Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Archive for 9 gennaio 2021

L’anno si apre sotto i migliori auspici per gli studenti della Sapienza

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2021

Sul fronte delle tasse è prevista la possibilità, per tutti coloro che non conseguono il titolo di studio entro la prevista sessione del 31 gennaio 2021, di laurearsi in via straordinaria entro il 31 marzo 2021 senza pagare i contributi di iscrizione al nuovo anno accademico, nel rispetto dei requisiti e delle scadenze previsti dai rispettivi corsi di laurea.“Abbiamo voluto dare un aiuto concreto alle famiglie e un sostegno al Paese – afferma la rettrice Antonella Polimeni – accogliendo favorevolmente la richiesta da parte dei rappresentanti degli studenti. Insieme a loro e agli organi di governo abbiamo lavorato per elaborare una proposta inclusiva e attuabile che tenesse conto delle difficoltà che in questo momento stanno vivendo i nostri studenti e le loro famiglie”. Per ampliare la platea dei beneficiari è stata accolta così la richiesta di una sessione straordinaria prevista per il prossimo mese di marzo ed è stato esteso il periodo di laurea per le professioni sanitarie a giugno 2021. “È un momento difficile per tutti” spiega la Rettrice “e noi stiamo facendo del nostro meglio perché crediamo che la ripartenza non possa prescindere dall’università e dalla ricerca.” Un’altra notizia positiva arriva sul fronte della didattica: a partire da lunedì prossimo, 11 gennaio, gli studenti iscritti alla Sapienza potranno finalmente ritornare a studiare nelle sale lettura delle biblioteche, nelle aule messe a disposizione da alcune Facoltà dell’Ateneo ma anche nei locali delle mense universitarie di via De Lollis e viale del Castro Laurenziano, grazie alla collaborazione con DiscoLazio. Gli spazi saranno disponibili, nel rispetto delle misure anti-COVID, esclusivamente previa prenotazione online e fino a esaurimento dei posti. Le strutture sono tutte dotate di collegamento wi-fi e accessibili agli studenti disabili. I posti nelle aule e negli edifici saranno fruibili dalle otto di mattina fino alle otto di sera. “Con questa decisione diamo una prima risposta concreta alle esigenze dei tanti studenti e di tutti coloro che desiderano vivere e studiare all’interno dell’università in sicurezza – sottolinea la Rettrice – penso in particolare ai fuori sede, alle difficoltà di molti di riuscire a studiare nei propri ambienti, penso anche alla possibilità di ritrovarsi con i colleghi di studio, di passeggiare nei viali dell’ateneo, perché l’università non è fatta solo di lezioni e di esami ma anche di incontri e di confronti. Per noi questo tema è prioritario e sarà al centro anche delle future attività della governance.”Per tutte le informazioni riguardanti le esenzioni e le prenotazioni degli spazi consultare il sito http://www.uniroma1.it.

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Recovery plan: Un’occasione irripetibile

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2021

“Non ci siamo fermati un attimo, dopo la Legge di Bilancio, per definire il Recovery Plan, che rappresenta un’occasione irripetibile per il Paese e per le prossime generazioni. La scommessa più grande, ed è proprio quello a cui stiamo lavorando con maggiore intensità in queste ore, è realizzare un piano ambizioso, di visione, che sia in grado di innovare profondamente l’Italia, colmando quel divario che esiste tra le diverse aree e facendo fare un salto di qualità complessivo all’intero Sistema Paese. Un piano, integrato con le altre politiche ed i diversi investimenti già in campo, che migliori la qualità della vita dei cittadini, disegnando un Paese più forte e competitivo.Ma oltre ad investire correttamente i 209 miliardi del Recovery Fund, questo processo va accompagnato con un piano straordinario di riforme, che dovranno andare in parallelo o, in molti casi, anticipare anche gli stessi investimenti, per garantirne la piena attuazione. Riforme, attese da decenni, necessarie per attrarre investimenti, far ripartire l’economia, e delineare un nuovo rapporto tra Stato e cittadini.Oggi il Paese ha bisogno di questo, di stabilità e programmazione.Si era persa l’abitudine. Programmare, invece, è quello che abbiamo ricominciato a fare da quando, come MoVimento 5 Stelle, siamo al Governo e che oggi dobbiamo, con determinazione, portare avanti. Per dare all’Italia quel piano industriale che metta a sistema tutte le risorse che sono disponibili, e quelle che arriveranno, con gli investimenti che provengono dalle società partecipate, con le altre misure di finanziamento, come i fondi FSC, i PON e gli altri fondi europei.Andiamo avanti, non c’è un minuto da perdere!”. Lo scrive, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Manca l’indipendenza digitale per la scuola italiana

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2021

Google non è un benefattore dell’umanità, non fa volontariato e quando fornisce un servizio gratuito devi aspettarti la trappola. Si tratt di un’azienda fantamiliardaria che, nel momento della massima emergenza, ha messo a disposizione la sua rete gratuitamente per le istituzioni italiane in particolare per la scuola. Quale è la ‘zampata’? Oggi vuole essere pagata, semplice e – tutto sommato – legittimo. Certo, non ci si aspettava questo ricatto proprio ora, nel bel mezzo della crisi sanitaria, sociale ed economica. È una vigliaccata, ma il vero scandalo è che a quasi un anno dall’esplosione della pandemia e dalla sospensione delle lezioni in presenza, il Governo Conte non abbia nemmeno provato a creare una propria infrastruttura tecnologica in grado di far navigare gli studenti italiani senza ricevere elemosine da Google. È normale che un intero Stato di 60 milioni di abitanti tra i più ricchi al mondo sia costretto ad appoggiarsi per intero a potenze economiche e digitali planetarie straniere per fare ciò cui dovrebbe provvedere in autonomia? È normale che tali soggetti gestiscano conseguentemente miliardi di informazioni sensibili mi a di la privacy e mettendo a rischio la sicurezza nazionale? No, non lo è. In questo scenario di cybersicurity, la cronaca ci dice oltretutto che i dirigenti scolastici non sono in grado né hanno intenzione di pagare 300 euro al mese per il servizio che consente la Dad. Il problema non si supererà con la fine delle lezioni a distanza. Il governo dia una risposta”. E’ quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia che ha depositato un’interrogazione al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al ministro dell’Innovazione Paola Pisano.

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Sentenza strage di Viareggio

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2021

“Si sarebbe potuta scrivere oggi l’ultima pagina sulla strage di Viareggio, ma la Corte di Cassazione ha deciso che è necessario un nuovo processo per valutare le posizioni degli ex vertici di Ferrovie dello Stato. Il tema della sicurezza riguarda tutti e bisogna lavorare sulla prevenzione e sul rispetto delle regole perché tragedie come questa, accadute in nome del mero profitto e dell’imperizia, non avvengano più. Dopo 140 udienze e 11 anni di calvario, per i familiari delle vittime si apre un nuovo percorso e, nell’augurarci che sia il più breve possibile, auspichiamo che non si persegua un incauto e inutile giustizialismo ma il ripristino del più alto senso di responsabilità a tutela della vita umana.” Così in una nota Cinzia Pellegrino, Coordinatore nazionale del Dipartimento tutela Vittime di Fratelli d’Italia, dopo la lettura della sentenza della Corte di Cassazione sul deragliamento dei treni avvenuto in Toscana nel 2009 e la riapertura di un nuovo processo a carico dell’ex AD di FS Marco Moretti. Cinzia Pellegrino Coordinatore Nazionale Dipartimento Tutela Vittime Fratelli d’Italia

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“Sciascia fu simbolo di libertà, ha saputo dire tante verità”

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2021

Sono trascorsi cento anni dalla nascita di Leonardo Sciascia. È stato un grande scrittore ma, soprattutto, un simbolo di libertà. Un simbolo della “sicilitudine”, che ha raccontato la sua terra e il proprio radicamento in opere meravigliose come “Il consiglio d’Egitto”, “Le parrocchie di Regalpietra” e “Gli zii di Sicilia”. Venne omaggiato anche da Borges, con cui ebbe contatti. Fu uomo coraggioso: denunciò da comunista le contiguità fra Partito Comunista e DC in Sicilia, lasciando il ruolo da consigliere comunale a Palermo; denunciò le connessioni fra PCI e il terrorismo di sinistra finanziato dai sovietici, tanto che venne querelato da Berlinguer; anticipò il supporto finanziario e logistico che l’URSS inviava alle reti del terrorismo brigatista e internazionale. Tracciò un solco col suo passato comunista venendo eletto nel 1979 alla Camera con le liste dei Radicali, per difendere la libertà e contrastare il giustizialismo dei “professionisti dell’antimafia”. Raccontò che l’allora segretario del PCI gli aveva confidato di “essere a conoscenza di certi rapporti del terrorismo italiano con la Cecoslovacchia”, testimoniando il diretto coinvolgimento del mondo sovietico nella stagione del terrorismo. Anticipò di anni le prove documentali che vennero riversante nell’archivio della commissione Impedian che la procura di Bologna ha prima ignorato e poi archiviato. Fu un esploratore delle pagine più inquiete della nostra Storia, dalla dominazione spagnola, all’Inquisizione all’ “affaire Moro” su cui scrisse un’opera. Un personaggio unico e magistrale sia sul piano letterario che politico: ha saputo dire tante, indicibili, verità.” Così su Facebook il capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Cultura, deputato Federico Mollicone.

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Sciascia e il rapporto con la Fede

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2021

Anna Maria Sciascia, 74 anni, parla del rapporto del padre Leonardo con la fede in un’intervista esclusiva con Famiglia Cristiana, pubblicata nel numero in edicola. «Era profondamente cristiano nell’anima», confida ancora Anna Maria Sciascia: «Se in pubblico appariva taciturno e riservato, in famiglia si dimostrava allegro, ironico e grande affabulatore».Leonardo Sciascia nacque l’8 gennaio del 1921, pochi mesi dopo un altro grande scrittore come Gesualdo Bufalino (nato a Comiso il 15 novembre del 1920). I due si frequentarono a lungo, conferma la figlia al settimanale cattolico (che, accanto agli inediti tratti privati del grande scrittore, pubblica anche varie foto tratte dall’album di famiglia). «Anche se si erano conosciuti tardi, il rapporto tra mio padre e Bufalino era quello tra due vecchi amici con una forte affinità culturale e ricordi d’infanzia e giovinezza molto simili. Amicizia profonda ma non intima, come era quella con Stefano Vilardo, compagno di scuola e conoscitore di piccoli segreti così naturali e spontanei nell’adolescenza. Molti scrittori, artisti e fotografi frequentavano la nostra casa: Vincenzo Consolo, Renato Guttuso, Tono Zancanaro, Piero Guccione, Matteo Collura, Ferdinando Scianna, Domenico Faro e altri ancora… Penso che ad alcuni di loro mio padre abbia totalmente cambiato la vita».«Mio padre era profondamente cristiano nell’anima, come dimostrarono le parole che volle incise sulla sua tomba (“Ce ne ricorderemo, di questo pianeta”)», conclude Anna Maria Sciascia. «Due suoi libri furono particolarmente impregnati della sua visione cristiana: Recitazione della controversia liparitana dedicata ad A.D. e L’affaire Moro».

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Vaccini: la Ue ha fatto di più di quel che doveva fare

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2021

Quasi due miliardi le dosi prenotate, in sei contratti con case farmaceutiche, di cui 300 milioni di dosi da Pfizer-BioNTech, 160 milioni da Moderna, 400 milioni da AstraZeneca, 300 milioni da Sanofi-Gsk, 400 milioni da Johnson & Johnson; in definizione un contratto da 200 milioni con Novavax.Totale 1 miliardo e 760 milioni di dosi, con prezzi inferiori a quelli praticati per Usa e Regno Unito.Questi i risultati della Ue, o meglio della Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen, che ha realizzato il coordinamento dei 27 Paesi della Ue per l’acquisto e la distribuzione dei vaccini in relazione alla popolazione residente, evitando l’accaparramento dei singoli stati. L’iniziativa della presidente von der Leyen è stata realizzata d’intesa con i governi nazionali dei singoli Stati. Inoltre, già ad ottobre scorso, la Commissione aveva varato un promemoria su come predisporre i piani di vaccinazioni di competenza dei membri della Ue. I vaccini ci saranno per tutti i 450 milioni di cittadini europei, distribuiti in maniera egualitaria e a prezzi contenuti.La Commissione europea non era obbligata a svolgere questa attività di acquisto e coordinamento, ma lo ha fatto. Dobbiamo solo ringraziare. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Anche i farmacisti sono un obiettivo prioritario per la campagna vaccinale contro il SARS-CoV2

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2021

“Ringraziamo il Ministro della Salute Roberto Speranza per aver sottolineato ancora oggi che tutti gli operatori sanitari, quelli che operano negli ospedali come sul territorio, devono essere considerati un obiettivo prioritario nella vaccinazione contro il SARS-CoV2” dice Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani. “Oggi la situazione non è omogenea, e la Federazione si sta adoperando perché tutte le Regioni si adeguino al più presto a questa indicazione del piano strategico anche nei confronti dei farmacisti: mentre i colleghi ospedalieri sono logicamente già inseriti ovunque nelle liste, questo non avviene per i farmacisti di comunità. Sessantamila professionisti che sono costantemente a contatto diretto con il pubblico, e anche durante il lockdown si sono dedicati ai cittadini senza mai arretrare e, anzi, ampliando l’operatività dei loro presidi, con una dedizione che è costata anche la vita a 25 colleghi”.

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Marie – Teatro de LA Abadía di MAdrid dal 9 al 17 gennaio 2021

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2021

Madrid. L’Istituto Italiano di Cultura di Madrid collabora alla presentazione dello spettacolo Marie diretto da Rafael Villalobos e la scenografia di Emanuele Sinisi, prodotto dal Teatro de La Abadía e dal Teatro Real e ospitato in prima assoluta dal Teatro de La Abadía dal 9 al 17 gennaio 2021. Ispirata al simbolico personaggio di Woyzeck, Marie analizza le difficoltà della libertà sessuale di una ragazza madre, lapidata dalla società e assessinata dal suo amante. L’opera di Georg Büchner e l’omologa Wozzeck di Alban Berg sono considerate la tragedia dell’uomo contemporaneo e Marie la tragedia della donna contemporanea.

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L’aumento della povertà in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2021

L’aumento della povertà, registrato dall’inizio della pandemia, sta assumendo aspetti preoccupanti a diversi livelli. Tra i bisogni primari espressi dalle famiglie più fragili, oltre al necessario per mangiare, c’è anche quello di un alloggio garantito. La precarietà abitativa, fenomeno già presente in tempi ordinari, sta negli ultimi mesi diventando una vera e propria minaccia per molti nuclei familiari, a partire dagli anziani (soprattutto quelli che vivono da soli), dalle persone con disabilità e, più in generale, da quelle che sono al di sotto della soglia di povertà. Il progetto “Riparto da Casa” – che ha come sottotitoli emblematici “Torno a Casa” – “Resto a Casa”, per indicare le diverse modalità con cui si sviluppa – , promosso da Sant’Egidio, ha l’obiettivo di rispondere ad alcune di queste necessità, individuate a partire dalla rete di solidarietà costruita in questi anni dalla Comunità a favore delle fragilità presenti nella società italiana. Un primo, significativo, sostegno all’iniziativa è già arrivato da Carlo De Benedetti con lo stanziamento di un milione di euro. L’ingegnere fa sapere come, con questa donazione, intenda “non solo offrire un contributo economico, ma anche proporre un modello di aiuto sostenibile, in modo che si diffonda in tutto il mondo imprenditoriale italiano la necessità di aiutare, in questo momento particolarmente difficile per il paese, le fasce più povere della popolazione”.

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Sono i mezzi pubblici un serio pericolo di contagio

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2021

In tutte le città italiane si continua a evitare di mettere mano in modo serio alla penosa e pericolosa situazione dei mezzi pubblici che, puntualmente, tornano a rappresentare il principale nodo di trasmissione della pandemia.Gli studenti e gli addetti alle attività scolastiche di ogni ordine e grado, sono i primi a farne le spese, costretti alla didattica a distanza, a turnazioni disordinate, a provvedimenti inconcludenti e inefficaci; il tutto perché non si vuole ammettere che la mobilità cittadina non è in grado di garantire il necessario livello di sicurezza.Così un servizio pubblico essenziale, quello del TPL, continua ad assorbire enormi quantità di denaro pubblico senza garantire un servizio decente e sicuro. In barba alle foto e ai video che inondato i social e il web, la ministra dei Trasporti Paola De Micheli continua a spergiurare che il servizio è efficiente e che i mezzi camminano praticamente vuoti anche nelle ore di punta.Peccato che la ministra pensi solo a confrontarsi con le associazioni datoriali del settore, evitando di “prendere il bus” e farsi un giro nelle principali città per assaggiare di persona cosa voglia dire stare mezz’ora accalcati su un bus o in un vagone della metropolitana, con esponenziale moltiplicazione delle probabilità di contagio. Se infatti sul mezzo c’è un “positivo” che non indossa o indossa male la mascherina, il virus sarà comodamente trasportato nelle case, nelle scuole, nelle fabbriche e negli uffici. Davanti alla banalità dei fatti, la ministra preferisce però perdersi tra le carte all’affannosa ricerca di studi scientifici a sostegno della sua colpevole inerzia.Arrivando ad affermare che “il rischio di infettarsi sui mezzi pubblici non è ancora stato studiato a fondo”. Si decide perciò di introdurre il limite al 50% della capienza dei mezzi; poco importa se non siano previste né figure di controllo, né sanzioni. Si arriva a promettere la presenza della Protezione civile alle fermate dei bus per contingentare l’accesso e/o provvedere a far arrivare un mezzo aggiuntivo “entro 4 minuti”.Non ci domandiamo nemmeno in quale città viva la ministra, né che tipo di rapporto abbia con la realtà, perché è evidente che sta annaspando per sfuggire alle sue gravi responsabilità per un servizio pubblico essenziale abbandonato a se stesso, per giunta divoratore di denaro pubblico, che garantisce profumati profitti a una miriade di aziende private, appaltatrici e/o sub appaltatrici intenzionate solo a fare cassa.Non possiamo più permettere che le annose carenze di un sistema incapace di tutelare i lavoratori e la collettività siano sanate a colpi di provvedimenti emergenziali, rimandando alle calende greche la soluzione dei problemi. Non possiamo più sottostare alle puerili imposizioni delle associazioni datoriali, dotate di grandi capacità quando si tratta di intercettare i finanziamenti pubblici ma di scarse o nulle competenze nella gestione e nella garanzia dei servizi essenziali.È necessario tornare a mobilitarsi per un piano di messa in sicurezza e potenziamento dei servizi pubblici essenziali, quelli che servono a tutti, quelli che devono diventare il cuore della gestione di questa drammatica fase oggi, e del suo superamento domani.

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Recovery Fund: Più soldi alla Scuola per il dopo-Covid

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2021

Cresce il budget che la Commissione europea metterà a disposizione dell’Italia per la ripresa post-Covid-19. E cresce pure la quota parte che verrà dedicata al rilancio della Scuola. Salgono infatti complessivamente a 222,03 miliardi le risorse previste negli investimenti del cosiddetto Piano Recovery. Di questi 209,84 riguardano il Next Generation Eu: 66,6 miliardi sono già impegnati in progetti in essere, 143,24 su nuovi progetti. I dati emergono dalla tabella allegata al documento che il governo ha predisposto e girato ai partiti di maggioranza nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Nello specifico, per quanto riguarda l’Istruzione sono 27,91 i miliardi messi a disposizione: di questi, 22,29 miliardi saranno destinati a nuovi progetti. Il sindacato Anief prende atto dell’incremento, ma avverte: diventa ora fondamentale non disperdere i fondi provenienti dall’Europa. Quando in primavera verranno stanziati, dovranno servire a valorizzare anche il personale, adeguando certamente gli stipendi, oggi tra i più bassi dell’area Ocde, introducendo quell’indennità di rischio biologico che il Covid ha fatto esplodere ma che in realtà per chi insegna esiste da sempre ed è dimostrata dalla troppo elevata percentuale di burnout presente nella categoria. Stabilizzazione dei precari, incremento degli organici, delle sedi scolastiche, quindi delle dirigenze e dei Dsga sono gli altri punti su cui bisognerà intervenire, spazzando via una volta per tutte gli effetti nocivi del dimensionamento partito nel 2008 e mai contrastato a dovere. A questi fondi, inoltre, sarebbe bene aggiungerne altri, anche di matrice privata, così da rendere la scuola autonoma a tutti gli effetti, smarcandola da debiti pubblici e crisi di Governo.

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Le richieste dei medici per la riapertura delle scuole

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2021

Uno screening nazionale della popolazione scolastica, una campagna vaccinale prioritaria per docenti ed educatori, un piano di lockdown intermittenti fino all’estate. Sono queste alcune delle condizioni per un ritorno in aula in sicurezza per le scuole superiori, secondo la community “IoVaccino”, il Comitato “La Scuola” e alcuni eminenti pediatri, tra i quali Susanna Esposito, ordinaria di Pediatria dell’Università di Parma e consulente dell’OMS. “Come già avevamo indicato nella primavera 2020, rimane prioritaria l’azione di testing sulle persone che frequentano le scuole. Rispetto a 9 mesi fa, oggi abbiamo strumenti veloci ed economici. Attuare uno screening nazionale costante della popolazione scolastica, da ripetere ogni 10-14 giorni su tutta la popolazione scolastica asintomatica, da effettuare con test rapidi antigenici direttamente nelle scuole, è una strategia immediatamente percorribile per rendere la frequenza scolastica sufficientemente sicura per tutta la comunità; insieme al tracciamento e alla quarantena dei contatti stretti, può diventare infatti la chiave per rendere la frequenza scolastica sufficientemente sicura per tutta la comunità”, afferma il dottor Stefano Zona. Secondo l’infettivologo, che, oltre ad essere tra i promotori del Comitato La Scuola a Scuola, fa parte del comitato scientifico di IoVaccino, “il secondo passo è quello di dare priorità nella somministrazione del vaccino anti-SARS-CoV-2 a insegnanti, educatori e personale tecnico-amministrativo, nelle prime fasi della campagna vaccinale, tra i mesi di febbraio e aprile, in modo da contribuire ulteriormente a un ritorno in aula in sicurezza”.A queste proposte la professoressa Susanna Esposito aggiunge la necessità di un piano di medio-lungo termine di chiusure nazionali per periodi di 1-2 settimane ogni mese, da gennaio a giugno, come già indicato al governo in alcuni appelli inviati nei mesi di novembre e dicembre. Secondo la consulente dell’OMS, “scuola e salute devono essere alleate. Uscire dalla logica dell’emergenza, insostenibile a distanza di un anno dallo scoppio della pandemia, e pianificare misure efficaci e regolari è uno dei primi passi per contenere i contagi, pericolosamente in nuova crescita, dopo le chiusure parziali durante le festività natalizie. Siamo ancora all’interno della seconda ondata e non possiamo commettere ulteriori errori”.

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Scuola: dopo mesi di DaD aumentano la dispersione scolastica e il rischio di abbandono degli studi

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2021

Sono a dir poco allarmanti i dati che emergono dal sondaggio condotto da IPSOS per Save The Children in merito alla Didattica a Distanza. A pochi giorni dalla ripresa delle lezioni in presenza anche negli istituti superiori, si riscontrano criticità importanti nel sistema che dovrebbe consentire la prosecuzione dell’attività didattica nei momenti in cui i ragazzi non possono, a causa dell’emergenza sanitaria, recarsi fisicamente a scuola. Nei mesi scorsi molti alunni – addirittura un terzo del totale, secondo alcune stime – non hanno, di fatto, avuto la possibilità di seguire le lezioni, peraltro con significative diseguaglianze tra le diverse aree geografiche nonché tra le differenti condizioni economiche delle famiglie. Il principale ostacolo è costituito dalla carenza dei dispositivi informatici necessari per Didattica a Distanza: nonostante le agevolazioni e i bonus, non tutte le famiglie hanno avuto la possibilità di acquistare strumenti adeguati e ad oggi il 12,3% delle famiglie non possiede pc e tablet, percentuale che raggiunge quota 19% nel Sud Italia. Per non parlare dell’accesso alla rete, non sempre disponibile a causa di carenze infrastrutturali o, ancora una volta, di situazioni di disagio economico.Non tutti i ragazzi, quindi, hanno avuto le medesime possibilità e tale evidenza si traduce ora non solo nel consistente aumento del fenomeno della dispersione scolastica, ma anche in un elevatissimo rischio di abbandono vero e proprio degli studi. L’attività scolastica rappresenta un momento fondamentale di crescita nella vita di un individuo e non è accettabile che i ragazzi ne vengano privati: nel momento in cui quindi l’emergenza sanitaria non consente lo svolgimento delle lezioni in presenza, la formazione deve essere comunque garantita, senza distinzioni di natura economica o sociale.A tale proposito sottolineiamo poi che, così come è stato elaborato, il ritorno tra i banchi non tiene conto delle specifiche esigenze del mondo della scuola e riserva non pochi rischi sul fronte della salute. Inoltre è probabile che le decisioni assunte in questi giorni finiscano per provocare conseguenze anche importanti sull’intero sistema dell’istruzione a causa della mancanza di un piano coordinato a livello nazionale e della scelta di lasciare molte decisioni nelle mani dei Presidenti delle Regioni.

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Scuola: Prorogato lo stato d’emergenza al 31 marzo

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2021

Con l’entrata in vigore del decreto Milleproroghe è stata introdotta la proroga dello stato di emergenza al 31 marzo prossimo per via dei rischi ancora corposi di contagio da Covid19. Tra le misure prorogate – informa in una nota l’Inail – rientra l’applicazione del lavoro agile per l’emergenza nelle PA e per i datori di lavoro privati a ogni rapporto di lavoro subordinato, anche in assenza degli accordi individuali, previo rispetto degli obblighi di informativa, che possono essere assolti in via telematica ricorrendo alla documentazione resa disponibile dall’Inail. Slittano a tutto il 31 marzo 2021 anche le disposizioni sulla Sorveglianza sanitaria eccezionale per i lavoratori “fragili” maggiormente a rischio. Nel frattempo, dal ministero dell’Istruzione arriva una Nota a firma del capo dipartimento Max Bruschi che recepisce il nuovo Decreto Legge n. 1/2021 con le misure anche per la scuola.

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“È ufficiale Fontana è ufficio stampa di Salvini. Lombardia e lombardi umiliati da scelte di partito”

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2021

La Lombardia e lombardi sono stati umiliati da scelte di partito. Salvini decide sulle poltrone e Fontana legge le sue veline, è il suo ufficio stampa. Il consiglio regionale è esautorato da ogni suo ruolo a favore di un punto stampa dove non è esistita la possibilità, per decine di organi d’informazione, di chiedere conto di decisioni assunte dalle segreterie dei partiti. Il ruolo della presidenza della Lombardia è svilito, insieme a quello della regione, a megafono di un leader di partito che conosce solo l’alfabeto della propaganda. Il rimpastino lombardo, oltre che un’inutile perdita di tempo, sarà indigesto per i lombardi perché in Lombardia non ha fallito una squadra, o solo qualche giocatore in campo. Qui ha fallito un’ideologia sanitaria che ha messo il privato davanti al pubblico, il business prima del servizio. Che Gallera sia stanco è una balla: nella nostra regione è arrivato al capolinea il sistema Lombardia di Formigoni, Maroni e Fontana”, così Massimo De Rosa, capogruppo del Movimento 5 Stelle Lombardia, sulla presentazione della nuova Giunta regionale della Lombardia.

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Sanità Lombardia, il ‘nuovo’ che avanzava

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2021

C’è il rimpasto della giunta lombarda. L’indifendibile Gallera paga il prezzo della sua incompetenza e della sua inadeguatezza, che avrebbero fatto ridere se non avessero causato la morte di tante persone. Al suo posto arriva Letizia Moratti, non certo un volto nuovo. Un cambio che arriva dopo che la Lombardia ha pagato e paga tuttora un prezzo altissimo per un sistema socio-sanitario sacrificato sull’altare del profitto, in una logica di complicità che, da Formigoni in poi, nessuno ha voluto rompere. Se da oggi Gallera non sarà più l’assessore al Welfare in Lombardia, buona parte della “merito” è anche dell’USB che, spesso in solitudine nel panorama sindacale, ha condotto coraggiose battaglie contro questo sistema criminale con manifestazioni, denunce, scioperi, esposti e iniziative che hanno aggregato, sotto la bandiera della stessa indignazione e della stessa rabbia, lavoratori e cittadini. USB non si è mai fermata, nemmeno durante questa infinita pandemia.Oggi, al posto di Gallera arriverà Letizia Moratti, il cui operato come sindaca di Milano ricordiamo ancora molto bene. Il plauso che si leva da Salvini e da tutta la destra che ha “gestito” l’ecatombe lombarda non è un buon biglietto da visita e certifica la continuità con le politiche sanitarie precedenti, fatte di privatizzazioni, tagli, desertificazione sanitaria del territorio e tanta, tanta, troppa corruzione, in barba al diritto alla salute.L’USB proporrà, sin da subito, anche alla nuova assessora la propria idea di modello sanitario, fatto di assunzioni stabili di personale; trasferimento di risorse e investimenti dalla sanità privata a quella pubblica; costruzione di un sistema socio-assistenziale pubblico che sottragga le vite dei nostri anziani all’esclusiva logica del business geriatrico; costruzione di un sistema di medicina territoriale che sia un riferimento costante per i cittadini, a partire dalla prevenzione. In sintesi, una sanità che torni a mettere al centro delle proprie scelte la salute e il diritto alla salute, e non il profitto.Il primo banco di prova sarà l’attesa riforma del sistema sanitario regionale che, finita la sperimentazione di quello attuale, determinato dalla scellerata Legge 23/2015, ha bisogno di essere totalmente ripensato. L’USB invierà immediatamente una richiesta di incontro per proporre le proprie idee, sperando che, almeno nella tracotanza, ci sia qualche discontinuità rispetto al precedente assessorato, incapace di ascolto, davanti alle istanze del personale sanitario e persino di fronte al dolore dei parenti delle vittime nelle (e delle) RSA.Una pagina della nostra storia da voltare in fretta. Da cancellare. Da bruciare. Esecutivo Regionale USB Pubblico Impiego

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“Crescita e strategie aziendali innovative sono componenti fondamentali per le nostre imprese”

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2021

“Per le imprese in questo momento diventa fondamentale avere una spiccata capacità di cambiare e innovare. Non solo spingere l’acceleratore per sostenere la crescita, ma anche indirizzare le strategie aziendali verso nuovi modelli operativi e nuovi business per sviluppare operazioni e dare così impulso al mercato”. Lo ha dichiarato Antonio Solinas, AD del Financial Advisory di Deloitte, intervenendo alla trasmissione Piazza Affari su Rai 3. A proposito del trend che vede sempre più società spinte a quotarsi, Solinas ha aggiunto: “la quotazione oltre a garantire una maggiore visibilità sui mercati, e allo stesso tempo uno strumento per avere liquidità, capitali sul mercato, per poter sviluppare nuove iniziative e progetti differenti rispetto al passato. Le aziende innovative si quoteranno con successo perché nell’innovazione è insito un grande valore e grazie a questo meccanismo, soprattutto le PMI del nostro Paese, possono entrare in “giochi” più grandi e valorizzarsi maggiormente”. “Le conseguenze della pandemia – ha proseguito Solinas – hanno reso sempre più evidente quanto conti per le aziende essere ricapitalizzate e pronte ad affrontare i prossimi mesi difficili, sia per sostenere la competitività sia per la capacità di investire e innovare in un contesto differente rispetto al passato. Non a caso i dati pubblicati dall’Istat nel report “Situazione e prospettive delle imprese nell’emergenza sanitaria Covid-19” mostrano che, nei prossimi sei mesi, quasi un’impresa su dieci (9,4%) attuerà una strategia di ricapitalizzazione e tra queste la metà (51%) intende farlo tramite il sostegno pubblico, anche avvalendosi delle misure previste dal Decreto Rilancio. La maggior parte di queste realtà sono micro e piccole imprese (98,7%), ossia unità produttive che hanno registrato una riduzione di fatturato. Una riduzione contenuta nel 54% dei casi mentre nel 30,6% è stata piuttosto notevole, superando il 50%. Come ricordato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel messaggio inviato in occasione dell’incontro annuale di Consob ‘il ruolo del mercato è centrale nel processo di ripresa del Paese’ e bisogna favorire ‘il rafforzamento patrimoniale delle imprese, la loro crescita dimensionale, per sostenere la competitività e la capacità di investire e innovare nel nuovo contesto’.” “È fondamentale – ha concluso l’AD del Financial Advisory – che si rafforzi la relazione tra il mondo delle imprese e gli investitori istituzionali, a partire dai fondi pensione, chiamati a puntare di più sul nostro sistema imprenditoriale incrementando la quota di investimenti sull’economia reale italiana. Per tutelare e far crescere il nostro tessuto economico dovremo cogliere queste sfide”.

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Ipercolesterolemia, dal 2021 in arrivo farmaci innovativi. Ecco quali

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2021

In Italia, ogni anno, per malattie cardiovascolari muoiono più di 224.000 persone: di queste, poco meno di 50.000 sono imputabili al mancato controllo del colesterolo. Su oltre un milione di pazienti più ad alto rischio, più di 8 su 10 hanno valori di colesterolo superiori a quelli delle linee guida europee. Un problema sanitario che rischia di aggravarsi anche per i controlli di routine saltati a causa della pandemia di Covid-19 ma che potrebbe ridursi grazie all’arrivo di farmaci innovativi, in grado di controllare i livelli di colesterolo troppo alti anche nei pazienti che non riescono a farlo con le statine.È quanto emerge dal congresso della Sic, la Società italiana di cardiologia, nel corso del quale sono state annunciate le due nuove molecole che saranno disponibili in Italia già dal 2021 grazie alla loro efficacia registrata in due studi già pubblicati sul New England Journal of Medicine. Un farmaco, infatti, determina la riduzione del 54% del colesterolo Ldl (noto come quello “cattivo”) grazie a due iniezioni sottocutanee l’anno. L’altro è l’acido bempedoico, che riduce di circa il 20% l’Ldl senza portare dolori muscolari come invece possono fare le statine. “La riduzione di livelli di colesterolo nel sangue nei pazienti ad alto rischio è un importante obiettivo di salute pubblica che in futuro potrebbe consentire di ridurre la mortalità per eventi cardiovascolari salvando 10.000 vite”, spiegano Ciro Indolfi, presidente Sic, e Pasquale Perrone Filardi, presidente eletto Sic. (fonte: Doctor33)

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Vaccini antiCovid, coinvolgere i medici di famiglia. Ecco il piano delle Istituzioni

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2021

Circa 320 mila vaccinati contro il coronavirus alla sera dell’Epifania, con il commissario all’Emergenza Domenico Arcuri che spera di vaccinare 21 milioni e mezzo di italiani per maggio: è la situazione-vaccini all’indomani dell’approvazione all’agenzia Ema del secondo vaccino, quello di Moderna, per i paesi dell’Unione Europea. Il commissario per velocizzare le operazioni ventila il coinvolgimento dei medici di famiglia e dei pediatri; un apporto contemplato anche dal ministro della Salute Roberto Speranza ed invocato dal presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia Romagna.Agli intenti di protezione civile, governo e regioni plaude a nome dei medici il presidente della Federazione degli Ordini Filippo Anelli, sottolineando che gli ambulatori convenzionati «con le risorse professionali e strumentali sono capaci di vaccinare milioni di italiani in breve tempo e “sotto casa”, senza sottoporli a spostamenti onerosi in termini di tempo e non possibili per tutti». Anelli chiede al Ministro della Salute di convocare il tavolo di coordinamento dei medici territoriali e di predisporre con Arcuri il protocollo per avviare la vaccinazione sul territorio dei pazienti fragili e dei malati cronici. «Ma – aggiunge – è prioritario, intanto, somministrare il vaccino ai professionisti stessi, per permettere di operare in piena sicurezza per loro e per i cittadini: il vaccino è il miglior dispositivo di protezione individuale». Vaccinarsi è tra l’altro obbligo deontologico, ventila il segretario nazionale di Fimmg, Silvestro Scotti, che è anche presidente dell’Ordine di Napoli. Per Scotti, è un rischio coinvolgere tutti i medici di famiglia ed i pediatri come vaccinatori senza prima averli vaccinati. Tra l’altro, aggiunge il leader Fimmg, dopo la vaccinazione, perché si sviluppi l’immunità sono necessarie almeno 3-4 settimane; si dovrebbe attendere almeno un mese prima di vaccinare a propria volta. Quindi, febbraio. Fimmg chiede un incontro con il ministro della Salute e di far parte della task force organizzativa che deciderà i criteri per convocare le diverse categorie di pazienti. E chiede più infermieri negli studi per le vaccinazioni di massa. Pina Onotri, segretario generale del Sindacato medici italiani, chiede invece un tavolo di contrattazione (Regioni-sindacati) per organizzare la campagna vaccinale. «I medici di medicina generale sono da sempre impegnati con successo nelle campagne antinfluenzale e anti-pneumococciche coprendo oltre il 97% della popolazione. Tuttavia, la politica non ci coinvolge, mentre demanda ai medici atti infermieristici come i tamponi. Fanno fede i dati delle campagne vaccinali antinfluenzali: senza coinvolgerci non si va da nessuna parte». Anche tra gli infermieri, chiamati a vaccinare nelle farmacie in forza del comma 471 della Finanziaria (“sotto supervisione medica”), si chiede di essere a propria volta vaccinati. La Federazione degli Ordini Fnopi osserva che ci sono circa 60 mila infermieri, con i requisiti richiesti dal bando del Commissario Arcuri, in stand by perché non essendo dipendenti non hanno ricevuto alcuna priorità nell’essere vaccinati.C’è infine la polemica scaturita in Lombardia ed esitata con il rimpasto di giunta e la probabile sostituzione dell’assessore al Welfare Giulio Gallera, reo di aver dichiarato in un comunicato che non avrebbe forzato il rientro al lavoro dei sanitari per partire a regime con qualche giorno di anticipo sui vaccini Covid. La Lega, forza di maggioranza e partito del presidente Attilio Fontana, ha duramente criticato queste dichiarazioni, in una regione dove al 6/1 erano state somministrate 3 dosi ogni 100 consegnate contro le 38 dosi offerte in Lazio. Roberto Gentile segretario Fials lombardo ricorda come la circolare del ministero nei presidi ospedalieri preveda di destinare alle immunizzazioni un medico ogni quattro ambulatori. “E allora com’è possibile che su oltre 50mila medici in Lombardia – osserva la Fials – non si abbiano medici per la vaccinazione?” E il leader nazionale Giuseppe Carbone chiede più fatti e meno parole al governo: «Se non ci sbrighiamo a reclutare i 15 mila sanitari previsti in Legge di bilancio, peraltro con contratti a tempo, il rischio è che il banco salti». Mauro Miserendino by Doctor33

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