consegna di materiale tecnologico. I collaboratori scolastici, gli addetti alle aziende agrarie, i cuochi, gli infermieri o guardarobieri che non possano svolgere la propria attività a distanza, continueranno a prestare servizio in presenza. Infine, si ricorda che sempre con il nuovo Dpcm sono tuttavia indicate anche delle zone rosse, ovvero Lombardia, Calabria, Piemonte, Valle d’Aosta, per cui le attività didattiche sono sospese dalla seconda media. Per queste zone si dispone che “i datori di lavoro pubblici limitino la presenza del personale nei luoghi di lavoro per assicurare esclusivamente le attività che ritengono indifferibili e che richiedono necessariamente tale presenza, anche in ragione della gestione dell’emergenza”.

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Scuola: Didattica digitale integrata

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2020

Con la firma del CCNI sulla didattica digitale integrata apposta anche dalla FLC-Cgil, appare ancora più evidente quanto sia stata provvidenziale nei giorni scorsi l’intesa sottoscritta da ANIEF e CISL Scuola, in un momento in cui il Governo si apprestava a imporre almeno il 75% di DAD nelle scuole secondarie, quota oggi al 100% nelle regioni rosse e arancioni, e sempre più estesa anche alle scuole primarie e secondarie di primo grado. Il Contratto ora diventa operativo e gestirà il lavoro di un milione di insegnanti, grazie anche a una nota interpretativa che uscirà nelle prossime ore concordata sempre tra OO.SS. e MI. Firmata anche una dichiarazione congiunta con cui le parti s’impegnano all’apertura di un tavolo permanente di monitoraggio dell’applicazione del contratto integrativo e, entro il mese di novembre, di un altro di confronto sul lavoro agile per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario.L’intesa, nelle more di un intervento legislativo che Anief continua a ritenere necessario e urgente, prevede uno specifico impegno a convogliare le opportune risorse per facilitare ai docenti a tempo determinato l’erogazione della DDI, anche in termini di strumentazione e connettività.In arrivo anche una nota, concordata dal Ministero con ANIEF e le altre sigle firmatarie, per fornire alle scuole i chiarimenti applicativi sulla didattica digitale integrativa, mentre sulle misure da adottare in favore degli studenti disabili e, più in generale, degli alunni con bisogni educativi speciali, anche non certificati e compresi gli studenti a rischio digital divide, è già stata prodotta una specifica nota interpretativa del DPCM 3 novembre 2020.

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Scuola: Didattica a distanza, tanti scenari possibili

