Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Occasione unica per un piano straordinario di manutenzione green della rete stradale italiana

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 dicembre 2020

Nei primi 10 mesi del 2020 (ultimi dati disponibili) il consumo di bitume (materiale di derivazione petrolifera e principale indicatore dei lavori stradali) è stato inferiore del 2,4 %, rispetto allo scorso anno. Un dato confortante se si guarda al trend degli altri prodotti petroliferi. Se non si registreranno fenomeni particolarmente avversi, si prevede che a fine anno la produzione di conglomerato bituminoso (asfalto) toccherà nuovamente quota di 30 milioni di tonnellate, stesso dato del 2019. Un dato, questo, che pur certificando lo stop alla ripresa avviata nel 2018, dopo 10 anni ininterrotti di crollo degli investimenti nel settore stradale, lascia ben sperare anche se non consente di rimettere in totale sicurezza la nostra rete stradale.Secondo l’analisi dell’Associazione, a permettere al settore di reggere l’impatto della pandemia senza ulteriori cali sono state soprattutto le manutenzioni effettuate dall’ANAS e dalle concessionarie autostradali. Del resto erano anni che non si procedeva a un’opera massiccia di manutenzione di queste strade. L’allentamento del patto di stabilità ha poi prodotto buoni effetti anche sui Comuni, almeno su quelli più virtuosi che avevano fondi a disposizione e che ora li stanno impiegando. Le stime SITEB non prevedono ulteriori ripercussioni negative sui lavori stradali nel breve periodo, anche perché il petrolio ha oggi un costo contenuto e il bitume se ne avvantaggia di conseguenza. Sembrano superate anche alcune situazioni di empasse dovute alla pandemia: nei piccoli Comuni nei mesi di marzo-aprile-maggio si sono segnalati numerosi rallentamenti dei lavori dovuti al Lockdown, causati in parte dall’attuazione delle nuove prescrizioni di sicurezza, in parte dall’assenza nei posti di lavoro di dirigenti comunali che, non firmando le autorizzazioni a procedere, hanno obbligato le imprese a rinviare l’inizio dei lavori. Oggi, dopo svariati mesi di esperienza, mascherine e dispositivi di prevenzione sono facilmente reperibili e lo “smart working” nella P.A sembra funzionare meglio. Negli ultimi dieci anni il mancato investimento di circa 10 miliardi di euro in attività di manutenzione dei manti d’asfalto ha seriamente compromesso il nostro patrimonio stradale, provocandone il graduale deterioramento; in alcuni casi il degrado è entrato negli strati profondi delle pavimentazioni e ora sono necessari interventi di rifacimento strutturale molto costosi. Per riparare a questi errori, oggi SITEB stima occorrerebbero 22 mld di euro di investimenti che il Next Generation EU e gli altri strumenti finanziari resi disponibili dall’Europa, potrebbero contribuire a coprire.

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