Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Archive for 7 gennaio 2021

The Economist this week: Donald Trump is the author of the attack on the heart of American democracy

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2021

By The Economist: “Our cover this week focuses on the sickening sight of a sitting president urging a mob to march on Congress—and then praising it after it had descended into rioting. Be in no doubt that Donald Trump is the author of this attack on the heart of American democracy. His lies fed the grievance, his disregard for the constitution focused it on Congress and his demagoguery lit the fuse. The violence pretended to be a show of power. In fact it masked two defeats. While Mr Trump’s supporters were breaking and entering, Congress was certifying the results of the president’s incontrovertible loss in November. And as a rabble was smashing windows, Democrats were celebrating a pair of unlikely victories in Georgia that will give them control of the Senate. The mob’s grievances will reverberate through the Republican Party as it finds itself in opposition. That could have profound consequences for the imminent presidency of Joe Biden”. By Zanny Minton Beddoes Editor-In-Chief The Economist (Photo copyright The Economist) Four years ago Donald Trump stood in front of the Capitol building to be sworn into office and promised to end “American carnage”. His term is concluding with a sitting president urging a mob to march on Congress—and then praising it after it had resorted to violence. Be in no doubt that Mr Trump is the author of this lethal attack on the heart of American democracy. His lies fed the grievance, his disregard for the constitution focused it on Congress and his demagoguery lit the fuse. Pictures of the mob storming the Capitol, gleefully broadcast in Moscow and Beijing just as they were lamented in Berlin and Paris, are the defining images of Mr Trump’s unAmerican presidency.The Capitol violence pretended to be a show of power. In fact it masked two defeats. While Mr Trump’s supporters were breaking and entering, Congress was certifying the results of the president’s incontrovertible loss in November. While the mob was smashing windows, Democrats were celebrating a pair of unlikely victories in Georgia that will give them control of the Senate. The mob’s grievances will reverberate through the Republican Party as it finds itself in opposition. And that will have consequences for the presidency of Joe Biden, which begins on January 20th. (By The Economist)

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La Dad? Gli antesignani due filantropi molisani in Argentina

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2021

È stata la famiglia Di Tella, radicata in Argentina ma di origine molisana, a sperimentare, come antesignana, la didattica a distanza (Dad) già agli inizi degli anni Novanta. È quanto ha ricordato l’economista e accademico Giulio Sapelli nel corso della trasmissione “Quarta Repubblica” su Retequattro. Torcuato Di Tella, nato a Capracotta (Isernia) nel 1892, emigrò in Argentina a soli 13 anni. Dopo la laurea in ingegneria, diventò imprenditore di successo prima nel settore petrolifero, poi nella fabbricazione di macchinari industriali ed elettrodomestici, con oltre diecimila dipendenti e una posizione leader in tutto il Sud America.I due figli Torcuato e Guido, entrambi diventati ministri (il primo è stato anche ambasciatore argentino in Italia), hanno fondato l’Università “Torcuato Di Tella” dove sono stati precursori della didattica a distanza, oggi tanto citata nel dibattito sulla scuola. L’associazione “Forche Caudine”, storico circolo dell’emigrazione molisana, ha voluto rilanciare questa nobile storia di emigrazione, avendo anche organizzato negli anni scorsi un incontro pubblico con Torcuato Di Tella.

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Scuola: Pacifico (Anief): “Valorizzare l’operato dei precari per la giusta stabilizzazione”

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2021

Si è tenuto un incontro online organizzato da Orizzonte Scuola Tv con i rappresentati dei sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda, Snals e Anief: si è discusso di ritorno in classe, contagi e vaccini, didattica a distanza, stipendi, reclutamento e precariato.Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, è tornato a parlare dei temi, facendo il punto della situazione. Alla domanda se la scuola sia pronta per la riapertura il 7 gennaio, il leader dell’Anief ha affermato che non lo è, “perché non si è fatta un’indagine sulla diffusione del virus tra gli studenti e tra il personale come si era previsto quest’estate quando i casi di contagio erano il 3% di quelli registrati in questi giorni”. Continuando, Pacifico ha affermato che “bisogna intervenire e subito su autonomie scolastiche, plessi, classi e organici. Deve essere innalzato il rapporto alunni-personale scolastico e rendere prioritaria la vaccinazione volontaria di insegnanti, Ata, educatori”. Per quanto concerne gli organici, il sindacalista ha detto che è necessario “approfittare di questa emergenza per ripensare all’attribuzione degli organici in base alle esigenze del territorio, senza più ricorrere alla supplentite, per sbloccare i trasferimenti e non utilizzare più posti in deroga sul sostegno”.Sulla questione dei trasporti, Pacifico ha affermato che “bisogna intervenire con una cabina di regia tra forze produttive, enti locali, scuole autonome e parti sociali per rivedere il sistema. Non si possono decidere doppi turni senza coinvolgere tutti gli attori, a partire dai lavoratori”. Sulla scia di quest’ottica, il sindacalista autonomo ha detto che i test rapidi sono “fondamentali ma per tutti gli alunni come per tutto il personale. Lo avevamo chiesto il 17 dicembre scorso, tamponi obbligatori per tutti tra il 10 e il 20 gennaio per poter programmare istituto per istituto e non regione per regione le riaperture in sicurezza come sta avvenendo”.Per quanto riguarda poi il prolungamento del calendario scolastico al 30 giugno, il presidente Anief non si è detto d’accordo, poiché “un milione di insegnanti non sta scherzando ma facendo lezioni ogni giorno”.Pacifico ha poi affermato che “la didattica digitale deve integrare e non può sostituire la didattica in presenza, fermo restando la possibilità di tutti gli studenti e di tutto il personale scolastico di poter utilizzare gratuitamente e liberamente i mezzi informativi per non amplificare le divergenze sociali”.

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Quanto costa una pena senza redenzione?

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2021

Il settore penale degli adulti risulta ancora legato più a esigenze custodialistiche che riabilitative. Eppure ci sono tutte le premesse che i nostri padri costituenti non sottacerono.Il discorso fu infatti introdotto nella Costituzione italiana del 1948 (art. 27 terzo comma) asserendo il principio che le pene non possono consistere in un trattamento contrario al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.Ma cosa si deve intendere per rieducazione? Riguarda un processo pedagogico e curativo suscettibile di modificare in senso socialmente adeguato il comportamento del soggetto, tale da rendere favorevole la prognosi per un suo reinserimento nella vita sociale. Passiamo, quindi, da una concezione punitiva e difensiva della pena a una essenzialmente rieducativa. Per i detenuti in attesa di giudizio (di primo grado, appellanti o ricorrenti) l’attività di sostegno è indirizzata a interventi che mirano a preservare i loro interessi umani, culturali e lavorativi. Questo genere di detenuto deve confrontarsi con meccanismi istituzionali che richiedono un suo adattamento alle regole di comportamento. Nel complesso si può dire che l’osservazione scientifica della personalità che è soggetta a particolari restrizioni può determinare mancanze fisiopsichiche, affettive, educative e sociali che sono state di pregiudizio all’instaurazione di una normale vita di relazione. Da tutto questo si evince una situazione carceraria italiana poco edificante con un problema carceri da dover seriamente affrontare, tra leggi e leggine, a volte emanate troppo frettolosamente e sull’impeto di populistiche (e neanche tanto) richieste. Si è, invece, fatta lievitare la popolazione carceraria oltre i limiti della vivibilità, riempiendo le carceri di persone che avrebbero avuto bisogno di essere reintegrate socialmente o espulse (stranieri e tossicodipendenti) e non invece emarginate in un carcere, portando l’Italia a disattendere almeno tre articoli della Dichiarazione Universale dei diritti Umani delle Nazioni Unite, quattro articoli della Carta dei diritti Fondamentali dell’Unione Europea e 2 articoli della Costituzione italiana. L’attuazione delle misure alternative, la comprensione della loro importanza, quale strumento indispensabile nell’offrire una risposta concreta al fenomeno della dissocialità, si impone oggi, unitamente ad una ridefinizione e a un ripensamento degli istituti penitenziari, quale motivo principale della logica operativa dell’amministrazione penitenziaria. Si è gradualmente compreso che, se fino ad oggi per i reati più gravi non si sia trovato un valido sostituto alla prigione, per tutta una serie di comportamenti criminali minori occorreva attuare dei sistemi meno inutilmente afflittivi, meno costosi e più utili alla rieducazione del reo. Non dimentichiamo che oggi tra oneri diretti e indiretti ogni detenuto costa 160 euro al giorno e, per un trattamento alberghiero, si fa per dire, di pessimo ordine, la spesa è del tutto fuori luogo. Occorre una svolta radicale, da subito per non ritrovarci a dover fare i conti con una scuola di violenza e di violenti e che costoro una volta rimessi in libertà non sapranno fare altro che continuare a percorrere la strada sbagliata non solo per il loro demerito ma anche per il nostro. (Riccardo Alfonso)

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Dietro fusione Unicredit e MPS rischio elusione di Stato

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2021

“Complimenti al governo Conte che sta diventando protagonista di una nuova forma di violazione fiscale, l’elusione di Stato. Come infatti potrebbe definirsi un governo che nella legge di Bilancio incentiva con benefici, potenzialmente pari ad alcuni miliardi di euro, un’operazione di aggregazione societaria, quella di Unicredit e Monte dei Paschi di Siena, per poi avallarne, secondo le cronache, in qualità di azionista lo scorporo di almeno due rami d’azienda: quello estero (peraltro in disprezzo dell’interesse nazionale) e quello toscano? Insomma, prima si sostiene l’aggregazione per portare a casa il vantaggio fiscale su tutto e poi si scorpora di nuovo con un pezzo di qua e un pezzo di là”.A dirlo il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, capogruppo di FdI nella Commissione d’inchiesta sul sistema finanziario e bancario.“Basterebbe rileggersi il libro sulle operazioni straordinarie delle società del commercialista Enrico Zanetti, già viceministro dell’Economia, quando fu scritta la nuova norma sull’abuso del diritto tributario, per rendersi conto che per qualunque imprenditore privato tale consequenzialità di operazioni, peraltro già configurate da tempo, costituirebbe un abuso del diritto con conseguente accertamento e pesantissime sanzioni fiscali. È possibile che l’arroganza della maggioranza targata Pd e Movimento Cinque Stelle possa arrivare a tanto, rendendo palese una potenziale elusione di Stato? Ho quindi predisposto un’interrogazione urgente al ministro Gualtieri per chiedere immediatamente chiarimenti su un’operazione che potrebbe sottrarre all’erario ingenti somme, e che contemporaneamente favorirebbe pure uno Stato straniero, la Francia, nel futuro controllo del ramo estero di Unicredit. Mi attendo dal Ministero dell’economia una risposta immediata, chiara ed esauriente, perché Fratelli d’Italia non può tollerare che si violino le norme fiscali e allo stesso tempo si ostacolino gli interessi nazionali” conclude il senatore de Bertoldi.

