Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Archive for 16 novembre 2020

Mascherine anti-covid. Facciamo il punto su usi e costumi

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 novembre 2020

Il nostro nuovo capo d’abbigliamento, la mascherina, è bene conoscerla nei minimi particolari. Indosseremmo un paio di mutande che ci provocherebbero fastidi/ infiammazioni alle parti intime? No. Bene, lo stesso vale per la mascherina, con l’aggiunta che l’eventuale danno non sarebbe solo un’infiammazione, ma il contagio planetario del secolo. Facciamo il punto rispetto ad informazioni diffuse. Ovviamente non possiamo essere esaustivi, ma intendiamo fornire alcune indicazioni orientative, per cui, per i casi particolari (fisici e psicologici), sarò bene rivolgersi ad un proprio medico di fiducia. Le mascherine chirurgiche: difendono gli altri dal nostro respiro ma non chi le indossa dal respiro altrui. Dal laboratorio Gemtex di Ensait a Roubaix (Francia), apprendiamo che la mascherina chirurgica deriva la sua efficacia da due punti. Primo, il suo materiale, costituito da tre spessori: uno strato di meltblown, un tessuto non tessuto molto filtrante derivato dal polipropilene, inserito tra due strati di spunbond, con fibre molto più grandi e che funge da materiale di supporto. In secondo luogo, a questa mascherina viene aggiunta una carica elettrostatica che “trattiene” le particelle virali. Sempre secondo questo laboratorio, quando si bagna, la mascherina perde la sua carica elettrostatica: per questo si consiglia di cambiarla quando è bagnata. “Ma poiché questa mascherina ha un’efficienza complessivamente maggiore rispetto ad altre mascherine, anche dopo essere stata lavata e quindi perso la sua carica elettrostatica, rimane complessivamente più efficace delle altre”. Una volta lavato, il meltblown filtra ancora il 95% delle particelle inferiori a tre micron, contro il 90% delle maschere in tessuto. A conferma di questo, secondo i test condotti da UFC-Que Choisir (https://www.quechoisir.org/actualite-masques-chirurgicaux-vous-pouvez-les-laver-et-les-reutiliser-n85015/), sembra che le mascherine chirurgiche mantengano buone capacità di filtrazione anche dopo 10 lavaggi in lavatrice a 60 gradi. L’associazione francese dei consumatori ha effettuato test su tre modelli acquistati in supermercati e farmacie che mostrano una capacità di filtrazione compresa tra il 90% e il 100% anche dopo 10 lavaggi, e altrettante volte in asciugatrice e stiratura delicata. “Nonostante un leggero infeltrimento, le maschere chirurgiche lavate sono quindi alla pari, e non solo, con le maschere in tessuto più efficienti con garanzia Afnor / DGA”, attesta l’UFC-Que Choisir. Per l’associazione, le maschere usa e getta sono quindi altrettanto efficienti, pur essendo meno costose per unità. Una maschera usa e getta viene così venduta tra i 10 ei 60 centesimi ciascuna, contro 3/15 euro per una maschera in tessuto, riutilizzabile anche 10 volte. A ottobre, un gruppo di ricercatori ha sostenuto la “tecnica della busta” (https://www.adioscorona.org/questions-reponses/2020-10-01-pollution-masque-chirurgical-plusieurs-fois-porter-utiliser-mer-ocean.html), che consiste nel riporre le maschere in buste di carta per una settimana, in modo da poterle riutilizzare. “Il 99,9% dei coronavirus SARS-CoV-2 è inattivo dopo sette giorni sulla facciata esterna e quattro giorni sulla facciata interna, certificano i ricercatori. Possiamo così conservare la maschera per un tempo molto lungo e riciclarla almeno 20 o 30 volte, il che consente più di sei mesi di utilizzo.” Le mascherine di protezione delle nostre vie aeree e quelle degli altri Sono di diversi tipi – FFP1, con copertura da patogeni dell’80%, ma riducono l’ossigeno dal 5 al 20%, quindi non tutti sono in grado di utilizzare e non sono ideali quando fa caldo. – FFP2 (N95), son le più efficaci per limitare i contagi. Sono infatti quelle che usate dagli operatori sanitari, che stanno a contatto con persone affette da Covid-19. Queste mascherine riescono a bloccare il 94% delle particelle sospese nell’aria, tra cui il coronavirus e diversi altri patogeni. Con il caldo però non vanno utilizzate perché non lasciano fluire il calore, facendo quindi aumentare la temperatura del viso. Queste mascherine, indossate per molto tempo provocano anche un significativo aumento dell’umidità, della difficoltà respiratoria e un generale disagio. – FFP3, offrono la migliore filtrazione e proteggono anche da particelle molto fini, come per esempio quelle dell’amianto. Mascherine lavabili certificate.Registrate dal Ministero della salute e testate secondo le normative vigenti, sono sanificate e pronte all’uso. Tessuto traspirabile e resistenti a numerosi lavaggi. In tessuto, 100% cotone ed uno strato protettivo esterno 100% tnt. Si possono lavare a mano o in lavatrice con igienizzanti o disinfettanti, non superando i 40 gradi. Proteggono dalle goccioline di saliva e riducono la diffusione di agenti infettivi che possono essere emessi da starnuti o tosse. L’obbligo ad indossarle è dai 6 anni in poi. Importante è trovarle di dimesnioni ridotte rispetto a quelle standard sì da aderire e coprire naso e bocca. Per invogliare i bambini ad indossarle (chirurgiche o in tessuto) in commercio ce ne sono colorate o con motivi da loro amati, come quelli dei cartoni animati. Come per gli adulti, anche per i bambini è bene ricordarsi che l’uso prolungato delle ffp2 non permette una buona ventilazione.

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Bankitalia: nuovo record debito pubblico a 2.582,6 mld

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 novembre 2020

Nuovo record del debito pubblico, che a settembre ha raggiunto i 2.582,551 mld. “Ennesimo record storico! Ormai, per via dell’emergenza Covid, ogni mese andrà inevitabilmente sempre peggio. Basta, quindi, con i bonus a pioggia, dati a casaccio senza una logica. I soldi pubblici dovrebbero essere destinati solo a salvaguardare la capacità produttiva del Paese e la capacità di spesa delle famiglie, in modo che, finita la pandemia, l’Italia possa rimettersi subito in moto, viaggiando a pieno regime e recuperando quanto perso durante il lockdown” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Considerati gli ultimi dati ufficiali Istat sulla popolazione residente, è come se ogni italiano avesse un debito di quasi 43 mila euro, 42.868 euro. A famiglia si tratta di un debito pari a quasi 99 mila euro, 98.599 euro per la precisione” conclude Dona.

