Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Archive for 19 dicembre 2020

Prevenire e curare: Carmine Melino award lecture

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

Il prossimo 21 dicembre, dalle 14:30 alle 16, il dr. Giuseppe Ippolito terrà la “Carmine Melino Award Lecture”, in diretta streaming, nel centenario della nascita del professor Carlo Melino, professore di Igiene presso l’Università di Roma Sapienza. L’intervento di Ippolito si intitola “COVID-19: i numeri dicono sempre la verità?” e passerà in rassegna le sfide senza precedenti che l’attuale pandemia causata dal virus SARS-CoV-2 pone alla comunità scientifica e a tutti i cittadini: da una parte le misure di restrizione mirate a limitare il contagio che riducono i rischi per la salute ma pongono un insostenibile stress al sistema economico; dall’altra, la ricerca scientifica che investe sforzi e risorse nello sviluppo di cure, nuovi farmaci e vaccini.

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Programmare le attività con i blocchi di tempo

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

Disponibile in tutte le librerie TIME BLOCK PLANNER DI CAL NEWPORT, prodotto edito da Roi Edizioni. Non è la classica agenda, non è un calendario, non ha una scadenza, ma si tratta di un vero e proprio percorso utilizzabile per 3 mesi il cui scopo è non perdere tempo e concentrazione, focalizzandosi solo su quelle attività che decidiamo siano le più importanti e fondamentali da svolgere. CAL NEWPORT – docente di Computer Science alla Georgetown University e autore di libri di grande successo – è riuscito negli ultimi 15 anni a raggiungere i suoi eccellenti risultati professionali applicando il metodo dei blocchi di tempo, che gli ha garantito una produttività alle stelle lavorando molto di rado dopo le 17.30. Il segreto del time blocking è pianificare in anticipo come trascorrere ogni minuto della giornata dividendo il tempo in blocchi a cui si assegna un’attività specifica: quindi, più obiettivi importanti raggiunti, zero sprechi di tempo, meno stress.Com’ è composto il planner? Sulla pagina destra c’è la griglia del time blocking: è qui che si inseriscono la pianificazione delle fasce temporali per un determinato giorno. Sulla pagina a sinistra due colonne consentono di annotare gli impegni o le idee che si presentano inaspettatamente mentre si sta svolgendo l’attività prevista in una specifica fascia temporale. Prendendo nota di queste “intrusioni” appena si manifestano, con l’intenzione di affrontarle in seguito, si eviterà di distrarsi. Sulla pagina a sinistra, inoltre, è presente anche un riquadro dove tenere traccia di alcuni dati che permetteranno di valutare i comportamenti giusti anche per il futuro. Importante in questa pianificazione è comunque la flessibilità: bisogna essere sempre pronti a modificare la pianificazione qualora sorgessero novità o imprevisti, programmare un po’ più tempo di quanto necessario a ogni attività in modo da avere sempre un margine per gestire lungaggini o imprevisti e considerare, inoltre, di dedicare dei blocchi alla lettura di e-mail e messaggi in modo che questi non diventino scuse per distrarsi. E’ disponibile in tutte le librerie e store digitali al prezzo di 22 €.

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Al Maestro Arlia il compito di valorizzare le opere inedite del compositore Francesco Cilea

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

Il Maestro Filippo Arlia avrà il prestigioso compito di procedere alla valorizzazione delle opere inedite del compositore calabrese Francesco Cilea. Il Maestro Arlia, pianista e direttore d’orchestra di fama internazionale, si occuperà, coadiuvato da Raffaele Cacciola titolare della casa editrice ESPM Musica , della catalogazione e della valutazione dei manoscritti, degli spartiti, delle partiture e delle bozze costituenti il materiale a suo tempo donato alla Città di Palmi dal Maestro Cilea e custodito presso la Casa della Cultura “Leonida Repaci”. Il Maestro Arlia si è detto onorato di assumere un incarico così prestigioso: “Francesco Cilea – ha commentato – è stato un grandissimo compositore, interpretato da tenori come Enrico Caruso, primo interprete del Lirico di Milano, fino a Pavarotti con l’Arlesiana. È una grande emozione poter valorizzare e divulgare il suo patrimonio musicale ancora inedito”. La delibera “Tutela e valorizzazione del patrimonio inedito del Maestro Francesco Cilea di proprietà comunale. Iniziative e direttive”, approvata dalla Giunta del Comune di Palmi lo scorso 11 novembre, rientra nell’ambito del progetto culturale “La Città di Palmi e la Musica – una nuova cultura integrata”. Filippo Arlia dichiara: “Nella Casa della Cultura di Palmi ci sono centinaia di numeri di catalogo del Maestro Cilea, tra cui composizioni cameristiche, per orchestra da camera, per pianoforte, per violoncello e addirittura opere liriche inedite come la Tilda. Un patrimonio del genere, al giorno d’oggi, é inestimabile, considerando che il repertorio della musica classica é ormai completamente esaurito e sperimentato. Un plauso é da rivolgere all’amministrazione comunale, che con intelligenza e competenza vuole valorizzare questo patrimonio portandolo alla luce”. Agenzia giornalistica 9Colonne

