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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 203

Archive for 6 dicembre 2020

Marina militare: Il giuramento degli allievi all’Accademia Navale di Livorno

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2020

Livorno. 118 allievi frequentatori dell’Accademia Navale di Livorno hanno giurato fedeltà alla Repubblica alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio di squadra Giuseppe Cavo Dragone e del comandante delle scuole della Marina, l’ammiraglio di squadra Enrico Credendino. Tra i 114 allievi della 1° Classe del Corso Normale e i 4 del XX Corso Piloti di Complemento che entrano oggi a far parte ufficialmente della grande famiglia della Marina Militare, anche quattordici ragazzi e quattro ragazze che provengono dal Lazio, per la precisione da Roma (6), Formia (3), Latina(2), Sora, Monte San Biagio, Fiumicino, Cerveteri, Torrice, Santa Marinella e Norma. L’Accademia Navale di Livorno è stata, per la prima volta, testimone del grido degli allievi senza la presenza di parenti e amici più cari per le precauzioni da seguire per prevenire contagi da COVID-19. “Il rammarico più grande è quello di non avere qui oggi le vostre famiglie”, ha esordito il Capo di Stato Maggiore, “e a loro va il maggior credito, perché hanno saputo instillare i valori basici, fondamentali, irrinunciabili, su cui la Marina poi costruirà il vostro futuro, formerà il vostro carattere e le vostre professionalità”.I familiari e gli amici hanno però potuto seguire attraverso una diretta streaming sui Social della Marina Militare la formula del giuramento, con la quale gli allievi hanno consacrato il loro legame alla Patria.“E’ un passaggio di testimone, perché noi oggi riceviamo un bene incommensurabile dalle radici sane e profonde”, che la Marina ha il dovere di valorizzare. “L’Accademia, per fare in modo tale che questi germogli sboccino, mette a disposizione vostra quanto di meglio ha”. Queste le parole iniziali del discorso del Capo di Stato Maggiore della Marina militare, ammiraglio di Squadra Giuseppe Cavo Dragone, che ha poi continuato dicendo: “L’Accademia cercherà di insegnarvi quanto è importante il mare, che è l’ambiente dove voi lavorerete in futuro, quanto sia importante per il nostro paese, quanto siamo legati e vincolati a questo dominio, per la nostra economia, per la nostra democrazia e per la nostra sicurezza”. Ed infine ha concluso: “la Marina ha bisogno di donne e di uomini capaci, convinti, energici, eclettici, che possano proseguire e far continuare a vivere quegli ideali che hanno animato noi e tutti i nostri eroi e fare in modo tale che la Marina rispetti e porti egregiamente a termine le missioni che il nostro Paese ci affida”.A causa delle restrizioni dovute alle norme in vigore per il contenimento dei contagi da COVID-19 il Giuramento si è svolto in forma statica, rimandando al prossimo anno tradizioni secolari quali il consueto defilamento della Bandiera nazionale e degli allievi lungo Viale Italia o la caratteristica “ritirata degli allievi” la sera prima del giuramento, nella quale i giuranti avrebbero sfilato, accompagnati dalla Fanfara dell’Accademia Navale, da Terrazza Mascagni sino all’ingresso in Istituto attraverso il varco di San Jacopo.La cerimonia può essere rivista sul canale Facebook e sul canale Youtube della Marina Militare. (copyright foto marina militare)

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Campania chiama Sicilia, Sicilia risponde con i suoi artisti migliori

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2020

Il duo musicale siciliano di musica popolare Bellamorea parteciperà dal 28 al 30 dicembre alla nuova edizione del rinato Festival di Napoli che si terrà in Umbria dal 28 al 30 dicembre. L’obiettivo di quest’anno del “Festival di Napoli”, che ha come sottotitolo “new generation” è far rinascere la canzone partenopea, veicolando anche all’estero un patrimonio culturale, artistico, ambientale ed enogastronomico campano, fiore all’occhiello del Made in Italy. Una vetrina d’arte, musica e cultura del Mediterraneo, che punta a una nuova impronta multiculturale e di cooperazione. Oltre ai Bellamiorea dalla Sicilia, infatti, saranno presenti infatti gruppi provenienti da Tunisia, Spagna, Marocco, Portogallo, Sardegna, Puglia, Calabria, Grecia e Albania. Il Festival di Napoli è diretto da Massimo Abbate. L’evento è una grande occasione per i Bellamorea, ovvero i fratelli Emanuele e Francesco Bunetto, che hanno fatto delle tradizioni popolari del Mediterraneo una scelta artistica per omaggiare la memoria storica e l’appartenenza alla Sicilia.

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È “Il nostro mondo”, il nuovo singolo e video di H.E.R

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2020

Da da apripista al tradizionale album che il festival “Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty” propone ogni anno raccogliendo i brani dei protagonisti del festival veneto che unisce musica e diritti umani.La raccolta di quest’anno unirà come sempre i nomi più affermati, come Niccolò Fabi, Marina Rei e Margherita Vicario, ai finalisti del contest vinto proprio da H.E.R. La raccolta uscirà nella versione digitale il 10 dicembre, in coincidenza con il 72° anniversario della della Dichiarazione universale dei diritti umani (firmata a Parigi nel 1948). A fine gennaio sarà poi la volta di quella in vinile, un vero oggetto da collezione, realizzato con la casa discografica Ala Bianca, da sempre attenta alle proposte di qualità e che assicura la distribuzione nei negozi da parte di Warner Music e quella di Fuga Digital per il digitale.A proposito del nuovo singolo H.E.R. ha spiegato che “parte dalla dignità dell’uomo che dovrebbe appartenere a ciascuno di noi: poter scegliere il luogo dove voler vivere senza scappare necessariamente dall’orrore di una guerra o di un regime totalitario deve essere un atto libero e sereno e non dettato dalla disperazione. Se noi tutti non prendiamo atto di questo non possiamo contribuire certo all’evoluzione del mondo”.Il premio per la vittoria di H.E.R. a “Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty” è stata la realizzazione del videoclip del nuovo singolo. Lo storyboard è molto semplice e parte da un’idea del regista Valerio Matteu che vede la cantante come unica attrice: un personaggio in cerca di una uscita, di una liberazione. Il brano di H.E.R., prodotto da Gianni Testa (per Joseba Publishing), compare nella raccolta “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty. 23a edizione” insieme ad un’altra canzone dell’eclettica cantautrice-musicista pugliese, “Il mondo non cambia mai”, quella che a Voci per la libertà si è aggiudicata il Premio Amnesty International Italia nella sezione Emergenti. Nell’album compare anche il vincitore del premio nella sezione Big, Niccolò Fabi, con “Io sono l’altro”. https://youtu.be/cNa1v8CLEXc

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Sicilia: A 52 anni dai fatti di Avola il dovere del ricordo

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2020

«È giusto e necessario consegnare ai giovani la memoria di quei fatti e di quei braccianti siciliani che a Chiusa di Carlo, alle porte di Avola, 52 anni fa, persero la vita perché stavano lottando per sacrosanti diritti, per combattere le gabbie salariali, perché allora un bracciante di Avola percepiva un salario diverso da quello di un bracciante di Lentini, territorio nella stessa provincia di Siracusa». A dirlo è Pippo Zappulla, segretario regionale di Articolo Uno in Sicilia. «Ricordare per rendere onore a loro – continua Zappulla – e ad un’intera generazione di donne e uomini lavoratrici e lavoratori della terra, oggi anziani e pensionati, che in Italia hanno scritto la storia del movimento sindacale e delle conquiste dal dopoguerra ad oggi. In quel giorno ad Avola si consumò una tragedia e un dramma per due lavoratori, Giuseppe Scibilia e Angelo Sigona, che persero la vita, per altri 48 che furono feriti e per le loro famiglie e compagni. «Penso proprio – conclude Zappulla – che questa celebrazione possa e debba rafforzare la lotta al caporalato e allo sfruttamento selvaggio purtroppo ancora diffuso e presente in molte aree e zone del Paese. Sfruttamento che, utilizzando anche i diversi colori della pelle e speculando sul bisogno, continua a comprimere i diritti fondamentali e la dignità dei lavoratori e del lavoro».

