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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Covid-19: ecco l’impatto sulla cura dei pazienti con malattie cardiovascolari

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 gennaio 2021

I notiziari di tutto il modo riportano le ultime notizie sul bilancio diretto della pandemia da Covid-19, ma i suoi effetti indiretti richiederanno anni per essere misurati. Un tentativo in questa direzione viene da due articoli pubblicati su JACC, il Journal of the American College of Cardiology, in cui i autori hanno cercato di quantificare l’impatto della pandemia sulla cura dei pazienti con malattie cardiovascolari (Cvd).Nel primo studio, Rishi Wadhera e i colleghi del Beth Israel Deaconess Medical Center e della Harvard Medical School di Boston, Massachusetts, hanno analizzato i dati di popolazione per verificare eventuali modifiche della mortalità da cause cardiovascolari durante i primi mesi di pandemia. Usando i dati del National Center for Health Statistics, i ricercatori hanno confrontato i tassi di mortalità cardiovascolare negli Stati Uniti dal 18 marzo 2020 al 2 giugno 2020 (la prima ondata della pandemia) e dal 1 gennaio 2020 al 17 marzo 2020 (il periodo immediatamente prima dell’inizio della pandemia) confrontandoli con gli stessi periodi del 2019. «A livello nazionale c’è stato un aumento dei decessi causati sia da cardiopatia ischemica sia da malattia ipertensiva rispetto al 2019» concludono gli autori. Nel secondo articolo, Andrew Einstein del Columbia University Irving Medical Center di New York e colleghi hanno esaminato l’impatto della pandemia sulla diagnosi delle malattie cardiache in 108 paesi del mondo. «I volumi delle procedure sono diminuiti del 42% da marzo 2019 a marzo 2020 e del 64% da marzo 2019 ad aprile 2020. In particolare, l’ecocardiografia transtoracica è diminuita del 59%, quella transesofagea del 76%, gli stress test del 78% e l’angiografia coronarica del 55%, con cali particolarmente evidenti nei paesi a basso e reddito» conclude il ricercatore. E in un editoriale di accompagnamento Michael Young della Geisel School of Medicine di Dartmouth, New Hampshire, scrive: «Questi dati aiutano a spiegare l’eccesso di mortalità cardiovascolare nell’era della pandemia da Covid-19». (fonte doctor33)

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