Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Archive for 12 novembre 2020

Il sistema sanitario del Lazio non è stato preparato ad affrontare il ritorno del Covi-19

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

Zingaretti e D’Amato hanno preso decisioni sbagliate, nonostante ci fossero tempo, risorse e strumenti, anche normativi ed emergenziali, per agire tempestivamente. Dopo il primo impatto del virus, è stato chiaro che i soli ospedali non potevano reggere l’urto di una ondata di Covid19 e che non sarebbe stato ne giusto ne sufficiente azzerare l’assistenza a malati di patologie croniche gravi. Il sovraffollamento nei Pronto Soccorso che ha incrementato i contagi tra i sanitari e tra i malati poteva essere evitato, se si fosse alleggerita la pressione sui DEA attivando presidi di Medicina Territoriale per i contagiati che non necessitavano il ricovero e dotando i PS di percorsi Covid-Non Covid. Più volte abbiamo cercato di far capire alla giunta di Sinistra del Lazio che era necessario realizzare una rete di strutture ospedaliere dedicate al contrasto al Covid19 per evitare condizioni di promiscuità tra pazienti positivi e altri malati senza dover convertire interi reparti essenziali, come quelli di Cardiologia e Cardiochirurgia e di Oncologia del Policlinico Umberto I e di tanti altri nosocomi, sacrificando prestazioni specialistiche di alta complessità e danneggiando i medici specializzandi. Ribadiamo che servono ulteriori assunzioni oltre a quelle previste per incrementare il personale sanitario,da impegnare contro il Coronavirus e al tempo stesso garantire tutte le altre prestazioni sanitarie.>> Così in un comunicato Fabrizio Ghera, capogruppo di Fdi alla Regione Lazio.

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È in uscita il romanzo “Il signore della comunicazione”

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

E’ scritto da Maria Chiara Piazza ed edito da ISEAF Books. E’ un urban fantasy che racconta la comunicazione di oggi, attraverso la figura mitologica del dio Hermes – è in promozione sul sito della casa editrice (https://www.iseaf.it/negozio/il-signore-della-comunicazione/) e sui principali siti online (IBS, Libreria universitaria, Feltrinelli, ecc.). Distribuito da Libro co Italia, è reperibile anche nelle librerie fisiche italiane.Hermes, il dio della comunicazione, è un anziano pellegrino che vaga per la Terra incessantemente, presidiando ogni flusso di notizie. Ma tutto è un Far West e tutto è mosso da vanità. Vorrebbe farla finita, ma a un immortale non è concesso neanche di morire. Non resta che la vendetta, con un piano di comunicazione volto al male per realizzare, attraverso Social Media, Dark Web, Fake News e balorde app informatiche, il suo programma di distruzione totale. Sarà l’arrivo sulla scena di Marie, infaticabile ufficio stampa dell’ONU, di una celebre coppia di youtuber e di uno scienziato pazzo a mandare di traverso i suoi piani, mostrando che ancora per l’uomo, forse, c’è una flebile speranza. Maria Chiara Piazza vive e lavora a Roma. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un master in Scrittura e Produzione per la Fiction, ha frequentato il corso Il libro che non c’è della Rai Eri e ha lavorato presso la Rai e presso l’ufficio Sky Fiction di Roma; ha scritto sceneggiature per cortometraggi, vincendo numerosi concorsi, e testi teatrali, molti dei quali sono stati portati in scena in alcuni teatri di Roma. Il signore della comunicazione è il suo primo romanzo. ISEAF Books è una casa editrice di Ancona, realizza ogni tipo di attività editoriale rivolta alla diffusione e alla promozione della cultura.

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Grandi imprese e solidarietà ai tempi del Coronavirus: Storie da ricordare

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

Edito Valentia Edizioni, disponibile sulla piattaforma CharityStars al link http://www.charitystars.com/product/storie-da-ricordare-grandi-imprese-e-solidarieta-ai-tempi-del-coronavirus-it. Un libro a scopo benefico che unisce diverse storie: storie d’imprenditori, di associazioni e di persone che hanno deciso di mettersi a disposizione per contrastare la lotta contro il COVID, con la finalità di dare una mano all’ambiente, fortemente in bilico negli ultimi anni.E’ così che nasce Storie da ricordare – Grandi imprese e solidarietà ai tempi del Coronavirus, una raccolta di testimonianze, di sodalizi, associazioni, istituzioni e cittadini meritevoli che si sono impegnati e contraddistinti su scala nazionale per contrastare il Covid-19. Un libro illustrato che racconta, attraverso gli occhi dei protagonisti, uno dei momenti più bui che l’Italia sta vivendo dal dopoguerra ad oggi e i cui proventi serviranno a costruire aree destinate agli alberi.Un’iniziativa che prende vita dall’impegno di Associazione Valentia realtà presente dal 2017 a Vibo Valentia, composta da un cospicuo numero di ragazzi che da anni dona il proprio solerte impegno per aiutare chi ne ha bisogno, attivandosi per il sociale, principalmente nel Meridione, in una delle regioni più martoriate dell’intera Penisola. Obiettivo primario dare sostegno fisico e psicologico a chi ne ha bisogno, aiutando le persone che vivono in condizioni economiche disagiate e precarie.Un segno simbolico per le nuove generazioni, una testimonianza del lavoro, della solidarietà e dell’umanità che tanti italiani, non solo quelli presenti nel libro, dimostrano giorno dopo giorno, in quello che può essere definito un vero e proprio “conflitto”. Con la prefazione del giornalista Ismaele La Vardera e la conclusione del giornalista Michel Dessì, Storie da ricordare – Grandi imprese da ricordare ai tempi del Coronavirus è edito da Valentia Edizioni e disponibile su CharityStars, piattaforma dedicata alle organizzazioni no profit, già famosa per le tante azioni di beneficenza e per la partecipazione alla sue iniziative di celebrities del mondo del calcio e non solo.

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Nel 2020 cala il fatturato della logistica conto terzi

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

Nel 2020 si attende un calo del 9,3% del mercato della Contract Logistics, a causa della riduzione dell’export e del traffico merci dovute alle restrizioni imposte dall’emergenza Covid, con un fatturato previsto di 77,8 miliardi di euro. La pandemia ha avuto un impatto anche sulle operazioni di fusione e acquisizione nel settore: delle 92 operazioni concluse fra il 2015 e il 2020, che hanno coinvolto fornitori di logistica internazionale (nel 34% dei casi) e nazionale (66%), solo 9 hanno avuto luogo quest’anno, contro le 16 del 2019, ed è calato notevolmente il fatturato delle aziende acquisite, pari a 100 milioni di euro contro i 500 milioni dell’anno precedente. Una forte contrazione che però non è stata omogenea durante l’anno, registrando un crollo dei volumi durante la quarantena per la maggior parte dei settori e dei canali di vendita, eccetto l’e-commerce e i settori Food e Healthcare, e una robusta ripresa a partire da giugno, quando i volumi sono aumentati del 6% rispetto allo stesso periodo del 2019. Le imprese della logistica hanno reagito positivamente all’emergenza, grazie alla capacità dei manager logistici di riconfigurare velocemente le reti di distribuzione e alla condivisione di asset lungo la filiera. Le criticità emerse, come la sicurezza dei lavoratori, la necessità di rafforzare la distribuzione locale per far fronte al boom dell’e-commerce e di potenziare il trasporto intermodale, sono state trasformate nelle priorità su cui intervenire nel 2021, che vedono ai primi posti la maggior flessibilità e resilienza del sistema logistico (per il 62% dei manager), la digitalizzazione dei processi (50%), la sicurezza di tutti gli operatori lungo la filiera (38%) e la semplificazione della gestione dei flussi logistici (27%).Nonostante la pandemia, la spinta all’innovazione nel settore non si è fermata, ma è persino aumentata: sono 501 le startup a livello internazionale che forniscono soluzioni hardware o software per la logistica, nuovi servizi innovativi per quanto riguarda l’area geografica servita, le attività o le tecnologie impiegate, o piattaforme che incrociano domanda e offerta di servizi logistici (+57% rispetto al 2018), per un finanziamento complessivo pari a 9,56 miliardi di dollari (+92%). L’emergenza sanitaria ha interrotto un trend di crescita pluriennale del settore, che nel 2019 aveva raggiunto un fatturato previsto pari a 86 miliardi di euro, +0,8% in termini reali sul 2018, e a 84,8 miliardi nei dodici mesi precedenti, +1,6% rispetto al 2017. La crescita del 2018 è trainata dai grandi operatori, che mostrano un incremento del 3,6%, mentre la redditività cala dal 3,9% al 3,6%. A incidere è anche la spinta della logistica in outsourcing, che raggiunge un valore di 49,3 miliardi di euro (+2,8%)[1] e rappresenta il 42,4% delle attività logistiche in Italia, complessivamente pari a 116,4 miliardi. La Strategic Contract Logistics, cioè l’esternalizzazione di una parte rilevante del processo logistico a un unico fornitore, cresce più del mercato complessivo (+26,2% dal 2009 contro il +16,6% del mercato della Contract Logistics), toccando quota 10,3 miliardi di euro. Nel 2018 sono 89mila le aziende che operano nella logistica conto terzi, in calo dell’8,2%; la maggior parte sono autotrasportatori (68mila, -8,8%), poi gestori di magazzino (4.400), spedizionieri (2.200, -2,5%) e operatori logistici (900, -9,2%); crescono solo i corrieri (+4,4%).Sono alcuni risultati della ricerca dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” della School of Management del Politecnico di Milano* (www.contractlogistics.it) presentata oggi durante il convegno online “Contract Logistics: dall’emergenza le basi per un nuovo futuro” e che ha visto la partecipazione di quasi 2.000 manager della logistica.

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Perchè non riaprire riaprire l’ex ospedale militare di Bari?

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

L’Unione Sindacale di Base ha scritto al Ministero della Difesa, alla Regione Puglia e al Comune di Bari chiedendo la riapertura dell’ex ospedale militare Lorenzo Bonomo di Bari, stante la crisi epidemiologica in corso e il “collasso” delle strutture della sanità pugliese.Il Bonomo ha una superficie considerevole di 50mila metri quadri e giace abbandonato da oltre 12 anni nel rione “Carrassi”, con spese ordinarie di sorveglianza e manutenzione che gravano sul bilancio della Difesa. La struttura è inutilizzata nonostante fosse un ospedale di enorme prestigio, accresciuto nel corso degli anni da strutture ambulatoriali e articolazioni importanti come quelli di malattie infettive, pneumologia, allergologia, dermatologia, cardiologia e psichiatria. Nonostante abbia consentito la cura di migliaia di dipendenti militari e civili della difesa, oltre a offrire supporto alla Sanità pubblica, è stata chiusa per sconosciute ragioni, motivate con il pretesto del taglio alla spesa pubblica. Un danno inspiegabile a danno del dicastero della Difesa nonché del personale civile specialistico, costretto “forzatamente” alla rilocazione presso gli altri enti di Bari e provincia.

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Italia: Calo della produzione industriale a settembre

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a settembre cala del 5,6% su agosto.”Italia nei guai! L’ottimo rimbalzo di agosto, grazie al quale si erano recuperati i valori pre-Covid, non solo è già finito, ma il Paese è arretrato come i gamberi. Insomma, smaltiti questa estate gli ordini arretrati, la produzione arranca nuovamente. Un segnale pessimo, per non dire drammatico, considerato che ora l’Italia è già riprecipitata in un nuovo lockdown che rende questi valori, già orrendi, appartenenti ad una precedente era geologica” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Rispetto a gennaio, la produzione di settembre risulta inferiore, nei dati destagionalizzati, del 5,3%, -4% su febbraio, ultimo mese pre-crisi, mentre in agosto si era già in territorio positivo con un +1,7%. Per i beni di consumo non durevoli il gap da recuperare è pari al 5,5% su gennaio e al 4,8% su febbraio. Va meglio per i beni durevoli che, nonostante crollino dell’11,4% su agosto, tengono rispetto a febbraio con +0,2%, dato che in agosto si era verificata una straordinaria performance: +13,1% su febbraio ” conclude Dona.

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Riconnessioni – Educazione al futuro

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

E’ un’iniziativa di Fondazione Compagnia di San Paolo realizzata da Fondazione per la Scuola, è un programma d’innovazione nelle scuole e per le scuole primarie e secondarie di primo grado che nei mesi scorsi ha dato il suo contributo per la continuità formativa in molte scuole di Torino e prima cintura. L’obiettivo è quello di coniugare intervento infrastrutturale e formazione per promuovere una scuola innovativa, inclusiva e creativa. L’attività coinvolge un numero selezionato di docenti in ogni scuola, e prevede una serie di percorsi di formazione laboratoriali ed esperienziali, con l’obiettivo di divulgare quanto appreso sia con i colleghi docenti sia all’interno delle classi. “Riconnessioni” ha già raggiunto 300 scuole e quasi 100mila studenti.La Case Study raccoglie le testimonianze dirette di alcuni docenti che sono stati coinvolti attivamente nel progetto, i quali raccontano il loro percorso di formazione e spiegano che impatto questo abbia avuto sulla loro attività didattica. Grazie a Riconnessioni, molte scuole hanno avuto l’opportunità di realizzare tecniche innovative di insegnamento che rientrano nel quadro della didattica innovativa richiesta dalla stessa DaD. Ci sono state scuole che hanno voluto portare avanti l’esperienza “Riconnessioni” andando oltre il programma di formazione previsto, attraverso un progetto ad hoc sulla base delle richieste avanzate dagli insegnanti. Ilaria De Santis, docente di italiano, storia e musica dell’Istituto Comprensivo “Corso Racconigi” di Torino racconta come la formazione a cascata, effettuata a distanza attraverso webinar promossi da Riconnessioni, sia stata fondamentale per portare avanti una DaD efficace e stimolante. “Questa esperienza ci ha permesso di ripensare e rimodulare i percorsi didattici – afferma la docente. “Abbiamo avuto modo di sperimentare applicazioni e strumenti che, in una situazione di “normalità”, non avremmo mai avuto modo di esplorare. E questo ci è servito per entrare davvero in contatto con i nostri alunni, riuscendo a coinvolgerli meglio durante le lezioni da remoto”. Forti di questa esperienza passata, è stato deciso di ampliare il programma coinvolgendo un numero superiore di docenti. Nel prossimo futuro l’idea è quella di implementare un progetto di tutoraggio che spinga i docenti a utilizzare in classe le buone pratiche apprese durante la formazione di Riconnessioni con il supporto di un docente esperto.Un’altra esperienza di docenti che hanno acquisito competenze nuove per supportare i propri alunni nel percorso di apprendimento, vede protagonista Lucia Dimotta, insegnante di inglese e di sostegno, in forza all’Istituto Comprensivo “Ugo Foscolo” di Torino.La docente si è confrontata con la sfida di dover acquisire le competenze base per poter utilizzare PubCoder, un software desktop che consente di creare contenuti digitali interattivi. Grazie a questo programma è possibile progettare e distribuire applicazioni e pubblicazioni web per piattaforme mobili, sia iOS sia Android.

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“Anticipare e contenere l’evolversi dell’epidemia perché non è possibile inseguire il virus”

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

“Non è possibile inseguire il virus ma dobbiamo anticipare e contenere l’evolversi dell’epidemia. Altrimenti l’unica cosa che possiamo fare è adottare misure da ultima spiaggia, come le varie chiusure che si susseguono in queste settimane. I virus sono geneticamente programmati per diffondersi e non possiamo pensare di inseguirli alla meglio come stiamo facendo: è una battaglia persa in partenza”. Non ha dubbi il professore Alessandro Miani, Presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), che indica anche la possibile strada da intraprendere: “Si tratta di adottare un approccio scientifico, attraverso progetti pilota, in un momento di grande confusione. Provare sul campo se l’adozione di alcune strategie o tecnologie sono più o meno efficaci di altre: è l’unico modo per orientare correttamente le scelte dei decisori”. Arriva da Milano, emblema dell’Italia ripiombata nelle restrizioni legate al Covid-19, la proposta congiunta di 4 importanti realtà scientifiche – Società Italiana di Sanità Pubblica e Digitale, Società Italiana di Medicina Ambientale, Cattedra UNESCO per l’Educazione alla Salute e Sviluppo Sostenibile e Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo – ai Presidenti di Regione, perché si attivino una serie di esperienze pilota nelle scuole per testare l’efficacia di possibili misure preventive in alcuni comuni o province, al fine di estenderle a livello regionale in caso si rivelino utili a contenere l’epidemia.“La prima proposta concreta che rivolgiamo alle Regioni in cui la ripresa o il proseguimento delle attività scolastiche in presenza nelle scuole primarie e medie prevede l’obbligo di mascherina è quella di ridurre a 45 minuti ciascuna ora di lezione, perché è impensabile che bambini o ragazzi di 6-12 anni possano affrontare in questo modo 5-6 ore di scuola” – dichiara la professoressa Maria Triassi, Ordinario di Igiene e Sanità Pubblica all’Università di Napoli Federico II e Presidente della Società Italiana di Sanità Pubblica e Digitale (SISPED). – “La riduzione del tempo scuola a 45 minuti per il computo di ogni ora di lezione è già previsto per la didattica a distanza per impedire uno sforzo prolungato degli alunni davanti agli schermi; allo stesso modo il dover indossare una mascherina in maniera continuativa per molte ore non è di certo ottimale per la salute psico-fisica dei giovanissimi, come sperimentiamo anche noi adulti sul posto di lavoro. La riduzione oraria a 45 minuti è l’unica misura a costo zero oggi a disposizione immediata dei presidi nell’ambito dell’autonomia scolastica, in accordo con gli uffici scolastici regionali e provinciali, visto lo stato emergenziale”.“Per non limitarsi a subire passivamente l’impatto dell’epidemia – continua Miani – bisogna mettere in campo strategie pro-attive nei comparti lavorativi più esposti al contatto interpersonale, avviando anche in questo caso delle esperienze pilota – a partire dal personale sanitario o di RSA, agenti di commercio, esercizi e uffici aperti al pubblico – con l’esecuzione e la ripetizione dei test rapidi più affidabili a nostra disposizione, che ad oggi sembrano essere i tamponi antigenici, senza escludere le potenzialità dei più maneggevoli test salivari, al fine di recuperare in rapidità quel che si perde in sensibilità o specificità. Nel comparto scuola questa attività cadenzata di test rapidi dovrebbe riguardare tutto il personale docente e non docente ma anche gli studenti o continueremo a chiudere intere classi o plessi scolastici. Idealmente, ogni 15 giorni tutti i docenti e gli studenti dovrebbero essere ritestati. Tutto ciò deve essere fatto subito mobilitando il personale sanitario a qualunque titolo impiegato nei distretti sanitari delle ASL, anche con l’aiuto della sanità militare e il volontariato sociale del settore. Inoltre, per quanto riguarda diagnosi e tracciamento, sarebbe necessario liberalizzare l’accesso in farmacia e nei laboratori ai test diagnostici rapidi, collegandoli con piattaforme digitali sanitarie ufficiali”.Sul tema scuola interviene anche la professoressa Annamaria Colao, titolare della Cattedra UNESCO per l’Educazione alla Salute e Sviluppo Sostenibile: “Nel mese di luglio, in concomitanza con l’approvazione del documento ministeriale sulle scuole promotrici di salute, abbiamo affrontato il problema della qualità dell’aria pubblicando specifiche raccomandazioni in 15 punti su riviste scientifiche internazionali. Le scuole vanno riaperte per garantire a tutti il diritto all’istruzione, alla cultura e quindi alla salute, tutti in stretta correlazione. E per farlo bisogna programmare da subito in maniera dettagliata come affrontare i veri nodi della sicurezza degli studenti e dei docenti – che ad oggi non sono realmente garantiti o affrontati al meglio delle possibilità – senza pregiudizi o ideologie di sorta. Solo l’avvio di esperienze pilota sul campo potranno aiutare i decisori a prendere a livello locale – differenziandole per aree – le decisioni più equilibrate e fondate unicamente sui dati epidemiologici, la disponibilità tecnologica e l’evidenza scientifica”. Cristina Depaoli

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Next Generation Italy: cosa pensano i giovani del loro futuro?

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

Per un gran numero di giovani italiani, circa il 28%, la mancanza di posti di lavoro rappresenta uno dei due principali motivi di preoccupazione. Questo uno tra i tanti dati che si leggono nel Next Generation Italy report, studio condotto per conto del British Coucil sui bisogni, le aspirazioni e le possibilità dei giovani.Altre evidenze di nota positiva, invece, riguardano i temi della formazione e delle ambizioni di crescita professionale dei giovani italiani tra i 18 e i 30 anni, secondo cui: Il 65% dei giovani italiani ritiene di avere voce in capitolo nel determinare il proprio futuro; Il 77% dei giovani italiani si dichiara soddisfatto della formazione ricevuta; Il 40% degli intervistati aveva pianificato di vivere all’estero o era aperto all’idea di farlo. Un altro 7% l’aveva già fatto; Il 40% del campione ha indicato la crescita personale come uno dei due motivi principali per andare potenzialmente via dall’Italia. Il 31% ha indicato l’apprendimento di una lingua, mentre il 22% ha parlato di opportunità di studio. La serie di ricerche ‘Next Generation’ è parte integrante dell’impegno del British Council a esplorare i punti di vista e le scelte dei giovani con l’obiettivo di amplificare la loro voce e sostenere l’attuazione di politiche giovanili appropriate e al passo con il mondo che cambia. Il ‘Rapporto Next Generation Italy’ è stato prodotto per il British Council da un consorzio composto da Learn More, Quorum and Matter Agency, supportati da una task force di giovani consulenti ed esperti. Il rapporto è l’ultimo di una serie di Next Generation Report condotti in Europa, che unisce ‘Next Generation UK’, ‘Next Generation Irlanda-Irlanda del Nord’ e ‘Next Generation Germania’. L’anno prossimo seguirà un rapporto sulla Polonia. Quest’ultimo ‘Next Generation Italy’ è stato pubblicato immediatamente prima del lockdown di marzo, ma poi rivisto nel mese di settembre alla luce di un focus group condotto con un campione rappresentativo di giovani per discutere i risultati del Rapporto alla luce degli effetti di Covid-19 e per esplorare eventuali cambiamenti nei risultati a fronte del nuovo scenario.A sei mesi di distanza, sono emerse alcune differenze rilevanti per quanto riguarda il sistema scolastico italiano e il suo livello tecnologico, nonché il cambiamento del mercato del lavoro con l’introduzione dello smart working che sono state oggetto di una tavola rotonda dedicata, tenutasi per vie digitali lo scorso 30 settembre alla presenza di esponenti istituzionali di entrambi i Paesi.”Al British Council crediamo che i giovani abbiano il potere di trasformare il mondo. Attraverso la nostra Stagione UK/IT ‘Being Present’, vogliamo esplorare le opportunità emergenti per entrambi i Paesi in un momento in cui stiamo rivalutando il significato di Being Present sia nello spazio fisico che in quello virtuale. – ha dichiarato Rachel Launay, Direttore Italia del British Council – Il focus group condotto in autunno sui primi risultati di inizio anno ha offerto possibilità di riflessione su come i giovani nel Regno Unito e in Italia siano stati particolarmente colpiti dal passaggio al lavoro e allo studio a distanza, aiutandoci nello sviluppo di soluzioni a queste sfide condivise e a far sentire la voce dei giovani”.Christine Wilson, Head of Research del British Council, ha affermato: “Sono lieta di dare il benvenuto all’Italia nella serie Next Generation. Ascoltare i giovani e sbloccare la loro creatività e il loro impegno personale è più importante che mai, mentre immaginiamo il nostro futuro. E’ forte in seno al British Council il senso di responsabilità per riflettere insieme sulle evidenze di questo report per poter giungere a tradurne i risultati in azioni positive”.

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La didattica degli Uffizi compie 50 anni

