Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Archive for 20 dicembre 2020

Campi Flegrei: Evento Sismico

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

Napoli. Un terremoto di magnitudo Ml 2.7 (magnitudo preliminare) è stato registrato dalla Rete di Monitoraggio dell’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) alle ore 22:54 italiane del 19 dicembre 2020. L’epicentro è avvenuto nella zona dei Campi Flegrei (Nord della città di Napoli) a una profondità di circa 2,23 km. Durante il mese di novembre 2020 nell’area dei Campi Flegrei sono stati registrati 225 terremoti di bassa energia con una Magnitudo massima=1.1±0.3. 204 eventi (91%) hanno avuto una magnitudo minore di 1.0, a dimostrazione di un livello di energia molto basso

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Donazioni alimentari in tutt’Italia per la Giornata internazionale della solidarietà

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

Frutta e verdura di stagione, pasta, conserve di pomodoro, vino e olio degli Agricoltori Italiani in dono alle famiglie in difficoltà a causa della crisi scatenata dalla pandemia. È in questo modo, attraverso una grande campagna di raccolta di cibo, che ASeS, la Ong di Cia, ha deciso di celebrare e dare un significato concreto alla Giornata internazionale della solidarietà, che si tiene ogni anno il 20 dicembre.A collaborare con ASeS in questa nuova iniziativa solidale ci sono le Cia regionali di Lombardia, Toscana, Lazio, Umbria, Marche, Calabria e Puglia, insieme alla Comunità di Sant’Egidio e a numerose Caritas sul territorio, fondamentali per individuare i beneficiari e consegnare le derrate alimentari raccolte.“L’accesso al cibo deve essere garantito a tutti -spiega la presidente di ASeS-Cia, Cinzia Pagni-. Ma la pandemia ha fatto emergere nuove povertà, tra chi ha perso il posto di lavoro o non ha riaperto l’attività, chi non è rientrato negli aiuti del governo o chi ha una pensione al minimo. Solo nel periodo maggio-settembre, confrontato con lo stesso periodo del 2019, l’incidenza dei nuovi poveri, per effetto dell’emergenza Covid, è passato dal 31% al 45%. Con oltre 2 milioni di famiglie a rischio indigenza e un aumento superiore al 100% del numero di cittadini che si rivolgono ai servizi delle Caritas e degli enti caritatevoli per avere un aiuto per mangiare”. Un problema italiano, ma non solo. La crisi economica scatenata dal Covid, infatti, rischia di far aumentare la povertà a livello globale, quando già ci sono oltre 800 milioni di persone che non hanno cibo a sufficienza in tutto il mondo. Anche per questo motivo, contestualmente alla campagna in Italia, ASeS-Cia lancia iniziative analoghe di donazioni alimentari per la Giornata internazionale della solidarietà presso le sue sedi estere in Paraguay, Senegal e Mozambico, dove porta avanti da anni progetti di cooperazione allo sviluppo.

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Ai pochi felici: Testo critico di Giuseppe Cipolla

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

E’ il testo del critico d’arte Giuseppe Cipolla dedicato all’opera visiva di Leonardo Sciascia. «Mi piacciono i pittori che nel loro immediato rapporto con la realtà, le forme, i colori, la luce, sottendono la ricerca di una mediazione intellettuale, culturale, letteraria. I pittori di memoria. I pittori riflessivi. I pittori speculativi. Un sistema di conoscenza che va dalla realtà alla surrealtà, dal fisico al metafisico». È incentrato intorno a queste parole di Leonardo Sciascia la struttura di “Ai pochi felici”, il testo Edizioni Caracol, scritto dallo storico e critico d’arte Giuseppe Cipolla, disponibile in libreria e nei portali online. Al centro del lavoro, l’intricato e, per molti versi, insondato universo “sciasciano”, che scaturisce dal suo ininterrotto rapporto con le arti figurative dal Rinascimento al Novecento. Dell’appassionato interesse di Sciascia per le arti visive in generale, restano innumerevoli scritti elaborati in occasione di presentazioni e cataloghi di mostre, così come per la stampa periodica e le riviste d’arte. Grande attenzione dedicava anche all’arte contemporanea siciliana, presentando le mostre degli artisti più amati, ai quali fu, spesso, legato da sincera amicizia. La sua scrittura d’arte colta e militante, somiglia per l’ampiezza di prospettive e chiavi di lettura a uno straordinario caleidoscopio critico, dove, in un vitale dialogo fra immagini e parole, si combinano e si avvicendano rimandi letterari, simboli iconografici, suggestive intuizioni, insieme alla costante attenzione alle denunce sociali sempre sottese da un acuto spirito analitico. «Questo volume – dice Giuseppe Cipolla – è frutto di una lunga ricerca iniziata nel 2007 come tesi di dottorato di ricerca in studi storico-artistici all’Università di Palermo. Il volume intende fornire al lettore una visione d’insieme degli interessi del grande intellettuale siciliano per le arti visive dal Rinascimento al Novecento. Un caleidoscopio critico inedito e molto significativo, quindi, per la cultura estetica del Ventesimo secolo». La prefazione è del noto storico dell’arte Gianni Carlo Sciolla (1940-2017). Giuseppe Cipolla (Agrigento 1981), storico e critico d’arte, allievo di Gianni Carlo Sciolla all’Università di Torino.

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Festival internazionale di cortometraggi

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

21, 22, 23 e 25 dicembre 2020 In streaming su Facebook E in tv su Canale Italia, GT Channel e MinformoTv Torna anche quest’anno nonostante le difficoltà e le limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria, CortiSonanti il festival internazionale di cortometraggi. L’undicesima edizione della rassegna cinematografica organizzata da AlchemicartS con la collaborazione di Step One Productions e Pigtail, il patrocinio di Regione Campania e Comune di Napoli interamente in streaming. Dopo le ultime edizioni al Maschio Angioino e prima ancora al PAN – Palazzo delle Arti di Napoli, il festival diretto da Mauro Manganiello e Nicola Castaldo presenta un’edizione virtuale e televisiva che dedica particolare attenzione alle tematiche ambientaliste. Oltre ai canali social del festival, infatti, sarà possibile seguire le fasi finali del concorso 2020 anche su Canale Italia, GT Channel e MinformoTv.Tra gli ospiti che partecipano a questa edizione di CortiSonanti, intervenendo in studio o con contributi video, sono attesi Alessandro Haber (regista de “Il Gioco”), Sergio Cammariere e Fabio Teriaca in concorso con il videoclip “Con te sarò”, il regista israeliano Guy Nattiv, vincitore premio Oscar con “Skin”, il regista e sceneggiatore Giulio Mastromauro vincitore del David di Donatello per il suo corto “Inverno”, le attrici Alida Baldari Calabria e Olivia Magnani (nipote della grande Anna Magnani), la cantante e attrice Anna Capasso, l’attore Alessio Conte, il pittore e fumettista Walton Zed. E ancora, Pietro De Silva e Alberto Patelli (per “La Volta Buona”), il regista moldavo Ion Sova, autore del docufilm “Feel India”, il fotografo spagnolo e direttore della fotografia Ferran Paredes Rubio, il regista Francesco Tortorella (in gara con “La grande onda”), i registi Gianluca Zonta, Dario Catania e Matteo de Liberato, l’attore Arturo Sepe, i registi Antonio Ruocco e Maddalena Stornaiuolo, vincitori del Nastro d’Argento con il corto “Sufficiente”, Francesco Bellofatto direttore del Procida Film Festival.In quattro giorni passeranno in rassegna 50 opere selezionate tra le oltre 1300 iscritte alle varie sezioni del festival, provenienti da 70 paesi, selezionate dalla giuria tecnica presieduta da Rosita Marchese. Tutti i corti in concorso sono disponibili per la visione on demand gratuita sulla nuova piattaforma del festival: http://www.cortisonanti.it.Ai cortometraggi in gara nelle 7 sezioni ufficiali del concorso (corti italiani, corti internazionali, documentari, sport, videoclip, animazione, emergenti) si aggiungono i titoli che partecipano al Social Short web – contest aperto alle votazioni online promosso da Tugheder Marketing – e La cittadella del corto, vetrina dedicata agli istituti scolastici di tutta Italia. Novità assoluta di quest’anno è la sezione “ECOrti”, un instant movie contest per videomaker realizzato in collaborazione con alcune tra le più importanti realtà ambientaliste presenti sul territorio: WWF Napoli, Lega Ambiente Campania, Let’s do it Italy, Fondali Campania, Cleanup, N’sea yet, CSI Gaiola Onlus, Sea Shepherd.

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L’Associazione Nazionale Donne dell’Ortofrutta rinnova il CDA: Presidente Alessandra Ravaioli

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

Una realtà unica in Europa che associa oltre 100 donne professioniste del settore ortofrutta Made in Italy. Il nuovo CDA sulla base della votazione effettuata dall’Assemblea è composto da: Carola Gullino di Gullino Fruit, Silvia Salvi, di Azienda Salvi, Alessandra Damiani,di Orsini& Damiani, Anna Parello, Free Lance, Anna Giacovelli, Aziende Giacovelli, Francesca Nadalini di Meloni Nadalini, Raffaella Quadretti, giornalista, Nuccia Alboni,Melanzì Marianna Palella, Citrus Orto Italiano, Serena Pittella, Aop Luce, Alessandra Ravaioli RP Circuiti Serena Pittella confermata alla vicepresidenza insieme alla neo eletta Carola Gullino; Anna Giacovelli assume l’incarico di tesoriera.

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Deutsche Bank Italia: Luca Fachin nuovo Chief Operating Officer

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

Deutsche Bank annuncia la nomina di Luca Fachin a nuovo Country Chief Operating Officer (COO) Italy, con la responsabilità di coordinamento delle infrastrutture della Banca e di ottimizzazione delle attività operative e progettuali. In particolare, Fachin gestirà le iniziative della Strategia Corporate, il Real Estate, il Sourcing, la Sicurezza Corporate e i Middle & Back-Office, coordinando circa 600 persone.Nel suo nuovo ruolo, Fachin opererà a diretto riporto di Roberto Parazzini, Chief Executive Officer (CEO) di Deutsche Bank SpA e Chief Country Officer Italia, e di Frank Rueckbrodt, Regional COO EMEA del gruppo Deutsche Bank.Fachin, 38 anni, è Laureato in Ingegneria Gestionale all’Università Cattaneo (LIUC) di Castellanza, e dopo alcune esperienze nel settore industriale, nel 2007 è entrato in Deutsche Bank nell’ambito della direzione Technology, dove ha coordinato diversi progetti di cambiamento e innovazione per le principali linee di business.Nel 2010 ha raggiunto il team di Regional Management, dove ha guidato la fattibilità e l’esecuzione di iniziative volte alla revisione e ottimizzazione della struttura societaria e strategica del Gruppo e di progetti di finanza straordinaria e cambiamenti organizzativi di natura regolamentare e di controllo, con forte esposizione internazionale.Nel 2015 è entrato a far parte della divisione Wealth Management, dove ha ricoperto l’incarico di Chief Operating Officer per l’Italia e l’Europa del Sud e dell’Ovest, nonché di responsabile del Business Development, e all’interno della quale ha guidato diverse iniziative di trasformazione.

