Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Archive for 23 novembre 2020

Pandemia e maggiori poteri all’Unione europea

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha già proposto la istituzione dell’Unione sanitaria europea, attraverso la quale attivare maggiore coordinamento e misure per lo sviluppo, lo stoccaggio e gli appalti di prodotti medici necessari a affrontare le crisi sanitarie (1). Ma gli Stati comunitari sono riluttanti a cedere le proprie competenze. Risultato: risposta negativa alla richiesta della Commissione di sottoporre a verifica, nel periodo estivo, i sistemi sanitari nazionali, in vista della seconda ondata pandemica, che ora è in corso.E’ di oggi un sondaggio comunitario che ci dice che 4 italiani su 5 (il 78%) vorrebbero maggiori poteri dell’Ue per affrontare la crisi pandemica. Percentuale che scende al 66 nel complesso del territorio dell’Unione (2). Viste le percentuali (in Italia in modo particolare) dei voti/consensi degli italiani nei confronti di tutti coloro (maggioranza di governo inclusa) che non ne vogliono sentire di aiuti comunitari (Next Generation Eu in primis)… è evidente che la situazione è molto cambiata da quando la pandemia dilaga. In termini popolari si potrebbe dire che “la paura fa 90”. E, come spesso accade, quando le persone sono chiamate ad esprimere il proprio pensiero senza doversi schierare dietro una bandiera o un filtro ideologico, vengono fuori delle sorprese. Nel secolo scorso fu così per importanti conquiste di civiltà come divorzio e aborto, che hanno cambiato il nostro Paese. In questo secolo lo sperimentiamo oggi in un momento fondamentale per il futuro della nostra economia, della nostra società, della nostra salute, della nostra vita. Certo, è “solo” un sondaggio, ma non abbiamo altri strumenti per capirlo e, siccome sarebbero impensabili alcuni strumenti di consultazione popolare per saperlo in modo insindacabile, è a questo sondaggio che occorre riferirsi. Di conseguenza, spetta a chi ci governa e ci amministra di farne tesoro. Soprattutto per coloro che hanno fin ad oggi tentennato stando dietro agli equilibri dei vari schieramenti politici. Il messaggio che ci arriva è chiaro e, per tutti coloro che hanno sempre paura di diventare impopolari nel decidere, oggi non si corre il rischio di diventare impopolari: Più poteri all’Unione Europea, lo chiede il 78% degli italiani e il 66% degli europei (inclusi quelli di paesi come Polonia e Ungheria che boicottano dalla mattina alla sera ogni decisione che possa in qualche modo compromettere la loro sovranità).Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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C’è ancora tempo per una riforma della Pac

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

E’ il tempo per mettere al primo posto la sostenibilità e l’agroecologia, ma occorrono più coraggio e ambizione – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. All’indomani del secondo confronto tra Commissione, Europarlamento e Consiglio Agrifish sul testo finale, il cosiddetto Trilogo, la partita non sembra ancora chiusa. Gli obiettivi delle strategie ‘Farm to Fork’ e ‘Biodiversità 2030’, che stabiliscono traguardi concreti e misurabili, devono essere un punto fermo del negoziato. Qualsiasi cedimento metterebbe infatti a rischio l’intera architettura del Green Deal.Il voto del Parlamento europeo di fine ottobre ha segnato un passo indietro sulla strada che conduce alla transizione ecologica – continua Tiso. A sollevare critiche non sono state solo le associazioni ambientaliste, ma le stesse istituzioni europee. Un segnale forte in questo senso è giunto dal vice presidente della Commissione Frans Timmermans, che non ha escluso la possibilità di bloccare il processo di riforma se il testo finale non sarà convincente e, soprattutto, in linea con gli obiettivi delle nuove strategie di Bruxelles.Per comprendere l’importanza della posta in gioco, basti pensare che la Pac post 2020 costituirà quasi il 32% del bilancio dell’UE nel periodo 2021-2027. A questa dotazione bisogna aggiungere gli oltre 58 miliardi di euro di risorse straordinarie del Next Generation e 8,2 miliardi di finanziamenti per lo sviluppo rurale. Si tratta, insomma, di una riforma destinata cambiare a fondo il volto dell’intera Unione e a pesare sul futuro di tutti i cittadini del Vecchio continente.

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“Next Generation Health: le priorità degli Italiani per la sanità del futuro”

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

In programma giovedì 26 novembre alle ore 10:00.L’incontro prevede un dibattito sui risultati dell’indagine Doxapharma sulle priorità degli italiani per la sanità del futuro. Integrazione ospedale-territorio, digitalizzazione e uniformità nell’accesso alle cure sono i tre grandi miglioramenti irrinunciabili. Di questo e degli altri significativi dati emersi nell’indagine parleranno: · Paola Parenti, Vice President di Doxapharma · Walter Ricciardi, Consigliere scientifico del Ministro della Salute per la pandemia da coronavirus, Chairman del Mission Board for Cancer, Commissione Europea, Direttore Scientifico centrale di ICS Maugeri · Stefano Bonaccini*, Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Presidente della Regione Emilia-Romagna · Massimo Scaccabarozzi, Presidente e Amministratore delegato Janssen Italia

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“Il cambiamento climatico: effetti sulla salute, sulla scienza e sull’agricoltura”

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

Torino Il primo dicembre alle ore 17.30 l’Accademia di Medicina di Torino in collaborazione con l’Accademia delle Scienze e l’Accademia dell’Agricoltura organizza una seduta scientifica dal titolo “Il cambiamento climatico: effetti sulla salute, sulla scienza e sull’agricoltura”. Intervengono Paolo Vineis, professore ordinario di Epidemiologia Ambientale presso l’Imperial College di Londra e responsabile dell’Unità di Epidemiologia Molecolare ed Esposomica presso l’Italian Institute for Genomic Medicine (Iigm) di Torino, Elisa Palazzi, ricercatrice dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Isac) presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e docente di Fisica del clima all’Università di Torino e Andrea Schubert, docente del dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali ed Alimentari, sempre dell’Università di Torino. Paolo Vineis è autore del libro “Salute senza confini. Le epidemie della globalizzazione” (Codice 2020).In ottemperanza alle disposizioni del DPCM relative alle misure di contenimento della pandemia, si potrà seguire l’incontro solo collegandosi al sito http://www.accademiadimedicina.unito.it.

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“Demografia dell’invecchiamento”

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

Torino 30 novembre alle ore 16 una conferenza organizzata dall’Accademia di Medicina e l’Accademia delle Scienze sul tema “Demografia dell’invecchiamento”, nell’ambito dell’iniziativa “Longevità e senescenza: come invecchiare in salute”, con il supporto della Bioindustry Park di Colleretto Giacosa. Massimo Livio Bacci, professore emerito dell’Università di Firenze, senatore tra il 2006 e il 2013, membro della Commissione Esteri, sarà introdotto da Massimo Mori, Presidente dell’Accademia delle Scienze. Il prof. Bacci è stato tra gli animatori del sito web “Neodemos”, dedicato a temi demografici e di politica sociale (www.neodemos.info).Per seguire la diretta streaming occorre collegarsi al canale youtube dell’Accademia. Il link è il seguente (www.youtube.com/c/AccademiadelleScienzediTorino)

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L’autunno siciliano profuma di rosso

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

Disueri. Il Nero d’Avola di Tenuta San Giacomo (Butera, CL). A Tenuta San Giacomo la potenza naturale dei vitigni autoctoni e l’eleganza e la freschezza date dall’altitudine e dal terreno calcareo ricco di trubi bianchi trovano la loro perfetta sintesi nel Nero d’Avola. Camminando tra i filari di questo angolo della Sicilia Meridionale, sembra di vedere ovunque torrone bianco: la terra qui è calcarea, riverbera il sole come fosse neve, anche d’estate. Il mare non si vede, ma è vicino (a circa 10 km) e si sente nel vento che soffia tra i filari a 400 metri di altitudine. C’è una forte escursione termica tra il giorno e la notte e questa fa sì che l’uva mantenga una forte acidità. Questo vitigno emblema della Sicilia, in un terreno così particolare, raggiunge una maturazione piena ed equilibrata. In settembre le uve, allevate a spalliera, sono raccolte manualmente, in cassette. Le rese sono basse, frutto di una rigorosa selezione: solo 60 ettolitri per ettaro per il Disueri, un Nero d’Avola in purezza succoso e piacevole. Benuara. Il Nero d’Avola incontra il Syrah a Tenuta Presti e Pegni (Monreale, PA). Tenuta Presti e Pegni è la Sicilia dell’immaginario di tutti. Calore e potenza, ma anche grande complessità grazie ai suoi terreni. È questa la casa dei vitigni internazionali di Cusumano, del Syrah soprattutto. Qui i vigneti si trovano su colline esposte al sole dall’alba al tramonto. A rinfrescare l’aria arriva la brezza del mare, a circa 10 km di distanza, che dissipa il calore. Qui i terreni sono argillosi e compatti, fattore che dà maggiore complessità ai vini, a partire dal colore. Ed è proprio al colore di un piccolo fiore rosso che cresce in primavera attorno al Mediterraneo che deve il suo nome il Benuara: il perfetto connubio della potenza tutta siciliana del Nero d’Avola con la complessità del Syrah che nei vigneti di questa tenuta ha trovato una dimora adatta a sviluppare il suo carattere speziato. Alta Mora Etna Rosso. Il Nerello Mascalese in purezza dell’Etna. Il più grande vulcano d’Europa, simbolo di una natura emozionante e di una viticoltura antica e ostinata, è il luogo che i fratelli Alberto e Diego Cusumano, insieme al padre Francesco, hanno scelto per creare vini che sappiano esprimere la qualità e il carattere di un territorio unico, dando vita al progetto ALTA MORA. È dal Nerello Mascalese, varietà autoctona coltivata a spalliera e ad alberello ad una altitudine di 600/800m slm, che nasce l’Alta Mora Etna Rosso: le uve sono raccolte manualmente in cassette nella seconda metà di ottobre, tra le Contrade Verzella, Guardiola, Feudo di Mezzo e Solicchiata (Castiglione di Sicilia, CT). Il risultato è un vino rosso elegante sia nel suo aspetto che nel suo sapore. I Nero d’Avola Disueri e Benuara sono presentati nel negozio on line Cusumano in una cassa da 3 bottiglie (2 di Disueri 2019 e 1 di Benuara 2017, al link https://shop.cusumano.it/prodotto/i-rossi-x3/) o in una cassa da 6 bottiglie (3 + 3, al link https://shop.cusumano.it/prodotto/i-rossi-x6/), rispettivamente a 33,50 e 67,50 euro. Per quanto riguarda Alta Mora Etna Rosso, sul sito è proposta l’annata 2017 nel formato magnum (1,5 l) in cassetta di legno al costo di 40 euro (https://shop.cusumano.it/prodotto/alta-mora-etna-rosso-2017/).