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Stati Uniti d’Europa. Approvate le modifiche al Meccanismo europeo di Stabilità e subito piovono bufale

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2020

Sono state approvate dall’Eurogruppo le modifica al Mes, il Meccanismo europeo di Stabilità, e subito sono piovute le bufale degli oppositori.Vediamo di capire.Il Mes è una organizzazione istituita tra i Paesi dell’eurozona che ha il compito di assistenza finanziaria. In sostanza, i Paesi membri creano un fondo comune che consente di aprire linee di credito (prestiti) verso gli Stati in difficoltà.La riforma abolisce il noto Memorandum che impose dure condizioni alla Grecia. Il Mes modificato prevede, anche, la istituzione di una rete di sicurezza per le crisi bancarie dovute ai crediti deteriorati, cioè quei prestiti dati dalle banche alle imprese, le quali, però, non sono in grado di restituirli, in particolare in questo periodo pandemico. Subito sono piovute le bufale del tipo: vogliono salvare le banche tedesche con i soldi degli italiani. E’ esattamente il contrario. Sono le banche italiane, insieme a quelle di Grecia, Cipro e Portogallo, che hanno consistenti problemi di crediti deteriorati (Npl) e che quindi hanno bisogno di una rete di sicurezza (backstop) europea per evitare di fallire e, di conseguenza, danneggiare i risparmiatori. Dunque, ben venga il nuovo Mes.

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Pandemia e Aduc. Ce la faremo? Se siamo necessari…

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2020

Ci scrive Vincenzo Donvito, presidente dell’Aduc: “Un’associazione come la nostra, basata sul volontariato e che per scelta non percepisce finanziamenti pubblici e pubblicità sui nostri media, vive alla giornata. Esiste perché necessaria per un progetto. É un’associazione fatta di persone, senza le quali non sarebbe possibile niente. E queste persone si dedicano molto, “rubando” tempo alle proprie professionalità, ai propri amori, ché consapevoli che quanto fatto in Aduc potrebbe servire anche a far stare meglio la propria intimità. In Aduc siamo liberi e dediti al bene pubblico, agli altri… e senza martiri. E per questo ne paghiamo lo scotto. Ché, per esempio, decidere di non prendere soldi dallo Stato o di non far parte dei Comitati di associazioni di consumatori presso il ministero dello Sviluppo Economico (Cncu), comporta scontate difficoltà economiche e la quasi impossibilità di partecipare ai processi formativi istituzionali delle norme e delle leggi. Se per norme e leggi siamo riusciti talvolta ad essere presenti ed interpellati, ciò è accaduto non per un nostro diritto di regime, ma perché singoli esponenti di diverse forze politico-isituzionali hanno ritenuto opportuno consultarci. Ed è bene ricordare, anche grazie alla “forza” che abbiamo acquisito nell’esser fuori dai benefit delle istituzioni, quello che è accaduto, in modo più istituzionale, in due legislature parlamentari di diversi fa dove, prima alla Camera dei Deputati e poi al Senato, una nostra esponente è stata eletta. Ebbene, questa Aduc oggi si pone la domanda che abbiamo dato a questo nostro editoriale: Pandemia e Aduc. Ce la faremo? Oggi sono poco più di 130.000 gli iscritti all’associazione. Pochissimi se pensiamo ai compiti che ci siamo prefissi e quanto, ad un numero del genere, possa corrispondere un gettito finanziario. La pandemia ha colpito ovviamente anche noi. Le preoccupazioni dei consumatori sono giustamente più concentrate sul cosiddetto “pane quotidiano” che non a cercare di non farsi fregare o mettere i piedi in testa dall’arroganza di autorità pubbliche e di aziende private. Quindi in molti meno hanno sentito bisogno dei servizi che offriamo. Abbiamo per questo bisogno di una mano con un obiettivo: almeno 1.000.000 di iscritti entro un paio d’anni. Tantissimi. E senza escludere che, epidemia o meno, non si sia costretti a venire meno prima. Ma proprio perché abbiamo questo obiettivo, anche i momenti più drammatici (come quello di questi mesi) non ci devono far desistere dall’obiettivo. Un milione di iscritti per Aduc non significa potere, ma maggiori possibilità e speranze per coloro che avranno contribuito a dar forza e ragione ad un servizio che, da liberi a liberi, entri nel proprio quotidiano. (n.r. Sicuramente è poca cosa ma intendiamo lo stesso solidarizzare con questo appello testimoniando il ruolo insostituibile dell’Aduc nella nostra comunicazione giornalistica con decenni di rilanci delle sue note informative, i suoi interventi, le sue indicazioni a sostegno di quanti rivendicano un diritto, subiscono un arbitrio e segnalano il silenzio delle istituzioni per le legittime attese dei cittadini. Ci auguriamo, sinceramente, che i suoi iscritti siano i primi a stimolare i loro amici e conoscenti per rinforzare la squadra Aduc e a dimostrarne tutto il loro affetto per chi si offre per un servizio prezioso pagandone lo scotto per l’essere indipendente dalle centrali del potere pubblico e privato. E noi ne sappiamo qualcosa perché, come loro, siamo lontani dal farci governare se non da noi stessi.)

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Il XXIII Rapporto PIT Salute conferma la debolezza dell’assistenza territoriale

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2020

“E’ arrivata puntuale la conferma, anche quest’anno, che l’elemento fragile del nostro sistema sanitario è l’assistenza territoriale” dice Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, intervenuto oggi alla presentazione del XXIII Rapporto PIT Salute realizzato da Cittadinanzattiva sulla base delle segnalazioni gestite dalle sedi del Tribunale dei diritti del malato, quest’anno esteso al periodo della pandemia . “Anche l’analisi condotta sull’andamento dei primi 9 mesi del 2020 mostra che le tendenze in atto da un quinquennio sono state accentuate dalla pandemia: le difficoltà nell’accesso alle prestazioni, la rinuncia alle cure e altri aspetti che anche la Federazione denuncia da tempo. E’ il caso, per esempio, delle difficoltà create ai pazienti dal fenomeno dei farmaci mancanti o non disponibili: un’autentica piaga”. Il rapporto ha anche messo in luce che i cittadini lamentano la difficoltà a ottenere informazioni e orientamento. “Il rapporto sottolinea che non c’è una presa in carico effettiva del paziente sul territorio” prosegue Mandelli. “Nei mesi del lockdown, i farmacisti di comunità sono stati il riferimento sempre accessibile e, come abbiamo detto da tempo, non si può rimandare oltre la creazione di una rete interprofessionale sul territorio, che veda il medico di medicina generale, il farmacista e l’infermiere collaborare per non lasciare mai solo il paziente”. In questo senso, è stato detto, le risorse della telemedicina e della telesorveglianza possono dare un apporto decisivo se inserite nel modello della farmacia dei servizi, che se fosse già operante potrebbe ridurre i disagi e migliorare significativamente l’assistenza ai cittadini, e non soltanto nelle fasi di emergenza come quella attuale. “Il rapporto PIT Salute anche in questa occasione si rivela uno strumento prezioso per prendere decisioni corrette sul futuro della nostra sanità” conclude il presidente della FOFI ”perché nasce dalle esperienze concrete delle persone e dalla vicinanza ai cittadini, che è alla base anche del forte e proficuo rapporto di collaborazione che da molti anni lega la nostra professione e Cittadinanzattiva”.