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Scuola: In calo le competenze degli alunni italiani in lettura, matematica e scienze

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 novembre 2020

Le competenze degli alunni italiani stanno peggiorando: a dirlo è il rapporto annuale Education and Training Monitor 2020 sulla situazione dell’istruzione nei 27 Paesi dell’Unione Europea. Il rapporto mette a confronto i nuovi dati (2019) con quelli di dieci anni prima (2009) e fa il punto sugli obiettivi di Lisbona, i benchmark che i Paesi sono impegnati a conseguire: inoltre, la rivista Tuttoscuola, per disporre di maggiori elementi di valutazione, ha inserito i dati del 2018 per valutare gli scostamenti sul breve periodo. “Il dato complessivo per certi aspetti è preoccupante, anche perché – spiega la rivista specializzata – in tutte e tre le competenze dei 15enni l’Italia registra livelli superiori (cioè peggiori) alla media dei Paesi dell’Unione”.A preoccupare è anche la scolarizzazione dei bambini di 4 anni: l’Italia scende per la prima volta sotto l’obiettivo fissato del 95%, fermandosi nel 2019 al 94,9%; l’anno prima era al 96,1% e nel 2009 al 99,8%. Va leggermente meglio, fortunatamente, sul fronte della dispersione scolastica, la cui media europea è del 10,2%: rispetto all’obiettivo di Lisbona del 10% nel 2009 in Italia gli abbandoni erano pari al 19,1%, mentre nel 2018 sono scesi al 14% e nel 2019 al 13,5%, quindi oltre due punti percentuali la media UE. A migliorare, anche se non in modo adeguato, è anche la percentuale di giovani italiani (fascia di età 30-34 anni) con un livello di istruzione terziaria (università) per i quali l’Europa ha fissato l’obiettivo al 40%: nel 2009 erano al 19%, nel 2018 la percentuale era salita al 26,9%, nel 2019 aveva fatto un altro piccolo passo avanti salendo al 27,6%, una percentuale ancora ben lontana dall’obiettivo fissato dall’Europa e dalla stessa media dei Paesi dell’Unione attestata al 40,3%. Il sindacato Anief, pertanto, torna a ribadire l’importanza di mettere a disposizione del corpo docente e dei discenti di adeguate attrezzatture e strumentazioni con connessioni adeguate. Ecco perché è estremamente necessario allargare la card docente anche ai precari, docenti e Ata. In tempo di Covid, tra l’altro, questa esigenza diventa ancora più impellente: come si può operare lo smart working, senza device, software professionali e reti internet? La stessa attenzione deve essere posta per una formazione adeguata, per svolgere la quale c’è oggi un contratto che la regolamenta.

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European parliament: President’s diary

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 novembre 2020

Bruxelles. On Tuesday, EP President Sassoli will have a remote meeting with Pablo Iglesias, Vice-President of the Spanish Government. On Wednesday morning, he will have a video meeting with the Conference of European Rabbis and in the afternoon, he will open the “2020 European Strategy and Policy Analysis System (ESPAS) Annual Conference: Thinking about the Future”.

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Scuola: Iscrizioni 1.700.000 alunni al nuovo anno, pochi giorni per decidere

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 novembre 2020

In base alla prima bozza presentata ai sindacati, le famiglie degli alunni interessati potranno presentare le domande di iscrizione dal 4 al 22 gennaio prossimo, in modalità on line per tutte le classi iniziali delle scuole statali: per iscriversi all’anno scolastico 2021/2022, ferma restando la registrazione al portale http://www.istruzione.it/iscrizionionline/ a partire dalle ore 9 del 19 dicembre, circa un milione e 700 mila famiglie di bambini e ragazzi oggi iscritti alle ultime classi della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, avranno la possibilità di formulare la domanda on line dalle ore 8 del 4 gennaio 2021 alle ore 20 del 22 gennaio. Mentre, sia l’anno scorso che quello precedente la finestra era stata di più giorni: dal 7 al 31 gennaio. Rimangono invece immutati i parametri di formazione delle classi e dell’offerta formativa: per il sindacato era proprio su questi aspetti che bisognava invece intervenire.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “la tempistica a disposizione dei genitori deve essere necessariamente allungata. Come è giunta l’ora di cancellare la Legge 133 del 2008, che assieme al dimensionamento ha elevato il numero di alunni per classe andando quindi a produrre le 20 mila classi pollaio di cui tutti oggi parlano con indignazione, a ragione, a partire dal primo partito di Governo e dalla stessa ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina che ha presentato anche da tempo un disegno di legge per dire basta a tale indecenza. Allo stesso tempo, come sindacato abbiamo fatto presente al Ministero che va anche ridotta la soglia minima di studenti perché una scuola sia considerata autonoma, visto che vi sono realtà – territorialmente isolate, di montagna, nelle isole e altre ancora – dove la burocrazia non può prevalere sul diritto allo studio. Bisogna inoltre recuperare le ore di insegnamento sottratte alle discipline in tutti i gradi di insegnamento, recuperare i moduli alla primaria e allargare ovunque il tempo pieno nella scuola primaria, dove vanno reintrodotte le compresenze e i maestri specialisti nella lingua inglese, ma anche adottata una volta per tutte l’attività motoria come disciplina. Infine, andrebbe anticipato l’obbligo scolastico di un anno protratto fino alla maggiore età, così da porre finalmente un freno importante al triste fenomeno degli abbandoni precoci dei banchi di scuola. Sono provvedimenti sacrosanti, per i quali ci battiamo e ci batteremo sempre”.Si preannunciano davvero stretti i tempi per decidere quale scuola frequentare l’anno prossimo. Secondo quanto riportato da IlSole24Ore e ripreso da Tuttoscula, la bozza di circolare ministeriale sulle iscrizioni on line all’anno scolastico 2021/22, consegnata martedì alle organizzazioni sindacali e che verrà emanata a breve, si riduce per la procedura on line a soli 18 giorni.

