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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Renzi e l’eredità dello “Stai sereno”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 gennaio 2021

Quello che è stato nel suo terz’ultimo incarico il sindaco di Firenze è diventato di colpo il deus ex machina della vita politica italiana per due mosse ben azzeccate. La prima è stata quella di stringere la mano all’allora presidente del Consiglio Enrico Letta con un “Stai sereno” che fu interpretato, a ragione, come una garanzia per la continuità del suo governo da parte del suo segretario di partito ed invece dopo qualche giorno gli recitò il “De profundis”. Gli rimase quel suo “stai sereno” come una beffa e divenne l’archetipo di un modo di ragionare del politico italiano che dice una cosa e poi fa l’esatto contrario. Oggi ci riprova alzando la posta con il nuovo inquilino di Palazzo Chigi. Non gli basta più il “stai sereno” di qualche anno fa quando appoggiò il secondo governo Conte. Se dobbiamo mettere in conto questo genere di personaggio che ama distruggere la sua stessa creatura per un disegno che ufficialmente ci sfugge, ma non sono pochi coloro che con la logica di chi afferma “qui lo dico e qui lo nego” vi trovano una valida spiegazione e non certo benevola, non sarà indubbiamente agevole immaginare un futuro meno tormentato di quanto stiamo vivendo attualmente. E la verità, quella che per Terenzio è “veritas odium parit” è tanto più amara in quanto si ha motivo di credere che la vexata quaestio sta sul come gestire i fondi europei per cercare non di dare una nuova svolta al paese pensando al suo futuro ma per favorire gli interessi partigiani creando uno strumento come lo è stata la Cassa del Mezzogiorno ideata per industrializzare il meridione del paese e con il bel risultato, si fa per dire, che ha peggiorato il divario tra il Nord e il Sud. C’è da chiedersi, a questo punto, quando gli italiani sapranno ricambiare la logica renziana con la sua stessa arma, magari nel segreto dell’urna, dicendogli: “Stai sereno”. (Riccardo Alfonso)

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