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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Il Covid? In Borsa si sconfigge puntando sulle aziende familiari

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 dicembre 2020

A cura di Paolo Paschetta, Country Head Italia di Pictet Asset Management. Sono il 90% delle imprese attive in tutto il mondo e rappresentano quasi il 20% dell’indice MSCI ACWI. Una loro caratteristica distintiva consiste nell’essere intrinsecamente più resilienti nei periodi di crisi (come conferma una vasta letteratura accademica). Parliamo delle imprese familiari, solide e resilienti. Se è pur vero che a volte presentano dimensioni piccole e problemi di governance, in questo mare magnum rientrano anche storie di grande successo e gruppi che sono diventati veri e propri colossi, leader dei loro mercati di riferimento, come Amplifon, Hermès o la cinese NetEase. Molte vantano storie secolari, raccolte dall’associazione internazionale Henokiens e raccontate nei libri di management delle Università di tutto il mondo. La stessa Pictet AM rientra in tale circolo esclusivo, essendo una società familiare fondata più di 200 anni fa. E, per quanto non tutte le imprese familiari possano vantare una storia ultra-secolare, siamo in ricca compagnia: le aziende gestite dal fondatore o da una famiglia rappresentano, difatti, una parte importante di quelle che popolano i listini globali, oltre che l’ossatura dell’economia reale in molti Paesi: per esempio, in Francia sono l’80% del totale; in Germania il 90%, in Spagna l’83% e in UK l’80%. Un report dell’Economist, stima che le imprese familiari rappresentino più del 90% di tutte le imprese attive nel mondo. Secondo l’ultimo aggiornamento del Global Family Business Index, realizzato dall’Università svizzera di San Gallo insieme a EY, e che raccoglie le maggiori 500 società a controllo familiare in tutto il mondo, i Paesi più rappresentati in assoluto sono Stati Uniti (con 122 società), Germania (79), Francia (28), Hong Kong (21), Svizzera (19) e India (17). L’Italia è al settimo posto con 17 imprese familiari.In tutto, nel nostro Paese, l’Associazione delle aziende familiari (Aidaf) calcola che siano l’85% del totale e il 60% delle quotate (o il 25% in termini di capitalizzazione). Mediamente di piccola dimensione, ma in crescita negli ultimi dieci anni: quelle con fatturato sopra i 50 milioni pesano oggi per il 27,7% del totale, rispetto al 23,3% del 2007. Anche sul fronte della governance, le aziende familiari domestiche migliorano: se i leader ultra-settantenni sono aumentati di quasi dieci punti in percentuale a scapito di quella degli under 50 (oggi il 20,7% rispetto al 26,9% del 2007), è cresciuto anche il modello collegiale, ovvero la coesistenza al vertice di rappresentati di diverse generazioni: il peso di questa formula è passato dal 21,2% a oltre il 40% del 2007. E sono sempre più numerosi anche i manager professionisti. Il dato più interessante è tuttavia quello relativo alla maggior redditività: le imprese familiari sono riuscite a recuperare il terreno perso nel corso della crisi del 2008, facendo meglio delle altre tipologie di aziende. Un recente paper della Bocconi segnala che anche durante l’esplosione del Covid, nei primi sei mesi del 2020, in media hanno mostrato ritorni superiori del 10% rispetto alle aziende non familiari. Una gestione oculata delle finanze aziendali familiari favorisce la stabilità dell’attività e porta a mantenere un livello adeguato di liquidità e a non fare eccessivo ricorso all’indebitamento. Altri fattori, invece, meritano di essere spiegati più a fondo: “rinnovamento imprenditoriale” è, per dirla con le parole del professor Vogel, “il modo in cui la nuova generazione porta idee e metodi innovativi in un’azienda a conduzione familiare; una specie di processo naturale di rivitalizzazione”. Ragionando sul concetto di “filantropia e CSR”, Vogel analizza esempi recenti di aziende familiari che hanno rapidamente adeguato la produzione alle necessità del momento, una flessibilità che è più facilmente attuabile da imprese che hanno alla guida un singolo proprietario. Vogel nutre molta fiducia sul fatto che le aziende a conduzione familiare prospereranno nei prossimi anni, perché fondamentalmente hanno gli strumenti e le capacità per affrontare stravolgimenti e choc e per riemergere più forti della concorrenza, anche cambiando completamente business come, nella storia, le aziende familiari hanno spesso dimostrato di saper fare. diana.ferla@bc-communication.it, beatrice.cagnoni@bc-communication.it, federica.calvia@bc-communication.it,

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