Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

La situazione in cui versa l’industria alberghiera in questi mesi è drammatica

Posted by fidest press agency su martedì, 24 novembre 2020

Ad un fermo totale dei mercati turistici internazionali, vera linfa vitale per il nostro Paese e per le strutture ricettive, si aggiunge una impossibilità di spostamento fra le Regioni che di fatto azzera anche il mercato interno; l’impossibilità di svolgere eventi e manifestazioni di presenza aggiunge un ulteriore livello di drammaticità ad un comparto che rischia di sparire.Se si pensa che queste affermazioni siano esagerate, afferma Roberto Necci imprenditore alberghiero nonché Chairman di Investhotel Capital Partners che si occupa di ristrutturazioni aziendali spesso salvando le aziende dal fallimento, basta farsi un giro nelle nostre città e vedere quante strutture alberghiere, ormai deserte cominciano ad avere i primi segnali di incuria e degrado.Occupandomi di crisi di impresa ho ben chiara la situazione di alcune aziende che rischiano con queste condizioni di sparire definitivamente dal mercato, del resto continua Roberto Necci difficilmente una azienda riesce a stare per troppo tempo senza ricavi e con un orizzonte di ripresa a dir poco incerto, gli aiuti, quei pochi arrivati si sono immediatamente esauriti ed all’orizzonte vi sono ulteriori problematiche.Innanzitutto molte aziende in questo periodo hanno aumentato il livello di indebitamento, gli aiuti infatti per la maggior parte dei casi sono stati dei rilasci di garanzie statali per favorire la liquidità ma questa va rimborsata e da quello che sono le analisi di Investhotel Capital Partners difficilmente senza una modifica dei piani di ammortamento o ulteriori interventi le aziende saranno in grado di affrontare rimborsi.Le aziende che non andavano benissimo prima della crisi hanno visto ulteriormente deteriorare le loro posizioni verso banche aumentando in maniera esponenziale il mondo degli NPL ( Non performing loan ) o UTP ( unlikely to pay ) ovvero crediti oramai deteriorati; una normativa europea ancora più stringente impone ulteriori sacrifici alle banche che detengono tali esposizioni, praticamente tutte le banche italiane, con ulteriore difficoltà nel finanziare l’economia e le aziende.Una situazione non semplice conclude Roberto Necci che se da un lato ha necessità di consapevolezza da parte dell’imprenditore nell’organizzazione dei processi aziendali futuri, dall’altro vi dovrà essere una chiara analisi della situazione da parte del nostro governo.

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