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Bankitalia: nuovo record debito pubblico a 2.587 mld

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

Nuovo record del debito pubblico, che a ottobre ha raggiunto i 2.586,966 mld. “Ennesimo record storico! Ormai, per via dell’emergenza Covid, andrà sempre di male in peggio. Considerati i dati Istat di oggi sulla popolazione residente, è come se ognuno avesse un debito di oltre 43 mila euro, 43.375 euro. A famiglia si tratta di un debito pari a quasi 99 mila euro, 98.767 euro per la precisione” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

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Il British Council annuncia il piano programmatico 2021

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

Il British Council presenta all’indomani della conclusione della sua prima Stagione culturale digitally-led – nata dalla collaborazione tra partner nel Regno Unito e in Italia – le priorità per le future relazioni bilaterali tra i due Paesi e le prospettive di sviluppo comune a supporto della cultura, delle politiche sociali e di un futuro sostenibile.“La Stagione Culturale 2020 appena conclusasi lascia un’importante eredità di cui intendiamo tenere conto e sulla cui base abbiamo sviluppato un piano programmatico di iniziative e impegni istituzionali per il 2021. Insieme ai nostri partner in Italia e nel Regno Unito intendiamo ripartire dalla cultura per il rilancio economico e sociale delle nostre comunità portando avanti lo spirito di ottimismo seminato durante la Stagione” ha anticipato Rachel Launay, Country Director Italia del British Council.Se nel trimestre appena passato i due Paesi si sono presentati coesi nel dare forma a risposte culturali globali al Covid-19, favorendo con il format dei Culture Salons importanti occasioni di confronto e di dibattito tra noti esponenti istituzionali e professionisti dell’Arte e della Cultura, l’impegno bilaterale guarda già al prossimo futuro.Dalla leadership del G6 (Gruppo dei sei dell’Unione Europea) e del G20 e il suo impatto sulla scena globale, alla collaborazione sulla COP26 per la costruzione di un futuro sostenibile, la cooperazione tra i due Paesi prosegue nell’intento di porre la cultura al centro.

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Un retinoide topico per l’acne del tronco

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

Galderma ha annunciato la disponibilità in Italia di trifarotene 50 µg/g crema, il primo retinoide topico studiato specificamente per l’acne moderata sia del tronco (spalle, torace e dorso) che del volto, in pazienti a partire dai 12 anni di età.L’acne è una malattia cronica della pelle che colpisce in Europa circa 70 milioni di persone. L’acne non è assolutamente una cosa da ragazzi. Anzi, spesso e volentieri persiste anche oltre l’età adolescenziale, tanto che oltre 19 milioni di adulti, esattamente la metà degli italiani di età compresa tra i 15 e i 64 anni, sono potenzialmente a rischio; inoltre il 50% dei pazienti con acne del volto presenta anche lesioni al tronco. I più comuni effetti a lungo termine dell’acne sono la pigmentazione post-infiammatoria e le cicatrici, presenti in oltre il 40% dei pazienti. Trifarotene 50 µg/g crema è l’unico retinoide topico che si rivolge specificamente al recettore gamma dell’acido retinoico (RAR-Ƴ), il RAR più comune sulla cute, per contrastare i meccanismi che causano l’acne: agisce sulla cheratinizzazione dei follicoli, limita l’infiammazione e riduce la formazione di microcomedoni, i precursori delle lesioni dell’acne.

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Confcommercio: consumi, -16% a novembre

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

Secondo l’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) in quantità, a novembre si registra una caduta dei consumi del 16% rispetto a novembre 2019, -39,3% per i servizi.”Un autunno nero, che prefigura un Natale in bianco. I dati di oggi della Confcommercio attestano un crollo a dir poco angosciante, dal -84% dei servizi ricreativi al -70% degli alberghi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ma il dato meno scontato, anche se in linea con quanto da noi previsto, è il fallimento del Black Friday. La voce elettrodomestici, tv ed altri apparecchi, quella che storicamente ha più sfruttato le vendite promozionali di fine novembre, segna un -13,8%. Come sostenuto settimane fa, nulla era già perduto per i commercianti, essendo le vendite del Black Friday prevalentemente vendite di Natale anticipate, ma a condizione che a dicembre gli spostamenti tornassero ad essere liberi” prosegue Dona. “Il nuovo giro di vite atteso per Natale, invece, e la mancata riapertura, nel mese di dicembre, dei centri commerciali nel weekend, dove oltre alle grandi catene ci sono 80 mila negozietti, rischia di dare il colpo di grazia a molti commercianti” conclude Dona.

