Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 203

Archive for 21 novembre 2020

Scuola: Didattica a distanza

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2020

Sulla didattica digitale integrata giungono specifiche tecniche dal ministero dell’Istruzione: nella sezione ministeriale apposita, in costante aggiornamento, sono disponibili le risposte alle domande più frequenti. In questa prima tranche di FAQ forniscono repliche dettagliate su come andare a scuola con la mascherina, organizzazione scolastica in tempo di Covid, Didattica Digitale Integrata, Scuola dell’infanzia, Alunni fragili, Alunni con disabilità, Gestione di casi sospetti e focolai, Lavoratori fragili, Lavoratori in quarantena, App Immuni, Protezione dei Dati Personali, Supporto psicologico. Secondo il sindacato Anief la pubblicazione delle FAQ dimostra che era necessario stabilire regole condivise perché non si replicasse il caos organizzativo che si è verificato durante il primo lockdown dello scorso anno scolastico. Allo stesso tempo, tali regole non dovevano essere eccessivamente rigide per garantire a ogni scuola il necessario spazio di manovra per adeguare la DDI alle specifiche situazioni di ogni istituto e il rispetto dell’autonomia scolastica. Infatti, la mancata sottoscrizione del Contratto Integrativo avrebbe significato l’assenza di regole certe sulla DDI. Il contratto sulla DDI – da adottare fino al perdurare dello stato di emergenza sanitaria nei casi di mancata didattica in presenza – parte dal concetto base che la didattica a distanza si svolge nel rispetto della libertà di insegnamento, delle competenze degli organi collegiali e dell’autonomia scolastica. Senza la sua approvazione, si sarebbe verificato, come dal marzo scorso in poi, lo stravolgimento del piano annuale delle attività deliberato dal collegio docenti con riunioni degli organi collegiali non preventivate e non deliberate o il mancato rispetto del diritto alla disconnessione ai sensi dell’art. 22, comma 4, lettera c8) del Contratto collettivo nazionale 2016/18, con la conseguente anarchia delle comunicazioni ufficiali che arrivavano anche nei fine settimana e in orario notturno ai docenti. Meglio aver regole certe e giuste che non averne alcuna.

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Scuola: “Monitoraggio della corretta applicazione dell’attuale protocollo di sicurezza”

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2020

Si è tenuta la seduta del Tavolo Nazionale Permanente presso il Ministero dell’Istruzione per il programmato incontro con i responsabili del Ministero della Sanità e i rappresentanti delle associazioni delle famiglie, per queste ultime erano presenti i rappresentanti di Forum Famiglie, AGESC e FONAGS; per l’Anief erano presenti Gianmauro Nonnis, Nanni Saccone e Daniela Di Piazza.“Il protocollo del 6 agosto sul ciclo 6-18 prevede un coinvolgimento attivo delle famiglie, per questo motivo già dalla data della sua sottoscrizione sono state avanzate delle proposte sia di monitoraggio della corretta applicazione dell’attuale protocollo di sicurezza, con l’intento di aiutare le famiglie circa le indicazioni ivi contenute, sia di ulteriori azioni a integrazione di questo” commenta Gianmauro Nonnis, vice presidente nazionale Anief.L’amministrazione si è resa disponibile a una revisione dei contenuti dei protocolli che tenga conto dei numeri del prossimo rapporto del ISS; è il caso di ricordare infatti che una buona parte delle indicazioni riguardano “l’informazione-formazione, rapporti con le famiglie-accoglienza” ma anche “isolamento psicologico/disabilità e inclusione” in cui le famiglie sono direttamente coinvolte.“Come già accennato su altri tavoli, la scuola è un sistema che coinvolge quotidianamente 8 milioni di studenti e oltre 12 milioni di genitori, un sistema che coinvolge ogni giorno e per 10 mesi l’anno ben oltre 20 milioni di persone non può essere gestito da poche migliaia di dirigenti e altrettanti referenti Covid – afferma Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – ma deve bensì prevedere la partecipazione attiva di tutti gli attori coinvolti nell’organizzazione scolastica, e i genitori risultano numericamente predominanti”.

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Storia di un’idea: Il “Taccuino d’Artista”

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2020

E’ il nuovo libro dello scrittore e critico d’arte Donato Di Poce dal titolo Taccuini d’Artista “ARTIST NOTEBOOKS & POETRY BOX” ovvero Storia di un’idea: Il “Taccuino d’Artista” da Leonardo da Vinci a Basquiat per i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno. Ogni uomo, è attratto consapevolmente o no dal bisogno di un’esperienza estetica della vita e del mondo. E più che dalla bellezza di un’opera o dalla personalità di un artista, ama scoprire le poetiche, i processi creativi, la sequenza realizzativa di un’idea, le impronte e le tracce, i tentativi, gli abbozzi e le cancellazioni di una comunicazione iconica e segnica che è anche e sempre una comunicazione psicologica.Da qui, l’interesse per i segni preistorici sulle grotte, i disegni preparatori degli artisti, i diari, i dessins e i collages, le sinopie, gli “skethbook”, i progetti, i “carnets” gli scarabocchi, la “mail-art” e i “libri monotipi”, in una parola “I percorsi nascosti della creatività”, che ci permettono di entrare nelle “stanze segrete” e negli “atelier” degli artisti, di sbirciare dal loro buco della serratura, per vedere, toccare, leggere, “i taccuini segreti degli artisti”. Donato Di Poce, ama definirsi un ex poeta che gioca a scacchi per spaventare i critici. ( Nato a Sora – FR – nel 1958, residente dal 1982 a Milano ). Poeta, Critico d’Arte, Scrittore di Poesismi, Fotografo. Artista poliedrico, innovativo ed ironico, dotato di grande umanità, e CreAttività. Ha al suo attivo 29 libri pubblicati(tradotti anche in inglese, arabo, rumeno e spagnolo) , 20 ebook e 40 libri d’arte Pulcinoelefante. Dal 1998 è teorico, promotore e collezionista di Taccuini d’Artista. Ha realizzato L’Archivio Internazionale di TACCUINI D’ARTISTA e Poetry Box di Donato Di Poce, progetto espositivo itinerante.

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Brain at work: Fiera del Lavoro Digitale

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2020

Lunedì 23 novembre 2020 dalle ore 10:30 UTC+01 alle 18:30 UTC+01 Evento online https://www.brainatwork.it/eventi/digital-career-day-italia/. Quale sarà il futuro del lavoro e quali le nuove competenze richieste? Ma soprattutto, come dare impulso e sostegno all’occupazione giovanile, sfruttando al meglio le nuove modalità in remoto e il mondo del digitale? Brain at Work, il network che dal 2000 crea un ponte tra il mondo accademico e quello del lavoro, cercherà di dare una risposta a queste e alle domande più attuali ed urgenti di questo momento storico, presentando la sua XXVII Edizione in chiave totalmente digitale per favorire, in questa fase di emergenza nazionale e internazionale, nuove opportunità di contatto diretto tra aziende e giovani talenti. Non solo: sarà una giornata fitta di webinar con i protagonisti di grandi aziende, PA, docenti e consulenti del lavoro, pronti ad affrontare il tema del lavoro ai tempi del Covid 19 da ogni possibile angolazione.Il Career day “digital edition” Brain at Work si terrà il 23 novembre 2020 e consentirà, come sempre, a diplomati, laureandi e laureati di incontrare virtualmente i recruiter delle aziende presenti, grazie al supporto della migliore tecnologia attualmente disponibile.Registrandosi su http://www.brainatwork.it, si potrà creare un CV digitale per candidarsi alle offerte di lavoro più interessanti, partecipare ai live webinar e organizzare colloqui direttamente dal PC o smartphone, scoprendo e interagendo con le aziende in cerca di talenti, per poi “incontrarle” direttamente agli stand (quest’anno) virtuali. Brainatwork.it dal 2000 è un efficacissimo network di informazione ed eventi sul mondo del lavoro qualificato, in grado di raccogliere e proporre numerose offerte di lavoro, stage, workshop e approfondimenti. Gli eventi targati Brain at Work ogni anno vedono la partecipazione di migliaia di laureandi e laureati. Il format prevede business game, sedute di coaching, cv-check e presentazioni aziendali. Gli HR Manager interagiscono con i profili in linea con le esigenze di recruiting, agevolando e accelerando i processi e le dinamiche di selezione attraverso coffee job, colloqui informali con candidati preselezionati, workshop di approfondimento. Le diverse edizioni ospitano sia grandi realtà aziendali nazionali e internazionali sia piccole e medie imprese locali. Ore 10:30 – “Tirocinio e assunzioni al tempo del Covid: istruzioni per l’uso” Quali scenari, in ottica lavorativa, attendono i giovani?Queste alcune tra le principali domande a cui l’incontro cerca di dare risposta. L’intervento è a cura della Società Promoimpresa, Leader nel settore per la creazione di percorsi di formazione, di orientamento al lavoro e consulenza riguardo l’accesso ai contributi finanziari e fiscali offerti dagli strumenti agevolativi.

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La nuova era della mobilità

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2020

Il mondo della mobilità è in continua evoluzione. I progressi tecnologici insieme alle nuove necessità dei consumatori, sempre più interessati all’innovazione e attento all’ambiente, hanno portato ad un ripensamento dei sistemi di mobilità, accelerato dall’arrivo della pandemia. Ci dirigiamo verso un nuovo modo di concepire gli spostamenti urbani ed extraurbani, fra nuovi mezzi di trasporto, servizi di sharing mobility, opzioni green e avanguardie tecnologiche, ma la strada verso la sempre più fondamentale transizione ecologica dei trasporti è ancora lunga.In questa cornice emergono numerose nuove possibilità di spostamento. Una delle più discusse degli ultimi tempi è il monopattino elettrico. Nell’arco di un anno c’è stato un incremento delle unità vendute del 36% (vendite a valore +140%), complice il bonus mobilità, la volontà di evitare i mezzi pubblici durante l’emergenza sanitaria, ma anche la propensione ad adottare comportamenti più sostenibili. Altroconsumo, da sempre attenta alle innovazioni del settore mobilità, soprattutto se orientate a un minor impatto ambientale, ha realizzato un test su 17 prodotti, per analizzare gli elementi che deve considerare un consumatore quando acquista e usa uno di questi mezzi, pratici, ecologici ma con alcuni margini di miglioramento. Il prezzo di questi prodotti si è alzato considerevolmente nell’ultimo anno: si è infatti registrato un aumento del prezzo medio del 66%, probabilmente dovuto ai miglioramenti tecnologici e alla maggiore domanda. Dal test di Altroconsumo emerge però un buon rapporto qualità prezzo per i primi prodotti in classifica: i migliori hanno un costo più accessibile (Migliore del Test – 399 euro; Miglior Acquisto – 279 euro), rispetto ad altri prodotti con prestazioni meno soddisfacenti, che arrivano anche a costare oltre 700 euro. Un importante limite emerso dal test è relativo alla batteria: il tempo di ricarica medio è di 4 ore, i monopattini meno performanti ne richiedono fino a 7; quelli più carenti quanto a chilometri percorribili con una ricarica non raggiungono i 17 km medi.Oltre ai monopattini, ci sono diverse possibilità di scelta per i consumatori che vogliono ridurre l’inquinamento prodotto dai trasporti. Altroconsumo, nell’ambito del progetto EVE, ha fotografato la situazione della mobilità green in Italia, percorrendo un viaggio Milano – Roma, andata e ritorno, con un’auto elettrica. L’impatto di questo tipo di veicolo sull’ambiente non è pari a zero, ma si può considerare un mezzo sicuramente più ecologico delle auto “tradizionali” con motore a combustione. A livello di sostenibilità ci sono ancora dei punti di attenzione, specialmente legati alla batteria e alla produzione di energia elettrica, che emergono ancora di più nei lunghi tragitti: nel viaggio sono stati percorsi in totale 1467 km e consumati 264 kWh. Prima di un viaggio è necessario programmare delle tappe in base all’ubicazione delle colonnine di ricarica, ancora non ben distribuite e concentrate nelle aree cittadine[5]. Importante, inoltre, calcolare i tempi delle ricariche in base alla tipologia delle colonnine sul percorso (standard, 3-5 ore, veloce, circa 1 ora e mezza in meno). Infine, un fattore cruciale è l’utilizzo delle app (circa 15 in Italia) per selezionare le colonnine, visionare i prezzi e ricevere assistenza. L’utilizzo dell’auto elettrica, rispetto agli altri tipi di auto, è più conveniente e sostenibile in città, ma resta più impattante di sistemi come la micro-mobilità o lo sharing e mezzi come la bicicletta o il TPL (Trasporto Pubblico Locale). Inoltre, l’utilizzo dell’auto elettrica nel centro urbano non elimina i problemi legati all’utilizzo di veicoli privati come il parcheggio, l’incidentalità o la congestione.

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L’industria manifatturiera italiana perde colpi

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2020

L’industria manifatturiera, una delle colonne portanti dell’economia del nostro Paese, nel III trimestre 2020 ha registrato 475.405 imprese attive, in calo del -0,8% rispetto al 2019 e del -13% in confronto al 2010 (al Nord Italia è del -14,8%). Una fotografia, quella realizzata da Studio Temporary Manager, società specializzata nei servizi di temporary management al fianco delle aziende in difficoltà, che mostra come gli imprenditori italiani nell’ultimo decennio si siano trovati impreparati a dover gestire le proprie aziende. Realtà per lo più familiari, spesso con figure manageriali inadeguate, soprattutto a livello direttivo, aziende quindi poco competitive, con una visione all’internazionalizzazione talvolta non ben pianificata e con una scarsa propensione agli investimenti in innovazione tecnologica. A questi aspetti si aggiunge anche il mancato ricambio generazionale (a cui andrà incontro il 50% delle aziende italiane entro il 2025), dove gli imprenditori, nonostante l’età, sono sempre più restii a pianificare il passaggio del testimone. Una situazione di crisi su cui la pandemia da Covid-19 potrebbe ulteriormente impattare.Ritornando ai dati elaborati da Studio Temporary Manager, tra i settori legati all’attività manifatturiera, dal 2010 a oggi, gli unici con il segno positivo sono quelli legati alla “Riparazione, manutenzione ed installazione di macchine ed apparecchiature” (+53% di imprese attive), all’industria delle “Bevande” (+13,4%). Crolla, invece, l’industria del Tabacco (-52,2%), seguita dalla Fabbricazione di prodotti in legno, sughero, paglia, e materiali da intreccio (-28,8%). A livello regionale, a soffrire maggiormente negli ultimi dieci anni sono state la Puglia (-16,6%), il Piemonte (-16,5%), la Lombardia (-15,4%), la Valle d’Aosta (-15%), il Friuli-Venezia Giulia (-14,8%), la Sardegna (-14,7%) e il Veneto (-14,5%). Spostandosi più nel profondo del tessuto territoriale, i cali maggiori nel decennio 2010/2020 riguardano le province di Trieste (-23%), Biella (-21,6%), Varese (-20,7%), Verbano-Cusio-Ossola (-20,1%), Bari (-20%) e Belluno (-19,8%), mentre l’unica provincia che fa eccezione avendo il segno più in Italia è Ragusa (+3,5%).

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L’azienda Italia? È abbastanza forte per superare la crisi

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2020

A cura di Valentino Pediroda, AD di modefinance, società FinTech specializzata in soluzioni di Intelligenza Artificiale per la valutazione e la gestione del rischio di credito. Dieci anni dopo la Grande Crisi Finanziaria, la grande Azienda Italia è meno indebitata e più redditizia e, a piccoli passi, guadagna terreno sul fronte del merito di credito, la cui qualità aumenta sensibilmente, con il rating che sale di un notch, passando in media da B a BB. Ma soprattutto raddoppiano le quote di aziende tripla A e doppia A, a scapito delle junk (tripla C e doppia C, pressoché dimezzate). È una buona notizia anche perché nel frattempo gli strumenti di analisi del rating sono diventati più sofisticasti e dunque più affidabili, in grado di cogliere, con l’analisi previsionale affiancata a quella storica tutte le sfumature delle possibili insolvenze. Un’evoluzione che hanno subito gli stessi strumenti di modefinance, società FinTech specializzata in soluzioni di Intelligenza Artificiale per la valutazione e la gestione del rischio di credito, a partire dal modello di credit scoring More, che si è arricchito grazie ad AI e machine learning, e di For-St, modello previsionale modulare che consente di proiettare i bilanci nel futuro per prevederne la solidità. Buone notizie anche sul fronte qualitativo. Migliorano molto i parametri di bilancio, a partire dai livelli di indebitamento sia complessivo sia finanziario. Il leverage, che misura l’indebitamento totale di un’impresa esprimendo il grado di dipendenza da fonti di terzi, dovrebbe posizionarsi tra 0 e 2 per un’adeguata proporzione delle fonti di investimento, mentre ratio superiori al 3 segnalano un forte squilibrio. Il leverage delle nostre aziende è significativamente migliorato dal 2,71 del 2007 all’1,91 del 2019. Situazione simile per il leverage finanziario, che indica l’indebitamento finanziario e che è passato da 0,53 a 0,40. Un altro dato interessante è relativo al current ratio, che misura la capacità dell’impresa di ripagare i debiti a breve termine (attività correnti/passività correnti). Nelle attività correnti rientrano le risorse di denaro liquido dell’azienda e quelle che si presume possano essere convertite in denaro entro un anno: per questo parametro è auspicabile che il valore si collochi tra 1,5 e 2,5. Le nostre aziende sono vicine al limite inferiore di questo range con un risultato pari a 1,46 (dall’1,29 del 2007). Mostra un miglioramento anche il quick ratio (che valuta l’ammontare di debiti finanziari in scadenza che possono essere ripagati velocemente, senza attendere il rientro di liquidità dal magazzino) passato da 0,99 a 1,08. Non si osservano invece variazioni in termini di Roi (il parametro che misura la reddittività degli investimenti) pari al 3,7%, al contrario del Roe (che misura la reddittività del capitale proprio ovvero la bontà dell’investimento nell’impresa) e che si è portato al 6,5% dal 3,9% del 2007 (+67%). Il futuro ci riserva molte nuove sorprese su questo fronte. Stiamo prepotentemente entrando nel campo delle valutazioni nowcasting (previsioni a brevissimo termine), che permettono di conoscere in real-time l’evoluzione della solvibilità delle imprese istante per istante. La normativa PSD2, che di fatto apre l’accesso ai dati bancari sui pagamenti, rappresenta una spinta in questo senso, perché consentirà di sfruttare dati aggiornati, necessari allo sviluppo di modelli di valutazione del rischio in nowcasting. Tuttavia, c’è ancora molto da fare laddove c’è mancanza di trasparenza. Vi sono delle tipologie di aziende e situazioni dove strutturalmente manca l’informazione ed è necessario colmare l’insufficienza di dati. Al momento siamo più pronti tecnologicamente di quanto non lo siamo a livello di dati. (abstract)

