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Vaccini antiCovid, coinvolgere i medici di famiglia. Ecco il piano delle Istituzioni

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2021

Circa 320 mila vaccinati contro il coronavirus alla sera dell’Epifania, con il commissario all’Emergenza Domenico Arcuri che spera di vaccinare 21 milioni e mezzo di italiani per maggio: è la situazione-vaccini all’indomani dell’approvazione all’agenzia Ema del secondo vaccino, quello di Moderna, per i paesi dell’Unione Europea. Il commissario per velocizzare le operazioni ventila il coinvolgimento dei medici di famiglia e dei pediatri; un apporto contemplato anche dal ministro della Salute Roberto Speranza ed invocato dal presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia Romagna.Agli intenti di protezione civile, governo e regioni plaude a nome dei medici il presidente della Federazione degli Ordini Filippo Anelli, sottolineando che gli ambulatori convenzionati «con le risorse professionali e strumentali sono capaci di vaccinare milioni di italiani in breve tempo e “sotto casa”, senza sottoporli a spostamenti onerosi in termini di tempo e non possibili per tutti». Anelli chiede al Ministro della Salute di convocare il tavolo di coordinamento dei medici territoriali e di predisporre con Arcuri il protocollo per avviare la vaccinazione sul territorio dei pazienti fragili e dei malati cronici. «Ma – aggiunge – è prioritario, intanto, somministrare il vaccino ai professionisti stessi, per permettere di operare in piena sicurezza per loro e per i cittadini: il vaccino è il miglior dispositivo di protezione individuale». Vaccinarsi è tra l’altro obbligo deontologico, ventila il segretario nazionale di Fimmg, Silvestro Scotti, che è anche presidente dell’Ordine di Napoli. Per Scotti, è un rischio coinvolgere tutti i medici di famiglia ed i pediatri come vaccinatori senza prima averli vaccinati. Tra l’altro, aggiunge il leader Fimmg, dopo la vaccinazione, perché si sviluppi l’immunità sono necessarie almeno 3-4 settimane; si dovrebbe attendere almeno un mese prima di vaccinare a propria volta. Quindi, febbraio. Fimmg chiede un incontro con il ministro della Salute e di far parte della task force organizzativa che deciderà i criteri per convocare le diverse categorie di pazienti. E chiede più infermieri negli studi per le vaccinazioni di massa. Pina Onotri, segretario generale del Sindacato medici italiani, chiede invece un tavolo di contrattazione (Regioni-sindacati) per organizzare la campagna vaccinale. «I medici di medicina generale sono da sempre impegnati con successo nelle campagne antinfluenzale e anti-pneumococciche coprendo oltre il 97% della popolazione. Tuttavia, la politica non ci coinvolge, mentre demanda ai medici atti infermieristici come i tamponi. Fanno fede i dati delle campagne vaccinali antinfluenzali: senza coinvolgerci non si va da nessuna parte». Anche tra gli infermieri, chiamati a vaccinare nelle farmacie in forza del comma 471 della Finanziaria (“sotto supervisione medica”), si chiede di essere a propria volta vaccinati. La Federazione degli Ordini Fnopi osserva che ci sono circa 60 mila infermieri, con i requisiti richiesti dal bando del Commissario Arcuri, in stand by perché non essendo dipendenti non hanno ricevuto alcuna priorità nell’essere vaccinati.C’è infine la polemica scaturita in Lombardia ed esitata con il rimpasto di giunta e la probabile sostituzione dell’assessore al Welfare Giulio Gallera, reo di aver dichiarato in un comunicato che non avrebbe forzato il rientro al lavoro dei sanitari per partire a regime con qualche giorno di anticipo sui vaccini Covid. La Lega, forza di maggioranza e partito del presidente Attilio Fontana, ha duramente criticato queste dichiarazioni, in una regione dove al 6/1 erano state somministrate 3 dosi ogni 100 consegnate contro le 38 dosi offerte in Lazio. Roberto Gentile segretario Fials lombardo ricorda come la circolare del ministero nei presidi ospedalieri preveda di destinare alle immunizzazioni un medico ogni quattro ambulatori. “E allora com’è possibile che su oltre 50mila medici in Lombardia – osserva la Fials – non si abbiano medici per la vaccinazione?” E il leader nazionale Giuseppe Carbone chiede più fatti e meno parole al governo: «Se non ci sbrighiamo a reclutare i 15 mila sanitari previsti in Legge di bilancio, peraltro con contratti a tempo, il rischio è che il banco salti». Mauro Miserendino by Doctor33

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