Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Prevenzione e gestione della cronicità durante il covid-19

Posted by fidest press agency su sabato, 14 novembre 2020

E’ andata in onda la seconda giornata di Meridiano sanità con una tavola rotonda di approfondimento sulla crisi pandemica di COVID-19 della XV° Edizione del Forum Meridiano Sanità di The European House – Ambrosetti. Il XV° Rapporto Meridiano Sanità ricorda che le malattie non trasmissibili in Italia sono responsabili del 93,3% dei decessi e del 90,2% degli anni vissuti in disabilità. Tra queste, le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte in Italia, provocando nel 2018 232.000 decessi, e la causa più frequente di ricovero ospedaliero, registrando quasi 900.000 ricoveri in regime ordinario (14,3% dei ricoveri totali). I tumori sono invece la prima causa di disabilità e la seconda causa di morte in Italia. Anche i la salute mentale rappresenta una delle sfide di sanità pubblica più rilevanti: una persona su sei, in Europa, soffre di disturbi mentali. Durante la prima ondata pandemica, la sospensione o il rinvio delle prestazioni sanitarie dedicate ai pazienti affetti da patologie croniche ha avuto ripercussioni devastanti e tuttora da quantificare.Il nostro sistema sanitario funziona come una filiera, fatta di vasi comunicanti: il territorio funziona solo se funziona tutta la filiera, sono ruote di un unico ingranaggio, aggiunge Dario Manfellotto, Presidente della Società Scientifica degli Internisti Ospedalieri, coloro che tutt’ora assistono circa il 70% dei pazienti ricoverati. Richiama la necessità di garantire un’assistenza integrata e multidisciplinare anche post-ospedaliera ai pazienti positivi al COVID-19, in quanto può comportare complicanze a lungo termine, soprattutto per i pazienti affetti da multi-morbidità.Durante la prima ondata pandemica, vi è stato un calo significativo delle ospedalizzazioni sia rispetto alle patologie cardiovascolari acute che quelle croniche dichiara il Prof. Filardi, Ordinario di Cardiologia alla Federico II di Napoli e Presidente eletto della SIC. È stata riscontrata una riduzione di circa il 50% delle ospedalizzazioni per sindromi coronariche acute. Nel caso dell’infarto STEMI il calo ha raggiunto il -26,5%, contribuendo a un aumento significativo della mortalità, che è salita dal 4,1% al 13,7%. Una riduzione delle ospedalizzazioni anche per le patologie cardiovascolari croniche che ha raggiunto quasi il 50% nel caso dell’insufficienza cardiaca; e con strumenti limitati per supportare i pazienti in remoto – è il caso di parlare di “telefono-medicina” più che di telemedicina per ora. Proprio di telemedicina ha parlato Francesco Gabbrielli, Direttore del Centro Nazionale per la Telemedicina e le Nuove Tecnologie Assistenziali dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), il quale ha affermato che durante la crisi pandemica vi è stato un utilizzo maggiore della telemedicina, anche tramite strumenti semplici, su richiesta dei pazienti e da parte dei medici per poter poterli raggiungere, superando antiche inerzie e resistenze. Le indicazioni ad interim per la telemedicina, predisposte dall’ISS, hanno risposto a tale esigenza fornendo un modello di lavoro per implementare in modo efficace ed economico dei servizi domiciliari per diverse tipologie di pazienti, inclusi i pazienti che necessitano di continuità assistenziale. Il dibattito si sposta sul tema della prevenzione con l’intervento di Paolo Bonanni, Coordinatore del Board del Calendario per la Vita e Professore Ordinario di Igiene all’Università degli Studi di Firenze. Il Professore Bonanni ha messo in luce come vi sia stato un calo delle coperture vaccinali nei primi mesi del 2020, aggravando un contesto italiano già caratterizzato da tassi di copertura inferiori alla soglia target del 95%. Massimo Andreoni, Professore ordinario di malattie Infettive della facoltà di Medicina e chirurgia Università degli studi di Roma “Tor Vergata”, ha condiviso l’urgenza attuale di liberare risorse e posti in ospedale per far fronte ad un crescente numero di pazienti gravi. Il Prof. Andreoni ha illustrato come si stiano sperimentando il tele-monitoraggio proprio per far fronte a tale criticità: dimettendo pazienti che necessitano ancora di un periodo di osservazione, monitorandoli in remoto h24, in modo tale da intervenire se necessario, ma al contempo permettendo di liberare risorse ospedaliere. Afferma poi che la prevenzione dell’epidemia deve prevenire non seguire l’evento e che è riconducibile a tre possibilità: vaccinazioni, prevenzione farmacologica e modifica dei comportamenti umani. La con modifica dei comportamenti umani è lo strumento più affidabile che attualmente abbiamo a disposizione per far fronte all’emergenza COVID-19.

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