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Didattica a distanza e rischio sedentarietà

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 novembre 2020

Il 2020 è un anno che gli adolescenti difficilmente dimenticheranno: scuola, attività ricreative e sport sono stati penalizzati dalle misure di contenimento del Covid 19. La pandemia in corso rischia, però, di rendersi responsabile di molti effetti collaterali ai danni dei ragazzi che subiscono le restrizioni, certo a favore del contrasto del virus, ma sicuramente a svantaggio della psiche e dell’apparato muscolo scheletrico.Il sovrappeso e l’obesità possono aumentare la degenerazione del disco vertebrale. A causa dell’aumento del carico sulla colonna vertebrale, i dischi intervertebrali sono sotto costante compressione, limitando la mobilità spinale. Nonostante la gravità e il peso corporeo aumentano la struttura vertebrale rimane la medesima . Quindi avremo maggior probabilità di provocare in primis protrusioni e poi ernie che interessano i dischi sia della colonna lombare che cervicale e alterazioni delle curve fisiologiche della colonna stessa.Quali sono i rischi della sedentarietà per gli adolescenti? Quali sono le posizioni sbagliate da evitare? Al computer, seduti al banco a scuola, durante la didattica a distanza a casa? Gatto (posizione a carponi): il movimento parte dal coccige ad onda dal basso verso l’alto . Il coccige si muove con la cervicale , la parte toracica invece svolge un movimento opposto. Ginocchia la petto: posizione supina, si piegano le ginocchia al petto stirando la colonna e continuando a respirare nell’addome. Semiponte: posizione supina, ginocchia piegate e glutei contratti. Da questa posizione portare in alto la schiena e rimanere per 20 secondi in tensione. È un esercizio di resistenza. Superman- posizione prona: sollevare un braccio per volta e portarlo in posizione tesa, rimanere in sospensione per 25 secondi. Ripetere il movimento per altro braccio e gambe. Movimento caviglie e mani: in posizione supina comporre un movimento rotatorio dei polsi e delle caviglie (sia senso orario che antiorario). Stretching delle braccia: in piedi incrociare le dita e portare le braccia verso l’alto e indietro circa 6 volte. Successivamente riportare le braccia verso il basso e girare le mani verso l’esterno incrociate, ripetere l’ estensione altre 6 volte verso l’alto. Quando è il caso di contattare un Dottore Chiropratico? Nel caso si avvertano mal di testa, vertigini o problemi cervicali, lombalgia, dolori itercostali. La Chiropratica migliora la coordinazione dei movimenti nello sport, elimina le sublussazioni vertebrali riducendo l’infiammazione tissutale. Inoltre ristabilisce la buona biomeccanica articolare, migliora la qualità del sonno e la concentrazione. Dal punto di vista psicologico sappiamo che durante un aggiustamento chiropratico vengono prodotte endorfine che stimolano il buon umore e diminuiscono il dolore fisico. Studi condotti in Australia, presso la Curtin University, hanno dimostrato che bambini e adolescenti obesi hanno maggior rischio di sviluppare una cattiva postura. Questo elemento è considerato critico perché con una cattiva postura il rischio di diventare adulti con mal di schiena cronico è molto elevato.

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Le conseguenze del pessimismo sul disturbo bipolare

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 novembre 2020

Lo studio dell’Università di Parma è stato pubblicato su eLife studio. “Un deficit nell’apprendere informazioni positive predice la ricaduta in pazienti affetti da disturbo bipolare”: questo il titolo della ricerca condotta da Paolo Ossola (primo autore) e Carlo Marchesi, rispettivamente ricercatore e docente di Psichiatria al Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Ateneo, da Tali Sharot, docente di Neuroscienze cognitive al Dipartimento di Psicologia Sperimentale dell’University College London e da Neil Garrett, ricercatore al Dipartimento di Psicologia Sperimentale dell’Università di Oxford, i cui risultati potranno fornire un utile strumento ai clinici per capire quando il paziente avrà un nuovo episodio della malattia e intervenire tempestivamente.Il disturbo bipolare è caratterizzato dal susseguirsi di episodi di espansione (mania) e depressione, intervallati da fasi asintomatiche definite eutimia. Periodi più brevi di eutimia si associano ad una maggior disabilità, ad un maggior rischio di disoccupazione, ricoveri ospedalieri e rischio suicidario. Tuttavia, gli strumenti a disposizione dei clinici finora si sono dimostrati insufficienti nel predire quando un paziente affetto da disturbo bipolare avrà un nuovo episodio.Partendo dal fatto che i soggetti affetti da depressione tendono a dare più peso alle informazioni negative, alimentando una visione pessimistica del futuro che di conseguenza peggiora i sintomi, con questo studio si è voluto capire se il paziente con disturbo bipolare mostrasse un pattern (ovvero un modello) specifico nel modo in cui apprende dalle informazioni positive e negative e se questa modalità lo rendesse più vulnerabile ad una ricaduta.Il gruppo di ricerca ha testato 36 persone affette da disturbo bipolare con un compito al computer e poi ha monitorato il loro umore a cadenza pressoché mensile per 5 anni con l’obiettivo di valutare l’eventuale comparsa di sintomi suggestivi di un nuovo episodio. Nell’esperimento al computer ai partecipanti venivano mostrati 40 eventi di vita avversi quali perdere il portafoglio o avere la carta di credito clonata. Veniva quindi chiesto quanto fosse probabile che questo evento succedesse a loro.In un secondo momento ai partecipanti veniva mostrata la probabilità reale che questo evento accada nella popolazione generale. Così facendo i soggetti a volte ricevevano notizie negative (per esempio se la probabilità reale di perdere il portafoglio era maggiore di quanto pensassero) ed altre ricevevano notizie positive (per esempio se la probabilità di avere la carta di credito clonata era minore di quanto si aspettassero). Alla fine di questa sessione veniva nuovamente chiesto di valutare la probabilità che questo evento accadesse a loro.Le analisi hanno mostrato che i soggetti che cambiano maggiormente le loro credenze in risposta a informazioni positive rispetto a quelle negative, e che quindi avevano una maggior tendenza ottimistica, rimanevano in eutimia più a lungo. Questo era vero sia per ricadute maniacali che depressive e l’associazione rimaneva anche considerando altri fattori come l’età, la terapia psicofarmacologica e la durata di malattia.

