Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Covid-19 pediatrico in pronto soccorso

Posted by fidest press agency su sabato, 28 novembre 2020

L’esperienza dei mesi di pandemia ha mostrato che i bambini con Covid-19 valutati nei pronto soccorso (Ps) hanno raramente sintomi gravi, ponendo più spesso problemi organizzativi data la possibile trasmissione virale. Per questo una classificazione clinica, invece che radiologica, potrebbe aiutare a prevedere meglio le esigenze dei pazienti migliorando nel contempo l’allocazione delle risorse. Così conclude uno studio pubblicato su Pediatrics, primo firmatario Niccolò Parri del Dipartimento di medicina d’urgenza all’Ospedale pediatrico Meyer di Firenze, che ha analizzato in modo retrospettivo le cartelle cliniche di una coorte di bambini e adolescenti da 0 a 18 anni valutati in 17 Ps pediatrici italiani.«Da precedenti studi su bambini con Covid-19 emerge che la maggior parte dei casi confermati si sono verificati in gruppi familiari con infezioni moderate o gravi» scrivono gli autori, precisando che l’attuale classificazione della malattia si basa sulla diagnosi radiologica della polmonite. Tuttavia, la variabilità dei sintomi di presentazione rappresenta una sfida per la diagnosi precoce dei casi di sospetto Covid-19 nei Ps pediatrici, che svolgono un ruolo di controllo e prevenzione attraverso un’adeguata gestione dei flussi e allocazione delle risorse. Partendo da questi presupposti i ricercatori italiani descrivono le caratteristiche cliniche, la gravità della malattia e le risorse diagnostiche impiegate nella coorte oggetto di studio (età media di 45 mesi). «Nei pazienti con Covid-19 l’esposizione è avvenuta nel 59% dei casi al di fuori dei cluster familiari, e nel 22% erano presenti comorbilità. Inoltre, il 17% dei bambini erano asintomatici o con sintomi lievi (63%), di cui i più comuni erano tosse (43%) e difficoltà di alimentazione (35%)» sottolineano i firmatari dell’articolo, spiegando che in Ps la tomografia computerizzata (Tc) del torace, la radiografia (Rx) del torace e l’ecografia polmonare sono state usate rispettivamente nel 2%, 36% e 8% dei casi. «Il ridotto utilizzo della Tc e Rx torace può aver portato a una ridotta identificazione dei casi moderati, che possono essere stati classificati clinicamente come lievi. Tuttavia, la coorte studiata era composta in prevalenza da bambini principalmente esposti a persone non appartenenti alla cerchia familiare, che hanno richiesto poche risorse diagnostiche» precisano gli autori, concludendo che una classificazione clinica potrebbe essere più utile di quella radiologica nella diagnosi pediatrica di Covid-19 che, a parte rari casi gravi di sindrome infiammatoria multisistemica, rappresenta più spesso un onere organizzativo. (Fonte Doc.33)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: