Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Archive for 26 gennaio 2021

Governo: Una crisi senza senso

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2021

“Una crisi senza senso ha portato alle dimissioni del Presidente Giuseppe Conte. Durante una pandemia che produce effetti devastanti, soprattutto per la nostra economia. Serve, presto, un Governo nel pieno delle funzioni. Il MoVimento 5 Stelle è baricentro del Paese, con il Presidente Conte, continueremo a lavorare per garantire stabilità”. Laura Castelli, Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, sui social.

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Renia Spiegel, Elizabeth Bellak, Il diario di Renia 1939 – 1942

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2021

«Ho solo voglia di un amico. Di qualcuno a cui poter parlare delle mie inquietudini e gioie quotidiane. Qualcuno che provi quel che provo io, che creda a quel che gli dico e non riveli mai i miei segreti. Nessuna persona potrebbe mai essere un’amica così, ed è per questo che ho deciso di cercare un confidente sotto forma di diario».Inizia così uno dei più straordinari e importanti documenti storici sulla Shoah, rinvenuto in una cassetta di sicurezza, dove è stato custodito per settant’anni. Pagine dense delle riflessioni di una ragazza, Renia Spiegel, nata il 18 giugno 1924 a Uhryn´kowce, nella Polonia sudorientale, da una famiglia ebrea di estrazione borghese. (Neri Pozza Editore)

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Giuseppe Lorentini: L’ozio coatto

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2021

Storia sociale del campo di concentramento fascista di Casoli (1940-1944). Prefazione di Alberto De Bernardi, Ombre corte, 2019.28 gennaio 2021, ore 18 L’Autore ne discute con Costantino Di Sante e Massimo Tiberini su https://youtu.be/KuEN-I1xZfc. “Io sempre vissi dal lavoro e non posso più sopportare l’ozio coatto dell’internamento”. Casoli, 22 settembre 1942. Casoli, cittadina abruzzese in provincia di Chieti, si erge arroccata su una collina ai piedi del massiccio della Maiella. Nell’aprile del 1940 fu scelta dal ministero dell’Interno per allestirvi una struttura per internare “ebrei stranieri”; questa divenne un campo fascista attivo dal 9 luglio 1940. Nei primi giorni di maggio del 1942, gli internati ebrei vennero trasferiti nel campo di Campagna (SA) e a Casoli arrivarono gli “internati politici”, per la maggior parte civili “ex jugoslavi” originari delle terre di occupazione italiana in Jugoslavia. Analizzando i fascicoli personali di quasi tutti gli internati, conservati presso l’Archivio storico comunale di Casoli, e confrontandosi con la storiografia e le fonti relative al periodo, Lorentini ripercorre la storia del campo facendo emergere il profilo dei prigionieri, le loro biografie, la vita quotidiana, le pratiche della comunicazione, il rapporto con la comunità cittadina, ma anche i problemi amministrativi e organizzativi riguardanti la sua gestione. La ricerca storica del campo di Casoli ci restituisce, come in un’istantanea, una pagina finora oscura dell’internamento civile fascista come spazio delle pratiche della politica razziale e di repressione operata dal regime, come laboratorio del razzismo fascista a livello locale.
Giuseppe Lorentini è ideatore e responsabile curatore del Centro di documentazione online sul campo di concentramento fascista di Casoli (1940-1944), http://www.campocasoli.org. Ha ottenuto il doppio titolo di Laurea Magistrale/Master of Arts in Scienze storiche nell’ambito del corso integrato italo-tedesco tra l’Università di Bielefeld e quella di Bologna. Nel dicembre 2018 ha ricevuto il DAAD Preis, il prestigioso premio del “Servizio Tedesco per lo Scambio Accademico”.
Costantino Di Sante è direttore dell’Istituto storico provinciale di Ascoli Piceno e fa parte del Comitato Scientifico dell’Istituto “Ferruccio Parri” di Milano. Nelle sue ricerche si è occupato di storia della Resistenza, dell’internamento e della deportazione dall’Italia, dell’occupazione della Jugoslavia e del colonialismo italiano in Libia. Esperto di fonti foto-documentarie, ha realizzato numerose mostre e ha tenuto corsi di formazione sulla didattica della storia contemporanea.
Massimo Tiberini è Sindaco di Casoli. Nel 2018 Casoli è entrata di diritto a far parte della storia italiana della celebrazione del 25 Aprile con la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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Mostra “Dall’Italia ad Auschwitz”

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2021

Roma 27 gennaio 2021 ore 15, presso la Casina dei Vallati via del Portico d’Ottavia 29 sede museale della Fondazione, la mostra “Dall’Italia ad Auschwitz” in diretta e sui canali social della Fondazione a cura di Marcello Pezzetti e Sara Berger.La mostra si avvale del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, dell’UNAR Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali del Dipartimento per le Pari Opportunità, della Regione Lazio, di Roma Capitale, dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, della Comunità Ebraica di Roma, dell’Associazione Figli della Shoah e in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione. Questa esposizione descrive la storia di tutte le persone arrestate tra il 1943 e il 1944 nel territorio italiano e deportate nel complesso concentrazionario di Auschwitz-Birkenau. Si tratta innanzitutto delle persone di origini ebraiche – spesso interi blocchi familiari –, compresi gli ebrei stranieri che negli anni precedenti avevano cercato rifugio nella penisola e gli ebrei che risiedevano nelle isole del Dodecaneso, nella quasi totalità di nazionalità italiana. Ma, grazie alle indagini storiografiche condotte, si è scoperto che la realtà della deportazione “politica” – nella quasi totalità costituita da donne residenti nel territorio dell’Adriatisches Küstenland (Litorale Adriatico) – è ben più consistente rispetto a quella proposta fino ad ora dalla storiografia e che la deportazione ha toccato anche un piccolo numero di rom – dato fino ad oggi sconosciuto –, anch’essi arrestati nell’Adriatisches Küstenland. L’esposizione si apre con un’introduzione sulla storia di Auschwitz-Birkenau dal 1940 al 1943, ovvero del periodo precedente l’arrivo dei primi prigionieri giunti dall’Italia, per poi proseguire con una sala dedicata ai trasporti, dove appaiono volti e numeri dei deportati di ogni convoglio partito dal territorio italiano. È messa in luce la specificità della sorte degli ebrei deportati, che rappresentarono la parte più consistente delle vittime, dalla “selezione all’arrivo” all’omicidio sistematico di massa. Viene conseguentemente presentato un focus sul meccanismo e sulle strutture di messa a morte. Si prosegue quindi con il racconto relativo alla sorte dei prigionieri ebrei e “politici” all’interno del complesso concentrazionario, partendo dalle procedure di immatricolazione (in particolare il tatuaggio, metodo utilizzato solo ad Auschwitz), per arrivare al loro inserimento nel sistema del lavoro schiavo, soprattutto nei vari “sottocampi” dipendenti da Auschwitz III (Monowitz). Ci si sofferma sulle terribili condizioni igienico-sanitarie e, in generale, sulla vita nel campo. Uno sguardo particolare viene dato alla sperimentazione medica e alle “selezioni interne”, procedura omicida a cui furono sottoposti prevalentemente gli ebrei.
Segue, infine, la parte dedicata all’evacuazione del complesso concentrazionario, al trasferimento dei prigionieri ancora in grado di camminare e di lavorare verso i Lager nel Reich e all’abbandono dei cosiddetti “inabili”, in prevalenza ammalati, nelle strutture concentrazionarie locali, dove il 27 gennaio del 1945 giunsero le truppe sovietiche.La mostra si caratterizza per la presenza di considerevoli novità, storiografiche ed espositive, fra cui innanzitutto la scoperta della rilevante consistenza della deportazione dei “politici” non ebrei ad Auschwitz e la presenza nei convogli di rom, donne e uomini. Vengono presentate nuove cifre della deportazione ebraica, compresa anche l’individuazione di nuove date di partenza dei trasporti.
Nel corso della ricerca è emersa la notevole consistenza, nei vari trasporti, di coniugi e figli di matrimoni misti così come la loro specifica sorte all’interno del campo. [La ricerca per stabilire il numero delle persone deportate rimarrà in ogni caso sempre in corso]Ponendosi la mostra come obiettivo anche quello di dare un volto alla deportazione dall’Italia ad Auschwitz, sono proposti nuovi e commoventi percorsi biografici di numerose vittime, sia tra i “sommersi”, sia tra i “salvati”, senza tralasciarne alcuni relativi ai persecutori. Tali percorsi vedono la presenza di preziosi documenti originali e oggetti personali.
L’ampio uso di disegni e dipinti realizzati nel dopoguerra da artisti sopravvissuti alla deportazione ad Auschwitz ci fanno comprendere situazioni che non sono documentate da immagini fotografiche. Nuove mappe assonometriche realizzate in Germania dall’architetto Peter Siebers – un progetto sostenuto da Serge Klarsfeld – ci permettono una migliore visualizzazione di Auschwitz I, di Birkenau e di Monowitz.Molte novità presenti in questa esposizione sono il frutto di un lavoro di ricerca effettuato per diversi mesi dai curatori insieme ad autorevoli studiosi della Shoah, della deportazione ebraica e della deportazione politica. Per la prima volta gli enti più prestigiosi che si occupano del tema hanno lavorato fianco a fianco, anche in previsione della realizzazione del memoriale italiano che sarà allestito dal Governo italiano nel Blocco 21 di Auschwitz. Si tratta del CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea) di Milano – Liliana Picciotto e il suo staff –, della Fondazione Memoria della Deportazione, sempre di Milano, dell’ANED (l’Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti) nazionale, l’ANED di Sesto San Giovanni – Laura Tagliabue – e di Trieste – Dunja Nanut – e del Auschwitz-Birkenau State Museum – Jadwiga Pinderska-Lech –. Con questa grande mostra sarà possibile conoscere per la prima volta in maniera completa il “volto” della deportazione in Italia.http://www.museodellashoah.it

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Natasha Solomons, Casa Tyneford

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2021

Vienna, 1938. Quando riceve la lettera che la porterà a Tyneford House, sulle coste del Dorset, la diciannovenne Elise Landau non sa nulla dell’Inghilterra. Cresciuta negli agi di una famiglia borghese ebraica, Elise, in fuga dal nazismo, si trova costretta ad abbandonare l’Austria e ad accettare un visto per lavorare come cameriera alle dipendenze di Mr Rivers.
Il mondo che Elise ha conosciuto è sull’orlo di un epocale cambiamento e lei dovrà decidere se soccombere alle circostanze o abbracciare un’altra vita e un altro destino.Dopo il grande successo dei Goldbaum, Natasha Solomons torna con una struggente storia d’amore, sullo sfondo di un’Europa attraversata dalla violenza della Seconda guerra mondiale. (Neri Pozza Editore)

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Annette Hess: L’interprete

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2021

Francoforte, 1963. In una gelida domenica d’Avvento, Eva Bruhns, giovane interprete dal polacco, riceve una inattesa telefonata dalla sua agenzia. In un ufficio al centro della città, dove pare stiano approntando le carte per un processo, hanno urgente bisogno di qualcuno che traduca dal polacco, dopo che un problema col visto ha impedito all’interprete incaricato di essere presente. Nei giorni successivi dovrà fare i conti col trauma proprio dei figli della generazione del Terzo Reich, la scoperta della Shoah e dell’orrendo crimine perpetrato dai nazisti.
Annette Hess consegna al lettore, attraverso l’accurata ricostruzione del processo di Francoforte, un autentico ritratto della Germania post-bellica. (Neri Pozza Editore)

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Santiago H. Amigorena, Il ghetto interiore

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2021

Vicente Rosenberg arriva in Argentina nel mese di aprile del 1928 con pochissimi soldi in tasca e una lettera di raccomandazione di suo zio per la Banca di Polonia a Buenos Aires. Un giorno, però, riceve da Varsavia una lettera della madre che comincia con “Caro Wincenty”. Racconta che gli occupanti tedeschi hanno appena costruito un muro per segregare tutti gli ebrei che abitano nei vari quartieri della città.Il ghetto interiore illumina uno dei piú terribili crimini dell’antisemitismo e di ogni tirannia: confinare gli esseri umani in un’identità tale da privarli della possibilità di poter essere altro, in cui consiste propriamente la libertà. (Neri Pozza Editore)

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Norbert Scheuer, Le api d’inverno

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2021

Egidius Arimond ha un’attività segreta che, se scoperta, nella Germania del 1944, potrebbe costargli la vita: costruisce cassette cinte da arnie con colonie d’api, con quelle, organizza il trasporto di fuggitivi ebrei al confine con il Belgio. Non è soltanto per immacolata virtú che Egidius svolge la sua rischiosa attività: per ogni ebreo trasportato oltreconfine prende duecento marchi, che gli servono per comprare i farmaci antiepilettici di cui ha bisogno. Le api d’inverno è la struggente storia di un uomo che, lottando contro la sua malattia, lotta contro il morbo del nazismo che ha infettato la sua terra, seminando odio e distruzione. (Neri Pozza Editore)

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Lo strapotere dei social media: pericolo per la democrazia?

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2021

By Domenico Maceri. Jack Dorsey, fondatore di Twitter, dopo avere deciso di sospendere l’account di Donald Trump ha dichiarato che non è occasione per “celebrare né provare orgoglio” per l’estrema ma necessaria azione. Il dilemma di Dorsey si capisce e ha ovviamente scatenato ammiratori ma anche detrattori per ovvie ragioni.Dopo gli assalti al Campidoglio del 6 gennaio Dorsey e i suoi colleghi degli altri social media si sono resi conto che le loro aziende venivano usate per incitare la violenza e hanno preso misure necessarie. All’inizio Twitter aveva sospeso temporaneamente l’account di Trump. Facebook, citando la possibile violenza, però ha agito poco dopo bloccando l’account di Trump in modo permanente. Twitter ha quasi tempestivamente seguito la stessa strada come hanno fatto altre piattaforme usate dall’allora presidente degli Stati Uniti.Il primo emendamento della costituzione americana garantisce la libertà di parola e di stampa. Le piattaforme digitali hanno abbracciato questi principi e li hanno messi in evidenza offrendo a tutti i loro utenti questo servizio che gli permette la condivisione di idee mediante l’Internet. I limiti al primo emendamento però esistono e spesso si scontrano con serie conseguenze causate dalle parole. Le piattaforme digitali hanno dunque bloccato account di individui e gruppi ma con una forte riluttanza, sempre sostenendo il concetto fondamentale della libera comunicazione.I social media, a differenza di quelli tradizionali che scelgono e filtrano le informazioni usando criteri professionali di giornalismo, offrono la libertà a tutti di comunicare, scrivere, incontrarsi senza intermediari e confrontarsi nella rete. Un’idea geniale che avrebbe dovuto promuovere la tolleranza e il confronto civile. Ciò è avvenuto ma solo in parte. Inevitabilmente i social media sono stati usati e continuano ad esserlo anche per fomentare discordia e in casi estremi incitare alla violenza. Lo hanno fatto gruppi terroristici come ISIL, i cui account sono stati chiusi fra il 2014 e il 2016 per gli incitamenti alla violenza del gruppo terroristico. Twitter ha anche chiuso più di 70.000 account che promovevano l’agenda complottista del gruppo di estrema destra QAnon. La chiusura di questi account ha avuto un effetto salutare nelle ultime settimane: la disinformazione sulla presunta frode elettorale promossa su Twitter è diminuita del 73 percento, secondo un’analisi dell’azienda Zignal Labs di San Francisco.Il linguaggio incendiario e gli incitamenti alla violenza su Twitter e il suo potere sono stati usati da Trump. L’ex presidente aveva più di 80 milioni di follower. Inevitabilmente i suoi tweet venivano riciclati, arricchendo, nel bene e nel male, la loro visibilità, incoraggiando i lettori all’azione, a volte con serie conseguenze. Le parole del 45esimo presidente ispirarono evidentemente un individuo nel 2019 ad uccidere 20 persone a El Paso, Texas, principalmente per ragioni razziali. L’ex inquilino della Casa Bianca usò anche un linguaggio battagliero per attaccare i suoi avversari politici. Non pochi di questi individui hanno subito minacce da alcuni sostenitori di Trump. Inoltre, nel 2020, commentando la vicenda di alcuni incidenti violenti causati dall’uccisione di George Floyd a Minneapolis, Trump scrisse in uno dei suoi tweet che “quando i saccheggi iniziano, cominciamo a sparare” per dimostrare la sua linea dura. Twitter aveva etichettato il tweet come inaccettabile ma fece poc’altro. Dopo il 3 novembre Trump iniziò una campagna di falsità asserendo che aveva vinto l’elezione e che la vittoria gli era stata rubata a causa della frode, senza però riuscire a provarla. I tweet che hanno fatto traboccare il vaso per Dorsey sono stati quelli del 6 gennaio in cui Trump ha incoraggiato i suoi sostenitori a dirigersi verso il Campidoglio per tentare di bloccare la proclamazione di Joe Biden a presidente. Questo incitamento ha causato la morte di cinque persone ed ha messo in pericolo la vita di centinaia di legislatori incluso Mike Pence, il vicepresidente.Twitter era stato molto tollerante con Trump in parte perché, come altri social media, sosteneva che le parole del presidente sono importanti poiché ci fanno vedere come pensa e ci dimostra chi lui è veramente. In effetti, molto di quello che dice il presidente fa notizia, ma quando le parole incitano alla violenza per cercare di mantenersi al potere, come ha cercato di fare Trump, bisogna agire. Le pressioni degli impiegati di Twitter hanno eventualmente convinto Dorsey a prendere la decisione di staccare la spina. L’azione è stata criticata per la violazione alla libertà di espressione. Persino la cancelliera tedesca Angela Merkel ha dimostrato le sue riserve per l’azione di Twitter, additando all’immenso potere nelle mani di alcuni individui che possono controllare la libera comunicazione.La crescita della popolarità dei social media negli ultimi dieci anni è stata fenomenale ed ha generato notevoli profitti ai fondatori di queste aziende. In un certo senso queste piattaforme hanno rimpiazzato i media tradizionali accaparrandosi un’ingente percentuale degli annunci pubblicitari che rappresentano, almeno in America, l’unico modo di mantenersi a galla economicamente. I giornali locali stanno infatti scomparendo a causa dei social media che distribuiscono notizie gratuitamente anche senza i dovuti fact-checking. In effetti, nulla è gratis. I social media guadagnano con le informazioni dei loro utenti che poi vendono e con gli annunci che riflettono il folto numero di utenti. Più utenti, più profitti. Ecco come si spiega almeno in parte la riluttanza di Twitter, Facebook ed altri social di ridurre il numero di utenti, anche quando le loro regole vengono violate.Il loro potere però è divenuto troppo grande e le voci di necessari controlli hanno cominciato ad alzarsi in modo fortissimo. Ovviamente, i repubblicani che credono alla libertà delle corporation di fare quello che vogliono, sono poco interessati ai controlli governativi. Con l’elezione di Biden e il controllo del Partito Democratico alla Camera e al Senato esistono buone probabilità che il governo metta dei paletti ai social. Joe Biden, il nuovo inquilino della Casa Bianca, aveva già suonato il campanello di allarme nel mese di giugno dell’anno scorso che gli account di Trump meritavano essere chiusi a causa delle sue “dichiarazioni strampalate”. Biden ha già indicato che i social media senza controlli rappresentano un problema alla democrazia. Che tipo di paletti avrà in mente il 46esimo presidente? Al momento è difficile prevederlo perché Biden è occupatissimo con la tragica situazione della pandemia, unificare il Paese e riportare l’America a partecipare attivamente negli affari internazionali. Gli immensi poteri nelle mani di pochi individui sono però chiaramente pericolosi. Elizabeth Warren, senatrice democratica del Massachusetts, avrebbe la risposta: imporre delle leggi di anti-trust ai colossi dei digitali per ridurre il loro potere economico e politico che rasenta il monopolio. Questa strada di Warren condurrebbe alla cessione di alcuni asset di questi colossi digitali, impedendo loro nuove acquisizioni e allo stesso tempo proteggendo la privacy degli utenti. Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College

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Il tg a fianco dei senior durante la pandemia

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2021

Salute, benessere, stili di vita, informazioni utili, e ovviamente tanta attualità sui temi più rilevanti di questo tempo segnato dalla pandemia: tutto questo e molto altro in Senior News, il primo tg a misura di senior. Nato da Senior Italia FederAnziani, il format spazia dai temi della salute a quelli del sociale, dell’economia, delle nuove tecnologie, fino alla cultura e al tempo libero, con un linguaggio semplice, viaggiando sul social network più frequentato dagli over 65 (Facebook), su Youtube, attraverso la rete virtuale dei centri anziani, divenuta, in questi mesi di lockdown, più attiva che mai. Insomma un tg interamente dedicato agli over 65 e ai loro bisogni, in rete tutti i giorni dal lunedì al venerdì, alle 14.30, sul web. Con un’attenzione particolare a tutte le criticità legate alla condizione della pandemia, che è poi proprio il contesto in cui nei mesi scorsi è stato pensato e lanciato il suo format. Quindi grande spazio all’informazione utile, consigli su come affrontare le specifiche difficoltà di questo momento, aggiornamento puntuale su temi critici quali l’andamento della pandemia e, soprattutto, delle vaccinazioni. Accanto a questo tante rubriche di carattere pratico, come l’appuntamento con la cucina, e poi ancora la rubrica per la digital inclusion, utile per imparare per esempio ad usare le app, e ancora i consigli sulla salute sessuale dei senior.“L’idea è nata proprio nei mesi di chiusura dei centri anziani e distanziamento sociale. Ci siamo resi conto di quanto ‘tecnologici’ siano i nostri senior, che hanno dimostrato tutta la loro resilienza riorganizzando rapidamente la loro vita sociale attraverso Youtube, Facebook e i sistemi di messaggistica per proseguire a casa propria le attività che prima svolgevano nei centri sociali: dai corsi di ginnastica, ballo e musica, ai corsi di cucina – dichiara Eleonora Selvi, Portavoce di Senior Italia FederAnziani e Direttrice Responsabile di Senior News – A questa loro dimestichezza con smartphone e Pc vogliamo rispondere portando loro nuovi contenuti, con una striscia di informazione quotidiana che veicoli importanti consigli su come mantenersi in salute, fare prevenzione, imparare a riconoscere i sintomi delle principali patologie croniche e gestirle al meglio, ma anche informare su temi come pensioni, economia, risparmio, diritti, difesa dei consumatori, su come difendersi dalle truffe e su come vivere bene anche in periodi difficili come quello che stiamo attraversando, che vede negli anziani la fascia di popolazione più fragile e bisognosa di corretta informazione. E tutto questo anche con il coinvolgimento delle società scientifiche e delle organizzazioni dei medici e degli operatori sanitari che da sempre lavorano al nostro fianco, in modo da garantire un’informazione scientifica corretta e impeccabile”.Ampio spazio alla salute, per rispondere ai bisogni e alle domande del popolo della terza età. Ecco quindi che il tg arricchisce, grazie alla sua ampia diffusione e al suo linguaggio peculiare, l’impegno che Senior Italia FederAnziani da sempre porta avanti nel sensibilizzare i senior con le sue campagne di informazione sanitaria. I temi, quelli centrali dal punto di vista della salute dei senior: la promozione dei sani stili di vita, l’attenzione alla prevenzione, le malattie croniche, le patologie respiratorie, l’asma, l’asma grave, la bpco, le patologie oncologiche, il tumore del polmone o carcinoma polmonare, la leucemia, il diabete, lo scompenso cardiaco, l’ipertrofia prostatica benigna, la cistite, la fragilità ossea, le patologie delle valvole cardiache, l’ipercolesterolemia, l’incontinenza urinaria, l’epatite C, l’aderenza alla terapia. Argomenti puntualmente approfonditi anche attraverso video interviste a medici ed esperti.

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Al via la seconda edizione di “A\Way Together” di Janssen Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2021

Prende il via la seconda edizione “A\Way Together”, il progetto di Janssen, l’azienda farmaceutica del gruppo Johnson e Johnson, che vede coinvolte 5 eccellenze dell’infettivologia italiana con l’obiettivo di fare chiarezza sull’importanza che i vaccini hanno rivestito nella storia dell’uomo. I vaccini rappresentano una delle più grandi scoperte scientifiche dell’età moderna. Hanno permesso di debellare definitivamente malattie un tempo molto diffuse, come ad esempio la poliomielite, una grave patologia infettiva del sistema nervoso centrale che nel secolo scorso colpiva migliaia di persone ogni anno. Grazie al vaccino sviluppato da Jonas Salk negli anni Cinquanta, nel giro di pochi decenni, la diffusione della poliomielite è stata drasticamente ridotta, fino a che nel 2002 l’Europa ne ha raggiunto la completa eradicazione. Saranno cinque i protagonisti della nuova edizione, le cui video-testimonianze si alterneranno con cadenza settimanale fino alla fine di febbraio. A partire dal racconto storico di alcune delle malattie infettive più invalidanti fino ad arrivare ai giorni nostri, gli esperti, tra cui la Prof.ssa Cristina Mussini, Direttrice Struttura Complessa Malattie Infettive A.O. Universitaria di Modena, il Prof. Giovanni Di Perri, Responsabile Malattie Infettive Ospedale ‘Amedeo di Savoia’ di Torino, la Prof.ssa Antonella Castagna, Professore associato Malattie Infettive dell’Università Vita-Salute San Raffaele, il Prof. Andrea Gori, Direttore di U.O. Complessa Professore Malattie Infettive – Università di Milano e il Prof. Andrea Antinori, INMI Lazzaro Spallanzani – Roma, racconteranno attraverso le loro esperienze come i progressi della ricerca ci abbiano permesso di debellare alcune patologie con le quali l’umanità ha fatto i conti per secoli e di cosa ci prospetta il futuro.“I vaccini sono stati quella “strada comune” che ci ha permesso di debellare tante malattie. Oggi ci troviamo in una situazione che le nostre generazioni non avevano mai vissuto ed è di nuovo nei vaccini che riponiamo le nostre speranze” – afferma la Dott.ssa Loredana Bergamini, Direttore Medico di Janssen Italia – “Questo è il momento di fare chiarezza, di ricordare con rigore scientifico come la ricerca ci abbia permesso di fare passi avanti giganteschi e di come sarà sempre più importante anche nel futuro per farci trovare quella “via” da percorrere insieme”. Alessandra Spagnolo

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Scuola: Docenti di sostegno fermi almeno 60 mesi prima di chiedere trasferimento

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2021

Tutti i docenti titolari sul sostegno sono soggetti al vincolo quinquennale su tale tipologia di posto: il vincolo decorre dall’anno scolastico di immissione in ruolo sul sostegno oppure, in caso di mobilità, dall’anno scolastico in cui si ottiene il movimento da materia a sostegno. A ricordarlo è la rivista Orizzonte Scuola, la quale sottolinea che nel computo del quinquennio, come chiarisce l’art.23 comma 8, si considera l’eventuale anno di decorrenza giuridica della nomina in ruolo ed è calcolato anche l’anno scolastico in corso. Il docente nel vincolo quinquennale, quindi, potrà partecipare alla mobilità soltanto per posti sul sostegno.

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Oggi l’Anief incontra la ministra Azzolina

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2021

Roma. L’incontro si terrà alle ore 10.30, sul tema dei “progetti del Ministero dell’Istruzione relativi al Piano nazionale di ripresa e resilienza”. A questo riguardo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ricorda che “la vera sfida per il nostro Stato è ora quella di investire al meglio questi finanziamenti provenienti dall’Europa, senza disperdere un solo euro: siamo ben lieti di incontraci con i vertici dell’amministrazione scolastica e con la ministra dell’Istruzione, ai quali faremo presente che oltre ai processi di digitalizzazione, ammodernamento e rifacimento di un alto numero di strutture scolastiche, sarà importante valorizzazione del personale, partendo dalla cancellazione della supplentite, assumendo in ruolo tutti i precari con titoli e servizi, anche da graduatorie d’Istituto, incrementare in modo finalmente importante gli stipendi di docenti e Ata. Ma anche aumentare gli organici, le scuole autonome, le dirigenze scolastiche, i posti di Dsga e cancellando una volta per tutte i posti in organico di fatto e la vergogna delle deroghe su sostegno. Sempre per il personale, sarà fondamentale, infine, introdurre la parità di trattamento tra personale precario e di ruolo, anche in tema di ricostruzione di carriera e di mobilità, andando a cancellare quei vincoli che oggi allontanano il diritto al lavoro da quello che tutela la famiglia”.
Secondo quanto riferito dalla stampa specializzata, la missione “Istruzione e ricerca” collocata nel Recovery Plan ruota attorno ai seguenti assi portanti:
– l’ampliamento delle competenze acquisite nelle scuole, nelle università e nelle istituzioni di Alta Formazione Artistica e Musicale da parte di giovani, di lavoratori e ampie fasce di popolazione attiva;
– il potenziamento della ricerca di base e delle grandi infrastrutture di ricerca, fondamentali nelle aree di frontiera e per il trasferimento tecnologico, il miglioramento dell’interazione tra mondo della ricerca e mondo produttivo, nonché della propensione all’innovazione delle imprese, soprattutto delle PMI, e la loro partecipazione a progetti e filiere strategiche. Per questa via si sostengono anche la domanda e l’adeguato impiego di competenze avanzate nel nostro sistema produttivo;
– l’internazionalizzazione della formazione superiore e della ricerca attraverso la promozione della mobilità di docenti e ricercatori, sia verso l’estero che verso l’Italia, per contribuire ai principali processi internazionali di ricerca e formazione di nuove competenze, nei principali ambiti strategici per il futuro;
– il supporto alla ricerca condotta dai giovani talenti, con finanziamenti ad essi dedicati, seguendo il modello d’eccellenza degli ERC grant europei.

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Lavoro: Riforma dello Stato sociale e Ristori

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2021

Il segretario organizzativo Confeder, Marcello Pacifico, ha affermato al confronto in video call con Nunzia Catalfo, ministra del lavoro e delle politiche sociali, sulla riforma degli ammortizzatori sociali. Il sindacalista nell’intervista rilasciata a Teleborsa ha dichiarato: che “la ministra Catalfo, nell’incontro con le organizzazioni sindacali sulla riforma dello stato sociale e sulle ultime misure che il governo si appresta ad assumere in tema di Ristori, ha segnalato alcune novità molto importanti. La prima è quella dell’estensione di 12 settimane della Cassa integrazione in deroga, che quindi riguarderà tutto l’anno 2021 e contribuisce a dare un piccolo sostegno ai lavoratori e alle imprese. Si sta inoltre discutendo all’interno del governo sul fatto di prorogare le norme sul divieto di licenziamento, prossime a scadenza, e poi gli strumenti di welfare utili a sostenere i lavoratori privati. Questo è molto importante perché gli autonomi sono stati colpiti duramente da questa crisi e poi è evidente che siamo favorevoli agli interventi sul prolungamento della cassa integrazione, tutto questo può risolversi solo con nuovi fondi a favore della Naspi. Per poter parlare di ristori abbiamo chiesto di attivare tutti quei tavoli annunciati sugli ammortizzatori sociali, sulla previdenza complementare, anche sul funzionamento della Pubblica Amministrazione, in particolar modo sullo smart working e sul lavoro agile, e soprattutto abbiamo chiesto di puntare sulle politiche attive per il lavoro. Inoltre alla fine ho ricordato alla ministra – ha continuato Pacifico – che è importantissimo aprire subito un tavolo sul regime post Quota 100, perché questo è l’ultimo anno in cui l’anticipo pensionistico è in vigore. La ministra ha assicurato che già si è insediata la commissione per separare il welfare dalla previdenza”. Il sindacalista ha poi sottolineato come ci sia un gap rispetto al resto d’Europa: ha infatti che in Europa l’età media per andare in pensione è 63 anni senza penalizzazioni, mentre in Italia si è toccata l’asticella dei 67 anni. Pacifico ha continuato affermando che “il problema Quota 100 è quindi fondamentale, senza dimenticare quello che avviene nella scuola, dove abbiamo il personale più vecchio del mondo e anche il più esposto al rischio burnout”. Ha anche affermato che bisogna potenziare l’indennità di rischio per il personale medico-sanitario e per il personale della scuola e aggiornare le tabelle sul rischio sanitario in tutta Europa. Il sindacalista ha poi ribadito “l’importanza di riaprire il tavolo sul salario minimo che va legato assieme alle pensioni e all’aumento del costo della vita. Ci riserviamo nei prossimi giorni di preparare una memoria scritta, non appena abbiamo il testo del decreto Ristori, anche in vista dei nuovi incontri sul Recovery Plan su cui Confedir ha dato la sua disponibilità anche per Palazzo Chigi”, ha concluso Pacifico.

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Scuola: Docenti assunti in ruolo bloccati per 5 anni

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2021

Derogare al blocco dei trasferimenti, anche annuali, imposto ai docenti neo-assunti. La proposta emendativa dell’Anief rientra nel novero delle richieste formulate dallo stesso sindacato autonomo, tutte orientate a chiedere misure ad hoc per il mondo della scuola migliorative del sistema. I temi sono svariati: vanno dal doppio canale di reclutamento dei precari, da inserire in una seconda graduatoria oltre a quella di merito per stabilizzarli, alla proroga sia degli organici che consentiranno la continuità didattica sia dei contratti del personale Covid. E tanto altro. Anief ricorda che decine di migliaia di insegnanti della scuola pubblica italiana non hanno alcuna possibilità di trasferirsi dalla sede scolastica dove sono stati collocati in ruolo, nemmeno temporaneamente e neanche qualora abbiano motivazioni valide e vi sia il posto per collocarli nella sede richiesta. Eppure già in passato il sindacato ha cercato di cancellare il vincolo con appositi emendamenti, l’ultima volta con la Legge di Bilancio 2021.

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Castelli: “Aumentano le esportazioni”

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2021

Roma – “Mentre tutto sembra precipitare, i dati sulle esportazioni dei prodotti italiani confermano il continuo aumento. E questo ci dimostra che l’economia, il Paese, ripartono solo con un serio e costante lavoro di pianificazione, programmazione, interventi per lo sblocco degli investimenti e, soprattutto, grazie al lavoro di squadra. Quello sulle esportazioni è un risultato frutto, in primo luogo, della tenacia delle imprese italiane, ma anche di quel Patto per l’Export, fortemente voluto dal Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che ha rimesso attorno ad un tavolo Governo e attività produttive, per dare al Sistema Paese una più ampia prospettiva di sviluppo. Un lavoro costante che vede lo Stato nel ruolo di regista, a coordinare e supportare tutti gli attori in campo. È una visione, quella che serve al Paese. Una prospettiva. Non costanti distinguo, ma un lavoro silenzioso e soprattutto di sinergia. Perché l’Italia, quando gioca tutta assieme la stessa partita, non è seconda a nessuno”. Lo scrive, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Report H2IT: l’idrogeno è la soluzione per la decarbonizzazione

