Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Archive for 18 gennaio 2021

Crisi di governo e i serial killer della politica

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 gennaio 2021

La democrazia è fatta di incontri, scontri, aperture, chiusure, schermaglie, alchimie, tavoli negoziali e tavoli rovesciati, patti e violazione dei medesimi, dimissioni, delegazioni ritirate, crisi, soluzioni. Funziona così, e le alternative sono le dittature o, ben che vada, le “democrature” (dispotismi travestiti da regimi liberali). Dunque, basta con la solfa qualunquista del “teatrino della politica”, con la lamentela demagogica dei “giochi di Palazzo che la gente non capisce”, o con il peloso ricatto morale che in tempi di Covid è criminale mettere in crisi un governo. Detto questo, e se possibile rimossa la stucchevole obiezione preventiva che Renzi è un serial killer e dunque anche se i suoi giudizi su Conte sono fondati è da irresponsabile aver aperto una crisi politica in piena pandemia, c’è qualcosa di sbagliato – che è cosa diversa da scorretto – nella vicenda che l’ex presidente del Consiglio ha innescato facendo dimettere le ministre di Italia Viva dal governo. E l’errore è presto detto: non ha accompagnato l’azione destruens (tentare di buttare giù Conte) con quella costruens, cioè indicare con chiarezza una soluzione alla crisi che lui stesso apriva e lavorare perché prendesse corpo.
La verità è che Renzi sull’operato del governo, e di Conte in particolare, ha sollevato critiche e dubbi del tutto fondati, sia di merito – dalle falle nella gestione del piano anti-pandemico all’incomprensibile rifiuto di ricorrere alle risorse del Mes, fino all’inconsistenza strategica del PNRR per poter usare i finanziamenti del New Generation Ue – che di metodo, a cominciare dall’uso solipsistico dei Dpcm e da un totale accentramento a palazzo Chigi delle (non) decisioni e di tutte le partite di qualsiasi potere. D’altra parte, la paralisi del Conte2 era sotto gli occhi di tutti, tanto che sia il Pd che i 5stelle chiedevano a gran voce che si arrivasse ad una svolta contro l’immobilismo di palazzo Chigi. Sul Recovery è persino stata accettata la richiesta di Renzi di riscrivere il piano (che è migliorato, ma non da avere rimosso il rischio che Bruxelles e gli altri partner europei lo considerino insufficiente). Poi, come suo costume, al sempre uguale bulletto di Rignano nel fare il suo j’accuse è scappato qualche aggettivo di troppo rivolto alla persona di Conte, quando stare due toni sotto avrebbe aumentato il tasso di credibilità delle sue argomentazioni. La sua innata capacità di rendersi antipatico rischiando di vanificare il merito delle sue iniziative politiche ha prevalso. Sinceramente, se la partita aperta da Renzi finirà con la sua ennesima sconfitta, poco mi importa. Ma visto che la sua eventuale sconfitta coinciderebbe con un disastro politico a tutto danno dell’Italia, tanto mi dorrebbe. (in sintesi dall’articolo di Enrico Cisnetto sul sito http://www.terzarepubblica.it

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Retribuzioni: Aumenti agli statali

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 gennaio 2021

“Apprendiamo dalla stampa che per il prossimo contratto dei dipendenti pubblici sono previsti aumenti di 110 euro mensili lordi. Felici e incuriositi per così tanta manna che piove dal cielo abbiamo cercato la fonte di tale notizia. È l’Aran. Fonte autorevolissima in molti campi, tra cui quello di fare i conti sulle retribuzioni dei lavoratori pubblici. E così siamo andati a cercare da dove sono saltati fuori questi 110 euro di aumento a regime, cioè alla fine del triennio 2019-2021”. È quanto dichiarano in una nota Michelangelo Librandi e Sandro Colombi, Segretari Generali di Uil Fpl e Uilpa. “Non abbiamo avuto difficoltà a individuare il documento: è l’ultimo “Rapporto semestrale Aran sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti”. Rapporto dove a pag. 12 si parla di 107 euro di aumento – proseguono i Segretari –. Ma i giornali hanno dimenticato di aggiungere: a) che si tratta di un aumento medio lordo che non distingue tra comparto e dirigenza; b) che l’elemento perequativo è già in pagamento. Pertanto, per la grande maggioranza dei dipendenti pubblici l’aumento sarà giusto di qualche decina d’euro, sempre lordi”.
Insistono Librandi e Colombi: “Che i giornalisti siano distratti, non leggano i documenti o forse si divertano a solleticare indignazione al di là della veridicità delle notizie che pubblicano è purtroppo noto da tempo e non sconosciuto all’Aran, alla quale suggeriamo di chiedere una rettifica della notizia per amor di completezza e trasparenza. Sempreché non ci sia stato un accordo. Ma a pensar male si fa peccato e siamo già pentiti”.
“In ogni caso – affermano i sindacalisti – questi giochetti finalizzati a fuorviare l’opinione pubblica e mettere i lavoratori pubblici contro quelli privati sono ormai “vecchi come il Cucco” e non divertono più. Siamo nell’epoca delle fake news. Direttori dei giornali aggiornatevi. Passate ad altro”. Librandi e Colombi concludono: “E voi dell’Aran convocateci. Convocate i sindacati anziché lasciar girare queste informazioni, che come vedete vengono manipolate a fini politici. È parecchio tempo che vi aspettiamo. Abbiamo anche una nuova proposta da farvi: 110 euro di aumento medio per tutti i lavoratori della Pubblica Amministrazione. Ciò che sfora il bilancio, sul dove trovarlo andatelo a chiedere ai direttori dei giornali, chissà che dal cilindro esca qualche monetina. Attediamo fiduciosi”.

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La politica delle poltrone e quella degli italiani che vogliono essere governati con saggezza