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Covid, Rotta “E alla fine Zaia chiede al governo la zona rossa”

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

“Con imperdonabile ritardo, il Presidente del Veneto, Luca Zaia, chiede la zona rossa dopo che per mesi ha sostenuto che dovevano essere le Regioni a valutare eventuali ulteriori misure restrittive e che non serve un lockdown nazionale. Ora che la curva epidemiologica della Regione Veneto è fuori controllo, che il sistema ospedaliero è al collasso, che il tracciamento è saltato e che i miracolosi tamponi “fai da te” (testati in diretta dal Presidente) si sono rivelati un inganno, il Presidente Autonomista chiede al governo di salvarlo. Altro che autonomia, Zaia chiede di fatto di essere commissariato da Roma perché lui non riesce più a dare alcuna garanzia ai cittadini veneti, avendo trasformato il Veneto, purtroppo, nell’apripista della terza ondata e non di un nuovo modello di testing “rivoluzionario”. Se vuol restare a fare il Presidente dei veneti adesso è il momento di dimostrare coi fatti e non a parole che è capace di assumersi le proprie responsabilità” così la deputata Pd Alessia Rotta, Presidente della Commissione Ambiente della Camera.

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Estero: fissare una data certa per le elezioni dei Comites

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

“Sono soddisfatta dell’approvazione, all’unanimità della Risoluzione n. 7-00544, da me presentata in Commissione Esteri, che impegna il Governo “ad adottare iniziative per definire con urgenza una data certa per lo svolgimento delle elezioni dei Comites, nel rispetto dei tempi legislativamente indicati, al fine di sensibilizzare per tempo le nostre numerose collettività all’estero e accrescere la loro partecipazione al voto, scongiurando l’ipotesi che possa essere ulteriormente procrastinato un appuntamento democraticamente così rilevante ed atteso dai nostri connazionali all’estero”. Ritengo che l’approvazione di questa Risoluzione sia un fatto molto importante che chiarisce una situazione incerta. Tuttavia, ora manca un ultimo passo fondamentale e cioè l’approvazione dell’emendamento a prima firma Siragusa, che ho sottoscritto, e che è stato fatto proprio dalla Commissione Esteri, teso a stanziare, nella legge di bilancio, i fondi necessari per permettere lo svolgimento delle elezioni dei Comites.Quindi, mi aspetto che il Governo e la maggioranza siano conseguenti in sede di votazione degli emendamenti dando lo strumento finanziario adeguato oltre i proclami.Fissare una data per le elezioni con un congruo anticipo è importante per organizzare la democrazia. Sono soddisfatta che si sia fatto un passo avanti”.Lo ha dichiarato l’On. Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.

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Un “influencer” dal volto umano

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

Una parola particolarmente sfruttata negli ambienti commerciali, dove il leader di turno dovrebbe spingere le folle a comprare qualche prodotto. All’Università Europea di Roma è iniziato un ciclo di seminari che punta a cambiare l’idea di Leadership e a darle un significato diverso, più umano. L’iniziativa si tiene nell’ambito delle attività di Formazione Integrale ed è tenuta dai professori Valeria Fazio, Claudio Imperatori e Luigia Palmiero.Il ciclo di seminari si basa sul concetto di Leadership di azione positiva al servizio degli altri. Questa dimensione di servizio della Leadership è stata sottolineata dal Magnifico Rettore dell’Università Europea di Roma, Padre Pedro Barrajón LC, che ha introdotto personalmente il primo seminario del ciclo.Il leader, in questo senso, è una persona che esercita un’influenza concreta per la società e per il bene comune. Non è un dirigente astratto ed arrivista, che pensa solo ai propri interessi e vive in modo frenetico fuori dal mondo. Il leader di azione positiva si cala pienamente nella realtà quotidiana, accogliendo la pluralità intellettuale e ponendosi costantemente in discussione e in ascolto, sapendo che dal confronto con gli altri ha tantissimo da imparare. Basa la propria leadership su solidi valori, che mettono al centro la persona, la sua dignità, senza perdere di vista la sua dimensione trascendente. Si prende cura della crescita dei membri del suo gruppo, crea relazioni sincere basate sulla reciproca fiducia, riconosce le qualità degli altri e gioisce per i loro successi.Tutti possono essere leader di azione positiva, perché ciascuno di noi ha dei talenti da scoprire, coltivare e mettere al servizio del prossimo, con grande spirito di umiltà e di dialogo, incoraggiando l’accoglienza e l’autentico incontro con ogni persona. Il ruolo di leader, quindi, si manifesta in uno stile di vita, una passione per l’essere umano, un modo per lavorare in squadra e cercare di imprimere un’impronta costruttiva al mondo che ci circonda. Infatti, la Leadership di azione positiva porta, per sua natura, ad un’azione di fermento a diversi livelli della società, dall’ambito familiare a quello professionale, sportivo, socioeconomico e politico, che conduce a un concreto miglioramento a favore dell’intera comunità.In una società in cui sembra dominare sempre di più la “cultura della scarto” è necessario proporre l’alternativa di una sana cultura dell’inclusività. Una nuova visione della Leadership, che non lasci indietro nessuno, poiché ogni essere umano dev’essere considerato un “protagonista sociale”. Per sua natura, l’uomo è capace di attivare diverse modalità di pensiero per combinare idee utili a sviluppare l’innovazione nei processi di cambiamento, facendo leva sulla propria forza generatrice di creatività, intraprendenza e innovazione.Alcuni dei seminari del ciclo vertono sull’approfondimento delle dinamiche e dei processi motivazionali ed affettivo-relazionali coinvolti nel percorso di crescita della persona e del ruolo che essi possono esercitare anche nel futuro contesto professionale.Il ciclo di seminari, quindi, vuole anche sviluppare lo spirito di iniziativa con creatività e intraprendenza rivolte all’innovazione, ponendo la persona, con le sue emozioni, aspirazioni ed esperienze, al centro dell’intero processo formativo, imprenditoriale e sociale. (Carlo Climati)

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Rilanciare la produzione dell’acciaio

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

“L’Italia ha quote importanti di export proprio nella meccanica e quindi, per definizione, ha bisogno d’acciaio di qualità. Non può fare a meno di una siderurgia di base forte. Da sempre FDI chiede la salvaguardia dei livelli occupazionali e il rilancio dello stabilimento tarantino, anche con il coinvolgimento dell’Europa – affermano i parlamentari di Fratelli d’Italia Federico Mollicone, Riccardo Zucconi, Adolfo Urso e Walter Rizzetto – riconosciamo che la mancata risposta di Morselli sulla riconversione degli impianti con le “preridotte” sia dovuta al fatto che non siano affittuari. Chiediamo al governo le reali intenzioni di spesa dei 74 miliardi per la rivoluzione “verde” del Recovery Fund e i progetti, eventuali, per ILVA in particolare per il gas naturale e l’utilizzo dell’idrogeno. Il piano industriale 2021-2025 preveda il mantenimento degli attuali livelli di occupazione dei lavoratori e l’arrivo, entro il 2025, ad almeno 8 milioni di tonnellate d’acciaio prodotto. L’ingresso dello Stato nell’acciaio sia momento di sviluppo del settore con indicazioni chiare e una visione industriale di lungo termine. La soluzione industriale con Mittal è, ad oggi, poco convincente ma non si può ipotizzare che lo Stato faccia da solo senza un vero partner industriale. Ove Mittal uscisse tra qualche tempo, potrebbe riemergere un’ipotesi cinese, come era quella che Grillo ipotizzò quando si recò in Ambasciata di Cina. Peraltro Taranto sembra appaltata ai cinesi che stanno localizzando in quell’area, anche per i vantaggi fiscali e per le risorse del contratto di programma, investimenti di ogni tipo, logistico, portuali, ma anche industriali e alimentari, apparentemente senza connessione tra loro. Ricordiamo, infatti, che l’applicazione della golden power sul settore siderurgico scadrà il 31 dicembre.”

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Scuola: procedure semplificate per l’assunzione dei docenti?

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

“È in dirittura d’arrivo il testo definitivo della Legge di Bilancio 2021: a quanto si apprende, uno degli ultimi emendamenti approvati potrebbe riguardare la semplificazione delle procedure per l’assunzione degli insegnanti di sostegno. Questo significa che le proposte dell’Anief cominciano a fare breccia”. Lo ha detto Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: intervistato da Teleborsa, il sindacalista autonomo ha spiegato che “anziché organizzare tante procedure è senz’altro meglio attuare procedure che garantiscano l’assunzione del personale che viene chiamato ogni anno come precario. Assunzione che deve avvenire attraverso procedure non selettive dal momento che queste persone già insegnano ai nostri figli. Questa per noi è la strada. Speriamo che tali proposte vengano approvate, in modo tale da poter iniziare a lottare contro la supplentite”. Secondo l’Anief il sostegno agli alunni disabili va migliorato innanzitutto stabilizzando i precari, sia sui posti di docenza sia su quelli di assistente alla comunicazione. La scorsa settimana lo ha evidenziato anche l’Istat sostenendo che la dad, resa obbligatoria a partire dal 9 aprile scorso (d.l. 8 aprile 2020, n.22) per far fronte all’emergenza sanitaria da Covid-19, ha rappresentato un ostacolo ulteriore “al proseguimento dei percorsi di inclusione intrapresi dai docenti, riducendo sensibilmente la partecipazione degli alunni con disabilità”, rendendo dunque “più complesso un processo delicato come quello dell’inclusione scolastica”. Mancano inoltre all’appello, ha fatto notare l’Istituto di statistica ben il 37% di casi “di docenti individuati per rispondere alla carenza di insegnanti per il sostegno, ma che non hanno una formazione specifica” per supportare al meglio gli alunni con disabilità in continuo aumento.