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

Firenze. Generazioni di fiorentini si sono formati all’arte nei primi cinquanta anni di vita del Dipartimento per l’Educazione delle Gallerie degli Uffizi: è un risultato senza precedenti che ha prodotto grandi frutti mettendo i giovani al centro di ogni attività. L’anniversario è celebrato con una diretta sulla pagina Facebook degli Uffizi e con il volume “L’arte incontra i giovani 1970-2020. Comunicare il patrimonio alle Gallerie degli Uffizi”a cura di Lucia Mascalchi (casa editrice Sillabe, Livorno) La pubblicazione, corredata da un ricco apparato di foto storiche e contemporanee, di documenti d’epoca e testimonianze, racconta gli anni di attività di un Dipartimento vivo e creativo, vera fucina di grandi progetti. Nel 1970 nascono le Sezioni Didattiche all’interno dei musei statali, ma l’autorizzazione del Ministero della Pubblica Istruzione che le aveva convalidate rappresentava soltanto la formalizzazione di un servizio già in fieri a Firenze. Fino ad allora, però, tutto era stato svolto in forma quasi volontaria grazie al carisma di Maria Fossi Todorow. A lei si deve l’idea pioneristica di una “Sezione Didattica” – come si chiamava fino al 2015- all’interno di un museo italiano. La Fossi Todorow, aperta a nuove metodologie grazie alla sua formazione internazionale, volle creare all’interno della Galleria degli Uffizi un centro specializzato per l’insegnamento museale dove pensare e realizzare modalità e tecniche educative per avvicinare tutti i cittadini al patrimonio artistico fiorentino, stimolando nei giovani una coscienza del patrimonio di grande valore civico. Questo nuovo ufficio si qualificò subito fra i primi esperimenti italiani nel genere, e certamente fu subito tra i più efficaci. L’attività continua ancora oggi all’interno delle due sezioni di cui è composto il Dipartimento: una è dedicata al lavoro con scuole, famiglie con bambini e adulti, l’altra è dedicata ai pubblici speciali e alla multiculturalità. A ognuno di questi gruppi sono destinati programmi e percorsi differenziati, molti dei quali hanno visto negli ultimi anni un forte incremento delle adesioni. In occasione dell’emergenza pandemica è stata attivata una serie di programmi di didattica a distanza, fra cui gli “Ambasciatori digitali dell’Arte”, un progetto di PCTO (già alternanza scuola/lavoro) che coinvolgerà circa 1800 studenti delle scuole superiori su tutto il territorio nazionale: si tratta di un’iniziativa pilota, che premia l’inventiva e le capacità degli allievi.

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Casa Leopardi apre alle scuole le visite in streaming

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

Casa Leopardi offre per la prima volta alle scuole italiane la possibilità di effettuare visite didattiche guidate in diretta streaming. Si potranno visitare la Biblioteca dove si è formato il genio di Giacomo Leopardi e il Museo che raccoglie oggetti, testi e ricordi a lui cari. “In questo momento storico molto delicato, i ragazzi non devono essere costretti a rinunciare ai piaceri che la cultura può regalarci – ha detto la contessa Olimpia Leopardi discendente del Poeta – l’impossibilità di poter organizzare gite scolastiche in presenza, ha comportato la perdita di un’importante occasione per socializzare, divertirsi ed approfondire l’oggetto dei propri studi. Casa Leopardi desidera, con questo nuovo progetto, aprire una finestra virtuale che permetta di guardare il mondo di Giacomo Leopardi da casa propria. Ciò che i ragazzi hanno studiato sui libri di testo diventerà tangibile: sarà l’occasione per immergersi nei pensieri del Poeta e vivere il suo quotidiano. Tengo in particolar modo a ringraziare il Magnifico Rettore Francesco Adornato che ha creduto nel nostro progetto e ha concesso il patrocinio dell’Università di Macerata.”Visti i difficili tempi della pandemia, Casa Leopardi ha voluto portare il messaggio di Giacomo direttamente nelle classi e nelle abitazioni degli studenti, con la didattica a distanza. La nuova visita in streaming permetterà agli alunni di entrare negli spazi che hanno visto formarsi e crescere il Poeta e d’interagire con le guide del Museo alla scoperta di Giacomo, del suo quotidiano, delle sue passioni e dei suoi studi.I contenuti delle visite digitali sono differenziati a seconda dell’età degli alunni e sono basate su interazioni: le guide specializzate di Casa Leopardi, al termine del loro racconto, saranno disponibili a rispondere alle domande e alle curiosità degli studenti.Il progetto, patrocinato dall’Università di Macerata mira a ricreare l’atmosfera di una vera e propria gita scolastica. Le proposte sono differenziate per età e tipologie scolastiche:“In classe con Giacomo”– un viaggio nel tempo con il Poeta come compagno di banco, dedicato alla scuole primarie. L’attività scolastica, il tempo libero, i giochi e gli oggetti, raccontati nei luoghi che lo hanno visto crescere per scoprire insieme alle guide di Casa Leopardi come viveva un bambino della loro età più di due secoli fa. Come si svolgeva una lezione scolastica al tempo del Poeta? Qual era il gioco preferito di Giacomo? Gli alunni potranno interagire con gli operatori del museo e soddisfare tutte le loro curiosità. Un viaggio in streaming alla scoperta di uno straordinario scolaro dell’ottocento. “Il ragazzo che parlava con la luna”– un itinerario per conoscere il genio di Leopardi, dedicato alle scuole secondarie di primo e secondo grado. Per Giacomo, la Biblioteca del padre è stata per anni il luogo dal quale osservare un mondo che non riusciva a raggiungere fisicamente è stata il suo motore di ricerca, il suo atlante e la sua macchina del tempo. Nel cuore della Biblioteca, fra le migliaia di volumi che il Poeta ha sfogliato alla ricerca della felicità, la visita in streaming ripercorre le tappe principali della sua formazione. Dalla poesia al pensiero, dallo studio delle lingue alle “sudate carte”, dalla ricerca di un antidoto alla noia al desiderio di gloria. Per info http://www.giacomoleopardi.it; Tel +39 0717573380

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Lo spettacolo di Natale per famiglie e scuole diventa digitale

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

Per non rinunciare al tradizionale spettacolo natalizio, con tanto di mago e arrivo di Babbo Natale, Grotta di Babbo Natale ha lanciato il nuovo format del Teatro interattivo digitale. Non un semplice streaming ma uno spettacolo interattivo al quale il pubblico partecipa attivamente da casa, applaudendo, fischiando, rispondendo alle domande del Mago. Il pubblico è parte attiva e compare sul palcoscenico, insieme agli attori: è un’esperienza nuova e divertente per tutta la famiglia, per offrire un momento di svago ai bambini, specialmente nelle lunghe domenica di lock-down. Sperimentato già per scuole ed aziende il teatro digitale apre anche al pubblico delle singole famiglie con uno spettacolo in programma domenica 22 novembre dalle ore 16 alle 16:30. Si entra nel Teatro digitale direttamente da casa, con smartphone, pc o tablet prenotando il proprio posto sul sito http://www.grottadibabbonatale.it al costo di 9,90 a famiglia, indipendentemente dal numero di partecipanti.Di assoluto livello la performance artistica, con Paolo Carta, uno tra gli artisti più eclettici e di talento del panorama artistico italiano. Già direttore artistico di Gardaland, il principale parco italiano, ed autore degli effetti speciali dei Musical Disney in Italia nonchè consulente per numerose produzioni televisive Sky, Mediaset e Rai. Finalista a “Tu si que vales” su Canale 5 – ha rappresentato inoltre l’Italia, come miglior illusionista italiano al Supermagic, festival della Magia al Teatro Olimpico di Roma. Tra i suoi più grandi estimatori anche Arturo Brachetti attore, trasformista e regista teatrale e il regista Federico Bellone.Grotta di Babbo Natale, tra le principali realtà italiane del Natale da anni inventa e crea format innovativi.”Già dall’estate abbiamo pensato a delle proposte nuove per il prossimo Natale” – spiega l’organizzatore, Antonio Longo Dorni – “e così abbiamo ideato la videochiamata in diretta con Babbo Natale ( http://www.chiamababbonatale.it ) e grazie alla nostra presenza sul posto in Lapponia anche la Lettera originale di Babbo Natale, il video-personalizzato ed un particolare “Calendario dell’Avvento” con 24 racconti originali lapponi sul Natale, uno al giorno, dal 1 al 24 dicembre”Tutte le proposte sono presentate sul sito http://www.grottadibabbonatale.it

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Covid: Nella scuola 300 contagi denunciati all’Inail fino al 30 settembre

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

Globalmente, al 30 settembre 2020 sono state oltre 54 mila le denunce di infortunio legate al Covid presentate all’Inail: l’istituto, a questo proposito, nell’occasione ha evidenziato la necessità di introdurre il medico competente nelle scuole e l’importanza della corretta sanificazione, con prodotti adeguati, negli istituti scolastici proprio per contrastare la diffusione dei contagi; più del 70% sono di donne, mentre l’età media è di 47 anni per entrambi i sessi. Il sindacato Anief ribadisce la linea comunicata durante l’incontro tra le diverse parti coinvolte. Secondo il dirigente Anief Gianmauro Nonnis il comparto della scuola “conta oltre 1,2 milioni di dipendenti e circa 8 milioni di studenti, ciascuno dei quali ha dei famigliari con cui interagisce quotidianamente, una stima prudente ci porta a pensare che la scuola sia l’unico comparto che coinvolge ogni giorno in maniera diretta e indiretta oltre 25 milioni di persone, e lo fa per 10 mesi l’anno. È difficile pensare che la protezione dai contagi negli istituti possa essere affidata alla sola scuola; insieme a essa infatti sono coinvolti in maniera diretta i trasporti pubblici, i servizi alle persone con handicap, gli enti locali e soprattutto la sanità pubblica, ma in maniera indiretta tutti i comparti di afferenza dei famigliari degli studenti e dei lavoratori della scuola”. Ammontano a 300 le segnalazioni ufficiali di dipendenti della scuola contagiati di Covid19 che l’Inail ha ricevuto nel mese di settembre: il report nazionale, in via di aggiornamento, è stato presentato ai sindacati della scuola alla presenza di dirigenti dello stesso Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro, del ministero della Salute, del dottor Agostino Miozzo, in rappresentanza del Cts, e della dottoressa Giovanna Boda, capo dipartimento del ministero dell’istruzione.“L’analisi territoriale – scrive oggi Orizzonte Scuola – evidenzia una distribuzione delle denunce del 55,1% nel Nord Ovest (Lombardia 35,2%), del 24,4% nel Nord-Est (Emilia Romagna 10,4%), dell’11,9% al Centro (Toscana 5,6%), del 6,2% al Sud (Puglia 2,6%) e del 2,4% nelle Isole (Sicilia 1,2%). Le province con un maggiore numero di contagi sono Milano (10,8%), Torino (7,8%), Brescia (5,4%) e Bergamo (4,6%)”.

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1,6 mln di pensionati prendono meno di 500 euro

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

La Consulta, pur ritenendo legittimo il raffreddamento della rivalutazione automatica delle pensioni elevate e i prelievi di solidarietà, ha bocciato la previsione della durata quinquennale del prelievo, ritenendo non potesse superare l’ordinaria proiezione triennale del bilancio di previsione dello Stato.”Ora il legislatore deve porre subito rimedio a questa sentenza, cercando di trovare legittimi modi per rendere più eque le pensioni” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Non è accettabile, infatti, che 1,6 milioni di pensionati (1.598.890), il 10,3% dei pensionati, prenda pensioni fino a 500 euro al mese, quando per l’Istat la soglia di povertà per un single è pari a 656,97 euro” prosegue Dona. “Siccome queste pensioni da fame costano solo 5 mld e 461 mln, l’1,86% della spesa complessiva, 12 volte in meno di quelle sopra i 3000 euro, che costano 66,772 miliardi totali, il 22,7% della spesa complessiva pari a 294 mld e 357 mln, è evidente che chiedere un piccolo sacrificio a chi percepisce pensioni d’oro è necessario per ridurre questa iniqua disparità” conclude Dona.

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Il Dipartimento Cultura e Turismo di Abu Dhabi celebra l’arte promuovendo lo scambio culturale

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

Abu Dhabi. In linea con il proposito di Abu Dhabi di migliorare e affermare la propria posizione come crocevia culturale, il Dipartimento Cultura e Turismo di Abu Dhabi ha organizzato un appuntamento artistico virtuale intitolato “Fine Art and Cultural Exchange”, in collaborazione con l’Ambasciata spagnola negli Emirati Arabi Uniti e l’Istituto Italiano di Cultura ad Abu Dhabi. Questo evento speciale, lo scorso ottobre, ha riunito diversi artisti emiratini, italiani e spagnoli specializzati nell’illustrazione di libri per bambini. Al programma hanno partecipato l’artista italiana Maria Sole Macchia, lo spagnolo Adolfo Serra e gli artisti degli Emirati, Wafa Ibrahim e Asma Ibrahim. Commentando l’iniziativa SE Abdullah Majed Al Ali, Executive Director Dar Al Kutub Sector presso il Dipartimento Cultura e Turismo di Abu Dhabi ha dichiarato: “Le circostanze eccezionali che il mondo intero sta attraversando in questo momento rendono ancor più indispensabile un sostegno agli artisti locali, rafforzando la cooperazione tra le varie istituzioni ed enti governativi e culturali. Questa prima iniziativa è il risultato di un’ampia collaborazione tra il settore Dar Al Kutub, l’Ambasciata spagnola e l’Istituto Italiano di Cultura. In futuro incrementeremo la nostra partnership per organizzare un maggior numero di eventi, garantendo agli artisti una piattaforma che consenta di mostrare al pubblico il loro talento e la straordinaria creatività”.Jaime Iglesias Sánchez-Cervera, Deputy Head of Mission presso l’Ambasciata di Spagna negli Emirati Arabi Uniti, ha affermato: “Siamo onorati di aver preso parte a questo illustre evento artistico realizzato grazie ad una stimolante collaborazione triangolare. È solo attraverso lo scambio di conoscenze ed esperienze, in questo caso relative all’arte illustrativa, che possiamo imparare gli uni dagli altri e contribuire al progresso dei vari paesi”.Ida Zilio-Grandi, Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Abu Dhabi presso l’Ambasciata italiana negli Emirati Arabi Uniti, ha dichiarato: “L’Istituto Italiano di Cultura è lieto di aver contribuito a questo evento nato dalla cooperazione tra artisti italiani, emiratini e spagnoli per incoraggiare lo scambio culturale nei vari continenti. Desideriamo ringraziare il Dipartimento Cultura e Turismo di Abu Dhabi e l’Ambasciata spagnola per questa opportunità di collaborazione a stretto contatto e non vediamo l’ora di rinnovare il nostro impegno nelle occasioni future”.

