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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

I candidati vaccini per la lotta al Covid-19 e alle sue varianti

Posted by fidest press agency su sabato, 2 gennaio 2021

Al momento, secondo le fonti pubbliche disponibili, i candidati vac- cini sono in totale 294: 26 basati su DNA, 37 su RNA, 59 su vettore virale, 24 su virus attenuato o inattivato, 89 su proteine, 19 su particelle simil-virus (VLC), e 40 che utilizzano altre piattaforme o per i quali non si hanno dettagli. L’Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” collabora con le società italiane ReiThera e Takis,che stanno lavorando su due diverse piattaforme alla realizzazione di altrettanti vaccini; il trial di fase 1 del vaccino italiano GRAd-COV2 prodotto da ReiThera, sostenuto dal Ministero della Ricerca con il CNR e dalla Regione Lazio, è in fase di conclusione presso lo Spallanzani ed il Centro Ricerche Cliniche di Verona.L’obiettivo di tutti i tipi di vaccino è il medesimo: ottenere una risposta del sistema immunitario al fine di neutralizzare la proteina spike che si trova sulla superficie del virus e “forza” i recettori delle cellule umane consentendo al virus di penetrare all’interno di esse. Al momento esistono limitate evidenze su quale tecnologia possa fornire i migliori risultati: sembrerebbe per esempio, dai primi studi pubblicati, che i vaccini a RNA messaggero generino una maggiore risposta anticorpale, mentre con quelli a vettore virale si otterrebbe una migliore risposta cellulo-mediata ed una maggiore attivazione delle cellule T. Kate Bingham, responsabile della task force governativa britannica sui vaccini, ha annunciato che a partire dall’inizio del 2021,dopo che saranno stati autorizzati diversi tipi di vaccino, sarà avviato in Gran Bretagna un trial nel quale verrà somministrata ai volontari una prima dose con un tipo di vaccino, ed un richiamo dopo qualche settimana con un altro tipo94. La multimazionale AstraZeneca ha annunciato l’inizio di un programma di ricerca clinica per valutare la sicurezza e l’immunogenicità dell’uso combinato del proprio vaccino AZD1222, sviluppato in collaborazione con l’Università di Oxford e basato sull’adenovirus dello scimpanzè, e del vaccino russo Sputnik V, realizzato dall’Istituto Gamaleya e che usa come vettore un adenovirus umano95. Solo col tempo e col progredire della vaccinazioni sarà possibile dare una risposta a questioni quali, ad esempio, la sicurezza a lungo termine e su categorie come le donne incinta e i bambini, l’efficacia complessiva sugli anziani e sugli immunodepressi, la durata della protezione assicurata dal vaccino, e se esso prevenga la trasmissione del virus oppure garantisca soltanto la protezione dalle forme gravi della malattia. L’AIFA sul proprio sito ha pubblicato una sezione “Domande e risposte”96, nella quale fornisce tutte le informazioni utili sul vaccino attualmente approvato in Italia per la somministrazione (Pfizer-BioNTech). (fonte: Istituto Nazionale Malattie infettive “Lazzaro Spallanzani” IRCCS – Roma a cura di Salvatore Curiale)

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