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Patto per il Lavoro e per il Clima della Regione Emilia-Romagna

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

Bologna. L’Università di Parma è tra i 55 firmatari del Patto per il Lavoro e per il Clima della Regione Emilia-Romagna: un progetto di rilancio e sviluppo della Regione fondato sulla sostenibilità ambientale, sociale ed economica, per creare lavoro di qualità, accompagnare la comunità regionale nella transizione ecologica, contrastare le diseguaglianze e ridurre le distanze fra le persone.«Abbiamo aderito con convinzione a questa alleanza condividendone, anzitutto, lo spirito di fondo – commenta il Rettore Paolo Andrei – e il fatto che, in un momento così difficile per tutti, si abbia il dovere di “rilanciare” la progettazione e la costruzione del nostro futuro con un disegno di ampio respiro e di medio-lungo termine. Sono convinto che questa sia la strada giusta, proprio perché il filo conduttore del patto che abbiamo condiviso è incentrato sulla necessità di porre al centro della nostra attenzione la stretta correlazione esistente tra sviluppo, qualità del lavoro, dignità delle persone e salvaguardia dell’ambiente. Particolarmente importante, infine, il fatto che l’invito della Regione a “fare sistema” sia stato raccolto da molte realtà, perché è così che non solo si affrontano in modo vincente le emergenze ma, soprattutto, si progettano le azioni future. L’Università di Parma è pronta a fare la sua parte».

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Scuola: Mille assistenti tecnici informatici in pianta stabile nella primaria

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

Nessun ripensamento. I mille assistenti tecnici nel primo ciclo chiesti a gran voce dal sindacato diventano personale in pianta stabile, anche in vista di una loro assunzione a titolo definitivo. L’operazione, contenuta nella Legge di Bilancio 2021 in via di approvazione, è stata confermata dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina: “Nella nuova legge di Bilancio, approvata dal Governo e ora al vaglio del Parlamento, abbiamo stanziato importanti risorse non solo per confermare i 1.000 assistenti tecnici nelle scuole del primo ciclo fino alla fine dell’anno scolastico, ma per confermarli a regime”. Una esigenza che trova conferma nelle dichiarazioni di oggi della ministra dell’Istruzione sull’avvenuta aggiunta nella Legge di Bilancio di 40 milioni in più destinati alla digitalizzazione delle scuole e in particolare alla realizzazione di “una piattaforma digitale unica, contenente tutti i servizi e le funzionalità utili per le scuole, compresi gli strumenti per la didattica digitale”. “Ricordiamo – scrive la rivista specializzata Orizzonte Scuola – che gli assistenti tecnici sono stati inseriti nelle scuole del primo ciclo grazie a un emendamento al decreto Rilancio. Si tratta di una delle novità principali del periodo pandemico. L’assistente tecnico è infatti una figura che fino ad oggi era prevista soltanto per le scuole superiori”. Anief ha chiesto con insistenza almeno mille assunzioni di tecnici aggiuntivi sin dalla pubblicazione – nell’articolo 230-bis, comma 1, del decreto-legge 19 maggio 2020 n. 34, convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77 –, così da assicurare la funzionalità della strumentazione informatica per fornire il supporto necessario all’utilizzo delle piattaforme multimediali della DAD e DDI al corpo docente. C’è però ancora molto da fare: la figura dell’assistente tecnico non è stata infatti prevista negli Istituti Comprensivi. Sino ad oggi le scuole del primo ciclo si sono dovute avvalere del supporto e delle consulenze informatiche di esperti esterni alle scuole, con i quali si sono stipulati contratti di prestazione occasionale, peraltro dispendiosi per la pubblica amministrazione. Su questo aspetto, Anief ha ribadito più volte anche durante gli incontri con l’Aran che, soprattutto per alcuni profili, vi è una corretta corrispondenza con le effettive esigenze delle nostre scuole: l’assistente tecnico di area Informatica (AR02) è infatti una figura fondamentale che deve essere introdotta definitivamente negli organici di tutti gli Istituti di qualsiasi ordine e grado.

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Scuola: Inail pubblica un documento sul trasporto pubblico

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

L’Inail ha diramato il “Documento tecnico sulla gestione del rischio di contagio da Sars-Cov-2 nelle attività correlate all’ambito scolastico con particolare riferimento al trasporto pubblico locale”. In questo viene riportata un’interessante analisi sulla mobilità degli studenti: “nel 2019 11,1 milioni di studenti si sono mossi quotidianamente sul territorio nazionale per raggiungere i luoghi di studio; tra questi, 3,5 milioni di studenti si sono spostati fuori dal proprio Comune, soprattutto residenti dei piccoli centri, delle periferie, delle aree metropolitane e del Nord. La maggior parte degli spostamenti avviene nella fascia oraria tra le 7:30 e le 8:00 in cui si muove il 70% degli studenti. Sono 3,2 milioni gli studenti che si sono spostati a piedi o in bici. Per quanto riguarda i tempi, oltre la metà degli studenti che si muovono con i mezzi pubblici impiegano in media meno di 30 minuti per raggiungere il luogo di studio. Le percentuali dell’utilizzo di tutti i mezzi di trasporto pubblico negli ultraquattordicenni sono circa pari al 60%, tra i mezzi maggiormente utilizzati dagli studenti si registrano pullman e corriere con il 29,7% nella fascia di età 14-17 anni.” “Allo stato attuale – continua l’ingegnere Natale Saccone – le misure contenitive hanno riguardato prevalentemente la scuola del secondo ciclo con conseguente didattica a distanza che ha contribuito a ridurre il carico sul TPL. Nell’ottica di ipotesi di rilascio di tali misure, è necessaria un’analisi attenta del fenomeno, al fine di prevenire gli affollamenti, che sono una rilevante situazione di rischio”.Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, osserva che “l’avvio in presenza al 75% negli istituti della secondaria di secondo grado e in presenza al 100% per il primo ciclo potrà essere attuato se e solo se ci sarà una programmazione avviata dalle aziende locali dei trasporti, formalmente sottoscritta nelle sedute dei tavoli prefettizi, con l’impegno per tali uffici di garantire un accurato controllo del rispetto degli accordi ratificati.”

