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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Il dipinto Danza campestre ritorna a fare parte della collezione del cardinale Scipione Borghese

Posted by fidest press agency su martedì, 29 dicembre 2020

Roma Piazzale Scipione Borghese 5. La Galleria Borghese annuncia l’acquisizione del dipinto Danza campestre (1601-02 circa): dopo una serie di dense ricerche la restituzione dell’opera alla mano di Guido Reni (Bologna 1575-1642) costituisce una delle più importanti e inattese scoperte degli ultimi anni, insieme a quella della sua documentata provenienza dalla collezione del cardinale Scipione Borghese.Oltre alla sua valenza storico-artistica, la sua documentata provenienza dalla collezione di Scipione Borghese consente di aggiungere un importante tassello alla fondamentale vicenda dei rapporti fra i Borghese e Guido Reni. Il Cardinale desiderava fare di Reni il suo pittore di corte considerandolo, dopo la morte di Annibale Carracci, l’artista più importante presente sulla scena romana. A lui la famiglia Borghese, nella persona del papa Paolo V, affidò gli affreschi della Cappella Paolina in Santa Maria Maggiore e fu committente di uno dei suoi massimi capolavori, l’Aurora nel casino ora Pallavicini-Rospigliosi, quando questo era la prima impresa edile e residenza del Cardinale Scipione Borghese. Sono più di una le opere dell’artista che facevano parte della collezione, a conferma di questa predilezione e, tra queste, la Santa Cecilia di qualche anno successiva, conservata ora nel Norton Simon Museum di Pasadena. Tuttora la Galleria possiede un’altra importante opera di Guido Reni, di tipologia e soggetto del tutto differenti, il Mosè con le tavole della Legge, riferibile alla maturità dell’artista. La scena raffigura una festa campestre: un ballo, accompagnato dalla musica del liuto e della viola da braccio, organizzato da un gruppo di contadini, al quale assistono benevolmente alcune dame e signori del luogo, questi ultimi in veste di cacciatori. I personaggi sono seduti in cerchio, in una radura tra gli alberi accanto alla quale scorre un ruscello. Al centro, un giovane villano invita una dama ad aprire le danze. Lo sguardo scorre attraverso la varietà degli atteggiamenti dei personaggi: una dama un poco annoiata si rivolge verso la sua vicina, mentre sul lato opposto due donne si prendono cura di un bimbo; il suonatore di liuto si interrompe per prendere una delle fiasche poste a rinfrescare sulla riva, mentre un giovane probabilmente già ebbro, accanto alla fiasca vuota, si abbandona al sonno. Su un ponticello una donna conduce un bambino verso la festa, mentre nel paesaggio collinare, costellato di castelli, fattorie e una piccola chiesa, si disperdono alcuni gruppi di cacciatori e altri personaggi. Nello sfondo, uno specchio d’acqua solcato da alcune vele è illuminato dalla luce del crepuscolo mentre in alto, su un cielo oscuro e nuvoloso, si stagliano alcuni uccelli. In un particolare del dipinto, che richiama il gusto diffuso per il trompe l’oeil, il pittore sembra voler dimostrare la propria abilità: due mosche si posano in alto sulla tela, quasi a voler sollecitare l’osservatore a scacciarle con la mano. Dopo il suo arrivo e appena possibile, in accordo con le decisioni sulla riapertura dei Musei, il dipinto verrà presentato al pubblico in una cornice di iniziative che ne illuminino l’origine e il suo posto nel contesto romano di primo Seicento. http://www.galleriaborghese.beniculturali.it

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