Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Archive for 16 gennaio 2021

Bicentenario della morte di Napoleone

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2021

Bonaparte visse sull’Isola in esilio dal 4 maggio 1814 fino al 27 febbraio 1815. Da maggio e per tutta l’estate 2021, all’Isola d’Elba, si celebra il bicentenario della morte di Napoleone. Nell’isola Bonaparte visse, in esilio, per quasi dieci mesi, dal 4 maggio 1814 fino al 27 febbraio 1815, lasciando numerose tracce e luoghi da scoprire. Il calendario ha coinvolto associazioni internazionali come La Federazione europea delle città napoleoniche e Route Napoléon. L’idea, spiega in una nota Visit Elba, è anche quella di creare una settimana napoleonica, che diventi un evento annuale ricorrente per attrarre turisti. Celebrando il bicentenario della sua morte, si potranno inoltre scoprire episodi poco conosciuti, che hanno caratterizzato il soggiorno del Generale Bonaparte sull’isola d’Elba. (foto copyright Christian Flammia)

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Cina in testa nella ripresa

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2021

Analisi di Jean-Marie Mercadal, CIO di Ofi Asset Management. Il 2020 resterà di certo impresso nella memoria degli investitori e di tutti noi. I nostri stili di vita sono stati gravemente sconvolti, e in questo contesto l’impennata dei mercati finanziari ha portato ad un aumento del divario percepito tra mondo finanziario e economia reale. Questo fa sì che si guardi oggi con occhio più critico anche alle politiche delle banche centrali, sospettate di alimentare bolle speculative. Di conseguenza, prima o poi si porrà con forza il problema della disuguaglianza tra i più e i meno abbienti, e questo influenzerà le politiche che saranno votate nelle future elezioni.Insomma, gli eventi degli ultimi mesi hanno modificato radicalmente il nostro modo di pensare. È ora tempo di tirare le somme delle principali conseguenze che ci aspettiamo nel breve, medio e lungo termine.Nel breve termine, lo sviluppo dei vaccini accelererà certamente la ripresa economica. Le campagne di vaccinazione sono già iniziate in alcuni dei principali Paesi e le economie riapriranno una dopo l’altra nel corso dei prossimi mesi.Dato che consumatori e aziende stanno limitando le spese in questa fase, la crescita potrebbe essere più elevata rispetto a quanto è al momento ipotizzato dai principali istituti di previsione economica. Sul fronte delle imprese, gli investimenti aziendali posticipati rappresentano una riserva di crescita, anche se il numero di default potrebbe aumentare una volta che le misure di sostegno saranno gradualmente ritirate. In ultima analisi, le prospettive di una ripresa dell’attività imprenditoriale nel 2021 sembrano solide e anche le previsioni di una crescita a livello globale del 6,0% circa sembrano credibili. L’ultimo consenso di Bloomberg del 5,2% probabilmente non riflette ancora l’avanzamento dei vaccini.La crescita potrebbe, quindi, essere di circa il 4,5% negli Stati Uniti e di circa il 6,0% nella zona euro. Non avendo vissuto una seconda ondata della pandemia, in Cina l’accelerazione continua. La sua economia, infatti, potrebbe risalire del 9,0% nel 2021, dopo il 2,0% registrato nel 2020. Questa ripresa si manifesterà nei bilanci delle imprese ed è probabile che le previsioni sugli utili aumenteranno in modo considerevole.Nel medio termine, tutti i paesi stanno uscendo da questa crisi con un onere del debito ancora più pesante. Le risposte fiscali sono state massicce e i livelli di debito pubblico rispetto al PIL sono ora impressionanti e preoccupanti. In effetti, le misure adottate in passato e i piani di stimolo approvati per quest’anno ammontano a circa il 15% del PIL per la zona euro e dal 20% al 25% per gli Stati Uniti. In questo modo il rapporto debito/PIL è salito a oltre il 100% negli Stati Uniti, al 120% in Francia, al 150% in Italia, mentre quello della Germania passerebbe dal 60% al 75%. Anche l’indebitamento delle imprese è aumentato.In un contesto come questo, le banche centrali non hanno altra scelta se non quella di mantenere condizioni monetarie molto accomodanti, mantenendo i tassi di interesse a livelli decisamente bassi e sostenendo il mercato obbligazionario attraverso programmi di acquisto di titoli. Ciò consentirà alle imprese, e soprattutto ai governi, di accedere a finanziamenti a basso costo, a tassi di interesse sostenibili. Di conseguenza, il “potere d’acquisto” degli obbligazionisti diminuirà inevitabilmente, considerato che probabilmente i tassi d’interesse reali rimarranno in territorio negativo per diversi anni.Nel frattempo, la Cina ha iniziato a trasformare la sua economia. Il 14° piano quinquennale, presentato il 26 novembre, fa parte del piano “China Standards 2035”. L’obiettivo è quello di raddoppiare il PIL entro il 2035, il che suggerisce un tasso di crescita medio di circa il 4,5% tra il 2021 e il 2035 (contro il 7,0% tra il 2011 e il 2015 e il 6,5% tra il 2016 e il 2020). Più l’economia cinese si svilupperà e maturerà, più il ritmo di crescita rallenterà naturalmente.A livello di settore, il piano cinese punta all’autonomia e al know-how all’avanguardia nel mercato dei semiconduttori, dell’intelligenza artificiale e delle biotecnologie, stimolando in particolare gli investimenti in ricerca e sviluppo e nell’istruzione. La Cina sta inoltre aprendo il suo mercato dei capitali, e le azioni e le obbligazioni cinesi stanno gradualmente entrando a far parte degli indici internazionali. Si tratta di mercati profondi, liquidi e altamente diversificati che possono rendere i portafogli più robusti. Ciò dovrebbe accelerare il ritmo di internazionalizzazione della valuta cinese.Nel lungo termine, diversi problemi sono all’orizzonte. Ad esempio, come usciremo da questo pesante accumulo di debito? Si comincia a parlare da più parti della possibilità di cancellare il debito pubblico, in particolare per quanto riguarda la quota detenuta dalle banche centrali. Nella zona euro dovranno essere riesaminati i fondamenti del Patto di crescita e di stabilità: i principali parametri di Maastricht (con tetti pari al 60% del PIL sul debito e al 3% sul deficit) sono saltati, e sarà necessario ripensare le regole comuni per la salvaguardia dell’euro. La questione dell’armonizzazione delle politiche fiscali dell’Eurozona potrebbe tornare alla ribalta e generare una certa volatilità sui mercati il prossimo autunno, quando in Germania si terranno le elezioni che porteranno alla formazione di una nuova coalizione e alla nomina di un nuovo cancelliere.Anche la questione dell’inflazione si porrà nel lungo termine. La massiccia creazione di moneta, derivante dagli acquisti delle banche centrali, potrebbe innescare un calo del valore delle valute rispetto agli attivi reali, o comunque della fiducia in esse, questo è uno dei motivi per cui sta avvenendo la corsa alle criptovalute. Il recente record della più nota criptovaluta, il Bitcoin, mostra che gli investitori stanno iniziando a prendere seriamente in considerazione questi aspetti. Non abbiamo una visione particolare sulle criptovalute, ma stiamo osservando questo movimento con interesse. In conclusione, però, crediamo che l’oro e i metalli preziosi siano più sicuri e possano essere utilizzati per coprire questo tipo di rischio a lungo termine.