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Scuola: “Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento”

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

Si è di recente concluso l’incontro tra il MI e le organizzazioni sindacali su “Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento”: per il ministero era presente la Viceministra Anna Ascani, la delegazione ANIEF era composta dai segretari generali Daniela Rosano e Andrea Messina.La definizione dei percorsi per il conseguimento di competenze trasversali (PCTO) e per lo sviluppo della capacità di orientarsi nella vita personale e nella realtà sociale e culturale è stata definita con chiarezza dalle linee-guida formulate dal MIUR ai sensi dell’articolo 1, comma 785, legge 30 dicembre 2018, n. 145, che modificava in parte l’alternanza scuola-lavoro, così come definita dalla legge 107/2015.

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Serve un tavolo tecnico nazionale su corso-concorso riservato agli amministrativi facenti funzione Dsga

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

Con una lettera del presidente Marcello Pacifico, il sindacato autonomo si è rivolto al dicastero di viale Trastevere perché si bandisca al più presto un corso-concorso anche per il personale amministrativo facente funzione come Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi: un ruolo superiore che ha ricoperto per anni con professionalità, assumendosi enormi responsabilità, consentendo agli istituti di funzionare, in cambio di compensi irrisori. Nel proporre un metodo di reclutamento che “non pare illogico né particolarmente innovativo”, l’Anief cita posizioni favorevoli a tale procedura espresse dai Tribunali, dalla Corte Costituzione e dal Consiglio di Stato, nonché la normativa vigente: tutte espressioni che danno pieno sostegno alla stabilizzazione del personale che nel corso degli anni ha dimostrato di avere fatto proprie le competenze utili a ricoprire un ruolo professionale diverso da quello dove è formalmente collocato. Dire no all’assunzione dei facenti funzione Dsga significa negare il buon senso. E anche delle norme vigenti. A partire dall’articolo 1 della Legge n. 241/90, la quale cita il principio di efficacia tra quelli che devono reggere l’azione amministrativa, un concetto che implica il raffronto tra i risultati programmati e quelli raggiunti. E gli esiti positivi delle visite ispettive dei revisori dei conti inviati ciclicamente nelle scuole dal ministero dell’Istruzione e dal Mef certificano senza ombra di dubbio tali competenze: una capacità operativa comprovata, che ora sarebbe il caso di riconoscere anche formalmente.

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Scuola:Petizione per la Dad anche dopo il 7 gennaio

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

Sono già quasi duemila e cinquecento, in pochi giorni, le persone che hanno firmato la petizione on-line per proseguire con la didattica a distanza nelle scuole superiori dopo il 7 gennaio (http://chng.it/tPQJq5j62J). Obiettivo: prevenire o attenuare una terza ondata di contagi che sarebbe più deleteria delle precedenti, soprattutto per la concomitanza con le influenze stagionali e con gli ospedali in sofferenza.A promuovere l’iniziativa è l’Unsic, organizzazione sindacale che segue la tematica dall’inizio dell’anno scolastico. L’organismo ha raccolto in un dossier in costante aggiornamento (https://unsic.it/news/lo-scuolavirus/) i dati sui contagi nelle scuole dalle principali fonti: emerge con chiarezza il peso che il mondo scolastico ha nell’incremento della pandemia, a causa principalmente degli spostamenti quotidiani di una decina di milioni di persone (otto milioni e mezzo gli studenti), oltre agli accompagnatori degli alunni più piccoli. A pesare anche gli assembramenti di studenti davanti alle scuole.“Non è nostra intenzione entrare nella sterile contrapposizione tra Dad e scuola in presenza – spiegano dall’Ufficio comunicazione dell’Unsic. “Riteniamo unicamente che in una situazione di reale emergenza, con centinaia di morti ogni giorno, sia preferibile con pragmatismo mettere da parte ogni motivazione ideologica e utilizzare le nuove tecnologie finché vaccini e cure con gli anticorpi monoclonali, previsti a marzo, non cambino gli scenari. La Dad, tra l’altro, presenta anche aspetti positivi, tipo la garanzia della continuità didattica rispetto alle continue quarantene: di questo dobbiamo ringraziare la classe docente che sta facendo un lavoro straordinario, compreso l’aggiornamento tecnologico”. (Fonte: Forche caudine)

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Istruzione: Incontro Sidels sulla didattica a distanza

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

All’indomani dell’incontro on line “Didattica a distanza, tra discrezionalità del dirigente, diritti dei docenti ed efficacia del dialogo educativo” organizzato da Sidels – Società italiana di diritto e legislazione scolastica che nasce dall’iniziativa di un gruppo di 40 avvocati di tutta Italia che ha avuto l’idea di mettere su un’associazione specialistica dedicata alla materia del diritto e della legislazione scolastica – Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, fa il punto della situazione e un plauso all’iniziativa. L’evento telematico è stato moderato da Dino Caudullo, presidente Sidels. Sono intervenuti, nella prima parte dell’incontro, il giornalista Lucio Ficara, l’avvocatessa Anna Chiara Vimborsati, l’avvocato Fabio Rossi e l’avvocato Walter Miceli dell’Ufficio legale Anief. Nella seconda parte hanno preso la parola i rappresentanti delle sigle firmatarie del contatto sulla dad: il segretario nazionale della Cisl scuola Attilio Varengo, la segretaria nazionale Graziamaria Pistorino della Flc Cgil e il segretario generale Anief Marco Giordano.

