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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 203

Archive for 14 dicembre 2020

Un omaggio a Federico Fellini nel centenario della nascita

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2020

Il 20 Gennaio 1920 nasceva a Rimini Federico Fellini, il Maestro del Cinema mondiale. Se l’Italia è diventata, per tutto il mondo, il paese della “Dolce Vita” lo si deve al suo sguardo unico e inconfondibile. Pochissimi sono riusciti a rappresentare l’intera storia del nostro Paese come ha fatto Fellini: un artista che attraverso il cinema è riuscito a inventare un mondo intero, creando un immaginario capace non solo di raccontare la propria generazione ma anche di entrare in contatto con quelle successive.Nel centenario della nascita, l’Associazione Culturale “Il Sogno di Ulisse”, nell’ambito della 9^ edizione di Visioni Corte International Short Film Festival, in programma fino al 19 dicembre, ha voluto omaggiare il grande regista con una mostra fotografica dal titolo “Federico Fellini, 100 anni del genio del cinema italiano” in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia e la Cineteca Nazionale, evento che rientra tra le celebrazioni targate “Fellini 100” del Mibact.Con 39 scatti si racconta il dietro le quinte dei suoi capolavori come “La Dolce Vita”, “8 e mezzo”, “Giulietta degli Spiriti”, “Casanova”, “Lo Sceicco bianco”, “La voce della Luna”, film nei quali ha diretto mostri sacri come Marcello Mastroianni, Alberto Sordi, Roberto Benigni. La mostra avrà un’anteprima “virtuale” sulla piattaforma streaming del festival al link http://www.visionicorte.online in quanto non si potrà fruire dal vivo a causa delle restrizioni per l’emergenza sanitaria Covid-19, ma sarà allestita nell’area espositiva del Museo Diocesano, all’interno della Arcidiocesi di Gaeta, nel cuore del centro storico della città, non appena riapriranno i musei. L’inaugurazione è prevista per domenica 13 dicembre, alle ore 16, sulla piattaforma.Inoltre, il programma prevede, alle ore 17 sui canali Facebook e YouTube oltre che sulla piattaforma del festival, un focus con il critico cinematografico Gordiano Lupi, che presenterà il suo libro “Per conoscere Federico Fellini. A cinema greatmaster”, edito da Il Foglio. In questo volume Lupi ripercorre la vita del grande artista, propone al lettore un’analisi delle opere ed una visione dei suoi rapporti con il mondo. Il testo è accompagnato da un’esclusiva selezione di fotografie, che mostrano Fellini sul set dei più importanti film, in occasione degli eventi che hanno caratterizzato la sua carriera e le poche, rare foto, che lo ritraggono nella vita privata.Quest’anno sono 107 i cortometraggi selezionati tra oltre 2000 giunti in selezione da tutto il mondo, 55 opere in concorso, 52 opere fuori concorso; 40 Nazioni rappresentate; 4 Sezioni competitive, 3 Sezioni non competitive, altissima presenza femminile dietro la macchina da presa con 50 registe donne. Diverse le anteprime italiane ed europee che saranno al centro delle varie serate del festival. Il tutto fruibile gratuitamente sulla piattaforma streaming http://www.visionicorte.online fino al 19 dicembre. Visioni Corte International Short Film Festival è realizzato con il contributo della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Mibact e della Regione Lazio, gode dell’Alto patrocinio del Parlamento Europeo, e dei patrocini di Enit – Agenzia Nazionale del Turismo, Provincia di Latina e Comune di Gaeta e fa parte di AFIC – Associazione Festival Italiani di Cinema, FEDIC – Federazione Italiana Cineclub e Coordinamento Festival Cinematografici Campania. Partner culturale Centro Sperimentale di Cinematografia e Cineteca Nazionale.

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Trump: I vani tentativi di ribaltare il voto

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2020

By Domenico Maceri, PhD I vani tentativi di Trump di ribaltare l’elezione del 2020: delegittimare Biden e spianare la strada a una rivincita nel 2024? “Non si tratta solo di onorare i voti dei 74 milioni di americani che hanno votato per me ma di assicurarsi che gli americani abbiano fiducia in questa elezione e in quelle del futuro”. Così il presidente americano uscente Donald Trump in un video nel quale continua ad asserire falsamente che ha vinto l’elezione del 2020.Nel suo video Trump non riconosce il basilare principio democratico secondo cui Joe Biden ha prevalso. Tutti i 50 Stati hanno già certificato gli esiti elettorali dando Biden come vincitore. Il candidato democratico ha ricevuto 81 milioni di voti, 7 milioni più di Trump (51% Vs. 46%). Per quanto riguarda l’Electoral College, Biden ha conquistato 306 voti, 36 più del minimo di 270 per la vittoria. Questa è la democrazia ma il presidente uscente la definisce in tal modo solo quando vince lui, incapace di accettare sconfitta, creando instabilità nei principi democratici.Trump aveva già dato segnali della sua incapacità di accettare esiti elettorali negativi. Va ricordato che nell’elezione del 2016 aveva dichiarato di accettare il risultato solo in caso di una sua vittoria. Gli andò bene e la sua avversaria Hillary Clinton il giorno dopo l’elezione riconobbe la sua sconfitta. Trump non è cambiato dunque. O vince lui o la democrazia non funziona. Le sue parole e azioni nelle settimane recenti dopo l’elezione continuano a confermare che lui vive nel suo mondo irreale di vittoria che continua a ripetere ai suoi sostenitori. La democrazia però richiede l’accettazione di una realtà condivisa che Trump ovviamente non possiede.I suoi metodi per rovesciare l’esito elettorale non hanno però avuto efficacia. I suoi tentativi legali di squalificare i voti negli Stati in bilico che gli hanno negato un secondo mandato come in Pennsylvania, Arizona, Georgia, Nevada e Michigan si sono rivelati inutili. Denuncia dopo denuncia Trump è stato sconfitto. L’ultimissimo risultato negativo è stato un rifiuto della Corte Suprema di ribaltare o ritardare l’esito del voto in Pennsylvania. Una semplice comunicazione della Corte Alta emessa solo dopo 34 minuti senza nessuna spiegazione ha sconfitto Trump il quale si sarà sentito tradito dai tre membri della Corte che lui ha nominato. Le altre denunce capitanate da Rudy Giuliani, il suo avvocato personale, adesso positivo al Covid-19, non hanno avuto successo nemmeno. Con ogni probabilità Trump si aspettava questi risultati ed è per questo che il suo rappresentante legale è stato proprio Giuliani, ottimo per fare rumore nella televisione a cavo, ma letteralmente incapace di serie questioni legali. Una lunga lista di avvocati americani ha persino richiesto che la licenza di avvocato di Giuliani venga sospesa per tutte le menzogne che l’ex sindaco di New York sta dicendo per promuovere la realtà alternativa del suo capo.A dare man forte a Giuliani si presenta il procuratore generale del Texas Ken Paxton che ha esposto una denuncia alla Corte Suprema asserendo che gli Stati della Georgia, Michigan, Pennsylvania e Wisconsin hanno danneggiato i texani poiché hanno modificato le loro leggi sull’elezione a causa della pandemia. Una denuncia che ha sbalordito gli analisti legali poiché le leggi elettorali appartengono ai singoli Stati e non al governo federale. Paxton è tipicamente “trumpiano” nelle sue trovate ma anche nei suoi comportamenti poco etici. Attualmente è indagato per frode fiscale ed è anche accusato da alcuni suoi collaboratori di abusi di potere e corruzione. Non sorprenderebbe dunque se Paxton stesse cercando di ingraziarsi Trump sperando in una grazia presidenziale. Non ha funzionato. Anche questa volta la Corte Suprema ha tempestivamente bocciato la richiesta.Trump ha tentato anche di ribaltare l’esito dell’elezione facendo pressione sui leader del suo partito al livello Statale. I grandi elettori che alla fine eleggeranno il presidente formalmente il 14 dicembre vengono nominati dalle leadership statali riflettendo il risultato dell’elezione. In casi di brogli elettorali il governatore e le legislature statali avrebbero il diritto legale di nominare gli elettori secondo il loro giudizio. In Nevada, Pennsylvania e Georgia e Michigan, quattro Stati vinti da Biden alle urne, Trump ha direttamente chiesto che gli esiti elettorali vengano sorvolati. I governatori di questi Stati lo hanno ignorato, aderendo ai principi elettorali. In questo senso si sono comportati non da membri del Partito Repubblicano, come voleva Trump, ma da funzionari governativi, mettendo in pratica le leggi dei loro Stati. Lo hanno fatto perché la costituzione dei loro Stati lo richiede. Andrebbero ammirati specialmente in comparazione ai comportamenti dei legislatori al livello federale che hanno rivelato complicità nelle furbizie del presidente uscente. Con l’eccezione di Mitt Romney, senatore dell’Utah, la stragrande maggioranza dei membri repubblicani della Camera Alta, ha mantenuto il silenzio sull’esito elettorale. Biden ha indicato che parecchi di loro si sono congratulati con la sua vittoria ma solo in privato per paura di adirare l’attuale inquilino alla Casa Bianca. Un sondaggio del Washington Post ha scoperto che solo 27 dei parlamentari repubblicani hanno ammesso che Biden ha vinto l’elezione. Gli altri non hanno voluto esprimersi.I leader repubblicani silenziosi riflettono l’assoluta padronanza di Trump del Grand Old Party. Trump ha perso nel 2020 e nonostante il suo rifiuto di accettare questa realtà ha già suggerito la sua intenzione di ricandidarsi nel 2024. Le sue ultimissime battaglie legali e politiche per ribaltare l’esito elettorale attuale sarebbero in questa luce un tentativo di delegittimare la vittoria di Biden. Allo stesso tempo mirano a mantenere uniti i suoi seguaci. Sta funzionando. I loro contributi finanziari continuano ad arricchire le casse del suo tesoro. Anche se non si dovesse ricandidare nel 2024 Trump rimarrebbe una voce importante nel Partito Repubblicano. Biden è riuscito a togliergli la presidenza. Togliergli la leadership del GOP rimane impossibile.Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

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Libia: l’Europa agisca anche con mezzi “persuasivi”

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2020

“Ove l’appello lanciato ieri dall’Unione Europea, peraltro tardivo, non avesse immediato effetto con il rilascio dei nostri pescatori detenuti in Libia da oltre 100 giorni, occorre attuare misure persuasive dando mandato alla flotta europea impiegata nella missione Irini di attuare un blocco navale effettivo e generale nei confronti di chi ha attuato il sequestro, sino al raggiungimento dell’obiettivo”: è quanto rileva il senatore di Fratelli d’Italia Adolfo Urso, capogruppo in Commisione Esteri e vicepresidente del Copasir. “Non possiamo più aspettare, persino le autorità religiose chiedono che si intervenga con ogni mezzo. L’Europa faccia sentire ora più che mai tutto il suo peso, senza se e senza ma”.

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Premio giornalistico Amerigo 2020

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2020

Ad aggiudicarsi il Premio Speciale di questa XII edizione è stato Marino de Medici, decano dei giornalisti italiani negli Stati Uniti, corrispondente da Washington dell’agenzia ANSA e dagli Stati Uniti per il quotidiano Il Tempo. Nella sua lunga carriera, de Medici ha intervistato Presidenti, Segretari di Stato e della Difesa americani. Giornalista appassionato e scrupoloso, ha firmato importanti pezzi sulla guerra nel Vietnam e sui colpi di stato in Cile e in Argentina.Durante la cerimonia, tenutasi in modalità online e Patrocinata dal Consolato degli Stati Uniti d’America a Firenze, è stata premiata – per la prima volta – anche una giornalista americana. A Patricia K.Thomas, Presidente dell’Associazione Stampa Estera a Roma, è stato infatti conferito il “Premio Agenzie giornalistiche”.Altri importanti riconoscimenti sono stati poi assegnati a: Paola Peduzzi per la categoria “Quotidiani”, Enrico Rotelli per i “Periodici”, Riccardo Barlaam per la “Radio”, Dario Laruffa per la “Televisione”, Fabio Bucciarelli per la “Fotografia”, Michele Ciro Pierri per i “Siti Web”, Francesco Costa per i “Social Network”, Valerio Ciriaci per gli “Under 35”.Ad aver ottenuto il “Premio Europa 2020” – assegnato da The European American Alumni Associations (ENMA) – è stato il giornalista belga Florian Eder.All’evento di premiazione hanno preso parte: Andrea Gumina, Presidente Nazionale Amerigo; Ragini Gupta, Console Generale degli Stati Uniti d’America a Firenze; il Rappresentante per l’Italia di ENAM, Massimo Cugusi, assieme ai Vicepresidenti Edoardo Imperiale e Silvia Minardi. Alla Cerimonia erano presenti anche i Coordinatori Territoriali ENAM Michele Ricceri (Firenze), Edoardo Croci (Milano), Diego Guida (Napoli) ed Ernesto di Giovanni (Roma).

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Firmato decreto sul Fondo in memoria

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2020

“Non posso che esprimere grande soddisfazione per la firma che oggi è stata apposta sul decreto istitutivo del Fondo in memoria di Antonio Megalizzi e del collega Bartosz Orent Niedzielski per sostenere e promuovere l’attività delle radio universitarie”, è il commento di Alessia Rotta presidente della VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici. “Dalla mia proposta di legge di un anno fa ad oggi, abbiamo svolto un assiduo lavoro parlamentare che ha coinvolto molte altre forze politiche. Quella proposta di legge è diventata un emendamento alla legge di bilancio con cui il fondo è stato finanziato con un milione di euro. E ora questo provvedimento è alla firma della Corte dei Conti per rendere il fondo pienamente operativo. Da oggi, i servizi di trasmissione radiofonica universitaria, i laboratori didattici e le iniziative di formazione all’interno delle università per giornalisti, tecnici e operatori non graveranno più solo sulle università ma potranno contare su questo fondamentale riconoscimento economico da parte dello Stato che afferma un principio a mio avviso sacrosanto: le emittenti radiofoniche universitarie sono un bene pubblico che lo Stato deve tutelare, sostenere e promuovere. Sono parte integrante delle università e dell’informazione”. “Tutto questo non sarebbe stato possibile senza il sostegno di tutto il mondo delle radio universitarie. Nell’arco di dodici mesi, nonostante le difficoltà legate all’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, abbiamo raggiunto questo grande risultato. Ancora più significativo per il fatto di essere arrivato proprio ora, nei giorni in cui si celebra la memoria e il ricordo di Antonio Megalizzi. Perché celebrarne la memoria significa investire per le cose in cui Antonio credeva, per le battaglie culturali, per la passione per il suo lavoro, per l’impegno civico. E anche per l’Europa solidale e unita, come quella che sta provando a nascere sulle macerie lasciate dal Covid. Continueremo a lavorare per finanziare ancora il fondo e per far diventare questa una esperienza strutturale al servizio delle comunità universitarie e della libera informazione”.

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Istruzione: Assemblea nazionale con il mondo della scuola