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Scuola: Recovery Plan, ai docenti stipendi più alti

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2021

Maggiorazione degli stipendi dei docenti, ma anche più responsabilità e nuove mansioni, con l’introduzione di una vera e propria carriera dei docenti: lo prevede il capitolo istruzione del Recovery Plan appena approvato dal Consiglio dei Ministri con l’astensione di Italia Viva. Nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – che ha una dotazione di 222 miliardi e attraverso cui il Governo vuole fare l’Italia un Paese più moderno, digitale, sostenibile e inclusivo – per il capitolo Istruzione e ricerca sono previsti oltre 28 miliardi per l’istruzione. Di questi 16,72 per ‘Potenziamento delle competenze e diritto allo studio’ e 11,77 per il punto ‘Dalla ricerca all’impresa’.
È emblematico che gli stessi temi del Recovery Plan si riscontrino pure nel punto 5 dell’Atto di indirizzo politico-istituzionale anno 2021, tramite il quale il ministro dell’Istruzione si impegna a “incentivare i processi di reclutamento, formazione e valorizzazione del personale scolastico”. Ritenendo quindi “necessario procedere al rinnovo del Contratto collettivo nazionale di Lavoro per il comparto scuola, sulla base delle risorse aggiuntive stanziate per l’incremento a regime della retribuzione del personale docente, anche operando sugli aspetti giuridici che regolano la professione stessa, attraverso la definizione di un vero e proprio percorso di carriera professionale che connoti il ruolo, dal momento della immissione fino al collocamento a riposo, su base meritocratica”.

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Scuola: Concorso IRC, elenchi aggiuntivi GPS, terza fascia ATA

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2021

Al recente incontro con il Ministero dell’Istruzione che ha ricevuto i sindacati rappresentativi per confrontarsi su una serie di argomenti per cui a breve si procederà alla pubblicazione dei relativi bandi. L’Anief era presente con la sua delegazione composta da Chiara Cozzetto, membro della Segreteria Generale Anief, Martino Todaro, membro del gruppo di lavoro nazionale Anief dedicato al personale ATA e Alessandro Manfridi, referente Anief per IRC. “Durante l’incontro – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – la nostra delegazione ha avuto modo di confrontarsi approfonditamente sui tanti temi posti all’ordine del giorno e come sempre si è distinta per aver portato all’attenzione del Ministero argomenti utili per un corretto svolgimento di tutte le procedure. Serve, però, non dimenticare che sono urgenti anche le procedure per garantire accesso snello alle abilitazioni e al ruolo per tutto il personale precario e lavorare immediatamente anche per favorire le progressioni dal profilo A al profilo B per il personale ATA e la creazione dei profili As e C, indispensabili per le nostre scuole soprattutto in questo momento”.

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Segnali d’Italia chiama Torino

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2021

C’è tempo fino al 10 febbraio per iscriversi a Segnali d’Italia chiama Torino, atto ultimo della campagna Segnali d’Italia Torino realizzata da IGPDecaux ed Edison, il bando per finanziare i migliori progetti sociali da realizzare per la città. Si tratta di una chiamata per il terzo settore torinese dedicata ad associazioni non profit, imprese, comitati cittadini e a tutti coloro che hanno un’idea socialmente rilevante per aiutare il territorio. A favore dei 3 migliori progetti Edison stanzierà 15mila euro ciascuno e IGPDecaux riserverà altri 15mila euro a ognuno in spazi pubblicitari. I 3 vincitori verranno annunciati a maggio durante l’evento di premiazione. Le iscrizioni a Segnali d’Italia chiama Torino sono aperte e gratuite sulla piattaforma digitale ideatre60 di Fondazione Italiana Accenture oppure attraverso il sito http://www.segnaliditalia.it.
L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Torino, a partire da metà dicembre ha raccontato 5 realtà straordinarie di Torino grazie una campagna di comunicazione in metropolitana, sull’arredo urbano e sui mezzi di trasporto del capoluogo piemontese.

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Il Parco Archeologico di Ercolano potenzia il sistema di monitoraggio ambientale

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2021

Lo fa per affrontare con la consapevolezza dei dati la sfida della conservazione e della fruizione nel XXI secolo. Il progetto pilota si svolge nella Casa del Bicentenario dove, dopo 10 anni di rilevamenti effettuati nel monumento chiuso al pubblico, le indagini si allargano a studiare l’interazione con i visitatori mappando il percorso che seguono all’interno della casa e tenendo conto dei cicli delle stagioni. È stato implementato in questi giorni l’apparato di controllo della stazione metereologica all’interno del tablino della casa grazie ad ulteriori sensori per monitorare e valutare le condizioni climatiche interne ed esterne del sito di Ercolano. Il fine è di individuare possibili rischi alla salvaguardia delle superfici decorate, e preservarle assieme alle preziose superfici architettoniche, in previsione del ritorno dei visitatori in presenza all’interno del sito. I risultati del monitoraggio aiuteranno i restauratori e la Direzione del Parco a sviluppare e sperimentare strategie per il miglioramento delle condizioni ambientali in modo da attenuare lo sviluppo e gli eventuali ulteriori fenomeni di degrado, trovando applicazione in altri edifici e pitture murali del sito archeologico.Operativamente il monitoraggio è stato studiato in due fasi, una “breve” della durata di due mesi, nella quale oltre al rilevamento dei parametri termici e igrometrici verranno anche testati alcuni materiali di nuova generazione (film plastici, reti sintetiche con tramature differenti) per schermare l’ambiente interno dai raggi UV e ridurre lo scambio d’aria con l’esterno, in modo da minimizzare le fluttuazioni nell’ambiente del tablino. I materiali che risulteranno più idonei serviranno per il successivo “monitoraggio a lungo termine”, della durata di un anno. Per il monitoraggio provvisorio sono stati installati dei sensori al centro dell’ambiente del Tablino, nel corridoio laterale e in esterno, con una stazione installata nel giardino. Sul tetto della Domus è stata posizionata una stazione meteo. Il sistema di trasmissione dei dati acquisiti da questi quattro sensori, posti su piedistalli, per la consultazione degli stessi, avverrà “da remoto”, con appositi software forniti alla direzione del Parco.Il progetto è condotto congiuntamente dal Parco Archeologico di Ercolano, l’Herculaneum Conservation Project e il Getty Conservation Institut.

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Governo: Cia, agricoltura strategica non può restare senza ministro

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2021

L’agricoltura resta senza un ministro di riferimento in un momento davvero complesso per il Paese, in cui il settore primario continua a mostrare tutta la sua strategicità, garantendo ogni giorno cibo fresco, sano e sicuro agli italiani. Così Cia-Agricoltori Italiani interviene sulle dimissioni della ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova.“Non possiamo che auspicare tempi rapidissimi nel ripristinare la guida del Mipaaf e risolvere la crisi di governo -spiega il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino-. Le aziende agricole, così come i cittadini, hanno bisogno di certezze e di stabilità, per continuare a fronteggiare la pandemia in atto e imboccare la strada della ripresa”.Intanto, ha aggiunto Scanavino, “vogliamo ringraziare la ministra Bellanova, con cui abbiamo sempre collaborato in maniera costruttiva, per il lavoro fatto e l’impegno profuso a tutela e sostegno del settore agroalimentare e di tutta la filiera”.

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C’è un piano Renzi?