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2020

L’ultimo Dpcm ha effetti diretti sulla scuola. La nota n. 1990 pubblicata dal ministero dell’Istruzione illustra le misure per la scuola previste dall’ultimo DPCM “in considerazione dell’evolversi della situazione epidemiologica” – dal 6 novembre 2020 e sino al 3 dicembre – in cui si dispone che “le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, in modo che il 100 per cento delle attività sia svolta tramite il ricorso alla didattica digitale integrata”. L’articolo 1, comma 9, lettera s) del DPCM prevede che “l’attività didattica ed educativa per la scuola dell’infanzia, il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza, con uso obbligatorio di dispositivi di protezione delle vie respiratorie salvo che per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina”. Inoltre, seppure con le dovute eccezioni, “l’obbligo dell’uso della mascherina per il personale scolastico e per gli studenti con almeno sei anni di età vale, ovviamente, oltre che per il primo ciclo di istruzione, anche per il secondo, per quelle attività che continuano a svolgersi in presenza”. La nota ministeriale si sofferma quindi sui “percorsi i cui piani degli studi e quadri orari prevedono esercitazioni pratiche e di laboratorio, entro cui annoverare tutte le attività di laboratorio caratterizzanti e non altrimenti esperibili, quali a mero titolo esemplificativo i laboratori coreutici e coreografici”: in questi casi, “resta salva la possibilità di svolgere in presenza tali attività didattiche, purché formalmente contemplate dai vigenti ordinamenti e nel rigoroso rispetto dei protocolli di sicurezza”.Ciò perché, continua la nota, “le predette attività, in special modo per le materie di indirizzo, costituiscono parte integrante e sostanziale dei curricoli e, non da ultimo, elemento dirimente sulla base del quale moltissimi studenti hanno scelto di frequentare gli specifici percorsi”. Proseguono anche, sempre se possibile, “i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento possono proseguire, nel rispetto delle prescrizioni sulla distanza interpersonale, sull’uso dei dispositivi di protezione individuali e sull’igiene”.Per quel che riguarda “l’inclusione scolastica per tutti i contesti ove si svolga attività in DDI il DPCM, nel richiamare il principio fondamentale della garanzia della frequenza in presenza per gli alunni con disabilità, segna nettamente la necessità che tali attività in presenza realizzino un’inclusione scolastica “effettiva” e non solo formale, volta a “mantenere una relazione educativa che realizzi effettiva inclusione scolastica”.I dirigenti scolastici, unitamente ai docenti delle classi interessate e ai docenti di sostegno, in raccordo con le famiglie, favoriranno la frequenza dell’alunno con disabilità, in coerenza col PEI, nell’ambito del coinvolgimento anche, ove possibile, di un gruppo di allievi della classe di riferimento, che potrà variare nella composizione o rimanere immutato, in modo che sia costantemente assicurata quella relazione interpersonale fondamentale per lo sviluppo di un’inclusione effettiva e proficua, nell’interesse degli studenti e delle studentesse. Le medesime comunità educanti valuteranno, inoltre, se attivare misure per garantire la frequenza in presenza agli alunni con altri bisogni educativi speciali, qualora tali misure siano effettivamente determinanti per il raggiungimento degli obiettivi di apprendimento da parte degli alunni coinvolti”.Dopo aver sottolineato “la necessità di garantire il diritto all’istruzione degli alunni posti in situazione di quarantena, nonché di quegli alunni per i quali, in ragione della particolare situazione famigliare, l’autorità sanitaria abbia disposto l’isolamento comunitario”, il capo dipartimento si sofferma sul dato che il capo d’istituto “ha il compito di assicurare la funzione dell’istituzione scolastica dal punto di vista tanto didattico, sentiti gli organi collegiali, quanto amministrativo”. A questo proposito, dando conferma a quanto stabilito con il contratto integrativo sulla DDI, “la varietà delle situazioni delle istituzioni scolastiche chiamate ad attivare la DDI in forma esclusiva suggerisce di evitare indicazioni tassative, ma di invitare a correlare le soluzioni organizzative, adottate dal DS sulla base dei propri poteri datoriali, intorno a questo principio”. Ne consegue che “sul personale docente, anche ai sensi dell’ipotesi di CCNI sulla DDI, la dirigenza scolastica, nel rispetto delle deliberazioni degli organi collegiali nell’ambito del Piano DDI, adotta, comunque, ogni disposizione organizzativa atta a creare le migliori condizioni per l’erogazione della didattica in DDI anche autorizzando l’attività non in presenza, ove possibile e ove la prestazione lavorativa sia comunque erogata”.

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Ambiente, Rotta: “Traffico illecito di rifiuti piaga da estirpare”

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2020

“È una notizia molto importante che la Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Venezia e i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico abbiano scoperto e sradicato un traffico illecito di rifiuti.” così la Presidente della Commissione Ambiente della Camera Alessia Rotta commenta l’operazione della Dda di Venezia e dei Carabinieri del Noe che hanno portato alla denuncia di 300 persone per traffico illecito di rifiuti. “Combattere queste operazioni illegali infatti ha un duplice significato: da una parte tutelare l’ambiente da raccolte e discariche abusive di rifiuti che possono essere particolarmente pericolose per la stessa salute dei cittadini. Dall’altra queste azioni servono a dimostrare che c’è una autorità pubblica che controlla e nel caso reprime attività illecite riguardanti lo smaltimento dei rifiuti. Un segnale importante quindi per tutti quei cittadini e quelle amministrazioni che da anni si battono per un sistema di raccolta e trattamento dei rifiuti nel pieno rispetto della legge e quindi della tutela dell’ambiente.” Conclude Rotta.

