Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

La politica è una fede?

Posted by fidest press agency su sabato, 2 gennaio 2021

Quando penso alla politica, alla fede e alla somma delle virtù e dei difetti che costellano la vita dell’essere umano il mio primo pensiero va a Plutarco e alla sua opera “Vite degli uomini illustri”. Allora come oggi uomini d’ingegno hanno percorso i sentieri della virtù anche se poi taluni di loro si sono impelagati in una palude melmosa dove ogni loro mossa ha rischiato di affossarli sempre di più. Come non ricordare il lamento di Child-Harold anche se c’è da presumere che non balenò mai al pensiero di Plutarco: “Bella Grecia! Reliquia lacrimevole di una gloria che non è più! Disfatta ma immortale, depressa ma grande ancora!… O genio della libertà! Quando sui valli di Phyle tu stavi con Trasibulo e i suoi complici immortali, avresti tu potuto prevedere il destino funesto che aduggia le pianure verdeggianti della tua cara Attica?” Oggi appare ancora più d’attualità l’idea, per il come abbiamo avuto modo di rilevarlo, che la libertà male si adatta a un popolo corrotto per il quale la servitù è castigo e mezzo, a un tempo, di redenzione. Solo in questo modo possiamo sottrarci alle passione volgari così come accadde in passato sia nella Grecia antica sia della Roma repubblicana e imperiale. Le condizioni civili o politiche di un Paese possono solo trarre giovamento dall’indole e dalle virtù di ciascuno, mentre i dolori sono il frutto di colpe e di difetti dell’uomo che tendono a spingerci maggiormente in basso nel labirinto delle insane passioni. In altri termini la libertà male usata può indurci al deplorevole stato di diventare schiavi delle nostre debolezze mentre vi fa da contraltare la sua resurrezione per la via del sacrificio. Solo in questo modo un popolo può riscattarsi sino a vedere restituito il valore delle sue grandi virtù. È un passaggio doloroso, ma inevitabile, perché noi dobbiamo uscire dalla perversa spirale che ci ha travolti e sospinti a una visione così distorta della vita. A questo punto non ha senso cercare le colpe, che sono di tutti nell’esercizio delle più importanti o modeste azioni che nel quotidiano si compiono, poiché se da una parte può darci la misura del nostro declino dall’altra non vi concorre, se non faticosamente, alla redenzione. (Riccardo Alfonso)

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