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 gennaio 2021

In un momento drammatico come quello che da undici mesi interessa il nostro Paese e gli italiani tutti, ecco arrivare, come era prevedibile, una crisi di Governo. Gli italiani sono abituati alle crisi di Governo e alle Legislature che terminano prima del tempo, sarà l’effetto di una classe politica e dirigente che pensa alla propria poltrona ed alle loro posizioni di rendita e non al Popolo italiano e, soprattutto, non pensa ai problemi irrisolti che hanno determinato a creare con le loro politiche non lungimiranti e anche litigiose. Questa crisi di Governo arriva nel pieno di una pandemia con una emergenza sanitaria che ci ha trovato impreparati con oltre 80.000 morti e molti contagi, oltre a questa emergenza sanitaria, vi è in atto una emergenza economica e sociale dove oltre 570.000 attività sono collassate, i DPCM e i decreti sfornati in continuazione, hanno ridotto le attività, annullando la vita sociale e di relazione tra le persone, creando un serio problema di natura psico-sociale. Ora, cosa accadrà dopo la crisi aperta da Matteo Renzi e da Italia Viva? Un possibile scenario è il rimpasto del Governo Conte attuale, per un voto di fiducia, che sarà sicuramente richiesto, cercando appoggi e voti anche da quella opposizione che non lo dovrebbe sostenere, soprattutto in Senato. Un altro scenario potrebbe essere un Conte-ter con nuove alleanze centriste o di fuoriusciti. Anche uno scenario di un Governo di scopo, potrebbe accadere, che segua i lavori parlamentari da ultimare per poi andare al voto e lasciare al Popolo sovrano di decidere chi deve governarli per i prossimi 5 anni. Fatto è che, il Presidente della Repubblica Onorevole Mattarella, ha il solenne compito di verificare, con le consultazioni dei vari partiti dell’arco costituzionale, se vi sono maggioranze oppure se sciogliere le camere e dare finalmente voce al Popolo sovrano. In questi mesi, nonostante il covid, si è votato e si voterà in molti Stati e, quindi, perché dobbiamo subire ancora questa classe politica inadeguata a difendere gli interessi del Popolo italiano? Il movimento socio economico politico UNITI SI VINCE e la Confederazione delle associazioni, dei partiti, dei movimenti, dei sindacati autonomi, dei gruppi organizzati, della libera società civile che hanno aderito al progetto socio-politico di Uniti si Vince, con lo scopo di mettere al centro l’interesse del Popolo, delle famiglie, degli anziani, dei bambini, delle donne, dei diversamente abili e di chi non ha voce nel paese, non può che chiedere fortemente che venga creato un GOVERNO DI SCOPO per traghettare il Paese a nuove elezioni libere. Presidente UNITI SI VINCE Antonino Magistro

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Babuino inaugura il 2021 con un’asta di oltre 900 lotti

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 gennaio 2021

Roma. Tra il 19 e il 22 gennaio andranno all’incanto da Casa D’Aste Babuino Via dei Greci 2/a, a Roma oltre novecento lotti tra dipinti antichi e arredi del XIX, arte moderna e contemporanea, gioielli, argenteria e collezionismo. La particolarità di quest’asta di inizio anno è che le opere sono proposte ad offerta libera, ovvero rivolte al miglior offerente. Il catalogo si presenta ricchissimo di lotti che spaziano dall’antico al moderno, dall’arte contemporanea agli oggetti da collezione, dagli argenti ai gioielli.
Nella tornata di martedì 19 si comincia con l’archeologia per passare ai dipinti e arredi antichi. Uno stemma amerino in marmo, proveniente dall’Umbria del XVI secolo -scolpito con vaso fogliato, tre stelle e testa di armigero superiore, con cornici a volute e riccioli – è stimato dagli esperti della maison a 800-1200 euro. Molto bella una coppia di grandi sculture da giardino di inizio XX secolo in metallo a patina verde, raffiguranti due sagittari. Sono in posa classica guarnite da elementi mitologici. Provengono da una villa nei pressi di Roma e quotano 1.500-2.000 euro. Per i dipinti si segnala il “Ritratto di Maria Virginia Borghese” attribuito a Jacob Ferdinand Voet (Anversa 1639 – Parigi 1689), un olio su tela, cm. 74,5 x 61 stimato 4-6 mila e scelto come copertina del catalogo. Proviene da una famiglia napoletana il grande olio “Paesaggio roccioso con figure” al lotto 151 stimato 2-3 mila euro e attribuito al grande protagonista del paesaggismo classicista del XVII secolo, Gaspard Dughet. Tra gli arredi si segnala un raro trumeau in ulivo, Verona inizio XX secolo di stile settecentesco, con filettature in acero. La parte superiore è a due sportelli con specchi incisi a motivi di figurini. Nella seconda tornata sono esitati dipinti e arredi del XIX secolo. Si segnalano il lotto 367, “Fiori presso una toletta” di un pittore Italiano degli inizi XX secolo (Olio su tela, cm. 51 x 38) e il lotto 427, un tavolo circolare in mogano degli inizi del XIX secolo con piano in granito bianco e nero. La terza tornata è dedicata all’arte moderna e contemporanea. Anche in questa sessione non mancano cicche d’autore. Una litografia (seconda matrice) di Pablo Picasso (Malaga 1881 – Mougins 1973) raffigura un “Ritratto di donna” del 1960 sarà aggiudicata al migliore offerente. E’ stata realizzata dalla stamperia Il Bisonte di Firenze, trasferendo la prima matrice, tirata in 100 esemplari, su una nuova matrice e realizzando una seconda tiratura di 600 esemplari, 400 in numeri arabi, 100 in numeri romani e 100 siglati E.A. Stima 600-800 euro un dipinto di Nikos Kessanlis “Composizione astratta” del 1956. E’ una tecnica mista su cartone, cm. 30 x 40. Di Enzo Benedetto (Reggio Calabria 1905 – Roma 1993) è in catalogo un “Senza titolo”, una tempera su cartoncino, cm. 41 x 61 presentata a 300-400 euro.
Nella quarta e ultima tornata spiccano una coppia di lampade da terra in metallo brunito, del X secolo e una acquasantiera in argento, probabilmente dello Stato Pontificio del XIX secolo interamente sbalzata a motivi vegetali con al centro l’icona di Sant’Antonio da Padova con volto di cherubino superiore
L’asta sarà anche trasmessa in streaming e si potrà partecipare attraverso le piattaforme di online bidding “Astebabuino” – “Invaluable” e “The Sale Room”.
Ricordiamo che fino al 19 gennaio è in corso anche l’asta a tempo di “Libri antichi, libri d’arte e stampe. Edizioni dal XVI secolo, letteratura varia, incisioni, edizioni banche”. Tra le proposte una grande collezione di libri d’arte assolutamente irripetibile proveniente da un unico collezionista che per tutta la vita ha collezionato volumi d’arte.
http://www.astebabuino.it,

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Valerie Stenberg e Federica Vinci sull’attuale crisi di governo italiana