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“The Workforce View 2020 – Volume Uno”

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2020

Realizzata da ADP, multinazionale leader nell’ambito della gestione delle risorse umane, che ha intervistato circa 32500 lavoratori in tutto il mondo, 2000 in Italia, esplorando le opinioni dei dipendenti riguardo alle problematiche attuali sul posto di lavoro e il futuro che si aspettano.Poco meno della metà, il 43% degli italiani, pensa di avere il ruolo e la paga appropriato per le proprie competenze ma, mentre negli uomini questa percentuale è del 47%, nelle donne scende al 38%. Il 36% degli intervistati pensa invece dovrebbe essere pagato di più (30% degli uomini e 42% delle donne), il 30% vorrebbe più responsabilità e autonomia (30% uomini, 28% donne).Quasi tutti i settori sono stati interessati dall’innovazione digitale negli ultimi anni. Di conseguenza, si è verificato un sostanziale cambiamento del tipo di lavoro svolto dai dipendenti e delle competenze richieste, ma questo non sembra appunto preoccupare gli italiani. Secondo i risultati di Workforce View, un lavoratore italiano su dieci pensa però che il proprio lavoro non esisterà più fra 5 anni, soprattutto per chi lavora nel settore finanziario (23%), nel real estate (20%) e nel settore IT e delle telecomunicazioni (17%). Il 47% degli intervistati pensa però di avere più chance oggi, rispetto a 5 anni fa, di cambiare posto di lavoro (non solo il luogo, ma anche la tipologia). “Alla luce dell’eventualità di un rapido cambiamento delle competenze richieste, la stragrande maggioranza (95%) dei lavoratori, ritiene di disporre delle competenze necessarie per ottenere successo. – commenta Marisa Campagnoli, HR Director ADP Italia – Questo scenario potrebbe suggerire tanto una mancanza di preparazione nei confronti dell’evoluzione del lavoro da parte di persone incapaci di prevedere il cambiamento, quanto una notevole propensione all’adattamento. Tuttavia, nonostante questa ambizione, i dipendenti non ricevono le opportunità desiderate: un terzo degli intervistati (30%) chiede maggiore responsabilità, autonomia o un ruolo più avanzato. Ciò dovrebbe allarmare i datori di lavoro, il mancato avanzamento di carriera è un importante fattore alla base dell’abbandono dei posti di lavoro”.

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L’intelligenza artificiale nel mondo che cambia

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2020

POGGIPOLINI e GELLIFY presentano Sens-In, startup fortemente tecnologica che investe sulle viti intelligenti, declinando intelligenza artificiale nel settore dei fissaggi. I nuovi elementi di fissaggio sono dotati di sensori brevettati ad altissima tecnologia e connettività che li rendono sempre connessi. Saranno impiegati, oltre che nei mercati storici di Poggipolini (aeronautica, automotive e industriale) anche in nuovi settori fondamentali come le infrastrutture (ponti) e la sanità (protesi mediche). Una soluzione tecnologica, quindi, che sarà di forte impatto positivo per tutta la comunità. Sens-In srl, startup innovativa fondata da Poggipolini e oggi partecipata dalla piattaforma di innovazione GELLIFY, è il primo progetto di Venture Building industriale mai presentato in Italia. Si tratta di un modello di co-investimento in un business innovativo che nasce all’interno di una azienda già consolidata e che permetterà di concentrare investimenti e risorse dedicate allo sviluppo di questo prodotto, pensato per diventare protagonista della digital transformation.

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Operazione antiterrorismo della polizia austriaca

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2020

Si è conclusa con trenta persone arrestate la maxi operazione antiterrorismo eseguita dalla polizia austriaca. Denominata “Ramses”, l’operazione è stata caratterizzata dalla perquisizione di sessanta locali, fra cui appartamenti e attività commerciali. Secondo l’accusa i soggetti finiti in manette sono legati a Hamas e Fratelli Musulmani.Il blitz antiterrorismo è non direttamente collegato alla serie di attentati che ha colpito Vienna la sera del 2 novembre scorso, ma è il risultato di più di un anno di indagini, il cui compito è stato quello di far venire a galla i finanziamenti al terrorismo e il riciclaggio di denaro sul territorio austriaco.Il ministro dell’Interno, Karl Nehammer, ha così commentato l’alacre lavoro della polizia: “Stiamo agendo contro queste organizzazioni criminali, estremiste e disumane con la massima severità e con tutte le possibilità dello Stato di diritto. È stato inferto un colpo al terreno fertile dell’estremismo”.Nella mente e nella coscienza del governo austriaco c’è il dolore del recente attentato alla capitale, che ha causato la morte di cinque persone. In questo senso vanno le lette queste dichiarazioni del cancelliere Kurtz:“L’attacco terroristico islamista ci ha dolorosamente ricordato che non siamo un’isola felice. Ma una cosa è chiara: non saremo intimiditi da questo odio! Difenderemo la nostra società libera con tutti i mezzi. Difenderemo con ogni mezzo gli ebrei in Austria. E difenderemo gli ebrei in tutta Europa con tutti i mezzi. Questo è il nostro compito come Repubblica d’Austria”.Cosa ci fanno persone collegate a Fratelli Musulmani e Hamas in Austria? Hamas, il gruppo terroristico che guida la Striscia di Gaza, che dice di battersi per i diritti del popolo palestinese, cosa ci fa in Europa (vedi post su Hamas in Spagna)? Che tali diritti siano fumo da gettare agli occhi dell’opinione pubblica? Noi ci battiamo da anni per dire che Hamas non ha alcun interesse a salvaguardare il popolo palestinese, anzi, lo sfrutta per i propri disegni di potere.