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Eurostands sbarca a Dubai con un nuovo ufficio di rappresentanza

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2020

Expo Dubai si terrà da ottobre 2021 a marzo 2022, e accoglierà 192 paesi, 25 milioni di visitatori, il 70% dei quali provenienti dall’estero per cui Eurostands è già al lavoro per la realizzazione dei padiglioni per i partecipanti. Una delle sfde del nuovo anno sarà quello di tenere alta la bandiera del Made in Italy anche fuori dai confini nazionali. Lo sta facendo Eurostands, azienda attiva da oltre 70 anni nel setore fieristco, degli allestimenti e del retail, che dopo essersi adattata alle trasformazioni per superare la crisi economica, trova nuova vita e continuità affacciandosi al Medio Oriente. È dal lontano 1998 che Eurostands lavora per le esposizioni universali annoverando tra i suoi successi la costruzione dei padiglioni italiani per Lisbona 1998, Hannover 2000, Aichi 2005, Shanghai 2010, e il padiglione del Kazakistan per Astana 2017. In partcolare, per Milano 2015 sono stat realizzati gli allestiment dei padiglioni Ecuador, Corea, Angola, Basmat, World Expo Museum e Finmeccanica. L’azienda, con il supporto della Camera di Industria e Commercio negli EAU, punta alla progettazione e alla realizzazione di allestmenti nel Middle East per tuto il mondo fieristico, tra gli appuntament più importanti e ravvicinati quelli del Food & Beverage come Gulfood 2021 (Dubai 21-25 febbraio2021) e il Dubai Internatonal Boat Show (9-13 marzo 2021). Un ponte tra l’Europa e l’Asia per esportare qualità, design ed eccellenza italiana in due grandi ambiti come quello del cibo e della nautica che vedono il nostro Paese leader mondiale nell’esportazione, anche in un territorio così compettvo come il Middle East. Solo per citare qualche numero, l’industria del Food and Beverage nel Middle East è uno dei setori in più rapida crescita: nel 2019 vale circa 13,2 miliardi di dollari per un tasso di crescita annuale dell’8 per cento circa, mentre gli Emirat Arabi sono in nona posizione nella classifca dei Paesi per ordini nel 2018 nel segmento dei superyacht, dopo la Cina e prima del Brasile” (fonte: Global Order Book 2018)

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Moneyfarm: è il momento di incrementare l’azionario value

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2020

A cura di Michele Morra, Portfolio Manager di Moneyfarm. Il 2021 potrà essere un anno di rimbalzo per l’economia globale, in special modo per i settori più colpiti dalle misure di lockdown. Ci aspettiamo, che il mercato possa subire ancora apprezzamenti consistenti quando il vaccino sarà ufficiale e distribuito.Certo le valutazioni azionarie (ovvero il prezzo dei titoli rispetto ai risultati delle aziende) sono salite, soprattutto dopo le performance molto positive che abbiamo visto nella seconda parte dell’anno. Qualcuno potrebbe argomentare che, nonostante lo scenario in miglioramento, i prezzi delle azioni siano molto elevati e questo non lascerebbe molto spazio a un’ulteriore crescita dei titoli.Il fatto che le azioni siano care è fuor di dubbio, ma ci muoviamo in un contesto in cui le obbligazioni sono ancora più care e le valutazioni non sono slegate dai fondamentali. Le valutazioni sono sostenute da aspettative di medio termine positive e da una politica monetaria e fiscale decisamente accomodante. C’è poi un altro tema cruciale da considerare. Le valutazioni non sono allo stesso livello in tutti i settori. Ci sono alcuni comparti (settori growth, tecnologico e aziende vincitrici dell’economia del lockdown) che hanno recuperato ampiamente le perdite di marzo e, ad oggi, sono in positivo del 10% rispetto ai massimi da inizio anno. Altri settori e aree geografiche, che hanno pagato di più le misure di quarantena, sono ancora lontani dai livelli di febbraio (ad esempio l’MSCI Europe è ancora sotto del’8%).Questa differenza si nota soprattutto tra i titoli growth (+27,8%) e i titoli value (-3,8%). Per questo motivo, da un punto di vista strategico, stiamo rivedendo il nostro posizionamento azionario incrementando, su molte delle nostre linee, l’esposizione relativa di quei comparti e di quelle geografie che crediamo abbiano maggiori possibilità di fare bene nel 2021. Nell’aumentare il rischio, in un contesto economico che ci sembra in miglioramento, ci siamo chiesti dove potremmo ricercare rendimenti in un mercato che resta caro. In un mercato sempre più eterogeneo, andiamo a cercare delle opportunità di rendimento specifiche. Crediamo che in un’ottica di lungo termine ci sia ancora strada da fare per i settori che hanno pagato di più nel 2020 e che hanno maggiormente da guadagnare in caso di un ritorno alla normalità. Si pensi a settori come utilities e real estate (che da inizio anno sono al -4,1% e utilities al +3,2%).Siamo alle porte di un nuovo ciclo economico, lo scorso ciclo è durato oltre 10 anni e ha visto i mercati crescere e trasformarsi, offrendo enormi opportunità di profitto per gli investitori. A oggi nessuno può dire come sarà il prossimo ciclo: non è affatto detto che i settori che sono stati protagonisti negli ultimi 10 anni continueranno a essere i campioni del rendimento.In queste fasi, per cogliere le opportunità che sono tipiche di questi momenti, ci vuole lungimiranza e visione strategica. Per gli investitori il consiglio è sempre quello di non focalizzarsi sul breve termine e pensare alla costruzione della propria posizione finanziaria e al raggiungimento dei propri obiettivi.

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Qualche riflessione sulle obbligazioni legate alla sostenibilità

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2020

A cura di Philipp Buff e Stéphane Rüegg. Molti anni fa gli investitori azionari sono stati i primi a considerare i criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) utilizzando strategie dedicate e il coinvolgimento degli investitori. E dopo qualche falsa partenza, finalmente anche il reddito fisso sta rapidamente recuperando terreno. Il valore delle obbligazioni in circolazione classificate come ESG ha raggiunto attualmente i 1.000 miliardi di dollari USA. Una cifra destinata sicuramente ad aumentare. Uno dei motivi è l’arrivo di un nuovo strumento innovativo, le obbligazioni legate alla sostenibilità. Questi titoli, che offrono un nuovo modo di interagire con le aziende sulle questioni che gli investitori ritengono più importanti, hanno il potenziale di diventare la forma standard di investimento ESG nel reddito fisso. Nel tempo potrebbero addirittura sostituire gli strumenti tradizionali come forma standard di credito.La definizione precisa degli obiettivi è una caratteristica importante di questi strumenti. Molti investitori, infatti, sono scettici nei confronti dei green bond perché è difficile valutare se il denaro raccolto venga effettivamente destinato a progetti ambientali. Le obbligazioni legate alla sostenibilità risolvono questo problema integrando un forte incentivo per le società emittenti ad adottare pratiche più sostenibili. Tale incentivo si presenta sotto forma di “sanzione”, sotto forma di cedole più alte o pagamenti aggiuntivi agli investitori alla scadenza, che si attivano ogni volta che non vengono raggiunti gli obiettivi prefissati. È sensato credere che l’ampia gamma di potenziali obiettivi legati alla sostenibilità possa contribuire a diffondere questo strumento in tutti i settori – a differenza dei green bond, che finora sono stati in gran parte emessi dalle utility. Il commercio al dettaglio rientra tra i settori che potrebbero dimostrarsi una ricca fonte di obbligazioni legate alla sostenibilità nei prossimi anni.Ma, soprattutto, non si tratta solo dell’ambiente. Mentre le prime obbligazioni legate alla sostenibilità erano vincolate a obiettivi ambientali come la riduzione delle emissioni di gas serra, la casa farmaceutica Novartis ha deciso di concentrarsi sull’accesso ai farmaci da parte delle fasce di popolazione a reddito medio e basso. Ciò riflette le specificità del settore e della strategia dell’azienda e dimostra che tali obbligazioni possono includere obiettivi personalizzati scelti all’interno dell’intero spettro dei criteri ESG. Nel corso del tempo ci aspettiamo di vedere più obiettivi sociali e orientati alla governance accanto a quelli ambientali, cosa che potrebbe ulteriormente differenziare le obbligazioni legate alla sostenibilità dai green bond.L’investimento in questi nuovi titoli presenta tuttavia un compromesso: richiede maggiore attenzione e una due diligence più approfondita.Al momento, un aumento di 25 pb della cedola sembra essere la sanzione più diffusa, ma è poco rispetto alla cedola iniziale di un’obbligazione. Idealmente, la sanzione dovrebbe essere simile agli aumenti di cedola che si verificano quando il rating degli emittenti viene declassato – prossimi ai 125 pb. In altre parole, un obiettivo legato alla sostenibilità dovrebbe essere importante quanto un obiettivo legato al rating creditizio. Chanel ha compiuto un primo passo verso l’interruzione del trend dei 25 pb.Sebbene gli investitori debbano fare attenzione a non pagare troppo, il prezzo finora è indicativo del ruolo che in futuro potrebbero svolgere le obbligazioni legate alla sostenibilità. Prevediamo che la loro popolarità crescerà ulteriormente grazie alla recente decisione della Banca Centrale Europea di includere questi titoli nei propri programmi di acquisto e come garanzia a partire da gennaio 2021. Si tratta di un cambiamento significativo, in particolare poiché la BCE ha precedentemente escluso le strutture di cedole crescenti (quelle attivate, ad esempio, dal peggioramento dei rating). La progressiva ammissibilità di questi strumenti, dovrebbe stimolare ulteriori emissioni nei prossimi mesi.A nostro avviso, le obbligazioni che incorporano gli obiettivi OSS 3, 7 e 13 – che riguardano energia pulita, azione per il clima e salute e benessere – potrebbero moltiplicarsi. Esiste anche la possibilità che le obbligazioni includano altri obiettivi OSS, tra cui acqua pulita e servizi igienico-sanitari, riduzione della disuguaglianza, consumo e produzione responsabili.

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Manovra, Nardi: “Canoni concordati e cedolare secca anche per gli affitti commerciali”

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2020

“Vista la grave crisi di tante imprese commerciali, soprattutto sui piccoli e medi esercizi, su bar, ristoranti, artigiani e industriali, è necessario trovare misure concrete per sostenerli in maniera strutturale, al di là degli aiuti che arrivano direttamente con i vari ristori. Per questo abbiamo studiato una proposta molto semplice: dare ai locali commerciali lo stesso trattamento riservato agli immobili in affitto alle famiglie con canone concordato e di conseguenza applicare la ritenuta d’acconto del 10% alle locazioni concordate commerciali”. Così la presidente della commissione Attività produttive della Camera, Martina Nardi, spiega il senso dell’emendamento alla legge di Bilancio a sostegno di canoni concordati anche nel settore economico presentato da tutto il gruppo Pd in Commissione Attività produttive.“Oggi- sintetizza Nardi – nel settore non abitativo non è previsto il canone concordato che invece è presente negli affitti per le famiglie dove associazioni di inquilini e associazioni di proprietari di immobili concordano un canone a metro quadro inferiore a quello di mercato e con garanzie maggiori per chi affitta e per chi prende in affitto, tutte garantite dall’ente pubblico. E proprio per questo che chi affitta a canone concordato ha una tassa più bassa e fissa, cioè la cedolare secca al 10%. Si deve fare la stessa cosa anche per gli affitti commerciali, dove invece il canone concordato non esiste e molti negozianti non riescono a pagare finendo sotto sfratto. Ciò produce un duplice danno: viene meno un’attività economica e il locatario perde una fonte di reddito”“La mia proposta quindi è semplice – aggiunge – prevede che le associazioni delle imprese commerciali artigiane e industriali e associazioni dei proprietari di immobili concordino affitti a canone concordato e quindi più bassi del mercato. Tutti i locatari che avranno così stipulato un contratto concordato con un commerciante o un artigiano potranno avvalersi della cedolare secca con l’aliquota fissa del 10%”. “In questa maniera – conclude la presidente Nardi – aiuteremo sia i locatari, che avranno un notevole sconto fiscale, sia i commercianti e gli artigiani che potranno pagare affitti molto più bassi di quelli che sono costretti a pagare oggi, nonostante spesso non abbiano la possibilità di lavorare a causa delle misure anti covid”.

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Tassi ai minimi, debiti alle stelle: come investiamo sul mondo bond?