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 gennaio 2021

In un momento in cui tutti sono chiamati ad assumersi responsabilità collettive, la crisi del governo italiano non è solo un altro “periodo di familiare incertezza politica”. Erodendo ancora una volta la fiducia dei cittadini, questa crisi è un attacco diretto alla stabilità della democrazia italiana ed europea. Non possiamo lasciare che quest’azione rimanga solo una notizia del telegiornale: è tempo di essere Cittadini e riprenderci la nostra voce e il nostro potere.
Mercoledì sera Matteo Renzi ha staccato la spina dell’esecutivo e avviato una crisi di governo, lasciando l’Italia all’incertezza politica più assoluta. Anche se molti l’hanno già definita una crisi “familiare” – è la 72esima crisi politica in 72 anni, questa volta si sta minacciando la democrazia italiana e, in estensione, la stabilità politica dell’Europa, nel profondo. Noi Italiani siamo stati già fortemente scossi dalla pandemia che ad oggi ci ha portato via oltre 80mila morti. In questo periodo di incertezza sociale, la responsabilità collettiva che ogni cittadino ha dimostrato è stata schiaffeggiata dal comportamento di Renzi e Italia Viva, che hanno eroso il fattore più importante su cui oggi si basano le nostre istituzioni: la fiducia delle persone nella democrazia. Un italiano su due non capisce le ragioni di questa crisi politica, mentre chi le ha comprese pensa che Renzi stia principalmente perseguendo i suoi “interessi personali o quelli del suo partito “. Siamo arrabbiati, preoccupati e sconcertati: si chiede ai nostri giovani di non tornare a scuola, ai nostri ristoranti di chiudere, ai nostri bar di rispettare il coprifuoco, mentre gli stessi leader che dovrebbero guidarci spostano l’attenzione dal risolvere questi problemi alla crisi più insensata della nostra democrazia. Ciò di cui l’Italia ha bisogno è una leadership che accenda speranza e risolva problemi perseguendo ideali di rispetto, inclusione, giustizia, ed equità. Serve una leadership che serva il Paese nella sua interezza. Servono leader che, in questo momento, ascoltino i bisogni della gente, uniscano la nostra nazione, rendano i nostri paesi più forti. Eppure, chi oggi è sugli schermi sembra stia guidando il paese verso l’abisso per il semplice gusto di avere ragione, piuttosto che fare la cosa giusta. Gli italiani meritano di più di quanto i politici hanno offerto negli ultimi anni. Ma lamentarsi semplicemente non basta. È giunto il momento di una nuova generazione che responsabilizzi i propri rappresentanti e si attivi come cittadini. È tempo che smettiamo di puntare il dito, ma cacciamo il coraggio per sfidare lo status quo e organizzarci per l’Italia e i leader che vogliamo ci rappresentino: leader che, con le proprie azioni, ci ispirino a fare di meglio e non a mettere una croce tappandoci il naso. Siamo audaci e mettiamoci in gioco. Federica Vinci – Co-Presidente Volt Italia & Obama Leader per l’Europa
Valerie Sternberg – Co-presidente Volt Europa.

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Crisi governo: mettere da parte i personalismi

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 gennaio 2021

“Abbiamo un’opportunità, come Paese, irripetibile. I 209 miliardi, messi assieme a tutti gli altri fondi europei, e alla spesa corrente, rappresentano l’occasione di dar vita ad un vero piano industriale. Questo è veramente tempo di costruttori, e penso anche che sia l’ora di guardare, con serietà, alle prossime generazioni. Lo dico con la consapevolezza di chi appartiene ad una generazione che, se non interveniamo in tempo, pagherà gli errori commessi da chi governava guardando solo alle elezioni. Vanno messi da parte i personalismi, che non servono a niente, e ci deve essere spazio solo per il “noi”. Se utilizziamo questo come approccio, e riconosciamo tutti il grande lavoro fatto dal Presidente Conte, potremo fare bene.Tutti assieme dobbiamo avere la capacità di programmare l’Italia del post Covid, sfruttando al meglio le opportunità che arriveranno dal Recovery Plan, anche in termini di occupazione. Abbiamo grandi spazi di crescita e di riscatto per l’intero Sistema Paese. Questa fase deve servire per programmare ciò che dovrà avvenire dopo, e lo dobbiamo fare aprendo un confronto serio con le parti sociali, continuando a sostenere cittadini, famiglie e imprese”. Lo scrive, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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U.S.A.: Trump e gli assalti al Campidoglio

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 gennaio 2021

By Domenico Maceri, “Quello che non può fare… è ispirare violenza”. Così Gabriel Sterling, alto funzionario delle elezioni nello Stato della Georgia, il primo dicembre dell’anno scorso in un’accesissima conferenza stampa, dirigendosi direttamente a Donald Trump. Sterling non scoraggiava il presidente uscente di usare vie legali per ribaltare l’elezione ma esprimeva le sue preoccupazioni per il linguaggio che incitava alla violenza che lui subiva in prima persona. Sterling, come altri funzionari di elezioni in parecchi Stati, era soggetto di minacce da sostenitori di Trump perché le sue analisi indicavano che il candidato democratico Joe Biden aveva vinto l’elezione.Il pericolo della violenza annunciato da Sterling si è concretizzato nella recente insurrezione dei sostenitori del presidente uscente il 6 gennaio, il giorno in cui il Congresso si era riunito per contare i voti elettorali e proclamare Joe Biden 46esimo presidente. Lo stesso giorno, però, Trump ha avuto un raduno a poco più di un miglio del Campidoglio, nel corso del quale ha reiterato ciò che andava dicendo da due mesi: l’elezione è stata truccata e gli è stata rubata la vittoria. I suoi sostenitori hanno creduto la menzogna e anche prima che finisse il discorso di Trump hanno cominciato a dirigersi verso il Campidoglio. Le conseguenze sono note: cinque morti, molti feriti, caos al Campidoglio, scene imbarazzanti trasmesse in tutto il mondo che hanno fatto vedere la fragilità della democrazia americana causata da un presidente che non crede alla realtà condivisa ma quella della sua mente. Il pericolo è che milioni di persone lo seguono, incapaci di credere che Trump possa avere torto.Il presidente uscente sa benissimo che il suo linguaggio battagliero conduce alle pressioni violente dei suoi sostenitori. Nella campagna del 2016 disse in un’occasione che anche se lui sparasse qualcuno sulla Fifth Avenue non avrebbe perso consensi poiché i suoi sostenitori lo seguirebbero ciecamente. Aveva ragione. Alcuni sono stati sorpresi dagli eventi del 6 gennaio al Campidoglio ma in realtà era troppo facile prevederli. Il linguaggio di Trump anche dall’inizio della sua campagna elettorale era stato battagliero e senza filtri. Il 45esimo presidente ha usato le parole bellicose per proiettare l’immagine dell’uomo forte che si prende controllo e potere, pretendendo di farlo per il bene degli altri. In realtà lo fa solo per se stesso, incitando i suoi sostenitori a mettere pressione a quelli che gli sbarrano il cammino. Questa pressione spesso sfocia in pericoli all’incolumità dei suoi avversari. Persino il dottor Anthony Fauci, rispettatissimo virologo che ha dissentito molto diplomaticamente con Trump sul Covid-19, è caduto nel mirino di possibili attacchi e deve vivere sotto scorta.Le parole violente sono state il modus operandi di Trump. Attaccare verbalmente i sui avversari, specialmente con tweet velenosi, e facendo perno sui sostenitori per mantenerli in riga. Bisogna combattere, secondo Trump, perché gli altri ci rubano non solo le elezioni ma anche il Paese. Nel suo discorso del raduno il 6 gennaio Trump ha usato la parola “combattere” più di venti volte. Alla fine del discorso il presidente uscente ha incoraggiato i sostenitori a “marciare sulla Pennsylvania Avenue” verso il Campidoglio. Lui sarebbe stato con loro. In realtà si è ritirato alla Casa Bianca ed ha guardato gli assalti alla TV. Un videoclip divenuto virale ci fa vedere la felicità di collaboratori e familiari di Trump mentre guardano il saccheggio del Campidoglio.
Il linguaggio pericoloso di Trump e le sue responsabilità per l’insurrezione al Campidoglio sono stati anche riconosciuti dai colossi dei digitali. Twitter che aveva in precedenza etichettato alcuni dei tweet di Trump come potenzialmente falsi ha deciso di sospendere il suo account per violazione delle regole. Facebook poco dopo ha bloccato l’account di Trump in modo definitivo, seguito da altre piattaforme. Poche ore più tardi Twitter ha chiuso definitivamente l’account di Trump. La app Parler, favorita da gruppi di estrema destra, e apparentemente usata dagli assaltatori al Campidoglio, è stata anche bandita. Alcuni hanno visto abusi contro la libertà di espressione da parte di queste piattaforme. In realtà Trump le aveva già abusate spudoratamente senza subire conseguenze ma gli eventi del 6 gennaio sono state la goccia che ha fatto traboccare il vaso.Per il suo incitamento alla violenza il Congresso ha approvato gli articoli di impeachment con 237 a favore e 197 contrari, ma solo 10 parlamentari repubblicani hanno votato contro Trump. Il Senato dovrebbe aprire il processo per una possibile condanna e Mitch McConnell, presidente della Camera Alta fino al 20 gennaio, ha dato qualche segnale che, a differenza dell’impeachment dell’anno scorso, questa volta potrebbe votare per la condanna.
Trump avrà capito che le sue parole saranno state esagerate ed ha dato qualche segnale di essere contrario alla violenza. Troppo poco. Sembrerebbe che le sue espressioni di contrarietà alla violenza gli siano state suggerite dai suoi collaboratori poiché oltre alle ripercussioni politiche potrebbe anche essere soggetto a denunce penali, specialmente quando fra una manciata di giorni perderà l’immunità da presidente. Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

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Trapani: Una sfida tra le culture

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 gennaio 2021

E’ stata illustrata in videoconferenza, la candidatura del capoluogo trapanese per diventare Capitale Italiana della Cultura 2022. Una sfida che vede tra le finaliste, Taranto, Ancona, Cerveteri, L’Aquila, Pieve di Soligo, le Terre Alte della Marca Trevigiana, Procida, Verbania e Volterra.Tra ieri e oggi le ‘magnifiche 10’ hanno presentato i loro dossier: lunedì 18 gennaio vi sarà la decisione comunicata dal ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini. In palio un finanziamento di un milione di euro. Il dossier si apre con una dedica all’archeologo Sebastiano Tusa, alle vittime del mare e ai giovani che hanno scelto di non abbandonare la loro terra di origine. Trapani, crocevie di popoli e culture, di approdi e policromie. Arte e Cultura, Vento di Rigenerazione è il titolo del dossier per la candidatura della città di Trapani a Capitale italiana della Cultura per il 2022.Un insieme di circa 100 progetti, che avranno un’unica cabina di regia, espressione di quel “Patto per la Cultura trapanese” che il sindaco Giacomo Tranchida ha siglato con i primi cittadini di tutta la provincia, con l’obiettivo di valorizzare l’identità del territorio, condividendo strategie di marketing turistico-culturali.Oltre al primo cittadino e all’assessore alla Cultura del Comune di Trapani Rosalia d’Alí, presenti una delegazione di esperti costituita da Ignazia Bartholini, accademica e responsabile scientifica del dossier, don Liborio Palmeri, direttore del Museo diocesano Di.ART San Rocco di Trapani, Josè Rallo, co-titolare e amministratrice delegata dell’azienda Donnafugata, ambasciatrice nel mondo dell’eccellenza artigianale e creativa del “Made in Sicily”, la scrittrice Stefania Auci, autrice de “I leoni di Sicilia”, due giovani siciliani, Martina Ferracane, fondatrice di Fab LabWestern Sicily, un laboratorio per promuovere lo sviluppo di competenze digitali e imprenditoriali, e Giorgio Gori, fondatore della start up Artficial che diffonde la bellezza dell’arte attraverso cloni delle più importanti sculture classiche, realizzati in tecnologia 3D. Nel corso dell’audizione è stato proiettato un video, dal titolo “Noi siamo il vento”. Una voce calda e misteriosa racconta l’identità di questo territorio, in un intrecciarsi di culture e di storie. Una voce che, potente e solitaria, finisce per unirsi, come in un bacio, con le voci dei singoli trapanesi… per diventare comunità. Il vento si presenta quindi come un testimonial d’eccezione, un testimonial che tutti conosciamo bene e che conferisce unicità alla candidatura.

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Kamala Harris: Le nostre verità

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 gennaio 2021

Collana i Fari, trad. Giovanni Agnoloni, pp. 384, 20 euro L’autobiografia della vicepresidente degli Stati Uniti. Dal 28 gennaio in libreria. Il mio nome si pronuncia “comma-la”. Significa “fiore di loto”, che è un simbolo importante nella cultura indiana. Il loto cresce sott’acqua, e il suo fiore fuoriesce dalla superficie quando le radici sono ben piantate nel fondale del fiume. La vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris, figlia di due attivisti per i diritti civili immigrati in America, è cresciuta a Oakland, California, in una realtà molto attenta alla giustizia sociale. Mentre si affermava come uno dei leader politici più influenti del nostro tempo, la sua storia personale restava la fonte di ispirazione per affrontare problemi complessi prendendosi cura di chi non aveva mai ricevuto attenzione. In Le nostre verità, Kamala Harris affronta le sfide del nostro tempo: attingendo agli insegnamenti e alle intuizioni conquistate durante la sua carriera, grazie all’esempio di coloro che l’hanno maggiormente ispirata, racconta la sua visione, un impegno quotidiano fondato sulla difesa di obiettivi e valori condivisi. La storia della vicepresidente americana Kamala Harris, un libro per guardare alle verità che ci uniscono, e imparare a difenderle.
KAMALA D. HARRIS è la vicepresidente degli Stati Uniti d’America. Ha cominciato la sua carriera nell’ufficio del procuratore distrettuale della contea di Alameda, quindi è stata eletta procuratore distrettuale di San Francisco. Come procuratore generale della California ha perseguito gruppi criminali internazionali, grandi banche, compagnie petrolifere e università private, e si è opposta agli attacchi diretti contro l’Obamacare (la riforma del sistema sanitario del presidente Obama). Si è inoltre battuta per ridurre l’assenteismo nelle scuole elementari, ha aperto la strada alla prima divulgazione a livello nazionale di informazioni sulle disparità razziali nel sistema giudiziario penale, ha introdotto corsi di formazione sui pregiudizi per gli agenti di polizia. È stata la seconda donna nera a essere eletta nel Senato americano, e la prima donna, la prima persona nera, la prima indo-americana a essere nominata vicepresidente. Kamala Harris ha lavorato per riformare il sistema di giustizia penale degli Stati Uniti, aumentare i salari minimi, rendere l’istruzione superiore gratuita per la maggior parte degli americani e tutelare i diritti dei rifugiati e degli immigrati.

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Vaccino Covid-19: indiscutibile priorità per farmacisti e personale farmacie

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 gennaio 2021

“Sono sorpreso e un po’ avvilito. Sull’accesso prioritario dei farmacisti al vaccino Covid-19 non ci sarebbe necessità di discutere. Il farmacista è profilo sanitario. Il suo livello di esposizione al rischio di contagio è elevato e palese. Pur non citandoci esplicitamente il Piano Vaccinale nazionale ci include per via deduttiva tra le categorie da convocare subito, là dove non è stato fatto siamo in presenza di distonie gravi che fanno pensare a incompetenza o ad ingiustificato pregiudizio verso la categoria». Con un po’ di amarezza il vicepresidente della Federazione degli Ordini Luigi D’Ambrosio Lettieri commenta le recentissime vicissitudini relative alla mancata convocazione, in alcune regioni, dei farmacisti nelle sedute vaccinali per l’immunizzazione dal Covid-19. Un tema che è anche all’attenzione anche dei sindacati dei dipendenti: la Cgil Filcams ha, infatti, sollevato la richiesta di vaccinare con priorità sia i titolari delle farmacie territoriali sia i dipendenti e tutto il personale e dei lavoratori delle farmacie e le professionalità ad esse collegate (operatori, magazzinieri) secondo il piano nazionale vaccinale. (fonte Farmacista33)

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La candidatura di Trapani a Capitale Italiana della Cultura 2022: “Un punto di partenza”

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 gennaio 2021

Il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida ha sentito l’esigenza di ringraziare tutti coloro che, tra associazioni, comuni, enti, cittadini, giovani, donne, creativi, studenti, giornalisti, esperti di comunicazione, musicisti, hanno lavorato in questi mesi per il raggiungimento di questo primo traguardo. «Grazie anche al vostro vento di partecipazione – afferma Tranchida – intanto siamo arrivati a questo primo risultato. Un plauso anche agli uffici comunali che hanno lavorato in perfetta sintonia. Semmai ci sarà il riconoscimento a Capitale Italiana della Cultura 2022, si tratterebbe di un riconoscimento ad un patrimonio vivo, fatto di persone e condivise visioni».
«Il Comune di Trapani e il territorio circostante crede con entusiasmo e forza a questa candidatura, che è frutto di un lavoro lungo e intenso, fatto di passione e dedizione che non può essere perso e che noi tutti abbiamo il dovere di salvaguardare e valorizzare. Questo è un punto di partenza che vedrà sviluppare una serie di progettualità da condividere con tutti gli enti e le istituzioni della città e del territorio, con il Patto della Cultura Trapanese, ma anche con tutti coloro che vorranno far parte di questo percorso» così continua il sindaco di Trapani. Anche l’assessore alla Cultura Rosalia D’ Alì ha espresso il suo pensiero. L’assessore ha ricordato le tappe del percorso che hanno portato alla candidatura. «E’ stata un’occasione molto emozionante per chi ha lavorato al progetto e per chi lo ha seguito da vicino – ha spiegato – il percorso è stato bellissimo e molto partecipato. Il nostro lavoro e il dossier, coordinato dalla professoressa Ignazia Bartholini, hanno ricevuto i complimenti da parte del Mibact che ha sottolineato il ruolo attivo della comunità nel processo di candidatura».
«Anche in questa fase di pandemia, stiamo dimostrando che siamo una comunità forte e determinata che crede con forza a questa opportunità. Siamo una grande comunità, mi auguro che Trapani possa diventare Capitale Italiana della Cultura 2022 per tornare a brillare in tutto il suo splendore. Aspettiamo il giorno della proclamazione» – così conclude Giacomo Tranchida. Simona LICATA

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L’importanza del coordinamento internazionale contro la corruzione

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 gennaio 2021

By Mario Lettieri e Paolo Raimondi. Prima di fine anno l’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, ha organizzato l’International Anti-Corruption Day per mettere la lotta contro la corruzione al centro delle varie iniziative dei governi. E’un problema spinoso e importante. E’ una delle grandi priorità, perché la corruzione per tutti i Paesi rappresenta una delle maggiori minacce alla crescita economica, mina i valori della democrazia, ed è una delle cause non secondarie delle disuguaglianze sociali. Il tutto è stato oggetto della conferenza internazionale organizzata online dal Global Forum on Trasparency and Exchange of Information for Tax Purposes, durante la quale è stato presentato il rapporto 2020 pubblicato dal Forum. Si ricordi che il Forum Globale sulla trasparenza e lo scambio di informazioni a fini fiscali fu creato dall’Ocse nel 2000 e successivamente ripreso e promosso dal G20 nel 2009, quando affermò “la fine dell’era del segreto bancario”. Oggi esso coinvolge ben 161 giurisdizioni statali, tra membri dell’Ocse e altri partecipanti. Anche la pandemia del Covid1-19 ha fatto emergere l’urgenza di affrontare la “piaga globale” della corruzione. Al riguardo è partito un nuovo programma di lavori mirato a fronteggiare le situazioni di crisi e di emergenze, chiamato “Global Law Enforcement Response to Corruption in Crisis Situation”. Contemporaneamente l’Ocse interviene a sostegno delle attività dei governi con delle Raccomandazioni per l’Integrità Pubblica, con lo scopo di trasformare eventuali azioni isolate in una strategia globale. E’ certamente positivo che il Forum abbia realizzato un training specializzato sulla materia per parecchie migliaia di dirigenti pubblici. In verità, l’Ocse è sempre stata in prima fila in questa battaglia, fin dal 1999, quando diede inizio alla Anti-Bribery Convention, cioè al lavoro congiunto contro le frodi. Un lavoro importante, anche se, bisogna ammetterlo, ancora troppo lento: 615 individui e 203 entità legali sono stati finora scoperti e condannati per frode. Attualmente sono in corso 528 indagini in 28 Paesi. Uno degli interventi di crescente importanza mira a disciplinare le attività di lobbying e promuoverne la trasparenza e la correttezza. Negli anni recenti le lobby hanno assunto un potere enorme. Operano con grandi mezzi finanziari, e anche con grandi competenze, per conto di interessi privati, spesso in contrapposizione con l’interesse pubblico degli Stati e delle comunità. Già prima della Grande Crisi si stimava che per ogni membro del Congresso americano vi fossero almeno tre agguerriti, e spesso molto preparati, lobbysti che lavoravano per far approvare progetti, programmi e riforme legislative fortemente desiderati dal mondo bancario, assicurativo e in generale dalla finanza. E non solo.
Più recentemente l’Ocse ha opportunamente elaborato delle linee guida per aiutare i governi nella lotta contro la corruzione che, non lo si dimentichi, da tempo sta penetrando le imprese controllate dallo Stato. I danni e i rischi sono enormi quando la corruzione e il crimine cercano di penetrare e controllare persino certe strutture pubbliche. Si metterebbe in discussione il concetto stesso di Stato e di autorità pubblica.
L’Ocse, per fortuna, è diventata particolarmente attiva anche nella lotta contro i crimini di carattere fiscale. Secondo il Global Forum report, 100 giurisdizioni statali nel 2019 si sono scambiate in modo automatico informazioni relative a 84 milioni di conti finanziari che rappresentavano asset per circa 10.000 miliardi di euro. Questo impegno dell’Ocse e del Global Forum, nel periodo 2009 -2020, ha reso possibile la “raccolta aggiuntiva” di oltre 107 miliardi di euro per il fisco, attraverso programmi di emersione volontaria, di indagini sui centri offshore e altre misure. Si noti che, di tale cifra, 29 miliardi sono stati raccolti nei Paesi in via di sviluppo.
L’Ocse ha favorito la creazione dell’Anti Corruption Working Group all’interno del G20 per promuovere la convergenza d’azione tra gli Stati membri e per sostenere l’applicazione di standard di comportamento e d’intervento. E’ un fatto importante. Lo è ancor di più perché nel 2021 la presidenza italiana del G20 intenderebbe porre come priorità la lotta internazionale contro la corruzione.
L’impegno del Global Forum e dell’Ocse per il 2021è di mantenere alto e puntuale lo scambio di informazioni tra i Paesi partecipanti, nonostante le restrizioni imposte dalla crisi sanitaria globale. Saranno apportati aggiustamenti se la pandemia dovesse creare delle situazioni difficili, perché la cooperazione internazionale nel campo fiscale non subisca rallentamenti. Allo scopo si è decisa la costituzione di una nuova Task Force on Risk per identificare preventivamente l’insorgere di rischi rispetto all’attuazione e al rispetto degli standard relativi agli scambi di informazioni. Tutti provvedimenti opportuni che vanno nella giusta direzione. Tuttavia non si può dimenticare che la lotta alla corruzione potrà avere successo soltanto se la reputazione delle aziende, degli amministratori delegati, dei manager, dei governati pubblici sarà davvero elevata. Mario Lettieri sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista

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Nuovo presidente del Confartigianato Imprese Molise

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 gennaio 2021

Il Consiglio Direttivo di Confartigianato Imprese Molise ha nominato Romolo D’Orazio nuovo Presidente Regionale. D’Orazio, che ricoprirà il ruolo per i prossimi 4 anni, è Presidente e Amministratore Delegato di ModaImpresa, manager con esperienza pluriennale nel settore moda e tessile, già Vicepresidente Vicario Regionale e Presidente di Confartigianato Moda Molise.Una nomina che in questo momento storico assume un forte valore simbolico, dal momento che l’artigianato rappresenta un mondo fatto di eccellenze e competenze locali, un universo denso di saperi e capacità creative, anima più autentica del Molise e di quel tessuto produttivo sul quale è necessario puntare per dare nuovo slancio all’economia regionale e nazionale.Fra le sfide da affrontare c’è quella di accompagnare e stimolare l’evoluzione di aziende nelle quali convivono la tradizione di mestieri antichi verso l’innovazione e l’utilizzo di tecnologie d’avanguardia. La nuova presidenza di Romolo D’Orazio – fra gli obiettivi principali – prevederà l’apertura di un dialogo diretto e costante con le Istituzioni. Avviare una riflessione strutturata sulle piccole imprese che popolano il tessuto produttivo diventa oggi fondamentale per poter avviare il processo di ripartenza economica tanto auspicato. Il 2020 ha costituito un punto di demarcazione preciso: abbiamo davanti un mondo diverso da quello vissuto fino ad ora, che ha già avuto e avrà un forte impatto sull’economia interna e per questo è fondamentale avere la capacità di agire insieme.

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Scuola: Nuovo accordo sulle modalità di sciopero

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 gennaio 2021

L’Accordo – che sostituisce il precedente, che era stato allegato al Contratto collettivo nazionale di lavoro del Comparto Scuola 1998-2001 e pubblicato in G.U., serie generale, n. 109 del 9 giugno 1999 – contiene diverse novità. Gli elementi innovativi introdotti dal nuovo Accordo, scrive Orizzonte Scuola, sono contenuti negli articoli 3 e 10 e riguardano i seguenti punti: la stipula di nuovo protocollo di intesa da definirsi entro 30 giorni dalla data di pubblicazione dell’Accordo in G.U. (12 gennaio); i tempi e le modalità dell’invito ai lavoratori alla comunicazione delle dichiarazioni di adesione allo sciopero nonché della raccolta delle dichiarazioni medesime; la comunicazione alle famiglie; gli adempimenti successivi allo sciopero che prevedono, tra l’altro, oltre la comunicazione a SIDI dei dati di adesione e il controllo dei limiti individuali stabiliti (in modo analogo al precedente Accordo), l’assicurazione della “erogazione nell’anno scolastico di un monte ore non inferiore al 90% dell’orario complessivo di ciascuna classe”. Va anche vanno segnalata la riduzione da 15 a 10 giorni del preavviso per la proclamazione degli scioperi nel comparto, come l’aumento da 7 a 12 giorni dell’intervallo tra due azioni di sciopero.
Marcello Pacifico (Anief): “Siamo parzialmente soddisfatti delle nuove norme entrate in vigore. La nostra azione ha infatti contribuito non poco nel riuscire a difendere determinati pilastri costituzionali, che non debbono mai portare a far prevalere il diritto allo sciopero su quello allo studio e al lavoro. E viceversa. Si tratta di prerogative che devono convivere, senza prevaricarsi. Pensiamo di esserci riusciti, come più non si poteva fare. Nella fattispecie siamo convinti di avere fatto bene a escludere gli insegnanti dal contingente minimo che ogni scuola dovrà garantire in ogni tornata di sciopero: la mission del corpo docente della scuola, infatti, non può essere circoscritta alla mera sorveglianza, così come l’istituzione scolastica non va considerata un ‘parcheggio’ di alunni”.

