Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 203

Archive for 10 novembre 2020

Covid, Gelli “Non c’è più tempo da perdere, servono chiusure più decise per invertire rotta”

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2020

“Non possiamo più aspettare. Le chiusure prese con l’ordinanza della scorsa settimana fanno riferimento a dati fermi alla fine di ottobre. La situazione sta quotidianamente e progressivamente peggiorando in tutta Italia. In molte Regioni le terapie intensive, così come i pronto soccorso ed i ricoveri di area medica hanno sfondato da tempo la soglia critica. Si rischia di non riuscire più a curare non solo i pazienti Covid, ma anche quelli affetti da altre patologie. Rischiamo così dover vedere nei prossimi mesi un picco di mortalità anche per altre patologie. Dobbiamo invertire subito la rotta. Servono chiusure ben più decise in tutto il Paese, non lasciamo inascoltato l’appello della FNOMCEO”. Così Federico Gelli, presidente della Fondazione Italia in Salute, commentando l’attuale sitauzione epidemiologica. “Con questo ritmo di crescita dei contagi e dei ricoveri, non solo saltà totalmente il sistema di tracciamento, ma il nostro Servizio sanitario nazionale rischia a breve di non riuscire a reggere l’onda d’urto. Non possiamo permetterci di mandare in tilt gli ospedali. Servono immediatamente misure più rigorose che coinvolgano l’intero Paese, prima che sia troppo tardi”, conclude Gelli. (fonte: http://www.gallitorrini.com)

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Codici: malati Covid abbandonati a casa senza indicazioni e cure

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2020

Un’organizzazione disastrosa e scandalosa. È il giudizio dell’associazione Codici in merito alla gestione dell’emergenza Coronavirus, nello specifico per quanto riguarda l’assistenza domiciliare ai positivi. Emblematico quanto sta accadendo a Roma.“L’assistenza domiciliare alle persone positive al Covid19 è inesistente – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – i malati sono abbandonati a casa. Stiamo ricevendo tante segnalazioni, siamo scandalizzati. Vogliamo citare quanto si sta verificando a Roma. Ci contattano persone che sono positive da giorni, con tanto di tampone a certificarlo, che lamentano il fatto che nessun medico gli ha prescritto una terapia. Sono costrette a fare tutto da sole, a prescriversi autonomamente il cortisone e l’antibiotico. È allucinante. Nonostante la segnalazione alla Asl, c’è chi non è stato mai ricontattato, nessun medico andrà a visitarlo per verificare le sue condizioni, se ad esempio ha un principio di polmonite. I medici di base che dovrebbero visitare i propri pazienti non vanno a casa – prosegue Giacomelli – la sorveglianza domiciliare della Asl risponde con messaggi automatici, nonostante venga specificata la propria positività al Covid19. Tutto questo è inaccettabile. Non è questione di risorse, ma di organizzazione, penosa. In questi giorni a Roma si contano decine di ambulanze ferme al Pronto Soccorso e questa è la conseguenza inevitabile di non fare prevenzione a casa, di abbandonare a loro stessi i malati, che, senza un consulto medico, alla fine sono costretti ad andare in ospedale. La situazione è gravissima – conclude il Segretario Nazionale di Codici – abbiamo deciso di presentare un esposto alla Procura perché quanto sta accadendo non è tollerabile, il diritto alla salute dei cittadini è calpestato”. Codici invita a segnalare episodi di mancata assistenza da parte delle aziende sanitarie e dei medici a persone positive al Covid19.

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Ci sono le condizioni per trasformazione digitale del Paese

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2020

“L’emergenza Covid19 è stato uno choc sanitario ed economico straordinario, che ha obbligato PA, imprese e cittadini ad accelerare sulla trasformazione digitale, con cambiamenti straordinari nell’organizzazione del lavoro e nell’accesso a prodotti e servizi pubblici e privati, che normalmente avrebbero richiesto molti anni per verificarsi. Questo cambiamento culturale e le risorse finanziarie che arriveranno grazie al Recovery Fund e al programma Next Generation EU sono l’eredità politica positiva della pandemia: ora ci sono le condizioni per la trasformazione digitale del Paese ed è compito del governo, delle imprese e degli esperti di innovazione fare tutto il possibile per non dilapidare questo slancio verso la digitalizzazione”.Lo ha detto Andrea Rangone, Presidente del Gruppo Digital360, durante il convegno “La trasformazione digitale come architrave della strategia per la ripresa” dell’ultima giornata di FORUM PA Restart Italia, la manifestazione digitale sul tema della ripartenza del paese dopo l’emergenza, promossa da Fpa, società del Gruppo Digital360.“La trasformazione digitale è strettamente collegata al PIL pro capite ed è l’unica strada per risollevare la produttività del nostro sistema-paese, stagnante da molti anni, e farlo ripartire dopo il forte stress dell’emergenza sanitaria – continua Rangone -. Per raggiungere l’obiettivo, però, le ingenti risorse che arriveranno non sono sufficienti se non si individuano le priorità su cui investire. In primo luogo, le infrastrutture di telecomunicazione, l’ossatura necessaria per rendere la digitalizzazione capillare sull’intero territorio nazionale. E poi le competenze digitali: serve un piano per la formazione digitale dei dipendenti pubblici e dei cittadini, per evitare che chi adesso teme il cambiamento perché non ha le competenze per coglierne i benefici, resti ai margini della nuova normalità che ci attende”.

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30 milioni di euro per supportare Bormioli Pharma Spa

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2020

E’ l’operazione con cui Crédit Agricole Italia e CDP hanno finanziato con 30 milioni di euro Bormioli Pharma Spa, per supportarne gli investimenti per la crescita. Il finanziamento, che ha visto Crédit Agricole Italia come Banca Arranger e agente del pool e Cassa Depositi e Prestiti come Arranger, prevede inoltre la partecipazione di SACE attraverso l’emissione di una garanzia ordinaria a favore dei finanziatori per complessivi 10 milioni di Euro. Bormioli Pharma nasce dallo spin off del ramo d’azienda del gruppo Bormioli Rocco SpA, specializzato nel settore farmaceutico, ed è controllata dal 2017 dalla primaria società internazionale di investimento Triton Partners tramite il Triton Fund IV.Leader nella produzione di contenitori in plastica e vetro, chiusure ed accessori per i mercati farmaceutico, biofarmaceutico e nutraceutico, Bormioli Pharma è riconosciuta a livello mondiale per la qualità ed il livello innovativo dei propri prodotti, che vengono realizzati in otto diversi stabilimenti produttivi in Europa e che ogni anno raggiungono oltre 100 Paesi in tutto il mondo. Con questo finanziamento, destinato al piano di investimenti di Bormioli Pharma, Crédit Agricole e Cassa Depositi e Prestiti confermano il proprio impegno nel supportare il progetto di sviluppo di un’importante realtà industriale italiana, che nonostante la difficile situazione contingente, continua ad investire e crescere, generando valore, lavoro, innovazione e nuove opportunità di business.

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Imprese: Aiuti per chi resta aperto ma ha un calo di fatturato

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2020

“Nelle prossime settimane va fatto un passo in più. Vogliamo intervenire anche nei confronti di quelle attività che non hanno chiuso per i DPCM ma che hanno subito cali di fatturato. Immaginiamo di poterli aiutare, come Movimento 5 Stelle stiamo cercando di costruire una misura per chi è rimasto aperto ma ha subito un calo di fatturato. È un momento delicato, aver scelto di differenziare aperture e chiusure, di non chiudere tutto, ci deve far pensare anche a soluzioni nuove. Che è quello che abbiamo imparato di più in questa emergenza, dobbiamo agire passo dopo passo. Di fronte a situazioni straordinarie vanno immaginate soluzioni straordinarie, è quello che stiamo facendo”. Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, a “Il caffè della domenica”, condotto da Maria Latella su Radio 24.

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Efficienza energetica e riscaldamento degli edifici

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2020

Il riscaldamento delle abitazioni è tra le cause principali dell’inquinamento delle città ed è responsabile di oltre il 19% delle emissioni climalteranti prodotti dal nostro Paese e del 60% delle polveri sottili nelle aree urbane. In Italia sono installati oltre 19 milioni di caldaie a gas e si stima che più di 7 milioni di caldaie siano antecedenti alla direttiva 90/396/CE sulle prestazioni degli apparecchi a gas che rischiano di essere sostituite da altri impianti a gas, più efficienti ma non risolutivi del problema di inquinamento locale e globale che producono. Questa situazione può e deve essere cambiata, come del resto prevedono gli obiettivi europei e come risulta tra gli impegni del Governo italiano del Pniec. Ma ora è il tempo di accelerare su questa direzione per ridurre l’inquinamento che ogni giorno respiriamo e per contribuire nella lotta ai cambiamenti climatici. Per questo Legambiente e Kyoto Club lanciano oggi una campagna dal titolo “Per la decarbonizzazione degli impianti di riscaldamento degli edifici in Italia” per far comprendere ai cittadini e alla politica la necessità di fermare la diffusione di impianti di riscaldamento da fonti fossili in Italia. Oggi esistono alternative competitive rispetto a impianti di riscaldamento a gas nelle abitazioni, come le pompe di calore elettriche, che oltretutto si possono integrare con impianti solari fotovoltaici e a geotermia a bassa entalpia con un’efficienza molto maggiore di quelli da fonti fossili. La nostra campagna è un contributo alla sensibilizzazione sull’urgenza di agire e per il sostegno alle aziende del settore perché entro il 2030 producano solo impianti senza emissioni climalteranti”. Legambiente e Kyoto Club ricordano che secondo dati più recenti dello European Environmental Bureau, l’energia consumata per il riscaldamento di edifici e forniture d’acqua rappresenta il 28% del totale dell’energia consumata nella UE, l’80% dei consumi finali di energia delle abitazioni e il 12% del totale delle emissioni di CO2 equivalenti UE. Sempre a livello UE, l’85% del riscaldamento centralizzato è alimentato con fonti energetiche fossili; i boiler a gas rappresentano il 58% di quelli installati e il 60% è vecchio e inefficiente (di classe C o inferiore).

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Centro studi Africani una settimana di riflessione online sull’emergenza climatica

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2020

dal 9 al 13 novembre una settimana di riflessione online sul tema della diplomazia dell’acqua e la cultura della sostenibilità, focalizzando l’attenzione sul bacino del lago Ciad. Negli ultimi 40 anni la superficie del quarto grande bacino d’acqua dolce d’Africa si è ridotta del 90% a causa della terribile siccità che ha colpito la regione del Sahel. La prospettiva del progressivo prosciugamento del bacino condiviso da Ciad, Niger, Nigeria e Camerun, rischia di tradursi in un disastro ambientale e umanitario di proporzioni tali da minacciare ulteriormente la sicurezza alimentare dell’area, favorendo le migrazioni forzate. Questo progetto di CSA Centro studi africani nasce in collaborazione con l’IHE Delft Institute for Water Education (NL), il Centro Studi Politica Internazionale (CeSPI), l’Istituto Affari Internazionali (IAI) e Hydroaid, con il sostegno del Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale e dell’ATO 3 Torinese. L’iniziativa prevede, esclusivamente on line ad accesso libero, una serie di appuntamenti multidisciplinari che stimolano la riflessione sull’emergenza climatica che investe uno dei territori chiave del Continente africano. L’intero convegno sarà in diretta sulle pagine Youtube e Facebook del Centro piemontese Studi Africani e successivamente disponibili sulle pagine dedicate sul sito http://www.csapiemonte.it

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Ecco quanto costa ad un’azienda la cassa integrazione

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2020

Gli ultimi provvedimenti emergenziali adottati per la pandemia hanno previsto un prolungamento del divieto di licenziamento fino al 31 gennaio 2021, limitando l’iniziativa economica costituzionalmente tutelata dall’articolo 41. A giustificare la scelta, la possibilità di compensare il divieto con l’accesso ai trattamenti d’integrazione salariale emergenziale, che apparentemente non avrebbero costi per le imprese. C’è da dire, però, che nel caso di totale sospensione dell’attività lavorativa, l’accesso agli ammortizzatori sociali Covid-19 non è mai gratuito. Sebbene venga azzerato il contributo richiesto dalla normativa ordinaria per i periodi di cassa integrazione fruiti dall’azienda, permangono alcuni oneri a carico dei datori di lavoro. A precisarlo la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro che nell’approfondimento del 7.11.2020 ha stilato con pratiche tabelle esemplificative un elenco dei costi per la cassa integrazione a carico di 4 aziende appartenenti a settori diversi (metalmeccanica industria, commercio, alberghiero, ristorazione), suddivisi per differenti periodi di fruizione degli ammortizzatori, categorie di lavoratori e mansioni. Tra le voci di spesa, innanzitutto, il trattamento di fine rapporto, che per la totale durata della sospensione continua a maturare sulla retribuzione che il dipendente avrebbe percepito qualora avesse svolto la propria prestazione lavorativa.

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“Sogno un’Europa amica della persona e delle persone”

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2020

“Una terra in cui la dignità di ognuno sia rispettata, in cui la persona sia un valore in sé e non l’oggetto di un calcolo economico o un bene di commercio”. Queste parole di papa Francesco ci ricordano che purtroppo nel nostro continente sono più di cento milioni le persone in difficoltà e messe ai margini alle quali va data attenzione e restituita dignità. In vista del 31° anniversario della caduta del muro di Berlino, in questo anno in cui si celebrano i 70 anni dalla dichiarazione Schumann che ha dato il via al processo di integrazione europea, Caritas Italiana pubblica “Casa, bene comune. Il diritto all’abitare nel contesto europeo”. È un Dossier con Dati e Testimonianze (DDT) di analisi legislativa sul diritto alla casa nel continente europeo. Pur nell’ambito di un quadro giuridico di spessore, la casa infatti resta per molti europei una meta difficile da raggiungere e da mantenere. Oltre 23 milioni di famiglie, circa il 10,4% della popolazione totale dell’Unione europea, spendono più del 40% del reddito per mantenere la propria abitazione, quasi 9 milioni di famiglie vivono in alloggi inadeguati. C’è poi chi un tetto non l’ha mai avuto: solo in Europa 700 mila persone sono senza dimora e il fenomeno è aumentato del 70% in dieci anni.Come ricorda anche il nostro ultimo Rapporto sulla povertà ed esclusione sociale in Italia, nel nostro Paese oltre 1,8 milioni di famiglie sono in condizioni di povertà assoluta e chi vive in affitto ha una situazione più critica: circa 850 mila famiglie povere in locazione, quasi la metà di tutte le famiglie povere, con condizioni più critiche nel Mezzogiorno. I senza dimora sono 51mila e la loro condizione è stata aggravata dall’arrivo della pandemia per COVID-19. Ogni anno inoltre arriva l’assalto del gelo che crea situazioni ad alto rischio per chi non ha una casa o una sistemazione al coperto e riscaldata: dai clochard ai ragazzi sbandati, dagli anziani ai padri separati e magari disoccupati che non hanno più le risorse per pagarsi un’abitazione.L’edilizia pubblica (4% del patrimonio abitativo nazionale) risponde a una quota minima di popolazione: un quinto del mercato dell’affitto, una delle quote più basse d’Europa. La morosità è passata da percentuali irrisorie dei primi anni Ottanta all’attuale 90% del totale delle ragioni delle sentenze di sfratto emesse. Le domande di edilizia pubblica inevase presso Comuni e IACP ammontano a circa 650.000; 4 milioni di giovani tra i 25 e i 39 anni risiedono ancora nelle famiglie di origine; 4 milioni i lavoratori stranieri che vivono in affitto, l’80% in coabitazione e in condizioni di sovraffollamento. Nella cornice giuridica europea, il diritto alla casa è di pertinenza esclusiva dei singoli Stati. Per tale motivo, il sistema di politiche abitative pubbliche appare disomogeneo e i livelli di accesso al bene casa non appaiono uniformemente distribuiti. Sono comunque presenti in Europa molte esperienze innovative da cui è possibile trarre utili piste di lavoro per favorire una migliore esigibilità del fondamentale diritto a un degno abitare.

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Materie prime, è allarme prezzi. A rischio produzione e consumi

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2020

Le principali materie prime agricole per l’industria mangimistica, ovvero soia e cereali, hanno fatto registrare decisi aumenti dei prezzi, cresciuti, come nel caso della soia, di quasi il 30% in poche settimane. Dopo le forti oscillazioni già osservate tra marzo-aprile, con l’avvio del IV trimestre le quotazioni delle materie prime proteiche e dei cereali continuano a segnare incrementi costanti. Gli aumenti sono dovuti più al concorso di problematiche di carattere speculativo, a notizie su un ipotetico rilancio dei rapporti commerciali tra USA e Cina e a incertezze sul meteo in Sud America che non a reale carenza di prodotto sui mercati internazionali.Una situazione che suscita la preoccupazione dell’industria mangimistica italiana per gli effetti a cascata che questa rischia di produrre sulla filiera agro-zootecnica-alimentare: “Queste oscillazioni – sottolinea Marcello Veronesi, presidente di ASSALZOO – Associazione Nazionale tra i Produttori di Alimenti zootecnici – sono una minaccia per la catena di valore perché impediscono la corretta gestione dei flussi produttivi con conseguenze sui consumi in un periodo già complicato dagli effetti della pandemia”. Rischio lockdown – A questo scenario, sia in Italia che in Europa, si aggiungono i timori per il rischio che il nuovo lockdown possa pregiudicare nel nostro Paese, dopo aver compromesso il settore Horeca, uno dei periodi dell’anno più performanti per il settore agroalimentare, caratterizzato di regola da un incremento produttivo e dei consumi: “Gli sforzi di tutti devono essere convogliati nella stessa direzione, ovvero evitare di precipitare verso un secondo lockdown generalizzato che avrebbe un impatto pesantissimo sui consumi nel periodo delle festività natalizie, con gravi ricadute sulle filiere dei prodotti agroalimentari e zootecnici”, ricorda Veronesi.Ruolo della mangimistica – La mangimistica italiana, essendo il settore al centro della filiera e anello di congiunzione tra materie prime e trasformazione industriale, è esposta tanto ai rischi degli aumenti di prezzo delle materie prime quanto a quelli legati alla riduzione dei consumi. “Fino a oggi, con grande impegno dei produttori, la mangimistica italiana è riuscita a svolgere una funzione calmierante dei prezzi. Lo sforzo, anche tramite il ricorso a materie prime alternative e a maggiore efficienza, è stato diretto a evitare la ricaduta degli aumenti delle materie prime sui prodotti finali. L’auspicio – evidenzia il presidente di ASSALZOO – è che tale sforzo sia compreso da tutta la filiera e che la mangimistica non debba far fronte a ulteriori pressioni dovute alle crescenti quotazioni delle materie prime”.Mangiare italiano – In questo contesto di grande incertezza, uno degli effetti più evidenti e pericolosi è quello della caduta dei consumi interni anche a seguito della stretta anti-contagio dell’ultima settimana. “Oggi più che mai è necessario rivolgere un appello a tutti i soggetti della filiera, dai produttori alla GDO e a tutto il commercio, per far sì che ci sia una spinta propositiva a favore dei prodotti italiani. Solo rafforzando la produzione e l’inclinazione dei consumi nel segno del Made in Italy è possibile garantire la tenuta del sistema agroalimentare nazionale gravato dalla crisi di liquidità, dalla pressione dei prezzi e dal sensibile calo dei fatturati”, conclude Marcello Veronesi. http://www.assalzoo.it

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Consumi: calo delle vendite al dettaglio prevedibile

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2020

“A seguito del deciso recupero segnato nel terzo trimestre, i principali indicatori congiunturali sono tornati vicini ai livelli pre-crisi sanitaria. Le prospettive per i prossimi mesi appaiono incerte Anche il reddito disponibile delle famiglie diminuisce del -5,8%.” – riporta l’Istat nella nota di aggiornamento sull’economia italiana.Un dato che sicuramente va letto in relazione alla delicata situazione del Paese, alla luce del periodo di lockdown che abbiamo attraversato e che si prospetta nuovamente. L’andamento dei consumi presenta profili allarmanti, specialmente in relazione ad un settore tradizionalmente considerato anelastico come quello alimentare, che segna un calo del -0,4%.La contrazione del reddito disponibile, inoltre, inciderà ulteriormente sull’andamento del mercato, con ripercussioni importanti anche sul versante della produzione.Di fronte a questa situazione è indispensabile che il Governo assuma scelte coraggiose e determinate per superare questa delicata fase storica. E che lo faccia in tempi rapidi. È ormai troppo tempo che si discutono piani e programmi per usufruire dei fondi europei: ora bisogna passare all’azione senza trascurare l’opportunità del MES.

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Ripresa del conflitto nel Nagorno-Karabakh

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2020

Sant’Egidio: appello alle due parti in conflitto per la ripresa del dialogo La Comunità di Sant’Egidio esprime dolore e forte preoccupazione per la ripresa del conflitto nel Nagorno-Karabakh, dove da più di un mese stanno perdendo la vita numerosi civili e cresce il numero degli sfollati. La violenza dei combattimenti ha svuotato intere aree, distrutto città e villaggi senza risparmiare nemmeno i luoghi di culto, tra cui in particolare la cattedrale di Gazancec’oc’, fatta oggetto di tiri diretti e insensati. La ripresa della guerra dopo oltre vent’anni di tregua è avvenuta a pochi mesi dall’incontro tra i due leader armeno e azero alla conferenza sulla sicurezza di Monaco (febbraio 2020) che aveva lasciato sperare in un clima diverso. Ciò dimostra che un conflitto soltanto congelato non è mai risolto. La responsabilità della comunità internazionale a questo livello è grande. Si tratta di un circolo vizioso che non produrrà nessun esito ma soltanto le condizioni per una ripresa della guerra in avvenire.Il popolo armeno, che serba la memoria dolorosa delle stragi subite all’inizio del secolo scorso, teme di essere lasciato in una condizione di solitudine. Bisogna aiutare le due parti a superare la logica del conflitto. Sant’Egidio lancia un appello alle due parti in conflitto perché tornino in sé stesse e siano consapevoli che non esiste altra soluzione al loro contezioso se non nel dialogo. Si tratta certamente di una strada difficile ma è l’unica suscettibile di dare pace ai due popoli per sempre. Oggi si tratta di salvaguardare la vita dei civili e in particolare dei più fragili, risparmiando anche i luoghi religiosi – testimonianza della vita delle generazioni precedenti in una terra da troppo tempo martoriata dalla sofferenza – e di costruire le basi per un futuro di pace. Tale è il compito che la comunità internazionale deve oggi assumersi senza indugio.

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Si è conclusa la settimana della Treviso Creativity Week

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2020

Il premio principale è andato a Up2Go, start up di Parma e Brescia. Riconoscimenti anche a Evgarage (Treviso) che vuole trasformare i veicoli con motore a scoppio in veicoli elettrici, Quovadis? (Trieste) che lavora sulla mappatura di spazi e Campo Digitale (Trento) che opera nella distribuzione alimentare a chilometri zero. L’organizzatore, Gianpaolo Pezzato: “Le start up e la creatività salveranno l’economia italiana in crisi per il Covid” UP2GO è un’applicazione per smartphone che consente alle aziende di monitorare l’impronta ecologica dei loro dipendenti e associati nei tragitti tra casa e lavoro, aiutandoli a realizzare percorsi in carpooling (condivisione dell’auto privata), in bici, a piedi, coi mezzi di micromobilità o ancora restando a casa in smartworking. L’app calcola i km percorsi e la CO2 risparmiata e sulla base di questi dati attribuisce agli utenti dei crediti che consentono di riscattare premi sostenibili. È questa l’idea che ha permesso ad un team di cinque startupper provenienti da Parma e Brescia di vincere la Treviso Creativity Week 2020.La finalissima dell’evento dedicato al genio creativo italiano si è svolta in diretta streaming venerdì 6 novembre. In gara c’erano oltre cinquanta progetti, tra di loro la giuria ne aveva selezionati dieci. I finalisti si sono sfidati uno contro l’altro su zoom, presentando idee e business plan in tre diverse sezioni. Circa 90 i giudici, tra di loro imprenditori e business angels, oltre a docenti ed esperti di innovazione, che le hanno votate durante la giornata e che hanno decretato i tre finalisti, che si sono dati battaglia in un live durante l finalissima di fronte ad una giuria tecnica formata da imprenditori, investor e manager del territorio.“Abbiamo messo in campo la creatività dei giovani italiani per rispondere alla crisi economica che sempre più si va diffondendo per colpa della pandemia”, commenta Gianpaolo Pezzato. “Siamo sicuri che dentro queste idee e queste visioni del futuro ci sia la risposta per uscire dallo stallo attuale, saranno le start up a salvare il mondo”.Alla fine ha vinto l’idea della mobilità sostenibile tra colleghi. Up2Go peraltro ha vinto anche il premio speciale SellaLab e quello messo in palio da Garmont. A loro andrà il “Premio Starting Finance Deal”, ovvero un percorso di consulenza finalizzato alla strutturazione di un financial plan e dell’investor deck; un percorso di Design e brand Identity, che comprende il naming, il logo, il type design e il corporate e brand manual con le relative applicazioni grafiche; due giorni di hosting presso la sede di Roma di Starting Finance Deal con la partecipazione ad un pitch time riservato. Ai primi tre classificati, 12 mesi di consulenza contabile e fiscale e del lavoro, l’utilizzo gratuito della piattaforma Storeden per l’avvio dell’ecommerce o del sito web, partecipazione gratuita ad uno dei workshop formativi della Creativity ACADEMY in programma nei primi sei mesi del 2021 e un free desk per due mesi presso uno dei coworking partner.Ma ci sono stati altri riconoscimenti. Il “Premio Speciale Ascotrade” è andato ad Evgarage, start up di Villorba, nel Trevigiano, che mira a sviluppare sistemi per la rigenerazione, conversione e riqualificazione elettrica di veicoli benzina e diesel, a due o più ruote, in veicoli elettrici a zero emissioni di impatto ambientale, attraverso l’installazione di un kit che permette di trasformare un veicolo con motore a scoppio, in particolare se auto d’epoca, in un veicolo con trazione elettrica esclusiva, lasciando inalterate le caratteristiche di sicurezza e prestazioni originali del veicolo oggetto di intervento. Doppio riconoscimento – il premio “Multi Level Consulting” e il “Keter Italia” – invece a Campo Digitale, start up con sede tra Treviso e Trento che opera nella distribuzione alimentare a chilometri zero: da una parte, è piattaforma e-commerce mentre dall’altra, genera una rete di relazione tra consumatori e produttori. La ricetta si basa sulla gamification, sul coinvolgimento e cooperazione per innovare il paradigma della spesa e il rapporto tra consumatore e produttore.Infine, il premio speciale del pubblico, lo “Special Creativity”: “Quovadis?” è stata la più votata online dal pubblico e riceverà un voucher di 1000 euro per i corsi della Creativity Academy. La start up di Trieste propone un sistema innovativo di segnalazione interattiva per realizzare mappature di spazi e per indicare percorsi in ambienti chiusi od urbani; è un sistema intuitivo e senza utilizzo di ripetitori ma utilizza segnali guida trasmessi in radiofrequenza, di semplice allestimento. Si conclude così oggi questa intensa settimana all’insegna delle idee e dell’innovazione con “aspettando il Palio di Fra’ Giocondo”, un virtual tour di presentazione dei sei veicoli non a motore che sono stati realizzati sulla base dei progetti elaborati dai bambini dei centri estivi di Treviso e che avrebbero dovuto sfilare in centro a Treviso.

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Derrate alimentari agli indigenti

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2020

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero delle Politiche Agricole, di concerto con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che suddivide lo stanziamento dei fondi dedicati al “Programma di distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti”. Il provvedimento ha tenuto conto delle necessità espresse dalle organizzazioni caritative a fronte dei 250,9 milioni di euro disponibili: 900mila euro di residui sul Fondo 2020 e 250 milioni di euro derivanti dalle risorse straordinarie del decreto Rilancio.Vengono così stanziati 36 milioni di euro per l’acquisto di prosciutto crudo DOP, cotto e salumi DOP/IGP; 8,4 milioni per salumi non da carne suina (tacchino, bresaola); 50 milioni per formaggi DOP; 20 mln per olio extravergine di oliva. E poi, ancora, omogeneizzati di carne (5 mln), omogeneizzati di frutta (4 mln), pastina per infanzia (4), biscotti prima infanzia (5), latte crescita 2-3 per infanzia (1), carne bovina sottovuoto – polli interi surgelati (10), carne in scatola (12), spezzatino con fagioli e piselli per mense (1,5) e nel formato 400 grammi (5), zuppe di cereali con verdure (6), minestrone con verdure (6), pasta secca nel formato 500 gr. di cui il 10% senza glutine (10), riso nel formato da 1 kg (6), preparati per risotti (6), passata di pomodoro (12), polpa di pomodoro o pelati formato per mense (1), sughi pronti al ragù e al basilico (8), verdure in scatola e in vetro (8) e nel formato per mense (2), legumi in scatola – fagioli e lenticchie (3), macedonia di frutta e frutta sciroppata (7), succo di frutta (6), purea di frutta (4) e, infine, crackers di cui il 10% senza glutine (4). La copertura dei costi dei servizi logistici ed amministrativi prestati dalle organizzazioni caritative sono ammissibili nel limite del 5% del costo di acquisto di derrate alimentari per singola aggiudicazione della fornitura del prodotto alimentare.

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Infermieri e la specificità della professione

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2020

La competenza e la responsabilità peculiari che il sistema sanitario richiede agli infermieri deve trovare un adeguato riconoscimento sul piano giuridico ed economico.Questo il tema centrale affrontato in un incontro tra la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) e i sindacati Fials, Nursing Up e Nursind.Nell’incontro si è approfondito il tema del grande riconoscimento che è stato accordato dai cittadini e dalle istituzioni agli infermieri nella prima ondata pandemica per quello che sono riusciti a garantire ben al di là dell’obbligo contrattuale, a cui non è seguita una conseguente riconoscimento con atti concreti e nemmeno con progetti da porre in essere.In questa seconda ondata, che appare ancora più pesante della prima, il sistema ha bisogno ancora della competenza, responsabilità degli infermieri: quali strumenti possiamo attivare per avere garanzia di un riconoscimento concreto? Su questo si sono formulate differenti ipotesi e si è attivato un virtuoso confronto che continuerà nei prossimi giorni.Tutto questo nel perseguire obiettivi comuni che partono dalla specificità della professione infermieristica: specificità che non può più essere sottaciuta o non accolta. Altro tema approfondito è quello della carenza di infermieri e di una programmazione realizzata sempre nella sostanza con criteri in grado di non cogliere le vere esigenze dei cittadini. Anche su questo si è concordato che si deve cambiare pagina, la pandemia ha drammaticamente messo in evidenza questo deficit e da questo punto di vista la presa di consapevolezza può dare l’opportunità di un vero cambiamento di prassi.