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Roma: Policlinico Umberto I nel caos

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2020

Roma “Non è solo a causa del Covid, al Policlinico Umberto I da tempo si manifestano gravi carenze organizzative risultato di una gestione approssimativa e confusionaria e di mancata programmazione che costringono il personale sanitario ha lavorare in condizioni proibitive. Questo limita di molto le potenzialità del più grande ospedale della Capitale e della regione, a tal punto che la Direzione Sanitaria, impreparata ad affrontare la seconda ondata dell’epidemia, ha disposto sospensione delle attività chirurgiche programmate, il blocco dei ricoveri ordinari, ad eccezione di quelli dei malati oncologi, il trasferimento dei pazienti del reparto Malattie Tropicali verso strutture non Covid. Di queste ed altre criticità chiedo ragione con una interrogazione al Presidente e all’Assessore, ed anche sulle molteplici inadempienze amministrative inaccettabili, come il non corrispondere alcun compenso alle ostetriche che vanno in sala operatoria per il taglio cesareo o il parto fisiologico di donne positive al Covid e alle ostetriche del Pronto Soccorso; come il mancato riconoscimento sia dell’indennità prevista dal Dcpm, sia di un compenso extra, al personale del pronto soccorso ostetrico del Umberto I riconosciuto dalla Regione Lazio percorso Covid, giustificato con la scandalosa motivazione fornita dall’Azienda che a Marzo e Aprile ci sono state poche donne incinta positive. Oltre ad essere in pochi e dover sostenere turni interminabili, esposti al rischio del contagio quando scarseggiano i DPI, medici ed infermieri devono anche subire la beffa di vedersi concedere la stessa modica somma di 370 euro erogata ai dipendenti non sanitari del Policlinico: impiegati, operai e in lavoro agile. Zingaretti e D’Amato sparano paroloni di elogio per i sanitari davanti ai microfoni, ma poi riconoscono agli Oss solo 5,19 euro per una presenza extra.” Così in un comunicato Giancarlo Righini e Chiara Colosimo, consiglieri regionali del Lazio di Fdi. Addetto Stampa Fdi Regione Lazio: Luca de Angelis.

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L’Islam in Italia: il caso romano della Jamaat al-Tabligh

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2020

Roma Pontificia Università Gregoriana Piazza della Pilotta 4 23 novembre 2020, ore 18:00 – Centro Studi Interreligiosi Pontificia Università Gregoriana Piazza della Pilotta 4 L’Islam in Italia: il caso romano della Jamaat al-Tabligh Live streaming su bit.ly/interreligioustudies Con i suoi due milioni e mezzo di aderenti, l’Islam è la seconda religione in Italia. Una presenza recente, inizialmente affermatasi soprattutto nel nord del Paese, per poi insediarsi permanentemente anche nel Centro e nel Sud Italia. Ma come le altre religioni, anche quella coranica è costellata da una molteplicità di tendenze. Tra queste, a prevalere a Roma è la dimensione tradizionalista rappresentata dalla Confederazione Islamica Italiana e la dimensione pietista della Jamāʻt al-tablīgh. La relazione sarà tenuta dalla Dott.ssa Viviana Schiavo, moderata da Fra Stefano Luca, OFMCap.

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La cura animarum nella città di Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2020

Roma 19 novembre 2020, ore 9:30 – Facoltà di Storia e Beni Culturali della Chiesa Pontificia Università Gregoriana Piazza della Pilotta 4 La cura animarum nella città di Roma. L’attività del Vescovo di Roma tra storia, liturgia e cultura materiale (secc. IV-VII) Live streaming su bit.ly/curaanimarum. La cura animarum accompagna l’uomo dalla nascita sino alla morte, producendo testimonianze materiali, segni riconoscibili del transitus Domini nella Storia (cfr. Paolo VI, Discorso agli archivisti ecclesiastici, 26 settembre 1963). A queste tracce storiche della cura animarum, segnatamente nella città di Roma, è dedicato il Convegno organizzato dalla rivista Archivum Historiae Pontificiae, dalla Facoltà di Storia e Beni Culturali della Chiesa e dall’Istituto Nazionale di Studi Romani. L’attenzione è rivolta al divenire storico dell’azione della Chiesa nell’ambito della cura d’anime, attraverso la testimonianza delle fonti scritte e monumentali, con particolare riguardo all’azione dei Pontefici nella città di Roma.