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Il peso del voto latino: Trump migliora, ma Biden vince

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

By Domenico Maceri, PhD. Da anni si parla del voto latino come un gigante addormentato poiché nonostante i numeri crescenti di ispanici la loro partecipazione alle urne rimaneva sempre sotto le aspettative. Juan Gonzalez, condirettore di Democracy Now, ha centrato però il bersaglio rilevando che nell’elezione del 2020 il gigante si è finalmente svegliato. I media, però, continua giustamente Gonzalez, hanno sottolineato di più il fatto che Trump ha vinto lo Stato della Florida a causa del voto latino e i successi del presidente uscente con gli ispanici nella zona del Texas confinante col Messico. I fatti ci dicono però che al di là del voto latino che ha preferito Joe Biden invece di Trump a livello nazionale il loro flusso alle urne è aumentato del 64% in confronto all’elezione del 2016. Il voto degli afro-americani è aumentato anche del 20%, quello degli asiatici-americani del 16% e quello degli elettori bianchi di un po’ più del 5%. In termini di dati precisi, dei 32 milioni di latinos eleggibili, 26 milioni hanno esercitato il loro diritto al voto.Al livello nazionale, come si aspettava, i latinos hanno preferito il candidato democratico (Biden 66%, Trump 32%). L’attuale inquilino della Casa Bianca ha migliorato con i latinos dal 2016 quando ricevette il 28%, cifra simile a quella di Mitt Romney nel 2008, ma notevolmente inferiore a quella ricevuta da George W. Bush (44%) nel 2004. Il voto latino non è però monolitico. Questo gruppo è una costruzione degli analisti per cercare di capire come votano gli elettori le cui radici affondano nella lingua e cultura ispanica. Si tratta di un gruppo variegato per quando riguarda la razza, Paesi di origine, e persino religione, dato che la tradizionale maggioranza cattolica ha perso terreno e gli evangelici hanno aumentato i loro numeri.Esaminando dunque i “successi” di Trump con il voto latino si nota che in Florida, dove il presidente uscente ha vinto, una buona fetta di questo elettorato affonda le radici a Cuba e consiste di ideologia di destra anti-Castro. Questo era da aspettarsi. Inoltre, la crescente immigrazione in Florida di ispanici provenienti da Paesi sudamericani tende a destra perché anche loro sfuggono a regimi autoritari di sinistra. Il successo di Trump con gli elettori ispanici al confine col Messico diventa chiaro in confronto all’elezione del 2016. Nella contea di Hidalgo, per esempio, il candidato Trump nel 2016 ricevette il 27% del voto latino ma nel 2020 è aumentato al 40%. Questo successo va spiegato con l’ideologia sociale conservatrice dei residenti ma anche con il beneficio arrecato all’economia dalla dura politica sull’immigrazione. La costruzione del muro, anche se lungi da essere completa e ovviamente non pagata dal Messico come aveva promesso Trump in campagna elettorale, ha creato posti di lavoro generati dagli sforzi del governo per bloccare l’ingresso di immigrati non autorizzati. Ma ciò che più ha contribuito al “sorriso” di questi elettori ispanici a Trump è stata la costante campagna mediatica, specialmente in Florida, condotta principalmente mediante annunci televisivi. Biden, da parte sua, si è svegliato tardi in Florida e ha speso una cifra inferiore a quella del suo avversario per ingraziarsi con gli elettori latinos del Sunshine State. La forza di Biden con gli elettori ispanici si è vista invece in zone dove la provenienza e le radici affondano nel Messico. Da non dimenticare che Trump iniziò la sua campagna elettorale accusando il Messico di mandare “stupratori e criminali” in America. L’accusa si rifaceva a tutti gli immigrati ma i più colpiti sono stati specificamente quelli provenienti dal Paese confinante al Sud degli Stati Uniti. Gli elettori di origine messicana, specialmente quelli residenti nelle grandi metropoli americane e negli Stati liberal, hanno preferito Biden. In California il presidente eletto ha ricevuto il 77% del voto latino e nello Stato di New York la cifra è vicina (72%). Cifre simili oltre il 70% per Biden si sono viste nelle metropoli come Philadelphia, Milwaukee, ed altre.Il supporto dei latinos si è rivelato critico per Biden in parecchi Stati ma specialmente in Arizona dove il candidato democratico è riuscito a ribaltare l’esito del 2016. In parte ciò si deve al fatto che i latinos in questo Stato sono di origine messicana, motivati anche dalle aspre leggi sull’immigrazione. Inoltre la condotta razzista dello sceriffo Joe Arpaio di alcuni anni fa ha galvanizzato i latinos a votare contro Trump, visto anche lui come fautore di un’ideologia anti-immigratoria ma anche anti-messicana.Il voto latino, importante nell’elezione del 2020, lo diventerà ancor di più nel futuro. Al momento i 60 milioni di latinos rappresentano il 18,3 percento della popolazione statunitense, cifra che secondo alcune proiezioni, diventerà 119 milioni nel 2060, ossia il 28% del totale. In dieci Stati americani gli ispanici includono un milione di residenti. Nonostante alcuni “successi” geografici di Trump con il voto latino la maggioranza degli ispanici rimangono nel campo democratico. Sarebbe però uno sbaglio dare per scontata la fedeltà dei latinos al partito di Biden. In futuro ci sarà molto da fare per continuare a ridurre l’erosione di questi elettori verso il Partito Repubblicano. Il fatto che il “gigante addormentato” si sia svegliato in questa elezione ci farebbe credere che ambedue partiti dovranno sudare sette camicie per il loro consenso. Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

