Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Recovery Plan, Recovery Fund e Next Generation EU. Facciamo chiarezza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 novembre 2020

Potrebbe essere una brutta notizia, ma il Recovery Fund, di cui tutti parlano, non esiste.Questo nome fu dato a una proposta fatta dalla Francia e dalla Germania e non dall’Italia, come rivendica il ministro Di Maio, sempre pronto a dichiarazioni fantasiose, cui crede l’allocco di turno. La proposta fu sospesa a maggio scorso, ma tutti continuano a parlarne come se esistesse. L’iniziativa franco-tedesca fu sostituita da un piano, il Recovery Plan (in seguito Piano), che fu chiamato Next Generation EU, con una dotazione di 750 miliardi, tra prestiti e sussidi, da utilizzare secondo priorità economiche. I 750 miliardi non sono già nelle casse comunitarie ma si ottengono attraverso l’emissione di titoli di debito pubblico europeo, una sorta di Buoni comunitari, facilmente collocabili sul mercato, legati, però, al bilancio europeo che deve essere aumentato.Il Piano è approvato a maggioranza degli Stati membri della Ue, ma è collegato all’aumento del bilancio europeo il quale, invece, deve essere approvato alla unanimità e, qui si pone il problema della opposizione di Ungheria e Polonia perché, se non si approva l’aumento del bilancio europeo, non si può attivare il Piano con i suoi 750 miliardi, dei quali 209 per l’Italia.Il Parlamento europeo, votato dai cittadini comunitari, ha posto come condizione, per usufruire dei fondi del Piano e di altri finanziamenti, il rispetto dello Stato di diritto, cioè libertà di pensiero, di parola, di stampa, di informazione, di istruzione, di associazione, ecc.Ungheria e Polona si oppongono alla clausola del rispetto dello stato di diritto necessario per ottenere i finanziamenti. Ricordiamo che i due Paesi sono stati condannati dalla Corte di Giustizia europea, proprio per il mancato rispetto delle libertà garantite in uno Stato di diritto.Ungheria e Polonia bloccano, così, i 209 miliardi destinati all’Italia (con buona pace dell’antitaliana Meloni) e accusano la Ue di essere come l’Unione sovietica.C’è un piccolo particolare: dalla Unione sovietica non ci si poteva separare, dalla Ue si, basta fare fagotto, nessuno glielo impedisce. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: