Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 203

Archive for 30 dicembre 2020

Tecnologia navale e sicurezza nella navigazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2020

I danni umani e materiali come quelli dei due pescherecci di Mazara del Vallo ( 2020 ), così come quella del peschereccio sequestrato in Gambia ( 2015), così come le diverse collisioni “misteriose”, da quella della Moby Prince del lontano anno 1991 a quella della “Ulysse” nell’anno 2018 , così come molti altri incidenti marittimi dovute a negligenze tipo Costa Concordia (2013) potrebbero essere facilmente evitati. Non solo evitati ma, in modo univoco, le cause e le responsabilità di ogni incidente, possono essere determinate senza dubbi di sorta. La tecnologia esiste da anni e permette agli armatori di “essere a bordo” della loro nave pur stando in una sala di controllo radar posta a migliaia di chilometri di distanza dalla sua posizione in mare. A bordo di pescherecci, navi, yachts, è possibile installare una unità radar-televisiva controllata da qualsiasi distanza.L’immagine captata dal radar installato a bordo viene inviata a terra alla stazione di comando e controllo attraverso un sistema di trasmissione satellitare con copertura globale.L’operatore a terra, nella sala di comando e controllo, può regolare i principali parametri del radar e può facilmente identificare qualsiasi eco sospetto.Nella sala di comando e controllo vi è un primo schermo con le immagini provenienti dalla nave ed un secondo schermo ove le immagini vengono elaborate al fine di determinare facilmente la direzione e la velocità dell’imbarcazione localizzata nonché la sua posizione geografica.All’immagine radar si possono aggiungere quattro immagini televisive: per esempio per sorvegliare la plancia di comando, la sala macchine, il ponte principale, e poi qualche altra area di particolare interesse.Nel caso dei pescherecci, per esempio, la zona del verricello.Anche le telecamere di bordo sono controllate da remoto, permettendo all’operatore di cambiare la zona di visione e di ingrandire dettagli di particolare interesse.Con l’installazione del radar a controllo remoto si ottengono tre importanti risultati. Primo: si localizzano tutte le imbarcazioni nelle vicinanze della nave incluse quelle in rotta di collisione, ed anche tutti gli eventuali ostacoli alla navigazione, sia fissi che galleggianti ( boe, container persi, scogli affioranti ) registrando sia le immagini radar che quelle delle telecamere di bordo. Secondo:Qualsiasi situazione pericolosa è monitorata dal personale dell’armatore, che, dalla sala di controllo a terra, segue ogni attività a bordo. Terzo:L’operatore a terra inoltre, è in grado di allertare sia l’equipaggio che eventuali soccorsi per attuare interventi tempestivi. In caso di grave incidente il sistema permette di seguire tutte le fasi dei soccorsi dalla sala radar di terra e di coordinare al meglio le attività dei soccorritori. Insomma collisioni, sconfinamenti in acque territoriali interdette, passaggi troppo ravvicinati alla costa, etc. non sarebbero più possibili o, nel caso avvenissero, le responsabilità sarebbero certe e senza ombra di dubbio. Questa tecnologia esiste da anni ed è pure di facile utilizzo . Tutte le informazioni si trovano anche sul web ed i dettagli cliccando su: http://www.triskav.com/OB.html (Redazione http://www.topbtw.com/)

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Coronavirus e informazione. Tra bufale e irresponsabilità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2020

L’ultima che abbiamo letto, sul vaccino della Pfizer è che contiene un microchip, collegato alla tecnologia 5G. I russi avrebbero isolato il chip e pubblicato il relativo schema elettrico.Il tutto finalizzato al controllo dei vaccinati.Per inciso, lo schema elettrico del chip, riportato su un “social”, non ha ovviamente nulla a che vedere con la realtà, infatti, rappresenta il circuito elettrico di un distorsore musicale, ma ai più ingenui, chiamamoli così, frequentatori di comunicazioni sociali, la notizia fa presa, magari inattesa del vaccino russo.Così come ha fatto presa la notizia sull’origine del virus che, nella fantasia di molti, era nato in un laboratorio, cinese, americano o russo che sia, messo a punto per indebolire l’avversario.Bufale a tutto tondo, ma tant’è!Più grave sono state le bufale concernenti il Coronavirus come virus poco più grave di quello influenzale, o clinicamente morto o che sarebbe scomparso con il caldo, nell’estate o della mascherina che provoca il cancro, o che il 95% dei positivi sono asintomatici. Sui vaccini abbiamo sentito evocare trasformazioni genetiche nelle persone vaccinate, come si diceva nel 1700 all’epoca di Jenner, quando alle persone vaccinate si diceva che spuntavano le corna.Vero è che la medicina non è una scienza esatta, occorre, quindi, applicare il metodo scientifico che porta alla conoscenza della realtà: si raccolgono dati, si elaborano ipotesi e si fanno verifiche. Nulla di tutto questo è stato applicato nelle dichiarazioni sopra riportate.Poi ci sono i morti per Coronavirus o con il Coronavirus, sempre sulla linea comunicativa che il Coronavirus è poco pericoloso. Elucubrazioni, smentite clamorosamente da indagini statistiche.In ultimo, la negazione di politici sulla pericolosità del Coronavirus, con l’ostentazione pubblica della omissione di indossare la mascherina. E qui siamo alla irresponsabilità per fini elettorali. Peggior comportamento non c’è. Ora, con l’approvazione del vaccino Pfizer, e di altri che verranno, l’attenzione graverà, con articoli e dichiarazioni, sulle reazioni avverse al vaccino che, per ora, rappresentano lo zero virgola qualcosa dei vaccinati e non ha provocato effetti letali, mentre i morti da Coronavirus sono 72 mila in Italia e quasi 1,8 milioni nel mondo.La risposta che dovremmo dare è: è stato applicato il metodo scientifico che porta alla conoscenza della realtà? Chè il tempo delle favole e della ingenuità, per molti di noi, è passato da tempo.Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Il covid19 ha annullato ogni possibilità di contatto umano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2020

Ma non il bisogno di socializzare. A pagarne le conseguenze sono soprattutto i giovani, che hanno una personalità in formazione, e gli anziani, che più di tutti necessitano di contatto per non sentirsi soli. L’emergenza pandemica ha infatti accentuato il distanziamento, l’isolamento, scatenando la paura dell’altro, del soggetto visto con sospetto in quanto (seppur involontariamente) pericoloso e possibile veicolo di contagio. «Questa è solo una delle prime conseguenze da affrontare in fase post-covid, come ha spiegato la dottoressa Maria Rosaria Rapolla, psichiatra del Centro Sant’Ambrogio Fatebenefratelli. L’individuo si è ritrovato ( e si ritrova) a vivere in solitudine, escludendo e allontanando tutti per paura. Per ricominciare lasciandosi dietro di sé le conseguenze fisiche e psicologiche del Covid19 ha bisogno di supporto, di un’assistenza integrale. Perciò, è nato il progetto RICOMINCIARE del FBF con l’obiettivo di attivare-grazie alla raccolta fondi- un poliambulatorio multidisciplinare nelle varie strutture dell’Ordine Ospedaliero».L’assistenza del centro è volta alla diagnosi e alla cura di forme di ansia e depressione, in modo da evitarne la possibile cronicizzazione. L’ansia e la sintomatologia depressiva possono manifestarsi nelle persone che hanno vissuto la malattia da covid19, magari con un ricovero ospedaliero, ma anche, ad esempio nei familiari delle vittime covid19, che hanno vissuto nell’angoscia, lontani dai cari, e che faticano a rielaborare il lutto; e negli operatori sanitari, travolti dallo “tsunami” pandemico ed esposti ogni giorno ad una continua lotta interiore tra il senso del dovere e il timore per la propria salute e quella dei propri cari; tra il senso di colpa per i pazienti deceduti e lo stress fisico e psichico.Possono poi avere bisogno di un supporto anche persone che durante il lockdown hanno trovato nelle sostanze stupefacenti una valvola di sfogo per sfuggire alla dura realtà, cadendo nella dipendenza ; e donne e bambini vittime di violenza e maltrattamenti, in aumento durante l’isolamento domestico.Negli anziani, il lockdown può avere accentuato problematiche preesistenti, precipitandole o rendendole manifeste. L’isolamento, la scarsità di stimoli, possono aver peggiorato un decadimento cognitivo, favorito la perdita del ritmo sonno-veglia, o slatentizzato dei sintomi depressivi. Senza dimenticare che nell’anziano la depressione può manifestarsi con sintomi che possono far pensare alla comparsa di una demenza, con la differenza che mentre per quest’ultima purtroppo ad oggi non esiste una cura, per la depressione invece c’è un’ ottima risposta ai farmaci.

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Governo usi golden power per tutelare sicurezza reti nazionali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2020

“La sicurezza dei dati e delle comunicazioni del nostro Paese potrebbe essere messo in pericolo dalla disastrosa situazione finanziaria in cui versa la società americana GTT Communications, la quale sarebbe in procinto di vendere un asset strategico per la gestione dei nostri dati a un fondo di investimento”.A lanciare l’allarme il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, che ha presentato un’interrogazione parlamentare al presidente del Consiglio e al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti per sollecitare un intervento. Come spiega il senatore, peraltro anche vicepresidente del Copasir, la GTT Comnunications “gestisce il più esteso dorsale in fibra ottica sul continente europeo e nel quale transitano le reti di accesso dei più importanti operatori italiani e collegamenti di primaria strategicità come la rete militare RIFON o la rete di collegamento delle basi Nato in Italia. Questo spiega perchè per il nostro Paese sia importante seguire il destino finanziario di questa azienda e che il governo debba intervenire per tutelare il preminente interesse italiano e la sicurezza nazionale”.Infatti, conclude il senatore Urso “la presidenza del Consiglio era a conoscenza della vendita della GTT Communications, e soprattutto alla luce della strategicità dell’infrastruttura non ritiene di esercitare il golden power proprio al fine di tutelare l’interesse nazionale? Su questo attendiamo risposte chiare dal presidente Conte e dal ministro De Micheli”.

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Scuola: Ritorno in classe

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2020

La riapertura di tutte le scuole a gennaio per svolgere le lezioni in presenza è un fatto importante, ma bisogna adottare la massima cautela: perché quando all’inizio dell’anno scolastico sono tornati in classe oltre otto milioni di studenti c’erano 300 contagi al giorno, mentre oggi abbiamo quasi 10mila nuovi casi di Covid-19 al giorno. A dirlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: nel corso di una video-intervista all’agenzia Teleborsa, il sindacalista ha detto che bisogna “riaprire sì” le scuole e tornare alle lezioni tradizionali, ma occorre farlo “in sicurezza”. Perché la “tutela della salute del personale e degli studenti resta la priorità assoluta”, soprattutto perché “non sono tra le categorie di quanti potranno vaccinarsi per prime”. Il leader dell’Anief è convinto che “dobbiamo soprattutto evitare che la scuola diventi ciò che non è mai stato, ossia un luogo di diffusione del contagio dopo queste vacanze”. Guai a commettere passi falsi e abbassare la guarda con il Covid-19, quindi, perché la terza ondata non è un’ipotesi così remota. “La scuola anche a distanza può andare avanti, non per sempre perché la dad non può certo sostituire l’attività in presenza: mai come ora – ha concluso il presidente Anief – dobbiamo evitare di mettere il Paese nelle condizioni in cui il virus possa prendere il largo con eventuali ulteriori chiusure che sarebbero il colpo di grazia per la nostra economia già in sofferenza”.

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Scuola: Organici insufficienti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2020

Potenziare gli organici del personale scolastico, sia per migliorare la risposta degli istituti in chiave preventiva per i contagi da coronavirus, sia per avere una scuola di qualità anche quando l’emergenza pandemica sarà finita: è questa la filosofia che ha ispirato i promotori di una mozione presentata e approvata dal sindacato Udir nel corso del congresso nazionale. In entrambi i casi è necessario agire sul numero di alunni per classe, che non dovrà più superare quota 18, sull’affidamento alle scuole di assistenti tecnici specializzati nell’informatica e più collaboratori scolastici. Spazio anche per l’organico dell’autonomia. Per quel che concerne gli organici da integrare, una volta che sarà terminata l’emergenza Covid-19, Udir ritiene che la quantità di alunni per classe non debba in alcun caso essere superiore a 18 iscritti. Qualora nella classe sia presente un alunno diversamente abile, tale numero dovrà essere ridotto a 16. Va comunque sempre garantita la presenza di un assistente tecnico dell’area informatica in ogni istituzione scolastica per 36 ore settimanali. Come va assicurata la presenza di assistenti tecnici informatici (o similari) nelle istituzioni scolastiche del secondo ciclo, sulla base di una “definizione certa ed oggettiva degli organici in relazione alla presenza di laboratori fissi e/o mobili e in relazione agli strumenti informatici presenti nelle varie scuole”. Così come si dovrà necessariamente operare per l’organico di diritto dei collaboratori scolastici, che dovrà essere aumentato in percentuale rispetto alla presenza di alunni con disabilità gravissimi e non autosufficienti (a titolo di esempio, si possono considerare tre alunni per collaboratore).

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Accordo Brexit: meglio di un no-deal

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2020

A cura di Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm. Regno Unito e UE hanno finalmente raggiunto un nuovo accordo commerciale. I dettagli sono ancora un po’ vaghi. Si tratta di 500 pagine – stando alle dichiarazioni di Boris Johnson alla Vigilia di Natale – o di circa 1250 pagine – secondo tutti gli altri. L’accordo ora deve essere ratificato dagli Stati membri dell’UE e dal parlamento britannico. In un impeto di ottimismo in vista del nuovo anno, ipotizzo che tale processo vada avanti agevolmente. Se concepito bene, ne escono tutti vincitori con la possibile eccezione dei pescatori britannici, che ritengono di essere stati svenduti per il bene del restante 99,2% del PIL britannico. Probabilmente, in termini commerciali, questo accordo è peggiore di qualunque accordo stipulato dal Regno Unito ma, al di là dei suoi difetti, credo che nel breve termine sia molto meglio di un no-deal. Ad ogni modo, solo il tempo ci dirà se il Regno Unito sarà in grado o meno di sfruttare le sue ritrovate libertà per un futuro economico migliore o se la libertà dalla Corte di giustizia europea vale qualunque prezzo – è solo questione di opinioni, anche qui ogni parte potrebbe rivendicare la vittoria.Come si valuterà, quindi, il successo di questo accordo? Ovviamente non è semplice e non lo era neanche prima del Covid, ma in termini macro-economici è bene concentrarsi su crescita e inflazione mantenendo l’analisi il più semplice possibile. Il grafico seguente mostra la crescita del PIL del Regno Unito (anno su anno) per dieci anni, fino a dicembre 2019. Per quanto riguarda, invece, i prezzi al consumo, la discontinuità dovrebbe essere più facile da vedere. Il grafico seguente mostra la variazione anno su anno dei prezzi al dettaglio nel Regno Unito. Possiamo vedere l’incremento piuttosto netto in seguito al referendum del 2016, guidato in larga misura dall’indebolimento della sterlina. Nel 2020 la debolezza della domanda ha spinto al ribasso l’inflazione nel Regno Unito, come in qualunque altra economia sviluppata. Se c’è una discontinuità, almeno nel breve termine, dalla fine del periodo di transizione, potremmo aspettarci di ritrovarla nei prezzi alti o nella mancata disponibilità di certi beni (sebbene in questo secondo caso i dati siano più difficili da reperire). In sintesi, ritengo che questo accordo, per quanto “scarno”, possa essere migliore della rottura che avrebbe causato un mancato accordo. Potrà esserci ancora qualche discontinuità, data la tempistica (a una settimana dalla fine del periodo di transizione) e i termini dell’accordo, che devono per forza di cose essere, in un certo senso, peggiori di quelli di cui il Regno Unito ha goduto in precedenza. I prezzi dei beni al consumo potrebbero aumentare nella prima metà del 2021, anche con un accordo in atto, e la crescita essere più debole di quanto sarebbe stata – come del resto sostiene la maggior parte degli analisti – ma ritengo probabile che l’impatto del Covid renderà la valutazione delle conseguenze dell’accordo piuttosto complicata. Mi aspetto di vedere una ripresa economica nel 2021 – a condizione che il vaccino rimanga efficace e venga distribuito in modo efficiente – e l’impatto dell’accordo sulla Brexit ne sarà probabilmente offuscato – lasciando a tutte le parti in causa la possibilità di rivendicare la vittoria.

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Cos’è il bene comune?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2020

E ancora possiamo assicurare a tutti i viventi un bene comune che non vada a provocare un danno agli altri? Si dice che la propria libertà finisce dove incomincia quella degli altri e con ciò possiamo limitare l’efficacia del nostro bene comune a vantaggio degli altri. Dopo tutto il bene comune non è un ordine spontaneo. “Nella tradizione liberale – scrive Antonio Magliulo – prevale l’idea, avvalorata da sofisticate teorie economiche, che lo Stato, limitandosi a tutelare la sfera privata dei diritti civili e politici, garantisce indirettamente e invisibilmente anche la massima estensione dei diritti sociali. Individui protetti dalla legge e liberi di poter agire economicamente dovrebbero assicurare la massima occupazione e i più elevati salari possibili con le risorse disponibili”. Ma è proprio così? Il dubbio serpeggia nelle mie vene. Se il bene comune si attua con il concorso di tutti perché oggi vi è tanta miseria nel mondo? Perché, evidentemente, vi è qualcuno che ciurla nel manico. Se parliamo di diritti e di doveri dovremmo ritenere che se all’imprenditore spetta il diritto di percepire i frutti del proprio lavoro e della sua proprietà vi deve anche corrispondere il dovere di usare le stesse risorse, che mette in campo, per accrescere la ricchezza e l’occupazione dell’intera comunità. E lo Stato che ruolo può avere se non quello di garante che il bene comune costituisca lo scopo e la sua stessa ragione d’essere? Oltre al fatto che deve porsi alla tutela dei diritti individuali dell’essere umano: civili, politici e sociali. Non dimentichiamo che un uomo privato della libertà di pensiero, di espressione o di associazione è più facilmente manipolabile dal potere. La povertà assoluta e la crescente disuguaglianza sociale (o povertà relativa) acuiscono il senso di ingiustizia e corrodono la coesione sociale. E ricordiamolo bene. “Una società in cui il diritto al lavoro sia vanificato o sistematicamente negato e in cui le misure di politica economica non consentano ai lavoratori di raggiungere livelli soddisfacenti di occupazione, non può conseguire né la sua legittimazione etica, né la pace sociale.” (Riccardo Alfonso)

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Vaccino Covid-19: Ogni fiala può servire per 6 persone invece che 5

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2020

Fedele e coerente con gli impegni di aggiornamento e informazione continui, precisi e puntuali che si è presa nei confronti della campagna vaccinale per far fronte alla pandemia COVID.19, la Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie-SIFO condivide e rilancia il messaggio espresso oggi dall’AIFA in merito al vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 : “ferma restando la necessità di garantire la somministrazione del corretto quantitativo di 0.3 ml a ciascun soggetto vaccinato attraverso l’utilizzo di siringhe adeguate, è possibile disporre di almeno 1 dose aggiuntiva rispetto alle 5 dosi dichiarate nel Riassunto delle caratteristiche del prodotto”.In pratica – ricorda SIFO a tutti gli operatori – la dose di COMIRNATY che deve essere somministrata a ciascuna persona è di 0,3 ml. Questa dose deve essere estratta in condizioni asettiche e utilizzando siringhe di precisione adeguate, da un flaconcino di vaccino che contiene 2,25 ml, dopo la diluizione prevista con soluzione di cloruro di sodio allo 0,9%. Questo significa quindi che ogni fiala di vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 può essere utilizzata per vaccinare con pieno successo e in assoluta sicurezza 6 soggetti, a conferma dei calcoli e delle simulazioni che SIFO aveva già realizzato un mese fa.Gli aspetti professionali, sanitari, organizzativi ed etici di questa sottolineatura – precisa SIFO – sono di primaria importanza, visto che in questo modo con mille fiale potranno essere trattate 6000 persone (invece che 5000), rendendo più vasta e capillare fin da subito la copertura vaccinale e realizzando anche un’economia di scala non indifferente: ogni centro abilitato alla vaccinazione dei cittadini italiani deve esserne consapevole ed agire di conseguenza. (fonte Ufficio stamnpa Sifo)

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Industria calzaturiera italiana: Calo produzione e fatturato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2020

Il comparto calzaturiero in Italia ha sperimentato nel terzo trimestre dinamiche un po’ meno sfavorevoli, ma comunque ancora non positive. E’ quanto emerge dai dati elaborati dal Centro Studi di Confindustria Moda per Assocalzaturifici, che evidenziano nel periodo esaminato cali a doppia cifra nel fatturato delle aziende raggiunte dall’indagine (-26,6%). Solo il 14% degli intervistati ha dichiarato di aver superato, o quantomeno eguagliato, il fatturato del terzo trimestre 2019, mentre più della metà del panel ha denunciato un calo compreso tra il -20 e il -50%. Dati che trovano riscontro nell’indice della produzione industriale di Istat, che ha registrato in luglio-settembre un -17,4%. Il calo da inizio anno resta considerevole, in tutte le variabili.Nel dettaglio, relativamente al mercato interno, i dati cumulati dei primi 9 mesi mostrano contrazioni degli acquisti delle famiglie italiane del -17,8% in quantità e del -23% in termini di spesa, con prezzi medi in calo del -6,3%, anche per il maggior utilizzo, nei mesi di quarantena, di pantofoleria e calzature ad uso domestico di minor valore medio unitario (oltre che per il minor numero di cerimonie e occasioni di utilizzo). Secondo il Fashion Consumer Panel di Sita Ricerca per Assocalzaturifici, i segmenti merceologici più colpiti risultano quelli delle scarpe “classiche” per uomo e donna (con cali attorno al -30%), mentre per le calzature da bambino e le sportive/sneakers le flessioni sono comprese tra il -15 e il -20%. Meno pesante, come anticipato, la frenata per il segmento pantofoleria/relax, sceso del -7,4% in paia e del -6,8% in spesa.Malgrado il boom delle vendite online, si profila dunque un 2020 nero per gli acquisti in Italia, considerato anche il crollo dei flussi turistici dall’estero e dei mancati introiti da essi derivanti, soprattutto per le fasce lusso.Le esportazioni, che da sempre costituiscono il traino del settore, hanno subìto nei primi 9 mesi dell’anno una contrazione del -20,1% in quantità, con un -17,2% in termini di valore. Complessivamente sono stati esportati da gennaio a settembre, operazioni di pura commercializzazione incluse, 127,1 milioni di paia (quasi 32 milioni in meno rispetto all’analogo periodo del 2019) per 6,4 miliardi di euro. Prezzi medi in aumento del +3,6%.I dati diffusi da Istat evidenziano come, dopo il dimezzamento subìto nel bimestre marzo-aprile di lockdown (-52% in volume) e il trend ancora marcatamente sfavorevole di maggio-giugno (-26,5%), nel trimestre luglio-settembre, pur in assenza di alcun auspicabile “rimbalzo”, la riduzione si sia decisamente affievolita (-6,5% in volume e -1,5% in valore tendenziali), grazie in particolare al mese di settembre, in cui il numero di paia esportate ha eguagliato quello dello stesso mese 2019 (+0,3%).Le esportazioni entro i confini comunitari (che rappresentano il 65% del totale quantità) sono calate nei primi 9 mesi 2020 del -16,5% in volume (-14,5% a valore). Superiore al 20%, sia in quantità che valore, la flessione dei flussi verso la Francia, che comprendono anche prodotti del terzismo per le griffe; meno pesante quella verso Germania (-14% in paia, che fa seguito però alla riduzione del -8,4% registrata già a consuntivo 2019), Olanda (-12%, con un -2,6% in valore) e Belgio (-13,4%).Tra le destinazioni extra-UE (scese nell’insieme del -26% circa in quantità, quasi dieci punti percentuali più di quelle comunitarie, e del -19,3% in valore), cali nell’ordine del 30% per il Nord America (con gli USA che segnano un -35% in volume e -29,6% in valore). In Far East (che perde il -23,3% in quantità, globalmente), arretramenti non trascurabili in tutti i principali mercati (Cina -20% in volume, Hong Kong -35%, Giappone -25%), con l’unica eccezione della Corea del Sud (cresciuta del 16% in valore, pur a fronte di una flessione del -6,8% nelle paia), che ha raggiunto il settimo posto nella graduatoria dei paesi di destinazione in valore (era decima a consuntivo 2019). Quanto alla Cina, va sottolineato un certo dinamismo nel terzo trimestre (+16,8% a valore), ascrivibile perlopiù – considerato l’incremento rilevante dei prezzi medi – al solo alto di gamma: i volumi hanno ceduto infatti il -2,1% su luglio-settembre 2019. Male anche la CSI (con la Russia che perde il -25% in volume) e il Medio Oriente (-20,5%). Un po’ meno pesante (-16,4% in quantità e -9% in valore) la riduzione dell’export verso la Svizzera, tradizionale hub logistico-distributivo delle grandi multinazionali del lusso, grazie al recupero (+6% nelle paia e +10% in valore) registrato nel terzo trimestre.

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Stop ai veicoli euro 4 a partire dal 4 gennaio 2021