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WatchGuard: 10 previsioni sulla sicurezza informatica per il 2021

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

Gli esperti del Threat Lab di WatchGuard prevedono che nel 2021 i criminali informatici troveranno nuovi modi per attaccare le persone, le loro case e i loro dispositivi, al fine di trovare un varco per accedere alle reti aziendali a cui si collegano i “remote workers”. La pandemia globale ha rapidamente accelerato il passaggio al lavoro da remoto, portando i dipendenti a operare al di là della protezione firewall aziendale e creando nuovi spazi di vulnerabilità importanti che attireranno i malintenzionati. I cyber criminali sfrutteranno in particolare le emozioni e i sentimenti di paura legati all’emergenza sanitaria e alla situazione economico-politica per sferrare i loro attacchi.Ecco le 10 previsioni stilate dal Threat Lab di WatchGuard per il prossimo anno: L’automazione porterà a una crescita delle campagne di spear phishing I provider di hosting cloud prenderanno provvedimenti contro gli abusi informatici Gli hacker infesteranno le reti domestiche con i worm Smart charger e “homebrew” apriranno la strada a violazioni di smart car Gli utenti si ribelleranno chiedendo di regolamentare la privacy degli smart device Con l’aumento dello smart working gli attaccanti colpiranno VPN e RDP Gli attaccanti individueranno le lacune di sicurezza negli endpoint legacy Ogni servizio senza MFA subirà una violazione I truffatori sfrutteranno la paura della pandemia durante il 2021 Gli attacchi prenderanno di mira i bambini per arrivare ai genitori Scopri tutti gli approfondimenti sulle previsioni 2021 di WatchGuard su questa landing page dedicata: https://www.watchguard.com/wgrd-resource-center/cyber-security-predictions-2021

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Scadenze fiscali 30 novembre 2020

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

“Quella delle scadenze fiscali del prossimo 30 novembre è una vera emergenza, con molti studi di commercialisti chiusi per i dipendenti in quarantena. Rivolgo, perciò, un invito al governo affinché le scadenze siano rinviate e a intervenire per ridare ossigeno a famiglie, imprese e professionisti”. E’ quanto ha dichiarato in sede di audizione in commissione Finanze col ministro Gualtieri il senatore di Fratelli d’Italia Andrea de Bertoldi, coordinatore della consulta parlamentare commercialisti.”In questo momento di grande difficoltà causato dalla pandemia – ha sottolinea de Bertoldi – è quanto mai necessaria un’azione del governo tesa a venire incontro alle esigenze della nostra Nazione, e mi riferisco in particolare all’annosa questione dei crediti deteriorati che, secondo i dati dell’anagrafe tributaria, nel 2025 potrebbero aumentare anche per 100 miliardi rispetto ai valori attuali. Si tratta di un’emergenza nell’emergenza per la quale abbiamo formulato un preciso disegno di legge che, se finalmente approvato, sarebbe una boccata di ossigeno per milioni di italiani. Invito il ministro Gualtieri a non trascurare neanche il rischio di speculazioni perché l’acquisto degli Npl da parte di fondi stranieri potrebbe essere un ulteriore elemento a discapito di questo problema”.”Il governo faccia finalmente sentire forte la sua voce – ha concluso de Bertoldi – non si limiti ai compitini inviati da Bruxelles ed ascolti concretamente le opposizioni”.

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Pa: Cgil Cisl Uil Fp a Dadone, nessuno parla di recupero anni blocco contrattazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

“Nessuno ha mai parlato di recuperare dieci anni di blocco della contrattazione, che sarebbero oltre 9 punti percentuali di incremento salariale. Quello che stanno chiedendo le lavoratrici e i lavoratori della sanità, della scuola, degli enti locali e dello Stato, nonché delle forze dell’ordine, è di vedersi riconosciuti aumenti salariali in linea con la condizione economica delle famiglie e, soprattutto, di non vedersi sottratte dalla busta paga somme già erogate in questo momento, a partire dall’elemento perequativo. Su questo la ministra non ci ha mai risposto”. Così i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli, Michelangelo Librandi e Nicola Turco, replicano alle affermazioni della ministra della Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone.

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Blitz di USB al Forlanini: per fronteggiare l’emergenza Covid riaprire tutti gli ospedali dismessi

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

Roma. Blitz questa mattina dell’Unione Sindacale di Base all’ospedale Forlanini, occupato simbolicamente per chiedere la riapertura della struttura romana e delle altre dismesse nel Lazio e in tutta Italia a causa dei tagli alla Sanità pubblica.“Riaprite gli ospedali” è lo striscione fatto scendere sulla facciata della direzione del nosocomio, un ospedale che la giunta Zingaretti vuole mettere in vendita alla modica cifra di 70 milioni.USB, il Coordinamento cittadino Sanità, Militant e gli studenti hanno dato vita a un’assemblea che andrà avanti per tutta la giornata, coinvolgendo anche i lavoratori degli ospedali circostanti. Il blitz romano è solo l’ultimo di una serie che USB sta portando avanti in tutta Italia per chiedere che le strutture dismesse tornino a vivere e a operare sul territorio, in modo da fronteggiare l’emergenza pandemia Covid-19. Vogliamo la riapertura di tutti gli ospedali chiusi, l’assunzione stabile di tutti i lavoratori e lo scorrimento delle graduatorie.