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2020

A cura di Vittorio Fontanesi, Portfolio Manager mercati obbligazionari AcomeA SGR. Il 2020 è stato un anno senza precedenti nella storia economica. Il diffondersi di una pandemia globale ha prodotto la recessione più profonda dalla Seconda Guerra Mondiale ma ha anche fornito la risposta politica più rapida e aggressiva testimoniata in qualsiasi precedente crisi. L’eredità lasciata da questi eventi ci proietta in un mondo caratterizzato da tassi di interesse a zero o negativi e debiti alle stelle. Nel continente europeo tassi negativi si riscontrano ormai non soltanto nei paesi core, ma anche nelle aree periferiche. Fino a una scadenza di 5 anni, la curva dei rendimenti italiana si trova in territorio negativo. Anche in Portogallo, ormai il decennale offre tassi negativi a scadenza. In sostanza, le occasioni redditizie di investimento sui mercati obbligazionari del mondo sviluppato non soltanto sono ormai ridotte al lumicino, ma non sono nemmeno scevre da rischi. A fine anno, secondo le ultime stime del FMI il debito dei paesi avanzati si attesterà in media intorno al 125% del PIL, con l’Italia vicina al 160% e gli Stati Uniti oltre il 130%. A livello globale a fine novembre 2020, l’ammontare di obbligazioni che offrono tassi di rendimento negativi ha raggiunto un nuovo massimo storico, attestandosi ad oltre 17 trilioni di dollari. Muoversi all’interno di questi territori inesplorati richiede elevata esperienza, abilità di analisi e lascia poco spazio alle improvvisazioni. Nell’ultimo mese, le notizie sul fronte del vaccino e l’esito delle elezioni americane hanno avuto impatti positivi sui mercati obbligazionari emergenti. L’elevata efficacia di un vaccino Covid-19 e le capacità di distribuzione ad ampio spettro e a costi inferiori sono particolarmente incoraggianti per il mondo dei mercati emergenti, perché permettono di ridurre gli ostacoli alla ripresa economica. L’elezione di Biden alla Casa Bianca apre a scenari di maggiore cooperazione internazionale da parte degli Stati Uniti, che potrebbero passare da un approccio di politica bilaterale ad uno più multilaterale. Il mercato, dunque, mantiene la prospettiva di sviluppi un po’ meno dirompenti sulla politica commerciale tra USA-Cina e sulla riduzione dei rischi geopolitici a livello globale. Sul fronte economico la ripresa dell’economia cinese ha trainato i prezzi delle commodities migliorando le posizioni esterne dei paesi emergenti, mentre sul fronte finanziario il dollaro debole e la Fed in modalità espansiva offrono condizioni ampiamente supportive. La liquidità sui mercati si mantiene ampia, grazie appunto al supporto fornito dalle banche centrali, e il decennale americano, una proxy importante per i flussi di capitale nei mercati emergenti, viaggia intorno allo 0.9% e da marzo continua a mantenersi al di sotto dell’1%. La presenza di tassi reali negativi nel mondo avanzato dovrebbe continuare a incoraggiare la ricerca del rendimento in asset più rischiosi e far confluire flussi di investimento nei paesi emergenti. Nell’ultimo mese, l’indice dei mercati emergenti in hard currency ha registrato una performance del 4%, ed è positivo del 3,2% da inizio anno, mentre quello in local currency ha guadagnato il 5.8%, tornando agli stessi livelli di inizio 2020. In questi mercati, gli spread sono tornati a livelli in linea con la media degli ultimi anni.La nostra asset allocation nei fondi obbligazionari si caratterizza per un posizionamento rilevante sui paesi sovrani emergenti, sia espressi in hard currency che in valuta locale, e sul credito bancario europeo, sia senior sia subordinato. Riteniamo comunque che dopo le ottime performance degli ultimi mesi, potrebbero presentarsi nelle prossime settimane occasioni per una presa di profitto. A livello di tassi locali emergenti, le nostre scommesse si concentrano su Messico, per la presenza di tassi reali positivi, e su Sud Africa e Brasile per cogliere le opportunità sulla parte medio-lunga delle curve. A livello valutario, abbiamo esposizione al real brasiliano, lira turca, sol peruviano e rublo russo perché sono state divise particolarmente penalizzate nel corso dell’anno e ci aspettiamo che possano beneficiare di miglioramenti sia sul fronte macro che politico. Per quanto riguarda il credito bancario, riteniamo che la parte subordinata sia quella in grado di esprimere ancora del valore. Nonostante gli effetti negativi dello shock del Covid, il settore bancario europeo presenta oggi una maggiore solidità patrimoniale rispetto alle crisi passate e può contare sul supporto del regolatore e della politica monetaria della Bce.

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Libro: “Il Golpe Borghese”

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2020

In occasione dei cinquant’anni del “Golpe Borghese”, il tentato colpo di stato guidato da Junio Valerio Borghese del Fronte Nazionale nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 1970, l’agenzia letteraria Bottega Editoriale propone il libro “Il Golpe Borghese: quarto grado di giudizio” edito da Pellegrini e scritto dallo storico contemporaneista Fulvio Mazza. «Dal libro emergono venti punti base – si legge dalla prefazione al volume – importanti novità, rilevanti conferme e perduranti misteri, a partire dai vari documentari originari il cui ritrovamento cambia l’ottica dei ragionamenti temporali e contenutistici circa le azioni censorie messe in atto, all’epoca dal capo dell’Ufficio “D” del Sid, Gian Adelio Maletti, e dall’allora Ministro della Difesa Giulio Andreotti, così ben architettate da indurre all’errore la gran parte degli analisti. Dal malloppo originario – redatto principalmente nel 1974 dal Capitano del Sid Antonio Labruna, per effetto dei tagli del generale Maletti, scomparvero le relazioni sul capo della Loggia P2, Licio Gelli, che lo indicano come autore del tentativo di rapimento del presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat. Dai documenti emergono un “piano antinsurrezionale” dei Carabinieri e dell’esercito – il cui contenuto era sigillato in una busta custodita nelle casseforti delle varie strutture militari e di Polizia –il progetto di rapimento del presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat, e i progetti di attentati al ministro degli Interni Paolo Emilio Taviani e al capo della Polizia Angelo Vicari. In merito a un altro aspetto, risulta poi un’autorevole conferma su uno dei punti più delicati della storia degli anni Sessanta-Ottanta: la “Strategia della tensione”, la cui esistenza, per molti anni, è stata messa in dubbio da chi riteneva che gli attentati e le stragi fossero stati opera di iniziative personali o, comunque, di coordinamento breve. Emerge invece chiaramente grazie a un’assai interessante relazione del Sid (che certo non può essere sospettato di simpatie sinistrorse) come dietro ai diversi attacchi ci fosse un disegno preordinato. Emblematici, in tal senso, sono i riferimenti al pestaggio dei marinai spezzini attuato dai neofascisti e fatto attribuire alla sinistra». Il testo conterrà una dozzina di documenti, quasi tutti inediti, del Sid e altro materiale documentario sempre inerente all’attività svolta dal Servizio segreto per contrastare l’eversione nera.

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Scuola: L’ingiustizia del vincolo quinquennale entra in Parlamento