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2021

H2IT – Associazione Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile ha presentato oggi il report “Strumenti di supporto al settore idrogeno. Priorità per lo sviluppo della filiera idrogeno in Italia” in occasione dell’evento digitale Idrogeno: il futuro dell’energia è oggi. Uno studio dettagliato, che ha coinvolto l’intera filiera e portato all’elaborazione di 7 priorità per una Strategia Nazionale dell’Idrogeno. Dall’industria ai trasporti, dalla produzione di energia e calore all’uso in ambito residenziale: tanti i settori che verrebbero trasformati dall’idrogeno, un comparto che potrebbe creare entro il 2050 in Europa un giro d’affari di 820 miliardi di euro l’anno e circa 5,4 milioni di nuovi posti di lavoro.All’evento hanno partecipato Alberto Dossi, Presidente di H2IT, Luigi Crema, Vicepresidente di H2IT, la Prof.ssa Filomena Maggino, Consigliere del Presidente del Consiglio e Presidente della Cabina di regia Benessere Italia, e gli onorevoli Vanessa Cattoi (Lega) e Andrea Vallascas (M5S). Al messaggio di H2IT ha anche risposto il Stefano Buffagni, Vice Ministro allo Sviluppo Economico, con una lettera al Presidente Alberto Dossi.
“L’Italia ha il potenziale per posizionarsi strategicamente in tutti i settori di riferimento della filiera idrogeno: produzione, logistica e trasporto, industria, mobilità, residenziale. – ha dichiarato Alberto Dossi, Presidente di H2IT – Abbiamo grandi operatori e aziende determinanti nell’apertura del mercato, PMI e start-up innovative, centri di ricerca di rilevanza internazionale. Con questo report, realizzato coinvolgendo ben 67 organizzazioni attive nel settore, abbiamo voluto dare il nostro contributo allo sviluppo di un mercato che diventerà sempre più centrale nell’economia nazionale ed europea. Per vincere la sfida della decarbonizzazione è giunto il momento di elaborare una Strategia Nazionale dell’Idrogeno che realizzi un ampio piano di investimenti e riforme. H2IT, in quanto voce unica nel panorama italiano, è pronta a lavorare insieme alle istituzioni mettendo a disposizione tutte le competenze necessarie per favorire il processo decisionale.”

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Il sistema agroalimentare italiano

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2021

“Con oltre 522 miliardi di euro, il sistema agroalimentare italiano rappresenta il 15% del PIL nazionale: primi in Europa per valore aggiunto agricolo. ll sistema agro­alimentare, inteso complessivamente come agricoltura, silvicoltura e pesca, si conferma settore chiave della nostra economia, in tutte le sue componenti (agricoltura, agroindustria e commercio all’ingrosso e al dettaglio e ristorazione), raggiunge un peso del 15% del PIL italiano, come media stabile degli ultimi anni. Messo alla prova dalla pandemia, il sistema ha saputo essere resiliente rispetto alla media generale dell’economia (stime ISTAT). Nonostante la superficie nazionale sia circa la metà di quella spagnola e francese, l’agricoltura italiana conferma la sua leadership europea: è la prima agricoltura d’Europa per valore aggiunto e la terza per produzione lorda vendibile. L’Italia è primo produttore mondiale di vino in volume e primo produttore europeo in valore nella produzione di ortaggi. Nel 2019 il valore della produzione agricola è stato di 57,3 miliardi di euro, in linea con l’anno precedente, di cui oltre il 50% dovuto alle coltivazioni, il 29% circa agli allevamenti e la restante parte alle attività di supporto e secondarie. Crescita significativa nell’ultimo decennio per l’industria alimentare con +12% di valore aggiunto (circa il doppio rispetto a quello del manifatturiero) e +8% dell’indice della produzione, a fronte di una diminuzione generale. Indiscusso il contributo dell’agricoltura e dell’industria alimentare (incidenza sul settore del 64%) alla bioeconomia, che, con un fatturato in crescita (+1,3%) di oltre 324 miliardi di euro, costituisce ormai uno degli elementi di forza dell’economia italiana.
Le produzioni di qualità certificata (DOP-IGP) che, meglio di altre, hanno fatto fronte alle difficoltà legate alla pandemia, si confermano tra le più dinamiche dell’agroalimentare italiano, con un valore che raggiunge i 17 miliardi di euro (+oltre il 4%), tra componente alimentare e vinicola, circa il 19% del totale dell’agro-alimentare italiano. Sempre più significativa è la crescita delle attività connesse all’agricoltura, ormai oltre un quinto del valore complessivo della produzione agricola realizzata: l’agriturismo con +3,3% in valore e +4,1% di aziende nel solo 2019, (brusca flessione nel 2020 per le restrizioni conseguenti alla pandemia) e il contoterzismo (+1,7% in valore), particolarmente attivo in termini di maggiore diffusione di innovazioni tecnologiche, di ricorso alle pratiche dell’agricoltura 4.0, di facilitazioni nel rispetto di alcune prescrizioni ambientali, di riduzione del digital divide. Dal punto di vista strutturale sono oltre 1,5 milioni le aziende agricole, di cui il 27% sono imprese che intrattengono rapporti stabili di mercato, ricoprono il 65% della SAU (superficie media di 21 ha, superiore alla media nazionale) e rappresentano il 75% della produzione standard complessiva. Le imprese non specificamente orientate al mercato, invece, sono circa il 66% del totale (di cui il 36% ha rapporti solo saltuari e il 30% dedito al solo autoconsumo) eoccupano complessivamente circa il 29% della SAU totale. Si conferma rilevante il sostegno pubblico al settore agricolo, circa 11,9 miliardi di euro nel 2019, ma in calo rispetto agli anni precedenti: dal 2015 al 2019, infatti, si è verificata una riduzione oltre 1,3 miliardi di euro (-10%), quasi totalmente derivante da minori agevolazioni nazionali. Sul fronte degli scambi commerciali, come evidenziato dal Rapporto sul commercio estero 2019, netta è stata la riduzione del deficit della bilancia agroalimentare italiana, sceso largamente al di sotto di 1 miliardo di euro nel 2019, a fronte dei 5 miliardi del 2015 e degli oltre 9 miliardi del 2011. Si tratta di un dato straordinario, confermato dai primi 9 mesi del 2020, in cui, addirittura, si verifica un cambio di segno nel saldo, per la prima volta positivo dall’inizio della serie storica, grazie alla crescita tendenziale delle esportazioni (+0,8%) a fronte di un importante calo delle importazioni (-4,4%). In particolare, l’export, dopo un’ottima performance nei primi tre mesi dell’anno (+6,3%) e un calo nel secondo trimestre (-4,6%) soprattutto a maggio, ha visto una ripresa dei flussi, confermata al termine del terzo trimestre 2020 (+0,8%). I settori dell’export più colpiti dagli effetti del Covid-19, nel secondo trimestre 2020, sono stati il florovivaismo, le carni, i prodotti dolciari e il vino, parzialmente compensati dalla crescita di altri importanti prodotti del Made in Italy, come la pasta, le conserve di pomodoro e l’olio di oliva.
Verrà infine presentato il Rapporto L’emergenza Covid-19 e il settore ittico italiano: impatto e risposte, realizzato dal CREA, in collaborazione con NISEA, dedicato al settore della pesca e dell’acquacoltura, che ha ampiamente risentito della crisi pandemica, con un calo della domanda di prodotto fresco (-29% in valore a marzo e -17% ad aprile). In termini di scambi commerciali con l’estero, il settore è tra i più colpiti dagli effetti delle misure di contenimento del Covid-19 e dalla conseguente crisi economica (-16% in valore le importazioni nel I semestre 2020). Le imprese di acquacoltura hanno subìto una forte riduzione nelle vendite, soprattutto tra marzo e aprile, ad eccezione del canale della grande distribuzione. Le attività di pesca hanno cercato di adattarsi alle richieste del consumo domestico, anche attraverso il ricorso a nuove modalità di commercializzazione, quali la vendita diretta, le prenotazioni a distanza, gli acquisti on-line e le consegne a domicilio. By Micaela Conterio abstract