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La scuola superiore riapre? Sì, no, forse

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

Nell’ultimo DPCM è scritto che le scuole superiori riapriranno in tutto il paese dal 7 gennaio ma negli ultimi giorni si susseguono voci contrarie, a partire da Gianni Rezza, direttore della prevenzione del Ministero della salute, per proseguire con il governatore del Veneto, Zaia, che sposterebbero la riapertura oltre metà gennaio. Dello stesso parere un gruppo di presidi piemontesi. Il concetto è semplice: riaprire in queste condizioni, con questi livelli di contagi aumenterebbe il rischio per tutta la popolazione, considerando che dietro i docenti e gli studenti ci sono milioni di famiglie.Intanto i movimenti dei genitori spingono con forza per una celere riapertura, lamentando l’inefficacia assoluta della didattica a distanza, il suo carattere classista ed escludente, la fatica immane richiesta ai loro figli, chiusi in casa per circa cinque mesi nel corso degli ultimi otto. Privi di vita sociale, scambi, attività. E chi lavora a scuola sa che questo è un problema reale, i ragazzi delle superiori sono provati, stanchi, in alcuni casi vivono situazioni depressive che li spingono a rinchiudersi ancora di più in casa, o momenti di sconforto davvero difficili da gestire. E anche per i docenti la situazione non è rosea: fare lezione a distanza, non avere scambi coi colleghi, sentirsi soli, isolati, con una perenne sensazione di insegnare per finta.Intanto chi non ha mai smesso la didattica in presenza o la ha ripresa da poco, educatrici dell’infanzia, maestre e docenti delle medie inferiori, sono preoccupati e vivono in mezzo a classi in quarantena, casi tra colleghi, con una sensazione di profonda insicurezza e molta paura.Cosa dire in una situazione del genere? Che posizione prendere? USB scuola, in un contesto come questo, non può che ribadire ciò che afferma con forza dall’inizio della prima ondata: il diritto alla salute non può e non deve essere messo in contrapposizione a quello allo studio e, osiamo dire, ad avere una vita per milioni di ragazzi. Servono investimenti, torniamo a gridarlo, per aule più ampie, classi dimezzate, più docenti, più personale ATA. Servono mascherine FFP2, non quegli stracci di produzione FCA, che abbiamo contestato con forza presso l’Istituto Nazionale di Sanità.Serve che questo paese investa in una scuola in presenza, viva, forte e sicura.Invece quello che leggiamo nella legge di bilancio sono milioni di euro investiti in digitalizzazione, più di 8 milioni all’anno dal 2021 in poi, in formazione digitale per i docenti, aumenti irrisori di personale nell’ottica di una didattica inclusiva sempre digitalizzata, come se questi mesi non avessero dimostrato che DaD è assolutamente uno strumento inadeguato e alienante. Tutto questo mentre migliaia di precari attendono la fine di un assurdo concorso straordinario, interrotto a metà per una prevedibilissima seconda ondata. Questi docenti non entreranno in ruolo quest’anno, come promesso e tanto meno i loro colleghi che ancora attendono il concorso ordinario.E anche dei 19,2 miliardi del Recovery Fund investiti in istruzione, molta parte vanno a finanziare le competenze digitali.No, ministra Azzolina, no presidente del consiglio Conte, non è questa la strada.La strada è ridare ai lavoratori della scuola e agli studenti una scuola in presenza e sicura, garantire tamponi a tappeto e ripetuti e tracciamenti certi.La strada è investire nella scuola statale, come nessun governo, di qualunque colore politico fosse, fa più da almeno 30 anni.Noi ribadiamo che vogliamo tornare a scuola e vogliamo farlo in sicurezza, in questo senso andranno le nostre azioni di lotta e le nostre richieste a questo governo sempre più inadeguato al suo compito.

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La digitalizzazione nelle imprese italiane