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Il difficile compito di Biden e le sagge parole di Ocasio-Cortez

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 novembre 2020

“Io sono quello che ha corso contro i socialisti. Io sono il moderato”. Così Joe Biden un mese prima dell’elezione in un’intervista in cui cercava di mettere da parte le accuse che lui sarebbe dominato dall’ala sinistra del suo partito in caso di vittoria. Adesso da presidente eletto Biden avrà il duro compito di unificare il Paese dalle divisioni create da Donald Trump. Dovrà inoltre mantenere unito il suo partito che aveva fatto quadrato sotto la sua guida per l’elezione ma adesso alcune fratture hanno cominciato ad emergere. L’elezione del 3 novembre ha consegnato la Casa Bianca e ha riconfermato la maggioranza della Camera al Partito Democratico anche se diminuita di una manciata di seggi. La vittoria della maggioranza al Senato rimane improbabile anche se non impossibile. Ci vorrebbero le due vittorie di seggi nella Georgia che sono andati a finire al ballottaggio. Questa elezione preoccupa anche Mitch McConnell, repubblicano del Kentucky e presidente del Senato, il quale fino ad oggi non ha riconosciuto la vittoria di Biden. Il presidente uscente rimane popolare in Georgia e l’attuale presidente del Senato vuole assolutamente evitare una sconfitta repubblicana che gli farebbe perdere la leadership nella Camera Alta. Nonostante il fatto che tutte le contese elettorali non siano completamente finite, però, i dissensi dei democratici hanno iniziato a fare capolino. In una conferenza nazionale telefonica molto accesa durata tre ore, le due ali del Partito Democratico hanno espresso le loro differenze in toni abbastanza duri. L’ala moderata ha sostenuto che la vittoria di Biden, un moderato, è stata resa possibile dal centrismo del candidato che ha beneficiato di questa sua qualità negli Stati del Midwest. Rahm Emanuel, capo di gabinetto durante l’amministrazione di Barack Obama ed ex sindaco di Chicago, è stato uno dei più accesi sostenitori di questa tesi. Secondo Emanuel, ci voleva un moderato per conquistare il voto degli elettori indipendenti che sarebbero stati spaventati dalla retorica di sinistra e avrebbero scelto Trump. La sminuita maggioranza alla Camera in comparazione dall’elezione di midterm di due anni fa è stata spiegata anche con i cosiddetti eccessi di retorica “socialista” che avrebbe fatto perdere la rielezione ad alcuni parlamentari in zone in bilico. Conor Lamb, moderato della Pennsylvania, che è riuscito con difficoltà a conquistarsi un altro mandato, si è unito a Emanuel sostenendo che il risultato dell’elezione dovrebbe suonare un campanello d’allarme alle tendenze troppo liberal del suo partito.L’ala sinistra si è difesa facendo notare che tutti i candidati democratici progressisti, specialmente la nota “squad”, ossia Ilham Omar (Minnesota) Alexandria Ocasio-Cortez (New York), Rashida Tlaib (Michigan) e Aryanna Pressley (Massachusetts) sono stati rieletti nonostante i feroci attacchi della destra. La moderazione di Biden non è stata però sufficiente per avere la meglio negli Stati critici di Ohio e Florida. Nel Sunshine State, infatti, nonostante la vittoria di Trump, gli elettori hanno approvato l’aumento del salario minino a 15 dollari l’ora, uno dei cavalli di battaglia dei “socialisti” del Partito Democratico.Durante le prime contese delle primarie democratiche Biden sembrava essere stato rifiutato dal Partito Democratico ma poi in South Carolina è rinato con un vittoria schiacciante. Poco tempo dopo con vittorie in altri Stati i suoi avversari hanno gettato la spugna e si sono schierati tutti nel suo campo, essendosi resi conto che ci voleva qualcuno che sconfiggesse Trump. Il 45esimo presidente è riuscito, senza volere, a unificare i democratici. Bernie Sanders, uno dei candidati che aveva dato filo da torcere a Biden per la nomination, senza provare rancore, ha lavorato duro per farlo eleggere. Inoltre, Sanders aveva avvertito la “squad” che il primo ordine del giorno dei progressisti era lavorare sodo per sconfiggere l’attuale inquilino della Casa Bianca. Difatti, la collaborazione dell’ala sinistra ha contribuito notevolmente alla vittoria di Biden.L’ex vicepresidente ha ovviamente radici nell’ala moderata del Partito Democratico. Alcuni analisti hanno rilevato che la sua vittoria rappresenta un terzo mandato per Obama considerando la comunanza di vedute fra i due. Questo è vero ma solo in parte. Il Partito Democratico e il Paese non sono quelli del 2008 o 2012, anni in cui Obama fu eletto. Bisogna ricordare i contributi di Sanders negli ultimi 10 anni per mettere in primo piano programmi progressisti e la visibilità offerta all’ala sinistra del Partito da individui come Ocasio-Cortez. La parlamentare di New York si sta rivelando non solo ottima candidata ma anche la nuova voce dell’ala sinistra. Si sta esibendo anche da saggia politica. Commentando la squadra che Biden sta organizzando per governare il Paese. Ocasio-Cortez ha dichiarato che “non invidia la squadra d Biden. Si tratta di un delicato equilibrio……importante perché manderà un messaggio molto, molto potente sulle intenzioni di governare”. Non sarà facile per Biden formare una squadra per affrontare tutti i problemi che Trump gli lascerà. A cominciare dal fatto che il 45eismo presidente non ha ancora deciso di accettare il risultato elettorale, insistendo senza ragioni, sulla frode elettorale. Biden però ha già dato segnali di prepararsi a governare mettendo in piedi una task force di luminari scientifici e medici che lo consiglieranno sulla pandemia del Covid-19. Biden ha anche promesso che la sua squadra di governo includerà una grande diversità per quanto riguarda la razza, genere, e orientamento sessuale. Il neoeletto presidente dovrà anche tenere conto del fatto che con ogni probabilità McConnell controllerà il Senato che sarà responsabile di confermare le sue nomine. Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

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Auto: il noleggio guida la svolta elettrica

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 novembre 2020

Il settore del noleggio veicoli si conferma nel 2020 il principale acquirente di vetture elettrificate in Italia: nei primi 9 mesi dell’anno quasi 2 auto alla spina su 5 sono state acquistate da società di noleggio. Per accelerare il rinnovo del nostro parco circolante, servono oggi misure di incentivo all’acquisto dei veicoli usati di ultima generazione, in grado di raggiungere le fasce di popolazione che non riescono a comprare il nuovo.Sono questi i principali dati e le proposte che emergono dall’analisi ANIASA, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità, diffusa oggi sulle immatricolazioni di vetture elettriche ed ibride nel nostro Paese.Nei primi 9 mesi del 2020 le società di noleggio (a lungo e breve termine e in car sharing) hanno immatricolato 5.229 vetture ibride plug-in (PHEV + Rex: +225% vs le 1.611 dello stesso periodo del 2019) e 6.132 elettriche (BEV: +125% vs 2019). Un vero e proprio boom per queste nuove alimentazioni, pur in una fase di forte contrazione del mercato del noleggio, dovuta agli effetti diretti prodotti dalla pandemia: la crisi del turismo (in particolare di quello proveniente dall’estero), le restrizioni alla mobilità cittadina che hanno duramente impattato sull’auto condivisa e l’incerto quadro economico che ha frenato la mobilità aziendale.Il noleggio si conferma quindi protagonista assoluto degli acquisti di vetture elettrificate con una quota di immatricolazioni che sale al 42% delle ibride plug-in e al 35% delle elettriche. Quasi 4 auto elettrificate su 10 vendute nel nostro Paese sono immatricolate da società di noleggio.

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Novità in libreria: Natale a Venezia

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 novembre 2020

A cura di Elisabetta Tiveron e Caterina Schiavon, Torino, Neos edizioni, 2020. Racconti di: Philippe Apatie, Elisabetta Baldisserotto, Francesca Boccaletto, Annalisa Bruni, Michele Catozzi, Marco Crestani, Cristina Gregorin, moreno hebling, Marilia Mazzeo, Emanuele Pettener, Caterina Schiavon, Silvia Soliani, Elisabetta Tiveron, Teodora Trevisan, Simone Viaro, Stefano Zanchetta. Copertina di Lucio Schiavon. Nella più amata città del mondo, memorie e desideri, apparizioni, presenze e assenze, fughe e ritorni, al ritmo del colorito intercalare veneziano: sedici racconti d’atmosfera sul filo del ricordo, con un pizzico di mistero. Natale a Venezia non è certo un Natale scontato. Tutto può succedere, tutti i sentimenti sono contemplati. A Venezia ci si perde e ci si ritrova, si viaggia a ritroso nel passato e si fa capolino nel futuro, si vive al contempo nel reale e nel fantastico. Si è travolti dalla folla chiassosa e colorata, ma dietro l’angolo il silenzio può essere sorprendente, mosso solo dallo sciabordio o da qualche passo che risuona, armonico. A Venezia non ci si può sottrarre al gioco di luci e ombre, che è letterale e figurato. Natale a Venezia è sospeso e incantato, come la città stessa, decadente e futuristica, persino irreale a pensarla, eppure concretissima. A bordo laguna, le riflessioni scivolano con dolcezza, cullano, trasportano lontano. Dopo il successo delle serie antologiche Natale a Torino alla sua nona edizione, Natale a Milano alla quinta e Natale a Genova alla sua seconda prova, finalmente anche questo volume che narra l’inverno, le luci e le suggestioni della Serenissima con modalità e accenti lontani dai luoghi comuni. http://www.neosedizioni.it

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On line il nuovo sito web del Gruppo Mascio

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 novembre 2020

È on line il nuovo sito web del Gruppo Mascio – http://www.mascio.it – nato per rispecchiare al meglio l’evoluzione e la spinta innovativa messa in campo dalla realtà imprenditoriale bergamasca. Un cammino che ha portato il Gruppo, dalla prima impresa personale molisana di Stefano Mascio ai cinque brand che compongono oggi la costellazione Mascio – Mascio Holding, Traspoter, Moviter, Mascio Service, Beton Trasporti – solidamente impiantati nel tessuto economico del territorio nei settori della movimentazione materiali per l’edilizia, dei servizi e del trasporto conto terzi.Il sito web – realizzato da Duemilacom Srl, mentre è la Wip Consulting Srl a curare la comunicazione del Gruppo – racconta compiutamente tanto la storia del Gruppo fin qui quanto la direzione intrapresa, nel segno di una logistica tecnologicamente avanzata, sicura, attenta alla riduzione, e ove possibile l’azzeramento, dell’impatto ambientale, sostenibile per l’ambiente e nella cura per la sicurezza e il benessere dei propri addetti. E le cinque sezioni del sito descrivono bene tutto questo. Dall’imponente Parco Mezzi, composto da veicoli Euro 6, che rispecchiamo praticamente tutta la gamma dei mezzi industriali per i vari servizi richiesti, alla politica per la qualità e le molte certificazioni acquisite elencate in Innovazione e sviluppo; da Le opere, spesso Grandi Opere, alla cui realizzazione il Gruppo Mascio ha partecipato, in alcuni casi offrendo un contributo fondamentale come nel caso della costruzione del Ponti Morandi a Genova, alla Press Room dove trovano spazio le notizie del e sul Gruppo. Tra queste alcune testimoniano il forte legame di Stefano Mascio con il suo territorio d’adozione, ad esempio nella partnership e nella sponsorizzazione della squadra di basket Blu Basket Treviglio e in altre sponsorizzazioni locali come di recente quella per il passaggio a Treviglio della 1000Miglia. Un modo per sostenere realtà locali e accrescere il senso di appartenenza dell’impresa, e dei sui dipendenti, al territorio in cui principalmente opera ed ha sede.E a proposito di sede, presentata nelle immagini della Gallery quella nuova, ampissima, oltre 53.000 i metri quadri, del Gruppo Mascio, situata a Mornico al Serio, e alla vicina Calcinate per quanto riguarda i soli veicoli. Con alcuni elementi di continuità come il rispetto nel progetto dei colori aziendali di sempre, ma uno sguardo al futuro nella essenzialità e funzionalità degli spazi realizzati, poco decorati, quasi pagine bianche sulle quali c’è infatti ancora molto da scrivere, nelle intenzioni di Stefano Mascio. E il sito web stesso si apre proprio con le immagini, in movimento, degli oltre 430 mezzi disponibili, a dare subito il senso e la misura della capacità di risposta del Gruppo Mascio alle più diversificate esigenze. Il pay off del logo del Gruppo Mascio recita “MOVE FAST SAFE GREEN”. L’idea è infatti quella di un Gruppo in movimento, che lo porti ad essere sempre di più non solo un punto di riferimento affidabile – l’impresa è già molto nota ed economicamente più che solida – nell’ambito del settore, ma soprattutto ad essere riconosciuto come un possibile “partner”, vero e proprio, dalla clientela: servizi garantiti e addetti continuamente formati in grado di portare un valore aggiunto ai clienti e di accrescere la loro stessa reputazione nel lavoro, nei cantieri, nelle diverse collaborazioni. E nel contempo, un Gruppo in movimento per assicurare – attraverso la costante attenzione alle politiche industriali del Governo per cogliere ogni opportunità di crescita, per il mezzo di ingenti investimenti e dell’acquisizione di sempre nuove tecnologie – un trasporto industriale su gomma davvero veloce, sicuro e rispettoso dell’ambiente.

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Subito ristori per attività in perdita

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 novembre 2020

“Non si può aspettare, serve una misura per ristorare le attività che, pur non avendo chiuso, in questi mesi hanno subito un calo di fatturato importante.Per questo ho chiesto, ai competenti Dipartimenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze e all’Agenzia delle Entrate, di avviare un’istruttoria per determinare l’impegno finanziario di un nuovo contributo a fondo perduto che sia destinato a quelle attività imprenditoriali, professionali, di lavoro autonomo e artigiano che, pur non avendo direttamente subito limitazioni dai DPCM, hanno comunque avuto un impatto negativo sul fatturato. Insomma una misura che vada a ristorare attività che non hanno preso nulla fino ad ora, fatta eccezione per le misure dei mesi del lockdown totale, e che nel 2020 stanno registrando un calo di fatturato importante.È un intervento che per noi ha la massima priorità, perché sostenere il nostro tessuto produttivo, ed aiutarlo a superare questa fase di emergenza, vuol dire sostenere il Paese. Dobbiamo continuare a mettere in campo tutte le risorse necessarie per contrastare gli effetti negativi della pandemia, mentre andiamo avanti a ridisegnare un Paese più verde, digitale, semplice. E dove gli investimenti in sanità, istruzione, ricerca, rappresentino la normalità. Cosa che noi, da quando siamo al Governo, stiamo facendo”.Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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European MidCap Event, tappa spagnola della nuova versione virtuale

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 novembre 2020

Il 16 e il 17 novembre arriva a Madrid il roadshow di Intermonte rivolto agli investitori europei. Nuovo appuntamento nella versione virtuale per l’European MidCap Event, il ciclo di incontri dedicato alle piccole e medie aziende italiane, organizzato da Intermonte – investment bank indipendente specializzata in intermediazione istituzionale, ricerca, capital markets, M&A e advisory sul mercato italiano – in collaborazione con CF&B Communication, agenzia specializzata nelle relazioni tra società quotate e investitori istituzionali. L’evento, che si terrà a Madrid lunedì 16 e martedì 17 novembre, è rivolto ancora una volta agli investitori europei. Intermonte Sim, unico broker italiano, nonostante l’incertezza di questi mesi, ha deciso di proseguire, anche se virtualmente, nel proprio viaggio a tappe lungo le principali piazze finanziarie europee. Un percorso in cui Intermonte accompagna le mid e small caps italiane appartenenti ai più svariati settori (da quello bancario a quello IT), in incontri con investitori provenienti da diversi Paesi. In totale, saranno 12 le aziende italiane presenti all’evento virtuale: Alkemy, Aquafil, Banca Sistema, Emak, Esprinet, Falck Renewables, Guala Closures, Lu-ve, Reno De Medici, Reply, Seri Industrial, Tamburi Investment Partners, con un market cap totale di circa 8 miliardi di euro. A questo link http://madrid2020.midcapevents.com/participants, invece, è possibile consultare l’elenco completo di tutte le società partecipanti. Sarà l’occasione per gli investitori di effettuare one-to-one meeting o meeting group con 30 investitori di 24 case di investimento. Guglielmo Manetti, Amministratore Delegato di Intermonte Sim, commenta: “In un contesto socio-economico complicato come quello che stiamo vivendo dovuto a una pandemia globale, riteniamo sia ancora più importante sostenere quelle eccellenze che sono il cuore della nostra economia, le piccole e medie imprese italiane. E sono proprio le mid-caps che vogliamo presentare in occasione di questi eventi che toccano le principali piazze finanziarie europee. Intermonte, nel suo naturale ruolo di punto di riferimento nel mercato italiano delle mid-caps – con oltre 140 titoli coperti con il nostro ufficio studi – sceglie da anni di supportare le nostre migliori aziende offrendo loro l’opportunità di incontrare gli investitori e potenziare il loro business”. “Il sostegno alle piccole e medie imprese italiane in versione virtuale può rivelarsi la soluzione ottimale per venire incontro a un settore in difficoltà, tanto più in un contesto emergenziale come quello attuale. Siamo convinti dell’efficacia di un ciclo di incontri che si è rivelato in grado di creare preziosi contatti tra aziende italiane e investitori europei, una vera e propria vetrina delle piccole medie imprese italiane più meritevoli” – conclude Micaela Ferruta, Responsabile Corporate Broking e Specialist.

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L’esenzione dell’Iva per i dispositivi medici sarà prorogata anche nel 2021

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 novembre 2020

E’ questo l’impegno che il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, ha preso con i consumatori, intervenendo alla 14esima edizione del Premio Vincenzo Dona, ora in diretta streaming dagli studi di Sky (https://m.youtube.com/user/unioneconsumatori). Il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, ha domandato al viceministro, parlando delle esenzioni dell’Iva sui dispositivi medici che scadono il 31 dicembre 2020: “è pensabile una proroga su questi presidi?” “Ma certamente deve esserci una proroga” ha risposto il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri.Il Decreto Rilancio ha previsto all’art. 124 l’esenzione dell’Iva per mascherine, guanti in lattice, termometri; detergenti, etc. L’esenzione scade il 31 dicembre 2020. Ora il ministro si è impegnato a prorogarla. “E’ stata messa una data che era quella attesa (…) ovviamente dobbiamo adattare le nostre azioni anche a seconda dell’andamento dell’epidemia, quindi è evidente che sarà così” ha concluso il viceministro Sileri.L’esenzione riguarda, tra le altre cose, Ventilatori polmonari per terapia intensiva e subintensiva; umidificatori; laringoscopi; mascherine chirurgiche; mascherine Ffp2 e Ffp3; articoli di abbigliamento protettivo per finalita’ sanitarie quali guanti in lattice, in vinile e in nitrile, visiere e occhiali protettivi,tute di protezione, calzari e soprascarpe, cuffie copricapo, camici impermeabili, camici chirurgici; termometri; detergenti disinfettanti per mani;dispenser a muro per disinfettanti; soluzione idroalcolica in litri; perossido al 3 per cento in litri; carrelli per emergenza; estrattori RNA; strumentazione per diagnostica per COVID-19; tamponi per analisi cliniche; provette sterili; attrezzature per la realizzazione di ospedali da campo.