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Joyce Carol Oates: Pericoli di un viaggio nel tempo

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2021

Collana Oceani, trad. Alberto Pezzotta, pp. 352, 20 euro In libreria dal 28 gennaio. Il nuovo libro della più grande scrittrice americana vivente. Un romanzo distopico, un ritratto lucidissimo della società che verrà e la resistenza di una giovane donna contro i vincoli di una società oppressiva. In contemporanea un’edizione speciale per i 20 anni di Blonde, il romanzo di culto su Marylin Monroe. Il sollievo è la felicità di coloro che non hanno altra felicità.
Adriane S. Strohl vive negli SNAR (Stati del Nord America Rifondati) una confederazione nata dopo i Grandi Attacchi Terroristici e la conseguente Guerra Contro il Terrore. Uno stato retto da un governo onnipresente e opprimente che non consente nessun tipo di dissenso. Adriane è solo una ragazzina di diciassette anni, idealista e curiosa, quando viene arrestata dalla Sicurezza Interna per aver osato fare delle domande a scuola. La sua condanna è quella di essere rimandata indietro nel tempo di ottant’anni e di scontare la pena a Wainscotia Fall, nel Wisconsin, per studiare nella locale università.
Lasciata alla deriva nel tempo in questa idilliaca cittadina del Midwest, viene avviata a un percorso di “riabilitazione” per poter poi tornare a casa, ma non può resistere all’innamoramento per un altro esiliato, che la porterà a riflettere sul mondo Wainscotia e sulla realtà che è costretta a vivere, con risultati al contempo devastanti e liberatori.
Pericoli di un viaggio nel tempo è un romanzo distopico, visionario e sorprendente, che racconta la resistenza di una giovane donna contro i vincoli di una società oppressiva, ma è anche una potente storia d’amore, splendidamente raccontata dalla più grande scrittrice americana contemporanea.
JOYCE CAROL OATES ha ricevuto numerosi importanti riconoscimenti, tra i quali vale la pena ricordare: la National Medal of Humanities, il National Book Critics Circle Ivan Sandrof Lifetime Achievement Award, il National Book Award e il PEN/Malamud Award for Excellence in Short Fiction. Autrice enormemente prolifica, ha scritto alcune delle opere più significative del nostro tempo.

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Medicina: Appalto della Regione Lazio per le grandi apparecchiature

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2021

Perché l’IFO disdegna la gara d’appalto indetta dalla Regione Lazio per la fornitura di grandi apparecchiature sanitarie di alto livello tecnologico? Sono disponibili oltre 40 milioni di euro da fondi europei POR/FESR, per dotare le ASL laziali di 11 Acceleratori Lineari multi energia, 7 Risonanze Magnetiche 1.5 Tesla, 18 TC 128 Slice. Nonostante ciò l’IFO aderisce solo per la sostituzione di 2 TAC 128 slice e “misteriosamente” preferisce procedere attraverso l’avvio di un Partenariato Pubblico Privato connesso al potenziamento della radioterapia e della medicina nucleare. Una scelta che se concretizzata, inciderà pesantemente sul bilancio regionale. Con una interrogazione all’Assessore alla Sanità ed al Presidente del Lazio chiediamo di verificare per quali ragioni l’IFO preferisce avviare un Partenariato Pubblico Privato rinunciando ai fondi programmati POR/FESR. I vertici della Pisana dovranno anche spiegare in base a quale logica, il Partenariato Pubblico Privato che IFO sta avviando, possa essere economicamente più conveniente della gara indetta dalla Regione Lazio, che prevede l’utilizzo di fondi europei dedicati che non incidono sul bilancio regionale. Massima chiarezza dovrà essere fatta inoltre, sulle differenze tra la tipologia di approccio scelto da IFO per la sostituzione delle grandi apparecchiature sanitarie (Partenariato Pubblico Privato) ed un appalto tradizionale.>> E’ quanto dichiara Fabrizio Ghera, capogruppo di Fdi alla Regione Lazio.

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