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Salute: i sintomi da Winter Blues

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2020

Umore instabile, sonnolenza, difficoltà a concentrarsi, voglia di rimanere tutto il giorno sotto le coperte: sono questi i sintomi del Winter Blues, un disturbo dell’umore che si manifesta con l’arrivo dell’inverno e che secondo ricerche internazionali colpisce quattro volte di più le donne rispetto agli uomini. Sono tutti sintomi di quello che gli esperti definiscono “Winter Blues”, ovvero un disturbo dell’umore che scientificamente viene chiamato SAD, Disturbo Affettivo Stagionale. Uno scenario negativo confermato da una recente indagine americana del dott. Norman E. Rosenthal, psichiatra che per primo identificò questa patologia negli anni ’80, e pubblicata sul New York Times, secondo cui ne soffre il 15% della popolazione. E ancora, stando a una ricerca del National Institute of Mental Health di Winter Blues soffrono quattro volte più le donne rispetto agli uomini. A incidere ci sono anche i fattori ambientali, per i quali chi vive alle alte latitudini ne risente maggiormente rispetto a chi vive vicino all’equatore: si calcola infatti che 9% degli abitanti dell’Alaska soffre di SAD contro l’1% degli abitanti della Florida. Accanto ai sintomi invernali, il plausibile ritorno di un lockdown nazionale aumenterebbe lo squilibrio psicofisico: il Center for Disease Control and Prevention ha verificato che il 31% degli americani soffre di ansia e sintomi depressivi causati dall’evolversi della pandemia. Per questo motivo gli esperti consigliano di migliorare il proprio benessere fisico e psicologico con un’alimentazione sana, prediligendo le zuppe, e una buona dose di attività fisica, che permette all’organismo di rilasciare endorfine, preziosi alleati per ottenere grandi quantità di serotonina che aiuta a sentirsi più energici. L’importanza di mantenere alti i livelli di vitamina D e B nel proprio corpo è un pensiero condiviso da uno studio della World Health Organization pubblicato su Psychology Today, secondo cui serotonina e melatonina rappresentano mediatori chimici fondamentali per aiutare l’organismo a superare stanchezza e cali d’umore. Per ridurre al minimo questi sintomi e superare l’inverno senza troppi traumi è importante sfruttare le rare giornate di sole e mangiare cibi che aumentano la produzione di serotonina e rinforzano le difese immunitarie. Le zuppe, dunque, rientrano perfettamente in questa categoria e sono alimenti consigliati per tutti.

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Istat: vendite non alimentari -13,5%, propensione -10%

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2020

Secondo l’Istat, nei primi nove mesi del 2020 le vendite non alimentari sono scese del 13,5% e la propensione al risparmio è diminuita di 10 punti rispetto al secondo trimestre 2019.”Dati shock. La diminuzione della propensione marginale al risparmio di ben 10 punti, attesta che manca la fiducia dei consumatori e che, anche quelli che se lo possono permettere, preferiscono risparmiare piuttosto che spendere, in attesa di tempi migliori. Insomma, meglio tenere i soldi sotto il materasso a fronte di un futuro incerto” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”L’incertezza dipende ovviamente e prioritariamente dall’andamento della pandemia, ma il Governo avrebbe potuto fare molti di più per migliorare la situazione. I vari bonus non sono bastati a ridare fiducia e a rassicurare gli italiani. Da marzo, ad esempio, denunciamo che la politica dei voucher va nella direzione esattamente opposta a quella che servirebbe. Nessuno prenota una vacanza di questi tempi se poi rischia, in caso di annullamento, di rivedere i suoi soldi solo dopo 1 anno e mezzo. E’ questa la ragione principale del fallimento del bonus vacanze. Il Governo deve cambiare rotta e prendere atto che con bonus a pioggia dati a casaccio non si va da nessuna parte” conclude Dona. (Mauro Antonelli)

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Vendite natalizie e posizioni dominanti

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2020

GAFA, quando lo si enuncia, è un acronimo che ha un preciso significato: no al monopolio dei big della new-economy, rappresentati in questo caso da Google, Apple, Facebook e Amazon… ma che ne include tanti altri. Multinazionali che godono dei più svariati e creativi grimaldelli per entrare nelle economie nazionali, primo fra tutti quello fiscale, quasi sempre ridotto all’osso. E le battaglie fiscali, economiche e politiche contro lo strapotere del GAFA sono importanti per cercare di avere un futuro libero, dove tutti possano comprare e vendere facendosi concorrenza leale.In questi giorni, alfieri alcuni politici francesi con in testa la Sindaca di Parigi, è partita una campagna massiccia contro Amazon. Che, col fatto di essere online, sta facendo il pieno di business: gli acquisti di fine anno sono sempre massicci e, con il confinamento diffuso un po’ ovunque e quasi tutti i negozi chiusi… cosa di meglio che acquistare online con a disposizione una gamma di scelta mondiale, a prezzi talvolta interessanti e con consegne anche di sabato e domenica? In salsa italiana abbiamo registrato anche interventi di alcune associazioni dei commercianti che hanno detto qualcosa tipo “facciamo delle zone rosse anche per le vendite online”, ciè impediamo con la legge di far vendere online.La politica italiana, e non solo, è “buffa” di fronte alle scelte che significano libertà per tutti. Spesso gli alfieri di questa libertà la intendono tale solo quando riguarda loro direttamente, altrimenti la vivono e la condannano come sopruso, abuso, etc. C’è qualcuno che vuole impedire ad Amazon di vendere online in questo periodo? Ovviamente chi sta all’opposizione dell’attuale Governo, pur di aver un po’ di spazio mediatico si è fatto avanti. Ma al di là del folklore, cosa c’è dietro questo tipo di avance statalista, monopolista e, sostanzialmente, troglodita? Opportunismo, furbizia e ignoranza? Può darsi. Ma a questo giudizio tranchant che diamo aggiungiamo una emozione: tristezza! Crediamo sia superfluo metterci a spiegare perché limitare in qualche modo il commercio online sarebbe come darsi la mitica zappa sui piedi. Ognuno è in grado di comprendere che, per esempio, senza l’online oggi ci ritroveremo tutti come quando, durante la seconda guerra mondiale, eravamo nei rifugi aerei durante i bombardamenti. La pandemia c’è e non ha proprio senso (politico ed economico) far sì che tutti si debba essere poveri. Non tutti i settori economici sono colpiti allo stesso modo. E quelli che non lo sono è bene che prosperino, perché la loro prosperità è anche la nostra opportunità di consumatori e di imprenditori.Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Scoperta una nuova specie di pianta

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2020

I ricercatori Sushant More del Sathaye College di Mumbai, Harshal Bhosale della Bombay Natural History Society (BNHS), e Fabio Conti dell’Università di Camerino hanno recentemente scoperto una nuova specie di pianta, Echinops sahyadricus, nella catena montuosa dei Ghati nord-occidentali in India.La nuova specie è stata rinvenuta nel corso di un’indagine sul campo svolta nell’ambito del progetto “Valutazione della biodiversità endemica degli altipiani elevati dei Ghati occidentali settentrionali” ed il lavoro di ricerca è stato pubblicato sulla rivista internazionale “Nordic Journal of Botany”. Il team ha condotto diverse spedizioni negli stati indiani del Gujarat, Maharashtra e Karnataka, e nel mese di agosto del 2019 si è imbattuto in questa specie, che dopo un attento esame si è rivelato essere nuova ed endemica dei Ghati nord-occidentali. La popolazione di Echinops sahyadricus è distribuita nel territorio che si estende da Salher (distretto di Nashik) a nord proseguendo verso sud fino a Kolhapur. È endemica dello stato del Maharashtra e cresce sui pendii delle montagne aperte. La popolazione attualmente non è in calo e non ci sono indicazioni di eventuali situazione di minaccia, anche se alcuni progetti di sviluppo, quali l’ampliamento della rete stradale ed alcune attività di manutenzione intorno ai forti indiani presso i quali vive, potrebbero influenzare negativamente la specie. Il prof. Fabio Conti da diversi anni si occupa dello studio della flora vascolare italiana e non è nuovo a scoperte di nuove piante nel nostro territorio, tanto da mettere a disposizione le proprie competenze anche a livello internazionale per poter giungere a questi importanti risultati.

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49 le borse di studio regionali per la frequenza di corsi di dottorato di ricerca

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2020

Sono state finanziate con 3 milioni di risorse del Fondo sociale europeo. Si tratta di un intervento che destina, grazie a fondi della programmazione PO FSE 2014-2020, borse di studio aggiuntive, ciascuna del valore complessivo di circa 60 mila euro e di durata triennale, ai corsi di dottorato che le Università siciliane hanno bandito per l’anno accademico 2020-2021. Dopo avere raccolto le proposte progettuali a seguito del bando dell’Avviso 37\2020, il Dipartimento istruzione dell’Assessorato regionale all’istruzione e alla formazione professionale ha stilato la graduatoria definitiva dei corsi ammessi a finanziamento, ripartendo i fondi agli Atenei in proporzione al numero degli iscritti. Sono 18 le borse finanziate all’Università di Catania, 18 all’Università di Palermo, 10 all’Università di Messina, 2 all’Università della Kore di Enna e 1 alla Lumsa di Palermo. Tra i corsi di dottorato finanziati compaiono nuove discipline come le neuroscienze, la biomedicina traslazionale, le biotecnologie, la bioingegneria applicata alle scienze mediche, le nanotecnologie ma anche discipline più tradizionali come le scienze umanistiche, la fisica, l’informatica o le scienze dell’interpretazione. Nell’ambito del dottorato i laureati svolgeranno anche un periodo di ricerca all’estero, variabile da tre a sei mesi, per favorire i processi di internazionalizzazione degli studi.“Tre milioni di euro dal Fondo sociale europeo, 49 borse di dottorato aggiuntive a quelle ordinarie – ha affermato Roberto Lagalla, assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale – che la Regione siciliana ha messo a disposizione degli Atenei dell’isola per potenziare l’offerta accademica di terzo livello che guarda alla specializzazione e all’innovazione, alla valorizzazione dei saperi e delle competenze trasversali. Ad ogni corso di dottorato corrisponde anche un’esperienza di lavoro e di studio all’estero variabile da 3 a 6 mesi. I giovani – ha proseguito Lagalla – devono prendere il valore di queste nuove forme educative soprattutto quando vogliono guardare alle sollecitazioni di un mondo che cambia e affrontare la sfida della propria esistenza con un bagaglio di competenze adeguato e all’altezza dei tempi”.Fabio Galvano, professore ordinario di alimentazione e nutrizione umana all’Università di Catania e delegato del Rettore ai dottorati la definisce un’iniziativa “pregevolissima” della Regione Siciliana e del Fondo sociale europeo. “Il dottorato – ha detto Galgano – è un momento estremamente qualificante per un giovane che può acquisire conoscenze successive alla laurea per procedere con la carriera universitaria o per trovare impiego in azienda o in altre strutture lavorative. In Europa uno studente con il dottorato trova lavoro più facilmente e, grazie a questo titolo, viene anche retribuito di più. Auspichiamo che, anche grazie a questo strumento, l’Italia e la Sicilia possano allinearsi al trend europeo”. “A Palermo quest’anno c’è stato un forte incremento di partecipazione ai bandi di dottorato – ha detto Fabio Mazzola, pro Rettore vicario dell’Università di Palermo –. Sono arrivate oltre 1.200 domande per 23 corsi, di cui circa il 40% da parte di studenti stranieri. Il dottorato offre la possibilità di fare rientrare, per una ulteriore formazione, tanti talenti che hanno conseguito la triennale in Sicilia e che poi hanno scelto di conseguire la magistrale in un’altra sede, generalmente nel nord Italia”.