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Fiume Po: Calo delle portate tra il 40 e il 50%

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 novembre 2020

Dopo un mese di ottobre caratterizzato da precipitazioni abbondanti, superiori alla media stagionale, soprattutto sui rilievi Alpini e Appenninici che hanno causato anche una piena “morbida” del Grande Fiume, il mese di Novembre ha fatto registrare un calo evidente e non comune di portata del Fiume Po. Livelli che non dovrebbero subire particolari aumenti visto che, ad eccezione di alcune piogge sparse, anche per i prossimi giorni non si attendono precipitazioni di rilievo e pertanto continuerà la fase di esaurimento dei flussi di risorsa idrica. Per fornire un’idea più chiara del fenomeno si possono prendere in esame gli stessi volumi di acqua invasati nei bacini montani e oggetto di monitoraggio che risultano oggi pari a 851 Mm rispetto al mese precedente. In termini percentuali si tratta di circa il 53 % del volume massimo invasabile nel distretto del Po (e cioè oltre 1600 milioni di mc). Sotto il profilo del contributo offerto alle portate dalla neve poi va detto che il mese di ottobre è stato caratterizzato da importanti apporti, superiori ai valori stagionali, su tutto l’arco alpino oltre i 2000-2200 m mentre su quello Appenninico le nevicate sono state sporadiche e confinate ad alte quote con accumuli in linea con i valori tipici di ottobre. Nella prima decade di novembre poi non si sono registrati apporti nevosi e le concomitanti alte temperature hanno favorito la fusione di buona parte del manto nevoso formatosi ad ottobre, ad oggi l’accumulo della neve è però inferiore alle medie di lungo periodo. I grandi laghi regolati alpini risultano ora nel complesso di poco superiore alle medie e rispetto al mese precedente il loro volume accumulato è in costante, ma lento incremento. “Nell’attuale contesto di mutamento climatico, ogni mese difficilmente può essere paragonato allo stesso degli anni precedenti e la stagionalità consolidata nel tempo viene molto spesso sovvertita da valori fuori dalle medie consuete sia sotto il profilo delle temperature, che in alcune zone hanno raggiunto 4-6 gradi in più, sia sotto il profilo delle precipitazioni – ha commentato il Segretario Generale dell’Autorità Distrettuale del Fiume Po-Ministero dell’Ambiente Meuccio Berselli – . Storicamente il mese di novembre infatti è sempre stato il periodo delle piogge intense e delle possibili alluvioni, anche quelle più gravi, mentre oggi facciamo i conti con portate assolutamente inferiori e non comuni”.

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Palermo: sospensione delle attività parrocchiali “in presenza”

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 novembre 2020

Palermo. Con lettera al Clero di Palermo , l’Arcivescovo Mons. Corrado Lorefice ha disposto, stante la recrudescenza della diffusione del virus Covid-19, che da lunedì 16 novembre e fino a data da destinarsi vengano sospese tutte le attività parrocchiali “in presenza”. Restano invariate le norme relative alla celebrazione dell’Eucaristia e degli altri Sacramenti. E nella sua chiusa: “Certo che tale disposizione – forse non da tutti condivisibile – sarà comunque accolta e attuata in spirito di comunione, invoco sull’intera nostra amata Chiesa palermitana, per intercessione di Santa Rosalia “vigile custode e liberatrice di città in balia della peste”, la mia paterna benedizione. http://www.diocesipa.it

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“L’amore non va in lockdown e neanche Caritas”

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 novembre 2020

Il messaggio di quest’anno è: “Tendi la tua mano al povero” (Sir 7,32). Questo è un invito appropriato per tutti noi, in un anno in cui molti di noi si sono chiusi fuori dal mondo per proteggersi dalla pandemia di coronavirus.Nonostante le enormi sfide affrontata a livello globale in questo 2020, Caritas ha dimostrato che l’amore non si chiude in sé stesso, né si rifiuta ai poveri e ai più vulnerabili specie in un momento in cui ne hanno un grande bisogno. La missione di Caritas è di ascoltare e accompagnare e viene portata avanti dai nostri numerosi volontari e dal nostro personale che si dedicano in modo del tutto disinteressato alla costruzione di un mondo migliore.I nostri Pontefici ci hanno ricordato che “Caritas è al centro della Chiesa” e la Giornata Mondiale dei Poveri è un momento per ricordare e rafforzare la nostra dedizione a mettere i poveri al centro della nostra azione, ad aiutarli e a far sentire la loro voce.La nostra missione è di “assicurare che le persone che vivono in povertà siano parte attiva nella costruzione di una società inclusiva ed equa, di una Caritas trasformatrice e di una Chiesa accogliente”.Ma cosa significa questo per ognuno di noi in quanto parte della Caritas? Le risposte non sono sempre facili, ma richiedono un atteggiamento che incarni l’ascolto umile e la solidarietà.Non dimentichiamo che questa giornata speciale in onore dei nostri fratelli e delle nostre sorelle in difficoltà si chiama “Giornata mondiale dei poveri” e non “Giornata mondiale per i poveri”.Noi non ci limitiamo infatti a condividere parte della nostra ricchezza con i poveri, ma riceviamo anche qualcosa da loro. In una vera comunità cristiana non ci sono membri che danno e altri che ricevono. Ci sono solo prossimi che condividono, perché in Cristo siamo tutti una cosa sola.La mano che noi tendiamo ai poveri, non è solo una mano che distribuisce, ma anche una mano che ha bisogno di aiuto. Abbiamo bisogno dei poveri tanto quanto loro hanno bisogno di noi. Loro ci sfidano a diventare sempre più veri testimoni di Cristo. Quando incontriamo i poveri, li ascoltiamo e li accompagniamo, e sono loro che ci evangelizzano. I poveri ci invitano ad aprire i nostri cuori e a trasformare la nostra visione ristretta e mondana per vedere Cristo alla loro presenza qui sulla terra.“Siamo chiamati a scoprire Cristo in loro, a prestare ad essi la nostra voce nelle loro cause, ma anche ad essere loro amici, ad ascoltarli, a comprenderli e ad accogliere la misteriosa sapienza che Dio vuole comunicarci attraverso di loro”. (Evangelii Gaudium, 198)Il presidente di Caritas Internationalis, il cardinale Luis Antonio Tagle, ha detto: “La grande lezione della mia vita di pastore è stata quella di andare verso i poveri, non portando parole, ma con un cuore pronto ad ascoltare e ad imparare da loro. Prima di dire anche una sola parola, è importante conoscere la persona che si trova di fronte a voi. Ascoltando rispettosamente i poveri, voi affermate la loro dignità”.Vi incoraggiamo, amici di tutto il mondo, a riflettere su ciò che abbiamo imparato dai poveri a livello personale e comunitario e a fare in modo che essi siano al centro dei nostri pensieri e delle nostre azioni almeno in questo giorno.Una mano tesa è un segno; un segno che parla immediatamente di vicinanza, solidarietà e amore. Nella Giornata Mondiale dei Poveri, insieme, tenderemo le mani come un’unica famiglia umana nella solidarietà globale per costruire società inclusive ed eque e una Chiesa accogliente e trasformatrice.