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Recovery Fund occasione storica per tornare a crescere

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2020

“Crescita, innovazione, sostenibilità. Con il Recovery Fund l’Italia ha un’occasione storica per trasformare la propria economia e tornare a crescere coniugando competitività e sostenibilità. Grazie alla straordinaria risposta dell’UE alla crisi scatenata dal nuovo Coronavirus, infatti, il nostro Paese avrà a disposizione oltre 200 miliardi di euro tra prestiti e trasferimenti diretti. Risorse che, però, per essere fruttuose, dovranno essere impiegate innanzitutto con l’obiettivo di tornare a crescere seguendo le tre linee direttrici indicate dal governo.” Inizia così il suo intervento su Il Sole 24 ore l’ad di Deloitte Fabio Pompei. La società. ha lanciato da gennaio anche il progetto Impact for Italy (https://www2.deloitte.com/it/it/pages/about-deloitte/articles/deloitte-lancia-impact-for-italy—deloitte-italy—about.html): il progetto e la nuova filosofia di Deloitte per l’Italia, con l’obiettivo di contribuire a far crescere e rendere più competitivo il Paese, anche grazie alle imprese e alle organizzazioni per le quali il network lavora. “Anche la spinta alla digitalizzazione- continua Pompei- è cruciale, come ha reso evidente il lockdown. Per far sì che tutti possano beneficiarne e non aumentino le diseguaglianze, però, servono infrastrutture adeguate e risorse per aumentare l’alfabetizzazione digitale di tutta la popolazione, con speciale attenzione ai dipendenti della Pubblica Amministrazione, così da rendere più snella e funzionale la burocrazia italiana.Infine, non c’è modernizzazione del Paese senza quella delle imprese. In questa fase è di vitale importanza sostenere le tante Pmi ad alto potenziale che, da sole, non riescono a investire in innovazione. Secondo una stima del nostro ufficio studi, solo una Pmi su quattro ha raggiunto una maturità tecnologica tale da poter competere sui mercati internazionali. Eppure, le nostre aziende producono eccellenze riconosciute in tutto il mondo e, con le sole esportazioni, il Made in Italy genera oltre il 30% del nostro Pil.” Non meno rilevante è il nodo energetico: mentre Francia e Germania si stanno attrezzando per diventare leader nella produzione di idrogeno green, l’Italia continua a scontare una forte dipendenza dall’estero per il suo fabbisogno energetico. Ma con l’avanzare dell’innovazione tecnologica, si accrescono per l’Italia le opportunità di investire in rinnovabili: una strategia che può accelerare la decarbonizzazione e, al contempo, aumentare l’efficienza energetica nazionale. Rientra in questa sfida anche l’ammodernamento delle nostre infrastrutture: oltre a dover risanare storici ritardi nei collegamenti tra il Nord e il Sud del Paese, nonché tra il versante Est e Ovest, sarà importante destinare investimenti alla messa in sicurezza del territorio e delle infrastrutture già esistenti. Una grande operazione di cura del territorio potrebbe diventare un volano di crescita ed evitare, nei prossimi anni, gravi costi umani ed economici legati al climate change.” Questa è l’ora di un grande patto pubblico-privato capace di fissare priorità strategiche per il nostro Paese.”

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“I contributi a fondo perduto vanno erogati a tutte le imprese”

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2020

Nessuno dei property managers deve essere escluso dai contributi a fondo perduto del decreto Ristori Bis: è l’appello dell’associazione Property Managers Italia, che lamenta come solo alcuni codici Ateco del mondo del turismo residenziale (il 55.20.51 e il 79.90.19) siano stati inclusi nell’elenco degli aventi diritto, lasciando fuori il 68.32.00 e il 68.20.01 che rappresentano l’80% del settore.”Da parte nostra c’è molta amarezza e delusione”, afferma Stefano Bettanin, presidente di Property Managers Italia, associazione nazionale di categoria del turismo residenziale che rappresenta più di 600 aziende italiane e non solo, che operano in maniera professionale in questo settore, il quale segnala la disparità di trattamento fra codici Ateco: se alcuni sono esclusi, i codici 55.20.21 hanno diritto a un ristoro del 150%, quota che però sale al 200% per i codici 79.90.19. Da qui la richiesta al ministero dello Sviluppo economico “per un allargamento – spiega Bettanin – dell’elenco dei codici, includendo quelli che sono esclusi, e per l’uguaglianza del trattamento portando la quota al 200% per tutti”.Il sostegno a tutte le realtà del settore, sostiene l’associazione, è assolutamente necessario: “Altrimenti si condannano a morte centinaia di migliaia di aziende – accusa Bettanin – con migliaia di posti lavoro a rischio, nel contesto di una pandemia che rende difficile la ripartenza del turismo”.

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Pescatori italiani sequestrati dalle milizie di Haftar

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2020

“Il rilascio dei 18 pescatori sequestrati dalle milizie di Haftar deve diventare una priorità nazionale che il governo deve porre in ogni contesto, coinvolgendo alleati e istituzioni internazionali, perché si tratta di una questione inerente proprio il rispetto della legalità internazionale”: è quanto chiede il senatore di Fratelli d’Itali, Adolfo Urso, capogruppo di FdI in Commissione Esteri e vicepresidente del Copasir sollecitando “un immediato intervento anche in occasione del ‘dialogo libico’ che si apre domani a Tunisi con la partecipazione di tutte le fazioni libiche, sotto la regia della missione UNSMIL dell’ONU. I nostri pescatori sono in ostaggio da oltre due mesi a Bengasi senza che possano avere una reale assistenza legale e il conforto delle proprie famiglie. Una situazione inaccettabile che richiede una forte e non più rinviabile risposta della Comunità internazionale, dell’Unione Europea e certamente anche della missione delle Nazioni Unite impegnata in Libia. Il nostro governo intervenga subito, senza infingimenti, con determinazione e chiarezza, impegnando le istituzioni europee e internazionali a porre la questione in ogni contesto e tanto più quando, come a Tunisi, si discute proprio del destino della Libia e quindi del ripristino della legalità”.