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“Roma è 89esima, nella parte finale della classifica di Ecosistema Urbano”

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

La classifica è stata realizzata da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 ore monitorando 18 parametri di sostenibilità. Avete capito bene: la Capitale trascina in basso il Paese non solo rispetto al Pil, ma anche considerando parametri di qualità ambientale e servizi ai cittadini quali la gestione dei rifiuti, il trasporto pubblico, le piste ciclabili, il verde urbano, l’uso efficiente del suolo, le rinnovabili. Chiunque voglia occuparsi di Roma e del suo futuro dovrà partire da questi dati e da questo bagno di realtà”.Così in una nota congiunta la vicepresidente della Commissione Ambiente della Camera Rossella Muroni e la consigliera regionale del Lazio Marta Bonafoni, Capogruppo della Lista Civica Zingaretti, commentano le classifiche di Ecosistema Urbano.“Nella Capitale il servizio di raccolta presenta forti disagi e mancano gli impianti per il trattamento virtuoso dei rifiuti. La città ha urgente bisogno di un progetto per recuperare la fiducia dei cittadini, far crescere la differenziata, aumentare i servizi di raccolta porta a porta e realizzare gli impianti che servono per la corretta gestione del ciclo dei rifiuti, ossia impianti per la frazione umida, per il recupero e il riciclo, centri del riuso. Perché l’economia circolare – proseguono Rossella Muroni e Marta Bonafoni – non può essere solo uno slogan, ma va realizzata a partire da una corretta gestione del ciclo dei rifiuti.“I cittadini hanno diritto a un trasporto pubblico efficiente e di qualità, di più piste ciclabile e di micro-mobilità elettrica per potersi muovere in modo sostenibile. Più in generale i romani hanno diritto a servizi moderni, efficienti e di qualità in tutti i settori. E Roma deve tornare ad essere una città bella e accogliente, da vivere e da amare, capace di dialogare con le altre capitali europee” concludono Muroni e Bonafoni.

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Vaccino Pfizer: “Mancano ancora un piano di distribuzione e una piattaforma europea per studi e valutazione efficacia vaccini”

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

“Dopo l’annuncio Pfizer è ancora più urgente dotarsi di un piano per la distribuzione del vaccino per quando ci sarà. Sarebbe anche fondamentale una piattaforma europea per condividere i dati sull’efficacia del vaccino stesso, come proposto dal Presidente dell’EMA, Guido Rasi”. Così Marco Cappato sul tema del Vaccino Pfizer, efficace al 90%. La proposta di Guido Rasi fa parte di un pacchetto di proposte raccolte dall’Associazione Luca Coscioni, attiva a livello internazionale a tutela del Diritto alla Scienza e alla Salute. Riguarda, infatti, la necessità di implementare strategie di coordinamento per fornire ai vari Paesi europei una cornice comune entro cui affrontare l’emergenza, da ora fino al momento in cui sarà disponibile il vaccino.“Bisogna proporre all’Unione europea interventi urgenti per superare la frammentazione della ricerca, che ha causato ritardi di mesi nella ricerca sulle terapie contro il SARS-Cov-2 – sostiene Rasi – . Serve una piattaforma virtuale organizzata per gli studi clinici in Europa e una rete di valutazione rapida dell’efficacia dei vaccini nell’uso della popolazione: “con una cifra minima di 10/12 milioni si può mettere in piedi una piattaforma di coordinamento per vedere subito nel mondo reale in poche settimane come i vaccini si stanno comportando per poter perfezionare le campagne vaccinali nei vari Paesi.”“A ciò si aggiunga che i Paesi membri non stanno ancora mettendo in atto le stesse politiche di test, regole di quarantena, indicazioni per i viaggi e app per il tracciamento dei contatti. Occorre un’iniziativa forte del nostro Governo in sede di UE su questi aspetti” conclude il Direttore EMA.

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Coronavirus, Senior Italia FederAnziani: lockdown per fasce d’età

