Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Ma il Covid è di destra o di sinistra?

Posted by fidest press agency su domenica, 22 novembre 2020

Lezione fiorentina, e non solo. Immaginiamo masse di persone che si stanno ponendo questa domanda come fosse l’amletico “essere o non essere”: il covid è di destra o di sinistra? Prendiamo un caso fiorentino. Secondo Palazzo Vecchio sarebbero in tanti che, fatto il loro acquisto da asporto da ristoratori al dettaglio, si fermano davanti agli stessi locali e consumano anche conversando con altre persone. Il Sindaco della città gigliata ha fatto un’ordinanza: vietata ogni forma di consumo entro 50 metri da dove si è fatto l’acquisto. Confesercenti (area sinistra), Confommercio (area destra) e Fratelli d’Italia (destra) si fanno sentire: così ci danno la mazzata finale dicono le associazioni di categoria; non è vero che ci sono gli assembramenti dicono da Fdi (che sono all’opposzione in Comune e in Regione).Quello che il governo e il Parlamento non sono riusciti a fare per la gestione nazionale della crisi (qualcosa tipo un governo di unità nazionale), è invece riuscito a chi non è al governo nazionale: destra e sinistra unite nella lotta contro le ordinanze.Siamo andati a farci un giretto per la città ed abbiamo constatato che, mediamente, davanti ad ogni bar ci sono persone ferme che, ovviamente con la mascherina abbassata, sorbiscono il caffè e conversano tra di loro. E quindi hanno ragione alcuni contestarori dell’ordinanza che sostengono che il “ristretto” e non solo, se te lo bevi dopo 50 metri – d’inverno poi – è una ciofeca? E’ vero, confermiamo che è una ciofeca. Ma non è questo il punto. Che l’espresso da asporto, senza le labbra che toccano la calda (al punto giusto) tazzina, sia sempre stato una ciofeca, non è una novità. Quindi il punto è che se qualcuno vuole farsi male prendendo un espresso da asporto, che se lo beva senza creare pericoli per sé e per gli altri, e non ci rompa. Al bar si possono prendere paste e salati che, anche se portati a casa o in ufficio, sono sempre buoni. Occorre ficcarsi in testa che espresso, succo di frutta, spuma e tutto quello che siamo abituati a prendere al banco, ora non si può fare. E se non lo facciamo non stiamo male noi e il danno economico del bar fa parte del gioco che stiamo giocando per cercare di farci meno male tutti, baristi inclusi. “Eh, allora è vero che ce l’hanno con noi baristi…”, dirà sicuramente qualche barista e le sue associazioni di destra e di sinistra. E gli rispondiamo: “non ce l’hanno coi baristi, ma sta di fatto che gli assembramenti (pericolosi per il covid) si registrano davanti ai bar e non davanti alle gioiellerie… o no?”. Da qualche parte bisogna bloccare l’epidemia che, se è dovuta ai contatti umani, non è che ci sono tante altre strade, o no? Chiarito questo, possiamo asserire con certezza che il covid non né di destra né di sinistra, ma è “solo” covid. Mentre destra e sinistra continuano ad esistere per ipotizzare e realizzare due diverse società ed economie. E in questi schieramenti ci sono gli emuli di uno e dell’altro che, talvolta, pur di farsi notare e cercare consensi (non importa se razionali o meno) dicono quel che gli sembra più opportuno per procacciarseli.Per questo non possiamo non esclamare: grazie covid, ci stai facendo capire tante cose della vita e della politica. Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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