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2020

A porre la questione è stato oggi l’ex ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti annunciando che il suo emendamento alla bozza della Legge di Bilancio 2021, già approvata dal CdM, sull’abolizione del vincolo quinquennale (e la sua riduzione ad un anno) per le immissioni in ruolo degli insegnanti ha superato il vaglio di ammissibilità e quindi sarà discusso e votato in Commissione Bilancio.Si allarga la richiesta formulata da tempo dall’Anief di riduzione a un anno, a fronte degli attuali cinque, sul vincolo quinquennale che lascia i docenti tanto tempo lontano da casa e affetti pur in presenza di posti vacanti. “Mai come quest’anno – ha spiegato l’on. Lorenzo Fioramonti, promotore di un emendamento nella Legge di Bilancio 2021 – si è evidenziata la necessità di una maggiore prossimità tra luogo di lavoro/formazione e vita personale. Abbiamo visto quanto sia stato difficile spostarsi sul territorio nazionale, per ragioni oggettive, che hanno ulteriormente aggravato il problema delle cattedre scoperte. Inoltre, abbiamo toccato con mano le tante contraddizioni di un sistema di mobilità che costringe tanti insegnanti a spostarsi lontano dalla propria provincia o regione quando invece sarebbero disponibili tante cattedre sotto casa, che magari vanno a supplenza. A ciò bisogna aggiungere che il lavoro fuori sede aumenta significativamente i costi della vita, cui è difficile far fronte con lo stipendio esiguo dei docenti”, ha concluso l’ex ministro. Orizzonte Scuola ha elencato i docenti coinvolti nel blocco quinquennale: sono, quindi, tutti i neo-immessi in ruolo nel corrente anno scolastico 2020/21 a prescindere dal canale/graduatoria di reclutamento (GAE, Concorsi 2016, Concorsi 2018, “call veloce”) e a prescindere dall’ordine o grado di istruzione interessato. Dopo avere ricordato che “il blocco quinquennale riguarda tutte le tipologie di movimento”, la rivista ha scritto che “i docenti nel blocco non potranno, quindi, partecipare alla mobilità territoriale (trasferimenti) e alla mobilità professionale (passaggi di cattedra e passaggi di ruolo) per 5 anni. Nello stesso modo non potranno partecipare alla mobilità annuale e non potranno chiedere per un quinquennio utilizzazione e assegnazione provvisoria. Il blocco quinquennale si estende anche alla richiesta di svolgere un incarico a tempo determinato ai sensi dell’art.36 del CCNL. Prima di presentare relative domande il docente dovrà avere svolto 5 anni di effettivo servizio nella scuola di titolarità”.

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Palermo: Progetto Sud per creare un polo tecnologico

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2020

Arriva all’esame della Regione Siciliana il Progetto S.U.D., volto a creare un polo tecnologico nell’area Blutec ex Fiat di Termini Imerese. Oggi la Commissione Attività Produttive dell’Assemblea Regionale Siciliana, con il coordinamento del segretario generale Giovanni Cafeo, ha ascoltato in audizione il consorzio Smart City Group, rappresentato dal presidente Giancarlo Longhi, il quale ha esposto i contenuti del Progetto S.U.D. – Smart Utility District, già presentato all’Amministrazione Straordinaria Blutec S.p.A. e al Ministero dello Sviluppo Economico. Il progetto è stato richiamato dai commissari straordinari nel programma presentato al ministero per la soluzione della crisi della Blutec (come ha stabilito l’articolo 4bis D.L. 347/2003).I dettagli descritti da Longhi ai deputati regionali ricordano che allo stato attuale la proposta vede un investimento complessivo di oltre 200 milioni di euro per i diciotto progetti previsti da parte di oltre venti imprese, tutte italiane; ciò consentirà di rilanciare l’intero territorio e di assicurare l’occupazione necessaria per risolvere l’annosa questione del personale in cassa integrazione. Il progetto del distretto tecnologico S.U.D. intende essere inclusivo e aperto al sistema d’impresa che opera nell’economia circolare e nell’implementazione delle nuove tecnologie a servizio del cittadino; Smart City Group sta comunque continuando ad operare per integrare al meglio l’intera filiera di settore con la presenza di nuove imprese che hanno manifestato interesse al progetto.La commissione si è riservata di effettuare a breve altre audizioni sia per approfondire i contenuti del Progetto S.U.D., sia per coinvolgere i diversi responsabili a livello regionale e locale interessati alle attività del distretto.In particolare, in un recente incontro di SCG con lo Sviluppo Economico, l’amministrazione straordinaria Blutec ed Invitalia è emersa la disponibilità di Invitalia a svolgere un ruolo di accompagnamento al progetto. Si è anche deciso di avviare una fase di confronto con le autorità locali per verificare la coerenza tra gli impianti previsti dal progetto con i piani di sviluppo della zona, in un rapporto stretto di dialogo con le istituzioni locali e con la società civile. Il vicepresidente del consorzio, Stefano Rolando, ha sottolineato la necessità e l’urgenza di procedere alla risoluzione della crisi, che costituisce, ormai da dieci anni, un importante problema occupazionale, ma anche economico e sociale del nostro Paese.

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Terziario: Criticità del settore

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2020

Discutere le difficoltà nate nel settore Terziario, a causa dell’emergenza COVID 19, e riprendere le riflessioni relative al rinnovo del CCNL terziario, distribuzione e servizi scaduto il 31 dicembre del 2019. E’ stato questo lo scopo dell’incontro di oggi tra l’associazione imprenditoriale Confesercenti e i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs. Durante l’incontro, le Parti hanno sottolineato il ruolo centrale delle relazioni sindacali, soprattutto nell’emergenza Covid, che ha portato, in questi mesi, alla sottoscrizione di importanti Accordi volti alla salvaguardia della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e a definire intese sull’intervento del welfare contrattuale, attraverso la rete della bilateralità settoriale. Le Parti confermano la centralità del CCNL e la volontà reciproca di avviare un percorso negoziale che dovrà necessariamente tener conto dell’andamento della pandemia, dei riflessi economici sul settore e delle nuove modalità di organizzazione del lavoro e di aggiornamento delle figure professionali del terziario, emerse in seguito all’emergenza pandemica. Sarà programmato un nuovo incontro per avviare le trattative, partendo da documenti di analisi delle necessità e difficoltà dei lavoratori e delle imprese del settore.

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Pandemia e famiglie senza cure e medicine