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

Al 4 novembre 2020 sono soltanto 1.793 su 39.052 i pazienti deceduti SARS-CoV-2 positivi di età inferiore ai sessant’anni, mentre gli over 60 sono 37.259, ovvero il 95,4% del totale, di cui il 43,4% donne (16.181) e il restante 56,6% uomini (21.078). L’età media dei pazienti deceduti e positivi a SARSCoV-2 è 80 anni. Per questo è necessario un lockdown per fascia di età oppure, qualora ciò fosse impossibile, una mappatura dei soggetti fragili e massima attenzione nei loro confronti, concentrando tutte le risorse sugli over 60 con almeno una patologia, dato che i pazienti con almeno una o più patologie rappresentano il 96,6% dei decessi nel campione del recente studio condotto dall’ISS sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all’infezione da SARS.COV-2 in Italia.E’ il monito lanciato da Senior Italia FederAnziani dopo un approfondimento dei dati dell’ISS relativi allo studio condotto su 5.047 deceduti per i quali è stato possibile analizzare le cartelle cliniche: il numero medio di patologie osservate è di 3,5; sul totale dei decessi presi in considerazione dall’Istituto superiore di sanità, il 96,6% del campione aveva una o più patologie pregresse: il 64,4% del campione aveva tre o più patologie, il 19,1% due patologie e il 13,1% una sola patologia. Soltanto il 3,4% del campione era privo di patologie. Le patologie presenti nelle persone decedute con positività al Covid sono prevalentemente l’ipertensione (65,7%), il diabete mellito di tipo due (29,3%), la cardiopatia ischemica (27,8%), la fibrillazione atriale (24%), la demenza (21,7%), l’insufficienza renale cronica (20,8%) e lo scompenso cardiaco (16,1%).«Questi dati ci spingono a lanciare un monito – dichiara Roberto Messina, Presidente Nazionale Senior Italia FederAnziani – o bisogna mettere in campo un lockdown per fasce d’età e patologie, oppure in subordinata occorre mappare i cittadini con più patologie, contattarli, sensibilizzarli sull’importanza di proteggersi perché sono loro che in caso di infezione rischiano la vita maggiormente, mentre un messaggio di allarme generalizzato senza analisi delle fasce d’età rischia di essere disorientante e controproducente. È fondamentale che i nostri anziani non interrompano le cure ordinarie, in questi difficili mesi in cui abbiamo visto sospesi tanti percorsi terapeutici, perché la sospensione delle terapie e le lacune nella presa in carico dei pazienti cronici polipatologici non possono che aggravare la situazione esistente. Inoltre man mano che i posti di terapia intensiva andranno a saturarsi aumenterà il rischio di trovarsi di fronte alla necessità di compiere scelte etiche che potrebbero penalizzare proprio le persone più anziane, come sta accadendo in altri paesi. Vogliamo scongiurare l’ipotesi aberrante che si arrivi a dover curare solamente le persone che hanno maggiore possibilità di sopravvivenza ovvero i giovani e i sani. Proprio per questo bisogna rafforzare la prevenzione ma dicendo a chiare lettere: sono gli anziani che rischiano la vita e sono loro che in caso di contagio rischiano di essere tagliati fuori dalle cure.» http://www.senioritalia.it

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Fare Impresa: come salvare l’attività commerciale

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

Fare Impresa: come salvare l’attività commerciale, di Emanuele Rizzo e Osvaldo Duilio Rossi, IFOR, 86 pagine, ISBN 979-85-5715-178-8, 2020. Un libro di microeconomia pratica per i piccoli imprenditori che hanno bisogno di capire quali elementi della propria azienda subiscono o innescano la crisi d’impresa: perché le disfunzioni economiche di un’attività commerciale dipendono anche dall’impresa stessa (da come l’imprenditore alloca le risorse), oltreché dai fattori esterni (come i fallimenti dei mercati). Il libro spiega al piccolo imprenditore come svolgere le rilevazioni econometriche più utili, con un approccio pratico, partendo dai dati contabili essenziali: come compilare la prima nota; quali criteri adottare per catalogare i fattori produttivi e gli output; come confrontare gli input più significativi con i prodotti più o meno performanti; come distinguere un periodo di crescita da uno di ripresa o da uno di indebitamento; come ragionare in termini di bilancio in pareggio, perciò di sopravvivenza dell’impresa, e di riprogrammazione dei costi; e come (e perché) coinvolgere i dipendenti e i collaboratori nelle decisioni sulla conduzione dell’azienda. La CoViD-19 ha intensificato i rischi di crisi economica per le piccole imprese (dai commercianti ai lavoratori autonomi, agli artigani, ecc.): il ritorno degli investimenti (ROI) risulta negativo per varie ragioni, come il dovere di sospendere certe attività, nonostante le spese sostenute per adeguare le misure anticontagio, così ottemperando ai vari D.P.C.M. del 2020, ma indebolendo la performance imprenditoriale. Molti prendono la decisione di chiudere l’impresa o di tagliare i costi più alti o, peggio, di indebitarsi, per provare a uscire da una trappola (anti)economica. Però, anche prima della pandemia da coronavirus, molti imprenditori di piccole dimensioni tentavano una di quelle strade (debito, tagli o chiusura) per reagire alle difficoltà o per provare a incrementare gli utili. Fare Impresa spiega che l’attività economica si può salvare anche in altri modi – intervenendo sugli indicatori sensibili – e che, d’altra parte, certe decisioni intuitive – come tagliare i costi – possono rivelarsi più disastrose di quanto si creda. Per esempio: la regressione lineare può rivelare che un risultato operativo attivo “nasconde” una tendenza generale all’indebitamento, se poche raffiche di ricavi notevoli compensano serie costanti di costi. Gli imprenditori “navigati” potrebbero considerare banali alcune indicazioni fornite nel libro, ma tanti altri imprenditori – soprattutto quelli “alle prime armi” – potrebbero avere bisogno di una cultura imprenditoriale più tecnica (microeconomica), benché possano avere capacità aziendali eccellenti nel proprio settore di attività. L’econometria per la piccola impresa consente di pianificare strategie aziendali razionali ed efficaci. Una logica tecnica (per interpretare i dati) si deve affiancare a una serie di strumenti pratici (per elaborare e per estrarre i dati economici): il libro fornisce questi strumenti teorici e pratici, “pretendendo” che l’imprenditore investa innanzitutto su sé stesso – sulla propria cultura imprenditoriale e sul proprio coinvolgimento critico – anziché delegare ad altri una serie di consulenze che, a volte, possono risultare antieconomiche.

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Lavoro: Serracchiani, coordinare interventi tra legislazioni Ue

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

“L’emergenza pandemica ha esacerbato le disuguaglianze e ha impoverito le nostre famiglie: sono necessari interventi coordinati tra le legislazioni europee”. Lo ha detto oggi la presidente della commissione Lavoro della Camera Debora Serracchiani, intervenendo alla Conferenza interparlamentare sul tema “Per un’Europa sociale ed equa” promossa dalle commissioni Lavoro e affari sociali e Sviluppo e cooperazione economica del Bundestag, nell’ambito della presidenza tedesca del Consiglio dell’Ue. Illustrando gli “strumenti messi a punto in Italia per aiutare le famiglie, i lavoratori e le imprese nell’emergenza pandemica”, Serracchiani ha citato il divieto di licenziamento e “l’ampliamento della protezione sociale attraverso l’estensione degli ammortizzatori sociali ai lavoratori autonomi”. Tra le riforme in corso di elaborazione, la parlamentare ha indicato la previsione di “un ammortizzatore sociale universale” e di un “salario minimo”, in sintonia con quanto deliberato dalla Commissione europea. A proposito degli effetti del lockdown sulle donne, Serracchiani ha segnalato la scomparsa di 470mila posti di lavoro pari al 55,9% del totale e la crescita del numero delle donne che “lasciano il lavoro o rinunciano a cercarlo”.

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