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Scuola in Sicilia: quando si perde il senso del…colore

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 gennaio 2021

Nell’Italia monocromatica delle scorse settimane ed in una Sicilia in “zona arancione” – in considerazione del preoccupante andamento epidemiologico della diffusione del Covid 19 ed in via prudenziale – il Sindaco di Palermo, nelle more che vengano emanati i provvedimenti del Governo nazionale e di quello regionale, e il Presidente della Regione poi adottano ordinanze con misure più restrittive (non espressamente previste nella zona arancione!) che determinano per tutta la popolazione scolastica over 6 anni attività in DDI fino al 16 gennaio per la scuola del primo ciclo e al 31 gennaio per la scuola secondaria di secondo grado. Con il DPCM del 14 gennaio, la Sicilia – anche su forte pressione del Presidente Musumeci – va in zona rossa dunque con limitazioni per i cittadini ancora più estese e stringenti. In questa nuova condizione di “colore” il Presidente della Regione con l’articolo 5 dell’Ordinanza n. 10 del 16/1/2021 lascia in DDI gli alunni delle classi seconde e terze della SSI e quelli di secondo grado fino al 31 gennaio e stabilisce che gli alunni del primo ciclo fino alla prima media rientrino in presenza, ovviamente non tenendo conto della complessa riorganizzazione di orari scolastici e della mobilità che – seppur limitata nei flussi – determina un significativo spostamento di genitori che accompagnano i figli a scuola. Dove sta la logica di questa scelta? Ancodis ritiene incomprensibile questo articolo 5 ritenendolo certamente rispettoso del DPCM ma non coerente con la precedente ordinanza regionale.Pertanto, chiede la revisione di tale scelta continuando fino al 31 gennaio la DDI – ormai avviata in tutte le Istituzioni scolastiche – per tutti gli alunni del primo ciclo. Per ANCoDiS Prof. Rosolino Cicero

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Università di Perugia: dimissioni della prorettrice

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 gennaio 2021

Ho appreso oggi con stupore e rammarico delle dimissioni di un membro del Consiglio di Amministrazione dell’Università per Stranieri di Perugia. L’organo manca ora del necessario numero di componenti per la sua valida costituzione. Stante la situazione, l’opera di continuità amministrativa che abbiamo intrapreso – nonostante le oggettive e indiscutibili difficoltà e criticità – diviene impossibile. Avrei sinceramente auspicato una maggiore collaborazione interna in ragione del superiore interesse alla tutela dell’Ateneo e degli studenti dello stesso, cui per primi va il mio costante pensiero, e a beneficio dei quali ho sempre orientato la mia attività, sia come docente che come prorettrice. Prendendo atto della radicale impossibilità di proseguire nei compiti e nelle funzioni che ho sin qui espletato, ho rassegnato le mie dimissioni da prorettrice al Ministro Gaetano Manfredi e ho rimesso a Lui ogni determinazione in merito alla guida dell’Ateneo. Tornerò da oggi alla mia funzione ordinaria di professore di Lingua spagnola, ruolo che svolgo con passione e dedizione da più di trent’anni. Prof.ssa Dianella Gambini Cattedra di Lingua e Traduzione – Lingua Spagnola Università per Stranieri di Perugia

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Sale della mostra di Padova con “Van Gogh. Sei quadri, sei storie”

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 gennaio 2021

Padova Lunedì 18 gennaio, alle 21 ancora una volta on line, in attesa di poter avere la gioia di confrontarsi da vicino con i colori, il mondo e la vita del grande olandese. I colori della vita”, diretta che chiunque potrà seguire sulla pagina Facebook di Linea d’ombra e sul sito http://www.lineadombra.it. L’appuntamento offrirà un grande racconto dal vivo, intitolato “Van Gogh. Sei quadri, sei storie” e, annuncia il curatore, “la serata sarà molto ricercata anche dal punto di vista realizzativo, con varie telecamere dedicate e luci adeguate alla circostanza, di modo che la qualità della visione sia al più alto livello”. Ho scelto sei quadri compresi nella mostra, accanto ai quali” continua Goldin – parlerò, per raccontare altrettante storie su Van Gogh, la sua vita e la sua opera. I sei quadri sono il sulfureo e meraviglioso “Paesaggio al crepuscolo” dell’autunno 1885 a Nuenen, poche settimane prima di lasciare l’Olanda. Poi il celeberrimo “Autoritratto con cappello di feltro grigio” della fine del 1887 a Parigi, quindi “Il seminatore” del giugno 1888 ad Arles, in mezzo agli assolati campi di grano. Sempre del periodo di Arles, e sempre del 1888, “Il postino Joseph Roulin” mi darà modo di raccontare la storia di una straordinaria amicizia. Del tempo trascorso da Van Gogh nella casa di cura di Saint-Paul-de-Mausole ho scelto il mio quadro preferito dell’intera mostra, il “Paesaggio a Saint-Rémy” del giugno 1889, che è una sinfonia di vento e natura. Infine, a chiudere questa strepitosa galleria, il “Covone sotto un cielo nuvoloso”, uno degli ultimissimi dipinti di Van Gogh, realizzato a Auvers prima della fine di luglio del 1890″. “È un vero dolore per me, conclude Goldin, attraversare le sale vuote da settimane e settimane quando con i restauratori andiamo a controllare lo stato di conservazione dei dipinti e dei disegni. È, quella solitudine dei capolavori, il segno tangibile quant’altri mai del tempo disastroso che stiamo vivendo”.
Appuntamento, quindi, a lunedì 18 gennaio alle 21, ancora una volta on line, in attesa di poter avere la gioia di confrontarsi da vicino con i colori, il mondo e la vita del grande olandese.

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Appello Caritas per la situazione in Bosnia e Erzegovina e lungo la rotta balcanica

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 gennaio 2021

Si aggrava sempre di più, anche per il peggioramento delle condizioni meteorologiche, l’emergenza umanitaria per i migranti bloccati in una situazione disumana al campo di Lipa, nel nord-ovest della Bosnia e Erzegovina. Abbondanti nevicate e temperature che scendono fino a -10°C mettono a rischio la vita di circa 900 persone che vivono nel campo in condizioni molto carenti. Ad oggi infatti sono state montate, da parte dell’esercito bosniaco, solamente una dozzina di tende non ancora riscaldate che danno riparo notturno a circa metà di queste persone, mentre l’altra metà continua a dormire in rifugi improvvisati. Le condizioni igieniche sono disastrose, dal momento che mancano completamente i servizi igienici, l’acqua potabile e un sistema fognario. Non ci sono nemmeno i collegamenti elettrici, le strade di accesso al campo sono ghiacciate e difficilmente percorribili, e l’altopiano di Lipa è di fatto isolato.Mons. Komarica, Vescovo di Banja Luka ha lanciato un accorato appello, chiedendo a tutti i rappresentanti politici che possono prendere decisioni di “lavorare insieme, con l’aiuto materiale della comunità internazionale, per risolvere questa catastrofe umanitaria in modo positivo ed efficace, il prima possibile”. Mentre l’esercito monta le prime tende e gli aiuti umanitari stanno arrivando, gli operatori di Caritas Italiana raccolgono le voci di quanti sull’orlo della morte soffrono per l’indifferenza prolungata della comunità internazionale. “Fa troppo freddo, sto impazzendo, non sono sicuro di farcela a sopravvivere” è il disperato grido di aiuto di Ali, uno degli ospiti del campo proveniente dal Pakistan.Caritas Italiana, in collaborazione con altre realtà non profit presenti sul posto, è impegnata nella distribuzione di cibo e di abbigliamento invernale (scarpe, giacche a vento, sciarpe, cappelli) e soprattutto di legna da ardere, per consentire ai migranti di scaldarsi. Questi aiuti sono resi possibili grazie alla solidarietà mostrata da molte persone ed organizzazioni che in questi giorni stanno contribuendo alla raccolta fondi necessaria proprio per l’acquisto di beni essenziali per la sopravvivenza di queste persone.Rimane difficile comprendere la decisione del governo della Bosnia e Erzegovina di trasformare Lipa in un campo permanente, pur sapendo che serviranno molte settimane per raggiungere degli standard minimi di sicurezza, e il rifiuto di ricollocare i migranti in strutture più pronte e più adatte all’inverno a seguito anche delle forti proteste delle comunità locali interessate. Anche l’Unione Europea chiede che a Lipa vengano rispettati i diritti umani ed ha stanziato nuovi fondi, oltre quelli già messi a disposizione, per poter migliorare le condizioni del campo, ma senza un esito concreto immediato.Caritas Italiana lancia di nuovo con forza un allarme per la estrema drammaticità della situazione a Lipa, come anche in molte altre località della rotta balcanica. “Non si può più aspettare – sottolinea don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana – è assolutamente urgente fare ogni sforzo per garantire un’accoglienza dignitosa e sicura, rafforzare l’assistenza umanitaria a Lipa e in tutti gli altri campi profughi della Bosnia e Erzegovina”.
È necessario far cessare le prassi di respingimenti violenti sulla frontiera bosniaco-croata e ridiscutere le procedure e le politiche migratorie del paese e della regione, per sviluppare un sistema che tuteli maggiormente la vita e i diritti delle persone in transito o dei richiedenti asilo, procedure più snelle e sicure per il transito verso l’Unione Europea dei migranti, soprattutto di quelli in condizioni più vulnerabili, anche grazie a nuovi corridoi umanitari. Le persone in transito lungo la Rotta Balcanica sono infatti spesso in fuga da scenari di guerra e persecuzione, ed hanno pieno diritto alla protezione internazionale lungo il proprio percorso migratorio.