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

Per il 43% delle imprese individuali, il 35% delle società di persone e il 30% delle società di capitali italiane la digitalizzazione è ormai “una tappa fondamentale del processo di crescita” dell’azienda. È quanto emerge dal secondo Osservatorio Piccole Imprese Italiane lanciato da Credimi, il più grande digital lender per le imprese in Europa Continentale, e realizzato da Nextplora, agenzia di Insight Management, su un campione di 1.200 aziende con fatturato fino a 10 milioni di euro, suddivise in parti uguali tra i settori di industria, commercio, edilizia e servizi e analizzate per forma giuridica (ditte individuali, società di persone, società di capitali).[1] Una consapevolezza che nasce anche dal fatto che una maggiore adozione di strumenti digitali non solo permette di rispondere meglio alle modificate esigenze dei clienti ma permette anche di gestire in modo più efficiente molti processi aziendali. Ad effettuare gli investimenti maggiori nell’ultimo anno sono state le aziende operanti nei servizi (68%) seguite da quelle dell’industria (59%) e del commercio (57%). Le resistenze più forti a questo tipo di investimento arrivano dal settore dell’edilizia, dove solo il 34% delle imprese ha investito in digitalizzazione.Gli investimenti degli ultimi 12 mesi si sono concentrati principalmente sulla creazione del sito Internet e dei profili social (38% industria, 32% commercio, 22% edilizia, 43% servizi). Molte società hanno deciso anche di investire nello sviluppo delle piattaforme di e-commerce (16% industria, 24% commercio, 6% edilizia, 17% servizi) e nel marketing digitale (14% industria, 19% commercio, 5% edilizia, 18% servizi). Più ridotti, ma presenti, quegli investimenti rivolti alla riorganizzazione dei processi aziendali, come CRM per la gestione e l’assistenza ai clienti (8% industria, 6% commercio, 3% edilizia, 8% servizi) o all’acquisto di software per la progettazione, per la gestione del magazzino e della logistica, delle risorse umane, dei processi interni di organizzazione. La percezione della rilevanza del digitale sul proprio business è molto frammentata: se quasi la metà delle ditte individuali lo considera un driver fondamentale per la crescita e il 25% delle piccole imprese dei servizi dichiara che sarà “il principale obiettivo per il prossimo anno”, è pur vero che il 24% delle società di persone e il 36% delle piccole imprese nel settore edile pensano che “non sia necessario”. Sembra esserci poca chiarezza anche sulle finalità del digitale: se in tutti i settori e per tutte le dimensioni aziendali si pensa che possa “migliorare i processi di vendita” (risposta data dal 30% degli intervistati in media), tuttavia, sono pochissimi gli imprenditori convinti che la digitalizzazione possa incidere sul fatturato: dal 6% delle ditte individuali, all’11% delle società di capitali al 13% delle società di persone; dal 3% dell’edilizia, al 10% dell’industria, al 12% dei servizi, fino a un picco del 19% per le imprese del commercio.

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Italia: trasporto intermodale opere autostradali

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

Nonostante l’Italia abbia la percentuale più elevata in Europa di piccole imprese che esportano direttamente, paradossalmente il nostro Paese esprime un indicatore di dotazione infrastrutturale inferiore del 19,5% alla media Ue: 41,8 contro 52.Ed ancora più paradossale è il fatto che l’Italia segna uno dei maggiori indici di intensità di trasporto merci su strada, calcolato rapportando le merci movimentate con trasporto su strada al valore aggiunto nazionale. Il Bel Paese raggiunge infatti un indice dello 0,79 (tonnellate per mille euro di valore aggiunto) ed in regioni come la Liguria questo valore sale addirittura allo 0,96. In definitiva, ottime performance.Ciò nonostante la Liguria—dove peraltro le piccole e medie imprese sono il 98% del totale del tessuto imprenditoriale— mostra un indicatore di dotazione infrastrutturale del 38,7, di molto inferiore non solo alla media nazionale ma anche a tutta quella di tutto il Nord Italia.Ulteriore aspetto preso in esame dal Rapporto sull’Efficienza Infrastrutturale di Sensoworks è la burocrazia. Effettivamente, sul divario infrastrutturale influiscono anche i procedimenti burocratici, che in Italia sono quasi sempre farraginosi.Per quanto riguarda i tempi di realizzazione, la media italiana è di 4,4 anni. Ma a livello territoriale si toccano valori ancora più elevati in Molise (5,7 anni), Basilicata (5,7 anni), Sicilia (5,3 anni) e Liguria (5,2 anni).Le regioni più virtuose sono invece Lombardia ed Emilia Romagna, dove le opere infrastrutturali sono terminate con maggior velocità. Le due regioni si posizionano prime a pari merito con 4,1 anni di tempo medio di realizzazione.A caratterizzare l’Italia anche inefficienze e sprechi, come quelli relativi alle 640 grandi opere incompiute (per un valore complessivo di 4 miliardi di euro) ed alle oltre 400 opere bloccate per motivi burocratico-autorizzativi o per contenziosi vari (per un valore di 27 miliardi di euro).L’attuale scenario è alquanto sconfortante, con investimenti pubblici in opere stradali e del genio civile che —peraltro— negli ultimi 10 anni in Italia hanno registrato un calo di oltre il 20%. L’Italia risulta così ultima in Ue per gli investimenti pubblici, con appena l’1,9% del Pil ed un divario di 0,9 punti rispetto al 2,8% della media europea.Quante sono le infrastrutture che andrebbero subito revisionate? Secondo il Consiglio Nazionale delle Ricerche sarebbero 12 mila. Ma la rete viaria nazionale si perde poi nelle complesse ed articolate competenze di Autostrade, Anas, Regioni, Province, Comuni e via dicendo.Non essendo mai stato funzionante il catasto delle strade non si può conoscere il numero esatto di ponti, viadotti e gallerie e non è possibile sapere quante di queste infrastrutture abbiano raggiunto livelli preoccupanti di degrado. Ma secondo le stime di Sensoworks in Italia i ponti sarebbero circa 1,5 milioni e calcolando poi le campate di ciascun ponte si arriverebbe già così a 4 milioni di strutture da revisionare.Quante sono quelle sotto monitoraggio? Appena 60 mila, monitorate con i vecchi sistemi delle ispezioni. «Eppure i controlli “statici” portano a creare situazioni di allarme ed anche gravi diseconomie molto spesso innecessarie» commentano gli ingegneri di Sensoworks (www.sensoworks.com).Di queste 60 mila infrastrutture qualcosa sappiamo ed è già una buona cosa. Delle altre, invece, non sappiamo quasi nulla. Qui le nuove tecnologie potrebbero dare un contributo risolutivo, consentono interventi su larga scala ed in continuo, con acquisizione automatica dei dati e gestione da remoto, permettendo di monitorare grandezze fisiche, 24 ore su 24, 7 giorni su 7.Per quanto riguarda più specificamente la Sensoworks, da maggio 2020 (prima i cantieri erano bloccati per via del Covid) la società ha iniziato a lavorare a nuovi importanti progetti di monitoraggio di diverse infrastrutture autostradali (Autostrade per l’Italia) e stradali (Anas).