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Proposta: “In classe non prima del 1° febbraio ma si valuti caso per caso”

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, nel corso di un’intervista rilasciata alla rivista specializzata Orizzonte Scuola, sul rientro il 7 gennaio 2021 ha affermato che non è possibile. Infatti, il leader del sindacato ha detto che “regna tanta confusione. Non si può essere pronti in questa situazione”. Dunque, “l’unica proposta sensata, Anief l’ha avanzata nei giorni scorsi, è rendere obbligatorio dal 10 gennaio uno screening con tampone per tutti gli 8 milioni di studenti e il milione e mezzo di personale, docenti e ATA. E poi si dovrebbe estendere e rendere operativo non solo per i taxi ma anche per gli Ncc il sistema delle convenzioni per poter accompagnare gli studenti a scuola. Lo Stato deve utilizzare tutti i mezzi di trasporto che ha disponibili per mantenere quel 50% di distanziamento all’interno dei mezzi di trasporto pubblico. Ci risulta che già alcuni Comuni hanno fatto le convenzioni e i taxi sono stati esclusi. Quindi, sicuramente bisogna ripartire dai trasporti, ma sarà ogni istituzione scolastica a dover riaprire in base all’esito dello screening”.Per quanto riguarda la possibilità di tornare il classe tutti lo stesso giorno, Pacifico ha dichiarato che “bisogna valutare classe per classe dopo il tampone di studenti e personale. Dopo aver preso queste precauzioni e aver visto i contagi, sintomatici e asintomatici, si potrebbe prevedere il rientro a scuola per tutti il 1° febbraio. Non esistono cifre del 75% o 100%, esistono situazioni singole che devono essere verificate, che potrebbero permettere un rientro per esempio del 30 o 40%”.

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“Scuola, sperimentare apertura in un distretto”

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

Riapertura scuole “per gli adolescenti suggerisco un esperimento su un distretto scolastico: riaprirlo e vedere se le misure adottate sono sufficienti o se c’è bisogno di cambiare i trasporti o gli orari” Lo ha detto Andrea Crisanti direttore del laboratorio di microbiologia dell’Università di Padova a 24Mattino di Simone Spetia su Radio 24, “in due tre settimane si vede cosa succede e si può capire qual è il punto debole della catena, se le scuole sono sicure o il problema sono i trasporti, perché i questo momento ancora non lo sappiamo, inoltre – aggiunge Crisanti a Radio 24 – ci vuole un po’ di flessibilità anche da parte di insegnati e famiglie, se il problema dei trasporti non si può risolvere aumentando la capacità una soluzione potrebbe essere lo scaglionamento di entrate e di uscite, ma se tutti si irrigidiscono il problema non si risolve mai”. La situazione del Veneto “è il risultato di due fattori: le zone gialle non hanno limitazioni sufficienti per bloccare la trasmissione, inoltre sono classificate come tali in base alla capacità teorica dei posti in terapia intensiva, ma il numero di terapie intensive non dipende solo da posti letto ma anche dal personale. Il secondo punto è l’uso non appropriato dei test rapidi che, con una sensibilità bassa, non possono essere usati come misura di prevenzione per proteggere comunità vulnerabili, cosi invece di una barriera creiamo una groviera”. Lo ha detto Andrea Crisanti direttore del laboratorio di microbiologia dell’Università di Padova a 24Mattino di Simone Spetia su Radio 24, “il Veneto ora dovrebbe fare 2/3 settimane di zona rossa, ritornare ai test molecolari e applicare i test rapidi per lo screening di comunità”. “Regole da zona rossa per tutta Italia, se il valore è quello della salute umana e risparmiare vite dobbiamo cogliere l’opportunità del Natale per ottenere questo risultato, con le scuole chiuse e le attività produttive ridotte si tratta di un’occasione unica che non compromette l’economia, con un piccolo sacrificio si può raggiunger l’obiettivo”.

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Confcommercio: consumi, -16% a novembre

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

Secondo l’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) in quantità, a novembre si registra una caduta dei consumi del 16% rispetto a novembre 2019, -39,3% per i servizi. “Un autunno nero, che prefigura un Natale in bianco. I dati di oggi della Confcommercio attestano un crollo a dir poco angosciante, dal -84% dei servizi ricreativi al -70% degli alberghi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ma il dato meno scontato, anche se in linea con quanto da noi previsto, è il fallimento del Black Friday. La voce elettrodomestici, tv ed altri apparecchi, quella che storicamente ha più sfruttato le vendite promozionali di fine novembre, segna un -13,8%. Come sostenuto settimane fa, nulla era già perduto per i commercianti, essendo le vendite del Black Friday prevalentemente vendite di Natale anticipate, ma a condizione che a dicembre gli spostamenti tornassero ad essere liberi” prosegue Dona.”Il nuovo giro di vite atteso per Natale, invece, e la mancata riapertura, nel mese di dicembre, dei centri commerciali nel weekend, dove oltre alle grandi catene ci sono 80 mila negozietti, rischia di dare il colpo di grazia a molti commercianti” conclude Dona.