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2020

Nel corso dell’Assemblea nazionale con il mondo della scuola, organizzata dal Partito Democratico, Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, ha affrontato molte tematiche. A proposito del tempo scuola, “noi come Anief – ha dichiarato il sindacalista autonomo – abbiamo fatto molte battaglie contro i tagli avvenuti in seguito alla Legge 133 del 2008 che ha ridotto il tempo scuola, portandolo a 5 ore in ogni ordine e grado. Bisognerebbe riprendere il tempo scuola, quindi non solo tempo pieno e prolungato, e riprendere anche l’insegnamento per moduli nella scuola primaria che è stato abolito dalla legge 169 del 2008: prima si avevano maggiori risultati di apprendimento. Per quanto riguarda le riforme mancate, l’abbiamo approvata ma non abbiamo dato dignità di materia a cittadinanza e costituzione, così come abbiamo inserito l’educazione fisica nella scuola elementare ma non ci siamo forniti di organici suppletivi”. “Questo mi riporta – ha continuato Marcello Pacifico – a uno dei problemi fondamentali, uno dei tre assi: gli organici. Prima di fare i banchi bisognava mettere mani ai Dpr sul dimensionamento scolastico: abbiamo bisogno di più plessi, negli ultimi 12 anni ne sono stati aboliti 15mila; in tempo di Covid-19 ne abbiamo recuperati 3mila, ne rimangono fuori ancora 12mila. È necessario avere plessi sicuri e classi non pollaio”. A proposito sempre di tagli, “abbiamo tagliato il 17% del personale Ata. Sul sostegno abbiamo gli organici bloccati, finalmente in Legge di Bilancio si parla di 25mila posti in più negli ultimi 3 anni ma è sempre poco rispetto a un aumento che è quasi raddoppiato di alunni con bisogni educativi speciali negli ultimi 15 anni. Abbiamo dunque bisogno di rivedere gli organici che devono essere legati ai bisogni del territorio: se si vogliono sconfiggere problematiche come Neet e dispersione, bisogna adeguare gli organici alle difficoltà di quel determinato posto”.

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Scuola: Udir informa, in tema di sicurezza help desk per chiedere chiarimenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2020

Sappiamo quanto è importante e delicato l’argomento sicurezza, soprattutto in questi difficili mesi. Come riporta la rivista specializzata Orizzonte Scuola, se una scuola vuole chiedere chiarimenti adesso può rivolgersi a chi di dovere. Infatti, “anche le scuole, alle volte, sono in difficoltà nell’applicazione delle misure di sicurezza per fronteggiare l’emergenza Covid-19” e “il Ministero dell’Istruzione ha previsto un help desk per le scuole, un servizio dedicato per richiedere assistenza e un numero verde 800.90.30.80, attivo dal lunedì al sabato, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00, con funzioni di front office”, al fine di ottenere domande e segnalazioni sull’applicazione delle misure di sicurezza e fornire assistenza e supporto operativo, anche di carattere amministrativo.

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Scuola: A gennaio gli studenti tutti in classe

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2020

A gennaio gli studenti delle superiori dovranno tornare a scuola in presenza. In caso contrario si tratterà di un fallimento: a dirlo è stato il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo. Ed ha un alleato importante: la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. Nel corso di un’intervista di oggi a La Stampa, il coordinatore del Cts non ammette scuse nel caso in cui a gennaio non si dovesse tornare a fare lezione in presenza: “Se non riusciamo a riportare tutti gli studenti in classe nemmeno a gennaio, vorrà dire che avremo fallito tutti, politici e tecnici. Avremo fallito come Paese”. “Con l’autonomia degli istituti sull’organizzazione della didattica in presenza in base ai risultati dei test, si riapra dal 17 gennaio con tampone obbligatorio faringeo gratuito per tutti gli studenti e il personale nella settimana precedente”, commenta il presidente di Anief, Marcello Pacifico, “nella consapevolezza che risulterà necessario, nonostante gli appelli e i divieti, monitorare il rispetto delle regole del distanziamento durante le festività. Se non le scuole, potrebbero essere le case degli italiani piuttosto che gli impianti sciistici il luogo di nuova diffusione del virus. E la riapertura deve avvenire in piena sicurezza”.

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Pensioni: Molte le domande presentate nella scuola

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2020

Sono 35 mila le domande, 27 mila quelle dei docenti, 7 mila quelle degli Ata, 500 degli insegnanti di religione cattolica e 80 degli educatori presentate a dicembre. Più della metà sono per Quota 100 che resterà in vigore fino alla sua scadenza, 31 dicembre 2021. Saranno quindi più di centomila i posti vacanti per le prossime immissioni in ruolo. Marcello Pacifico (Anief): “Serve riformare l’attuale sistema di reclutamento per consentire l’assunzione dei precari dal doppio canale (GaE o concorso straordinario non selettivo) e per riconoscere il lavoro gravoso per il personale scolastico, già provato dal lavoro svolto in presenza nella pandemia. Proprio oggi abbiamo chiesto con una mozione alla Cesi d’intervenire presso la Commissione europea per riconoscere il lavoro svolto a scuola tra quelli a rischio professionale biologico, direttiva 54/2000”.

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Durante il lockdwon i docenti hanno fatto didattica a distanza per 8 ore a settimanali

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2020

È stato di circa 8 ore, secondo lo studio Indire che ha analizzato le risposte di 3.700 docenti italiani – nel dettaglio, si tratta di 3.195 donne e 579 uomini – tramite in questionario online, così distribuiti per ordine di scuola: il 10% appartenente alla scuola dell’infanzia; il 29,8% alla scuola primaria; il 21,8% alla scuola secondaria di primo grado e il 38,4% alla scuola secondaria di secondo grado. Il report descrive le modalità di trasposizione della didattica tradizionale frontale nella dad, per attuare la quale emergono principalmente due pratiche preminenti quali le lezioni in video-conferenza e l’assegnazione di risorse per lo studio e gli esercizi. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha affermato che “i dati in nostro possesso, ricavati da sondaggi tramite le RSU e i TAS, ci dicono che le ore di attività sincrona sono molte di più. Se consideriamo il periodo da settembre ad oggi poi, tutte le scuole e i colleghi si sono adeguati alle linee guida sulla DDI, prendendo come orario minimo quello indicato, ma erogandone almeno il 30% in più”.

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Per riaprire le scuole il 7 gennaio serve trasporto pubblico, test rapidi, tutte cattedre coperte”

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2020

“Dal 7 gennaio, finalmente, anche gli studenti degli istituti secondari di secondo grado torneranno sui banchi di scuola con la didattica in presenza al 75%. Come specificato dal Dpcm, per decidere se ci sono le condizioni e quindi poter arrivare preparati alla data, presso ciascuna Prefettura deve essere istituito un tavolo di coordinamento. In Toscana a che punto siamo? Serve correre per aprire tra meno di un mese, perché a settembre quello che non ha funzionato sono stati trasporti pubblici, test rapidi e risposte rapide che non arrivavano e tanti docenti che ancora mancavano. I tavoli delle prefetture devono lavorare su questi nodi, altrimenti o la scuola non riapre e prosegue a distanza oppure rischia di riaprire e di chiudere nuovamente”, così Gabriele Toccafondi, deputato fiorentino di Italia Viva.”Non deve essere sprecato neanche un minuto. I Ragazzi Sono già stati pesantemente penalizzati dai troppi giorni lontani da scuola con la didattica a distanza. Dobbiamo lavorare presto e bene affinché tutto sia pronto il 7 di gennaio per poterli far tornare in classe in sicurezza e per poter fare in modo che possano rimanere in classe, svolgendo l’intero secondo semestre in presenza, a scuola, in classe e non più in DAD.” conclude Toccafondi.

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Scuola: Congresso Cesi, passa mozione per regolamentare lo smart working

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2020

Rivedere le norme che regolano il lavoro in Europa. A partire da quelle sul lavoro agile, ma anche per rispondere alle esigenze in tempo di Covid19. Lo ha detto Marcello Pacifico, presentando la mozione della Cesi. La direttiva sull’orario di lavoro 88/2003 garantisce infatti a tutti i lavoratori il diritto alla limitazione della durata del lavoro e alla tutela contro i rischi per la salute e la sicurezza derivanti da orari lunghi ed irregolari. Tuttavia, questa disposizione, assieme alla risoluzione del Parlamento Europeo 2018/2600, risulta ad oggi incompleta. Perché lo smart working non è supportato normativamente, per esempio non è previsto che il lavoratore operi in altra sede, né vi sono indicazioni chiare sugli orari o sui permessi.“Nella mozione – dice Pacifico – si chiede anche di aggiornare l’elenco delle professioni che sono a rischio rispetto al Covid-19: nella scuola, ad esempio, sappiamo benissimo che c’è quasi l’obbligo di svolgere le attività in presenza, come nella sanità, esponendosi quindi ad un maggiore rischio biologico. Bisogna quindi intervenire presso la Commissione europea per rivedere l’elenco delle professioni”.C’è poi il grande tema del licenziamento, del ricollocamento nel lavoro, della ricerca del lavoro, dei contratti a tempo determinato, della precarietà: degli argomenti che, dopo la risoluzione del Parlamento europeo, devono essere anch’essi rivisti non solo dalla Commissione Ue ma anche dagli Stati membri, per fare in modo di applicare negli stessi Stati le regole che impediscono l’abuso dei contratti a termine. A questi si aggiungono due ulteriori temi: il salario minimo, che sempre la Commissione europea sta valutando attraverso l’esame di un’altra specifica risoluzione. Un salario che, secondo Cisal-Confedir, deve essere per forza di cose legato alla copertura del costo dell’inflazione, ma anche alla parità salariale di genere. È un argomento molto importante. Come lo è quello dell’informazione e della consultazione dei lavoratori”.

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Direttore di Caritas Filippine: “Tifoni frutto del cambiamento climatico”

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2020

Il direttore di Caritas Filippine (NASSA) padre Tony Labiao sottolinea l’urgente necessità di una risposta globale per affrontare le cause alla radice del cambiamento climatico e prevenire le calamità naturali sempre più potenti che ogni anno si abbattono sul Paese asiatico.Ad un mese dai quattro tifoni che hanno colpito le Filippine e in occasione dell’anniversario dell’accordo sul clima di Parigi del 12 dicembre 2015, padre Tony Labiao dichiara a Caritas Internationalis: «Dobbiamo andare oltre la risposta alle emergenze. È necessario prevenire le cause del cambiamento climatico. Ma non possiamo farlo da soli nelle Filippine, abbiamo bisogno dell’aiuto della comunità globale. È solo lavorando insieme che possiamo assicurarci che le generazioni future saranno al sicuro».Alla fine di ottobre il tifone Goni, il più potente tifone ad aver colpito le Filippine negli ultimi vent’anni, ha costretto oltre 350.000 filippini a lasciare le loro case e ha avuto effetti su circa cinque milioni di persone. A Catanduanes, l’isola dove si è abbattuto, oltre il 90% delle infrastrutture è andato distrutto.Nei dodici giorni successivi al tifone Goni, le Filippine sono state colpite dalle tempeste tropicali Atsani ed Etau e dal tifone Vamco, che hanno interessato oltre 4 milioni di persone.«Dobbiamo affrontare le vere cause di queste calamità: il cambiamento climatico, il degrado delle nostre montagne, il disboscamento illegale, l’estrazione di legname e le pratiche agricole non sostenibili», afferma padre Labiao. «Non è solo responsabilità del governo, ma della Chiesa e di tutti».Caritas Filippine ha adottato un approccio multidimensionale per tutelare le comunità rispetto a eventi climatici sempre più aggressivi. Tale approccio comprende il sostegno a diverse modalità di estrazione mineraria e il contrasto al disboscamento illegale, fattori essenziali per ridurre l’impatto delle condizioni climatiche estreme sul Paese.«Tutti questi problemi sono interconnessi», dichiara padre Labiao. «Dobbiamo far sentire la nostra voce più forte per far capire alla gente come le nostre azioni hanno un impatto sull’ambiente e sui poveri».Caritas Filippine lavora con le comunità prima del verificarsi di eventuali calamità naturali, attraverso programmi di preparazione alle emergenze che includono sistemi di allarme rapido e assicurano che le comunità reagiscano rapidamente e in modo coordinato in caso di disastri.A seguito dei recenti eventi climatici, le squadre Caritas sul campo hanno fornito assistenza a oltre 76.000 persone, distribuendo aiuti alimentari, kit igienici, lampade solari, utensili per cucinare, sacchi a pelo e acqua potabile.A lungo termine la Caritas costruirà rifugi permanenti, offrirà sostegno per il sostentamento e attività di sviluppo delle capacità.

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Philippines: the Church and the global community to work together on the root causes of climate change

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2020

The director of Caritas Philippines (NASSA) says a global response is needed to tackle the root causes of climate change and prevent increasingly powerful typhoons which batter the country every year. Speaking one month after four deadly typhoons lashed the Philippines and on the occasion of the anniversary of the Paris climate agreement, Fr Tony Labiao says, “Our vision must reach beyond emergency response.” “When we talk about preventing climate change, we can’t just do this alone in the Philippines, we need the help of the global community. It’s only by working together that we make sure future generations are safe.” Typhoni Goni, the most powerful typhoon to hit the Philippines in twenty years, forced over 350,000 people from their homes and affected nearly five million people at the end of October. In Catanduanes, the island where it made landfall, over 90 percent of infrastructure was reportedly destroyed. In the twelve days following Typhoon Goni, the Philippines was hit by Tropical Storms Atsani and Etau and Typhoon Vamco, which affected over 4 million people. “We need to address the real cause of these calamities – climate change, the degradation of our mountains, illegal logging, quarrying and unsustainable farming practices,” says Fr Labiao. “This is not just the work of government, but of the Church and of everyone.” Caritas Philippines has adopted a multi-faceted approach to protect communities in the face of increasingly aggressive climate events. Advocating for change regarding mining, quarrying and illegal logging is a key part of their work to reduce the impact of extreme weather on their country. “All of these issues have a confluence and are provoking more and more deforestation,” says Fr Labiao. “We have to make our voices louder to ensure that people understand how our actions are impacting the environment and impacting the poor.”Caritas Philippines works with communities before typhoons hit through emergency preparedness programmes which create early warning systems and ensure communities are coordinated and react quickly to potential disasters. Following the recent climate events, Caritas teams on the ground Caritas have been providing over 76,000 people with food baskets, hygiene kits, solar lamps, kitchen materials, sleeping kits, and water. In the long-term Caritas will construct permanent shelters, offer livelihood support and capacity building activities. To support the work of Caritas in the Philippines, please visit https://www.caritas.org/donation/please-help-the-philippines-typhoon-survivors/

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Pope Francis joins 25 countries to fight against poverty and hunger in first round of pledges to IFAD

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2020

Despite the economic consequences of COVID-19, a growing number of countries around the world today stepped up their investments in long-term development, signalling a greater awareness of the links between hunger, inequality and instability which often spark humanitarian crises. By pledging new funds to the UN’s International Fund for Agricultural Development (IFAD), they committed to ensure hundreds of millions of rural people in some of the poorest countries can sustainably access nutritious food and earn decent incomes. These announcements were made at the first formal pledging session in support of IFAD’s Twelfth Replenishment – a process whereby Member States commit funds to the organization for its work in 2022-2024. Some of the world’s poorest countries were among the first to announce their commitments. Ahead of the pledging session, Pope Francis also indicated his support to IFAD through an unprecedented contribution from the Holy See. “As we globally battle the impacts of COVID-19 and a rapidly changing climate, our inter-dependence has never been clearer. It is essential to work together to transform our food systems and increase the prosperity and well-being of the world’s most vulnerable rural people, so that we can prevent mass migration and conflict, building a stable, peaceful world for all,” said Gilbert F. Houngbo, President of IFAD. “The pledges made today not only show the commitment of these nations to eradicate poverty and hunger, but are also a demonstration of their confidence in the impact of IFAD’s work.” These sentiments were echoed by Cardinal Pietro Parolin, the Secretary of State of His Holiness the Pope, in a statement. “We simply cannot keep silent in the face of so much suffering and adversity,” he said. “Today more than ever the international community must join forces to prepare for and achieve a future that is sustainable, inclusive and just for all. This is what we must do and it is within our reach: help the poorest and most vulnerable people of our world.”Sweden announced a pledge today that is 60 per cent higher than their last contribution. “Sweden remains firmly supportive of the important work that IFAD is undertaking to eradicate poverty and to strengthen sustainable food systems,” said Peter Eriksson, Sweden’s Minister for International Development Cooperation.Describing themselves as “proud to support IFAD,” the Netherlands also announced their significant pledge. “The Netherlands strongly values its partnership with IFAD in making a difference for rural people and food security and remains a dedicated donor in agricultural development to tackle poverty and hunger,” said Kitty van der Heijden, Director-General of International Cooperation at the Dutch Ministry of Foreign Affairs. IFAD is one of the world’s largest multilateral financiers of agriculture and rural development, active in remote, rural areas in almost 100 countries. For over 40 years, its work has shown that investing in rural areas promotes prosperity, food security and resilience to weather changes, natural disasters, price hikes and other shocks like the COVID-19 pandemic that can later lead to humanitarian crises. Research also shows that economic growth in agriculture is two to three times more effective at reducing poverty than growth in other sectors.Many other Member States announced their intention to step up their contributions in this first pledging session. Finland raised its contribution by more than 40 per cent. Japan also made a significant pledge. Meanwhile Greece, Luxembourg, and São Tomé and Príncipe increased their contributions.Cabo Verde and other countries also pledged, joining those who announced contributions to IFAD earlier in the year including Burkina Faso, Côte d’Ivoire, and Mali who pledged to at least double their most recent contributions to IFAD, with large increases also coming from The Gambia, Sierra Leone and Uganda. Many other countries have confirmed their intention to announce increased contributions at the main pledging session in February 2021.IFAD has called for donors to significantly increase their contributions to deliver an overall programme of work of at least US$11 billion from 2022 to 2024, including through a new private sector financing programme and an expansion of its pioneering climate change adaptation programme (ASAP+). This would help approximately 140 million rural people increase their production and raise their incomes through better market access, contributing to creating jobs and improving food security and nutrition for the world’s most vulnerable people.IFAD is unique among international organizations in that far more of its Member States contribute to its core funding, including some of the world’s poorest countries, highlighting the value they place on the support they receive from the Fund.

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“Italia leader in Europa solo con la svolta verde”

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2020

“Solo con una economia verde l’Europa può conquistare la leadership mondiale e solo con una rivoluzione green l’Italia può essere la locomotiva dell’UE. A cinque anni dall’Accordo di Parigi sul clima le prospettive sembrano essere positive, ma il tempo corre e dobbiamo agire subito”, così la Presidente della Commissione Ambiente alla Camera, Alessia Rotta.“Stiamo assistendo a cambiamenti politici rilevanti – spiega la presidente – La vittoria di Biden negli Usa e la nuova consapevolezza mostrata dai capi di Governo della Ue sul terreno della lotta ai cambiamenti climatici indicano che l’ecosostenibilità è la strada che due dei principali player mondiali hanno scelto di percorrere. Gli Usa tornano dentro il patto di Parigi, dopo la parentesi negazionista di Trump, e la Ue ha fissato al 2030 la riduzione delle emissioni di inquinanti al 55% con l’accordo raggiunto ieri dai 27 capi di Governo”. “L’aumento di terreni aridi, l’erosione delle coste, incendi sempre più devastanti, l’innalzamento dei mari, le migrazioni forzate, la scomparsa di interi ecosistemi, fenomeni atmosferici sempre più estremi sono solo alcune delle terribili conseguenze dei cambiamenti climatici. Parliamo di effetti reali che riguardano la vita di ognuno di noi. Oggi, a cinque anni, dalla firma degli Accordi di Parigi sul clima, la sostenibilità, la salvaguardia degli equilibri ambientali degli ecosistemi, la transizione di interi settori industriali devono essere una priorità per ogni Paese – conclude Rotta – Non abbiamo più tempo”.

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Eu: pacchetto per la ripresa dei mercati dei capitali

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2020

La Commissione Europea ha proposto tali modifiche il 24 luglio 2020. Le norme introdurranno un nuovo prospetto più breve (il “prospetto UE della ripresa”) per le società molto note che hanno esperienza nel mercato pubblico. Ciò faciliterà la ricapitalizzazione delle imprese colpite dallo shock economico della pandemia di coronavirus.Il prospetto sarà facile da produrre per gli emittenti, facile da leggere per gli investitori e facile da controllare per le autorità nazionali competenti. Ridurrà la lunghezza dei prospetti da centinaia di pagine a sole 30 pagine, compresa una spiegazione dell’impatto della COVID-19 sull’attività dell’emittente. Limiterà inoltre l’emissione secondaria nell’ambito del prospetto della ripresa fino al 150% come rapporto tra il numero di titoli offerti e il numero totale di titoli già ammessi alla negoziazione prima dell’emissione.Mairead McGuinness, Commissaria per la Stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l’Unione dei mercati dei capitali, ha dichiarato: “Mi rallegro del rapido accordo odierno, che aiuterà le imprese a riprendersi dal prolungato shock economico della pandemia. Le modifiche mirate apportate oggi al regolamento sul prospetto sono un chiaro segnale del fatto che l’UE è in grado di adattarsi rapidamente all’evoluzione delle circostanze per sostenere l’economia reale. L’accordo raggiunge il giusto equilibrio tra la promozione del finanziamento sui mercati dei capitali e il mantenimento di un elevato livello di protezione degli investitori.” Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno approvato oggi anche una modifica della direttiva sulla trasparenza che consente agli Stati membri di differire di un anno l’applicazione degli obblighi relativi al formato elettronico unico europeo (ESEF) per le relazioni finanziarie annuali delle società quotate, a condizione che informino la Commissione dell’intenzione di farlo, fornendo giustificazioni fondate. Le società quotate che nel 2021 desiderano pubblicare le loro relazioni finanziarie annuali secondo il formato elettronico unico europeo potranno comunque procedere. Le modifiche si applicheranno 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europ.

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La strategia dell’UE, la politica agricola comune e gli obiettivi del Green Deal

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2020

La pandemia di COVID-19 ha evidenziato le profonde interrelazioni tra salute pubblica, ecosistemi e sistemi alimentari. In un parere elaborato da Guido Milana (IT/PSE) e adottato nella sessione plenaria del Comitato europeo delle regioni (CdR), i leader locali e regionali accolgono con favore la strategia “dal produttore al consumatore”, ma chiedono di porre maggiormente l’accento sulle filiere corte e sulle forme di produzione a livello territoriale, basate sul benessere degli animali, sul rispetto dell’ambiente e sulla qualità nutrizionale.La strategia “dal produttore al consumatore” per un’alimentazione sostenibile è un pilastro sia del Green Deal europeo (una delle iniziative faro dell’UE) che del piano di ripresa dell’Unione. La strategia, che è stata presentata dalla Commissione europea lo scorso 20 maggio, riguarderà ogni fase della filiera alimentare, dalla produzione al consumo, e punterà a creare nell’UE un sistema alimentare sostenibile che salvaguardi la sicurezza alimentare, proteggendo al contempo la salute delle persone e l’ambiente. Con il parere sul tema Dal produttore al consumatore (dai campi alla tavola): la dimensione locale e regionale – elaborato da Guido Milana (IT/PSE), consigliere comunale di Olevano Romano (Roma) ed ex membro del Parlamento europeo – il CdR sottolinea che è essenziale che la politica agricola comune (PAC) e la politica comune della pesca (PCP) per il periodo successivo al 2020 siano pienamente in linea con gli obiettivi sia della strategia “dal produttore al consumatore” che della strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030. Il CdR appoggia la strategia “dal produttore al consumatore” e gli obiettivi proposti dalla Commissione per la riduzione dei pesticidi, dei fertilizzanti chimici e degli antimicrobici, oltre che per il potenziamento dell’agricoltura biologica. Il CdR chiede altresì una valutazione d’impatto approfondita degli obiettivi quantificati e un monitoraggio dei progressi compiuti.Le regioni e le città possono fungere da protagonisti nella transizione verso un sistema alimentare più sostenibile. Poiché il loro ruolo è questo, devono essere coinvolte nell’attuazione e nel monitoraggio della strategia. Per tenere conto in misura maggiore delle loro esigenze, gli enti regionali dovrebbero poter continuare a svolgere la funzione di autorità di gestione e dovrebbero essere coinvolti nella definizione dei regimi ecologici a livello sia europeo che nazionale.

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Commissione europea: Per una ripresa verde

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2020

Bruxelles. Nella riunione del Consiglio europeo di questa settimana, i leader dei 27 Stati membri dell’UE cercheranno un accordo su un nuovo obiettivo di riduzione delle emissioni dell’UE entro il 2030. La Commissione europea propone di ridurre le emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55 % entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, una posizione sostenuta dal Comitato europeo delle regioni (CdR). Nel corso del dibattito durante la sessione plenaria virtuale del CdR, i leader regionali e locali dell’UE hanno sottolineato che l’emergenza COVID non deve impedire all’UE di onorare l’impegno di affrontare le crisi in materia di clima e biodiversità, e di stabilire un nuovo obiettivo più ambizioso per il 2030. L’efficace attuazione del Green Deal europeo (la nuova strategia dell’UE per la crescita) deve tradursi in progetti concreti a livello locale e basarsi su un approccio decentrato.A dimostrazione dell’impegno del governo tedesco a favore di un forte coinvolgimento locale e regionale nella politica climatica, l’attuale presidenza del Consiglio (il semestre di presidenza tedesca termina il 31 dicembre), ha richiesto due pareri al CdR. Il primo parere valuta le opportunità di adattamento precauzionale ai cambiamenti climatici ed esorta la Commissione europea a sviluppare una nuova strategia di adattamento dell’UE con obiettivi e indicatori chiari, in linea con i principi di sussidiarietà attiva e di proporzionalità. Nella riunione del Consiglio europeo della scorsa settimana (10-11 dicembre), i leader dei 27 Stati membri dell’UE cercheranno un accordo su un nuovo obiettivo di riduzione delle emissioni dell’UE per il 2030. In questo modo l’Unione potrà presentare il suo contributo aggiornato determinato a livello nazionale alla convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici prima della fine del 2020. Il piano degli obiettivi climatici 2030 della Commissione europea propone di ridurre le emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55 % entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, una posizione sostenuta dal Comitato europeo delle regioni.

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EU-UK next week in the trade committee

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2020

L’Europa deve trarre i giusti insegnamenti dall’emergenza COVID-19 Lo deve per spianare la strada a una ripresa verde, mettendo le proprie città e regioni in grado di guidare la lotta contro i cambiamenti climatici, avvertono i leader locali e regionali. Questo il messaggio lanciato durante un dibattito tra i membri del Comitato europeo delle regioni e Svenja Schulze, ministra federale tedesca dell’Ambiente, della protezione della natura e della sicurezza nucleare. Il Comitato europeo delle regioni ha inoltre invitato tutti i capi di Stato e di governo dell’UE a 27 a innalzare le loro ambizioni e a concordare questa settimana un obiettivo di riduzione delle emissioni di almeno il 55 % entro il 2030.

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