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Per il 2021 cresce l’incertezza degli italiani sul lavoro

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2021

L’emergenza sanitaria ha minato le certezze degli italiani sul lavoro e oggi ben il 43% dei lavoratori teme di perdere il posto o non si sente sicuro del proprio impiego (era il 36% un anno fa), la percentuale più alta tra i principali paesi europei come Regno Unito (39%), Spagna (39%), Francia (31%) e Germania (30%). Nell’incertezza cresce l’attaccamento all’impiego attuale: il 72% degli italiani si dice soddisfatto del proprio lavoro, +3% rispetto a dodici mesi fa, mentre scende la percentuale di insoddisfatti (dal 10% al 6%) e solo il 9% sta cercando attivamente una nuova posizione (contro il 12% di fine 2019). Cala di dieci punti (dal 58% al 48%) l’ambizione di avviare un’attività, al penultimo posto davanti solo ai francesi (38%) e dopo inglesi (54%), spagnoli (51%), e tedeschi (50%). Segnali di aumento delle preoccupazioni, che emergono anche in prospettiva. Pur di conservare il lavoro, se fosse necessario una parte non trascurabile degli italiani sarebbe disposta ad accettare qualche compromesso, come una riassegnazione di ruolo all’interno dell’azienda (29%), la cassa integrazione o una riduzione dell’orario di lavoro (21%), oppure un aumento dell’orario con lo stesso stipendio (17%), la perdita di benefit (15%), un contratto a termine (10%) o un taglio dello stipendio (8%).E tra gli obiettivi per il lavoro post pandemia, prima di tutto i lavoratori mettono la protezione dello stipendio, indicata dal 54%, seguita dal rafforzamento delle politiche per la salute e dei protocolli di sicurezza sanitaria (41%) e dalla comunicazione trasparente (39%), poi la partecipazione a corsi di formazione, la disponibilità di un’assicurazione sanitaria, maggiore sicurezza. L’ambiente di lavoro ideale post pandemia per tre italiani su quattro deve essere “flessibile”, con la possibilità di lavorare sia da casa sia in ufficio (indicata dal 48% dei lavoratori) oppure con autonomia e flessibilità di scelta di luogo o orario di lavoro (26%), mentre solo l’11% vorrebbe lavorare sempre nella propria abitazione e il 15% sempre in ufficio. È quanto emerge del Randstad Workmonitor, l’indagine semestrale sul mondo del lavoro di Randstad, primo operatore mondiale nei servizi HR, che ha analizzato la capacità di adattamento dei lavoratori all’emergenza Covid19 e la loro percezione sul mercato del lavoro post pandemico. La ricerca è stata condotta a fine 2020 in 34 Paesi del mondo su un campione di oltre 800 lavoratori di età compresa fra 18 e 67 anni per ogni nazione. Le principali aspettative dei lavoratori per il post pandemia sono la protezione dello stipendio, indicata dal 54% del campione, le politiche di salute e protocolli di sicurezza (41%), la comunicazione trasparente (39%), i corsi di formazione (36%) e l’assicurazione sanitaria (32%). Seguono la maggiore sicurezza online e di persona (25%), la collaborazione all’interno del team (24%), le attrezzature e le tecnologie per poter lavorare da remoto (24%), le sicurezze lavorative (22%), i programmi di assistenza ai dipendenti come il supporto psicologico (21%, -1%), le risorse per i dipendenti (ad esempio il gruppo genitoriale, 15%).

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Energia: bonus sociali automatici, ma da quando?

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2021

Dal 1° gennaio 2021, per le famiglie in stato di bisogno, era prevista l’importante novità del riconoscimento automatico del bonus sociale per le bollette di luce, gas e acqua.Purtroppo non si è ancora pronti per far partire questo automatismo perché non sono state ancora definite le modalità del flusso informativo tra l’INPS, che detiene i dati relativi agli Isee, che va comunque sempre calcolato, ed il SII, il Sistema Informativo Integrato di Acquirente Unico che invece detiene i dati dei punti di fornitura.”Arera il 29 dicembre ha annunciato che lo sconto in bolletta sarà comunque calcolato dal 1° gennaio 2021, indipendentemente dai tempi tecnici necessari per l’entrata a regime del meccanismo attuativo. E’ un’ottima notizia ma non basta. Le famiglie in disagio economico, in questo grave momento di difficoltà, non possono attendere presumibilmente fino a giugno per avere lo sconto in bolletta, anche se poi riceveranno gli arretrati” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il problema è che i beneficiari sono rimasti nella terra di nessuno. Non possono più presentare domanda, dato che è previsto l’automatismo, ma il bonus è ancora lontano, di là da venire” prosegue Vignola. “Per questo chiediamo di introdurre con urgenza un regime transitorio in cui si possa tornare a presentare la richiesta presso i Comuni o i Caf, in attesa dell’assegnazione automatica in bolletta e, per chi già riceveva il bonus, sia prolungato oltre la scadenza dei 12 mesi, in modo che possa continuare a percepirlo, salvo conguaglio successivo” conclude Vignola.

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Vaccinazione Covid-19: all’Italia serve una buona sanità pubblica