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La povertà a Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

All’inizio del 2020 il 18% della popolazione romana era a rischio povertà, quasi il 10% non riusciva ad affrontare spese improvvise o legate all’abitazione e il 7% viveva in condizioni di grave deprivazione abitativa.È questa la situazione che presentava la Capitale prima del Covid-19 e il lockdown ha fatto da cartina al tornasole per tante fenomenologie, che in parte già covavano sotto le increspature di superficie della società, ma che erano pronte ad emergere alla prima congiuntura negativa.Una vera e propria emergenza così come risulta dalle persone che si sono rivolte ai Centri di ascolto delle parrocchie romane nei primi nove mesi dell’anno.Sono state infatti 21.160 le persone accolte nelle comunità dalla Diocesi, il 35,3% della quali ha varcato la soglia della Caritas per la prima volta (7.476 persone). Questi ultimi, nel 48,7% dei casi sono italiani, seguiti dai filippini (16,3%) soprattutto badanti che vivevano nelle case degli assistiti e si sono trovati senza reddito né abitazione.È quanto emerge dal Rapporto 2020 “La povertà a Roma: un punto di vista” povertà presentato oggi dalla Caritas. Il volume, 130 pagine ricche di infografiche e tabelle, documenta le numerose iniziative promosse dalle parrocchie di Roma nel periodo del lockdown fino al mese di ottobre. Dati sugli aiuti alimentari, la distribuzione dei buoni spesa, le mense sociali, le numerose iniziative di prossimità promosse dalle comunità e un focus sull’attività del Fondo “Gesù Divino Lavoratore” istituito da papa Francesco.Nel Rapporto, che ha per tema “Nessuno si salva da solo”, vi è anche una sezione dedicata allo scenario economico-sociale della Capitale e un’analisi sull’efficacia delle misure messe in atto dalle istituzioni per far fronte alla crisi economica seguita alla pandemia. Completa il lavoro un’indagine realizzata in 177 parrocchie di Roma.Tra i nuovi utenti della Caritas, il 64,4% erano donne e il 54% aveva un’età al di sotto dei 45 anni, mentre gli over 65 erano il 14,7%. 4.621 nuovi iscritti hanno chiesto aiuti alimentari attraverso pacchi e buoni spesa (62%), nel 30% dei casi con l’accesso agli Empori della solidarietà e nell’8% dei casi attraverso l’attivazione del Fondo anticrisi, con l’elargizione di un massimo di 500 euro per spese improcrastinabili come bollette, rate di condominio, spese mediche, riparazioni.Il numero delle persone assistite dalle parrocchie è letteralmente esploso: l’85,9% dei Cda presenti nelle parrocchie romane ha registrato un’impennata del numero delle persone assistite (che in alcuni casi è arrivato a decuplicare). La maggior parte delle parrocchie ha visto un aumento fino a 50 persone. In 6 casi l’aumento delle persone assistite è stato addirittura di oltre 500. Durante il lockdown si sono rivolti alle parrocchie soprattutto persone con un impiego irregolare fermo, disoccupati di lunga data, lavoratori precari, lavoratori dipendenti in cassa integrazione, infine gli intermittenti e stagionali in attesa di bonus. Da notare anche una alta percentuale di pensionati, pari al 51,5%. Tra le richieste principali: gli alimenti (84,3%), la mancanza di lavoro/reddito (79,1%) e la mancanza di denaro per pagare l’affitto o il mutuo (71,5%). Un altro fenomeno da segnalare sono il 5,7% di episodi di violenze domestiche riferiti dalle parrocchie.

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