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Sangue del vostro sangue, ossa delle vostre ossa”

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2020

Roma 17 novembre 2020, ore 16:00 – Facoltà di Storia e Beni Culturali della Chiesa Pontificia Università Gregoriana Piazza della Pilotta 4 “Sangue del vostro sangue, ossa delle vostre ossa”. Il Pontificato di Giovanni Paolo II (1978-2005) e le Chiese in Europa centro-orientale – Nel centenario della nascita di Karol Wojtyla Live streaming su bit.ly/centrooriente. «Questo papa, sangue del vostro sangue, ossa delle vostre ossa»: così si dichiarò Giovanni Paolo II il 3 giugno 1979 durante il suo primo viaggio in Polonia. Si rivolse a tutti i cristiani dell’Europa centro-orientale. Non era un proclama politico, ma l’espressione del carisma del «papa polacco, papa slavo» proprio ora chiamato a manifestare «l’unità spirituale dell’Europa cristiana». Il volume curato dal prof. Jan Mikrut dalla Pontificia Università Gregoriana contiene più di cinquanta contributi sul pontificato di Giovanni Paolo II e i suoi rapporti con i Paesi e le Chiese dell’Europa centro-orientale; gli autori ne sono figure di spicco a livello ecclesiastico, accademico e istituzionale, che offrono il frutto di ricerche compiute e la più recente letteratura. Si offrono qui le voci di autori cattolici, sia latini che greco-cattolici, e di autori ortodossi: affrontano dal loro punto di vista le relazioni di papa Wojtyła con le loro tradizioni e i loro Paesi; per lui l’Europa deve respirare a «due polmoni, ossia orientale e occidentale» che è diventato un paradigma dell’ecumenismo.

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Confucianesimo e Taoismo

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2020

Roma 16 novembre 2020, ore 18:00 – Centro Studi Interreligiosi Pontificia Università Gregoriana Piazza della Pilotta 4 Confucianesimo e Taoismo: dalle fonti antiche alle rivisitazioni contemporanee Live streaming su bit.ly/interreligioustudies Che cosa significano oggi per noi e che cosa hanno da dirci Confucianesimo e Taoismo, le due grandi tradizioni spirituali della Cina? Si assiste attualmente a una loro riscoperta che sarebbe stata inimmaginabile solo qualche decennio fa: come e perché sono mutate le loro percezioni e rappresentazioni? Il forum intende offrire qualche primo orientamento su questa tematica complessa, in riferimento ai più recenti sviluppi degli studi che ci consentono oggi di gettare un rinnovato sguardo su antiche fonti quali i Dialoghi di Confucio (Lunyu) e il Laozi, ovverosia il “Tao Te Ching” testo fondativo del Taoismo, dove viene insegnata la via del Dao. La relazione sarà tenuta dalla Dott.ssa Amina Crisma, moderata dal Dott. Paolo Trianni, docente del Centro Studi Interreligiosi della Gregoriana.

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Provvidenza di Dio e destino dell’uomo

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2020

Roma 12 novembre 2020, ore 15:30 – Facoltà di Filosofia Pontificia Università Gregoriana Piazza della Pilotta 4 Provvidenza di Dio e destino dell’uomo Live streaming su bit.ly/provvidenzaDio La Facoltà di Filosofia della Gregoriana e l’Associazione Italiana di Filosofia della Religione (AIFR) organizzano il convegno “Provvidenza di Dio e destino dell’uomo”. La storia umana ha senso o è un non-senso? La questione della Provvidenza si può comprendere nei limiti della sola ragione? Su questo argomento interverrà il Prof. Francesco Paolo Ciglia (Università di Chieti-Pescara). A rispondergli l’intervento del Prof. Giacomo Canobbio (Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale) che affronterà l’esperienza del male da una prospettiva teologica. Per partecipare la sola partecipazione al successivo dibattito, moderato dal Prof. Andrea Aguti (Presidente AIFR), è necessario registrarsi all’evento sul sito http://www.unigre.it.