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Supporto alle persone sopravvissute a violenza di genere

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2020

OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni), UNHCR (Agenzia ONU per i Rifugiati), e UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia) lanciano una guida per gli operatori e le operatrici impegnati in prima linea per fornire supporto alle persone sopravvissute a violenza di genere. La Guida è stata adattata da una risorsa globale al contesto migratorio italiano, ed è particolarmente rilevante in questo momento in cui la pandemia di COVID-19 sta ulteriormente esacerbando le vulnerabilità preesistenti, tra cui quelle delle donne e delle bambine e adolescenti migranti e rifugiate. In Italia, a seguito della pandemia, il numero delle chiamate ricevute dal numero nazionale antiviolenza e stalking 1522, ha registrato un aumento del 119% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il dato è in linea con i trend globali che evidenziano un‘intensificazione della violenza connessa all’introduzione di misure di contenimento che hanno limitato la mobilità e aumentato il potenziale isolamento.L’emergenza sanitaria ha inoltre reso più difficile l’accesso da parte delle donne e ragazze migranti e rifugiate ai sistemi di protezione, anche a causa di barriere culturali e linguistiche.La Guida – presentata oggi dalle tre Organizzazioni in un incontro online con i rappresentanti del Dipartimento per le Pari Opportunità e del Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione – è un vademecum delle azioni che consentono a tutti/e gli/le operatori/trici che lavorano a contatto con le vittime di violenza di essere in grado di fornire un primo supporto. In questi casi, è cruciale agire nel rispetto dei principi guida garantendo la sicurezza, la riservatezza e rispettando la dignità della persona sopravvissuta, osservando sempre il principio di non discriminazione. Lo strumento ribadisce la necessità – in caso di racconto di un episodio di violenza – di mettere in pratica l’approccio del primo soccorso psicologico, sottolinea l’importanza della preparazione di operatori/trici, la rilevanza dell’osservazione, l’ascolto e la connessione con i servizi sul territorio. Ogni passo è illustrato in maniera specifica all’interno della Guida, accompagnato anche da consigli pratici.La Guida contiene inoltre una scheda di approfondimento che evidenzia le connessioni esistenti tra la pandemia di COVID-19, le misure adottate per fronteggiarla e l’aumento del rischio di violenza di genere.

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Tre detenuti morti, oltre mille contagiati e nessuna norma di prevenzione

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2020

Siamo ad oltre mille contagi nelle carceri italiane tra detenuti e personale penitenziario, con un trend di crescita spaventoso. Morti tre detenuti. Allo stato attuale nessuna misura di prevenzione per evitare il propagarsi del virus. A dichiaralo è il segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria S.PP. Aldo Di Giacomo: “sono tre i detenuti morti nella seconda ondata nelle carceri italiane; uno a Livorno, uno ad Alessandria ed uno a Milano. Ad oggi sono 1050 i casi accertati di positività al COVID-19 tra detenuti e personale penitenziario, ma preoccupano gli oltre 1300 poliziotti in malattia ed in isolamento fiduciario o in attesa di tampone. Fin qui l’analisi dei dati è incontrovertibile, in 15 giorni sarà una catastrofe. Allora come mai non si passa da un regime di celle aperte a quello chiuso per evitare contatti ravvicinati? Come mai non si sospendono i colloqui con i famigliari, chiudono le scuole e tutte quelle attività non indispensabili, consentendo solo contatti Skype per una quindicina di giorni per evitare il diffondersi del virus? Sarebbero queste sicuramente norme di buon senso. Pensare di gestire tutti i detenuti contagiati nelle carceri è evidente a tutti, forse anche a Petralia e Tartaglia, che non è possibile. Ed ecco di nuovo come nella prima fase il garante dei detenuti che chiede a voce alta di rimettere in libertà quanti più detenuti possibili per evitare che si ammalino e per garantire il diritto alla salute. Il Ministro della Giustizia dal canto suo ha già provveduto a far sapere il suo pensiero con una norma che rimette in libertà tutti i residui pena non superiori a 18 mesi, con esclusione di alcune categorie, con il controllo del braccialetto elettronico. Braccialetti che, come nella prima fase in cui sono stati liberati circa ottomila detenuti, non sono sufficienti. Tutte queste indecisioni rendono chiaro il quadro politico prima che amministrativo. La mancanza di prevedimenti è una chiara volontà politica di alleggerire le carceri di migliaia di detenuti. Non può essere data lettura diversa, ma in questo caso il Ministro deve fare in fretta, come sollecitato anche dai radicali, altrimenti corre il rischio di avere altre sommosse. Noi dell’S.PP. siamo di un’altra idea: bisognava fare tutte le cose che abbiamo più volte dette, sopra riportate, perché crediamo nella certezza della pena e perché pensiamo che non sia questo il rispetto che meritano i famigliari delle vittime, abusati due volte. Lo stato deve stare senza sé e senza ma dalla parte dei cittadini e non dei delinquenti e che nessuno si stupisca quando a breve saremo costretti a fare uscire ancora i detenuti di alta sicurezza perché non sarà una necessità ma una scelta”.www.sindacatospp.it

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