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2021

L’avvio della prima fase delle operazioni di vaccinazione contro il Covid-19 mette ancora una volta a nudo i reali problemi della sanità italiana e relega finalmente nella cerchia degli odiatori seriali dei dipendenti pubblici e del servizio pubblico, la campagna mediatica (a base di licenziamenti, provvedimenti disciplinari e penalizzazioni economiche) avviata contro il personale che eventualmente si rifiutasse di sottoporsi al vaccino. Oltretutto l’alta adesione nelle strutture sanitarie nazionali, rende inutile e velleitario il dibattito sull’obbligo di vaccinazione per gli operatori sanitari.Il continuo scontro e il rimpallo di responsabilità fra Stato e Regioni, questa volta sulla fornitura di vaccini e sulla loro effettiva somministrazione, evidenzia una volta di più la necessità e l’urgenza di rivedere la riforma del Titolo V della Costituzione, riportando le competenze in materia di sanità, nell’ambito di un unico Servizio Sanitario Nazionale. Nei fatti, a fronte dell’evidenza di non poter sostenere con il personale a disposizione nemmeno le vaccinazioni per gli Operatori sanitari e i pazienti delle RSA, la realtà racconta di ritardi nell’emanazione del bando per il reclutamento di medici e infermieri, rigorosamente precari e in affitto, da destinare alla campagna vaccinale; di carenza di guanti e siringhe: di mancanza di sicurezza e formazione; di mancato rafforzamento dei servizi territoriali e della prevenzione.Inoltre la difficoltà di conservazione dell’unico vaccino attualmente a disposizione esclude dalla possibilità di effettuare le vaccinazioni i medici di medicina generale e riporta in primo piano l’esigenza di un riordino della medicina territoriale con la realizzazione di Case della Salute realmente rispondenti ai bisogni della comunità e la diretta dipendenza dal SSN dei medici di base. Solo così sarà possibile, insieme al reclutamento di massa di personale attraverso assunzioni stabili, un deciso potenziamento del servizio territoriale, vera arma di prevenzione nonché strumento di utile, corretta e capillare informazione per i cittadini/utenti.Ritardi, contraddizioni, mancato incremento sostanziale del fondo sanitario nazionale e mancanza di un piano nazionale di vaccinazione trasparente ed efficace sono gli argomenti ai quali porre rimedio e per far questo la ricetta è sempre e solamente una e cioè invertire la tendenza dell’ultimo decennio, immettendo finanziamenti nel Servizio Sanitario pubblico, dopo i numerosissimi e scriteriati tagli, investendo massicciamente in salute e assunzioni stabili.

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L’offerta culturale resiste alla pandemia

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2021

Sono diverse le iniziative legate al mondo della cultura che sono state lanciate durante il periodo della pandemia, una situazione che ha prodotto un aumento esponenziale di iniziative culturali legate alla fruizione dell’arte, con visite virtuali ed esperienze digitali, che —benché non abbiano lo scopo di sostituire la visita in sito— rappresentano comunque una valida alternativa. Il mare magnum di iniziative atte a valorizzare l’offerta culturale ha riscontrato un grande successo grazie ad un aumento considerevole dell’audience digitale. Secondo gli studi elaborati da «We are social» e «Hoot Suite», in Italia gli utenti dell’arte presenti online sono 50 milioni e quelli attivi sui social sono 35 milioni, con un tempo passato sul web pari mediamente a 6,5 ore. Tutto ciò ha portato ad un riassestamento del panorama dell’offerta digitale relativo alla cultura ed in particolar modo all’arte. Riviste digitali, blogger e profili individuali di influencer dell’arte sono diventati punti di riferimento di un pubblico che è alla costante ricerca di aggiornamento. In questo contesto hanno avuto un ruolo importante i social network che hanno visto aumentare il numero degli utenti online. Facebook ed Instagram sono rispettivamente la terza e quarta piattaforma social più utilizzata, dopo YouTube e WhatsApp. Innumerevoli sono i profili e le pagine di riviste specializzate nella divulgazione del settore culturale presenti sui social. A questi bisogna aggiungere anche i profili professionali, i blogger ed i digital curator che raccontano e diffondono esperienze culturali.Tra le pagine di profili Facebook che vendono servizi relativi all’arte spiccano: Travel on Art di Anastasia Fontanesi e Anna Fornaciari con 8814 like, Amalia di Lanno Arte e Cultura di Amalia di Lanno con 5139 like, Andrea Concas con 5856 like, Art Nomade Milan di Elisabetta Roncati con 853 like, The girl in the gallery di Cristina Giopp con 870 like, Sutnaj Contemporary Art con 602 like, ArteXy con 492 like e Culturush di Virginia Bianchi con 209 like. E tra le pagine Facebook italiane di riviste ufficiali dedicate all’arte spiccano: Arte con 3.1 milioni di like, Finestre sull’arte con 376.129 like, Inside Art con 334.351 like, Artribune con 328.816 like, Artslife con 320.125 like, Exibart con 159.816 like, My Art Guides con 58.358 like, Artuu con 27.546 like, Arte Magazine con 26.316 like, Treccani Arte con 23.338 like, Flash Art Italia con 7.964 like e Close Up Art 2.551 like. Poi, tra le pagine Instagram italiane di riviste ufficiali dedicate all’arte, troviamo: Artribune con 206 mila follower, Exibart con 72 mila follower, Finestre sull’arte con 68.1 mila follower, Artuu Magazine con 48.2 mila follower, Arte.it 39.2 follower, Treccani Arte 34.5 follower, Arts Life 20.6 follower, My Art Guides 13.4 follower, Inside Art 3.946 follower, Close Up 919 follower. E tra le pagine Instagram che vendono servizi relativi all’arte: Art Nomade Milan di Elisabetta Roncati con 34.7 mila follower, Sutnaj con 31,2 mila follower, Maria Vittoria Baravelli con 25.1 mila follower, The girl in the gallery di Cristina Giopp con 21.4 mila follower, Andrea Concas con 20 mila follower, Travel on Art di Anastasia Fontanesi e Anna Fornaciari con 7.352 follower, Amalia Surreale di Amalia di Lanno con 6.475 follower e Culturush di Virginia Bianchi con 3.411 follower. (AJ-Com.Net)

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Eleventy prosegue la strategia di sviluppo retail all’estero

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2021

E rafforza la presenza nei mercati asiatici con l’apertura di un nuovo pop-up, nel prestigioso department Hyundai Coex a Seoul, in Corea del Sud. “I mercati asiatici rappresentano una grande opportunità di crescita per il nostro gruppo, soprattutto a Seoul dove la moda, in particolare quella italiana, resta uno dei principali settori di interesse”, spiega Marco Baldassari fondatore del Gruppo e direttore creativo uomo. “In questi giorni abbiamo in corso la campagna uomo FW 21 e stiamo avendo consensi da parte dei clienti della Corea, Giappone ed Europa con i quali siamo in contatto tramite la piattaforma NuORDER. Sono fiducioso per l’anno che verrà”, aggiunge Baldassari. Lo store – che si aggiunge a quello nella Galleria Main – accoglie le collezioni Eleventy uomo e donna al terzo piano del department, riservato ai Brand internazionali del lusso. Tre vetrine, di cui una centrale angolare, definiscono l’area Eleventy, caratterizzata da elementi moderni, come acciaio, ottone e vetro, alternati da dettagli in legno che esaltano le collezioni e rendono l’ambiente contemporaneo ed elegante. Eleventy nasce nel 2007 grazie allo spirito imprenditoriale ed all’esperienza ventennale nel settore dell’abbigliamento, dei due fondatori Marco Baldassari e Paolo Zuntini.Investire in efficienza operativa per un miglioramento continuo sulla qualità del servizio; internazionalizzare, ma rigore nella scelta dei partner, per garantire coerenza; innovare dialogando con le tradizioni manifatturiere locali, attraverso una struttura basata su 94 micro-imprese, selezionate nel Paese per essere l’eccellenza del fare italiano: sono alcuni dei punti chiave ai quali si deve la costante crescita di Eleventy presente sul mercato da 14 anni con collezioni uomo (75%) e donna (25%). Il brand Eleventy è distribuito in oltre 30 paesi tra i quali Emirati Arabi, Stati Uniti, Europa, Inghilterra, Russia, Turchia e Far East, grazie ad accordi commerciali con importanti partner locali.

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Incontro a Roma tra la Meloni e Bonomi

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2021

Il Presidente di Confindustria, dott. Carlo Bonomi, e il Direttore Generale, Avv. Francesca Mariotti, hanno incontrato a Roma il Presidente di Fratelli d’Italia, on. Giorgia Meloni e il responsabile del Dipartimento economico finanziario del partito, Prof. Maurizio Leo.Nel corso dell’incontro sono state discusse le principali questioni economiche e fiscali di interesse delle imprese, a partire dalle norme contenute nella legge di bilancio, ritenute parziali e non sufficienti a garantire il necessario rapido rilancio dell’economia. È emersa l’assoluta necessità di intervenire con misure di immediata applicazione per fare fronte all’attuale difficile situazione economica delle imprese italiane e per favorire la ripresa degli investimenti.In particolare, sul piano fiscale, vi è stata piena condivisione, da parte dei rappresentanti di Confindustria, di alcune delle principali proposte che FdI ha già portato in Parlamento negli ultimi mesi. L’attuale crisi economica, con molte imprese che chiuderanno il 2020 con i bilanci in rosso, richiede di eliminare i limiti attualmente imposti alla riportabilità delle perdite d’esercizio e alla deducibilità degli interessi passivi sui finanziamenti; allo stesso modo, per favorire la patrimonializzazione delle imprese, è necessario riproporre, a condizioni favorevoli, la rivalutazione dei beni aziendali e consentire, alle imprese, di utilizzare le perdite in diminuzione dei redditi degli esercizi precedenti (il cosiddetto “carry back”). Allo stesso tempo, è stato ritenuto non più procrastinabile un intervento volto a consentire alle imprese che vantano crediti commerciali nei confronti di soggetti assoggettati a procedure concorsuali di poter recuperare immediatamente l’IVA, senza dover attendere la conclusione della procedura nonché di velocizzare il recupero dell’imposta assolta in relazione a crediti di modesto importo. Inoltre è stata condivisa l’opportunità di eliminare la norma inserita dal Governo nel Decreto semplificazioni che prevede l’esclusione dalle gare d’appalto per irregolarità fiscali di modesto valore e non definitivamente accertate. Infine, tenuto conto del peso del debito contratto dalle imprese per far fronte alla crisi generata dall’emergenza Covid-19 è stata condivisa la necessità di intervenire per allungare i tempi di rimborso dei debiti contratti lo scorso anno e liberare quindi le risorse e spingere sugli investimenti. Al termine dell’incontro, i rappresentanti di Fratelli d’Italia e di Confindustria hanno deciso di attivare un ciclo di incontri periodico per promuovere iniziative legislative finalizzate allo sviluppo e alla crescita delle imprese italiane, patrimonio indispensabile del nostro Paese.

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Le bugie di Barack Obama su Israele

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2021

Di Emanuel Baroz. “La Dichiarazione Balfour del 1917”, scrive l’uomo che per otto anni ha presieduto i destini degli Stati Uniti, “fu pubblicata dagli inglesi che allora occupavano la Palestina”. E’ nel capitolo 25 del suo libro, intitolato con un tocco di enfasi “Una Terra Promessa, volume 1 delle memorie presidenziali”, che Barack Obama presenta la sua visione molto personale degli eventi che hanno cambiato la storia del Medio Oriente. Solo che, il 2 novembre 1917, quando Lord Balfour, Ministro degli Affari Esteri del Regno Unito, inviò una lettera ufficiale a Lord Rothschild, uno dei leader della comunità ebraica d’Inghilterra, assicurandogli che il suo governo stava considerando favorevolmente la creazione di un focolare nazionale per il popolo ebraico in Palestina, gli inglesi non stavano ancora occupando la Palestina. Aspri combattimenti sono in corso tra le loro truppe e quelle dell’Impero Ottomano entrato in guerra a fianco della Germania nella Prima Guerra Mondiale. Fu invece l’11 dicembre del 1917 che le forze del Generale Allenby entrarono a Gerusalemme. Ma Obama conosce il peso della parola ‘Occupazione’ e la usa consapevolmente per delegittimare l’iniziativa britannica sin dall’inizio.Consideriamo ora il Piano di Partizione votato dalle Nazioni Unite nel novembre del 1947, che prevede la divisione del Paese tra uno Stato ebraico e uno arabo – nessuno ancora parla di uno Stato palestinese. Secondo Obama, “i leader sionisti’ lo accettano, mentre gli ‘Arabi palestinesi’-ancora una volta fino ad allora nessuno aveva usato questo termine – come le nazioni arabe circostanti, che stavano appena uscendo dal giogo coloniale, lo rifiutano”. Ma di quale giogo coloniale sta parlando? Di quello dell’Impero Ottomano che aveva soffocato per quattro secoli qualsiasi velleità di indipendenza araba? No di certo. Parla delle potenze alleate vittoriose che hanno portato questi Paesi arabi all’indipendenza. Paesi che non si accontentano di ‘rifiutare’ il Piano: i loro eserciti lanciano un attacco concertato contro lo Stato ebraico, proclamato il 18 maggio del 1948. Solo che, dice Obama, hanno la meglio ‘le milizie ebraiche’ . Ma quali milizie? In realtà si tratta di Tsahal – l’Esercito di Difesa Israeliano – creato il 28 maggio e che comprende gli eserciti di terra, aria e mare. E l’ex Presidente così continua: “durante i tre decenni che seguono, Israele si impegnerà in una serie di conflitti con i suoi vicini arabi”. Il resto del capitolo è tutto dello stesso tono. Una presentazione dei fatti che è stata ovviamente adottata subito dai palestinesi, troppo felici di scoprirsi dei veri eroi. Un gruppo di cittadini interessati ha appena presentato una denuncia contro la Gran Bretagna a causa della dichiarazione Balfour “che ha dato la Palestina come focolare nazionale agli ebrei e permesso alle bande sioniste di occupare la Palestina”. Presentata davanti a un tribunale palestinese, la denuncia è stata dichiarata ammissibile. Questi competenti cittadini hanno indubbiamente dimenticato che nel 1920, quando la Gran Bretagna aveva ricevuto il Mandato della Palestina, si era affrettata ad amputarne i quattro quinti a beneficio di uno dei figli del suo vecchio alleato, lo Sharif della Mecca. Così era nato “l’Emirato della Transgiordania” che approfitterà della Guerra d’Indipendenza di Israele per occupare la Giudea e la Samaria – questo è il nome che compare nel Piano di Partizione, che poi sarebbe dovuta tornare allo Stato arabo – e prendere il nome di Giordania. Il giovane Stato di Israele dovrà accontentarsi di un decimo dei territori della Palestina mandataria. È vero che Barack Obama ha ignorato questo dettaglio che considera senza dubbio privo di interesse. Resta il fatto che di questo ammasso di inesattezze e di falsificazioni intenzionali, che farebbe vergognare uno studente di storia del primo anno, se ne sono già vendute un milione di copie nella prima settimana, e sarà tradotto in numerose lingue, per diventare poi un testo di riferimento per intere generazioni.

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Incentivi per l’agricoltura e i giovani

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2021

Le misure a favore dei giovani nella Legge di bilancio possono avere importanti ricadute sul settore primario – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Insieme alla promozione dell’agricoltura 4.0, gli incentivi per le nuove generazioni sono fondamentali per favorire l’innovazione e la crescita. A questo proposito, sono diverse le novità previste dalla legge. Spiccano, in particolare, il Fondo di rotazione per l’attuazione del programma ‘Next Generation’ e l’esonero contributivo dal versamento presso l’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità.Le nuove generazioni si stanno sempre più avvicinando all’agricoltura – continua Tiso. Stiamo assistendo a un vero e proprio ritorno alla terra: negli ultimi cinque anni, il numero dei giovani imprenditori agricoli è cresciuto del 14%, con un incremento significativo registrato proprio nel 2020. L’Italia è inoltre al primo posto in Europa per numero di giovani sotto i 35 anni titolari di imprese agricole e allevamenti, che superano oggi le 55mila unità. Molti di loro si sono anche dotati di attrezzature per la trasformazione delle materie prime, puntando su prodotti di filiera chiusa senza concentrarsi esclusivamente sulla produzione. La scommessa delle nuove generazioni potrà avere successo se saprà coniugare l’innovazione con la tradizione, attraverso la formazione di giovani agricoltori da parte di quelli con più esperienza, garantendo così il trasferimento di conoscenze. Non va infine dimenticato che l’inserimento delle nuove generazioni deve essere promosso in coerenza con il Green Deal europeo, incentivando le imprese che hanno fatto dell’agroecologia e del rispetto dell’ambiente una loro priorità.

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Covid-19:Focolaio nel carcere di Rebibbia Nuovo Complesso

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2021

Sembrerebbe che il Covid-19 abbia coinvolto diciotto detenuti reclusi nella sezione di alta sicurezza. Trattasi paradossalmente di un focolaio di importazione, a seguito del trasferimento a Roma di un gruppo di detenuti dal carcere di Sulmona, dove da settimane era in atto un focolaio assai esteso. A darne notizia è Aldo Di Giacomo segretario generale del sindacato di Polizia Penitenziaria S.PP.: “Quanto accaduto testimonia ciò che da tempo ribadisco che si sostanzia nella necessità di dare priorità vaccinale a quanti vivono e lavorano nelle carceri: detenuti, Poliziotti Penitenziari, personale medico-sanitario e operatori vari. È opportuno riconoscere i rischi connessi a tale comunità alla luce anche del sovraffollamento. Coloro che lavorano nelle carceri o che svolgono servizi e mansioni a qualsivoglia titolo (es. volontari), potrebbero a ragion di logica essere untori all’interno e all’esterno delle mura. L’Amministrazione non deve ancora sottovalutare l’emergenza e mal gestirla. Nel caso di Rebibbia è necessario effettuare tamponi a tappeto e ripeterli a distanza.”

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Lavoro, Serracchiani: “Necessaria riforma dell’Anpal”

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2021

“E’ necessario procedere alla riforma dell’Agenzia nazionale delle Politiche attive del lavoro per passare dalla fase emergenziale ad una prospettiva occupazionale più ampia. In questa fase di emergenza sanitaria ed economica sarà indispensabile prorogare la cassa integrazione per tutti quei settori che sono attualmente ancora chiusi, penso innanzitutto ai pubblici esercizi e alle attività legate al turismo, e sarà altrettanto necessario ragionare con le associazioni degli imprenditori e I rappresentanti dei lavoratori sul divieto di licenziamento che scadrà il 31 marzo. Tuttavia ritengo necessario superare una visione troppo ristretta del problema lavoro e dare effettive gambe alla riforma già abbozzata dal Parlamento sulle politiche attive per il lavoro soprattutto a cominciare dalla riforma dell’Anpal. Per questo mi appello alla ministra Catalfo affinché non vi siano ulteriori ritardi nella riforma di questo organismo indispensabile per sostenere chi è attualmente alla ricerca di un impiego e di chi lo ha perduto a causa della crisi”. Così la presidente della commissione Lavoro, Debora Serracchiani.

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Nucleare. Torna l’incubo e la furbizia Nimby? Usiamo scienza e piedi in terra

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2021

Dopo la pubblicazione della Carta dei siti idonei per il deposito nazionale delle scorie nucleari (Cnapi), è riesplosa una sindrome che sembrava estinta, la NIMBY (“Not In My Back Yard, “Non nel mio giardino”). Tutti gli amministratori dei territori individuati si dicono contrari e pronti alle barricate, anche con l’appoggio di forze politiche che nel 1987 erano contrari al referendum con cui l’Italia uscì dall’energia nucleare. A questa sindrome si affianca anche quella dei furbi, che dicono che parte delle scorie andrebbero messe in un sito europeo, ovviamente non italiano (anche se il problema è solo italiano)… così come si fa con i rifiuti che, in assenza di politiche per lo smaltimento si spediscono nei posti più disgraziati.Non ci stupiamo di questo dibattito. Eppure la questione è semplice e auspichiamo che la autorità agiscano di conseguenza. Premessa: tutti i siti dove depositare le scorie devono essere in zone geologicamente stabili individuati dalle autorità, considerando che l’Italia continentale è zona sismica e che ci stiamo muovendo verso i Balcani.I rifiuti sono di due tipi: scorie delle vecchie centrali dismesse dal 1987, pochi e non in crescita, da stoccare in un solo posto; scorie da ospedali e centri di ricerche con produzione continua, da stoccare in diversi luoghi vicini a dove vengono prodotti e più facili da controllare. Importante è evitare il trasporto il più possibile.Il resto ci sembrano chiacchiere e ricerca di visibilità politica saltando sul problema del momento. Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Rifiuti radioattivi: Distribuzione sul territorio nazionale

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2021

“Si tratta di un lavoro che testimonia l’impegno di questo governo. Serviva un’assunzione di responsabilità su di un tema che attende soluzione da anni e sul quale nessuno dei precedenti governi ha mai voluto esporsi, al punto che il nostro Paese è attualmente esposto ad una procedura di infrazione europea” così Massimo De Rosa, membro del Team nazionale Ambiente del M5S e attuale capogruppo M5S Lombardia, in merito alla pubblicazione della Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI) e del progetto preliminare e tutti i documenti correlati alla realizzazione del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e del Parco Tecnologico, che permetterà di sistemare in via definitiva i rifiuti radioattivi italiani di bassa e media attività.“È la differenza fra decidere e governare, per il bene del Paese, e l’incapacità di prendere decisioni dimostrata dai precedenti governi e confermata da chi oggi vorrebbe proporsi come alternativa alla guida del Paese” spiega De Rosa: “Un’incapacità decisionale che non solo costa all’Italia l’onere di una sanzione europea, ma lascia esposti al rischio i siti in cui sono provvisoriamente stoccati i rifiuti radioattivi. Siti inidonei al fine dello smaltimento definitivo. L’argomento è estremamente delicato e può costare consenso. Soprattutto se trattato in maniera superficiale e attraverso quella politica vuota degli slogan tanto cara a tutto il centrodestra. Per questo motivo bisognava agire con serietà, perché aldilà di tutta la propaganda becera, i macchinari per la tac e le radiografie, le terapie anti tumorali, continueranno a produrre rifiuti che in qualche modo devono essere smaltiti. Anche a noi piacerebbe si potesse farlo con i like, i selfie e le dichiarazioni a favor di telecamera, ma purtroppo non è così. Per questo motivo l’unico modo serio di affrontare l’argomento è quello di avviare un percorso, che l’Italia attende da anni. Un percorso che non sarà calato dall’alto, ma piuttosto frutto di un lungo iter di condivisione e analisi. Alla discussione parteciperanno enti locali, associazioni di categoria, sindacati, università ed enti di ricerca, durante il quale saranno approfonditi tutti gli aspetti, inclusi i possibili benefici economici e di sviluppo territoriale connessi alla realizzazione delle opere. Sarà una procedura fortemente partecipata e trasparente, condotta coinvolgendo gli amministratori e i cittadini tutti, e al termine della quale potranno pervenire le candidature dei comuni. Con serietà e impegno continueremo a lavorare per la sicurezza del territorio e un domani sostenibile” conclude De Rosa.

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Nucleare, Rotta: “Percorso è trasparente, no alle prediche di Salvini”

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2021

“E’ bene ricordarlo: nel 2011 Salvini voleva riportare il nucleare in Italia e oggi dice, senza un briciolo di coerenza, che le scorie sono un problema. Per troppi anni l’Italia non ha deciso – il percorso è fermo dal 2003 – e oggi è a un passo dall’infrazione. Durante l’anno e mezzo di Governo a trazione Salvini si sono guardati bene dal decidere per non scontentare nessuno. Sarebbe poi utile che il leader della Lega studiasse perché il procedimento prevede un’ampia consultazione della cittadinanza e anche eventuali manifestazioni di interesse delle amministrazioni visto che è prevista una compensazione ambientale ed economica per il territorio coinvolto”, così la presidente della commissione Ambiente alla Camera Alessia Rotta, replica al leader della Lega. “La legge – spiega – non prevede un passaggio parlamentare, ma non ho dubbi sul fatto che il Governo non negherà audizioni in commissione, sempre nella totale trasparenza e a garanzia dei cittadini. L’atto pubblicato oggi, e non più rinviabile, va proprio in questa direzione: indica i siti adatti, con caratteristiche idonee, non il punto esatto dove verranno costruiti i depositi. La sede verrà individuata dopo una accurata selezione che coinvolgerà anche la cittadinanza e prevederà una congrua compensazione. Tra l’altro questo permetterà lo stoccaggio in sicurezza delle scorie, oggi sparse in varie zone del territorio” Conclude Rotta.

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Letizia Moratti assessore al Welfare della Regione Lombardia?

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2021

Appena circolata la notizia sino ad ora non confermata dalla Regione e dalla stessa interessata vi è stata una levata di scudi da parte dei pentastellati. Per l’On.le Stefania Mammì “Quali competenze vanta questa donna in ambito sanitario? Davanti ad una emergenza di dimensione catastrofiche, come questa che stiamo vivendo, non possiamo più permetterci di perdere tempo e vite umane, quindi cosa può fare la signora Moratti? Il centrodestra in Lombardia ha capito che non è più tempo di giocare ma solo il tempo di agire? Cosa devono ancora subire i lombardi sotto la guida del centrodestra? Il Governo lombardo ha dimostrato di non pensare alla salute dei cittadini e alla ripresa economica della Lombardia. Tutto continua nel solco delle spartizione di potere da prima Repubblica, il passato torna protagonista, nessuna nuova visione di cambiamento rispetto all’attuale modello Lombardia che ha fallito la prova dei fatti. La Lega è una disgrazia per la Lombardia e Salvini è il protagonista mentre Presidente e Giunta solo comparse!” Segue il commento del Consigliere regionale De Rosa dello stesso movimento che si chiede, senza mezzi termini: ““Tutto continua nel solco delle spartizione da prima Repubblica non scorgiamo alcuna rottura con il passato, nessuna nuova visione di cambiamento dell’attuale modello lombardia che ha fallito la prova dei fatti. Prima Fontana e i suoi devono riconoscere il fallimento, chiedere scusa ai lombardi e poi pensare ad una figura di qualità, non buttare lì nomi a caso a copertura del fallimento. Se poi il nome è quello di Moratti, la scelta pare incomprensibile e in totale continuità del peggior centrodestra, senza nessuna speranza per miglioramenti futuri.Questa Giunta a trazione Lega è una vera disgrazia per la Lombardia”, così Massimo De Rosa, capigruppo del M5S Lombardia, commenta le illazioni che vorrebbero Letizia Moratti a nuovo Assessore regionale della sanità della Lombardia.”

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Roma: disciplina degli orari di apertura delle attività commerciali, artigianali e produttive

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2021

È stata prorogata fino al 31 gennaio 2021 l’ordinanza firmata lo scorso 7 dicembre dalla sindaca di Roma, Virginia Raggi. Le fasce F1A e F1B, gli esercizi di vicinato del settore alimentare, le medie e grandi strutture di vendita del settore alimentare e i panificatori, dal lunedì al venerdì potranno effettuare l’apertura al pubblico tra le ore 5.00 e le ore 8.15. Le fasce F2 e F3, quindi i laboratori non alimentari, svolti in forma artigianale e non, gli esercizi di vicinato del settore non alimentare, le medie e grandi strutture di vendita del settore non alimentare, i Phone center-Internet Point, dal lunedì al venerdì potranno effettuare l’apertura al pubblico dopo le ore 9.15. Tali disposizioni si applicano anche agli esercizi commerciali e artigianali inseriti all’interno dei Centri Commerciali. Per tutte le attività sopramenzionate, l’orario dell’eventuale apertura al pubblico nei giorni festivi e prefestivi non è assoggettato alle fasce orarie dell’Ordinanza in questione.Le disposizioni previste non si applicano al commercio su aree pubbliche, edicole, tabaccherie, farmacie, parafarmacie, esercizi di qualsiasi tipologia all’interno delle stazioni ferroviarie e aree di servizio, attività di ristorazione in senso esteso, come gelaterie, pizzerie a taglio e rosticcerie. Allo stesso modo sono esclusi dalle suddette disposizioni negozi di ferramenta e di rivendita di materiale edile, prodotti di termoidraulica, bricolage e vernici, concessionarie auto con laboratorio di riparazione-assistenza, attività di autoriparazione come meccatronici, elettrauti, carrozzieri e gommisti. Esclusi anche parrucchieri ed estetisti, cartolerie, cartolibrerie, librerie che effettuano vendita di testi scolastici e ogni altra attività non espressamente menzionata.Tutti gli esercizi commerciali che svolgono attività mista, invece, possono scegliere discrezionalmente una delle due fasce orarie di apertura previste. Pertanto si rende necessario prevedere l’obbligo di esposizione degli orari di apertura e chiusura riferiti alla propria tipologia di attività nonché alla scelta della fascia oraria.Per quanto concerne l’orario di chiusura, è revocata ogni precedente disposizione e si rinvia alla normativa nazionale e regionale in materia.Resta ferma ogni prerogativa statale e regionale in ordine al mutare delle circostanze di carattere sanitario, e la facoltà del titolare dell’attività in ordine all’apertura o meno della stessa sia nei giorni feriali che in quelli festivi.

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