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La Regola Pastorale di Gregorio Magno

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2020

Roma. 10 novembre 2020, ore 17:30 Pontificia Università Gregoriana Piazza della Pilotta 4 Centro Fede e Cultura “Alberto Hurtado” La Regola Pastorale di Gregorio Magno (Marco Ronconi) Live streaming su bit.ly/bibliotecacristiana Per il ciclo “Tra labirinti e biblioteche. I grandi libri della tradizione cristiana”, Marco Ronconi – insegnante di religione e docente presso il Centro Fede e Cultura “Alberto Hurtado” – presenterà La Regola Pastorale di Gregorio Magno. Nel pieno di un cambiamento d’epoca che coinvolgeva e sconvolgeva tanto il piano civile quanto quello ecclesiastico, Papa Gregorio I (590-604), detto Magno, impegnò i primi mesi del proprio pontificato per redigere un piccolo libro che avrà una lunghissima storia degli effetti, fino a noi: la Regola Pastorale. Una «regola» scritta esplicitamente per formare a un’«arte» – anzi alla suprema delle arti: la cura delle anime – che, tuttavia, è stata nei secoli letta come un vademecum per predicatori, un manuale per governanti, un trattato sul ministero ordinato o una sorgente zampillante di sguardi misericordiosi sulla vita e sull’umanità.

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Migranti: misure di contrasto immigrazione clandestina

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2020

“Oggi finalmente il ministro dell’Interno Lamorgese annuncia al suo omologo francese che l’Italia contrasterà gli sbarchi illegali con “il posizionamento di assetti navali o aerei che possano avvertire le autorità tunisine di eventuali partenze da quei territori in modo che possano intervenire in autonomia nelle loro acque territoriali”. Come ha giustamente fatto notare il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni si tratta della storica proposta di FDI del “blocco navale al largo delle coste africane in accordo con le autorità locali”. Se serve aiuto, visto che il Governo italiano si ritrova solo ora a lavorare a questa ipotesi dopo anni di politiche immigrazioniste, Fratelli d’Italia si mette a disposizione per condividere le ampie conoscenze acquisite sulla materia”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Giovanbattista Fazzolari, responsabile nazionale del programma di FdI.

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Settimana europea della formazione professionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2020