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Banco BPM e SACE al fianco di Quanta SpA

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

Banco BPM e SACE hanno finalizzato un’operazione di finanziamento chirografario da 2 milioni di euro per sostenere Quanta SpA nella sua attività core di offerta alle aziende di servizi in ambito HR.L’operazione è stata perfezionata in piena emergenza Covid-19. Il finanziamento della durata di 6 anni è stato erogato da Banco BPM tramite la propria struttura Mercato Corporate Milano e garantito in tempi brevi da SACE tramite Garanzia Italia, lo strumento introdotto dal Decreto Liquidità durante l’emergenza Covid-19 per sostenere le esigenze di liquidità delle imprese italiane. Quanta SpA potrà realizzare gli investimenti necessari a sviluppare le proprie attività in Italia e supportare le necessità dei propri clienti con le soluzioni più adeguate di Staffing Temporary e Permanent, percorsi di formazione, politiche attive, outplacement e outsourcing.Quanta SpA è da oltre 20 anni una società specializzata nelle soluzioni HR, presente in 5 paesi con 40 filiali e 250 professionisti.Quanta promuove e mette in atto iniziative dedicate ad aziende, manager, professionisti e giovani che si affacciano al mondo del lavoro. Propone attività su misura a seconda degli specifici bisogni formativi dei propri clienti, dalla formazione professionale al coaching alla formazione esperienziale in outdoor. Quanta inoltre offre alle aziende consulenza e assistenza per la richiesta e la gestione di finanziamenti pubblici, per la formazione del personale, nonché consulenza nella gestione degli appalti di servizio. Quanta SpA progetta corsi di formazione, politiche attive, outplacement e outsourcing, grazie a soluzioni integrate per rafforzare la capacità di innovazione delle aziende attraverso lo sviluppo delle proprie persone.

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20 Aniversario de Goya Producciones

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

Hace 20 años, en un piso de la Calle Goya de Madrid nacía una pequeña empresa, pilotada por dos personas sin experiencia cinematográfica, y con escasos recursos. Pretendía producir, y vender a las cadenas de televisión, programas de contenido católico y familiar. Su fracaso parecía cantado… A la vuelta de dos décadas, esa empresa, Goya Producciones, con más de 300 proyectos realizados y millones de espectadores, se ha convertido en referente mundial de la producción y distribución audiovisual de inspiración cristiana. “Para sorpresa de algunos, comenta su fundador y director Andrés Garrigó, a pesar del covid-19, el aniversario nos pilla trabajando a tope, con un documental recién estrenado: “Morir en Paz”, y metidos en el rodaje de dos largometrajes y un nuevo documental. Eso sumado a la rutina de doblar y distribuir películas y preparar otras producciones. En esta crisis, igual que en la anterior, no hemos reducido personal, sino que seguimos creciendo”. “Es cierto -prosigue- que al cerrarse los cines por la pandemia, el estreno internacional de nuestro último largometraje “Corazón Ardiente” sufre un largo retraso, si bien confiamos en que su éxito está garantizado. Lo prueba la gran aceptación que estaba teniendo en las salas de España, y sobre todo en las de Polonia, donde se mantuvo cinco semanas en el top 10”.En su primera época, Goya Producciones dio a luz diversas series de documentales sobre amor, familia y vida, tales como “La Cultura de la Vida”, sobre bioética, o “Sí Quiero” sobre la preparación al Matrimonio. Otras series nos adentraban en la Historia, como “El Origen del Hombre”, “Los Primeros Cristianos” y “El Siglo de las Reformas”. O en problemas sociales, como “Cristianos en la Sociedad”, que divulga la doctrina social de la Iglesia”. En el género investigación suscitaron especial interés “El Santo Grial” y “El Sudario de Oviedo”.Otra línea de la prolífica Productora han sido los documentales sobre papas, santos, o siervos de Dios, unos por propia iniciativa y otros a demanda de congregaciones o instituciones. Goya produce también vídeos en múltiples formatos y variados temas, en especial de índole catequética o educativa como complemento de textos escolares. En 2016 Goya Producciones dio el salto a la gran pantalla con la película “Poveda”, seguida de “Luz de Soledad”, ambas biopics de santos, premiados en varios festivales, y bien acogidos en cines de Europa y América. Después, la productora innovó con largometrajes que combinan la ficción con el documental, como es el caso de “Fátima, el Último Misterio” y “Corazón Ardiente”.La mayoría de estas producciones se realizan en español e inglés. Varias de ellas han sido traducidas o dobladas al francés, alemán, italiano, polaco, eslovaco, húngaro, árabe, chino y ruso, entre otras lenguas.Durante años estos programas fueron ampliamente distribuidos en formato DVD o Blu-ray en librerías, grandes superficies, y hasta en revistas del corazón. Ante esa demanda, Goya creó su propia tienda online llamada Encristiano.com, que ofrece a domicilio vídeos, libros y objetos religiosos varios.En el mes de mayo, en plena pandemia, Goya creó su nueva plataforma de alquiler digital estrenosdecinedigital.com para complementar la exhibición en salas de cine y responder a crisis que impidan la asistencia del público al cine. La idea es que esta plataforma sea un lugar seguro para los estrenos de cine independiente de fe y valores.La productora también colabora habitualmente con la Fundación Telefamilia, una entidad sin ánimo de lucro que promueve contenidos audiovisuales con valores. En esta línea Goya ha jugado un papel importante en el lanzamiento de Famiplay, la primera plataforma digital por suscripción en español que ofrece películas y documentales con valores, aptos para toda la familia. En ella puede verse casi todo el catálogo de Goya, junto con títulos de otras productoras de diversos países. Famiplay acaba de cumplir su primer año de actividad con muy buena respuesta del público.

