Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

E’ iniziato il conto alla rovescia per una catastrofe in Yemen

Posted by fidest press agency su sabato, 14 novembre 2020

Ci scrivono: “Le persone sono devastate da anni di fame e malnutrizione causati dal conflitto. Si tratta di una combinazione letale di violenza crescente, collasso sempre peggiore dell’economia e della valuta, e il Covid-19 che sta portando la miseria a livelli inauditi. Dobbiamo far aprire gli occhi al mondo, far capire cosa stiamo davvero vedendo nel disastro umanitario che si sta preparando, prima che sia troppo tardi. Se scegliamo di distogliere lo sguardo, non ho il minimo dubbio che lo Yemen precipiterà in una carestia devastante in pochi mesi.La verità è che… ci siamo già passati, solo pochi anni fa. Ho parlato al Consiglio di Sicurezza sullo Yemen nel 2018 e poi nel 2019 insieme a Mark Lowcock. Più o meno è stata la stessa cosa. Avevamo lanciato l’allarme anche allora. A novembre del 2018 avevo parlato degli orrori che civili innocenti erano costretti a sopportare e oggi, francamente, le loro sofferenze sono ancora più motivo di pena di allora, di sempre.Avevo anche lanciato l’allarme che 12 milioni di persone erano a un passo dalla carestia. Terminai il mio discorso al Consiglio implorando, letteralmente implorando delle risorse che evitassero la carestia imminente. La buona notizia è che i leader nel mondo si fecero avanti. Molti di voi, qui oggi, le nazioni fornirono nuovi finanziamenti. E per fortuna fummo in grado di evitare allo Yemen una carestia, appena in tempo. Evitammo una carestia. Non è solo un modo di dire. Significa che abbiamo salvato delle vite umane. Le persone non morirono, come sarebbe successo se voi non vi foste fatti avanti per fare quello di cui c’era bisogno.In due anni, da allora, molto del bel lavoro fatto è andato in fumo. E, ancora una volta, la carestia sta bussando alle porte. Vorrei spiegarvi in parte il perché.Dal 2018, sembra che si siano spesi giorni, settimane e mesi negoziando con le autorità Ansar Allah per un accesso alle aree sotto il loro controllo, e per permessi per istituire sistemi di monitoraggio che i donatori giustamente si aspettano a fronte dei fondi versati.Invece di concentrarci sul fare arrivare assistenza salvavita alle persone che ne avevano un disperato bisogno, abbiamo passato gli ultimi due anni a cercare di superare queste inutili ostruzioni.Peggio ancora, gli infiniti ritardi hanno causato nei donatori una perdita di fiducia sulla nostra capacità di fare in modo che le persone che ne avevano diritto ricevessero il sostegno di cui avevano bisogno. E le contribuzioni si sono ridotte. Avevamo chiaramento spiegato alle autorità di Ansar Allah che, con l’aumento delle richieste nel mondo a causa del Covid-19 e del deterioramento dell’economia, l’ultima cosa di cui avevamo bisogno erano giochi di questo genere. Perché i donatori devono prendere decisioni su dove il denaro dei loro contribuenti viene usato con maggiore efficacia ed efficienza. Così, il risultato è stato che, ad aprile, siamo stati costretti a tagliare le razioni a nove milioni di persone che vivono nelle aree controllate dalle autorità di Ansar Allah. Potete solo immaginare cosa succede a queste persone. Non ci vuole molto. Ogni famiglia ora riceve una razione completa ogni due mesi, invece che ogni mese. E ciò è straziante.A causa della mancanza di liquidità e del collasso dello Riyal, se riusciamo a fornire contanti attraverso il sistema biometrico, pensiamo che questo possa rappresentare un forte impulso economico immettendo liquidità in un sistema che speriamo possa stabilizzare il Riyal, almeno portarlo a circa 550 contro il dollaro, cosa che aiuterebbe a stabilizzare i prezzi del cibo. Questo non aiuterebbe solo i 13 milioni di persone che assistiamo oggi, ma finirebbe per aiutare tutta la popolazione dello Yemen di 29-30 milioni di persone.Se riusciamo a riconquistare la fiducia dei donatori – significa immettere nel 2021 circa mezzo miliardo di dollari di liquidità nel mercato attraverso i beneficiari, che servirebbe a stabilizzare la moneta e far ripartire l’economia.Ma Ansar Allah deve dimostrare che è pronto ad aiutarci. E possono farlo rispettando le sette pre-condizioni richieste dai donatori a febbraio 2020. Di queste sette condizioni, cinque non sono ancora state rispettate, sebbene ci siano dei piccoli progressi a riguardo.Onestamente, queste sono cose che si dovrebbero risolvere in ore o giorni, non in settimane, mesi e anni. E non stiamo chiedendo niente di eccezionale o di nuovo, solo procedere ad una implementazione come facciamo in tutto il resto del mondo. Perché mai si dovrebbe voler ostacolare questo processo? L’impatto sulla sicurezza alimentare è stato catastrofico. Prima del Covid-19, le analisi mostravano come, nel 2020, il numero di persone in stato di grave insicurezza alimentare poteva superare i 17 milioni di persone, su una popolazione di 29-30 milioni. Ulteriori indagini di pochi mesi fa, che hanno riguardato i distretti del sud, indicavano che l’insicurezza alimentare acuta sarebbe salita di molto, dal 25 per cento al 40 per cento della popolazione entro la fine dell’anno. Si tratta di circa 3,2 milioni di persone su 7,9 milioni dell’indagine.Ora le ultime analisi ci dicono che la carestia è davvero una possibilità reale e pericolosa. L’allarme è scattato, e le luci non sono gialle, ma di un rosso intenso.Per ripristinare le razioni a tutti i beneficiari e riprendere le altre attività come il sostegno nutrizionale speciale ai bambini e alle madri che allattano, abbiamo bisogno di 2,6 miliardi di dollari per tutto il 2021.Nell’oscurità che minaccia di avviluppare lo Yemen, chiedo al Consiglio di Sicurezza di dare alla popolazione di questo paese un barlume di speranza.Vi prego, non voltate loro le spalle, non voltate le spalle alla popolazione dello Yemen. Ascoltate l’allarme che Mark [Lowcock] e io stiamo lanciando, prima che sia troppo tardi. Raccogliamo questa breve opportunità che abbiamo di evitare una carestia che sta già prendendo piede in parti del paese. Dobbiamo agire ora per queste vittime innocenti della guerra in Yemen, i bambini, le bambine, le famiglie, le donne, ci guardano chiedendoci di salvarli dalla carestia e da questa catastrofe”. 

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