La Settimana europea della formazione professionale 2020 si svolgerà in formato digitale in tutta l’Unione europea dal 9 al 13 novembre 2020. L’evento è organizzato dalla Commissione europea in collaborazione con il ministero federale tedesco dell’Istruzione e della ricerca, nel quadro della presidenza tedesca del Consiglio dell’UE. Questa quinta edizione della Settimana incoraggia le persone di tutte le età a scoprire il proprio talento e a sviluppare le proprie competenze in linea con le esigenze del mercato del lavoro grazie all’istruzione e formazione professionale (IFP), un settore importante per la ripresa economica e sociale sullo sfondo della COVID-19. L’edizione 2020 si concentrerà sull’IFP superiore (rivolta a chi ha già un’istruzione secondaria di secondo grado) e sulle competenze IFP per le transizioni verde e digitale. Promuovere piattaforme di apprendimento digitali, creare una cultura dell’istruzione continua e permanente e attuare strutture di IFP sostenibili sono questioni fondamentali per la Commissione e la presidenza tedesca.Nell’ambito della Settimana europea della formazione professionale 2020, organizzazioni locali, regionali e nazionali dell’UE e non solo ospitano eventi e attività virtuali, sottolineando i benefici dell’IFP e il suo ruolo cruciale nell’apprendimento permanente. Tali organizzazioni dotano i giovani studenti delle competenze iniziali necessarie per avere una carriera soddisfacente e creano le condizioni affinché gli adulti possano, nel corso di tutta la vita, migliorare le competenze che già possiedono e svilupparne di nuove attraverso la riqualificazione. Sono già stati annunciati oltre 781 eventi e attività associati alla Settimana in 38 paesi, che raggiungono una platea di quasi 1,6 milioni di persone.Quest’anno la campagna della Settimana europea della formazione professionale è sostenuta da 28 ambasciatori che, in rappresentanza di 25 paesi, promuovono il messaggio delle competenze professionali. Gli ambasciatori sono stati nominati dalla Commissione europea in quanto rappresentano esempi dei benefici dell’IFP da cui trarre ispirazione: i notevoli successi da loro ottenuti dimostrano infatti i vantaggi che l’IFP può offrire non solo ai giovani ma a chiunque stia valutando nuove opportunità di apprendimento.La Settimana europea della formazione professionale è un appuntamento annuale fatto di attività ed eventi, durante il quale organizzazioni locali, regionali o nazionali mettono in risalto i migliori esempi dell’istruzione e formazione professionale (IFP), un settore capace di dotare tutte le persone delle competenze necessarie per una vita personale e professionale piena di soddisfazioni. La Settimana è accompagnata da una campagna di comunicazione di diversi mesi che ne promuove la dimensione locale.Lanciata nel 2016 dalla Commissione europea nel contesto della nuova agenda per le competenze per l’Europa, l’iniziativa è diventata una piattaforma su cui i portatori di interessi dell’IFP in tutta Europa e non solo si scambiano idee e buone pratiche. La Settimana si propone anzitutto di illustrare i vari modi in cui l’IFP può aiutare giovani e adulti a “scoprire i loro talenti” e a prepararsi oggi all’economia europea di domani; tra i suoi obiettivi c’è anche quello di dimostrare ai datori di lavoro gli enormi vantaggi che derivano dall’investire nelle risorse umane, sostenendo tanto la formazione iniziale dei giovani quanto il miglioramento delle competenze e la riqualificazione degli adulti.In che modo l’UE promuove l’IFP? La Commissione promuove attivamente l’istruzione e formazione professionale nell’ambito dei suoi sforzi per l’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali, e in particolare del diritto all’istruzione, alla formazione e all’apprendimento permanente. Il 1º luglio 2020 la Commissione ha proposto una raccomandazione del Consiglio relativa all’istruzione e formazione professionale per rendere l’IFP più moderna, attraente, flessibile e adatta all’era digitale e alla transizione verde. La proposta è integrata in altre iniziative della Commissione, quali l’agenda per le competenze per l’Europa per la competitività sostenibile, l’equità sociale e la resilienza e la comunicazione “Sostegno all’occupazione giovanile: un ponte verso il lavoro per la prossima generazione”. La Commissione europea sostiene con i suoi finanziamenti l’istruzione e formazione professionale. Oltre ai fondi dell’UE per il periodo 2021-2027, quali il Fondo sociale europeo Plus ed Erasmus+, il miglioramento delle competenze e la riqualificazione sono un ambito di investimento privilegiato del dispositivo per la ripresa e la resilienza, che conta su 672,5 miliardi di € in sovvenzioni e prestiti.

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Aiuti di Stato: la Commissione approva il regime italiano di aiuti alla ristrutturazione destinati alle PMI

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2020

Ai sensi delle norme UE sugli aiuti di Stato, la Commissione europea ha approvato un regime italiano di sostegno alle operazioni di ristrutturazione delle piccole e medie imprese (PMI) tramite equity, quasi-equity e sovvenzioni per un importo massimo di €10 milioni per impresa.Il sostegno nel quadro del regime può essere concesso solo alle PMI in difficoltà, quali definite nelle norme sugli aiuti di Stato, titolari di marchi storici di interesse nazionale o che svolgono attività economiche di importanza strategica. Il regime riguarda in particolare l’attuazione delle disposizioni dell’articolo 43 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 “Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività d’impresa” per le PMI. La decisione non copre il sostegno sotto forma di aiuti alla ristrutturazione a favore delle grandi imprese.La Commissione ha valutato la misura alla luce degli orientamenti sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese non finanziarie in difficoltà del 2014. Su queste basi, la Commissione ha concluso che il regime italiano è conforme alle norme UE in materia di aiuti di Stato, in particolare all’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE). Maggiori informazioni saranno disponibili sul sito web della DG Concorrenza della Commissione, nel registro pubblico dei casi, con il numero SA.58790.

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