Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

L’UNHCR esorta gli Stati a porre fine al limbo in cui si trovano le persone apolidi entro il 2024

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 novembre 2020

La crisi innescata dal COVID-19 sta aggravando la difficile condizione di milioni di apolidi in tutto il mondo, ha avvertito oggi l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi.In occasione del sesto anniversario della campagna #IBelong lanciata dall’UNHCR, volta a porre fine all’apolidia entro il 2024, Filippo Grandi ha esortato i leader di tutto il mondo ad assicurare inclusione e protezione alle popolazioni apolidi e ad adottare rapidamente misure coraggiose per sradicare tale fenomeno.Privati di importanti diritti legali e, spesso, impossibilitati ad accedere ai servizi essenziali, molti apolidi sono emarginati dal punto di vista politico ed economico, discriminati e vulnerabili a sfruttamento e abusi. In molti Paesi, le persone apolidi, compresi i rifugiati apolidi, vivono in condizioni sanitarie inadeguate e non conformi alle norme, fattore che può far incrementare il rischio di contrarre malattie. Sebbene sia difficile raccogliere dati su scala mondiale, dal momento che le popolazioni apolidi non sempre sono tenute in considerazione o incluse nei censimenti nazionali, secondo l’UNHCR vi sarebbero 4,2 milioni di apolidi in 76 Paesi. Tuttavia, si ritiene che il numero reale sia significativamente più elevato.Pur essendo stati compiuti progressi significativi nella riduzione dell’apolidia su scala mondiale a partire dal lancio della campagna nel novembre del 2014, la pandemia da coronavirus ora ha aggravato molte delle difficoltà e delle ingiustizie a cui gli apolidi devono far fronte.“Privi di cittadinanza, molti apolidi non hanno accesso oppure non sono inclusi nei servizi essenziali di salute pubblica e nelle reti di sicurezza sociale. Sono stati lasciati in condizioni di estrema vulnerabilità di fronte a questa pandemia”, ha affermato Filippo Grandi.Alcuni Paesi hanno, tuttavia, mostrato capacità di leadership includendo le persone apolidi nei loro piani di risposta al COVID-19, assicurando che avessero accesso a test e cure, cibo, indumenti adeguati e mascherine. Alcuni governi hanno reso la registrazione delle nascite e il rilascio di altri documenti di stato civile un servizio essenziale, continuando ad assicurarne l’operatività nonostante la pandemia e contribuendo, in tal modo, a prevenire l’emergere di nuovi casi di apolidia.“Al fine di proteggere e salvare vite umane, esortiamo i governi a sradicare l’apolidia e assicurare che nessuno sia lasciato indietro”.

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