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Africa e nuovi mercati. Altro che protezionismo…

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 gennaio 2021

La notizia è clamorosa, ma non ne parla nessuno, fuorchè Radio Radicale che, se non ci fosse bisognerebbe inventarla per il servizio informativo che svolge relativamente a un continente che preoccupa gli europei solo per i migranti.Dunque, da “Africana”, la rubrica di RR, apprendiamo che è stato sottoscritto un accordo fra tutti gli Stati africani per l’istituzione della zona continentale di libero scambio, il che porterebbe ad un aumento di più del 50% del commercio nei prossimi due anni.L’Africa si estende per 30 milioni di kmq (l’Italia per 300 mila kmq), ha una popolazione di 1,3 miliardi di persone. Abbonda in risorse naturali: detiene il 90% del cobalto mondiale, il 90% del platino, il 50% dell’oro, il 98% del cromo, il 70% della tantalite, 64% di manganese e il 30% di uranio, e abbonda, inoltre, di petrolio e gas, ma è un continente povero.La libera circolazione di merci, di persone, di servizi e dei capitali sono stati gli elementi che hanno caratterizzato l’evoluzione dell’Europa verso mete di prosperità mai raggiunte prima. I governi africani lo hanno capito: chiudersi nei propri ambiti non risolve i problemi. In Europa (Brexit docet), purtroppo, c’è qualcuno che non lo ha ancora capito. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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I pazienti cardiaci cronici brancolano nel buio

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 gennaio 2021

Nonostante la disponibilità di due vaccini per il Covid-19, al momento non è stata emanata alcuna programmazione di chi riceverà le prossime dosi, in che tempi e con quali modalità. Per questo quelli affetti da Scompenso Cardiaco riuniti in AISC hanno deciso di scrivere una lettera aperta alle istituzioni per sollecitare una risposta concreta. Per i pazienti cronici, con comorbidità, fragili e anziani la possibilità di vaccinarsi non si limita alla speranza di recuperare un barlume di normalità ma si lega alla vera e propria sopravvivenza,giacché i vari periodi di lockdown hanno determinato a cascata un crollo delle nuove diagnosi, una diminuzione dei controlli e un aumento della mortalità. La perdita di continuità di cure, infatti, ha triplicato il numero dei decessi per infarto ed ictus, passato dal 4,1% ad un drammatico 13,7%. Il deserto informativo si sta verificando sia a carattere nazionale sia territoriale dove è grande assente una precisa organizzazione e l’iter procedurale da seguire per accedere alla possibilità di vaccinarsi. Le poche indicazioni di carattere generale emanate dal Ministero della Salute ed alcuni, rari, timidi tentativi regionali di definire un percorso, non hanno portato ad una chiara informazione alla popolazione sui percorsi che attendono gli italiani nei prossimi mesi. “I nostri pazienti” ha affermato la Dottoressa Maria Rosaria Di Somma, Consigliere Delegato AISC “all’annuncio dell’inizio della stagione vaccinale hanno avuto modo di ritrovare un minimo di speranza per il loro futuro e per la possibilità, dopo quasi un anno di aggravamento della loro patologia, non solo di non contrarre il contagio quali persone più esposte per la loro fragilità, ma soprattutto di poter riprendere la continuità della cura della loro patologia che ha comportato in questo anno la triplicazione della mortalità. Non dobbiamo dimenticare che le patologie croniche risentono fortemente anche di stress psicologici, ansia e perdita di speranza. Fattori meno tangibili ma che stanno portando le autorità sanitarie dei Paesi più colpiti dalla pandemia a lanciare l’allarme anche in termini di decadimento della salute mentale in generale”. In Italia oltre 1,2 milioni di persone sono affette da scompenso cardiaco, patologia che colpisce in via prevalente gli over 65enni, molti dei quali sono anche portatori di devices ed alcuni in attesa di trapianto “ma come AISC vogliamo parlare a nome di tutti i soggetti più fragili che nel quotidiano hanno come primo riferimento il medico di Medicina Generale senza trovare risposte, né indicazioni sulla possibilità di vaccinarsi” sottolinea Porzia De Nuzzo, Presidente AISC.L’Associazione ritiene essenziale il ruolo del medico di Medicina Generale che meglio è a conoscenza della vita clinica del paziente insieme alle farmacie che tanto hanno contribuito nell’esecuzione dei test sierologici. Proprio per la complessità dell’organizzazione, AISC invita a mettere in campo tutte le forze per offrire un quadro certo al cittadino ed evitare anche situazioni spiacevoli di prevaricazioni ed ingiustizia sociale. Pertanto, AISC chiede con forza di definire quanto prima un percorso certo in termini di date, di referenti, di procedura per prenotare la vaccinazione secondo l’età anagrafica e lo stato di cronicità, da portare a conoscenza della cittadinanza con tutti i dettagli della campagna vaccinale, “tenendo presente in via prioritaria l’età e le patologie croniche oltre che le comorbidità, procedendo con un aggiornamento in tempo reale nel momento in cui saranno disponibili le diverse piattaforme vaccinali” ha ribadito la Dottoressa Paola Antonini, medico ricercatore e farmacologo clinico del Great Health Science.

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