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2020

Torino. Da lunedi 4 gennaio 2021 tutti i veicoli con omologazione euro 4 diesel, sia adibiti al trasporto persone che al trasporto merci, non potranno più circolare nei territori dei comuni dell’area metropolitana di Torino, dal lunedi al venerdi dalle 8 alle 19.E’ quanto stabilito da tempo dal Protocollo siglato dalle Regioni della pianura padana che oltre ad intervenire con misure per la limitazione alla circolazione dei veicoli più inquinanti, tocca ambiti quali energia, impianti di riscaldamento, trasporti e agricoltura. Rientrano negli obblighi previsti dal Protocollo, oltre a Torino, i comuni di Beinasco, Borgaro Torinese, Cambiano, Carmagnola, Caselle Torinese, Chieri, Chivasso, Collegno, Grugliasco, Ivrea, La Loggia, Leinì, Mappano, Moncalieri, Nichelino, Orbassano, Pianezza, Rivalta di Torino, Rivoli, San Mauro Torinese, Santena, Settimo Torinese, Trofarello, Venaria Reale, Vinovo e Volpiano. Proprio il protocollo, con le disposizioni per il miglioramento della qualità dell’aria, prevede la progressiva limitazione di auto e veicoli commerciali ad alimentazione diesel per gli euro 4, inizialmente previsto per il primo ottobre di quest’anno, ma rinviato a causa della pandemia al 4 gennaio 2021, e per gli euro 5 entro la fine del 2025. Rimangono in vigore le misure emergenziali che saranno attivate, in situazioni di emergenza causate da reiterati superamenti dei limiti di qualità dell’aria, dall’accensione del semaforo antismog. Tutte le informazioni sulla gestione dei blocchi del traffico, le mappe dei comuni interessati, il livello del semaforo e le esenzioni si trovano sul sito della Città metropolitana di Torino alla pagina http://www.cittametropolitana.torino.it/cms/ambiente/qualita-aria/blocchi-traffico

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Scuola: Fatti, avvenimenti e persone – Consuntivo del 2020

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2020

A cura di TUTTOSCUOLA. La redazione di Tuttoscuola, come consuetudine da quasi quattro lustri, ci ha resi partecipi quest’anno del riepilogo dei principali avvenimenti che hanno riguardato la scuola italiana nell’ultimo anno. Riassume in un comunicato fatti, avvenimenti e persone del 2020, un anno di scuola dalla A alla Z. Noi riprendiamo solo l’articolo che riguarda la Ministra Azzolina se non altro per il suo diretto coinvolgimento negli eventi di quest’anno. “(gennaio-dicembre) – Lucia Azzolina, insegnante e neo dirigente scolastica (ma è arrivata prima la nomina di Ministra che quella di DS), 37 anni (ora 38), subentrata al suo compagno di Movimento 5 Stelle Lorenzo Fioramonti – dimessosi dal governo e dal M5S per protesta contro il magro budget assegnato al suo Ministero dalla legge di bilancio – si è trovata nel corso dell’anno a combattere contemporaneamente su tanti fronti: quello politico, non solo con l’opposizione ma anche all’interno del governo e della maggioranza, non sempre solidali con le sue scelte; quello sindacale, su vari punti tra cui il concorso straordinario per i docenti precari, che le hanno chiesto congiuntamente e insistentemente di rinviare, cosa che lei non ha fatto se non a causa del Covid, ribadendo la fedeltà alla norma costituzionale che prevede i concorsi come via ordinaria di accesso alla pubbliche amministrazioni; quello mediatico, che l’ha vista bersaglio di attenzioni e di imitazioni e parodie non sempre, anzi quasi mai benevole, che ha saputo prendere con ironia (“a scuola mi chiamavano cazzolina…”). Ma soprattutto è la Ministra che ha dovuto affrontare la pandemia Covid, che l’ha costretta a decretare la più lunga serrata delle aule scolastiche di sempre. Una prova durissima, senza precedenti, che ha assorbito tantissime energie. Diventata ministra quasi per caso (era sottosegretaria), si è circondata di uno staff di fiducia ed è andata avanti con ostinazione sulla sua linea. Risalta il suo sincero legame con la scuola (è uno dei pochi ministri dell’istruzione che aspira dopo il suo incarico a tornare a scuola). Ha affrontato l’emergenza Covid con coraggio, non senza errori anche per inevitabile inesperienza (si pensi alla mancata occasione di un grande patto con la depopolata scuola non statale per approntare gli spazi necessari al distanziamento, che avrebbe consentito di limitare la forte e grave riduzione degli orari di lezione; ai ritardi nelle nomine per i problemi sulle graduatorie online; oppure all’eccessivo peso, sia economico sia strategico, dato all’operazione banchi, peraltro vissuta in balia del commissario straordinario che ha completato le consegne a fine anno; all’insufficiente coordinamento con gli altri ministri competenti su trasporti e tracciamento e con le Regioni, peraltro non attribuibile solo a lei). Soprattutto, è mancata finora la visione e la regia per trasformare la crisi del Covid in opportunità per accelerare fortemente il passaggio dal modello dell’insegnamento trasmissivo a quello dell’apprendimento coinvolgente. Un passaggio storico che richiederebbe un grande e strutturale piano di formazione e una calibrata e organica strategia di diffusione delle migliori pratiche (che esistono, come documenta tra gli altri l’inchiesta di Tuttoscuola La scuola che sogniamo), avvalendosi delle tante energie qualificate presenti nella e intorno alla scuola, anche attraverso forme di partenariato pubblico-privato e il coinvolgimento del mondo del volontariato e del terzo settore. Non è stata colta, ad oggi, l’occasione – colpa delle urgenze per il Covid, forse – di progettare e discutere pubblicamente una strategia di revisione della politica educativa nazionale in funzione delle linee e degli obiettivi indicati nel testo del Next Generation EU (gli incontri lanciati dal MI a fine dicembre su “Ripensare l’educazione nel XXI secolo” potranno forse offrire spunti utili). I media hanno ripetutamente indicato la Azzolina come una possibile e anzi probabile candidata ad essere sostituita in un eventuale rimpasto di governo, ma le va riconosciuto di aver provato a tener fermo il timone della scuola nella gran tempesta di questo anno terribile. Resiliente”.

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70 mila precari Covid con stipendi ridotti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2020

Il sindacato Anief si oppone alla sottrazione delle indennità accessorie negli stipendi dei docenti e Ata cosiddetti Covid. “È una retribuzione professionale aggiuntiva che Anief – spiega il suo presidente nazionale – fa assegnare da anni anche ai cosiddetti supplenti brevi: va conferita, non certo negata. Anche perché si tratta di una cifra non indifferente: a fine anno corrisponde a circa uno stipendio in più. È importante per chi è in organico Covid non perdere questi soldi”. “Ecco per quale motivo – continua il leader dell’organizzazione sindacala rappresentativa nel comparto Scuola – questo personale farebbe bene a rivolgersi a nostri legali Anief, perché possano chiedere quella parte stipendiale accessoria che gli è dovuta e spettante. È l’ennesima battaglia che il nostro sindacato porta avanti, perché a tutti in precari possano essere garantiti gli stessi diritti del personale di ruolo”.Anief ricorda che il personale docenti aggiuntivo cosiddetto ‘Covid’ è stato finanziato in parte dal decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 e precedentemente dal decreto-legge n. 34 del 2020. L’inquadramento dei docenti-Covid è stato introdotto dalla lettera b) dell’articolo 231 bis del decreto-legge n. 34 del 2020, con la quale si dispone di “attivare ulteriori incarichi temporanei di personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) a tempo determinato dalla data di inizio delle lezioni o dalla presa di servizio fino al termine delle lezioni, non disponibili per le assegnazioni e le utilizzazioni di durata temporanea. In caso di sospensione dell’attività in presenza, i relativi contratti di lavoro si intendono risolti per giusta causa, senza diritto ad alcun indennizzo”. Una modalità di assunzione, che l’Anief ha definito da subito “usa e getta”: vinta questa battaglia, c’è ora da affrontare quella dei compensi ridotti in modo illegittimo.

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Le prime 10 patologie per cui gli italiani hanno cercato un medico nel 2020

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2020

Non solo coronavirus. Nell’annus horribilis, segnato dalla pandemia mondiale che ha fagocitato pensieri e preoccupazioni, gli italiani non hanno smesso di soffrire di altre patologie e si sono rivolti al web per cercare i medici in grado di curarle. dottori.it, portale leader in Italia per la prenotazione di visite specialistiche, che offre a medici e pazienti la possibilità di effettuare le visite online direttamente dal sito e dall’app, ha analizzato le ricerche effettuate in tutto il 2020 e ha stilato la lista delle 10 patologie più ricorrenti fra chi ha cercato un dottore sul web. Al primo posto ci sono i disturbi della colonna vertebrale: indubbiamente legati alle posture scorrette assunte durante le numerose ore passate al pc lavorando da casa, i mal di schiena hanno segnato per molti questo 2020. A seguire ci sono le ricerche di coloro che hanno provato a trovare una cura per la fibromialgia: questa sindrome ha sintomi poco riconoscibili e coinvolge più organi e apparati rendendo la diagnosi molto difficile. Si tratta di una forma reumatica extra-articolare caratterizzata non solo da dolore muscolo-scheletrico, ma anche da profondo affaticamento e indolenzimento, che può essere localizzato o diffuso in tutto il corpo, senza limiti per intensità e diffusione. Al terzo posto i dolori che riguardano il ginocchio. L’integrità di questa articolazione non è minacciata soltanto dall’intensa attività sportiva o da lavori pesanti, ma anche dall’eccessiva sedentarietà che, in questi ultimi mesi, si è rivelata deleteria per molti. L’infiammazione della cervicale: è sicuramente uno dei disturbi più conosciuti e invalidanti per chi svolge lavori sedentari. Può essere inserita, a pieno titolo, tra quei disturbi causati dallo stile di vita imposto dalla pandemia. A causare la cervicalgia può essere non solo una postura errata ma anche stress, ansia e scarso esercizio fisico. Al quinto posto delle patologie più frequenti fra chi ha cercato un medico online si trova l’ernia inguinale, all’origine della quale c’è una debolezza della parete addominale. Questa debolezza può essere congenita e può essere accentuata da uno scarso tono muscolare. Se è vero che anatomicamente gli uomini sono più predisposti, questa può colpire comunque anche donne e bambini. Al sesto posto troviamo un disturbo che riguarda soprattutto le donne: si tratta delle vene varicose. Anche le gambe hanno sofferto molto la “nuova normalità” e la conseguente sedentarietà, provocando spesso una sensazione di affaticamento e pressione. Non a caso questo disturbo è fra i più cercati dagli utenti intenzionati a prenotare un controllo medico-specialistico. L’endometriosi: si tratta di una malattia femminile, determinata dall’accumulo anomalo di cellule endometriali fuori dall’utero. Questa anomalia determina nel corpo un’infiammazione cronica dannosa per l’apparato femminile, che si manifesta tramite forti dolori e sofferenze intestinali. Anch’essa difficilmente diagnosticabile, solo negli ultimi anni è diventata oggetto di ricerca scientifica. Alterazioni strutturali e cromatiche delle unghie: costituiscono il primo segno di eventuali condizioni patologiche di altre parti del corpo. Discromie, fragilità o microfratture nascondono spesso un’alterazione delle funzionalità metaboliche dell’organismo. Ecco perché quando si notano cambiamenti nell’aspetto o nel colore delle proprie unghie è sempre bene rivolgersi al medico. L’acufene, anche detto fischio nell’orecchio, è propriamente un sintomo causato da una condizione come la perdita uditiva o una lesione all’orecchio. Si tratta di un disturbo molto invalidante e un mancato trattamento può provocare anche altre reazioni come stress, ira, problemi di concentrazione, isolamento e depressione. Per queste ragioni è indispensabile rivolgersi ad uno specialista per contenere i sintomi fin dal primo segnale. Chiude la classifica dei dieci disturbi più frequenti uno di quelli che rientra tra gli effetti collaterali della pandemia, l’acne. L’uso della mascherina, lo stress e anche l’alimentazione disordinata sono state tra le cause principali dell’aumento di ricerche per trovare una cura a questo disturbo antiestetico. Gli specialisti più cercati e quelli più attivi nelle televisite. Nel 2020 più della metà degli utenti del portale sono state donne (57,8%), concentrate per lo più nelle grandi metropoli, con Roma, Milano e Torino in testa. Analizzando i dati del traffico del portale, lo specialista più cercato si conferma il ginecologo, che raccoglie oltre il 10% delle ricerche; a seguire si trovano dermatologi (9,3%) e oculisti (6,7%). A sfruttare maggiormente la nuova funzionalità della telemedicina, sono stati dermatologi, psicologi e neurologi, che insieme hanno effettuato oltre il 30% delle visite a distanza ai pazienti.

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Vaccino anti-covid e l’adesione degli italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2020

“Il dibattito di queste ore sull’obbligatorietà del vaccino forse si poteva evitare se il Governo avesse avviato per tempo la campagna d’informazione sulla diffusione spontanea del vaccino. Certo, se da una parte è giusto che ognuno di noi deve essere libero di compiere la scelta che vuole, dall’altra va detto che affinché sia efficace la campagna vaccinale bisogna raggiungere – come prevede la scienza – la cosiddetta immunità di gregge con almeno il 70% delle persone vaccinate. Primo obiettivo, quindi, raggiungere questa soglia, certamente vanno affrontati casi specifici perché è difficile immaginare che un medico non vaccinato possa stare quotidianamente a contatto con i pazienti. Ritengo importante l’adesione spontanea e il convincimento, e per coloro che sono particolarmente esposti – figure che hanno responsabilità professionali e sociali – serve probabilmente maggiore severità. Per quanto mi riguarda, aspetterò il mio turno e quando sarà disponibile per tutti gli italiani mi vaccinerò anche io. La politica eviti la spettacolarizzazione per recuperare credibilità, De Luca ha commesso un errore prevedibile perché lo considero un pessimo governatore e un ottimo attore di avanspettacolo. Sono speranzoso che anche con l’etica dell’esempio si possa sconfiggere il virus e tornare a una normalità nelle relazioni sociali messa in crisi in tutto il mondo, ma più dolorosa per noi italiani e la nostra straordinaria umanità”. E’ quanto dichiara Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi, intervenendo alla trasmissione ‘Agorà’ su Rai3.

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Arriva Polycalendar, la prima creazione di Placed atoms

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2020

Nato come spin off di Giaco Whatever, Placed atoms propone ora una rivisitazione dei tradizionali calendari che, anziché contare i giorni passati, conta quelli che mancanoOgni anno ci auguriamo che il prossimo sia migliore del precedente (e mai come in questi giorni il sentimento è unanimemente condiviso), ma perché non renderlo anche innovativo e di design?L’idea è venuta a Placed atoms, spin off di Giaco Whatever, l’azienda nata dal canale YouTube di Giacomo Di Muro, punto di riferimento per i maker di tutto il mondo, che propone il Polycalendar. Si tratta di una interessante rivisitazione degli lo stendig calendar anni ’70, arricchiti con nuovi dettagli che fanno la differenza. Se un calendario tradizionale indica quotidianamente quanti giorni sono passati dall’inizio dell’anno, il Polycalendar consente ad un primo sguardo di sapere quanto tempo manca ad una determinata data. Dietro ogni pagina, inoltre, si nasconde una frase significativa, che spinge alla riflessione. Un countdown che, oltre ad essere molto utile, rappresenta un complemento di arredo ricercato e di design, che ben si sposa con gli arredi moderni, post-industriali o creativi, e in grado di dare quel tocco in più di grinta e personalità a quelli più classici. Obiettivo di Placed atoms è quello di lanciare ogni mese un oggetto innovativo, dalla linea accattivante e ricercata, ma sempre utile ed estremamente funzionale. Prodotti di facile utilizzo, in grado di agevolare la nostra quotidianità. Lo studio della creatività e della fattibilità sarà a cura del team di Giaco Whatever, lasciando a Placed atoms la gestione di tutto ciò che attiene la commercializzazione e la vendita.In aggiunta a questi lanci mensili, verranno, inoltre, presentati al pubblico anche prodotti più complessi, sotto il brand Placed atoms, by Giaco Whatever. Strumenti rivoluzionari, come sono stati il Maker Knife ed il Kinetic Driver, in grado di sorprendere i maker professionisti o amatoriali, che penseranno di non poterne più fare a meno.

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