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EP tax matters subcommittee chair reacts to the Tax Justice Network report on tax evasion in the world

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

Paul Tang, the Chair of the recently created subcommittee on tax matters on Friday reacted to the report on tax evasion published by the Tax Justice Network. Reacting to the Tax Justice Network report published today, Paul Tang (S&D, NL) said that the sub-committee was ready to play the ‘bad cop’ within public institutions to flush out the hardened crooks of global tax avoidance. Full statement below:“The European Parliament shares many of the concerns of the State of Tax Justice report regarding the EU’s record on tax avoidance. Some of the countries that seem responsible for most of global tax losses are not on the blacklist of the European Union. Indeed, the blacklist excludes by definition aggressive tax planning within the EU borders. At the same time, the EU’s global efforts have largely missed their target.While it is excellent that the EU has a list of tax havens, this list lacks, ironically, the world’s largest tax havens. Countries on the blacklist account for only 2% of global tax losses and with the recent removal of the Cayman Islands, the EU let the world’s worst tax haven off the hook. At least, following Brexit, the EU can examine critically another jurisdiction in the top-five of tax havens, the UK.The State of Tax Justice report does transparently what the EU blacklist attempts to do behind closed doors. The fact that results differ between the two procedures does help not aid the credibility of the EU list. This should also concern the Member States. That is why the European Parliament’s FISC sub-committee has called on the Council to justify the removal of the Cayman Islands before the European Parliament. Parliament will also draft a resolution to strengthen the criteria and transparency of the listing process. The EU’s diplomatic approach has produced some good results, but it is simply not enough to deal with hardened crooks. For that you need a ‘bad cop’, also within public institutions, ready to expose and shame the practices, persons and companies involved in this theft of public resources. The FISC committee is willing to take up this role.”

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Giovani e scienza, quattro vincitori junior per la ricerca del Regina Elena

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

Cinque giovani e brillanti ricercatori, quattro dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE) e una della Sapienza Università di Roma, vincono due progetti nel bando del Ministero della Salute per la ricerca finalizzata Giovani Ricercatori 2020. Il primo è tutto al femminile e incentrato sullo studio di un enzima (SCD1), un nuovo bersaglio terapeutico e biomarcatore predittivo dell’attività di cellule staminali tumorali. A ottenere il finanziamento per lo studio multidisciplinare sono Italia Falcone, ricercatrice della Oncologia Medica 1 IRE, Simona di Martino, ricercatrice della Biobanca Oncologica IRE, e Claudia De Vitis, ricercatrice del Dipartimento di Medicina Clinica e Molecolare della Sapienza, con il supporto dell’ oncologo Laura Pizzuti della Oncologia Medica 2 IRE. Molto attraente è Il secondo progetto vinto da Benito Chiofalo, della Unità di Ginecologia Oncologica IRE. Si propone di identificare l’assetto immunologico condiviso tra l’ interfaccia materno-fetale e il cancro dell’endometrio. Questo perché i meccanismi immunologici messi in atto nel tessuto endometriale, affinché il feto non venga rigettato durante la gravidanza, sono simili a quelli che il cancro utilizza per evadere il sistema immunitario (immune-escape). Lo studio permetterà di scoprire potenziali target di immunoterapia per interferire con il processo di attivazione dell’evasione immunologica o per riattivare/rieducare la risposta immunitaria, così come avviene fisiologicamente nella gravidanza. “E’ una grande soddisfazione – dichiara Gennaro Ciliberto, Direttore Scientifico del Regina Elena – che conferma ancora una volta l’elevata qualità scientifica dei progetti portati avanti dai nostri ricercatori e dalla preparazione dei nostri giovani talenti.” Le cellule staminali tumorali sono una sottopopolazione di cellule neoplastiche con la capacità di autorinnovarsi e dare origine a cellule tumorali e allo stesso tempo essere resistenti alle terapie farmacologiche . “Recenti evidenze scientifiche – spiegano Itaria Falcone e Simona di Martino- suggeriscono che l’enzima oggetto del nostro progetto (Stearoil CoA-desaturasi 1-SCD1) svolge un ruolo importante in diverse neoplasie e la sua attività favorisce la proliferazione delle cellule staminali tumorali soprattutto nelle neoplasie polmonari non a piccole cellule e nel melanoma.”

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Rinforzare la rete estera del Maeci

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

“ Ho interpellato il Governo sull’importanza della presenza di una rete operativa all’estero a sostegno dell’internazionalizzazione delle nostre imprese in un momento molto delicato, dovuto alla crisi economica da pandemia. In particolare ho chiesto al Governo, nella persona del Vice Ministro Sereni, se vi è l’intenzione di rafforzare la rete estera del MAECI, con più risorse umane sia di ruolo che a contratto locale, per migliorare i servizi ai connazionali e per sostenere l’internazionalizzazione.Nella sua risposta il Vice Ministro Sereni ha affermato che la rete diplomatico-consolare deve essere rafforzata con personale di tutte le categorie e con riferimento all’intera sfera di attività. Dalla cura dei rapporti politici alla promozione economico-commerciali, passando per i servizi ai connazionali e i rapporti culturali.In seguito, il Vice Ministro ha evidenziato che, nella rete estera, ci sono 3557 unità di organico di ruolo e che dopo la conclusione dei concorsi in essere ci sarà un aumento del 25% del personale del Maeci che si aggiungerà a quelli attualmente in servizio nelle sedi all’estero raggiungendo il numero di 4438 unità. Mentre il personale a contratto, attualmente è di 2920 unità e svolgono un ruolo essenziale per l’efficienza della rete all’estero.Qualcosa si muove ma sono convinta che il Maeci, come ho fatto notare nella mia replica, potrebbe fare uno sforzo maggiore, magari proporzionale all’impegno assunto con il Patto per l’Export al fine di rendere il progetto di internazionalizzazione più omogeneo in Italia e all’estero e quindi potenziando la parte estera con personale qualificato sia di ruolo che a contratto, che possa rispondere in maniera efficace alle richieste di penetrazione nei mercati esteri, sempre più frequente in considerazione della crisi che stiamo attraversando.Infatti, ritengo che se sapremo mettere a sistema le nostre risorse potenziando gli strumenti di sostegno sul territorio estero a partire dalle risorse umane, allora il nostro Sistema Paese sarà ancora più grande e funzionale!” Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.