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2020

I numeri della pandemia continuano a crescere e nel mondo. Sono oltre 62,5 milioni i casi confermati con quasi 1,5 milioni di morti. L’impatto del virus produce conseguenze medico-sanitarie, ma anche psicologiche, sociali, economiche e politiche, amplificate purtroppo per le persone, le famiglie, i gruppi sociali, i Paesi più fragili e più poveri.Offrire una risposta rapida ed efficace, garantendo nel contempo che l’assistenza necessaria raggiunga i più bisognosi, è fondamentale. Chi vive nella povertà, è povero di tutto, anche di farmaci e la sua salute è più vulnerabile. La priorità deve essere quella di adottare le misure adeguate che garantiscano a tutti l’accesso ai vaccini contro il Coronavirus e alle tecnologie essenziali necessarie per assistere i malati. Se proprio bisogna privilegiare qualcuno, questi dovrebbero essere i più poveri.Al di là delle cure sperimentali costosissime che restano appannaggio dei più ricchi, anche per l’accesso alle cure ordinarie in molti paesi del mondo si verifica una vera e propria ‘selezione sociale’.Negli Stati Uniti, in città come Chicago, gli afroamericani rappresentano solo il 30% della popolazione, ma costituiscono invece più del 50% dei casi di contagio e circa il 70% dei decessi per il COVID-19. Senza contare le conseguenze sulla salute mentale, già visibili su coloro che appartengono ai gruppi sociali più colpiti dalle conseguenze socio-economiche della pandemia.Quanto si è osservato negli Stati Uniti si riproduce nei paesi del ‘sud globale’, dove, accanto a una maggiore incertezza sulle stime quantitative vi è la preoccupazione per i sistemi sanitari e di protezione oggettivamente più fragili, spesso con carenza di respiratori, di ossigeno, di personale.Milioni di famiglie povere e impoverite oltre ad essere più esposte al rischio di contagio, in questa emergenza, rischiano di rimanere senza cure e medicine per mancanza di soldi, oppure non accedono più ad alcuni servizi.Secondo uno studio dell’OMS, la pandemia sta causando una crisi massiccia dei servizi di salute mentale, neurologica e di cura delle dipendenze da sostanze, fino, in molti casi, alla completa interruzione dei servizi. I motivi di questa crisi sono da ricercarsi nel numero insufficiente o del reimpiego di operatori sanitari in servizi collegati alla risposta COVID-19, ad esempio l’uso di strutture per la salute mentale come strutture di quarantena o di trattamento per il virus oppure la fornitura insufficiente dei dispositivi di protezione individuale.Occorre poi sottolineare che i Paesi ricchi, che rappresentano il 13% della popolazione mondiale, si sono accaparrati già più di 2 miliardi di dosi dei futuri vaccini, mentre l’accesso a questi ultimi sembra essere tutt’altro che vicino per i cittadini del sud globale. Un rischio reso possibile dal ‘TRIPS’, il trattato su Trade Related Aspects of Intellectual Property Rights, vale a dire il trattato internazionale che regola i brevetti e la proprietà intellettuale e che potrebbe rendere ‘privata’ la proprietà dei vaccini COVID19 che verranno prodotti, anche grazie alle ingenti risorse messe a disposizione dal settore pubblico. Non c’è dubbio che il regime di proprietà intellettuale abbia già provocato danni gravissimi sia ai paesi più poveri, come nel caso di patologie come HIV/AIDS, malaria, polmonite, ma anche nei paesi più ricchi. In Italia, ad esempio, il sistema sanitario è costretto a spendere cifre esorbitanti per rendere disponibile, a chi ne ha bisogno, la nuova terapia contro l’epatite C. Esiste un’iniziativa in India e Sudafrica per ottenere una deroga ai diritti di proprietà intellettuale in riferimento a farmaci, vaccini, mezzi diagnostici, dispositivi di protezione personale e tutte le tecnologie necessarie a fare fronte alla pandemia. È una proposta ragionevole che ha il sostegno di molti paesi, di organizzazioni internazionali, di personalità ed esperti, e anche da parte dalla Santa Sede.Lo stesso Papa Francesco ha esortato nei mesi scorsi a “globalizzare la cura, cioè la possibilità di accesso a quei farmaci che potrebbero salvare tante vite per tutte le popolazioni”, sottolineando che “per fare questo c’è bisogno di uno sforzo comune, di una convergenza che coinvolga tutti.” La barca dell’Umanità sarà in grado di far questo? Una risposta dobbiamo cercarla tutti insieme, altrimenti non c’è futuro.

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Trasporto pubblico: “Urgono interventi straordinari”

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2020

Si è svolto il Consiglio Nazionale della Faisa-Cisal in cui sono state affrontate compiutamente le tematiche contemporanee che riguardano il mondo della mobilità delle persone. Un settore fortemente condizionato dalla pandemia.Nel corso del dibattito, aperto dalla relazione del Segretario Generale, Mauro Mongelli, si è evidenziato come la contrazione della capienza massima dei mezzi di trasporto al 50%, misura evidentemente non contestabile considerato l’elevato orientamento alla salvaguardia della salute dei passeggeri e del personale in servizio, porta con sé la conseguenza di determinare un profondo cambiamento della struttura dei ricavi delle aziende dell’intero settore.Per la Faisa Cisal appare del tutto evidente che sia necessaria una imponente azione di ammodernamento ed implementazione delle risorse e degli investimenti da destinare al trasporto delle persone in Italia a meno che non si sia orientati a scaricare tali gravosi costi aggiuntivi sulle famiglie italiane fruitrici di tali servizi. L’intero sistema italiano delle mobilità delle persone, in particolare nelle città di medie/grandi dimensioni, sarà obbligato, pena il suo mantenimento in vita, a traguardare un cambiamento epocale, un nuovo paradigma riformatore che dovrà necessariamente prevedere il pieno coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori.Risulta altrettanto determinante per la federazione come sia necessaria una nuova programmazione dei servizi, ripetutamente richiesta nel corso dei mesi, atta a determinare un effettivo miglioramento dell’offerta alla cittadinanza. Sotto questo punto di vista – ha spiegato Mongelli – “assistiamo a dichiarazioni di esponenti del governo che trattano materie di competenza di altri dicasteri, tralasciando magari quelle proprie; recenti le dichiarazioni, attribuite al Ministro dei Trasporti e Infrastrutture, che, esortando la riapertura degli istituiti scolastici anche il sabato e la domenica, proposta che non sta a noi commentare, hanno alimentato un vivace dibattito in previsione della riapertura delle scuole.Immaginando che il Ministro si riferisse al sistema dei trasporti quando ha sostenuto che, le scuole vanno riaperte quando ci sono le condizioni per riaprirle – ha sottolineato ancora Mongelli – crediamo fortemente, invece, che quelle condizioni vadano immediatamente ripristinate, con interventi finanziari straordinari tangibili, che consentano misure eccezionali programmate e risolutive, sicuramente anche con il concorso di altri dicasteri, Enti Locali e portatori di interessi». Per la Faisa Cisal i primi interventi, necessari ad un reale cambio di paradigma, sono certamente l’aggiornamento, di concerto con le organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL di categoria, del Protocollo contro la diffusione del Covid-19 che dovrà prevedere anche l’inserimento di un controllo periodico, nonché la possibilità di accedere alla somministrazione gratuita del vaccino per i lavoratori che hanno il compito di garantire un servizio essenziale per i cittadini e per l’economia. Altresì importante risulta essere il rapido rinnovo del CCNL di settore, scaduto oramai già da tre anni, quale elemento funzionale ad un corretto assetto di relazioni industriali e regolatore dei miglioramenti che il settore necessita.

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Arrivano le piogge attese e temute