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World Day of the Poor message 2020

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 novembre 2020

By Msgr Pierre Cibambo, Caritas Internationalis ecclesiastical advisor. The message this year is: “Stretch forth your hand to the poor” (Sir 7:32).” This is an appropriate call for all of us in a year when many of us have closed ourselves away from the world to protect ourselves from the coronavirus pandemic. In spite of the enormous global challenges of 2020, Caritas has shown that love does not go on lockdown and close itself away from the poor and vulnerable at their time of great need. The mission of Caritas to listen and accompany is powered forward by our many volunteers and staff who give themselves selflessly to building a better world. Our Popes have reminded us that “Caritas is at the heart of the Church” and the World Day of the Poor is a moment to remember and deepen our dedication to placing the poor at the centre, to raising them up and to ensuring their voices are heard. Our mission is to “ensure that people living in poverty are active participants in building an inclusive and equitable society, a transformative Caritas and a welcoming Church.” But what does this mean for each and every one of us as part of the Caritas family? The answers are not always easy, but require an attitude which embodies humble listening and solidarity. Let us not forget that this special day in honour of our brothers and sisters in need is named “World Day OF the Poor” and not “World Day FOR the Poor”. We are not only sharing part of our wealth with the poor, we are also receiving something from them. In a true Christian community, there are no members who are just giving, and others who are just receiving. There are only neighbours who share because in Christ we are all one. The hand we outstretch to the poor, is not only a hand that distributes but also a hand in need. We need the poor as much as they need us. They challenge us to become increasingly truer witnesses of Christ. When we encounter the poor, listen to them and accompany them, it is they who evangelise us. The poor invite us to open our hearts and to transform our narrow, worldly view to see Christ in their presence here on earth.“We are called to find Christ in them, to lend our voice to their causes, but also to be their friends, to listen to them, to speak for them and to embrace the mysterious wisdom which God wishes to share with us through them.” Evangelii Gaudium. Caritas Internationalis president, Cardinal Luis Antonio Tagle, has said, “The big lesson of my life as a pastor has been to go towards the poor, not bearing words, but with a heart ready to listen to and learn from them. Before saying even one single word, it’s important to understand the person who is in front of you. By respectfully listening to the poor, you affirm their dignity.” As the World Day of the Poor approaches, wherever possible and appropriate, we invite you all to take action to prepare for the celebration of this day.We encourage you, friends around the world, to reflect on what we have learnt from the poor on a personal and community level and ensure they are at the centre of our thoughts and actions on that day.A hand held out is a sign; a sign that immediately speaks of closeness, solidarity and love. On the World Day of the Poor, together, we will reach out our hands as one human family in global solidarity to build inclusive and equitable societies and a transformative and welcoming Church.

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UE4Health: Parlamento pronto a negoziare il nuovo programma UE sulla salute

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 novembre 2020

Sostenere la digitalizzazione del sistema sanitario con un sistema europeo di cartelle cliniche elettroniche. È necessario un programma UE per la salute ambizioso, per colmare le lacune emerse col COVID-19 e garantire che i sistemi sanitari nazionali possano gestire le future minacce alla salute.Venerdì, il Parlamento ha approvato la sua posizione negoziale sulla proposta della Commissione di potenziare le azioni dell’Unione nel settore sanitario grazie al cosiddetto “Programma UE per la salute” (EU4Health).Il testo è stato approvato con 615 voti favorevoli, 34 contrari e 39 astensioni. Il COVID-19 ha messo in luce l’urgente necessità di un programma dell’UE per preparare i sistemi sanitari europei alle future emergenze e per far sì che l’Unione resti la regione più sana del mondo. Secondo il Parlamento, ciò non sarebbe stato possibile se il bilancio del programma fosse stato ridotto a 1,7 miliardi di euro, come proposto dai Paesi UE. Nel recente compromesso sul bilancio a lungo termine dell’UE, i deputati sono riusciti a convincerli a triplicare il budget (5,1 miliardi di euro). Il programma UE per la salute mira a preparare meglio l’Unione ad affrontare importanti minacce sanitarie transfrontaliere e a incrementare la resilienza dei sistemi sanitari nazionali. L’Unione dovrebbe così essere pronta ad affrontare non solo le future epidemie, ma anche le sfide a lungo termine quali l’invecchiamento della popolazione e le diseguaglianze in termini di salute.I deputati intendono intensificare la cooperazione a livello europeo e rafforzare la risposta alle crisi sanitarie sostenendo la creazione di un Meccanismo europeo di risposta sanitaria. Dovrebbe inoltre essere istituito un portale di comunicazione per il pubblico per condividere le informazioni accuratamente controllate, inviare segnalazioni ai cittadini europei e lottare contro la disinformazione. Infine, il Parlamento ritiene opportuno rafforzare i mandati del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA).Sono numerosi i punti deboli emersi nei sistemi sanitari nazionali in seguito alla crisi del COVID-19, fra cui la dipendenza da paesi terzi per garantire la fornitura di farmaci, dispositivi medici e dispositivi di protezione individuale. Il programma dovrebbe pertanto sostenere lo sviluppo di un sistema europeo di monitoraggio, rendicontazione e notifica per le carenze di farmaci, dispositivi medici, vaccini, strumenti di diagnostica e altri prodotti sanitari. Così facendo si eviterebbe una frammentazione del mercato unico e si garantirebbe la disponibilità di tali prodotti a un prezzo accessibile, limitando al contempo la dipendenza dai paesi terzi.Al fine di conseguire gli obiettivi del programma, nella risoluzione si propone di dedicare maggior spazio alla prevenzione delle malattie concentrandosi sui rischi per la salute, inclusi i danni derivanti dal consumo di alcol e dall’uso del tabacco, il potenziamento dei sistemi sanitari e la digitalizzazione del sistema sanitario, con la creazione di un sistema europeo di cartelle cliniche elettroniche. I deputati intendono inoltre rafforzare l’accesso alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti e la lotta contro il cancro. Per assicurare un’attuazione efficace del programma, i deputati propongono di istituire un gruppo direttivo indipendente composto da attori della sanità pubblica.

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