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2021

di Agostino Spataro. In queste ore, tantissimi compagni hanno preso a inveire, anche pesantemente, contro Matteo Renzi reo di avere provocato, nel mezzo di una pandemia, la crisi della maggioranza di governo. Più che delusi si sentono “traditi”, come se fossero spinti da una sorta di cattiva coscienza che insorge contro colui cui avevano attribuito, senza riserve, magnifiche virtù taumaturgiche di… “rottamatore”. Ma si tratta di tradimento o d’altro? Probabilmente, la rottura sarà stata dettata da una necessità impellente, come estremo tentativo di Renzi di salvare la sua ambigua formazione politica (Italia Viva- IV) che i sondaggi danno al di sotto della soglia fatidica del 3% e risalire la china verso le alte vette.Poiché è chiaro che, con la vigente legge elettorale, a chi sta sotto questa soglia restano soltanto due possibilità: sparire o farsi assorbire. Ci sarebbe una terza, ma la sconsiglio.Oltre a fustigare Renzi, i tanti delusi o pentiti dovrebbero chiedersi perché non ebbero alcun dubbio sul personaggio e soprattutto sul disegno che lo promosse prima alla direzione del PD e poi del governo. Chi chiamò questo disinvolto democristiano, divenuto esponente di primo piano del Pd a Firenze, ossia nel capoluogo della seconda regione rossa del Paese? Quali forze, italiane e non solo, gli affidarono il compito di “ammodernare” il sistema italiano (in senso lato) ossia per liquidare quel che restava dei diritti sociali conquistati dai lavoratori e così lasciare campo libero all’affarismo più deteriore, all’ondata neo liberista dilagante? Perché le forze che avrebbero dovuto opporsi a tale politica non si opposero, anzi la caldeggiarono? Questi e altri interrogativi insoluti, dimostrano che si trattò della scelta furbesca della destra globalista che governa mediante la “sinistra”.
Con la rottura e la crisi (prevedibile) del secondo governo Conte si apre un’incognita di non facile soluzione. Può accadere di tutto, in piena e, purtroppo, rinvigorita pandemia.
A questo punto è lecito chiedersi: che cosa vuol fare veramente Renzi: un rimpasto, un aggiustamento o una svolta politica radicale? Non è facile rispondere. Tuttavia, il dado è stato tratto e – si presume- in base a un preciso calcolo politico, suffragato da un “piano” ambizioso che- spingendosi oltre l’emergenza- potrebbe configurarsi come una vera e propria svolta politica. Un piano articolato negli obiettivi e ben scadenzato nei tempi che sono importantissimi.
Logica politica e il buon senso vorrebbero che così fosse. Altrimenti non si capirebbe tanta ostinazione distruttiva. Sarebbe soltanto un’avventura disperata, senza possibilità di riscatto. Un suicidio.
Un piano di tal fatta non si può certo concepire ed attuare con il 3% di base elettorale. Ci vogliono forti connessioni, intrecci di potere, politico ed economico, che – in primis- si possono coalizzare per il controllo dell’ingente spesa derivata dal Ricovery plan, Mes, ecc, la cui gestione potrebbe richiedere una nuova aggregazione politica e parlamentare che potrebbe nascere dallo scioglimento anticipato della Camere. Per raggiungere tali obiettivi sono necessari alcuni passaggi:
a) far cadere il governo di Giuseppe Conte, distruggendo l’alone d’insostituibilità che gli è stato creato intorno;
b) ostacolare, impedire la ri-formazione di una nuova maggioranza guidata da Conte e puntare allo scioglimento anticipato delle Camere. Gettando ancor più nel panico i parlamentari del M5S che, comprensibilmente, lo temono più degli effetti della pandemia di Covid 19.
Il salva-Conte sarebbe un accordo di legislatura- come proposto dal PD e da taluni settori di M5S- sarebbe, in realtà, un salva scranni e al contempo una condizione per gestire quel bel gruzzolo di miliardi di aiuti europei per la pandemia. E, dulcis in fundo, poter decidere il prossimo presidente della Repubblica.
Insomma, si riproporrebbe un’ibrida maggioranza parlamentare che non rappresenta più la maggioranza elettorale del Paese che farebbe il pieno senza pagare dazio, come si suol dire.
Si obietta che le elezioni anticipate farebbero saltare ogni previsioni e favorirebbero una vittoria del centro destra. Obiezione fondata che anche Renzi avrà ben presente. Egli sa che il gioco si farebbe troppo grande per lui. Con il suo 3% o giù di lì non avrebbe dove andare. Occorre una base di partenza più grande per inserirsi nello scenario già in formazione che è quello segnato dai “grandi appetiti” che si nutrono, in patria e all’estero, nei confronti di questa nostra Italia ridotta a polpetta, a pingue preda delle grandi consorterie economiche e finanziarie, europee e mondiali.Probabilmente, Matteo Renzi avrà pensato di forzare la situazione, di farla precipitare e nel frattempo mettere in atto uno stratagemma politico d’intesa con Forza Italia che, ormai, deve rassegnarsi a fare a meno del suo fondatore e leader. In questo panorama desolante dei cd. “rosso-gialli”, l’accoppiata Renzi-Berlusconi ( o chi per lui) può risultare vincente. Specie oggi con la fine, ingloriosa, di Trump, la coppia avrebbe più chance e porterebbe in dote alla formazione di centro-destra una certa aura europeista, un moderatismo abbottonato, a doppio petto, capace di renderla credibile in patria e affidabile all’estero.Senza più Trump alla Casa bianca, Salvini e la Meloni devono modificare l’approccio e le pretese.E accettare la mano, moderata ed europeista, che gli sarà tesa. E chissà, se la nuova aggregazione oltre a vincere le elezioni anticipate, non riesca a eleggere il prossimo presidente della Repubblica, che potrebbe essere un uomo o una donna di Renzi che ha proposto l’attuale?
Ma tranquilli, queste considerazioni sono solo fantasie, réveries frutto di un sogno fatto in Sicilia. In tempi di pandemia. Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Agostino_Spataro

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La crisi di governo

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2021

Si è aperta con l’annuncio delle dimissioni delle ministre di Italia Viva è preoccupante e dagli sviluppi incerti e pericolosi. Non si comprende il legame tra la crisi politica e la crisi che stanno vivendo da mesi milioni di persone, compresa l’Arci e il mondo dell’associazionismo di promozione culturale e sociale, tra norme anti Covid, chiusure, perdita di posti di lavoro e Ristori che non arrivano. Decidere di aprire una crisi di governo, in un momento nel quale l’Italia è alle prese con una pandemia e una crisi economica e sociale drammatiche, è un salto nel buio irresponsabile, dagli esiti imprevedibili. Preoccupa la leggerezza che l’ha determinata senza pensare alle possibili conseguenze. Non è di questo che abbiamo bisogno, non è di questo che il Paese ha bisogno, ma di affrontare con determinazione problemi cruciali, a partire dal Recovery fund, un piano vaccinale ancora da definire, il ritorno a una didattica a scuola che funzioni, Ristori tempestivi e in grado di sostenere le categorie più colpite, come il mondo dell’associazionismo diffuso, troppo spesso dimenticato. Si apre invece una crisi che pagheranno gli italiani, che favorirà l’incertezza con il risultato di aumentare la sfiducia nelle istituzioni e l’allontanamento delle persone dalla politica. Siamo molto preoccupati dalle pesanti ricadute che tutto questo potrà avere sui cittadini e sul destino dei nostri circoli che soffrono ancora per una ingiusta e incomprensibile discriminazione. Così come temiamo che questa crisi possa favorire le destre, regalandogli il governo del Paese. Uscire da questa situazione non sarà facile ma è necessario trovare subito una soluzione per non far precipitare l’Italia in una crisi ancora più drammatica.