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“EIT Food – Italian Innovation Festival”

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2020

Bari Da lunedì 23 a venerdì 27 novembre, sulla piattaforma Zoom, l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, hub italiano dell’EIT Food, l’European Institute of Innovation and Technology, insieme a Tecnopolis e in collaborazione con Confindustria Puglia, proporrà “EIT Food – Italian Innovation Festival”. “Sarà una cinque giorni di approfondimento su varie tematiche – ha affermato Barbara De Ruggieri, project manager dell’EIT Food Hub Italia – in ambito agroalimentare. Attraverso workshop e seminari, ai quali parteciperanno esperti del settore, consulenti e potenziali clienti, si punterà a promuovere la diffusione di buone pratiche, a mettere in relazione nuove start up con possibili investitori, aumentando la relazione tra ricerca e mondo dell’industria”.Gli incontri si svolgeranno principalmente di mattina e tutti on line, per ragioni di sicurezza e di contrasto alla diffusione del Covid-19. Saranno gratuiti e con registrazione tramite il seguente link: https://www.eventbrite.com/o/eit-food-hub-italy-31798277659. Si inizierà lunedì, con l’evento “Start up networking: round tables with stakeholders”, durante il quale saranno presentate circa 18 nuove realtà tecnologiche e di impresa, provenienti da tutta Italia. Nella seconda giornata si terrà un seminario di presentazione tra presente e futuro, del settore agroalimentare e delle iniziative realizzate da EIT. “Informarsi, formarsi e aggiornarsi” sarà l’appuntamento di mercoledì, un workshop pensato per gli operatori del settore sull’editoria specializzata, formazione professionale, assistenza tecnica, fiere, esposizioni e mostre, come strumento di autoaggiornamento e training. Sarà incentrato sul progetto “Sudaps” dell’Università di Torino, dedicato ad allevatori, produttori e consumatori del settore lattiero caseario,il workshop della quarta giornata, che sarà strutturato in due momenti, uno che si terrà nel corso della mattinata dedicato agli allevatori e l’altro nel pomeriggio ai produttori. Anche l’ultimo appuntamento, che rientra nelle attività della “Notte Europea dei Ricercatori”, si svolgerà nel pomeriggio, con la presentazioni di ricerche a livello avanzato da parte dei ricercatori dell’Università degli Studi di Bari alla presenza di aziende. Riconvertito come evento on line, il festival, che sarà trasmesso anche in streaming sul canale Youtube della EIT Food Hub Italy, è l’attività finale del programma svolto dall’Università degli Studi di Bari, nel triennio 2018-2020. Questo, si sarebbe dovuto svolgere durante “Innova Food Tech”, fiera sull’innovazione dell’alimentazione in programma a fine novembre nella Fiera del Levante in collaborazione con Confindustria Puglia.

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L’Italia si conferma terza forza agricola in Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2020

Lo è nonostante una burocrazia farraginosa e i danni sempre più frequenti causati dai cambiamenti climatici – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. I dati diffusi dall’Eurostat per il 2019 collocano il nostro Paese dietro a Francia e Germania per valore della produzione, con un ammontare di 57,8 miliardi di euro, equivalenti al 14% del totale europeo. E’ motivo di grande soddisfazione vedere come il lavoro di centinaia di migliaia di aziende del nostro territorio contribuisca a farci restare tra le potenze agricole del Vecchio continente. Un’agricoltura in salute ha ripercussioni positive su tutti gli altri settori economici – continua Tiso. Anche se in Italia c’è stata una leggera flessione (meno 1,2% rispetto al 2018), i numeri dell’Eurostat mostrano la resilienza del settore primario europeo, che nel 2019 è cresciuto del 2,4% a dispetto di un ciclo economico sfavorevole. In attesa di capire quali saranno gli effetti sull’agricoltura dell’emergenza in corso, all’Europa e ai suoi Governi spetta il compito di sostenere il rilancio del settore dopo mesi difficili. La recente votazione del Parlamento europeo sulla riforma della Pac ha deluso quanti si attendevano un passo avanti verso il Green Deal. Uguale preoccupazione desta il veto di Ungheria e Polonia sul Recovery Fund, che blocca l’erogazione di oltre 10 miliardi di aiuti agli agricoltori europei. In questa fase delicata, è compito dell’Europa fornire il sostegno necessario a uno dei settori trainanti dell’economia, senza perdersi in particolarismi che finirebbero per ritorcersi contro gli interessi degli stessi Stati membri.

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Da 90 anni, la GIOVANNI COVA & C. produce il Panettone

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2020

E’ un’icona della pasticceria milanese, unico dolce ad aver unito gli italiani da nord a sud, riconosciuto come eccellenza in tutto il mondo.Di strada ne ha percorsa tanta, dall’anno della sua fondazione! Era il 1930, quando la Belle Epoque promuoveva uno stile di vita eclettico, mondano, internazionale ed aveva come cardine la ricerca del lusso e una piacevolezza del vivere. Anni sfrenati e “ruggenti”, in un contesto di storia italiana percorsa da guerra, rivoluzioni e inflazione. Un periodo storico difficile come quello che stiamo attraversando oggi, a causa della Pandemia e alla congiuntura economica complessa.Per una marca, arrivare alla soglia dei 90 anni senza mai fermarsi, con una storia di prodotti iconici e un successo crescente in Italia e nel Mondo è una nota di grande orgoglio. Lo è naturalmente anche per tutti coloro che hanno potuto contribuirci. Non si contano i panettoni Giovanni Cova & C., che hanno stretto attorno ad una tavola imbandita, famiglie ed amici, creato la vera convivialità e allietato con magia e gusto i momenti più belli di intere generazioni.Negli anni la Giovanni Cova & C. si è rinnovata continuando ad innovare ed emozionare con la ferma ambizione di soddisfare i propri clienti. Un approccio che ha visto il team intervenire su tutti fronti, da quello di pasticceria con l’affiancamento alle ricette classiche di specialità farcite e/o ricoperte, sino all’evoluzione della ricerca e sviluppo calata su processi, metodi di lavorazione, ingredienti, materiali e confezioni.La volontà di migliorare costantemente ha indotto a lavorare su tutti i fronti per assicurare sempre un prodotto determinato da qualità misurabile, da fondamentali come standard, sicurezza alimentare, da certificazioni e comportamenti etici oltreché ad azioni e progetti solidali nella consapevolezza della dimensione sociale dell’impresa. A questi fondamentali, da oltre un lustro si sono affiancate importanti iniziative e collaborazioni culturali di respiro internazionale.Per festeggiare questo importante traguardo il Natale 2020 sarà celebrato con un nuovo iconico design e da uno dei personaggi più famosi della storia milanese: Il Meneghino che per l’occasione è stato ridisegnato in esclusiva dalle mani di uno dei più celebri illustratori italiani quel Stefano Riboli, già matita di grandi brand FMCG mondiali.

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Covid-19 e accesso all’acqua potabile

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2020

Cosa frena la vittoria definitiva e mondiale contro il coronavirus? Anche il fatto che oggi 2,2 𝘮𝘪𝘭𝘪𝘢𝘳𝘥𝘪 𝘥𝘪 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘦 𝘯𝘦𝘭 𝘮𝘰𝘯𝘥𝘰 continuano a 𝘯𝘰𝘯 avere 𝘢𝘤𝘤𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘢𝘭𝘭’𝘢𝘤𝘲𝘶𝘢 𝘱𝘰𝘵𝘢𝘣𝘪𝘭𝘦 𝘦 4,2 𝘮𝘪𝘭𝘪𝘢𝘳𝘥𝘪 𝘯𝘰𝘯 𝘩𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘴𝘦𝘳𝘷𝘪𝘻𝘪 𝘴𝘢𝘯𝘪𝘵𝘢𝘳𝘪. L’impatto di questo dato sulla mortalità, specialmente infantile, è devastante, e causa il diffondersi di malattie quali il colera, o il coronavirus. Risolvere un problema che sta alla base del sottosviluppo, e che con i cambiamenti climatici potrà solo ingigantirsi, è l’obiettivo della Water Accademy, che – con il sostegno della Fao – offre formazione ad hoc ai dirigenti di Stati e governi nella gestione delle risorse idriche. WASH – Water Hygiene and Sanitation – è il Live Streaming Simposium (aperto a tutti a questo link) che, venerdì 20 novembre alle 10.30, affronterà questi temi oggi più cruciali che mai, grazie anche a Fao, Onu e IFAD. Realizzato in collaborazione con Ceresio Investors, l’evento annuale si terrà alla presenza di Federico Properzi dell’ONU; Raffaella Zucaro del Crea-Mipaaf; Gary Grossman, Fao; Gianni Letta; Giuseppe Novelli dell’Università di Roma Tor Vergata, Giulio Terzi di Sant’Agata e Alessandro Leto, direttore della Water Accademy.

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La malattia di Parkinson in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2020

Si stima che in Italia siano circa 300.000 i pazienti affetti da malattia di Parkinson, il secondo disturbo neurodegenerativo piu’ diffuso al mondo. Ma chi assiste tutti i giorni questi pazienti? Sono i caregiver, spesso i familiari piu’ prossimi i quali si trovano ad affrontare un compito difficile che puo’ avere un notevole impatto sul loro stesso benessere psicofisico. Tanto che da una indagine e’ emerso che il 79% dei caregiver ha avuto ripercussioni sulla salute. Diventa essenziale, quindi, sviluppare programmi in grado di fornire loro gli strumenti assistenziali, psicologici, legali per prendersi cura al meglio del paziente. Un’esigenza che e’ acuita nel periodo del lockdown ma persiste nel corso di questa pandemia. Per questo motivo AbbVie, Accademia LIMPE-DISMOV, Fondazione LIMPE per il Parkinson Onlus e ANIN, si sono fatti promotori della Neuroscience Caregiver Academy (NCA), a spiegare gli obiettivo del progetto a tappe che coinvolge tutta Italia e le nuove frontiere di trattamento nella cura delle patologie degenerative e’ Annalisa Iezzi, direttore medico Abbvie Italia. Gli eventi in presenza sono necessariamente diventati virtuali ma comunque fanno riferimento a grandi ospedali delle rispettive zone di appartenenza. Stiamo ancora definendo le date per gli eventi che si svolgeranno a Catania e Milano che fara’ riferimento all’Istituto neurologico Besta. Lavoriamo con tutti questi importanti centri di riferimento perche’ sono in grado di erogare il supporto necessario”. Quali sono le nuove frontiere nel trattamento della malattia di parkinson ma anche in generale dei disturbi neurodegenerative? “Per noi la priorita’ e’ perseguire l’innovazione in questo campo. La ricerca farmacologica molto spesso e’ soggetta a frustrazioni e fallimenti ma il ricercatore lo mette in conto quando fa questo lavoro. Abbvie e’ una delle poche aziende che continua ad investire nelle malattie neurodegenerative, una delle poche che ha degli asset in sviluppo per l’alzheimer. Quello che noi vediamo a breve e lungo termine e’ continuare a sviluppare farmaci innovativi per il Parkinson in cui l’efficacia clinica e’ ad un ottimo punto di avanzamento nel rallentare la progressione della malattia. Si sta lavorando all’inibizione della proteina Tau che ha un ruolo fondamentale nella patogenesi dell’alzheimer. In Abbvie mette a disposizione per tale patologie un’ampia area dell’azienda”. Ci siamo resi conto che sono stati resi in tale contesto procedimenti piu’ agili che in Italia, molto spesso, erano rallentati dalla burocrazia con cui ci troviamo a lavorare. Posso dire che in questo specifico progetto c’e’ una vera e propria alleanza in cui le competenze di un attore privato vengono poste allo stesso livello di quelle assolutamente elevate del sistema statale e dunque del Ssn. Credo che questa sia la prima di moltissime altre partnership che andranno avanti. E’ una ottima opportunita’ per noi e come coinvolgimento delle Istituzioni mettiamo in campo una triade di collaborazioni anche con le Istituzioni e con l’ambiente politico che ci governa”.

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