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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Scuola: Pensionamenti 2021, ancora troppe le penalizzazioni per il personale

Posted by fidest press agency su sabato, 14 novembre 2020

In alcuni casi la penalizzazione può arrivare fino a 600 euro mensili. Marcello Pacifico (Anief): “Il Governo intervenga in legge di stabilità e posticipi la presentazione delle domande dopo l’approvazione della legge. Il fatto che nel 2021 50 mila docenti e Ata lasceranno la scuola aderendo in gran numero a Quota 100 significa che stiamo parlando di dipendenti esasperati, costretti a vedersi negare un diritto sacrosanto, quale è l’assegno pieno di quiescenza, perché derivante da quasi quattro decenni di contributi regolarmente versati” Entro la data di scadenza, al momento prevista per il 30 novembre, tutto il personale del comparto scuola dovrà presentare le domande di cessazione per dimissioni volontarie dal servizio o delle istanze di permanenza in servizio ai sensi dell’articolo 1, comma 257, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 e successive modifiche e integrazioni, ovvero per raggiugere il minimo contributivo tramite l’applicazione POLIS – Istanze on line. Mentre per le domande di trattenimento in servizio per il raggiungimento del minimo contributivo continuano a essere presentate in forma cartacea entro il termine di scadenza di presentazione delle domande di dimissioni (30 novembre).In piena emergenza sanitaria potrebbero andare in pensione, con quota 100, almeno 50 mila tra insegnanti e amministrativi. Per Anief è ancora troppo poco perché forti sono le penalizzazioni che devono essere tolte. Inoltre, più del 50% di chi rimane è over 55, ovvero collocato in quella fascia d’età che nella primavera scorsa era individuata come fragile. Con la legge di stabilità 2021 è arrivato il momento di approvare una finestra che svecchi la scuola italiana, a più rischio biologico, e tuteli la salute e la sicurezza di tutti i lavoratori. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, durante gli incontri con il ministro Catalfo, nelle delegazioni Confedir e Cisal, ha chiesto al Governo di considerare subito il lavoro svolto in ogni ordine e grado quale gravoso (non soltanto quello svolto nelle scuole dell’infanzia) e di consentire ai lavoratori fragili il lavoro agile o il congedo con la retribuzione ordinaria (e non ridotta in malattia), di aprire in futuro una finestra specifica a 61 anni in considerazione del rischio biologico, senza penalizzazioni. L’Italia non può più permettersi di avere il personale scolastico più vecchio al mondo.

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