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Salute in carcere, poca attenzione al Covid-19

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2021

“In questa pandemia, in cui si mettono in luce le varie emergenze con le categorie più a rischio, i provvedimenti da assumere con urgenza, le modalità di intervento delle istituzioni sanitarie, c’è un grande assente: la salute nelle carceri”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che spiega: “Tra le sacrosante vaccinazioni al personale sanitario, a quello docente, ai lavoratori esposti al contatto con il pubblico, agli ospiti e operatori delle Rsa, non sono stati mai citati i detenuti e le guardie carcerarie. Eppure il settore, costituendo una comunità chiusa, con soggetti ospiti per lo più fragili e molti anziani, dovrebbe essere in cima alla lista delle priorità. Così non è e la cosa ci sorprende moltissimo”. Il presidente si sofferma poi sui dati: “La nostra sollecitazione arriva a ragion veduta – incalza – in quanto dalle ultime rilevazioni del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, i casi di positività risultano essere 624 in tutta Italia, 587 dei quali asintomatici e 26 i ricoverati mentre tra gli operatori carcerari ci sarebbero 647 agenti contagiati, 64 dei quali sintomatici. Sessantuno i positivi fra il personale amministrativo e dirigenziale penitenziario. Ma quello che ci preoccupa maggiormente è il focolaio attivo nel carcere romano di Rebibbia Nuovo complesso, in cui risultano 23 positivi al coronavirus mentre in tutto il Lazio sarebbero una novantina. Che cosa si intende fare?”, continua Maritato. “Non abbiamo sentito una voce a tutela della salute nei penitenziari, che sono comunque una parte della nostra società, che non può essere esclusa”.

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Bankitalia: con covid maggior calo redditi da 20 anni

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2021

Secondo i dati di Bankitalia, nel primo semestre 2020 i redditi privati non finanziari hanno registrato la contrazione più forte degli ultimi 20 anni, solo in parte contrastata dalle misure di sostegno.”Il fatto che nel primo semestre del 2020 i redditi delle famiglie si siano ridotti dell’8,8 per cento rispetto al primo semestre del 2019, dimostra che gli aiuti del Governo sono stati insufficienti, dati male e in ritardo, una combinazione che rischia di essere letale per chi già faticava ad arrivare alla fine del mese prima della pandemia” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”E’ chiaro che all’inizio gli interventi a pioggia dati a tutti erano giustificati dalla necessità di dover intervenire rapidamente. Se però, poi, i ristori arrivano lo stesso in ritardo anche a chi ne aveva davvero bisogno, allora è un guaio, se poi sono insufficienti per campare è una beffa” conclude Dona.

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Il PNRR fallisce sui trasporti

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2021

Le città, l’elettrificazione dei trasporti e la sicurezza stradale non sono una priorità per il PNRR approvato dal Consiglio dei Ministri. Nonostante la crisi di Governo, il piano sarà discusso in Parlamento nei prossimi giorni. Solo 7,5 miliardi di euro per la mobilità urbana e regionale, contro i 29 miliardi necessari, nessuna voce specifica sullo sviluppo di un’adeguata rete di ricarica elettrica nazionale ad uso pubblico, nessun investimento per la riconversione industriale del comparto trasporti, briciole per la sicurezza stradale.A lanciare l’allarme sono le principali associazioni ambientaliste Kyoto Club, Transport & Environment, Legambiente, Cittadini per l’Aria, Greenpeace Italia e WWf Italia, secondo cui il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza contiene, tra le altre, tre importanti criticità a cui è necessario far fronte: l’elettrificazione dei trasporti, le città e la mobilità urbana, gli investimenti sulle reti e la sicurezza delle persone sulle strade.
Su un pacchetto da 200 miliardi, non un euro viene stanziato per la necessaria riconversione del settore produttivo automobilistico. I veicoli elettrici sono destinati a passare da nicchia a tecnologia predominante nel giro di pochi anni. I principali paesi europei stanno investendo in modo massivo nella creazione della catena di valore della mobilità elettrica, e molti hanno già indicato una data di fine vendita delle auto a combustione interna.Inoltre, il testo trascura la questione cruciale dello sviluppo di una adeguata rete di ricarica elettrica nazionale ad uso pubblico per servire i 6 milioni di veicoli elettrici previsti entro il 2030 dal Piano nazionale integrato per l’energia e il clima. Il Parlamento deve affrontare questo tema con un serio investimento dedicato al fine di raggiungere i nostri obiettivi climatici per il 2030. In secondo luogo, il Recovery Plan risulta troppo sbilanciato verso gli investimenti sulle grandi opere extraurbane, come l’alta velocità, quando serve dare centralità al potenziamento della mobilità su ferro regionale, locale e del trasporto urbano. Nel documento brilla la scarsità degli investimenti per le metropolitane e tramvie, la carenza di investimenti per le ferrovie suburbane, le briciole dedicate alla mobilità ciclabile. Inoltre, nel PNRR sono previsti 7,5 miliardi per gli investimenti per la mobilità di tutte le città italiane e sono davvero insufficienti per dare una svolta e migliorare il trasporto locale, e per il rinnovo parco rotabile. Anche gli obiettivi riguardanti la costruzione delle reti ciclabili urbane non sono in linea con i PUMS delle principali città italiane, molto più ambiziosi rispetto al PNRR. Inoltre si prevedono ancora sussidi alle tecnologie fossili – in particolare agli autobus a gas – mentre gli investimenti per la cura del ferro sono davvero minimi (sarebbe sostituito solo il 3% dei treni regionali). Infine, per la sicurezza stradale sono previsti fondi minimi, quasi inesistenti. Per le città e la moderazione del traffico non c’è nemmeno un richiamo nel PNRR. Per la sicurezza sulle strade vi sono solo le briciole con 1,6 miliardi, nonostante la dura lezione del crollo del Ponte Morandi. E poi c’è da restare colpiti che di queste scarse risorse ben 1,15 miliardi siano destinate alla messa in sicurezza della sola autostrada A24-25 (a cui dovrebbe provvedere il concessionario) mentre ad Anas per la sua rete solo 0,45 miliardi.
Come organizzazioni ambientaliste ci auguriamo che il Parlamento italiano sappia rimediare alle macro-criticità sottolineate, e chiediamo di essere consultate nelle Commissioni parlamentari preposte.

