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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Scuola: Diritto allo sciopero

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 novembre 2020

Passa la linea dell’ANIEF al tavolo delle trattative sull’accordo per regolamentare il diritto allo sciopero tra Aran e sindacati rappresentativi nel comparto Istruzione e ricerca. In questi mesi ANIEF aveva protestato con veemenza contro l’intenzione di rendere obbligatoria anche per i docenti la presenza nel contingente minimo obbligato a prestare servizio in occasione degli scioperi.Sul punto il sindacato aveva evidenziato come una simile scelta portasse, in realtà, a un’inaccettabile variazione dello status di docente, ridotto in occasione degli scioperi a mero controllore degli studenti e costretto a una presenza a scuola slegata da qualsiasi esigenza didattica ed educativa. Ricordiamo, infatti, che in occasione di uno sciopero non è possibile sostituire un docente che aderisce all’astensione se non per sole esigenze di sorveglianza, per non incorrere in attività antisindacale.“Abbiamo ribadito con forza – spiega Marco Giordano – che le presunta compromissione del diritto allo studio a causa degli scioperi, che veniva avanzata come motivazione dell’estensione ai docenti della precettazione, non trovasse in realtà riscontro nei dati che, non a caso, a fronte delle nostre reiterate richieste non sono mai stati forniti. Evidentemente avevamo ragione nel dire che, ad oggi, il diritto di sciopero dei lavoratori della scuola non ha mai prevaricato quello degli studenti all’istruzione”.Il nuovo testo prevede l’istituzione di una Commissione composta dall’Aran e dai sindacati rappresentativi che potrà valutare i dati che emergeranno dal monitoraggio sugli scioperi avviato quest’anno dal Ministero dell’istruzione. La nuova bozza di accordo presenta, tuttavia, ancora alcune criticità e diversi nodi che per ANIEF vanno al più presto sciolti. Tra questi, la previsione di un protocollo d’intesa sui contingenti minimi che oggi contempla il coinvolgimento di dirigenti scolastici e sindacati rappresentativi di comparto ma non della RSU.Da rivedere, per ANIEF, anche la percentuale minima di didattica che dovrà essere assicurata a ogni classe, attualmente fissata al 95% dell’orario complessivo, una quota troppo alta che rischia di sovrapporsi ai massimali individuali previsti (40 ore equivalenti a 8 giorni per anno scolastico nelle scuole dell’infanzia e alla primaria, 60 ore pari a 12 giorni per anno scolastico nella scuola secondaria di primo e secondo grado).Altro punto su cui ANIEF chiede modifiche è quello delle cosiddette franchigie, ovvero dei periodi in cui non è possibile proclamare un’azione di sciopero. Su questo la bozza di accordo prevede che non sia possibile scioperare nei cinque giorni successivi al 1° settembre e nei primi cinque dopo la ripresa delle attività didattiche dopo la pausa natalizia o pasquale. ANIEF ricorda che lo sciopero ha la sua ragion d’essere nelle rivendicazioni dei lavoratori e che non prevede retribuzione per chi vi aderisce, elemento quest’ultimo che rende superflua qualsiasi norma che lasci intendere surrettiziamente che lo sciopero possa essere confuso con un prolungamento delle vacanze.

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