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Gli infermieri sono aumentati nell’OCSE, ma non in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

Sono sempre 5,7 per 1000 abitanti contro una media dei Paesi dell’Organizzazione di 8,2, con tutti gli Stati del Nord Europa al disopra di 10 infermieri ogni 1000 abitanti e solo alcuni dell’est europeo (Slovacchia, Cipro, Polonia, Lettonia, Bulgaria, Grecia, Serbia, Montenegro, Macedonia e Turchia), al di sotto.Eppure, sottolinea l’OCSE nel suo nuovo rapporto Health at a Glance Europe 2020, presentato oggi, “gli infermieri svolgono un ruolo fondamentale nel fornire assistenza negli ospedali e negli istituti di assistenza a lungo termine in circostanze normali, e il loro ruolo è stato ancora più critico durante il COVID-19 pandemia”.La carenza preesistente di infermieri – in Italia storicamente è di almeno 53.000 unità – è stata aggravata durante l’apice della pandemia, anche dal fatto che molti infermieri sono stati infettati dal virus. Nel nostro Paese secondo gli ultimi dati forniti dalla Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) basate sulle rilevazioni e sui rapporti INAIL, sono oltre 28.000 (in aumento) con 49 decessi a oggi.L’Ocse sottolinea che la domanda di infermieri dovrebbe continuare a crescere negli anni per l’invecchiamento della popolazione mentre molti infermieri al contrario si stanno avvicinando all’età della pensione e quindi la forza lavoro rischia di diminuire ancora. Questo preoccupa molti paesi che stanno investendo nella loro formazione e alcuni stanno anche affrontando le attuali carenze assumendo infermieri dall’estero. “Aumentare gli infermieri in attività – scrive l’OCSE – rimane una questione chiave per evitare nella maggior parte dei paesi le carenze attuali e future”.Gli infermieri poi, sono molto più numerosi dei medici nella maggior parte dei paesi dell’UE dove nel 2018, c’erano in media più di due infermieri per medico raggiungendo il rapporto infermiere-medico di circa quattro o più in Finlandia, Lussemburgo, Irlanda, Svizzera, Islanda e Norvegia e di uno a tre in Germania, Francia, Belgio, Paesi Bassi e Slovenia. Ma il rapporto era molto più basso nei paesi dell’Europa meridionale e in Lettonia.In Italia questa proporzione, sempre secondo i nuovi dati OCSE, è invece scesa dall’1,5 dello scorso rapporto a 1,4 e il nostro Paese va meglio, nell’UE, solo di Portogallo, Cipro, Lettonia (dove comunque il rapporto è di 1:3) e Bulgaria e in assoluto in Europa anche di Macedonia (con lo stesso rapporto dell’Italia) e Turchia.In risposta alla carenza di medici, spiega l’OCSE, diversi paesi hanno ha iniziato a implementare ruoli più avanzati per gli infermieri in ospedale e cure primarie e ad esempio le valutazioni di Finlandia, Regno Unito e Irlanda mostrano che gli infermieri specializzati possono migliorare l’accesso ai servizi e ridurre i tempi di attesa, offrendo la stessa qualità di cura dei medici per una serie di pazienti, compresi quelli con patologie di bassa intensità e quelli che necessitano di controlli di routine. Questa impostazione ha anche riscontrato nei paesi OCSE che l’hanno adottata un alto tasso di soddisfazione dei pazienti, mentre l’impatto sui costi ha mostrato una riduzione e comunque nessun innalzamento rispetto al pregresso. “Nel nostro Paese – commenta Barbara Mangiacavalli, presidente FNOPI – finora abbiamo assistito a varie forme di integrazione del personale, dall’utilizzo dei neolaureati per attività che possano liberare infermieri più esperti alle task force mirate della Protezione civile alle quali hanno risposto decine di miglia di infermieri volontari, dalla messa in campo degli infermieri militari all’utilizzo dei liberi professionisti e così via. Ma non sono provvedimenti emergenziali a risolvere la situazione. La Federazione – conclude – è a disposizione delle altre istituzioni per creare in tempi rapidissimi un percorso che integri gli organici quanto più velocemente e correttamente possibile”.

