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Covid-19, ecco le procedure per i medici di famiglia su gestione domiciliare dei malati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 dicembre 2020

Assenza «di fattori di rischio aumentato come patologie tumorali o immunodepressione», con «sintomatologia simil-influenzale, astenia, ageusia disgeusia, anosmia». Questi, i casi in cui i pazienti Covid «a basso rischio» possono essere curati a casa dai medici di famiglia. È quanto contenuto nella circolare del ministero della Salute ‘Gestione domiciliare dei pazienti con infezione da Sars-CoV-2’, trasmessa ai medici e ai professionisti sanitari interessati, oltre che alle istituzioni di riferimento. Il documento, redatto «al fine di fornire indicazioni operative tenuto conto dell’attuale evoluzione della situazione epidemiologica sul territorio nazionale», è firmato dal direttore generale Prevenzione del ministero, Giovanni Rezza, e dal direttore generale Programmazione sanitaria, Andrea Urbani. Il testo dà indicazioni sia sul tipo di pazienti Covid-positivi che possono essere assistiti a casa da medici di famiglia e pediatri di libera scelta, sia sugli strumenti e i farmaci che possono essere utilizzati. Con la circolare si danno indicazioni a livello nazionale, superando quelle che alcuni Ordini territoriali dei medici avevano già messo a punto e diffuso. Nel documento si sottolinea che, «per ridurre la pressione sulle strutture di Pronto soccorso e poter mantenere negli ospedali tutte le attività ordinarie, è opportuno che il personale delle Usca», le Unità speciali di continuità assistenziale, «operi in stretta collaborazione fornendo supporto ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta». Il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta assiste il paziente con sintomatologia lieve «coadiuvato da un membro della famiglia. Una valutazione del contesto sociale (condizioni domiciliari generali, presenza di caregiver) deve, pertanto, essere parte essenziale dell’iniziale valutazione», si legge nella circolare. Inoltre, «i pazienti e i membri della famiglia dovranno essere educati in merito all’igiene personale, alle misure di prevenzione e controllo delle infezioni, e a come correttamente approcciare una persona con infezione da Sars-CoV-2 in modo da evitare la diffusione dell’infezione ai contatti». Il medico di famiglia o il pediatra «deve anche rilevare la presenza di eventuali fattori che possano rendere il paziente più a rischio di deterioramento e, in particolare, è fondamentale considerare e documentare la presenza di comorbosità». La circolare, inoltre, indica sul piano tecnico che, «per rendere omogenea e confrontabile la valutazione iniziale del paziente è, importante utilizzare uno score che tenga conto della valutazione di diversi parametri vitali. Uno degli score utilizzabili, anche al fine di adottare un comune linguaggio a livello nazionale, è il Modified Early Warning Score, il quale ha il pregio di quantificare la gravità del quadro clinico osservato e la sua evoluzione, pur dovendosi tenere in conto eventuali limiti legati, per esempio, alla valutazione dello stato di coscienza in soggetti con preesistente deterioramento neurologico».La circolare sottolinea che, «anche in occasione di questa seconda ondata pandemica, esiste la necessità di razionalizzare le risorse al fine di poter garantire la giusta assistenza a ogni singolo cittadino in maniera commisurata alla gravità del quadro clinico. Una corretta gestione del caso fin dalla diagnosi consente di attuare un flusso che abbia il duplice scopo di mettere in sicurezza il paziente e di non affollare in maniera non giustificata gli ospedali e soprattutto le strutture di pronto soccorso». I medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, «grazie alla presenza capillare nel territorio e alla conoscenza diretta della propria popolazione di assistiti, sia in termini sanitari che in termini sociali», devono collaborare con le Unità speciali di continuità assistenziale e con «eventuali unità di assistenza presenti sul territorio, un ruolo cruciale nell’ambito della gestione assistenziale dei malati Covid-19» per diversi aspetti. (fonte doctor33)

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