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2020

Sono le piogge a condizionare fortemente l’attuale congiuntura delle risorse idriche italiane: è quanto emerge dai dati del settimanale bollettino dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche.Incomparabili i dati con l’anno scorso, quando forti perturbazioni colpirono l’Italia, sono comunque sotto media la gran parte dei corsi d’acqua; in calo anche i livelli dei grandi laghi settentrionali con il solo Garda sopra la media storica.“E’ questa una situazione favorevole, considerati il riposo delle campagne e le ondate di maltempo previste in questi giorni – commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – Per questo, gli enti di bonifica ed irrigazione hanno già provveduto allo svasamento della gran parte dei 180.000 chilometri di alvei in gestione al fine di svolgere le consuete manutenzioni in vista delle possibili ed attese precipitazioni autunno-vernine.”Largamente sotto media sono tutti i principali fiumi dell’Emilia Romagna (Savio, Secchia, Reno, Taro, Trebbia), così come restano praticamente dimezzate le portate del fiume Po; pur con soli 2,38 milioni di metri cubi invasati restano invece nella media i bacini piacentini di Molato e Mignano.Rimangono stabili, seppur in leggerissima ripresa, le portate dei fiumi piemontesi (Maira, Pesio, Tanaro, Stura di Lanzo, Sesia), mentre calano quelle del fiume Adda in Lombardia.Restano nella media le altezze idrometriche dei corsi d’acqua veneti (Adige, Bacchiglione, Livenza, Brenta) con il solo Piave a segnare performance in crescita a seguito dell’andamento pluviometrico sulle fasce montane. Sorprendente è l’andamento dei fiumi toscani con portate “siccitose” (l’Arno segna 9,65 metri cubi al secondo contro una media storica del periodo pari a mc/sec 92,17! Serchio: mc/sec 11,9 contro una media di mc/sec 81,59; Sieve: mc/sec 2,28 ma la media è mc/sec 10.86; Ombrone: mc/sec 4,74 contro una media di mc/sec 36,76).Nel Lazio, il fiume Tevere è leggermente sotto media mentre più marcato, secondo i dati del Centro Funzionale Multirischi di Regione Campania, è il deficit idrico dei fiumi Liri-Garigliano e Sacco, così come del lago di Bracciano.In calo anche i fiumi campani (Garigliano, Volturno, Sele), mentre il bacino di Piano della Rocca sul fiume Alento ha raggiunto il 30% della capacità e l’invaso di Conza sul fiume Ofanto, pur in crescita, aumenta il deficit sullo scorso anno, ora pari a 8,6 milioni di metri cubi.Seppur in una situazione di marcato rischio idrogeologico, migliorano le condizioni delle riserve idriche nei bacini di Puglia (risalite a 53,97 milioni di metri, ma con un deficit di Mmc. 66,74 sullo scorso anno), e Basilicata (Mmc 158,21; nel 2019: Mmc. 203,06 cioè – 44,85 milioni di metri cubi).In Calabria (dati del Centro Funzionale Multirischi di ARPACAL) alla diga di Sant’Anna sul fiume Tacina sono invasati 5,9 milioni di metri, miglior perfomance del recente quadriennio, mentre alla diga di monte Marello sul fiume Angitola sono trattenuti Mmc. 7,37 inferiori, però, sia al 2017 che al 2018.Permane critica la condizione dei bacini della Sicilia dove, rispetto all’anno scorso, sono presenti quasi 100 milioni di metri cubi d’acqua in meno: Mmc. 299,13 contro Mmc. 396,28 del 2019.“E’ l’ennesima conferma del paradosso italiano, dove convivono siccità e rischio idrogeologico, accentuati dalla crisi climatica, cui si può rispondere solo aumentando la capacità di resilienza dei territori – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – Ne è testimonianza anche l’eccezionale quantità di pioggia, che ha provocato la drammatica alluvione di Bitti in Sardegna: in un giorno sono caduti 328 millimetri d’acqua, mentre nell’intero mese di Novembre 2019 ne erano caduti 137,6 e nello stesso mese del 2018 erano stati 79,2: un’autentica bomba d’acqua sul nuorese, cui solo la funzione di laminazione delle dighe ha evitato conseguenze ancora più gravi. Per questo, nel 2017, proponemmo l’obbiettivo di 2.000 invasi medio-piccoli da realizzare in 20 anni e per questo il Piano ANBI per l’Efficientamento della Rete Idraulica propone oggi la realizzazione di 23 nuovi bacini, il completamento di altri 16 e la manutenzione straordinaria di ulteriori 90. Con un investimento di circa 2 miliardi si migliorerebbe la gestione delle acque di superfice, garantendo al contempo quasi 10.000 posti di lavoro. La nostra proposta è affidata al Governo.”

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Tumore al polmone. Metabolismo cellulare e nuove terapie

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2020

Quello ai polmoni è uno dei tumori che ancora oggi uccide di più. Ogni anno le vittime sono tantissime, 35mila nel nostro Paese. A cinque anni dalla diagnosi solo il 16% delle persone che si ammalano riesce a sopravvivere.Una nuova speranza per rendere questa malattia più curabile arriva dallo studio recentemente pubblicato su Nature Cell Biology e firmato dai Professori Alessandro Rimessi e Paolo Pinton del Dipartimento di Scienze Mediche dell’Università di Ferrara, insieme alla Professoressa Georgia Konstantinidou dell’Università di Berna, in Svizzera.Il gruppo ha individuato un nuovo possibile bersaglio farmacologico utile a contrastare l’adenocarcinoma, una delle forme più aggressive e più diffuse di tumore al polmone.“L’adenocarcinoma rappresenta il 60% dei tumori al polmone. Si tratta di una forma che viene diagnosticata tardivamente, quando il tumore è in stadio avanzato e ha invaso altri tessuti, e per questo con probabilità di sopravvivenza molto basse. Ad aggravare la situazione si aggiunge l’assenza di terapie farmacologiche con effetti benefici persistenti”, spiega Pinton. Per aumentare la probabilità di sopravvivenza, le ricercatrici e i ricercatori stanno cercando di far luce sui meccanismi che conferiscono all’adenocarcinoma la capacità di crescere anche in carenza di ossigeno e nutrienti. Stanno cercando, cioè, di capire perché questo tumore sia particolarmente aggressivo e resistente alle terapie. “Il nostro studio descrive lo ‘stratagemma’ molecolare adottato dall’adenocarcinoma per crescere anche in condizioni estreme. – afferma Rimessi – “In sintesi, per sopravvivere e proliferare nonostante le condizioni di stress indotte dalle terapie e dai normali meccanismi di difesa dell’organismo, queste cellule tumorali variano il proprio metabolismo. Ma come riescono a indurre questo cambiamento? Abbiamo visto che le cellule di cancro spengono quella sorta di ‘interruttore molecolare’ che è la proteina fosfolipasi C isoforma gamma. Questo spegnimento riduce l’ingresso di ioni calcio nei mitocondri, gli organelli cellulari che presiedono appunto al metabolismo della cellula”.Il decorso clinico risulta più grave laddove questo ‘interruttore”, la proteina fosfolipasi C isoforma gamma, manchi del tutto, rivela lo studio. Quando si reintroduce la proteina nelle cellule tumorali, invece, si ripristina un adeguato flusso di ioni calcio ai mitocondri, fondamentale per sensibilizzare le cellule tumorali alla morte e quindi per bloccarne la proliferazione. Paolo Pinton si occupa da molti anni dello studio dei mitocondri e del segnale calcio in differenti contesti patologici: “Ci accorgiamo sempre più che i mitocondri e il segnale calcio sono alterati nelle malattie, e il loro malfunzionamento ha un ruolo critico nello sviluppo e mantenimento della malattia. I mitocondri possono diventare bersaglio per nuovi approcci farmacologici per importanti ricadute in ambito clinico”. “Questo studio è una proficua collaborazione con la mia collega e amica Georgia Konstantinidou, conosciuta a Dallas presso il Simmons Cancer Center durante il mio periodo all’estero”, specifica il professor Rimessi.E, a proposito delle collaborazioni internazionali, Paolo Pinton aggiunge: “Questa collaborazione rinforza in noi la convinzione che il nostro laboratorio venga visto come riferimento anche all’estero per questo tipo di ricerche. Inoltre, ci riempie di orgoglio vedere una nostra allieva, Chiara Pozzato, formatasi nel mio laboratorio, ora membro attivo del team di ricerca operante in Svizzera, a dimostrazione di come un buon percorso di formazione offra opportunità non solo in Italia ma anche all’estero”. Il Professor Paolo Pinton conclude ribadendo quanto sia fondamentale il ruolo della ricerca di base per disegnare e sviluppare nuove idee terapeutiche: “Nuovi approcci che servono a migliorare la prognosi dei pazienti, per fornire loro una migliore qualità di vita e maggiore probabilità di sopravvivenza”.

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