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Il 25 novembre sciopero nazionale di 4 ore del trasporto pubblico locale

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

L’emergenza sanitaria non solo ha evidenziato quanto sia fondamentale il ruolo dei servizi pubblici essenziali, ma ha anche portato alla luce tutte le fragilità di un sistema deturpato dalle privatizzazioni che hanno permesso di assoggettare le funzioni del settore pubblico al conseguimento del profitto di pochi, che si parli di scuola, di sanità o di trasporti!Per questo non si può più aspettare. Non ci si può più permettere di navigare a vista attendendo gli eventi.È necessario un vero dibattito, scevro dai soliti giochi di potere e dai ricatti delle associazioni datoriali e dei sindacati gialli al seguito, con un unico obiettivo: ridiscutere e ristrutturare l’intero sistema del Trasporto Pubblico e quello dei servizi essenziali tutti!Non possiamo più permettere che le annose carenze di un sistema che non ha più alcuna capacità di tutela dei lavoratori e della collettività, siano risanate con provvedimenti emergenziali capaci solo di rimandare la soluzione del problema a data da destinarsi. Non possiamo più sottostare alle puerili imposizioni delle associazioni datoriali, dotate di grandi capacità quando si tratta di intercettare i finanziamenti ma con scarse o nulle competenze nella gestione e nella garanzia dei servizi essenziali. Trasporti, Sanità, Scuola e Nidi si uniscono in una giornata di mobilitazione comune per ricostruire il futuro, nell’interesse dei lavoratori e dei cittadini!

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Da oggi le Biblioteche civiche torinesi ripartono con il prestito ‘sulla soglia’ e il Bibliobus

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

Torino. I servizi – in considerazione delle indicazioni ricevute dalla Prefettura di Torino e della Circolare della Direzione Biblioteche del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo che autorizza a dare continuità al prestito e alla restituzione libri, definiti ‘beni essenziali’ – saranno effettuati nel pieno rispetto delle misure previste per il contenimento del contagio da Covid19.Pur dovendo mantenere la chiusura al pubblico delle sedi, come da disposizioni di legge, sarà però possibile tornare a prendere in prestito libri e documenti su prenotazione telefonica o dal catalogo online, con ritiro su appuntamento e sulla soglia, nelle sedi: Biblioteche civiche Centrale, Dietrich Bonhoeffer, Italo Calvino, Cascina Marchesa, Francesco Cognasso, Natalia Ginzburg, Bianca Guidetti Serra, Primo Levi, don Lorenzo Milani, Cesare Pavese, Villa Amoretti e Mausoleo della Bela Rosin.Contemporaneamente sarà riavviato anche il prestito e la restituzione tramite il Bibliobus, effettuato all’esterno del mezzo, nelle tradizionali soste già in calendario (https://bctwww.comperio.it/sedi_orari/bibliobus.shtml), al quale sarà affiancato – in via sperimentale e su richiesta – un nuovo servizio di ‘prestito a domicilio’ destinato alle persone anziane e/o con difficoltà, sempre nel pieno rispetto delle misure relative all’emergenza sanitaria Covid19.Restano attivi per tutti i cittadini i servizi di iscrizione online al prestito, utilizzando l’apposito modulo di pre-iscrizione; la biblioteca digitale (MLOL) per il prestito di eBook e la consultazione online di giornali e riviste; la riproduzione digitale di documenti nelle Biblioteche civiche Centrale e Musicale, su richiesta via e-mail a biblioteche.civiche@comune.torino.it (Centrale) o a biblioteca.musicale@comune.torino.it (musicale Andrea Della Corte); le videoletture e gruppi di lettura (info nella sezione eventi del sito) e le attività didattiche e laboratori online per le scuole.Per avvalersi del prestito ‘sulla soglia’ contattare la biblioteca civica di riferimento (verifica i numeri su bct.comune.torino.it) mentre per il Bibliobus (e relativo servizio a domicilio nei casi previsti) chiamare al numero 3420100532.

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Istruzione: Informativa decreto collaborazioni scuola-territorio per l’attuazione di esperienze extrascolastiche di educazione civica

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

Si è svolto l’incontro al MI avente a oggetto la realizzazione di Collaborazioni scuola-territorio per l’attuazione di esperienze extrascolastiche di educazione civica. Presente in delegazione per ANIEF il segretario generale Daniela Rosano; per il MI presenti la dott.ssa Palermo, Direttore Generale, e la dott.ssa Maria Rosa Silvestro, Ispettore MIUR. L’amministrazione ha illustrato brevemente il contenuto della bozza di decreto che disciplina le modalità attuative con le quali si realizzano le collaborazioni e individuano i criteri e i requisiti per la scelta dei soggetti con cui le Istituzioni scolastiche possono collaborare.Gli accordi per la realizzazione delle esperienze extrascolastiche saranno di durata annuale o pluriennale e potranno realizzarsi: con soggetti istituzionali, di livello locale e nazionale; con i comuni, con particolare riguardo a progetti inerenti alla conoscenza del funzionamento delle amministrazioni locali e dei loro organi, alla conoscenza storica del territorio e fruizione stabile di spazi verdi e beni culturali; con i soggetti del mondo del volontariato e del Terzo settore. L’individuazione da parte delle Istituzioni scolastiche degli enti del Terzo settore con cui attivare il partenariato avviene mediante forme di accreditamento: le Istituzioni scolastiche sottoscrivono accordi con le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale iscritte da almeno sei mesi nel Registro Unico nazionale del Terzo settore. “Per i PCTO (ex Alternanza Scuola lavoro) Anief aveva proposto l’istituzione di albi nazionali delle Aziende che garantissero requisiti oggettivi e verificabili, così da assicurare che la scelta dei soggetti del mondo del volontariato e del Terzo settore con cui le scuole intraprendono una collaborazione sia effettivamente imparziale e avvenga secondo criteri oggettivi e verificabili, affinché i percorsi intrapresi dagli studenti siano di valore – ha spiegato Daniela Rosano, presente all’incontro – Importante è anche che sia possibile per gli studenti esprimere il gradimento dei percorsi, previsto nella bozza del decreto ma solo per gli studenti di scuola secondaria superiore. E l’attivazione di un monitoraggio accurato di tutti i passaggi”.

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