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“Il coronavirus non può sospendere la democrazia”

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2021

Non è successo negli Stati Uniti, non accadrà in Portogallo, Francia, Germania non è accaduto neppure in Italia dove si sono celebrate le elezioni regionali pochi mesi fa e dove a giugno si voterà nelle principali città italiane: Roma, Milano, Torino, Bologna, Napoli… L’unica ragione per la quale non vogliono andare al voto è che il centrodestra è talmente cresciuto da non avere neppure bisogno di quel premio di maggioranza che Pd e M5S abrogarono prima del 2018 per avvelenare i pozzi e impedire ci fosse un governo in sintonia con il popolo. Gli italiani vogliono essere governati dal centrodestra che a oggi avrebbe una maggioranza bulgara sia alla Camera sia al Senato. In una fase storica drammatica l’Italia ha bisogno di un governo solido e autorevole, di una maggioranza coesa, di programmi comuni per gestire la crisi economica derivata dalla pandemia.
Il presidente del Consiglio Conte rassegni le dimissioni al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e si avvii il percorso per restituire alla nostra comunità la libertà e la sovranità di un governo espressione della volontà popolare e non figlio di giochini di palazzo”. È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli durante la diretta Facebook sugli aggiornamenti della crisi.

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Codici: la crisi ora è una follia, ma le dimissioni della Ministra Bonetti sono una bella notizia per i padri

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2021

L’associazione Codici saluta con soddisfazione e con un senso di liberazione le dimissioni di Elena Bonetti da Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia. “La crisi politica che si è aperta – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – è l’ultima cosa di cui avevano bisogno gli italiani ed il Paese. Stiamo affrontando un’emergenza drammatica, che richiede risposte urgenti e concrete, non i soliti giochi di palazzo. In tutto questo c’è però un aspetto positivo, le dimissioni della Bonetti. Una bella notizia per i padri, che possono finalmente salutare la peggior Ministra della disparità, di colei che ha prodotto il Family Act. Un provvedimento discriminatorio, da cui scaturisce un modello di famiglia squilibrato e lontano dalla realtà. I padri sono stati ignorati. Invece di garantire gli stessi strumenti ad entrambi i genitori, invece di offrire le stesse garanzie, sono state aumentate le differenze, peggiorando una situazione già precaria, segnata da una bigenitorialità ridotta a slogan. Un’ingiustizia che oggi viene compensata, almeno in parte, dalle dimissioni di una Ministra di cui i papà non sentiranno certo la mancanza”.

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Università di Camerino: Confermata Certificazione ECHE

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2021

Ancora ottime notizie per l’Università di Camerino. È stata confermata, infatti, nei giorni scorsi dalla Commissione Europea la Certificazione ECHE – Erasmus Charter for Higher Education, per il periodo 2021-2027, una sorta di “passaporto” necessario per partecipare alle iniziative internazionali e per competere ai finanziamenti del Programma ERASMUS + per Istruzione, Formazione, Gioventù e Sport. “L’aver ottenuto la conferma della certificazione ECHE – ha sottolineato il prof. Renato De Leone, Delegato del Rettore per la Mobilità internazionale, accordi internazionali e competenze linguistiche – ci inorgoglisce e ci riempie di soddisfazione. Abbiamo lavorato con scrupolo ottenendo un ottimo punteggio, segno dell’apprezzamento del lavoro svolto. Abbiamo voluto cogliere anche l’occasione di utilizzare questo periodo di lavoro per ripensare quelle che sono le nostre strategie di internazionalizzazione ed abbiamo anche avuto l’opportunità di comprendere quanto sia importante in un progetto completo anche tutta la parte relativa alle competenze trasversali e informatiche, molto valorizzate in questo nuovo processo di Erasmus+”. “Questo ultimo anno – ha proseguito il prof. De Leone – è stato un momento estremamente difficile per tutti i processi di internazionalizzazione, dal momento che i problemi noti a tutti e legati all’emergenza sanitaria non hanno permesso quello scambio di studenti e di docenti che invece ha visto il nostro Ateneo sempre protagonista. Ci crediamo fortemente e siamo molto motivati nel voler implementare la nostra attività. Ringrazio tutto il gruppo di lavoro composto dal personale dell’Area Servizi agli Studenti e Mobilità Internazionale, dal Delegato del Rettore per i Programmi di cooperazione e mobilità con Paesi extra-Europei prof. Emanuele Tondi e dai docenti delegati all’internazionalizzazione dei singoli corsi di laurea, per l’eccellente lavoro svolto”.

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Tumore alla vescica e immunità

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2021

Una ricerca che porta a importanti passi avanti nella cura del tumore alla vescica. Sono stati pubblicati su Science Translational Medicine i risultati dello studio di Humanitas e Humanitas University che ha permesso di identificare il meccanismo di azione della mitomicina C, un farmaco chemioterapico usato da più di 50 anni per il carcinoma alla vescica. Ogni anno in Italia, sono oltre 26.000 le nuove diagnosi di tumore alla vescica di cui il 75% non muscolo-infiltrante. Siamo di fronte a un tumore con elevata incidenza nei Paesi occidentali con dati che, in alcune aree, sono in aumento. La prof.ssa Maria Rescigno, ordinario di Patologia Generale di Humanitas University e pro rettore vicario con delega alla ricerca, spiega: «Insieme ai colleghi urologi, abbiamo avviato questo lavoro partendo da un dato: sappiamo che la mitomicina funziona nel 40% circa dei pazienti, mentre la metà ha una recidiva dopo il trattamento. Ci siamo chiesti da cosa dipendesse questo esito». Ne è risultato che in alcuni pazienti la mitomicina funziona anche da attivatore del sistema immunitario, risvegliando la risposta contro il tumore. Il farmaco, cioè, provoca la cosiddetta morte immunogenica, attivando un segnale che spinge le cellule del sistema immunitario a “mangiare” la cellula tumorale. Lo studio è partito da un approccio retrospettivo: è stata verificata la presenza del marcatore nei pazienti che, in passato, avevano risposto alla mitomicina, e viceversa. Quindi il gruppo è passato a uno studio prospettico che ha coinvolto 52 pazienti grazie alla collaborazione con l’Unità operativa di Urologia, diretta dal dott. Paolo Casale. Anche in questo caso, i ricercatori hanno verificato che i pazienti senza marcatore non rispondevano alla mitomicina.Questo significa che è possibile prevedere la risposta alla cura, e quindi monitorare i pazienti a rischio recidiva e scegliere terapie diverse.All’interno del gruppo di ricerca, anche la dottoressa Bianca Oresta, 29 anni, ricercatrice di Humanitas sostenuta da una borsa di studio di AIRC, con già alle spalle uno studio del microbioma vescicale nei pazienti con tumore della vescica.
«Il quesito sulla mitomicina parte da un interesse nato in laboratorio negli anni passati. Ci si era già domandati come i chemioterapici potessero stimolare la risposta immunitaria, la morte cellulare immunogenica, attivando un’azione specifica contro il tumore».

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Dall’inno di Mameli a quello di Beethoven. L’Europa conviene

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2021

Il 31 maggio scorso i morti per Coronavirus erano 33 mila; oggi sono 80 mila. Il 2020 è stato caratterizzato da una crisi economica e sociale senza precedenti. L’inno di Mameli, ovvero, l’Inno nazionale, ripete “stringiamoci a coorte”, che è un invito a unirsi in momenti di difficoltà. Come hanno reagito le forze politiche alla tragedia che stiamo vivendo? Vediamo.
Giorgia Meloni (FdI), nelle scorse settimane, aveva annunciato la presentazione di una mozione di sfiducia al Governo, che non è mai stata presentata. Il motivo della iniziativa è evidente: i sondaggi accreditano a FdI una percentuale di voti tripla rispetto a quelli ottenuti nel 2018.
Matteo Salvini (Lega), dichiara di pensare alla salute degli italiani, ma alla Festa della Lega, ad agosto scorso, invitava un adolescente a togliersi la mascherina.
Del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, abbiamo già abbondantemente scritto: è che se prendi uno che passa di lì per caso (politicamente, s’intende), e lo metti a fare il capo del Governo, qualche difficoltà sorgerà.
Matteo Renzi (Italia viva) pone drasticamente il problema della inadeguatezza del premier Conte, poi si dichiara disponibile per un governo con Conte. “Non abbiamo nessuna pregiudiziale, nè sui nomi nè sulle formule”, dichiara.
Così è rimasto l’Inno alla Gioia di Beethoven, ovvero, l’Inno europeo che celebra l’unità nella diversità. “Abbracciatevi moltitudini”, è l’invito. Così nasce l’imponente Piano di ripresa, del quale l’Italia è il maggior beneficiario, così il progetto europeo Sure, che garantirà 27 miliardi per la cassa integrazione, così la disponibilità di 36 miliardi del Mes, così è stato avviato il massiccio piano europeo per la vaccinazione, così, proprio ieri, l’Ue ha previsto una riserva monetaria per attutire le conseguenze negative della Brexit. E’ l’Europa! Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Bonus fiscali sulla casa 2020/2021, guida pratica

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2021

Per il 2021 sono state confermate le detrazioni fiscali sugli interventi edilizi, sia quella del 65% sugli interventi di riqualificazione energetica -e le altre collegate- sia quella del 50% sulle ristrutturazioni edilizie, come anche il BONUS MOBILI il BONUS VERDE e il BONUS FACCIATE.
La detrazione del 110% introdotta nel corso del 2020 dal decreto rilancio è stata prorogata fino a Giugno 2022.
Questo l’elenco dei bonus dettagliati nella scheda pratica Bonus fiscali sulla casa 2020/2021 (ristrutturazioni al 50%, risparmio energetico al 65%, superbonus 110%, bonus mobili, bonus verde, bonus facciate): https://sosonline.aduc.it/scheda/incentivi+2016+bonus+fiscali+sulla+casa+detrazioni_23887.php
DETRAZIONE 50% SULLE RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE, BONUS MOBILI E BONUS VERDE
DETRAZIONE 65% SUGLI INTERVENTI PER IL RISPARMIO ENERGETICO (ECOBONUS)
DETRAZIONE 90% RIFACIMENTO FACCIATE (BONUS FACCIATE)
DETRAZIONE 110% (SUPERBONUS) Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo

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“Più risorse alle biblioteche anche nel 2021″

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2021

Conferma dei finanziamenti alle biblioteche pubbliche per gli acquisti nelle librerie a loro vicine, per far crescere la lettura in Italia e sostenere così l’intero mondo del libro: lo chiedono in un appello congiunto a Governo e Parlamento AIB – Associazione Italiana Biblioteche, AIE – Associazione Italiana Editori e ALI – Associazioni Librai Italiani.“Chiediamo che, attraverso il decreto Milleproroghe ora all’esame del Parlamento – spiegano i presidenti Rosa Maiello, Ricardo Franco Levi e Paolo Ambrosini –, si finanzi anche per il 2021 e si dia così continuità a una misura che ha rilanciato la lettura ed è stata accolta con estremo favore dai lettori e dall’industria del libro. Al punto che, sulla base del successo italiano, questo provvedimento è stato preso ad esempio in molti altri Paesi europei”.
Nel 2020 sono state assegnate alle biblioteche pubbliche italiane 30 milioni di euro, risorse prontamente utilizzate dal sistema bibliotecario nazionale per far crescere i loro cataloghi e rimettere in moto l’industria del libro. La misura anti-crisi era stata proposta da AIB, AIE e ALI lo scorso aprile e subito dopo adottata da Governo e Parlamento. “Con questa misura è stato arricchito e reso ancora più efficace un virtuoso piano di sostegno alla lettura e al libro in Italia che sta dando i suoi frutti – concludono Maiello, Levi e Ambrosini – e che chiediamo non venga interrotto”.
Alla luce del profondo solco scavato dall’ultima crisi finanziaria tra business ed etica, un uomo d’affari, Michael Griffiths, e un filosofo politico, John Lucas, riflettono sulle cause di quel divario e la conseguente perdita di fiducia nel sistema finanziario, e sollecitano un nuovo modo di pensare l’economia in termini di «creazione di valore».
È necessario, sostengono gli autori, riuscire «a inculcare nella pratica dell’attività economica i principi etici di onestà, equità, trasparenza e responsabilità», elevandoli da semplici raccomandazioni «paternalistiche» cui si riserva un’adesione meramente formale a codici del DNA organizzativo e manageriale. Questa concezione trova la sua sintesi perfetta nell’originale concetto di «eccellenza gestionale», intesa come la «virtuosa capacità» di un imprenditore di creare «valore economico» e, nel contempo, di realizzare «giustizia economica», che resta il fine ultimo di ogni attività in tale ambito. Questo presuppone e comporta una più generale ridefinizione dell’economia come scienza morale, e dell’Uomo Economico come soggetto attento sia a massimizzare il profitto, sia ad apportare il proprio contributo sociale.La sfida lanciata da L’economia del valore è quella di concorrere non solo a ricreare la fiducia del mondo degli affari e del grande pubblico nell’affidabilità del sistema economico e finanziario in cui operano e nella prospettiva di una sua maggiore equità, ma anche a gettare le basi per un Nuovo Pensiero Economico, che conferisca maggiore enfasi e trasparenza, nella rendicontazione dei risultati dell’attività di qualsiasi impresa, sia privata (profit o no) sia pubblica, alla «creazione di valore», valutata sotto il profilo economico, sociale e ambientale.Michael Griffiths, laureato con lode in Lettere classiche all’Università di Cambridge e diplomato in Economia e commercio al British Institute of Management, è stato amministratore delegato per l’Italia presso una società internazionale di consulenza attuariale e consigliere non esecutivo di due società assicurative.

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Recovery, Melilli: “Bene il sì, ricostruire invece di demolire”

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2021

“Il sì del Consiglio dei Ministri al Recovery Plan è un’ottima notizia. Un documento sicuramente migliorato, anche grazie al lavoro del Partito Democratico, che rappresenta il primo decisivo passo per avviare davvero un cambiamento sostanziale nel nostro Paese, per renderlo più competitivo e più giusto. Sono certo che il Parlamento farà la sua parte, avviando una sessione di ascolto, di proposta e di stimolo affinché si faccia presto e bene. Sarebbe delittuoso interrompere questo processo per una crisi politica. Serve un sussulto di responsabilità da parte di tutti. Oggi non c’è in gioco il destino di qualcuno, ma il futuro degli italiani. Sarebbe bene, prima che sia troppo tardi, che chi ne ha la possibilità e il ruolo ricostruisca invece di demolire”. Così il presidente della commissione Bilancio della Camera, Fabio Melilli.

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