Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Saranno i giovani a salvare l’arte

Posted by fidest press agency su domenica, 10 gennaio 2021

Le nuove generazioni possono battere paure, vuoti e deficit generati dalla pandemia. Anche nel settore culturale. Parola di Eike Schmidt. Il direttore della Galleria degli Uffizi si confida con Famiglia Cristiana che pubblica l’intervista sul numero in edicola. Chiuso per lockdown, il principale sistema museale italiano (uno tra i più importanti al mondo per la statuaria antica greco-romana e per la pittura rinascimentale) non è stato con le mani in mano. «Ci siamo impegnati a fondo in attività di manutenzione, abbiamo ristrutturato alcune sale, abbiamo restaurato certe opere», ha spiegato Eike Schimdt, «ma soprattutto abbiamo curato il rapporto non solo con il pubblico abituale, ma anche con quello potenziale. Siamo presenti su tutti i canali social, Facebook e Instagram sono i più seguiti. E siamo attivi pure su Tik Tok per cercare di agganciare i giovani». Una scommessa che ha già prodotto risultati. «Siamo partiti da aprile con una comunicazione rivolta alle nuove generazioni, utilizzando un linguaggio specifico, anche ironico», spiega il direttore degli Uffizi. «Facciamo parecchie iniziative destinate a loro, a partire dalla visita al museo di Chiara Ferragni. E l’obiettivo è stato raggiunto, tanto che quest’estate, quando il museo era aperto, non ci siamo limitati alla consueta percentuale del 18% di visitatori giovani, ma abbiamo toccato anche punte del 50% a luglio e agosto. È importante portare la conoscenza e l’amore per questi tesori pure tra chi s’affaccia alla vita. Le forme dell’arte sono varie, e ognuno troverà qualcosa che risuona in lui. Arte non è solo quadri». Un’altra cosa sta a cuore a Eike Schmidt, in epoca di distanziamento sociale. «Abbiamo sviluppato un programma di museo diffuso, prendendo contatti con tanti Comuni toscani – e alcuni romagnoli – per un’iniziativa che prenderà forma nel corso del 2021, in modo che i visitatori possano avere una fruizione sana e sostenibile del patrimonio artistico, non riversandosi solo nelle grandi città. E questo ci permetterà anche una crescita notevole per sfruttare tutto il territorio. Abbiamo visto un depauperamento del territorio, con opere d’arte che durante la Seconda guerra mondiale sono state tolte da palazzi e chiese, messe nei depositi di grandi città e lì dimenticate. Quando i turisti vengono in Toscana per il paesaggio o l’enogastronomia possono godere anche delle opere d’arte distribuite per esempio nelle chiese. Ho visto io stesso che, in questo periodo in cui i musei sono chiusi, la gente assetata di arte riscopre i capolavori delle chiese di Firenze. Il mio auspicio è quello di vedere meno, ma più intensamente, e non limitarsi a vedere le opere più famose per il gusto di fotografarsi davanti a un quadro. E riscoprire anche il patrimonio del luogo in cui si vive».

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