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Trasparenza nella gestione della cosa pubblica

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

Roma – La trasparenza, nella gestione della cosa pubblica, è il punto fondamentale di una politica al servizio del cittadino. Lo è ancora di più in ambito sanitario, e in un momento storico segnato da una pandemia. Questo approccio ha sempre contraddistinto l’impegno del MoVimento 5 Stelle nelle Istituzioni.Abbiamo concluso, da poco, i lavori del Tavolo di monitoraggio della spesa sanitaria, che ha visto coinvolti la Presidenza del Consiglio, con il Dipartimento di Programmazione Economica, il Ministero dell’Economia e delle Finanze con la Ragioneria Generale dello Stato, il Ministero della Salute. Un lavoro che, grazie anche al supporto del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Sen. Mario Turco, ci consentirà di rendere trasparente, e semplice nella lettura, i risultati della gestione sanitaria, a livello regionale e nazionale. I cittadini, attraverso una piattaforma digitale di raccordo, costruita appositamente, potranno conoscere l’entità delle entrate e dei finanziamenti che riceve ciascuna Regione, e Provincia Autonoma, e verificare le principali voci della spesa sanitaria. La piattaforma di raccordo permette di sintetizzare le 600 voci delle entrate e uscite del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) in 6 sezioni principali e circa 40 voci di dettaglio, superando i tecnicismi delle voci di rendicontazione sanitaria a beneficio di una maggiore chiarezza del dato. Con l’adozione della delibera Cipe, prevista per gennaio, e la presentazione dei dati di monitoraggio relativi all’ultimo triennio, mettiamo anche le basi per ottimizzare la gestione della spesa sanitaria”. Così, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Sifo-Sifap pubblicano un’istruzione operativa per l’allestimento del vaccino Covid-19

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

L’Istruzione si compone di 8 capitoli (SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE; DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE; COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA; POSOLOGIA; MODALITÁ DI ALLESTIMENTO E SOMMINISTRAZIONE; PRECAUZIONI PARTICOLARI PER LA CONSERVAZIONE; TRACCIABILITÁ; SORVEGLIANZA) ed è stata realizzata dall’Area Galenica Clinica SIFO e SIFAP. Dal punto di vista della Posologia, l’Istruzione indica chiaramente che “Il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 viene somministrato per via intramuscolare” a individui di età pari o superiore a 16 anni. “Il trattamento prevede la somministrazione di due dosi da 0,3 mL ciascuna, somministrate a distanza di 21 giorni. Non ci sono dati disponibili su l’intercambiabilità del vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 con altri vaccini COVID-19 per completare la serie di vaccinazioni”. Gli individui che hanno ricevuto una dose del vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 devono riceverne una seconda dose “per completare la serie di vaccinazioni. Gli individui potrebbero non essere protetti fino ad almeno 7 giorni dopo la loro seconda dose di vaccino”. Dopo aver indicato le modalità di somministrazione, il documento SIFO-SIFAP precisa con cura il percorso di allestimento e somministrazione: “Le fiale congelate a -75°C devono essere trasferite a 2-8 °C per farle scongelare lentamente; una confezione da 195 fiale può richiedere 3 ore per scongelare. In alternativa, le fiale congelate possono anche essere scongelate per 30 minuti a massimo 25 °C per un utilizzo immediato. Una volta scongelato, il vaccino non diluito può essere conservato per un massimo di 5 giorni a una temperatura compresa tra 2 °C e 8 °C ovvero fino a 2 ore a temperature fino a 25 °C”. Per la conservazione (uno dei temi recentemente già sottolineati come delicati) sono necessarie precauzioni specifiche: occorre infatti “conservare la soluzione di vaccino non diluito in congelatore a una temperatura compresa tra -80 ° C e -60 ° C per 6 mesi. Comunque i dati di stabilità indicano che una volta scongelato il vaccino può essere conservato per un massimo di 5 giorni tra 2-8 °C”. Importante è anche definire la precisa tracciabilità del percorso della vaccinazione, si deve infatti “registrare per ogni somministrazione effettuata: nome del paziente, denominazione del medicinale, numero di lotto e data di scadenza del farmaco somministrato”. “Le segnalazioni di eventuali reazioni avverse devono essere tempestivamente effettuate (entro 36 ore da quando il medico o l’operatore sanitario ne viene a conoscenza) direttamente online sul sito VigiFarmaco (www.vigifarmaco.it) oppure compilando la scheda di segnalazione cartacea e inviandola via e-mail e fax al Responsabile di Farmacovigilanza – che nella stragrande maggioranza dei casi è il Farmacista Ospedaliero e Territoriale – della propria struttura di appartenenza”.

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Reazioni allergiche ai vaccini

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

In merito alle reazioni di tipo allergico al vaccino mRNA BNT162b2 prodotto da Pfizer/BioNTech riportate recentemente da alcuni organi di stampa ed alle presunte “norme di comportamento” riportate su alcune testate della stampa medica, in attesa di ulteriori informazioni su queste reazioni e sulla loro effettiva incidenza l’Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriali e Ospedalieri (AAIITO) sulla base dell’esperienza acquisita e della letteratura prodotta fino ad oggi. Secondo la letteratura scientifica disponibile, le reazioni allergiche ai vaccini sono eventi estremamente rari, che si possono potenzialmente verificare con tutte le tipologie di vaccino. Le reazioni vaccinali oltre ad essere estremamente rare, sono anche imprevedibili, come dimostrato dall’ultimo caso segnalato in data odierna negli Stati Uniti (operatore sanitario in Alaska) in un soggetto che non sembrava presentare alcun fattore di rischio per gravi allergie pregresse. In tutte le campagne vaccinali sono sempre previsti dei protocolli di monitoraggio delle reazioni allergiche, post somministrazione del vaccino. Secondo la World Allergy Organ (WAO) gli unici fattori di rischio, che la letteratura scientifica considera, per reazioni allergiche vaccinali sono la pregressa reazione allergica al vaccino e una sottostante Mastocitosi. Pertanto considerato che l’attuale campagna vaccinale con mRNA BNT162b2 non ha un pregresso non è possibile analizzare uno storico.

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Salute, boom di infiammazioni polmonari dovute al Covid

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

L’emergenza sanitaria legata al Covid ha nuovamente posto i riflettori sulle infezioni polmonari, una delle patologie più frequenti causate dall’innesto di virus e batteri, in grado di arrecare danni spesso permanenti alle vie respiratorie. Uno scenario allarmante ingigantito proprio dall’epidemia in corso: basti pensare che secondo una recente ricerca del Columbia Asia Hospital pubblicata su The Hindu, i casi di polmonite acuta dovuti al Covid sono aumentati dell’80% rispetto allo scorso anno. Un quadro condiviso anche in Italia dove, secondo un report dell’Istituto Superiore di Sanità che ha indagato su oltre 5mila decessi legati al Covid, è stato riscontrato come l’80,5% del totale presentasse sintomi di infezioni polmonari. Ma quale può essere, secondo gli esperti, un valido rimedio nella riabilitazione da polmonite? Una recente indagine condotta dai ricercatori Michael R. Hamblin, Principal Investigator al Wellman Center for Photomedicine del Massachusetts General Hospital, e Reza Fekrazad, capo del Lasers Research Center in Medical Sciences alla AJA University of Medical Science di Theran, pubblicata sulla National Library of Medicine, ha evidenziato come la fotobiomodulazione prodotta dalla laserterapia, in particolar modo le lunghezze d’onda nel range 650mm – 830mm a emissione continua, generi effetti ottimali sul recupero da infezioni polmonari e sia una possibile soluzione per prevenirle. Tra i benefici indotti dalla laserterapia vanno annoverati la riduzione dell’edema polmonare e dell’afflusso di neutrofili, la rigenerazione dei tessuti e una migliore ossigenazione per tutti gli organi correlati. “Le evidenze scientifiche citate nell’articolo hanno avvalorato l’efficacia degli effetti di modulazione della risposta di infiammatoria e di biostimolazione per conto della laserterapia – ha spiegato il dott. Ingmar Angeletti, fisioterapista presso il Rihabilita Medical Center di Alzano Lombardo (BG) – In particolare si è resa fondamentale in alcuni nostri pazienti con nevriti post Covid e lesioni dello SPE (sciatico popliteo esterno) a seguito di stress traumatici durante le fasi di allettamento nei reparti di terapia intensiva. Sono stati trattati con la Theal Therapy e con le due lunghezze d’onda citate, con modalità stocastica e antinfiammatoria, utilizzando un controllo termico a 36 gradi e ottenendo significative riduzioni del dolore neuropatico. Inoltre mi auguro, considerando la recente ricerca pubblicata sulla National Library of Medicine, che Theal Therapy possa diventare lo standard operativo dei protocolli ospedalieri per la modulazione della risposta infiammatoria”. Ma l’infiammazione polmonare non è la sola problematica più diffusa tra i pazienti ricoverati di Covid e che finiscono in terapia intensiva. Secondo una ricerca americana pubblicata dalla World Health Organization su Science Daily al primo posto vi è la perdita dell’olfatto e del gusto che provoca nel 65% dei pazienti uno stato confusionale e un senso di disorientamento. A seguire vi sono le lesioni da pressione che interessano cute e tessuti sottostanti, dovute alla pressione esercitata dalle intubazioni, come naso, fronte e zone sacrali, e il deficit del sistema nervoso periferico e centrale. I “guariti” mostrano anche segni di astenia, problematiche muscolo-scheletriche e sintomi da disturbo neuropsicologico. Per questo motivo diventa fondamentale un processo di riabilitazione attento e graduale che possa consentire il pieno recupero funzionale.

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Covid e cuore: Un marcatore del rischio morte

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

Su un campione di 2068 pazienti ricoverati all’ospedale Tongji di Wuhan nel febbraio-marzo 2020 di un’età media di 63 anni, costituito da circa la metà da donne, il 23% dei pazienti erano stati ricoverati in gravi condizioni cliniche, infatti avevano necessità di cure in terapia intensiva. All’ingresso, di questi il 30% aveva evidenza di un’elevazione della troponina T. La troponina T è un biomarcatore di danno cardiaco usato in particolare per identificare i pazienti con infarto miocardico acuto, ma che si è rilevato un potente marcatore di prognosi nei pazienti ricoverati per COVID-19. Infatti, il 77% dei pazienti che non aveva avuto necessità di terapia intensiva durante il ricovero, all’ingresso avevano un’elevazione della troponina T solo nel 2%. A rimarcare il forte potere prognostico della troponina T si è osservato che nei pazienti critici, che purtroppo moriva durante il ricovero rispetto a chi sopravviveva, si è osservato che chi moriva aveva un’elevazione della troponina T nel 45% dei casi mentre in chi sopravviveva nel 21% dei casi, altro dato altamente significativo. Questo marcatore di danno cardiaco si è visto che entro 3 giorni dall’avvio delle cure nei pazienti che venivano ricoverati in terapia intensiva era aumentato nel 68% dei pazienti che sarebbero poi morti e nel 49% di quelli che sarebbero sopravvissuti. Il vero spartiacque però era costituito da dopo i primi 3 giorni di ricovero, dove si osservava che in chi sarebbe morto la troponina era aumentata ancora nel 69% dei pazienti contro il dato in netta discesa al 30% di chi sarebbe sopravvissuto. Quantitativamente la mediana del valore di concentrazione nel sangue della troponina T era 117 pg/mL in chi moriva rispetto a 13 pg/mL in chi sopravviveva tra la quarta e la settima giornata di ricovero in terapia intensiva. Interessante notare che i pazienti che non sono mai entrati in terapia intensiva perché in discrete condizioni cliniche, nonostante la presenza di una polmonite COVID-19, anche durante il ricovero mantenevano in genere valori bassi, con una mediana di valore di concentrazione massimo registrato tra 1 e 3 giorni dal ricovero pari a 6 pg/mL. Altri dati emersi da questo studio sono stati che la troponina correlava con un importante marcatore di infiammazione come l’interleuchina 6, target del farmaco tocilizumab, spesso usato in questi pazienti nella prima fase epidemica del SARS-COV-2. Sulla base dello studio dell’andamento di marcatori di danno cardiaco durante il ricovero e quelli dell’attivazione del sistema immunitario/infiammatorio si ipotizza che il danno cardiaco che porti al rilascio della troponina T sia legato a una cosiddetta cardiotossicità nonspecifica mediata dagli alti livelli circolanti di questi fattori dell’infiammazione chiamati citochine. Altro dato di rilievo è stato osservare come l’elevazione della troponina T nei pazienti ricoverati in terapia intensiva si sia associato ad un maggior rischio di aritmie e di arresti cardiaci durante il ricovero. “Questi dati sono in linea con le prime pubblicazioni apparse sulla rivista JAMA Cardiology a marzo 2020, ma forniscono degli ulteriori dati, di rilevanza della troponina durante tutto il ricovero dei pazienti con COVID-19. In particolare, consente di identificare quei pazienti che verosimilmente non stanno rispondendo alle cure come dovrebbero, perché la troponina T rimane alta.” Quindi questa è la principale novità di questo lavoro. Inoltre, il dato è rafforzato dal fatto che sia stato dimostrato in un così ampio campione di pazienti. Va sottolineato che dall’inizio dei sintomi da COVID-19, che spesso era la febbre, e l’ospedalizzazione erano trascorse circa 2 settimane nella maggior parte dei pazienti studiati. Pertanto, ricorda il dottor Ammirati, che “La troponina T non è un test utile da eseguire subito dopo un contatto con un portatore o un paziente infetto con SARS-COV-2, il virus che causa la malattia COVID-19, ma ha senso eseguirlo nei pazienti che sviluppano la polmonite. Potrebbe ad esempio costituire un fattore che può determinare se decidere di ricoverare un paziente oppure no, oltre ad altri noti fattori come i livelli di ossigenazione del sangue, l’età avanzata, il sesso maschile o la presenza di multiple copatologie.” Va ricordato che la validità del marcatore è stata confermata anche correggendo altre variabili di rischio, per cui il suo potere di identificare i pazienti a maggior rischio è da ritenere addizionale rispetto agli altri noti fattori di rischio.

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Compravendita di usato

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

Con il lockdown, molti italiani hanno colto l’occasione per riorganizzare la propria vita e rivedere le proprie priorità, a partire dagli spazi in casa, vissuti quanto mai prima. Un’occasione per mettere da parte gli oggetti che non servivano più e cercarne di più adatti, con l’usato come opportunità concreta di risparmio, ma anche di guadagno, per 7 italiani su 10. Questa la fotografia che emerge dall’indagine La Second Hand ai tempi di Covid-19* condotta a novembre 2020 da BVA Doxa per Subito, piattaforma n.1 in Italia per vendere e comprare con oltre 13 milioni di utenti unici mensili, che ha evidenziato come il 67% degli italiani abbia acquistato o venduto almeno un oggetto usato da marzo ad oggi, un dato in forte aumento rispetto al 49% del 2019. Anche se molti italiani erano già abituati a fare second hand, è importante sottolineare alcuni interessanti cambiamenti motivazionali dietro la scelta di comprare o vendere oggetti usati. La modifica delle abitudini quotidiane e il contesto di emergenza degli ultimi mesi hanno infatti fatto crescere la motivazione economica: il 47% delle persone è ricorso al second hand per risparmiare o guadagnare dalla vendita. Tra le ragioni si ritrovano poi anche il contributo all’abbattimento degli sprechi attraverso il riutilizzo degli oggetti (34%), la riduzione del proprio impatto ambientale (19%) ma anche, a parimerito, la convenienza e una revisione delle priorità, con una nuova consapevolezza di cosa serve e di cosa invece si può fare a meno (15%). A guidare la compravendita dell’usato in Italia da marzo ad oggi c’è sicuramente il canale online, utilizzato dal 77% degli acquirenti (vs 58% del 2019) e dall’81% dei venditori (vs 66% del 2019). Una crescita a doppia cifra dettata sicuramente dalla difficoltà della compravendita fisica in questi mesi, ma anche dalla digitalizzazione forzata portata dalla pandemia.

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Lettera aperta del direttore scientifico dell’INMI Giuseppe Ippolito al direttore del Fatto Quotidiano

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

Egregio direttore, contrariamente alle mie abitudini, sono costretto a intervenire in merito all’articolo “Il salvavita italiano che noi non usiamo”, pubblicato sul Fatto Quotidiano del 17 dicembre, per fornire ai suoi lettori alcune precisazioni. L’articolo, riassumo liberamente per chi non avesse avuto la fortuna di leggerlo, ipotizza che io avrei dato, nel corso di una riunione svoltasi in sede Aifa il 29 ottobre scorso, parere negativo all’avvio in Italia del trial clinico di un farmaco prodotto dalla multinazionale Eli Lilly che qualche giorno dopo avrebbe ottenuto l’autorizzazione all’uso emergenziale negli Stati Uniti, privando così il nostro Paese di uno strumento in grado di salvare migliaia di persone dalla malattia COVID-19.Chi mi conosce sa che ho troppo rispetto per le istituzioni alla quali sono chiamato a collaborare per venire meno al dovere della riservatezza e prestarmi invece al giochino tutto italiano dell’indiscrezione, della soffiata, della confidenza. Di fronte ad una richiesta di questo tipo, sono stato forse un po’ brusco ma certamente corretto nell’indicare al giornalista il luogo istituzionale – l’Aifa appunto – al quale avrebbe potuto chiedere informazioni.Quanto all’accusa di conflitto di interessi, ovvero che sarei stato contrario al trial del farmaco Eli Lilly perché lo Spallanzani partecipa ad un altro progetto di ricerca finalizzato allo sviluppo di un medicinale analogo, non riesco neanche ad offendermi tanto è evidente la sua inconsistenza: in base alla stessa logica, dovrei essere contrario alla somministrazione del nuovo vaccino Pfizer dal momento che il mio istituto – istituto pubblico, è il caso di ricordare – è impegnato a condurre uno studio di fase 1 di un altro vaccino sviluppato in Italia, e uno di fase 3 del vaccino AstraZeneca, e sono personalmente impegnato nel comitato di sicurezza e monitoraggio di un ulteriore vaccino. Chiunque voglia fare ricerca nel nome della scienza sa che allo Spallanzani troverà sempre le porte aperte: a breve, solo per fare un esempio, avvieremo la sperimentazione per un nuovo anticorpo monoclonale.Vorrei approfittare di questa occasione, visto che si parla di argomenti sui quali ho qualche competenza, per rassicurare i suoi lettori che probabilmente si chiedono come mai non si sia accolta la possibilità di avere anche in Italia questo farmaco, “una mano dal cielo misteriosamente respinta”, una occasione “da cogliere al volo”, che “avrebbe permesso di salvare migliaia di persone”, come scrive l’autore dell’articolo con una enfasi un po’ sospetta. Il trial BLAZE-1 cui si riferisce lo studio del New England Journal of Medicine citato nell’articolo del Fatto in realtà attesta una modesta efficacia del farmaco nei pazienti con sintomi lievi o medi: solo per uno dei tre dosaggi utilizzati è stata riscontrata, a 11 giorni dal tampone positivo, una riduzione della carica virale maggiore rispetto a quella osservata nei pazienti trattati con placebo, mentre vi è stata sì una migliore performance per quanto riguarda la percentuale dei ricoverati (1,6% nel gruppo del farmaco, 6,3% in quello del placebo), ma con numeri assoluti troppo bassi (cinque ricoverati nel gruppo dei farmaci, nove in quello del placebo) per poter avere una robusta rilevanza statistica. Né tra i pazienti trattati col farmaco né tra quelli ai quali è stato somministrato il placebo, infine, vi è stato alcun decesso. Ciò che però nell’articolo non viene detto, e che secondo me sarebbe stato invece opportuno riportare per completezza di informazione, è che un altro trial (ACTIV-3), che si proponeva di valutare l’efficacia dello stesso farmaco nei pazienti ricoverati in ospedale, è stato interrotto dal board indipendente di valutazione a causa di “assenza di benefici clinici” per i pazienti ospedalizzati. In parole semplici: sui pazienti più gravi questo farmaco non ha dimostrato alcun effetto.La chiusura negativa del trial americano avveniva il 26 ottobre: tre giorni dopo, in una conversazione informale e non – come viene sostenuto nell’articolo – in una riunione ufficiale in sede Aifa per esprimere un parere, la società farmaceutica proponeva di testare il farmaco in Italia. Quando si dice la coincidenza… Concludo: di fronte ad una pandemia che ha sconvolto le nostre vite, causato tante morti e travolto la nostra economia, il nostro dovere di uomini di scienza, ma anche di operatori dell’informazione, dovrebbe essere quello di comportarci in maniera corretta ed etica, rispettando il ruolo e le funzioni delle agenzie regolatorie alle quali spetta l’ultima parola, senza alimentare false speranze in rimedi miracolosi, che purtroppo non esistono, e senza seminare dubbi non suffragati da prove concrete sulle scelte degli organismi preposti a decidere in materia di salute pubblica. Giuseppe Ippolito Direttore Scientifico, Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani”

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Online the new Catholic Forum Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

Catholic institutions collaborate to create catforumroma.it, the first online platform for academic events in Rome. Catforumroma.it is an online platform now accessible to all where academic events organized by participating Catholic institutions are made available to the public. This marks the first step in a wide-ranging cultural project aiming to promote collaboration between Catholic institutions in Rome through the organization of common initiatives, which, in turn, contribute to the cultural dynamism of the city. The academic institutions currently involved in the project are the Pontificia Università Gregoriana, the Pontificio Istituto di Studi Arabi e d’Islamistica (PISAI), the Pontificio Ateneo S. Anselmo, the Libera Università Maria Ss. Assunta (LUMSA), the Pontificia Università S. Tommaso d’Aquino (Angelicum) and the Pontificia Università Urbaniana. The project is coordinated by the Georgetown University Representative Office in Rome and the University of Notre Dame Rome Global Gateway, who will host the platform on its website. The platform aims to make academic events accessible to a wider audience and to further the research of students and scholars residing in or passing through the Eternal City. By gathering scheduled events in a large common calendar, the platform facilitates access to the city’s extraordinary resources such as academic institutions on the territory (universities, libraries, archives) seminars and conferences, and their international reach. With the creation of the new platform, the participating institutions tried to provide an answer to a shared need of unity and collaboration for the sake of a unique objective, by working together for a better and more successful cultural and academic proposal. The platform will be online from mid-December of 2020, with the hope that the list of participating institutions will grow, expanding the network of high-level cultural events and fostering new collaborations between Catholic institutions in Rome.

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