Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Scuola: la dislessia diventa un’opportunità anche in tempi di Covid

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 novembre 2020

“Aperti all’epoca del Covid”, i doposcuola per dislessici continuano la loro attività anche in zona rossa, come recita il Dpcm. Ciò che viene considerato un disturbo, un problema, uno svantaggio può divenire un punto di forza, dipende sempre dall’ambiente in cui ci si trova. Il progetto del doposcuola “D+ decisamente super affascinante” di Valentina Secchi e Angelica Franzi ne è un esempio aperto anche in queste settimane, come molti altri a Milano.Le storie dei loro ragazzi, che rifioriscono e si appassionano, si esprimono e ritrovano il senso e la bellezza di capire, di apprendere, di stare insieme sono le stesse di tanti doposcuola che stanno aiutando i ragazzi con queste caratteristiche.D+ decisamente Super affascinante nasce nel luglio 2020 dall’idea di quanto descritto da Valentina nel suo libro Decisamente super affascinante, ovvero dare attenzione alle risorse individuali di ogni ragazzo, costruendo sui suoi talenti e competenze piuttosto che correggere le sue fragilità.Valentina Secchi è una mamma che si è battuta prima per suo figlio e poi si è trasformata in un’alleata didattica di tutti i ragazzi e le ragazze che le vengono affidati. Il suo doposcuola, che ha sede in via Raffaello Barbiera 36, si propone di supportare nelle attività di studio bambini e ragazzi dalla terza classe della scuola primaria in avanti con disturbi specifici dell’apprendimento e bisogni educativi speciali.“I nostri ragazzi possono sentirsi disorientati e incapaci di fruire della Didattica a distanza – continua Valentina – per coinvolgere gli alunni DSA, e non solo, gli insegnanti devono servirsi di strumenti semplici e metodologie chiare. Fondamentale è la collaborazione tra scuola e famiglia, per aiutare i ragazzi a scrollarsi di dosso quel senso di incapacità che spesso assorbono a scuola”.L’istituzione scolastica è come un tavolo a quattro gambe: genitori, ragazzo, preside ed insegnanti. Se manca una gamba, il tavolo traballa. Ci deve essere sensibilità e tatto per trovare il modo giusto di comunicare. Chi ha un Disturbo Specifico dell’Apprendimento, infatti, fatica già nelle lezioni in presenza ad organizzare i quaderni, a gestire il diario e a reperire le schede. Troppi input, differenti dislocazioni dei materiali, possono rendere veramente complesso seguire il programma e dare un senso alle proposte dei docenti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: