Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Archive for 18 dicembre 2020

Gli italiani tornano in libreria

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2020

Nell’anno del Covid-19 aumentano i lettori in Italia: a ottobre la percentuale di cittadini (15-74 anni) che dichiara di aver letto un libro (compresi eBook e audiolibri) negli ultimi dodici mesi si attesta al 61%, contro il 58% del 2019 e il 55% del 2018. Lo rileva l’indagine “La lettura e i consumi culturali nell’anno dell’emergenza”, a cura del Centro per il libro e la lettura (Cepell) del MIBACT e dell’Associazione Italiana Editori (AIE), con la collaborazione di Pepe Research (in allegato la sintesi). Mentre nella precedente rilevazione di luglio prevaleva disaffezione e disattenzione verso la lettura a causa dei cambiamenti improvvisi nelle abitudini familiari e allo stato di preoccupazione generale, dopo un periodo di assestamento si impone la riscoperta della lettura, ma con modalità nuove. I lettori di e-book raggiungono un picco del 30% (erano il 26% a maggio e il 25% nel 2019), quelli di audiolibri del 12% (erano l’11% a maggio e il 10% nel 2019). Su 100 lettori, 40 utilizzano supporti perlopiù digitali: erano 32 nel 2019.Per quanto riguarda gli acquisti, 3,4 milioni di italiani, dal primo lockdown, hanno comprato per la prima volta in vita loro un libro online, 2,3 milioni un ebook. Ma questo non significa la morte delle librerie: a ottobre dichiarano di frequentarla il 67% dei lettori, dato sì inferiore al 2019 (74%) ma in netto recupero rispetto al 20% di maggio: “I numeri di questa seconda parte dell’indagine Cepell-AIE ci consegnano un quadro più confortante. E’ innanzitutto emersa una notevole capacità di resilienza da parte dell’intera filiera, grazie alla quale tutti gli attori hanno ripensato e rimodulato le loro attività, focalizzando spesso i loro interventi sul destinatario finale, cioè il lettore” – afferma Paola Passarelli, direttore generale Biblioteche e diritto d’autore del MIBACT – “Ad aumentare gli effetti di queste azioni hanno poi provveduto gli interventi voluti dal Governo e attuati dalla Direzione, sempre a sostegno dell’intera filiera. Possiamo anzi rivendicare, con legittimo orgoglio, che per dimensioni finanziarie e tempestività l’intervento pubblico italiano è stato il primo fra tutti i Paesi europei. Li vorrei elencare sommariamente proprio per meglio rappresentare la capillarità degli interventi e la vastità degli attori interessati, nonché le energie profuse da parte nostra: si va dal fondo emergenze imprese culturali, che ha consentito l’acquisto di libri da parte delle biblioteche pubbliche e l’erogazione di un contributo per i piccoli editori, al tax credit, dall’albo delle librerie di qualità, alla carta della cultura per le famiglie bisognose, dal premio in denaro alle reti locali di sostegno alla lettura e al libro all’assegnazione del premio “Capitale italiana del libro” per il 2020 alla città di Chiari”.“Questa nuova indagine rivela che la lettura torna a crescere e che gli italiani tornano in libreria, fulcro della vivacità culturale italiana – ha spiegato il presidente del Cepell, Diego Marani -. Parallelamente aumentano anche gli acquisti su internet e la lettura dei libri digitali. Ci fa piacere constatare che si accresce anche il numero dei lettori forti, tutti elementi positivi, che confermano l’efficacia degli sforzi che il Centro per il libro ha avviato e continuerà a perseguire con le proprie campagne di promozione della lettura”.“I nuovi dati completano la fotografia di un mondo che sta mutando. Le novità, determinate dalla brusca accelerazione che la pandemia ha imposto, saranno oggetto di ulteriore analisi: è infatti fondamentale utilizzare al meglio i dati raccolti dall’indagine per ideare e realizzare progetti e soluzioni sempre più in linea con le esigenze dei lettori e le tendenze di un mercato in continua evoluzione” ha dichiarato Angelo Piero Cappello, direttore del Centro per il libro e la lettura. “I dati sulla lettura sono allineati al trend di ripresa delle vendite e sono un incoraggiamento sia per gli editori che per le istituzioni pubbliche, che molto hanno fatto in questi mesi a sostegno del mondo del libro – ha commentato il presidente di AIE, Ricardo Franco Levi –. Non siamo però ancora fuori dall’emergenza: il periodo natalizio sarà cruciale e, d’altra parte, i rapidi cambiamenti nelle modalità di lettura e acquisto impongono nuove sfide per tutta l’editoria”.

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Sicilia apre prima volta depositi reperti

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2020

La Sicilia, per la prima volta, rende fruibile al pubblico, l’immenso patrimonio artistico conservato nei depositi. Dalla Sicilia un modello innovativo di valorizzazione del patrimonio artistico che apre ai privati la possibilità di partecipare alla gestione del Patrimonio Culturale.“Il decreto della Regione in seguito alla Carta di Catania introduce due novità: da una parte sarà possibile ammirare il patrimonio artistico – culturale che è nei depositi e dall’altra prevede l’obbligo per i concessionari di assumere un professionista laureato in discipline attinenti il patrimonio culturale, che assume il ruolo di Conservatore tecnico. Partendo dal concetto che il patrimonio culturale appartiene a tutti – ha dichiarato Rosalba Panvini, già Soprintendente ai Beni Culturali di Catania e attuale esponente di rilievo del Comitato Tecnico Scientifico di ArcheoClub D’Italia nazionale – e non soltanto alle istituzioni, e dalla constatazione che i depositi di beni culturali sono spesso poco consoni al loro scopo, che conservano migliaia di oggetti provenienti da confische a soggetti privati che li detenevano illegalmente, ed ormai decontestualizzati, e altrettante migliaia di reperti archeologici rinvenuti decenni or sono a seguito di regolari campagne di scavo, mai editi, si è ritenuto opportuno individuare norme che disciplinino la gestione dei contenuti di tali spazi al fine di rendere fruibili, almeno in parte, i beni in essi conservati al pubblico”.Ma ecco nel dettaglio la rivoluzione messa in campo dalla Regione Sicilia come modello per la valorizzazione del Patrimonio Nazionale. Dunque Concessionari privati potranno partecipare alla gestione del Patrimonio Culturale. “La Carta di Catania invoca i principi sanciti nel Codice dei Beni Culturali del 2004, circa la partecipazione dei soggetti privati nella gestione del Patrimonio Culturale. Questi ultimi potrebbero essere concessionari di beni sopracitati, per un periodo limitato di tempo, qualora posseggano spazi idonei in cui ospitarli, adeguatamente messi in sicurezza ed a fronte della corresponsione all’Amministrazione di servizi riguardanti il restauro di beni culturali – ha proseguito Panvini – la manutenzione degli stessi depositi ed altri interventi da effettuare sempre ed esclusivamente sotto il controllo del personale degli istituti concessionari e secondo le direttive da essi stessi impartite, mentre le soprintendenze restano gli unici organi responsabili della tutela dei beni eventualmente concessi ai soggetti estranei alla P.A. Per tale fine, gli istituti che conservano nei propri depositi questi beni predispongono, tramite i propri funzionari, appositi elenchi da pubblicare sul sito dell’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana. Per la redazione degli elenchi si possono avvalere dei Catalogatori e degli Esperti Catalogatori, ossia di quelle figure professionali assunte per tale compito da una Società di servizi che lavora per conto della Regione; nell’attività possono essere coinvolti studenti universitari, che, in qualità di tirocinanti, anche per preparare le proprie tesi di laurea, operano già da tempo all’interno degli istituti di cultura”.E’ chiaro che, oltre ai privati, anche gli enti pubblici potranno partecipare alla concessione, alle stesse condizioni, che poi sono quelle che normalmente già si applicano in caso di prestiti per mostre ed eventi. Tutto questo contribuirebbe a veicolare, anche al di fuori dei confini della Sicilia, la conoscenza di una parte non certo esigua di un patrimonio culturale, al momento, non fruibile dalla cittadinanza”.“Dunque le garanzie a tutela del patrimonio ci sono. Sarà importante, nell’Italia del post – Covid aprire alla valorizzazione del patrimonio “invisibile” e spesso dimenticato nei depositi di Musei e Soprintendenze regionali. Tutto questo per risolvere quelle criticità strutturali e di personale – ha concluso Rosario Santanastasio, Presidente Nazionale di ArcheoClub D’Italia – che si sono accumulate negli anni con innumerevoli ritardi. L’auspicio è che si possa avviare anche un iter parlamentare e conseguenziale dibattito a livello nazionale. Non è escluso che in questo modo si possano stimolare la ricerca e l’occupazione e sviluppare anche un maggior senso di partecipazione nei cittadini del posto, del territorio”. http://giusepperagosta.it/

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Computer in comodato d’uso agli studenti: pubblicata la graduatoria

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2020

È stata pubblicata sul sito web di Ateneo, alla pagina https://www.unipr.it/node/28441, la graduatoria relativa al bando per l’assegnazione di 540 computer portatili in comodato d’uso agli studenti. Per agevolare gli studenti nella fruizione della didattica a distanza e contenere il divario digitale, insieme ai computer portatili l’Università assegnerà anche SIM dati (con traffico di 100GB al mese) e modem. La graduatoria pubblicata è relativa alla prima tranche di assegnazione (375 aventi diritto). A inizio 2021 sarà pubblicato un ulteriore bando per la seconda tranche di assegnazione. «Si tratta di una misura che ci rende particolarmente orgogliosi, e che abbiamo adottato anche grazie ai finanziamenti stanziati ad hoc dal Ministero. Mettere tutti nelle condizioni di poter accedere alle attività didattiche, anche da remoto, è sempre stato uno degli obiettivi che ci siamo posti, fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria. È un tema cruciale, che attiene al diritto allo studio e alle pari opportunità», ha dichiarato il Rettore Paolo Andrei. Stanti le difficoltà del mercato, connesse alla situazione generalizzata di emergenza, i dispositivi saranno consegnati in luogo e data che saranno comunicati successivamente.

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Allianz: nel 2021 nuovi rischi a causa di insolvenze, minacce informatiche e adempimenti ESG

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2020

La pandemia di Covid-19 ha creato un ambiente altamente volatile e incerto per le imprese, determinando una serie di nuovi o aggravati rischi per amministratori e dirigenti (D&O), oltre ad inasprire la situazione in un mercato assicurativo D&O già teso, secondo quanto emerge dal nuovo rapporto Directors and Officers Insurance Insights 2021 di Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS).L’aumento dell’esposizione all’insolvenza, le crescenti minacce alla sicurezza informatica e la persistente attività di class action relative a strumenti finanziari sono tra i principali rischi per i quali gli amministratori e i manager delle aziende potrebbero essere ritenuti responsabili. Nel 2021, le imprese devono anche essere preparate ad affrontare controversie causate da eventi che possono derivare da fattori scatenanti come la scarsa attenzione alla diversity o alla sustainability, oppure derivanti dalla sottovalutazione o errori di interpretazione dei rischi legati al Covid-19.La crescita del numero di cause legali e l’aumento della frequenza e della gravità delle richieste di risarcimento hanno già determinato negli ultimi anni un contesto difficile per il settore assicurativo D&O. I rapporti Sinistri/Premi sono stati superiori al 100% in molti mercati nel mondo, tra cui Regno Unito, Stati Uniti e Germania. All’inizio del 2020 il mercato si stava riallineando, prima di essere duramente colpito dall’attuale pandemia e dalla crisi economica. Gli attesi warning circa le insolvenze sono tra le principali preoccupazioni del settore assicurativo D&O, poiché l’insolvenza è tra le primarie cause dei sinistri D&O stessi – i commissari di solito tendono a recuperare le perdite attraverso gli amministratori. Secondo Euler Hermes, la grande massa di questi avvisi arriverà durante la prima metà del 2021 e l’indice di insolvenza globale presumibilmente raggiungerà un picco di fallimenti fino al 35% entro la fine del 2021; i maggiori aumenti sono previsti negli Stati Uniti, in Brasile, in Cina e nei principali paesi europei come Regno Unito, Italia, Belgio e Francia. “La graduale eliminazione delle politiche governative temporanee di sostegno alle aziende è una delle maggiori preoccupazioni per il 2021”, afferma David Van den Berghe, Global Head of Financial Institutions di AGCS.Le aziende devono anche affrontare la costante evoluzione delle minacce alla sicurezza informatica, poiché gli attacchi ransomware e le violazioni dei dati continuano ad essere in aumento con il passaggio al lavoro da remoto dovuto a Covid-19 che acuito le vulnerabilità della sicurezza. Gli investitori considerano la gestione del rischio informatico e l’adeguatezza degli standard di sicurezza come una componente critica delle responsabilità di supervisione di un consiglio di amministrazione. Le class action, in particolare negli Stati Uniti sono un rischio fondamentale per qualsiasi consiglio di amministrazione anche se, secondo la Cornerstone Research, le nuove class action statunitensi sugli strumenti finanziari hanno registrato un rallentamento di circa il 18% durante il primo semestre del 2020 rispetto al 2019. Questo è dovuto in gran parte all’interruzione delle attività commerciali e giudiziarie causata dalla pandemia.

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Melanoma, una visita sotto l’albero

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2020

Sabato 19 dicembre dalle 8:00 alle 13:00, gli specialisti del San Gallicano faranno visite di controllo gratuite dei nevi presso gli ambulatori di dermatologia oncologica e il Centro Avanzato per la Salute della Donna di Palazzo Baleani. Per fare la visita è obbligatoria la prenotazione tramite il sito di APaIM http://www.apaim.it, oppure al numero 3290843923 attivo ogni giorno dalle 10.00 alle 12.00. Fino a qualche tempo fa, il melanoma era ritenuta una malattia rara e contava 7000 casi l’anno in Italia, negli ultimi anni questo numero è cresciuto in maniera vertiginosa arrivando a 14.000 nuovi casi l’anno. Purtroppo questo non è l’unico dato allarmante, in questi anni si è abbassata di molto l’età dei pazienti colpiti. Sempre più giovani si ammalano e arrivano dallo specialista con una diagnosi già avanzata. Questo perché si fa ancora troppa poca prevenzione, e il rischio di malattia viene sottovalutato. L’emergenza Covid-19 non ha certo arrestato la marcia e, anzi, ha spesso rallentato le diagnosi precoci, rendendo metastatica la malattia, anche a causa dei timori da parte delle persone di contrarre il virus durante screening e follow- up. La giornata ha il patrocinio della Società italiana di dermatologia SIDEMAST.

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Bando Ricerca clinica

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2020

Il 2020 si è rivelato un anno senza precedenti sotto molti aspetti, un anno in cui la tecnologia ha confermato di avere un ruolo sempre più cruciale nella vita personale e professionale di ognuno di noi. Anche a livello scientifico la digitalizzazione sta assumendo un’importanza crescente, infatti l’innovazione si sta dimostrando fondamentale per garantire continuità e valore alla ricerca clinica condotta nel nostro Paese e renderla competitiva a livello internazionale. A tal proposito, il presente Bando ha voluto sostenere e promuovere l’inserimento di figure professionali esperte e qualificate che, anche in risposta alla regolamentazione europea nell’ambito della ricerca, sono sempre più richieste: i coordinatori di ricerca, chiamati anche Data Manager, che sono il punto di riferimento per il coordinamento delle diverse attività e risorse coinvolte all’interno dei trial clinici. Il Bando “Roche per la ricerca clinica” che per la prima edizione si è focalizzato sulle figure di Data Manager, ha premiato 16 candidati tutti under 40, che grazie al finanziamento ricevuto potranno operare per 12 mesi presso gli enti pubblici o privati di riferimento supportando la ricerca e consolidando le proprie competenze per gestire al meglio gli studi clinici, portando così non solo ad un miglioramento della qualità della ricerca stessa ma anche della sicurezza dei pazienti che vi partecipano. L’essenzialità della figura di coordinatore di ricerca, che pur esistendo da tempo ha iniziato ad essere riconosciuta solo di recente, è ormai evidente a livello nazionale non solo per l’ordinaria gestione del dato, ma soprattutto per il coordinamento delle procedure e di tutto il personale coinvolto nei trial clinici. Gli Enti vincitori, infatti, provengono da diverse regioni d’Italia: dall’Ospedale Maggiore (AUO) di Novara all’Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione (ISMETT) di Palermo, dallo Spedali Civili di Brescia al Gruppo Oncologico Italiano di Ricerca (GOIRC) di Parma, proseguendo con la Fondazione Italiana Linfomi (FIL ONLUS) e l’Azienda Ospedaliera Antonio e Biagio Arrigo di Alessandria, l’Azienda Sanitaria Regionale Unica (ASUR Marche3), l’Ospedale di Monza, il Pascale di Napoli, l’Ospedale Sant’Anna di Ferrara, la Fondazione GONO (Gruppo Oncologico del Nord Ovest), l’Ospedale San Martino e Galliera di Genova. Con l’occasione, Roche ha lanciato la nuova edizione del Bando che si apre anche agli Infermieri di ricerca, figura determinante che contribuisce in prima persona alla buona riuscita degli studi clinici attraverso la gestione dei trattamenti, l’educazione terapeutica al paziente e alla famiglia, in modo da aumentarne l’aderenza e il conseguente mantenimento all’interno dello studio. Il nuovo Bando, che parte oggi e si chiuderà il 15 aprile 2021, sosterrà 10 candidati per un finanziamento complessivo di euro 300.000 – euro 30.000 per ciascuna candidatura. I candidati, selezionati e valutati sempre da Fondazione Gimbe, svolgeranno per 12 mesi attività di ricerca clinica non sponsorizzata da aziende farmaceutiche o biomedicali nelle aree terapeutiche oncologia, ematologia oncologica, neuroscienze, malattie respiratorie, reumatologia e coagulopatie ereditarie.

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Antitrust: avviata preistruttoria su prezzi treni

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2020

L’Antitrust ha trasmesso ieri una richiesta di informazioni alle principali compagnie di trasporto ferroviario (Trenitalia e NTV) in relazione all’offerta dei collegamenti sulle principali tratte e al significativo aumento dei prezzi dei biglietti che si registra in alcune giornate del periodo 15 dicembre 2020-15 gennaio 2021. “Bene, ottima notizia. Si faccia subito chiarezza! E’ evidente che si tratta di una speculazione intollerabile rialzare i prezzi in modo esorbitante. I rincari ci sono sempre stati nei momenti di maggiore richiesta, così come negli orari di punta, ma non in modo così consistente. Inoltre è inaccettabile che avvenga durante un momento di così grande difficoltà per il Paese e per i viaggiatori” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

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Istat fatturato: recupero troppo flebile

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, a ottobre, su base mensile, sale sia il fatturato dell’industria (+2,2%) che gli ordinativi (+3%).”Un recupero troppo flebile. Il lieve ribalzo di ottobre non basta nemmeno a recuperare la perdita registrata a settembre. Rispetto ad agosto, infatti, il fatturato è ancora inferiore dello 0,8%, gli ordini addirittura del 2,7%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se poi si confrontano i dati di oggi con quelli dell’inizio dell’anno, il fatturato di ottobre risulta inferiore, nei dati destagionalizzati, del 4,5% su gennaio, ultimo mese pre-pandemia, e del 2,4% su febbraio, ultimo mese pre-lockdown, percentuale che sale, rispettivamente, al 7,2% e al 5,7% per il fatturato estero. Gli ordini, invece, hanno già recuperato il gap, segnando un +0,8% su gennaio e un +3,5% su febbraio. Un segnale positivo” conclude Dona.

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Osservatorio NPE realizzato da CRIBIS Credit Management

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2020

E’ la prima edizione della società del Gruppo CRIF specializzata nella gestione in outsourcing dei processi di collection e di NPL management, con l’obiettivo di fornire una visione complessiva e costantemente aggiornata del mercato rispetto al rischio di credito e alla dinamica delle procedure giudiziali.L’analisi dei tassi di default nel periodo compreso tra giugno 2016 e giugno 2020 mostra un andamento decrescente, in misura contenuta per le persone fisiche, più marcato per le persone giuridiche e ancora più pronunciato per le società di capitali. In particolare, nell’ultima rilevazione le persone giuridiche presentano un tasso di default compreso tra 2,5% e 3,5%, mentre per le persone fisiche questo è inferiore al 2%, seppur in crescita sotto la pressione dello shock economico causato dalla pandemia.Considerando l’andamento degli stock di mercato degli NPE tra dicembre 2015 e giugno 2020, si evidenzia un trend decrescente delle posizioni deteriorate, che passa da circa 300 miliardi di € a poco più di 110 miliardi di €, con una riduzione più consistente tra il 2017 e il 2018.Infine, la suddivisione in base alla tipologia di soggetti non finanziari mostra che il 77% dei crediti deteriorati presenti sul mercato a giugno 2020 è imputabile alle Società non Finanziarie (cioè società di capitali, società di persone e società semplici o di fatto con più di 5 addetti), con uno stock in netta contrazione rispetto a dicembre 2015, dovuto principalmente alla riduzione delle sofferenze. Alle Famiglie produttrici (che comprendono imprese individuali e società semplici) è invece imputabile l’8% dello stock di crediti deteriorati rilevato a giugno 2020, mentre alle Famiglie consumatrici è riferibile il rimanente 15% dello stock.

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Comunità di San Egidio: “Gli anziani e la Bibbia”, una lettura spirituale della terza età

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2020

Da sempre è il sogno antico dell’umanità: vivere il più a lungo possibile. Ovviamente stando bene: circondati dall’affetto e dal sostegno di familiari, vicini, amici e delle istituzioni. E invece? Sì, i dati dicono che l’età media della vita si è alzata, ma che per molti questa benedizione può diventare una maledizione, di certo un problema. In quest’ambito, poi, la mancanza di una visione completa si trasforma in un handicap per una società invecchiata. E se, insieme ai resoconti delle indagini sociologiche, statistiche, demografiche, riaprissimo anche la Sacra Scrittura? Potremmo trovarci spunti utili per un approccio a questa vasta tematica? “La lettura della Bibbia aiuta a comprendere meglio il valore degli anziani: come facciano parte, in maniera rilevante, della storia umana e religiosa”, osserva Andrea Riccardi, lo storico fondatore di “Sant’Egidio”, aprendo le pagine del nuovo libro voluto dalla Comunità “Gli anziani e la Bibbia”, sottotitolo “Letture spirituali della vecchiaia”, spiegando il senso di questa riflessione corale su diverse figure bibliche cariche di anni. Nel libro, infatti, ecco le testimonianze di Noè (che sopravvive al diluvio e oggi ha parecchio da dirci), Abramo (l’amico di Dio, con la sua piccola storia rurale che diventa universale e decisiva per tutto il mondo), Noemi (che attraverso Rut trova una nuova fecondità e un principio di vita che non finisce), Eli (con il figlio adottivo Samuele che sostituisce pian piano gli altri figli nella vita di quell’anziano sacerdote del tempio) . E poi ecco stagliarsi i profili di Barzillai, Giobbe, Tobi, Eleazaro, Elisabetta e Zaccaria Simeone e Anna, Nicodemo… Tutti messi in relazione allo scorrere della vita quotidiana, resi vicini e attuali nella lettura intensamente spirituale degli autori, quasi a nome di un’intera comunità, una realtà che ha dietro di sè decenni di amicizia con gli anziani. Non solo. Questo volume, riprende in forma nuova presso l’editrice Morcelliana la collana “Cieli aperti” avviata insieme alla Comunità di Sant’Egidio nel 1987 da Stefano Minelli, editore di grandi autori del pensiero contemporaneo e particolarmente attento alla lezione del Concilio Vaticano II anche nell’apertura degli orizzonti alla speranza e alla Parola. E per questo proprio al suo ricordo – alla vigilia del ventesimo anniversario della morte – e a quello della moglie Velleda è dedicato il volume. Il primo testo edito della collana fu Vangelo in periferia, prefato dal cardinale Martini, sulla presenza di Sant’Egidio nelle periferie romane.” In una nuova situazione, quando la Comunità di Sant’Egidio è ormai una realtà in varie parti del mondo, ma anche in un periodo complesso, segnato dalla crisi “globale” del coronavirus, riaprire questa Collana ha un significato particolare” – scrivono il vescovo Ambrogio Spreafico, don Francesco Tedeschi e Maria Cristina Marazzi, medico e docente universitario – “È la ricerca di nuovi ‘cieli aperti’, quelli di una visione del futuro, aperta alla speranza”. Gli anziani della Bibbia qui richiamati, in modi diversi, hanno avuto un rilievo nella storia per la loro fede e la loro umanità. “Forse abbiamo perso, in parte, il senso della ‘benedizione’, ma la Bibbia ci aiuta a recuperarlo. Ed è un senso della vita che s’irradia e si allarga a tutte le stagioni dell’esistenza”, scrive qui Riccardi. E aggiunge: “Porre gli anziani nel cuore della famiglia, della comunità o della società, è l’inizio di un cambiamento umano radicale, che abbiamo chiamato ‘rivoluzione comunitaria’. Gli anziani sono la ‘pietra d’angolo’ da cui ricominciare la ricostruzione della società”. Maria Cristina Marazzi, Ambrogio Spreafico, Francesco Tedeschi, Gli anziani e la Bibbia. Letture spirituali della vecchiaia, pagg. 224, euro 18, Morcelliana

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Rapporto Svimez: economia e società del Mezzogiorno alle prese con il Covid

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2020

Il Rapporto Svimez sull’economia e la società del Mezzogiorno è stato presentato dal Direttore Luca Bianchi il 24 novembre di questo anno e discusso dal Presidente del Consiglio, dal Ministro per il Mezzogiorno e dall’economista Lucrezia Reichlin.Il Rapporto è calato in una realtà quanto mai incerta, sia per quanto riguarda l’andamento della pandemia e della crisi connessa, sia per quanto attiene alla disponibilità, nei tempi e nella quantità, delle risorse del Fondo Europeo Next Generation e ai programmi di impiego da parte del Governo. Comprensibile, pertanto, la decisione della Svimez di modificare la struttura del Rapporto, estendendo l’analisi al successivo periodo Covid, così da portare elementi aggiornati di conoscenza nel dibattito in corso sulla “ricostruzione del Paese”.La documentazione statistica fornita indica che ben prima del Covid l’Italia si stava allontanando dal resto dell’Europa in termini di crescita, così come il Sud si stava allontanando dal Centro-Nord. E che anche gli interventi di sostegno del Governo nel periodo Covid non hanno impedito che il Mezzogiorno pagasse un prezzo più elevato per il maggior peso nella sua economia dei settori più colpiti (turismo, commercio) e per la maggiore fragilità del mercato del lavoro, le cui categorie più deboli (precari, autonomi, lavoratori in nero) hanno minori possibilità di accesso alla tutela dei redditi fornita dallo Stato. Ma ora c’è un fatto nuovo che può determinare una svolta nella politica nazionale.Prima o poi le risorse europee saranno disponibili e il loro impiego nelle direttrici già individuate di uno sviluppo verde e digitale può costituire un’opportunità per un riallineamento del Mezzogiorno agli standard economici e sociali del Centro-Nord. Problema decisivo sarà la redistribuzione di tali risorse: quanta parte sarà destinata a investimenti aggiuntivi con cui dare una spinta supplementare alla crescita, e quanta parte sarà destinata a sostenere progetti già in cantiere, sostituendo – in tal caso – i prestiti del mercato con i prestiti più convenienti europei.Più alta sarà la quota degli investimenti aggiuntivi, maggiore potrà essere il beneficio che il Mezzogiorno potrà trarne. Il Rapporto Svimez sostiene tale giudizio con una simulazione econometrica che individua per gli investimenti aggiuntivi un moltiplicatore di reddito più sostenuto nel Mezzogiorno che nel Centro-Nord.Il rafforzamento della capacità produttiva del Mezzogiorno, in un contesto competitivo meglio attrezzato, favorirebbe una convergenza fra le due aree e, per questa via, un più accelerato percorso di crescita per il Paese.Non m’è dato sapere quanto peso abbiano, nella simulazione Svimez, variabili quali la qualità delle istituzioni pubbliche locali e la presenza di organizzazioni criminali, che da sempre condizionano la capacità di spesa pubblica del Mezzogiorno.I ritardi e le inefficienze nell’utilizzo delle risorse europee dei Fondi di Coesione non sono certo un buon viatico per quando le risorse da gestire saranno ben maggiori.Si pone allora l’interrogativo: su quali gambe istituzionali dovranno poggiare i nuovi progetti europei? Un dibattito è aperto nei paesi sull’assetto istituzionale più appropriato, con la proposta del Governo di una struttura piramidale facente capo alla Presidenza del Consiglio e sostenuta tecnicamente da esperti esterni. Una soluzione politica tecnocratica che porrebbe complicati problemi di coordinamento con le strutture operative delle amministrazioni centrali, regionali e locali, senza contare l’indebolimento della collegialità del Governo.Per quanto riguarda il Mezzogiorno, la sfida aperta dalla gestione dei progetti europei può costituire l’occasione per rafforzare la sua debole rete istituzionale promuovendo un più efficace funzionamento delle strutture di Governo locale e delle Pubbliche Amministrazioni. In funzione dei singoli progetti, individuare i centri di decisione, migliorare i meccanismi di coordinamento a livello politico e burocratico, valorizzare le risorse professionali esistenti e innescare nuove competenze esterne.Il ricorso, soprattutto nel Mezzogiorno, ai vari commissariamenti non ha dato i risultati sperati. Meglio investire sull’architettura istituzionale per la governance dell’utilizzo dei fondi europei quale perno per una modernizzazione dell’intero apparato pubblico del Mezzogiorno e del Paese. Gli investimenti sono importanti perché definiscono le opportunità di una collettività, ma sono le istituzioni e le regole condivise a realizzarle.

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Covid, Rotta: “Zaia autonomista solo a parole”

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2020

“In queste ore Zaia avrebbe l’occasione di dimostrare che l’autonomia tanto invocata può essere uno strumento per affrontare i problemi e non una parola vuota, e invece si dimostra incapace di decidere”, così la deputata Pd e presidente della Commissione Ambiente alla Camera, Alessia Rotta.“Di fronte ai drammatici numeri della pandemia e alla crisi del cosiddetto sistema Veneto, l’autonomia può attendere e le decisioni più dure e impopolari devono essere prese dal Governo nazionale. I primi di novembre, quando il quadro epidemiologico veneto era sotto controllo, il Presidente Zaia dichiarava che non servivano provvedimenti drastici e che le regioni in difficoltà avrebbero potuto aggiungere misure territoriali restrittive rispetto a quanto previsto dal governo. Bene, lo faccia perché ogni giorno che passa i contagi crescono, i medici lanciano grida d’allarme sempre più forti.” “E l’unica cosa che ha fatto il governatore – conclude Rotta – è sospendere le relazioni sindacali perché gli operatori e i sindacati hanno osato esprimere la loro preoccupazione. Credo che questo non sia il momento di tentennare ma di assumersi la responsabilità di decisioni, forse impopolari, ma assolutamente necessarie per la tutela della salute dei cittadini veneti.” https://www.linkedin.com/in/lorenzo-galli-torrini-32441519/

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Premio FERPI per la Comunicazione e le Relazioni Pubbliche

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2020

Martedì 22 Dicembre alle 18:00. Nasce per celebrare la professione del comunicatore e del relatore pubblico. È un premio che punta a incrociare i terreni della cultura comunicativa e relazionale con la persistente tensione al cambiamento delle società moderne. Annualmente, il comitato promotore assegnerà il premio ad una personalità che si sia distinta nel corso dell’anno per aver messo in campo percorsi di comunicazione di eccellenza, che oltre a perseguire gli obiettivi specifici dell’organizzazione di appartenenza abbiano avuto un impatto positivo più ampio sulla comunità di appartenenza e più in generale sulla società, contribuendo al consolidamento dei valori di trasparenza, etica e fiducia.La prima edizione del Premio viene a coincidere con la celebrazione del 50esimo anniversario della fondazione della Federazione Relazioni Pubbliche Italiana. Un anno unico e difficile per tutti, durante il quale i professionisti delle Relazioni Pubbliche e della Comunicazione hanno svolto un ruolo determinante per le organizzazioni aziendali, le pubbliche amministrazioni e con esse l’intero sistema-Paese, contribuendo con contenuti, nuovi format e iniziative a compensare il distanziamento sociale e a mantenere per quanto possibile un clima di fiducia. Durante la cerimonia di premiazione moderata da Ilaria Iacoviello, Giornalista SkyTG24 – interverranno: Rossella Sobrero, Presidente Ferpi, Alessandro Papini, Presidente Comitato Promotore del Premio FERPI per la Comunicazione e le Relazioni Pubbliche, Antonio Calabrò, Senior Advisor Culture Pirelli, con un keynote speech dal titolo “Rem tene, verba sequentur”, Amanda Succi, Delegata Ferpi Sicilia e la personalità che ritirerà il premio. Sono partner e sostenitori dell’iniziativa: Arti Grafiche Boccia, Canon Italia, Connexia, Eco della Stampa, Secursat, Sinergia network.Per seguire la diretta streaming: IlSole24ore.com Facebook – FederazioneRP

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Rossocinabro with the exhibition “Realities in the Making”

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2020

Rome. 21st December 2020 – 10th January 2021 Rossocinabro presents the most recent new works of 38 international artists. Many are the cultural differences in works of these artists, but from the opening of the Contemporary Day throughout 2021, the underlying theme will be plural identity. Some works offer a glimpse into an encounter between ordinary material life and all that lies behind it: dreams, visions, fantasies and unconscious images. They are interspersed with fragments of the mediated reality of screens and photographs. Others choose contrasting motifs by emphasizing the distinction between reality and fiction, darkness and light, rationality and irrationality, restriction and freedom, between outside and inside. However, this duality in these works is not tense or conflicting. The connections between the opposite poles are unstable, fluid and naturally change continuously. Some artists also represent a multifaceted and unstable world in often almost monochromatic colours. The objects are fragmentary, apparently unfinished, their forms dissolve as if to confirm that the authenticity of visible reality is a mere illusion.Therefore, the subjects of this exhibition are not integral but fragmented and they contain all these realities in becoming. This is probably why in some paintings, photos or sculptures often do not see a complete human figure, but its parts (faces, hands) or their substitutes (details of clothing, accessories). The allusions to the self-portrait testify to a personal and emotional approach to work. The artists argue with the tradition of the portrait and self-portrait genre but they distance themselves from the need to represent the individuality of the portrait. They speak in signs, visual metaphors and symbols that act as catalysts of emotions. The exhibition does not offer a clear and coherent narrative, but rather provides impulses that provoke the viewer’s experiences and evoke memories.

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Rossocinabro mostra “Realities in the Making”

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2020

Roma. 21 dicembre 2020 – 10 gennaio 2021 Via Raffaele Cadorna, 28 Rossocinabro presenta le più recenti novità di 38 artisti internazionali. Molte sono le differenze culturali nelle opere di questi artisti, ma dall’apertura della Giornata del Contemporaneo per tutto il 2021, il filo conduttore sarà l’identità plurale. Alcune opere offrono uno scorcio di un incontro tra la vita materiale ordinaria e tutto ciò che sta dietro: sogni, visioni, fantasie e immagini inconsce. Sono intervallati da frammenti della realtà mediata di schermi e fotografie. Altri scelgono motivi contrastanti enfatizzando la distinzione tra realtà e finzione, oscurità e luce, razionalità e irrazionalità, restrizione e libertà, tra esterno e interno. Tuttavia, questa dualità in queste opere non è tesa o conflittuale. Le connessioni tra i poli opposti sono instabili, fluide e cambiano naturalmente continuamente. Alcuni artisti rappresentano anche un mondo sfaccettato e instabile in colori spesso quasi monocromatici. Gli oggetti sono frammentari, apparentemente incompiuti, le loro forme si dissolvono come a confermare che l’autenticità della realtà visibile è una mera illusione. Pertanto, i soggetti di questa mostra non sono integrali ma frammentati e contengono tutte queste realtà in divenire. Questo è probabilmente il motivo per cui in alcuni dipinti, foto o sculture spesso non si vede una figura umana completa, ma le sue parti (volti, mani) o i loro sostituti (dettagli di abbigliamento, accessori). Le allusioni all’autoritratto testimoniano un approccio personale ed emotivo al lavoro. Gli artisti litigano con la tradizione del genere ritratto e autoritratto prendendo le distanze dalla necessità di rappresentare l’individualità del ritratto. Parlano in segni, metafore visive e simboli che fungono da catalizzatori di emozioni. La mostra non offre una narrazione chiara e coerente, ma piuttosto fornisce impulsi che provocano le esperienze dello spettatore ed evocano ricordi. Questa mostra è caratterizzata da intensità emotiva, suggestione psicologica e invita lo spettatore alla scoperta di sé. Artisti in evidenza: Janice Alamanou, Cecilia Álvarez, Alessandro Angeletti, Annabelle Art Gallery, Brian Avadka Colez, Ivana Bachová, Heike Baltruweit, Nicola Barth, Lord Nicolaus Dinter, Onno Dröge, Noemi Galavotti, Connie García Sainz, Evaldas Gulbinas, Michael Jiliak, Robert Kalin, Monika Blanka Katterwe, Alan Lacke Cairo, Rosana Largo Rodríguez, Fiona Livingstone, Christina Mitterhuber, Amanda Narain, Eve Neeracher, Roanne O’Donnell, Britta Ortiz, Ann Palmer, Marika Pentikäinen, Gerhard Petzl, Ludwika Pilat, Sal Ponce Enrile, Rebz, Belle Roth, Greta Schnall, Taka & Megu, Nancy van Wichelen, Stéphane Vereecken, Andre Visser, Marja-Riitta Vuorela, Renate West Curatore Cristina Madini. Una visita in un momento preferito può essere organizzata tramite e-mail: rossocinabro.gallery@gmail.com Gli eventi della Galleria Rossocinabro sono pubblicizzati dal supporto di YouTube, Instagram, Facebook e Twitter. Segui gli artisti in questa mostra https://www.rossocinabro.com/exhibitions/exhibitions_2020/204_realities_in_the_making.htm

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Malattie reumatologiche auto-immuni

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2020

È necessario rafforzare la cooperazione tra lo specialista reumatologo e lo pneumologo per gestire al meglio le complicanze polmonari che possono determinare diverse malattie reumatologiche auto-immuni. La gestione multidisciplinare risulta infatti fondamentale soprattutto per ottenere diagnosi precoci dell’interstiziopatia che può avere gravi conseguenze sulla salute generale del paziente. È quanto è emerso durante il meeting virtuale “I medical unmet needs e le prospettive future nelle ILDs” che si è svolto nelle scorse settimane e che è stato reso possibile con il supporto non condizionante di Boehringer Ingelheim. “Alcune patologie come la sclerodermia colpiscono non solo ossa e articolazioni ma anche organi interni come i polmoni – afferma il prof. Roberto Gerli, Presidente Nazionale della Società Italiana di Reumatologia (SIR) -. Le interstiziopatie sono molto frequenti e si determinano in seguito ad un danneggiamento delle cellule degli alveoli. Vanno individuate il prima possibile in quanto causano una progressione della patologia che può portare anche alla necessità di un trapianto di polmone. A seconda della sintomatologia, e di alcuni specifici valori clinici, le interstiziopatie possono essere prese in carico dallo pneumologo o dal reumatologo. Per tutti questi motivi riteniamo fondamentale una stretta collaborazione tra gli specialisti di diverse aree”. “Bisogna agire a livello informativo e formativo per migliorare il livello di conoscenza da parte dei pazienti, medici di famiglia e specialisti pneumologi, reumatologi, internisti – aggiunge il prof. Clodoveo Ferri, ex direttore della Cattedra di Reumatologia dell’Università di Modena e Reggio Emilia -. I clinici devono saper districarsi all’interno di quella particolare “area grigia” compresa tra le fibrosi polmonari idiopatiche e quelle secondarie a malattie autoimmuni sistemiche. Si tratta di una miscellanea di disordini che si manifestano clinicamente come interstiziopatia polmonare ma non sono facilmente inquadrabili in un disordine ben definito”. “La collaborazione multidisciplinare può consentire di effettuare non solo una diagnosi precoce ma anche garantire al paziente un percorso terapeutico idoneo – sottolinea il prof. Mauro Galeazzi, Past President SIR -. Importante è anche riuscire a intervenire in tempi congrui laddove risultasse necessario e attivare un sistema di assistenza e riabilitazione adeguato. Creare una rete, con un disease manager, in grado di captare a 360 gradi le necessità del paziente, permetterebbe di ottenere una maggiore individuazione del sommerso e migliori esiti. Inoltre è da apprezzare il ruolo fondamentale della telemedicina che consentirebbe di mettere realmente in pratica una collaborazione multidisciplinare. Infatti, il confronto con il medico di medicina generale e le Associazioni dei pazienti, unito alla medicina digitale e alla telemedicina consentirebbe di migliorare la presa in carico del paziente affetto da interstiziopatia con malattia reumatica autoimmune sul territorio”.

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Tutelare sovranità digitale e libertà d’espressione

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2020

Bruxelles. “La presentazione da parte della Commissione Europea del pacchetto legislativo del Digital Market Act e del Digital Service Act è un primo passo per la sovranità digitale europea e italiana, ma non abbastanza. Da troppo tempo, l’elusione fiscale degli “over-the-top” causa danni erariali consistenti e l’UE dovrà necessariamente dotarsi, in tempi brevi, di un meccanismo di tassazione che riporti equità nel mercato, anche evitando di aspettare le regole OCSE. La regolamentazione delle piattaforme e degli algoritmi è una posizione storica di FDI, così come la difesa della proprietà intellettuale e del copyright: spesso, le piattaforme digitali hanno evitato di remunerare equamente il lavoro creativo e, in molti casi, hanno censurato contenuti in maniera arbitraria, anche di natura giornalistica senza adire le sedi competenti giudiziarie od ordinistiche. Da parte nostra, resta fermo il principio secondo cui soltanto l’ autorità pubblica conserva la prerogativa di stabilire la liceità o meno di un contenuto online, e dunque il diritto ad autorizzarne l’eventuale rimozione. In questo quadro , ben venga la collaborazione da parte delle piattaforme private, nell’ottica dell’autoregolamentazione, purché essa sia iscritta in un sistema di controllo pubblico, che non lasci alcuno spazio a possibili abusi, o speculazioni di natura ideologica come spesso avviene. La sovranità digitale è il tema del nostro tempo e FDI sarà in prima linea.” Così Federico Mollicone e Nicola Procaccini, rispettivamente deputato Responsazione Nazionale Innovazione di Fratelli d’Italia ed europarlamentare di Fratelli d’Italia Coordinatore per il Gruppo dei conservatori e riformisti europei nella Commissione libertà civili giustizia e affari interni.

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Il PE approva la legge sulla condizionalità dello Stato di diritto

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2020

Bruxelles. Secondo il nuovo regolamento, i pagamenti del bilancio dell’UE possono essere sospesi per i Paesi UE in cui sono state accertate violazioni dello Stato di diritto che compromettono la gestione dei fondi UE. Allo stesso tempo, l’UE garantirà che i beneficiari finali non finiscano per pagarne il conto.”L’UE non è un’istituzione à la carte, dove si possono mantenere i propri diritti ma non si rispettano i propri obblighi. È una comunità basata su valori comuni che gli Stati membri e i cittadini devono sostenere. Il meccanismo che lega il bilancio dell’Ue al rispetto dello Stato di diritto adottato oggi è un risultato importante per il Parlamento”, ha detto l’altra relatrice Eider Gardiazabal Rubial (S&D, ES). “Il Parlamento europeo ha fatto in modo che le sanzioni di bilancio previste da questo regolamento siano rivolte direttamente ai trasgressori e non ai beneficiari finali. Studenti, ricercatori, aziende e ONG non saranno colpiti, poiché abbiamo inserito una rete di sicurezza per proteggerli”, ha concluso.Dopo aver accertato l’avvenuta violazione, la Commissione proporrà l’attivazione del meccanismo di condizionalità nei confronti di un governo UE e, successivamente, taglierà o congelerà i pagamenti a quello Stato membro dal bilancio europeo.Il Consiglio disporrà quindi di un mese di tempo per votare sulle misure proposte dalla Commissione (o tre mesi in casi eccezionali), a maggioranza qualificata.I deputati sono riusciti ad accorciare i tempi per l’adozione delle misure contro uno Stato membro nel caso di rischi di violazione dello Stato di diritto, ad un massimo di 7-9 mesi (piuttosto che da 12 a 13 mesi).La nuova legge non si applica solo quando i fondi UE vengono utilizzati direttamente in modo improprio, come nei casi di corruzione o frode, ma anche alle violazioni sistemiche dei valori fondamentali che tutti gli Stati membri devono rispettare, come la democrazia o l’indipendenza del potere giudiziario, quando tali violazioni riguardano – o rischiano di riguardare – la gestione dei fondi UE.

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Politica agricola: norme transitorie e 8 miliardi di euro per la ripresa

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2020

La nuova legge UE, approvata mercoledì con 653 voti favorevoli, 19 contrari e 22 astensioni, proroga l’applicazione delle norme esistenti della politica agricola comune (PAC) fino alla fine del 2022. Ciò garantisce che i pagamenti agli agricoltori e ai beneficiari dello sviluppo rurale possano continuare.I Paesi UE saranno in grado di rendere più facile, per gli agricoltori, ricevere un indennizzo per le perdite causate da avversità atmosferiche, da epizoozie o fitopatie e da infestazioni parassitarie. Il Parlamento ha inoltre introdotto alcune misure che offrono ai Paesi UE un margine di manovra maggiore per il sostegno agli agricoltori, soprattutto durante la crisi COVID-19. Inoltre, i deputati hanno ottenuto di prolungare oltre i tre anni la durata dei nuovi programmi pluriennali di sviluppo rurale incentrati sull’agricoltura biologica, sul clima e sulle misure ecocompatibili, includendo nel pacchetto di misure anche i progetti per il benessere degli animali.Le modalità, recentemente concordate, per l’utilizzo da parte di agricoltori, produttori alimentari e per le aree rurali degli 8 miliardi di euro in aiuti per finanziare la ripresa dalla crisi COVID-19 nei prossimi due anni sono anch’esse parte dell’accordo complessivo. Circa il 30% di tali fondi sarà disponibile nel 2021, mentre il restante 70% sarà erogato nel 2022. Almeno il 37% dei finanziamenti dovrà essere destinato alla ripresa degli agricoltori biologici, alle azioni legate all’ambiente e al clima, e al benessere degli animali. Il 55% del fondo sosterrà gli investimenti aziendali che contribuiscono a una ripresa economica resiliente, sostenibile e digitale, e le start-up di giovani agricoltori.

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47,5 miliardi di euro alle regioni per affrontare le conseguenze immediate del COVID-19

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2020

Bruxelles. I deputati hanno dato il via libera a aiuti UE extra per le regioni, in risposta alla pandemia di COVID-19 e alle sue conseguenze sociali e sanitarie.Il Parlamento ha approvato REACT-EU, un pacchetto da 47,5 miliardi di euro per contribuire a mitigare gli effetti immediati della crisi di COVID-19 nelle regioni dell’UE. L’iniziativa è stata approvata con 654 voti favorevoli, 23 contrari e 17 astensioni. Gli aiuti saranno erogati attraverso i Fondi strutturali dell’UE. Sono stati stanziati 37,5 miliardi di euro per il 2021 e 10 miliardi di euro per il 2022. Le operazioni di REACT-EU sono ammissibili al finanziamento dal 1° febbraio 2020, con effetto retroattivo. Le risorse possono essere spese fino alla fine del 2023.I paesi UE potranno destinare parte delle risorse al Fondo sociale europeo, al Fondo per gli aiuti europei agli indigenti (FEAD), all’Iniziativa a favore dell’occupazione giovanile e ai programmi transfrontalieri (Interreg). Gli investimenti si concentreranno sui settori più colpiti dalle ripercussioni economiche della pandemia.

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